Mese: Marzo 2026
Dopo il bellissimo concerto di apertura, con il duo di chitarra e mandolino, composto da Andrea de Vitis e da Raffaele La Ragione, il terzo “Legno che canta” ospita sabato 21 marzo, alle 21, al Dugentesco, un altro chitarrista acclamato a livello mindiale.
Si tratta del quarantenne di origine kosovara Petrit Çeku, che ha tenuto concerti tutto il mondo ed è plurivincitore di concorsi internazionali.
Attualmente insegna all’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Graz, in Austria.
Sabato al Dugentesco, Çeku presenta un super programma che si aprirà con la sua trasposizione chitarristica del celebre “Adagio” di Alessandro Marcello trascritto per clavicembalo da Bach; seguirà la “Sonata in la maggiore M. S. 3” di Paganini.
Quindi un’altra trascrizione del concertista del celebre “Adagio opera 11” di Samuel Barber.
La seconda parte si aprirà con una composizione di Angelo Gilardino, che Çeku non ha ancora annunciato, seguita da tre brani di Debussy arrangiati per chitarra da Tomorr Kumnova.
Poi si ascolterà “Foglie morte”, una composizione del giovane chitarrista Edoardo Tritto e, per concludere, “Tre pezzi spagnoli” di Joaquim Rodrigo, l’autore del celeberrimo Concerto di Aranujez.
L’ingresso è gratuito, ma è consigliabile prenotare al 3348583346 oppure all’indirizzo e-mail associazioneangelogilardino@gmail.com.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, sabato – ed è la caratteristica di questo terzo Legno che Canta – alle 15,30, allo Spazio Gioin di via Laviny, Marco de Santi, presidente dell’Associazione “Gilardino”, terrà un seminario per gli iscritti all’Accademia internazionale di alto perfezionamento sorta in seno all’Associazione, e per gli uditori, sul tema: “Promuovere la propria identità artistica. Strumenti tradizionali, Web site e social”.
Domenica, alla Scuola Vallotti, la masterclass tenuta da Çeku.
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Redazione di Vercelli
Al fine di incrementare ulteriormente la proiezione dei servizi esterni sul territorio, garantendo una presenza sempre più capillare e dinamica a tutela della sicurezza dei cittadini, il Comando Provinciale Carabinieri di Biella comunica che, a decorrere da lunedì 16 marzo 2026, la Stazione Carabinieri di Andorno Micca rimodulerà l’orario di apertura al pubblico, che sarà attivo nella fascia mattutina dalle ore 09.00 alle ore 12.00.
Questa ottimizzazione degli orari di ufficio permetterà di privilegiare il controllo del territorio e la prevenzione dei reati, assicurando una maggiore operatività delle pattuglie nelle zone di competenza.
Con l’occasione, si riportano di seguito gli orari aggiornati di apertura al pubblico delle Stazioni Carabinieri della provincia.
Si ricorda che le Stazioni capoluogo di Biella e Cossato permangono operative con servizio H24 (24 ore su 24).
Tabella orari di apertura al pubblico
Stazione Mattino Pomeriggio
Andorno Micca 9.00-12.00
Bioglio 8.00-14.00
Candelo 8.30-13.00 14.00-17.00
Cavaglià 8.30-13.00 14.00-17.00
Coggliola 9.00-12.00
Crevacuore 8.00-14.00
Masserno 8.00-14.00
Mongrando 8.00-13.00 14.00-16.00
Mottalciata in Salussola 9.00-12.00
Netro 9.00-12.00
Occhieppo Superiore 8.30-13.00 14.00-17.00
Salussola 9.00-13.00 14.00-17.00
Valdilana 8.30-13.00 14.00-17.00
Valle Mosso di Valdilana 8.00-13.00 14.00-16.00
Vigiano Biellese 8.00-12.00 13.00-16.00
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Redazione di Vercelli
Prosegue la rassegna di Vespri e Concerti “Note sull’acqua” nella parrocchiale di Lamporo.
Sabato 21 marzo alle 16:30, una proposta di meditazione in tempo quaresimale: ascolteremo pagine toccanti tratte dalla Petite Messe Solennelle di Rossini, dallo Stabat Mater di Pergolesi, il celeberrimo Adagio di Albinoni, ma anche, in omaggio all’inizio della primavera, un movimento della terza sinfonia di Schumann (“Primavera”) trascritta per organo solo e il luminoso “Mattino” di Grieg.
Protagonisti dell’evento i solisti della corale parrocchiale “San Bernardo”: Carla Fappani e Laura Rosso, soprani; Nicoletta Martinotti, mezzosoprano; Roberto Fusano, baritono; Federico Villani, organo.
Ingresso libero.
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Redazione di Vercelli
Un momento di riflessione, confronto e approfondimento dedicato ai genitori ma anche a tutti coloro che si occupano di educazione nei primi anni di vita: lunedì 23 marzo alle ore 18.00, nella suggestiva cornice di Villa Paolotti, si terrà l’incontro dal titolo “Il movimento è vita”, una serata dedicata all’importanza del gioco e del movimento nello sviluppo dei bambini.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Gattinara in collaborazione con l’Associazione “Il Bandolo della Matassa ODV”, sarà condotta da Grazia Gulletta, psicomotricista ed educatrice, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di scoperta del valore educativo del movimento nei primi anni di vita.
Nei primi anni, infatti, il bambino conosce e interpreta il mondo attraverso il corpo.
Prima ancora delle parole, il movimento rappresenta il suo primo linguaggio: correre, saltare, arrampicarsi, cadere e rialzarsi, costruire e immaginare sono esperienze fondamentali che contribuiscono allo sviluppo dell’autonomia, della sicurezza e della relazione con gli altri.
Come insegna la psicomotricità relazionale, il bambino “pensa con il corpo”: attraverso l’azione costruisce le basi del pensiero, dell’autostima e della propria identità. Il gioco spontaneo non è quindi un semplice passatempo, ma uno spazio prezioso in cui il bambino esprime emozioni, paure, desideri e scoperte.
Durante l’incontro si parlerà in particolare di: il valore del movimento nei primi anni di vita; il significato del gioco libero e spontaneo; il corpo come strumento di espressione emotiva; il ruolo dell’adulto nell’accompagnare la crescita del bambino; suggerimenti pratici per favorire lo sviluppo psicomotorio a casa e nei contesti educativi
La serata sarà anche un’occasione di dialogo e condivisione tra genitori, educatori, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per sostenere con maggiore consapevolezza il percorso di crescita dei bambini.
«Investire nei primi anni di vita significa costruire le basi del futuro della nostra Comunità – sottolineano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione -. Iniziative come questa aiutano i genitori a comprendere quanto il gioco e il movimento siano elementi fondamentali per lo sviluppo armonico dei bambini. Il movimento è uno dei primi strumenti attraverso cui i bambini imparano a conoscere sé stessi e il mondo. Promuovere incontri di questo tipo significa valorizzare il ruolo della famiglia e della comunità nel percorso educativo dei più piccoli, creando occasioni di crescita condivisa».
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Redazione di Vercelli
1 Sam 16, 1.4. 6-7. 10-13
Dal primo libro di Samuele
In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato.
Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.
Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.
Sal.22
RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.
RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.
RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Ef 5, 8-14
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».
Gv 9, 1-41
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
Tu l’hai visto: colui che parla con te!
(1 Sam 16,1.4.6-7.10-13; Sal 22; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41)
In questa quarta domenica di Quaresima, incontriamo nell’episodio del cieco nato, il simbolismo luce/tenebre, presente in tutto il vangelo di Giovanni.
Gesù passando vede un uomo che non può vederlo, perché cieco dalla nascita; i discepoli (e noi oggi) gli chiedono ragione della sua condizione. In credenze antiche (che in qualche modo ancora sopravvivono) esiste un legame causa-effetto tra peccato e malattia, ma nel caso di un cieco dalla nascita, che male può aver compiuto per trovarsi in quella situazione?
A chi si può attribuire la colpa?
Bisogna intenderla un’eredità dei genitori?
Gesù si discosta dalle risposte che si cercano spostando l’attenzione non in un ritorno all’origine, ma in uno sguardo all’avvenire, il senso è in avanti.
Il cieco dalla nascita, raffigura la condizione nativa degli uomini, l’oscurità di cui non siamo colpevoli e dalla quale Gesù, che si rivela come Luce del mondo, viene a liberaci.
Accanto alla cecità incolpevole, si affianca la cecità di chi non vuol vedere, impersonata nel brano dai farisei, che sono presenti nella scena screditando Gesù e il suo operare.
Il loro giudizio è irremovibile: è un trasgressore della Legge che guarisce di sabato.
L’intervento di Gesù, la guarigione operata, suscita diverse reazioni che accompagnano l’interrogativo sulla sua identità.
Il cieco guarito, convocato dai farisei è chiamato a dar gloria a Dio, (schierandosi naturalmente dalla loro parte):
“noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore”.
Ma il cieco risponde: “se sia un peccatore non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo”.
Questa è la sua esperienza concreta e straordinaria che gli cambia la vita: può un peccatore aprire gli occhi ai ciechi?
Ma i farisei rifiutano di lasciarsi interpellare da quella realtà e lo cacciano fuori e con lui cacciano lontano anche l’opportunità che viene loro data di accogliere la luce; la loro sufficienza li chiude e li protegge dall’eventualità di dover riconoscere che non hanno capito tutto e che Dio non è con loro. L’uomo guarito, a motivo della testimonianza resa a Gesù, viene così estromesso dalla sinagoga, allontanato anche dai genitori che prendono distanza, senza partecipare alla gioia della guarigione del figlio.
Anch’essi, infatti, sono convocati e interrogati dai farisei su quanto accaduto ma per non essere espulsi dalla sinagoga, scelgono di non prendere posizione e rimandano tutto al figlio: chiedete a lui, ha l’età, parlerà lui di sé.
Essi rimangono nel buio di una religione senza amore.
Gesù non lascia solo il cieco guarito, avendo saputo che era stato cacciato fuori lo raggiunge e gli domanda:
“Tu credi nel Figlio dell’uomo?”.
Ed egli: “chi è Signore, perché io creda in lui?”.
Gesù risponde: “Tu l’hai visto: colui che parla con te è proprio lui”.
Ed egli disse, accogliendo anche la vista interiore: “io credo, Signore!”.
La fede nasce da un incontro personale, che ha effetti comunitari; dall’esperienza di essere amati, dal desiderio di essere liberati dalle tenebre per vivere nella luce: prima ero cieco, ora i miei occhi ti vedono!
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Disgrazia ad Alice Castello nel pomeriggio di oggi, 14 marzo.
In Piazza Crosio ha preso fuoco – per cause che sono al vaglio delle Autorità – un fabbricato di civile abitazione.
In quel momento in caso c’era il 75enne Franco Dell’Aprovitola, che è perito nel corso del sinistro.
L’anziano viveva con la moglie che, però, fortunatamente in quel momento non era in casa.
I Coniugi hanno due figli, ormai adulti e residenti altrove.
Aggiornamenti nelle prossime ore.
(Nell’immagine di apertura il luogo del sinistro)
Riceviamo e pubblichiamo
Il Coordinamento No Glifosato Vercelli invita tutti i cittadini ad un evento che si terrà il prossimo venerdì 27 marzo a partire dalle 17:45 presso la sala SOMS, in via Francesco Borgogna 24, a Vercelli.
Sarà un’importante occasione di confronto e analisi degli impatti, efficacia e alternative all’utilizzo di prodotti fitosanitari dannosi, a partire dal glifosato. Proprio quelli che l’Amministrazione Comunale di Vercelli ha scelto di reintrodurre in città dopo dieci anni di interruzione. Amministrazione che non ha ancora risposto alla nostra richiesta di gennaio di avere un incontro per avere informazioni sui prossimi passaggi che riguarderanno la cura del verde in città.
Nel corso dell’evento, moderato da Igor Staglianò, interverranno Irene Pellegrino, docente presso l’Università del Piemonte Orientale; Gabriele Balzaretti, esperto in agronomia, fitoiatria e ambiente, ex ricercatore; Alice Cerutti, imprenditrice agricola, Cascina Oschiena; Marina Pastena, Presidente ISDE Torino.
Oltre ad evidenziare gli impatti sulla salute e l’ambiente della scelta dannosa dell’Amministrazione, verranno descritte buone pratiche e soluzioni alternative in città e in campagna.
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare numerosi a questo importante momento informativo e di divulgazione. Non rinunciamo a tenere alta l’attenzione su questo tema.
I componenti del Coordinamento No Glifosato Vercelli:
Alleanza Verdi e Sinistra Vercelli; Azione Vercelli; Cani Sciolti – Gruppo Antispecista; CGIL Vercelli Valsesia; Europa Verde – Verdi Vercelli; Giovani Democratici Vercelli; Greenpeace Vercelli; Italia Nostra; Italia Viva Vercelli; ISDE Vercelli; Lista Civica Bagnasco Sindaco; Movimento 5 Stelle Provincia di Vercelli; Partito Democratico Vercelli e Valsesia; +Europa Vercelli; Parte in Causa – Antispecismo Radicale; Sinistra Italiana Vercelli; Slow Food Vercelli; Stati Uniti d’Europa per Vercelli
Per ulteriori informazioni e aderire al coordinamento, si può scrivere all’indirizzo e-mail: coordinamentonoglifosatovc@gmail.com
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Redazione di Vercelli
Nella mattinata di martedì 10 marzo l’aula magna del seminario arcivescovile ha visto la manifestazione conclusiva della seconda edizione del progetto “Educazione alla parità di genere”, organizzato dal Soroptimist International d’Italia, che lo scorso anno scolastico comprendeva il concorso “RispettiAMOci” e in questo anno scolastico ha proposto il concorso “ParliAMOci”.
Il progetto ha raccolto un’ampia e significativa partecipazione delle scuole primarie e secondarie di primo grado della nostra città, che hanno accolto con entusiasmo la proposta e hanno voluto essere tutte presenti all’appuntamento finale.
La manifestazione è stata introdotta dai saluti della presidente del Club vercellese, avv. Patrizia Longo, del sindaco di Vercelli, avv. Roberto Scheda, e della professoressa Assunta Zanetti, collegata online dall’Università di Pavia, referente nazionale del progetto soroptimista.
Tutti hanno espresso il vivo apprezzamento per la qualità e la ricchezza dei lavori proposti dalle scuole vercellesi e per il valore educativo del progetto.
Si è passati alla presentazione dei lavori realizzati dalle scuole.
Introdotti dalla professoressa Carla Barale, socia del Club vercellese, sono sfilati i protagonisti della premiazione: gli alunni della classe VA della Primaria Bertinetti, che hanno descritto e spiegato i loro coloratissimi manifesti, esposti in sala; gli alunni della classe V A della Primaria Paritaria Santa Giovanna Antida, che hanno realizzato un Calendario per il futuro, nel quale per ogni mese compaiono i suggerimenti per un comportamento gentile e cordiale; gli alunni della classe V B della Primaria Bertinetti, che hanno proiettato un video con il rap coinvolgente ParliAMOci con le parole giuste.
Ha chiuso il gruppo delle scuole primarie la presentazione dell’ebook realizzato dagli alunni della classe VA della Primaria Carducci.
Questo lavoro, grazie ad un linguaggio chiaro e incisivo, ad immagini e testi appropriati e ad un sapiente ricorso alla intelligenza artificiale, ha meritato la menzione d’onore da parte della Commissione nazionale: il diploma è stato consegnato agli alunni dalla dottoressa Sara Martelli, psicologa e responsabile nazionale del percorso di formazione dei docenti per lo svolgimento del progetto, che si è complimentata per l’attento e puntuale lavoro di progettazione e per il coinvolgimento di tutti gli alunni.
È seguita la presentazione dei lavori delle classi della scuola secondaria di primo grado. Sono stati proiettati i tre video realizzati dagli alunni della classe II C della scuola Pertini, caratterizzati da un’animazione accattivante a supporto di immagini e testi molto efficaci.
La rassegna è stata conclusa dalla presentazione de “La fiaba a fumetti: la principessa che salva il principe”, realizzata dagli alunni della classe IF della scuola Pertini di Vercelli.
Con la loro storia, rappresentata su un grande cartellone esposto in sala, i ragazzi hanno saputo sviluppare in modo originale il tema dell’uso del linguaggio come veicolo di stereotipi e pregiudizi, e, con un interessante capovolgimento della tradizionale struttura della fiaba, hanno scardinato i ruoli e proposto una nuova visione, aperta all’uguaglianza di genere e al rispetto reciproco.
A questo lavoro la Commissione nazionale ha assegnato la menzione d’onore, che è stata consegnata dalla dottoressa Sara Martelli, alla quale è stato poi affidato il compito di riassumere il significato di tutto il progetto.
La dottoressa ha sottolineato l’urgenza di proseguire nell’impegno dell’educazione dei bambini e degli adolescenti, in considerazione delle criticità che ancora pesano sulla parità di genere, criticità che sono state presentate attraverso la proiezione di interessanti dati statistici rilevati nel nostro paese.
A conclusione della manifestazione, il Soroptimist di Vercelli ha voluto lasciare a tutti i partecipanti un semplice omaggio simbolico: un piccolo foglio arrotolato, ognuno con una “parola del rispetto”, per invitare tutti a fare di quella parola un impegno quotidiano, assumendola come stile di vita, volto a disarmare il linguaggio e a fare spazio ad azioni concrete di pace e di amore.
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Redazione di Vercelli
Nel corso delle ultime settimane, la Questura di Vercelli ha intensificato, attraverso propri equipaggi, l’attività di controllo del territorio, dedicando una particolare attenzione a quelle zone, sia del capoluogo che della provincia, già note per essere interessate da fenomeni di microcriminalità.
Nelle giornate del 3 e 27 febbraio u.s. e in quelle del 3 e 12 marzo u.s., gli operatori della Questura di Vercelli hanno potuto avvalersi anche dell’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Torino e di un equipaggio del reparto cinofili antidroga, che hanno permesso di imprimere ancor maggiore impulso all’attività di controllo straordinario del territorio.
L’intensificazione del controllo è stata finalizzata a realizzare, innanzitutto, un’azione preventiva, volta a garantire al meglio la sicurezza pubblica, a contrastare il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché ad accertare il rispetto delle norme previste in materia di esercizi pubblici.
Nell’ambito del servizio, sono stati effettuati controlli a soggetti appiedati, ad autovetture, presso esercizi commerciali e agli avventori degli stessi ed inoltre sono state controllate capillarmente aree particolarmente delicate, come quelle pertinenti alla Stazione ferroviaria.
Complessivamente, l’attività ha consentito il controllo e l’identificazione di oltre 200 persone, molte delle quali risultate gravate da precedenti di polizia; inoltre, sono stati sottoposti a controlli 15 esercizi di intrattenimento e somministrazione di alimenti e bevande, del capoluogo e dei comuni limitrofi.
Durante l’attività di controllo svolta nell’ambito della stazione ferroviaria, l’operatività dell’unità cinofila, ha consentito di individuare 2 soggetti in possesso di sostanze stupefacenti (di tipo Hashish e Ketamina) suddivise in dosi e certamente destinate all’attività di spaccio, che sono stati deferiti in stato di libertà per il reato previsto dall’art. 73 D.P.R. 309/1990, con conseguente sequestro dello stupefacente.
Nel corso del controllo all’interno di un pubblico esercizio, è stato individuato un ulteriore soggetto in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente di tipo Hashish, nei confronti del quale si è proceduto alla segnalazione amministrativa prevista dall’art. 75 D.P.R. 309/1990.
Nel corso delle attività, sono state, altresì, rilevate delle irregolarità in alcuni esercizi pubblici sottoposti ai controlli, nei confronti dei quali sono state elevate le previste sanzioni amministrative.
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Redazione di Vercelli
Prende il via, giovedì 19 marzo, il nuovo ciclo di degustazioni “I Giovedì dell’Enoteca Regionale”, l’appuntamento settimanale promosso dall’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte dedicato alla scoperta dei grandi vini dell’Alto Piemonte, in programma il giovedì dalle ore 18.00 alle ore 19.00.
Un percorso guidato pensato per accompagnare appassionati, curiosi e visitatori in un’esperienza di conoscenza e approfondimento dei vini del territorio.
Ogni settimana sarà protagonista un vino diverso, scelto per raccontare la ricchezza e la varietà delle denominazioni dell’Alto Piemonte e, in particolare, le molteplici espressioni del Nebbiolo che, a seconda della zona di produzione, assume caratteristiche, profumi e identità uniche.
“I Giovedì dell’Enoteca” non sono soltanto degustazioni, ma veri e propri momenti di racconto e valorizzazione culturale, attraverso i quali il vino diventa chiave di lettura del paesaggio, della storia e delle tradizioni locali.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto di cooperazione “Saperi e sapori dell’Alto Piemonte”, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale Piemonte 2023–2027 – Intervento SRG07.1 (regione.piemonte.it/svilupporurale).
Un sostegno importante che conferma la volontà di investire nella promozione integrata del territorio e delle sue eccellenze.
«Con “I Giovedì dell’Enoteca” vogliamo offrire un’esperienza che vada oltre la semplice degustazione – dichiara il Presidente Massimo Baglione -. Il nostro obiettivo è promuovere la conoscenza non solo del vino, ma dell’intero territorio dell’Alto Piemonte, con tutte le sue specificità. Il Piemonte è una regione unica per eccellenze paesaggistiche, culturali, turistiche e agroalimentari, e attraverso questi incontri desideriamo raccontarne l’identità profonda».
I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0163 834070 – email: info@enotecaregionaledigattinara.it
Un invito a partecipare per scoprire, ogni giovedì, le mille sfumature del Nebbiolo e l’anima autentica dell’Alto Piemonte.
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