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L’Associazione Amici dei Musei di Vercelli organizza una conferenza sul tema “La materia che immagina…Bellezza, pittura, sistema visivo”, a cura del Dott. Pier Giorgio Fossale.
L’appuntamento è per venerdì 28 ottobre, alle ore 17.30, presso il Piccolo Studio “Cesare Massa”, all’interno del Chiostro del Sant’Andrea, in Via G. Ferraris 2, a Vercelli.
Verrà proposto un percorso nei paesaggi neuroscientifici per delineare i meccanismi dell’elaborazione e della visione, tra emozione e conoscenza.
Per informazioni: www.amicideimuseivercelli.it
info@amicideimuseidivercelli.it
Redazione di Vercelli
Quella in programma il prossimo 4 dicembre sarà una delle ultime maratone della stagione italiana.
Stiamo parlando della Maratona “Città di Trino SanoRice” tornata in calendario lo scorso anno ad affiancare la Mezza Maratona Terre d’Acqua che contestualmente festeggerà la sua 16esima edizione.
La città vercellese ha raccolto un grande entusiasmo intorno alla ripresa del percorso di 42,195 km ed è lecito presumere che quest’anno il numero di coloro che si dedicheranno alla gara più lunga sarà di gran lunga maggiore.
Quello di Trino è diventato un vero e proprio festival del podismo. Infatti il programma di gare è fatto appositamente per permettere a tutti gli appassionati di competere, ognuno per le proprie possibilità. Ecco così che al fianco di maratona e mezza non mancherà la Trino che Corre, prova competitiva e non di 6 km.
Non va dimenticato che la maratona assegnerà quest’anno i titoli regionali nonché quelli provinciali Fidal per Biella e Vercelli.
Epicentro della corsa sarà il mercato coperto di Piazza Comazzi, dove il ritrovo sarà alle 7:30.
Prima partenza riservata ai maratoneti alle ore 9:00, alle 10:00 sarà la volta della mezza, alle 10:15 il via alla Trino che Corre con i competitivi che precederanno di 5 minuti i non agonisti.
Le iscrizioni sono già aperte a un costo molto competitivo, 25 euro per la maratona e 15 euro per la mezza, con scadenza il 4 novembre per poi affrontare un aumento di 5 euro.
L’organizzazione è a cura del Gruppo Podistico Trinese insieme all’Asd Torball Club Vercelli.
Per informazioni: GP Trinese, www.facebook.com/mezzamaratonaterredacqua
Redazione di Vercelli
Massimo Paracchini avrà un’opera in video esposizione a Palma di Maiorca dal 24 ottobre al 5 novembre 2022, nella galleria “Casa del Arte”, in Costa d’en Brossa 4 B, 07001, Illes Balears, Spain.
La “Casa del Arte” è una nuova sede espositiva ed è stata aperta il 1°ottobre, si trova in una posizione privilegiata nel cuore del quartiere artistico di Palma di Maiorca e si distingue nel tradizionale centro storico di Palma per il suo design interno molto moderno e di alta qualità.
L’opera presentata da Massimo Paracchini è un lavoro informale, aniconico, una sorta di pittoscultura, intitolata “Kromoexplosion Love Vortex in Psykotrance” ed è stata realizzata sempre con la tecnica particolare inventata personalmente da lui denominata “Tridimensional Painting” o “Plastic Painting”, cioè una sorta di scultura della tela sulla quale oltre al colore, in perfetta sinkromia e trattato con la tecnica gestuale del Free Sprinkling, si dà importanza proprio al volume, al rilievo del supporto che diventa fondamentale mezzo di comunicazione, importante quanto il soggetto rappresentato.
L’opera rappresenta un grande cuore dal cui profondo si origina tutto, partendo dal suo atomo-vortice, che rappresenta sempre la genesi di un infinito e dalla sua improvvisa e iniziale kromoexplosion d’amore color giallo cromo, nasceranno forme e cromie di un nuovo Universo vibrante, multiforme e sconfinato.
Il tutto può avvenire sempre partendo dall’ energia psichica profonda dell’artista, quando è in uno stato di psykotrance attiva, cioè di estasi totale, che è una condizione dalla quale si può immaginare e concepire qualsiasi nuova visione a partire anche da qualcosa di infinitesimale come un atomo, un piccolo e apparentemente insignificante microcosmo, ma in grado di espandersi all’improvviso e generare qualsiasi nuovo Universo. Anche questa è una delle più recenti opere informali e aniconiche, nata dagli abissi più profondi del cuore e della mente dell’artista
La mostra è stata organizzata da ArtBox.Groups di Zurigo.
Attualmente Massimo Paracchini ha diverse opere in esposizione alla Galleria Nelson Cornici di Vercelli e alla Galleria Noli Arte di Noli (Sv)
Opera esposta a Palma di Maiorca:
Titolo: “Kromoexplosion Love Vortex in Psykotrance”
Dimensioni: 83 x 78 x 6 cm
Tecnica mista su tela
Anno 2021
Commento all’opera esposta:
Dal cuore profondo si origina tutto, dal suo immenso vortice d’amore in kromoexplosion nascono nuove forme e colori; in uno stato di psykotrance assoluta l’artista immagina e realizza, attraverso un Free Sprinkling istintivo, un nuovo Universo, concepito a partire da un microcosmo in grado di espandersi all’improvviso e che tutto travolge come un uragano senza pari di kromosensazioni e di emozioni, mai contenuto, e che genererà altri vortici d’amore in crescita all’infinito.
Heart Vortex in Kromoexplosion, puro flusso di energia cosmica da cui tutto ha avuto origine attraverso un movimento rotatorio che nasce dalle torsioni dinamiche generate da un punto centrale, quando dal Kaos del Free Sprinkling Overflowing e Sparkling si darà vita alla nuova forma astratta, curvilinea e in eterno movimento evolutivo.
Ho sempre voluto realizzare un’opera in kromotrance a forma di cuore, perché da essa, dal suo vortice interiore profondo, si origina tutto l’universo che conosciamo, perché da lì nascono tutte le emozioni e le sensazioni che proviamo, tutti i colori e le forme del mondo che esprimiamo con una kromoenergia senza pari, come un’onda impetuosa che tutto travolge attraverso un Free Sprinkling istintivo, senza regole, libero come il vento dell’anima che non trova mai alcun confine.
Dal cuore dell’artista in psykotrance, dalla sua energia psichica profonda nasce il grande Big Bang artistico, Kaos originario di svariate forme, colori e volumi di uno dei tanti Universi possibili, puntualmente trasfigurato dai movimenti vorticosi iperellittici e iperdimensionali della transgeometria e reso trascendentale dalla mente in estasi dell’artista che sa cristallizzare in assoluto ogni tempo e spazio ordinari.
Alla fine si torna all’origine di tutto, al Vortex che ha dato vita con il suo eterno movimento rotatorio psykedelico a tutto l’Universo vibrante, caotico, multiforme, senza limiti, al punto primordiale da cui si genereranno infinite cromie e sempre nuove forme in grado di espandersi all’infinito o in direzione rettilinea o curvilinea, generando vere Kromoexplosion che si diffondono all’infinito, dando origine a sempre nuove visioni trascendentali.
E’ necessario per l’artista allargare la propria coscienza e superare la realtà arcadico-euclidea della semplice esperienza attraverso un tetracromatismo psykedelico trascendentale indotto da una psykotrance attiva profonda che trasformerà ogni singola immagine in pura visione dinamica, astratta, in eterno movimento evolutivo, a partire dall’atomo vortice da cui deriverà tutto il nuovo Universo di forme, di colori e di volumi.
Ogni vera esperienza artistica ci porterà sempre al di fuori del tempo e dello spazio, ci indurrà a scoprire continuamente nuovi universi mentre si amplificherà in modo deciso la nostra sfera senso-percettiva e tramite la trance psykedelica, indotta da un tetrachromatismo trascendentale, la nostra coscienza all’improvviso dalla quiete estatica si espanderà e ci permetterà di superare qualsiasi realtà circostante e di travalicare qualsiasi confine e con la kromoevolution del pensiero si potrà raggiungere finalmente la nuova visione globale che è all’origine di tutte le forme, i colori e i volumi.
Vortici di energia in kromoexplosion da cui tutto nasce, plasticità delle forme, espansioni volumetriche nello spazio cosmico, concepite dall’artista in Psykotrance assoluta al di fuori dal tempo e dallo spazio, pienezza di forme nei movimenti avvolgenti e dinamici dell’Universo in continua espansione, atomo – vortex da cui tutto viene generato, giochi di luce e ombre, linee e ritmi che variano a seconda della luce, sempre partendo da un’ onda di energia fluente e vibrante atomizzata dalla trance psykedelica dell’artista.
Per anni ho cercato l’origine delle forme cromatiche, della luce, dei piani e dei volumi, fin dall’adolescenza ho tentato di scoprire qual era il punto di partenza e la genesi di tutto l’Universo vibrante, caotico e multiforme.
Ora ho raggiunto la più grande consapevolezza che l’artista in psykotrance attiva, cioè in uno stato di estasi assoluta del pensiero e dell’anima, è in grado di vedere oltre la materia e la natura arcadico- euclidea e sfiorare finalmente la verità dell’origine del tutto nell’atomo – vortex e nel suo eterno movimento rotatorio, totalmente libero e in rapida espansione evolutiva, che ha dato vita a tutto l’Universo, attraverso la sua kromoexplosion in Free Sprinkling Overflowing e Sparkling, in grado di determinare la formazione di uno dei tanti Kosmos possibili di nuove forme, colori e volumi, a partire dall’onda di energia fluente e vibrante dagli infiniti movimenti iperellittici e iperdimensionali, atomizzata dalla coscienza dell’artista in eterna kromotrance psykedelica indotta da un persistente tetrachromatismo trascendentale.
L’artista nella sua continua ricerca arriverà al punto di concepire una rivoluzionaria forma espressiva, non figurativa, quasi aniconica, senza alcun riferimento alla realtà arcadico-euclidea o ad alcuna immagine naturale conosciuta, ma più che altro specchio del suo inconscio e della sua interiorità più profonda come soggetto pensante in grado di immaginare una nuova visione globale dell’Universo, vibrante, multiforme, sconfinato, quasi riflesso di una realtà più trascendente e mistica.
Dal microcosmo profondo del cuore dell’artista in Psykotrance nascerà all’improvviso un vortice d’amore di pura energia fluente e vibrante in Free Sprinkling Overflowing e Sparkling, in grado di espandersi all’improvviso con forza esplosiva, travolgente e senza pari nell’Universo intero, caotico, vibrante e sconfinato, dando origine così a nuove forme, colori e volumi in perfetta sinkromia in una sorta di ri-genesi dell’origine.
Da “Eidetica Trascendentale dell’Arte” di Massimo Paracchini
Redazione di Vercelli
(Stefano Di Tano) – Una formula nuova della squadra messa in campo da Massimo Paci ha cambiato positivamente l’assetto di centrocampo e dell’attacco della Pro Vercelli oggi opposta ad un avversario tradizionalmente difficile nella storia dei recenti campionati di Serie C.
Reduci da risultati poco convincenti dove più che altro ha fatto difetto in alcune partite la continuità di gioco e la mancanza di concentrazione nei momentipiù importanti delle gare, i bianchi hanno fatto vedere che la maggiore presenza di certi giocatori a centro campo e nelle vicinanze dell’area di rigore, permette una disponibilità di spazi utili a costruire manovre che portano alla vittoria.
Questo non vuol dire che tutto sia perfetto, ma certamente la rete di passaggi sincronizzati e un migliore effetto collaborativo, risultano determinanti per mettere facilmente un compagno in condizione di battere a rete.
L’esempio chiave, subito al 10′ minuto del primo tempo, con una limpida discesa dei bianchi verso l’area difesa da Rinaldi; il pallone arriva puntuale a Vergara (n.30) che con precisione suggerisce il colpo da maestro ad Arrighini, piccolo scatto rientrante su Parisi (n.15) e sfera alle spalle dell’incolpevole portiere piacentino; nell’arco dei successivi 60 minuti, l’estremo difensore si è opposto con bravura alle incursioni di Perrotta (n.5), di Iotti, di Vergara, e del solito pericolosissimo Matteo Della Morte.
La partita è vivace, la Pro Vercelli vuole la vittoria, si vede dal comune impegno dei suoi ragazzi e da certi preziosismi che escono dalla fantasia di Saco Coli (n.94), Macchioni, del capitano Cristini.
Parlavamo di emozioni…. Eh, già… con una partita quasi perfetta e portata avanti col vantaggio di un goal, il pericolo di un (brutto) pareggio, è sempre dietro l’angolo anche se i tentativi rarissimi di segnare da parte del Piacenza erano qualitativamente molto scarsi. Ma sappiamo per esperienze tragiche anche recenti che tutto è possibile, anche quando il “merito” del gioco dovrebbe premiare gli audaci.
La volontà di andare in goal per Rossetti e Palazzolo, e poi di Persia si perde regolarmente fra le braccia di Rizzo (PV- n.22) il giovane difensore è sempre attento fra i pali, e coraggioso nelle uscite.
Si arriva così al 90° con un certo timore, timore per l’imponderabile, per ciò che può sempre succedere nel finale.
Ma è il momento della verità e ci pensano Mustacchio e Comi a chiudere in bellezza, ed improvvisamente al 92° minuto preparano la conferma del successo: tocca al nostro n. 10 di superare col pallone la riga bianca di porta con una decisa deviazione di sinistro.
La festa è grande, gli abbracci sono vere esplosioni di gioia, dentro e fuori dal campo.
Sembra proprio che le Bianche Casacche abbiano deciso di crescere: ci aspettano impegni che richiedono grande lavoro per recuperare i punti persi malamente.
Ma forse la ripartenza è cominciata, speriamo di continuare, col desiderio di una classifica che già oggi diventa consistente (punti 11, a sole 4 lunghezze dalla prima).
Con un applauso, ricordiamo i nomi dei protagonisti della vittoria.
Pro Vercelli: Rizzo, Cristini, Perrotta, Corradini, Iotti, Macchioni, Iezzi, Vergara, Arrighini, Saco Coli, Della Morte.
Sostituzioni: Anastasio, Calvano, Mustacchio, Comi, Guindo.
Ammoniti: Macchioni, Corradini, Guindo, Cristini.
Redazione di Vercelli
Quando ti metti a scrivere / è un mistero / dove la penna / ti potrà condurre / parti da un punto /che hai determinato / e ti ritrovi / nel cuore di una storia
(Luciano Balzaretti)
In questi semplici versi, ridotti, per ragioni di spazio, in forma di prosa, sta tutto il mistero della scrittura, della narrazione e della poesia.
E si intravvede anche quella passione del narrare e del confrontare sé stessi con la parola scritta che trapela da ogni pagina di Luciano Balzaretti.
A lui e ai suoi paesaggi lirici e introspettivi è dedicato il reading in programma giovedì 20 ottobre alle 17.30 nella Sala delle Cinquecentine del Museo Leone.
Insegnante e pedagogista, Luciano Balzaretti ha trascorso una vita intera a contatto con la parola: prima come strumento educativo, da egregio professore di Lettere nella Scuola secondaria di primo grado, poi come strumento di autoanalisi, quasi uno specchio delle proprie emozioni e dei propri sentimenti.
“Battiti… ancora” è una raccolta di pensieri tratti dall’ultima produzione di Luciano, quella più recente e matura, da cui traspaiono tutte le esperienze di una vita: la famiglia, gli amici, le semplici gioie familiari e anche le sofferenze, la gioventù e la vecchiaia, mediati attraverso l’esperienza della memoria e della natura.
Si tratta solo di una piccola parte di una vasta produzione lirica, pubblicata in modo indipendente, ma con il supporto e l’incoraggiamento della professoressa Giusi Baldissone, che terrà a battesimo la lettura di giovedì con una sua preziosa introduzione.
I testi, scelti dall’autore seguendo il fil rouge del paesaggio (da quello della Bassa a quello interiore, come recita il sottotitolo), saranno letti da Cinzia Ordine e Giulio Dogliotti che, per l’Associazione culturale “Il Porto”, hanno collaborato con il Museo Leone alla costruzione dell’evento.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Redazione di Vercelli
Ottimo l’andamento del Ligorna che dall’inizio del campionato ha perso solo una volta.
13 i punti raccolti, frutto di 3 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta.
Sono 9 i gol segnati e 6 quelli subiti (seconda miglior difesa del girone).
Il modulo di gioco adottato è il 3-5-2.
Il portiere è il classe 2003, prodotto del vivaio, Filippo Atzori.
Il pacchetto arretrato è formato da: Loris Damone (1990, ex Feralpisalò, 1 gol in campionato), Alessio Garbarino (2002, cresciuto nell’Entella) e Paolo Scannapieco (1997, ex Imperia).
A centrocampo le fasce sono presidiate da: Luca Dellepiane (2002, scuola Genoa) e Samuele Gerbino (2004, prodotto del vivaio 1 gol).
In mediana spazio a: Manlio Di Masi (2000, ex Novara, 1 gol), Andrea Bacigalupo (1997, ex Vado) e Marco Silvestri (1999, ex Avellino, 1 rete).
L’attacco è composto da: Matteo Cericola (1996, ex Pianese, 1 gol) e Luca Donaggio (1997, ex Imperia, 3 reti).
Redazione di Vercelli
Continuano le iniziative organizzate per il progetto Ogni giorno è memoria della Comunità Ebraica di Vercelli, sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.
Dopo l’apertura della rassegna musicale legata all’iniziativa con il concerto di arpa e violino tenutosi lo scorso 22 settembre presso la Sinagoga del Piazzo e il primo incontro culturale il 9 ottobre presso Sala Foa a Vercelli con Dario Arkel, in arrivo tre iniziative di approfondimento culturale di alto livello.
Domenica 23 ottobre, alle ore 15 presso la Sinagoga del Piazzo – Biella, rav Mendi Kaplan tratterà il tema della Tefillah dello Shabbat accompagnato dai canti sinagogali di Ishai Richetti.
L’ingresso è su prenotazione alla mail segreteria.comunitaebraicavc@gmail.com.
Sempre domenica 23 ottobre, alle ore 15 e alle ore 17, il prof. Francesco Guilla racconterà ai visitatori il Tempio di Vercelli e il suo legame con il progetto Ogni giorno è Memoria.
La visita proseguirà poi il 30 ottobre, alle ore 15 e alle ore 16 presso il cimitero israelitico di Vercelli.
Entrambe le visite sono su prenotazione scrivendo una mail all’indirizzo segreteria.comunitaebraicavc@gmail.com.
Il progetto Ogni Giorno è Memoria. Vercelli tra Memoria, didattica e riconoscimento ha un obiettivo del progetto è audace e provocatorio: ricordare sempre, stimolare riflessioni costanti sul passato comune al fine di trarre, da una delle tante pagine buie come quella della Seconda Guerra Mondiale, un beneficio formativo e didattico che al contempo sia capace di conoscere l’ebraismo e valorizzare la storia piemontese.
Per questi motivi è fondamentale affidarsi a guide religiose che, come rav Kaplan, sappiano avvicinare il pubblico ai fondamenti dell’ebraismo e a studiosi che, come il prof. Guilla, siano in grado di contestualizzare la Memoria nei luoghi che ne sono stati palcoscenico.
Redazione di Vercelli
Domenica 16 ottobre e domenica 23 ottobre in replica alle ore 16.00 nella Sala Rossa del Settecentesco Palazzo Langosco, storica dimora del Notaio Camillo Leone e oggi sede della raccolta di arti decorative del Museo a lui intitolato, la dott.ssa Letizia Vercellino, esperta di Storia del costume e autrice dell’evento, proporrà il Terzo Capitolo della serie dedicata alla Moda e Costume a Palazzo Langosco, dal titolo: “Libiamo ne’ lieti calici, che la bellezza infiora”. La moda al tempo del giovane camillo leone (1850-1870).
Anche in questa occasione, la manifestazione, che in passato ha ottenuto molto successo e interesse di pubblico, prevede una parte di contenuti storici inerenti ai cambiamenti di stile e alle sue evoluzioni nel tempo, intervallata da un’accurata scelta di brani tratti da opere letterarie contemporanee al periodo di riferimento.
Un format ormai consolidato che dopo le precedenti edizioni, dedicate rispettivamente alla moda del Settecento e allo Stile Impero dell’epoca napoleonica, spazierà questa volta nella moda di metà Ottocento, dal 1850 al 1870.
Un lasso di tempo più concentrato forse, ma quanto mai ricco di avvenimenti e figure iconiche di spicco nella storia dell’abbigliamento, passando in rassegna personalità come Worth, il padre dell’Haute Couture come noi la intendiamo oggi, teste coronate come le Imperatrici Eugenia De Montijo ed Elisabetta D’Asburgo (meglio nota come Sissi d’Austria), dame del gran mondo come la Contessa di Castiglione; il tutto supportato da gustosi e appassionanti estratti letterari che il pubblico avrà sicuramente modo di apprezzare.
Al termine un grazioso ricordo, con annessa una degustazione sabauda, saluterà il gentile pubblico.
L’evento è su prenotazione obbligatoria, telefonando allo 0161253204 (dal lunedì al venerdì in orario d’ufficio o scrivendo a info@museoleone.it.
Redazione di Vercelli
Il Museo Leone di Vercelli venerdì 14 ottobre alle 17.30, ospita, presso il Corridoio delle Cinquecentine, “Massimo Melotti. Una vita per l’arte”, un pomeriggio in ricordo del Critico d’arte vercellese Massimo Melotti a poco più di un anno dalla sua scomparsa avvenuta nel marzo del 2021.
Melotti, intellettuale e critico d’arte di grande spessore, acuto osservatore ed interprete dei fenomeni contemporanei, apprezzato docente dell’Accademia Albertina di Torino, collaborò anche con il Castello di Rivoli e la Fondazione Pistoletto.
Curatore di molte fortunate mostre fu autore per l’Enciclopedia Treccani e Il Giornale dell’Arte.
Al Museo Leone curò alcune fortunate esposizioni tra cui l’ultima, dedicata all’incisore vercellese Armando Donna dal titolo “Il Bulino di Armando Donna. Opere dagli Anni 30 agli Anni 50”, tenutasi nell’autunno del 2017.
Parteciperanno al ricordo, di persona o attraverso la proiezione di brevi filmati o più semplicemente attraverso messaggi scritti, i compagni e gli amici (vercellesi e non solo) di una vita di lavoro: Studio Dieci, Radio City, Giorgio Tacchini Editore, Castello di Rivoli, Fondazione Pistoletto, Asilo Bianco, Accademia Albertina, L’età della Finzione, Il Giornale dell’Arte, Alessandro Bergonzoni.
Redazione di Vercelli
La Delegazione FAI di Casale Monferrato e la Delegazione FAI di Vercelli propongono l’apertura speciale congiunta della grangia di Pobietto in località Morano sul Po.
La collaborazione tra le due delegazioni presiedute rispettivamente da Cristina Debernardi e Paoletta Picco è sostenuta dal fatto che la Grangia, un tempo afferente all’Abbazia di Lucedio, oggi di proprietà dell’Asl di Vercelli, custodisce una meravigliosa parrocchiale settecentesca che fa capo all’Arcidiocesi eusebiana.
Sarà pertanto possibile fare volontariato “a quattro mani” dalle 15 alle 19 il sabato 15 e dalle 10 alle 19 domenica 16 ottobre: i volontari di Vercelli guideranno la visita alla chiesa di San Nicola e all’attiguo erbario mentre i volontari di Casale affiancati dai loro Apprendisti Ciceroni (gli studenti dell’Istituto Alberghiero Ronco di Trino) apriranno il Museo della civiltà contadina e illustreranno l’area esterna.
Dalle 16:30 alle 18:30 le due Delegazioni proporranno ai visitatori nei locali del Parco del Po una degustazione di prodotti tipici preparata dagli allievi dell’Alberghiero di Trino S. Ronco guidati dal docente Alessandro Pegoraro.
La visita non necessita di prenotazione.
La degustazione richiede invece la prenotazione obbligatoria con contributo di €10,00 comprensivo di visita entro le ore 13 di mercoledì 12 ottobre scrivendo alle e mail di delegazione:
casalemonferrato@delegazionefai.fondoambiente.it
vercelli@delegazionefai.fondoambiente.it
Si ringraziano per il patrocinio l’ASL di Vercelli, proprietaria del bene, i Comuni di Trino e di Morano sul Po,
l’Arcidiocesi di Vercelli, il Parco del Po – Aree protette tratto del Po piemontese.
Posta nel cuore di una vasta area risicola, la Grangia di Pobietto è una grande tenuta agricola risalente alla fine del XII secolo, storicamente parte di una rete di tenute legate alla Grangia dell’abbazia di Lucedio fondata dai monaci cistercensi nel 1123.
La località di Pobietto è situata amministrativamente in provincia di Alessandria ma storicamente e geograficamente in territorio vercellese. Compresa nel territorio del comune di Morano sul Po, l’area di Pobietto è uno dei luoghi più antichi del Monferrato, abitata fin dall’età del bronzo, come attestano i ritrovamenti del 1994 di una necropoli risalente al XII secolo a. C. e successivamente interessata dagli insediamenti dei monaci cistercensi che ne determinarono l’assetto territoriale. I Cistercensi, infatti, dal X secolo d.C. fondarono varie abbazie tra cui San Genuario nel comune di Crescentino e l’abbazia di Lucedio sotto il Comune di Trino.
Le organizzazioni monastiche erano in epoca medioevale di fondamentale importanza poiché grazie a esse si avviò una massiccia operazione di bonifica dei terreni.
Si coltivavano aree sempre più vaste e si diffuse la coltura e la produzione risicola.
Pobietto rimase e subordinata all’abbazia di San Michele della Chiusa fino al 1123 e successivamente passò all’abbazia cistercense di Santa Maria di Lucedio per restarvi fino al 1784, anno in cui venne concessa all’ordine Mauriziano a causa della morte del Cardinale delle Lanze, ultimo Abate di Lucedio.
Negli anni successivi si progettò anche l’attivazione di alcune risaie a Pobietto.
Si rinnovarono i contratti di affitto e le autorizzazioni per avviare la coltura risicola.
Durante la dominazione Napoleonica i beni di Lucedio furono inoltre una preziosa merce di scambio.
Nei primi anni dell’Ottocento, l’abbazia di Lucedio e il sistema di grange a essa connessa, vennero assegnate da Napoleone al cognato Camillo Borghese, all’epoca Governatore Generale del Piemonte; tale donazione escluse Pobietto che rimane nei possedimenti del Demanio fino al 1827 per poi ritornare sotto l’organizzazione Mauriziana.
Infine dal 1857 l’amministrazione dell’area passò all’Ospedale Maggiore di Vercelli a cui tuttora appartiene.
Nella parte antica e centrale dell’insediamento dell’antico “castello” sorge la chiesa di San Nicola la cui data di erezione e di consacrazione resta tuttora sconosciuta.
Dedicata a san Nicola Vescovo di Mira (Pàtara, 15 marzo 270 – Myra, 6 dicembre 343) difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie, nel 1457, grazie alla bolla papale di Callisto III, viene elevata a vicaria amovibile rimanendo legata all’abbazia di Lucedio fino al 1474, anno in cui è inserita all’interno della diocesi di Casale Monferrato.
Divenuta chiesa parrocchiale nell’agosto del 1713, l’anno successivo Giovanni Battista Scapitta in seguito all’intervento di riqualificazione della tenuta, inizia la ricostruzione della Chiesa Nuova, un’operazione che prevede l’isolamento dei fabbricati attigui al fine di qualificare l’edificio come monumento e oggetto-simbolo del nuovo rapporto tra proprietà e dipendenti. Emblematica la scelta del progettista che, adottando una posizione centralizzata e un volume a sviluppo verticale, fa assumere all’edificio la funzione di polo visivo all’interno di un complesso caratterizzato da edifici di tipo orizzontale disposti a nastro; l’unico elemento analogo verticale è la torre-porta da cui si accede all’area verde su cui insiste la chiesa.
La Chiesa Nuova in stile barocco, caratterizzata da maggior volume e visibilità degli elementi decorativi, si presenta a unica navata a tre altari, con un piccolo coro e un presbiterio.
L’altare maggiore della chiesa dedicato a san Nicola, presenta un crocifisso ligneo mentre i due altari minori laterali sono rispettivamente dedicati alla Vergine del Santissimo Rosario e a san Giuseppe. Verso la fine del Settecento per concessione pontificia la chiesa di San Nicola passò all’ordine Mauriziano e nel 1805 viene riassegnata alla Diocesi di Vercelli dalla quale dipende tuttora.
Cosa scoprirete durante le giornate FAI?
Durante le GFA 2022 i visitatori faranno un percorso architettonico, storico-culturale ma anche naturalistico.
La grangia di Pobietto insiste infatti nell’area delle Aree protette del Po piemontese, un’area decisamente ricca di testimonianze artistiche ed architettoniche a partire da quelle romane, sino a quelle medioevali e barocche.
L’elemento principale che caratterizza il Parco naturale del Po piemontese è chiaramente il fiume Po, il più lungo ed importante fiume in Italia, che in questo caso costituisce anche il trait d’union fra le differenti aree che formano le Aree protette del Po piemontese. Lungo il percorso fluviale del Po, infatti, si incontrano chiese, abbazie, ricetti e castelli. Il Parco Naturale del Po piemontese è stato istituito con la legge regionale del 27 marzo 2019, n. 11.
In precedenza le singole aree lungo il Po in Piemonte, di particolare valore ambientale e paesaggistico o minacciate da possibili espansioni edilizie, erano tutelate mediante un sistema di riserve naturali, aree attrezzate e zone di salvaguardia.
Tali aree erano gestite da tre differenti enti parco, ma facevano tutte parte del “Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po”, istituito con la legge regionale del Piemonte n. 28 del 17 aprile 1990. La successiva e già citata legge regionale n. 11 del 27 marzo 2019 ha invece stabilito che tutte le singole aree protette presenti lungo l’asta fluviale del Po in Piemonte, nel tratto da Casalgrasso al confine con la Lombardia, costituiscano un’unica area protetta: il Parco naturale del Po piemontese.
Redazione di Vercelli













