VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Borgosesia 1

Verbania 1

Marcatori: 5’ pt Mora, 25’ st Piraccini.

Borgosesia (4-3-1-2): Gilli; Ghibaudo (15’ st Pellicone), Mazzola, Ballarini, Florio; Perego, Bazzan, Doratiotto (27’ pt Loporcaro (28’ st Manto)); Bieller (40’ st Tampellini); Giacona (18’ st Latta), Piraccini.

A disp.: Autoriello, Desiderato, Santi, Sementa.

All.: Cretaz.

Verbania (4-3-1-2): Neri; Mora, Cagia, Candeliere (29’ st Villa), Losio; Bertagnon, Manfroni, Gambino (49’ st Marcon); Bianco (45’ st Minazzi), Valmori, Tettamanti (7’ st Margiotta).

A disp.: Angelucci, Carusi, Ferrari, Rogora, Cara.

All.: Magni.

Arbitro: Bucchieri di Torino.

Assistenti: Bosello e Nicolosi di Torino.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 600 circa. Ammoniti: Loporcaro. Angoli: 8-3. Recupero: 2’ pt – 5’ st.

Cala il sipario sulla stagione interna del Borgosesia Calcio.

I granata festeggiano e salutano il proprio pubblico, il prossimo anno sarà Serie D.

Sul campo finisce in parità; dopo il gol di Mora a inizio gara, nella ripresa pareggia Piraccini.

È stata anche l’occasione per la premiazione della prima squadra e dell’Under19.

Subito avanti il Verbania che passa in vantaggio dopo cinque minuti con il siluro di Mora.

Pronta arriva la reazione granata con il colpo di testa di Bazzan, alto di poco.

A ridosso della mezzora Giacona chiama alla parata Neri.

Al 32’ Bieller ci prova da terra ma il suo tentativo viene deviato in angolo.

Stesso esito anche per la conclusione di Ghibaudo.

Tornati in campo, Margiotta sottomisura alza troppo la mira.

Risponde Perego non inquadrando lo specchio della porta.

Dopo Mazzola di testa manda fuori.

Il pareggio arriva al 25’ punizione dalla destra e incornata vincente di Piraccini.

Bertagnon al 31’ conclude centralmente.

Un minuto dopo Gilli è abile in uscita a chiudere lo specchio della porta a Valmori.

Nel finale Latta non ha fortuna.

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Posted in Lo Sport
PiemonteOggi, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Valsesia e Valsessera

Borgosesia 2

Oleggio 1

Marcatori: 36’ pt Doratiotto su rigore, 34’ st Maglione, 47’ st Manto.

Borgosesia (4-3-1-2): Gilli; Perego (39’ st Latta), Ballarini, Mazzola, Florio; Bazzan, Desiderato, Doratiotto (14’ st Loporcaro); Bieller (22’ pt Dalla Valle (39’ st Pellicone)); Giacona (27’ st Manto), Piraccini.

A disp.: Salina, Pellicone, Ghibaudo, Sementa, Tampellini.

All.: Cretaz.

Oleggio (4-3-1-2): Tornatora; Gavin, Maiorino, Colombo; Orsi (23’ st Gallo), Iaria (14’ st Buscemi), Morlandi, Maglione, Cavallaro; Valentino (23’ st Attia), Fall.

A disp.: Valneri, Vandoni, Urban, Creminelli, De Martis, Gazzola.

All.: Rossini.

Arbitro: Vallelunga di Collegno.

Assistenti: Horri e Genovese di Novara.

Note: cielo coperto. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 400 circa. Ammoniti: Maiorino, Tornatora, Ballarini. Espulsi: 48’ Ballarini. Angoli: 5-1. Recupero: 2’ pt – 4’ st.

Il Borgosesia mette la parola fine al campionato e centra il salto in Serie D con tre giornate di anticipo.

Il successo valsesiano e la contemporanea sconfitta dell’Accademia Borgomanero vale il ritorno nella massima categoria dilettantistica.

Un campionato stravinto con le aquile prime in classifica sin da subito.

La cronaca:

Immediatamente pericoloso il Borgosesia.

Dopo cinque minuti di gioco Bazzan impegna Tornatora su punizione, sugli sviluppi Giacona viene anticipato al momento del tiro.

Al 9’ il diagonale di Piraccini viene deviato in angolo dal portiere orange.

Le aquile spingono e mandano in area diversi palloni pericolosi.

Dall’altro lato (27’) Gilli copre bene il proprio palo e dice di no a Valentino mandando in corner.

Minuto 36, Giacona si avventa su un lancio lungo e viene abbattuto da Tornatora.

Il direttore di gara concede il rigore e ammonisce il numero uno ospite.

Doratiotto si presenta sul dischetto e porta avanti i suoi.

Si torna in campo e al 13’ Morlandi calcia una punizione fuori di poco.

Superata la mezzora Manto si libera bene ma il suo tiro viene murato.

L’Oleggio raggiunge il pareggio al 34’ con un preciso fendente di Maglione.

Poi ci prova Bazzan dalla distanza, Tornatora para.

Allo scadere Latta fa sponda per Bazzan, Tornatora si supera sul numero 10.

In pieno recupero Manto dalla distanza batte Tornatora.

È il 2-1 e il Borgosesia festeggia con tutto il suo popolo il ritorno in Serie D.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Una giornata che ha trasformato il centro cittadino di Livorno Ferraris in un punto di riferimento per gli appassionati di fumetto e cultura pop.

Oggi, sabato 11 aprile, la seconda edizione di Comics LI:FE 2026 ha confermato la crescita della manifestazione, attirando visitatori da diverse aree del Piemonte.

L’apertura ufficiale si è svolta in mattinata lungo Viale 4 Novembre, con una cerimonia istituzionale che ha dato avvio al programma.

Tra i momenti centrali, la presentazione del manifesto firmato da Federico Bollo, un’opera che rilegge la figura di Galileo Ferraris in chiave pop, con richiami stilistici al fumettista Jacovitti e riferimenti al territorio.

Nel corso del pomeriggio, il programma ha alternato musica e incontri.

Tra i protagonisti, Clara Serina, voce storica dei “I Cavalieri del Re”, che ha incontrato il pubblico in un appuntamento dedicato alla memoria televisiva e alle sigle che hanno segnato più generazioni, tra cui Lady Oscar, L’Uomo Tigre e Yattaman.

Spazio anche alle famiglie, con attività diffuse lungo il viale e la presenza delle mascotte di Bing e Stitch, coinvolte in momenti di animazione e intrattenimento per i più piccoli.

Tra le novità, “LI:FE on Air”, format podcast dal vivo che ha raccontato l’evento attraverso interviste e contributi dei partecipanti.

Confermato il coinvolgimento delle scuole locali grazie al concorso creativo dedicato al disegno, pensato per valorizzare giovani talenti e favorire la partecipazione attiva degli studenti.

Nel pomeriggio, il Cosplay Contest nazionale ha rappresentato uno dei momenti di maggiore affluenza, mentre gli appassionati di gaming hanno potuto provare in anteprima “Robot Rebels” e partecipare alle sessioni organizzate dall’associazione Livorno in Gioco.

Accanto alle attività culturali, l’offerta gastronomica curata dalla Pro Loco ha accompagnato i visitatori per l’intera giornata.

La manifestazione si conclude con la musica di “Party 4 You” di Radio Dance, che trasformerà il centro in uno spazio di aggregazione all’aperto.

L’evento, che si è svolto con ingresso gratuito, ha evidenziato una partecipazione ampia e trasversale, confermando il ruolo crescente di Comics LI:FE come appuntamento culturale e sociale, rafforzando il legame tra iniziativa e comunità locale.

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Redazione di Vercelli

La amazzone vercellese Adelaide Bremide è reduce da un’ottima prova al concorso internazionale Toscana Tour 2026 (CSI 3 stelle).

Il concorso, svoltosi all’Arezzo Equestrian Centre dal 27 Marzo al 05 Aprile, ha visto la partecipazione di importanti atleti internazionali nelle varie categorie di salto ostacoli.

Adelaide ha concorso per due fine settimana consecutivi nella categoria 115 con il suo cavallo, lo stallone Brunello Z, ottenendo in ciascuna gara tutti percorsi netti e piazzandosi, come migliore risultato, al quinto posto in classifica, affrontando percorsi impegnativi e confrontandosi con numerosi partecipanti.

Allenata da Claudio Falco, ricomincerà subito ad allenarsi in vista delle prossime gare presso la Scuderia Bremide del suo papà.

Adelaide ringrazia il suo preparatore Gianmario Foglia e la Dott.ssa Alberta Amprimo per averla aiutata a prepararsi per queste importanti gare.

Posted in Lo Sport
Biellese e Oropa, Casale e Monferrato casalese, Lungo Sesia Est e Novarese, Lungosesia Ovest e Baraggia, Provincia di Vercelli, Valsesia e Valsessera, Vercellese

Meglio lasciare che l’acqua passi sotto i ponti.

Avevamo lasciato i Lettori dando appuntamento alla seduta di fine aprile,

destinata ad approvare il bilancio di esercizio chiuso il 31 dicembre 2025 da Bcv Acque spa.

Pare, però, che i tempi si allunghino e – come peraltro prevede espressamente la Legge – la società voglia avvalersi del termine ultimo, cioè quello del 30 giugno.

Tutto regolare, ci mancherebbe.

Sessanta giorni in più che magari permettono anche di trovare una quadra e forse una riappacificazione tra i Soci, così da non dare luogo ad attriti: perché, con l’approvazione del bilancio, occorre anche rinnovare l’Organo Amministrativo, il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, l’Amministratore Delegato.

I bene informati dicono che, se tutto ciò dovesse essere deciso oggi, non ci sarebbe niente di scontato.

Tutto bene, dunque: non si decide più il 30 aprile, ma il 30 giugno.

Nel frattempo, però, nel mese di maggio il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) deciderà sui ricorsi presentati da Iren, Asm Vercelli, Comune di Vercelli e altri contro l’affidamento proprio a Bcv Acque della gestione degli acquedotti, affidamento deliberato dal Commissario Andrea Fluttero: la notizia dell’esito sarà ricevuta dall’attuale Consiglio, che a maggio sarà ancora in carica.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

 

Posted in Trippa per i gatti
Vercelli Città

Nonostante l’elevato rischio di andarsi a schiantare contro l’opinione pubblica (rischio che è sempre stato elevato) ed un indizio in questo senso è anche il risultato del

sondaggio pubblicato da VercelliOggi.it nel mese di luglio dell’anno scorso

pare che la Giunta comunale di Centrodestra voglia insistere su questa strada, che è un regresso rispetto al passato: non va, infatti, dimenticato che la Giunta del Sindaco Maura Forte ne aveva vietato l’uso.

Peraltro, ad un anno dalla decisione di tornare all’impiego di questi diserbanti – leggi qui –

pare che (salvo errori) nella realtà non se ne sia fatto uso.

Si vede che qualche dubbio incomincia ad affiorare.

Dubbi che il convegno organizzato venerdì scorso dal Coordinamento No Glifosato di Vercelli ha (se necessario) ulteriormente alimentato.

Più che buona la partecipazione di pubblico, di livello gli interventi di:

Igor Staglianò, giornalista ambientale; Irene Pellegrino, docente presso l’Università del Piemonte Orientale; Gabriele Balzaretti, esperto in agronomia, fitoiatria e ambiente, ex ricercatore; Alice Cerutti, imprenditrice agricola, Cascina Oschiena di Crova; Marina Pastena, Presidente ISDE Torino.

Di particolare interesse (senza nulla togliere alle altre) è parsa le relazione di Alice Cerutti, giovane imprenditrice agricola che ha raccontato la difficoltà, così come, però, la concreta possibilità di vincere la sfida, di conciliare il risultato agronomico in termini di contenimento delle infestanti con l’uso di fitosanitari non nocivi per la salute.

Nel video che proponiamo insieme a queste note, la posizione del Comitato è illustrata con sintesi molto efficace dalla Dottoressa Elena Uga, Medico pediatra e responsabile di Isde (Medici per l’Ambiente) di Vercelli, che in breve riassume il concetto: è sbagliato aggiungere un altro fattore di rischio (appunto, i princìpi attivi a base di glifosato) all’insieme di quelli già numerosi e presenti, che insidiano la nostra vita quotidiana.

Chi ha orecchie per intendere…

Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

Di tempo ne è passato da quel 18 marzo 1817 quando, nel Regno di Sardegna, furono promulgate le “regie patenti” che istituivano il “Regolamento della Famiglia di Giustizia”, prima ed embrionale forma organizzativa dell’Attuale Polizia Penitenziaria, una delle Specialità della Polizia di Stato.

Le Famiglie di Giustizia furono operative fino al 1873, quando subentrò il Corpo delle Guardie Carcerarie (1873-1890) e poi, lungo un secolo, dal 1890 al 1990, il Corpo degli Agenti di Custodia che cedette il passo all’attuale Polizia Penitenziaria.

Unico il denominatore comune valoriale, riassunto nel motto: “Despondere spem, munus nostrum” cioè: Garantire la Speranza è il nostro compito”.

Istanza non così astratta come forse potrebbe concludere ad una prima lettura, se si pensa che nella giornata celebrativa del 209° Annuale di Fondazione del Corpo, oggi 19 marzo a Vercelli, molta parte dei discorsi ufficiali è stata dedicata proprio alla speranza di reinserimento delle persone che hanno sbagliato, ma che vogliono riprendere in mano la propria vita.

Come sempre connotata da sobrietà ed operatività, la mattina di oggi presso la Casa Circondariale di Billiemme a Vercelli ha permesso di ascoltare dalla voce del Vice Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria in servizio a Vercelli, Commissario Capo Luca De Santis e da quella del Direttore Giovanni Rempiccia.

Importanza e spessore delle attività investigative condotte nell’ultimo anno.

Capacità di fare un gioco di squadra che mette in rilievo tutte le attitudini delle risorse umane impegnate in questo non facile lavoro.

O, con una metafora forse più suadente, pur tra le mura di un Istituto di pena, essere come un’orchestra capace di rendere armonico in un unicum persino seducente, il suono di vari strumenti e l’originalità di tanti solisti, preparati e tutti orientati al risultato comune.

Il video che documenta la giornata offre integrali entrambi gli interventi (del Comandante e del Direttore) che contengono dati tecnici (il numero delle traduzioni, le attività di prevenzione e repressione) ed indicano altresì un orizzonte di impegno, volto a proseguire nelle necessarie opere di ristrutturazione delle strutture, così da assicurare migliori condizioni di vita e di lavoro.

Al termine di queste note anche una piccola gallery.

Buona visione e buona lettura.

Posted in Cronaca
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

“Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, della Bandiera e dell’Inno”.

Se la breve stagione di lotta nata a Cadice in Spagna nel 1820, proseguita in Italia con i moti del 1821 e spentasi in Russia nel 1825 con il moto decabrista, pareva avere del tutto esiliato le speranze di autodeterminazione dei popoli, desiderosi di una Costituzione liberale, l’epopea delle Guerre di Indipendenza portò con sé la realizzazione di un sogno: l’Italia unita.

Questa la fisionomia del Paese, come la richiama una recente riflessione del noto e stimato studioso Prof. Giovanni Ferraris.

L’unità era stata raggiunta (proclamata il 17 marzo 1861) grazie alla secolare coscienza unitaria di un’élite che ultimamente aveva scelto di fare leva sulle ambizioni dei Savoia, anche operando direttamente a Torino, dove si era trasferita esule dopo la proclamazione della Statuto Albertino nel 1848.

L’unità d’Italia sarà completata con la caduta del potere temporale del Papa (1870 – 1871) e il sacrificio di molte vite umane nella Grande Guerra 1915-1918, che non a caso gli Storici chiamano anche “quarta guerra di indipendenza”.

E’ interessante notare che tra il 1821 ed il 1861 passano quarant’anni che – soprattutto con le categorie di allora – non sono pochi; il tempo non correva veloce come oggi, tantomeno dal punto di vista delle possibilità di comunicazione.

In questo periodo si consuma l’esperienza esemplare di figure luminose come quella di Santorre di Santarosa: il loro sacrificio fu veramente e pienamente compreso? La loro lezione divenne pienamente patrimonio di coloro che in qualche modo riuscirono a portare l’opera a compimento?

Sarebbe bello dedicare un po’ di tempo e qualche pensiero all’argomento, ma temiamo che (anche) questa suggestione resterà lì, ad attenderci, mentre speriamo che altri potrà farlo.

***

Anche per questo – per avere richiamato quei momenti e quei valori – è parsa bella l’iniziativa delle maggiori Istituzioni della Provincia (dalla Prefettura al Comune, dalla Provincia, agli Organi dirigenti della Scuola, alle Forze dell’Ordine) che nel corso di 2 settimane, dapprima con il “focus” al Teatro Civico avente per tema l’inno di Mameli, poi con la giornata di oggi, e la celebrazione in Piazza Municipio, hanno cercato di coinvolgere i giovani e le Scuole.

Nella prima mattina, presso la Caserma Scalise di Vercelli, la cerimonia dell’alzabandiera.

Qualche scampolo di queste ore lo vediamo nel video che accompagna queste note e nella gallery, che riprende i momenti principali delle due manifestazioni.

***

Una Scuola in particolare, ha fatto pervenire pensieri molto edificanti, che volentieri a nostra volta offriamo ai Lettori.

Così scrivono i protagonisti di un primario Istituto di Istruzione superiore vercellese, l’Istituto Lombardi, che non hanno fatto mancare la loro convinta e costruttiva partecipazione all’evento:

“L’Istituto “F. Lombardi”,  scuola aperta al territorio e alle sue istituzioni, celebra l’Unità d’Italia.

In occasione del 17 marzo, Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, una rappresentanza di studenti dei plessi IPIA e ITI ha preso parte alla cerimonia in Piazza del Municipio, sfilando con il Tricolore e lo stendardo d’Istituto, simboli forti di identità e appartenenza.

Quella in piazza non è stata una presenza formale, ma il tassello di un percorso che l’Istituto sta costruendo da mesi per educare i ragazzi alla cittadinanza attiva e al rispetto delle istituzioni.

Già in precedenza, gli studenti avevano partecipato all’iniziativa organizzata al Teatro Civico dalla Prefettura e dall’Ufficio Scolastico Provinciale, approfondendo il valore dell’Inno, dei diritti e dei doveri, in dialogo con le autorità.

L’entusiasmo con cui i ragazzi hanno vissuto le celebrazioni in piazza ha trasformato la ricorrenza in un’occasione concreta di crescita: il confronto diretto con le Forze dell’Ordine e con gli amministratori locali ha reso tangibili i principi di legalità, responsabilità e partecipazione democratica.

Dall’inizio dell’anno scolastico, sotto la guida della Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Dora Rosso, l’Istituto ha impresso una decisa accelerazione ai progetti di cittadinanza attiva, facendo della collaborazione con le istituzioni e con le realtà del territorio un pilastro della propria azione educativa.

La Dirigente promuove e sostiene personalmente ogni iniziativa, favorendo un dialogo costante tra studenti e Forze dell’Ordine e valorizzando ogni occasione di incontro come momento educativo.

Al “Lombardi” l’educazione alla legalità non resta sulla carta: è un percorso strutturato, fatto di incontri, testimonianze, attività laboratoriali e partecipazione agli eventi civili della comunità.

La prevenzione è al centro di questa strategia: prevenire il disagio e i comportamenti a rischio significa offrire ai giovani strumenti culturali, etici e relazionali per crescere come persone e come cittadini.

L’obiettivo dichiarato è formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere nelle istituzioni non un semplice apparato burocratico, ma un punto di riferimento essenziale per la vita democratica, la tutela dei diritti e la costruzione di una comunità più giusta e coesa”.

Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

(elisabetta acide)Il sapere religioso in relazione con le altre discipline scolastiche – Intrecci culturali”: è il titolo del corso nazionale di formazione per insegnanti di religione cattolica tenutosi in Roma, presso l’Università Pontificia Salesiana, Scienze dell’educazione – Istituto di Catechetica in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Conferenza Episcopale Italiana.

Il corso ha fornito per quattro giorni (4-7 marzo 2026) un dialogo fecondo e proficuo tra docenti delle diverse discipline, per una riflessione che ha fatto emergere l’importanza del “sapere religioso”, meglio del valore della “cultura religiosa” per poter “dialogare” con discipline diverse nella scuola.

Una “lettura” interessante che parte dalla consapevolezza dell’importanza della portata epistemologica della questione, per aiutare i docenti a riflettere sia sul piano teorico, sia su quello della didattica agita, tra la religione cattolica e i territori culturali del Mondo.

Docenti di ogni ordine e grado che si sono confrontati con diverse aree disciplinari, esperienze didattiche condivise tra le diverse “regioni italiane”, che aiutano ad esplorare la ricchezza  delle esperienze e delle possibilità del dialogo tra le discipline.

L’avvio è stato affidato al Card. Gian Franco Ravasi ed al filosofo Prof. Massimo Cacciari, che hanno  condotto una riflessione sull’importanza della “cultura” religiosa oggi, in linea con le indicazioni concordatarie che chiedono di fare “cultura” per essere “radicati” e “portare frutto”, ed offrire spazi di riflessione e di acquisizione di competenze.

Richiamando i tratti fondamentali della nostra civiltà, i presenti sono stati invitati a riflettere sulle “dimensioni” della persona, sugli interrogativi per fornire “spazi di dialogo”, sull’importanza dell’incidenza della parola e della Parola per far “parlare” e parlare.

Con richiami alle diverse discipline in “dialogo”, i relatori hanno offerto con magistrale passione, competenza e lucidità profetica, alcuni spunti ed indicazioni per quell’unità del sapere di cui tutte le discipline possono offrire contributo per la cultura che nasce dall’ascolto, dal dialogo, con quella propensione alla ricerca di ogni essere umano.

Cultura, dunque, come “arte della convivenza”, come “spazio” in cui si impara a vivere insieme, a raccontarsi per interpretarsi, trasformarsi e “offrire respiro”, non con l’ “uniformità”, ma con “presente reciproche”, spazi dove le differenze stanno insieme senza paura e si “curano” con le rispettive esperienze e cognizioni intellettuali rielaborate con personale e profondo ripensamento.

E nei giorni intensi, tra relazioni e laboratori, i docenti, si sono confrontati con storia, filosofia, musica, arte, AI, letteratura, scienze, fisica… “intrecci” che possono aiutare gli studenti a passare dalla “frammentazione alla sintesi”, per aiutare ad “accendere senso”, per vivere quel “sogno di futuro” che ha bisogno delle radici del passato per una lettura della realtà fatta di “tessere” di un unico mosaico di patrimoni culturali indispensabili per “fare cultura religiosa oggi”.

Relatori di pregio e spessore culturale, si sono susseguiti (prof. Tanzella-Nitti, Prof. Grzadziel ,Prof. Giovagnoli, Prof. Dibisceglia, Prof.ssa Carnero, Prof.ssa Freni, Prof. Steeves, Prof.ssa Jatta, Prof.ssa Caneva, Prof. Zini) per aiutare a essere “cultura” e “dialogo”, per nutrire l’identità funzionale della disciplina, in una agorà abitata da un patrimonio di valori spirituali, culturali, educativi  preziosi per aiutare i futuri cittadini a “orientarsi” nel mondo per vivere il loro presente e progettare il futuro.

Giorni importanti per il confronto ed il dialogo, per l’approfondimento, per riflettere sul cristianesimo, religione della parola creativa, dove il dialogo è parte integrante della cultura biblica, dove la parola è atto relazione, dove l’essere umano può “vedere” oltre le proprie idee e convinzioni per riflettere sulle prospettive interpretative per un autentico incontro culturale.

Giorni di confronti ricchi per riflettere come l’esperienza biblica, teologica e culturale, può e deve dialogare con i saperi e le riflessioni delle diverse discipline, in modo critico e costruttivo, attento ai grandi “nodi” ed alle grandi “domande” che da sempre l’uomo si pone.

Giorni di riflessioni per incrociare gli interrogativi del mondo e degli studenti e intrecciarli al sapere che le diverse discipline possono offrire per “parlare alla vita”, per aiutare a fare ricognizioni sulle profondità culturali, ed offrire elementi per discernere, assumere responsabilità, dare senso, intessere relazioni.

Sicuramente ho apprezzato il dialogo e l’ascolto, la riflessione e il confronto accademico del ruolo e dell’importanza della disciplina che insegno da trentanove anni, del lavoro costante di aggiornamento professionale (che non ho mai abbandonato e in cui ancora “investo”), e cultura religiosa in dialogo con le nuove “sfide” sociali, tecnologiche, culturali, unita alla formazione pedagogica ed all’attenzione del “mondo giovanile” di cui i miei studenti sono “immagine”, portatori delle loro domande, istanze, esuberanze ed inquietudini.

I quattro giorni sono stati inoltre occasione di condivisione di esperienze didattiche che nel corso degli anni ho condotto, delle idee che sempre hanno animato il mio impegno professionale, la mia didattica, la collaborazione costante con i colleghi, in dialogo con i “saperi”, nella “fatica” della interdisciplinarità e nella gioia dei “risultati”, ma soprattutto mi sono “apparsi”, proprio mentre raccontavo le esperienze, i vari “volti” degli studenti con i quali ho “camminato”, ho elaborato tracce,ho percorso strade di sapere intreccio di esperienze e conoscenze.

Valorizzazione delle differenze, confronto costante, integrazione tra sapere e sentire, appartenenza, relazione e umanizzazione, equilibro tra capacità critica e conciliazione armonica, per una visione equilibrata che aiuta ad affrontare le “sfide educative” con profondità.

E allora quella “speranza” di cui ricordo la splendida etimologia (spes tensione verso una meta) è struttura che “trascendendo” l’esistenza professionale, aiuta ad “orientare” scelte e collaborazioni, intrecci e percorsi, per vivere la scuola sempre più con coerenza, competenza, passione educativa e responsabilità.