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(marilisa frison) – L’Epifania tutte le feste si porta via, ma non si porta via l’incontro con Gesù, che va mantenuto con il ritrovo domenicale in chiesa di tutta la Comunità, per camminare insieme come i Re Magi e provare una gioia immensa nell’ammirare e seguire la stella che è Gesù.

C’è chi cerca per trovare un senso nella vita un orientamento, c’è chi invece chi cerca per distruggere come Erode, c’è chi vive per trovare la vita come i Magi e c’è chi vive per uccidere la vita come Erode, c’è chi vive per conquistare e mantenere un potere come Erode e c’è chi vive invece per far sì che la propria vita sia un servizio alla vita come i Magi.

Poi al centro della scena ci sono i tre doni: regalità (Oro), adorazione (incenso) e la sofferenza, i dolori (Mirra).

I Magi lasciano il loro tutto per affidarsi a un altro tutto, che cosa vuol dire questo tutto? – e don Maggioni, perplesso, mette al corrente l’Assemblea del chiacchiericcio, il vociare di questi ultimi giorni – C’è più di una persona che mi ha detto: ma don c’è in giro la voce che vai via?

Io preso alla sprovvista, mi son chiesto ma da dove proverrà questa voce, questa inquietudine? E mi sono chiesto: ma io Signore dove devo essere per testimoniare la mia fede la mia voglia di Vangelo? …” (In allegato omelia completa).

Dopo la lettura del Vangelo è stato fatto l’annuncio del Giorno di Pasqua, che quest’anno sarà il 31 marzo e da lì scaturiranno tutti i giorni Santi: le Ceneri con inizio della Quaresima 14 Febbraio, l’Ascensione del Signore 12 Maggio, la Pentecoste il 19 Maggio, la prima Domenica di Avvento l’1 Dicembre.

Al termine della Santa Messa dopo la benedizione solenne i fedeli hanno potuto baciare e rendere onore al bambino Gesù.

Alzati e rivestiti di luce e sii raggiante, perché chi trova il Signore è raggiante e illumina tutto.

E nel pomeriggio intorno alle 17,30 la Befana di Atrap è volata ed atterrata nel cortile dell’oratorio Sacro Cuore di Trino per la felicità dei bimbi.

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(marilisa frison) – Shalom a tutti voi!

Cosa c’è di più bello che iniziare il nuovo anno con questa parola ebraica: Shalom, che significa pace, completezza, prosperità, ciao, arrivederci o stare bene, la realizzazione piena della vita.

Ieri abbiamo festeggiato la Sacra Famiglia, una giornata importante da non perdere e vivere mettendosi idealmente davanti alla capanna. E in questo primo giorno dell’anno si festeggia: Maria Santissima, madre di Dio.

“Dio mette al primo posto una donna – ci dice il parroco di Trino, don Patrizio Maggioni – una donna che viene messa davanti a tutti, quale esempio da seguire, vogliamo essere buoni cristiani, migliorare la nostra vita? Dobbiamo imparare tutto ciò da una donna. Se Dio dovesse mettere a capo del mondo qualcuno per far seguire una rotta, non esiterebbe a dare quel ruolo a Maria. Alla faccia di colui che sostiene che Dio non tiene di alcun conto la figura femminile. A chi degli esseri umani Dio affida ciò che di più prezioso, di più caro ha: suo figlio! A una donna: a Maria! Certo supportata e aiutata da Giuseppe, ma Gabriele, la missione principale la affida a Maria, ed è questo che oggi con i Pastori festeggiamo alzando il nostro sguardo alla semplice e umile capanna di Betlemme. Maria, ama essere donna e non vuole essere altro, non ama essere una copia dell’uomo. È importante non essere omologati, ma recuperare l’esempio di Maria per tutti noi: il suo silenzio, la sua preghiera, il suo sapersi prendere cura, la sua delicatezza, dolcezza, il suo amore. Qualcosa da custodire, di prezioso per la salvezza di tutti noi – e prosegue – Il Signore ci ha dato delle indicazioni. Una delle definizioni dello Spirito Santo che io preferisco è quella in cui viene definito: Santo Spiro, il respiro di Dio presente nel mondo, che si concretizza nell’amore più puro, nell’amore più alto, nell’amore più bello, la maternità, nella gratuita di donarsi. Ecco lo Spirito Santo, ecco Dio che arriva, che crede ancora nell’umanità e si fida ancora di noi. Il mondo però volge da un’altra parte, basta nascite, più egoismo, più chiusure… Noi dobbiamo lottare per non essere diversi da quel che siamo. Maria madre di Dio, madre nostra ci è guida, ci è luce e ci è stella polare di tutto ciò”. (In allegato troverete l’omelia integrale con le belle parole di don Pato).

Nonostante il tempo uggioso, molte le persone che hanno onorato la Santa messa delle 10 con la loro presenza.

Un plauso va anche ad alcuni nostri parrocchiani che hanno trascorso l’ultimo giorno dell’anno a Torino, al Sermig, arsenale della pace, aderendo al Cenone del digiuno, partecipando alla Marcia per la Pace, alla Santa Messa e devolvendo quanto avrebbero speso per il cenone alle popolazioni della guerra in Medio Oriente.

Anche questa è Trino.

È essenziale partire dalle piccole cose per costruire ed essere tutti artigiani della Pace, uno Shalom detto da tutti con il cuore sarebbe grande cosa.

Che si fermino le armi, che si fermi l’odio, che si accenda la speranza, che vengano ascoltate le parole di Papa Francesco.

Buon anno a tutti i lettori di VercelliOggi.it!

Shalom!

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Vercelli Città

(g.g.) – Accade che una morte illustri una vita meglio di una biografia.

Così, cara Laura, possiamo raccontarlo, perché non si può parlare di te senza dire del tuo mai sopito senso dell’umorismo, della tua ironia così british, del tuo affetto discreto quanto inossidabile.

Allora, cara Laura, quando Federico, mercoledì scorso mi ha informato di come stessero le cose, è stato un brutto momento: anche perché non sapevo ancora niente. Improvvisamente mi sono, però, avveduto che il nostro ultimo messaggio fosse un po’… datato.

Uscivi due volte al giorno per portare a spasso il cagnolino e, non di rado, mi inviavi le fotografie dei cassonetti lasciati pieni anche per tre settimane. Meglio di uno di quegli Ispettori ambientali che, peraltro, non si vedono all’opera ancora oggi. Sic transit gloria mundi.

Federico mi ha detto che eri perfettamente lucida, così gli ho chiesto di idealmente abbracciarti per me.

Poco più tardi, è arrivato il tuo saluto, particolare e cifrato, quasi come la firma apposta al racconto dell’amicizia di questi quarant’anni; hai affidato a lui questo messaggio, per quando fosse arrivato il momento, che tu sentivi essere dietro l’angolo: digli che non scriva stupidate.

***

Ci proviamo, cara Laura e, per mettere pienamente in luce la tua figura, che è la figura di una persona seria, bisogna tornare indietro di tanti anni e, se permetti, incominciare da quella del tuo papà.

Un esempio di persona seria per tutti i giovani che lavoravano in banca, anche se non nella sua, dove era stimatissimo Funzionario: per come lo ricordo, responsabile del salone di un’importante, si chiamavano allora, “Bin”, banca di interesse nazionale, una delle tre.

Ecco, il tuo papà, il ragionier Dallera, era per noi tutti l’icona di una persona seria.

Lo vedemmo poi, nel corso di tanti anni, ormai in pensione, ancora in giro a Vercelli, via via sempre più provato dall’età, ma con te sempre al fianco, amorevole ed assidua: così, per incominciare, una persona seria come figlia.

Perché – inutile negarlo – il senso dell’umorismo, come tu hai sempre avuto, non soltanto non è incompatibile con l’intelligenza e le qualità morali della persona, ma, persino, né è in qualche modo un sintomo verace.

Ricordo anche la tua iniziale attività professionale nel Parabancario, un mondo in cui – soprattutto allora – non era così scontato essere davvero consulenti e non soltanto venditori ed in cui la serietà dell’Agente finanziario era, in fondo, la migliore garanzia del Cliente risparmiatore.

Il tuo successivo passaggio professionale ad importanti responsabilità nel mondo della Scuola (lasceremo che parlino, in altro articolo, i tuoi Colleghi che oggi, di prima mattina ci hanno scritto) non è stato che una conferma di queste qualità morali tradotte nella fatica quotidiana.

Hai affrontato questa prova con il coraggio e la dignità già tuo patrimonio quando, negli Anni ’90, sostenesti i primi due, vittoriosi round contro il cancro.

A proposito di prove, sei stata un esempio per tutti nel tuo donare, senza afasie, assistenza e aiuto a Gianni, anche nel momento terminale della sua malattia: fino alla fine.

Non abbiamo mai udito da te una sola parola amara nei suoi confronti; anzi, quando il discorso, quasi senza volerlo, è scivolato lì, gli hai sempre riconosciuto di aver pensato per il meglio a vostro figlio.

E così, ora, dopo i ricordi delle prove e del dolore, finalmente arriviamo a parlare del premio più grande che una Provvidenza sempre misericordiosa, anche quando misteriosa, ti ha donato: Federico.

Già bambino, si capiva che fosse intelligente, poi lo hanno confermato i brillanti risultati scolastici ed universitari.

Subito, l’impegno nel mondo del lavoro con una strada aperta verso il futuro ed esperienze anche all’Estero.

Ti è stato vicino sempre, fino all’ultimo istante ti ha accompagnato aiutandoti a combattere questo male terribile ed i suoi occhi sono stati nei tuoi finchè hai potuto tenerli aperti: ed anche questo misura il vero successo di una persona; andarsene così.

Ti aveva anche regalato, con sua moglie Claudia, la tua splendida nipotina Giulia, che era diventata la tua più grande ragione di vita.

Infine, cara Laura, una preghiera.

Ora che sei ammessa a contemplare il volto del Padre, ti lasciamo il tempo per ambientarti.

Poi ti chiediamo di pensare un po’ a noi che restiamo.

Ma – per favore – non soltanto pensare al mondo, nella sua cosmica indeterminatezza.

Pensa a noi, alla tua famiglia naturalmente, e anche ai tuoi amici: aiutaci a diventare sempre più come te.

***

Nella scorsa notte, 21 dicembre, è tornata alla Casa del Padre Laura Dallera, di 65 anni.

La sua famiglia invita chi lo volesse, in luogo dei fiori, a donare in Sua memoria a Fondazione Humanitas – Ricerca sul cancro – donazioni.humanitas.it –

A suo figlio Federico Cagna, a suo fratello Paolo Dallera ed alle rispettive famiglie, le più sincere condoglianze di VercelliOggi.it.

Il Santo Rosario per Laura si pregherà nel pomeriggio di oggi, ad ore 17, in San Cristoforo a Vercelli dove, domani 23 dicembre, alle 11,30 saranno celebrate le Esequie.

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Borgosesia 1

Vado 2

Marcatori: 14’ st Manara, 31’ st e 48’ st Lo Bosco.

Borgosesia (3-5-2): Uva; Gilli, Derbali, Rekkab; Monteleone, Tunesi, Duse, Bertoni, Peritore (36’ st Giacona); Manara, Tobia (36’ st Iannacone).

A disp.: Vittoni, El Achkaoui, Colombo, De Angelis, Disisto, Henin, Del Barba.

All.: Moretti.

Vado (3-5-2): Frescia; Peretti, Valagussa, Casazza; Ferrieri (40’ st Opoku), Cenci, Dodaro, Pera (20’ st Codutti), Spanu; Merkaj, Lo Bosco.

A disp.: Romano, Mata, Tavarone, Mele, Fatnassi, Gallo.

All.: Cottafava.

Arbitro: Orlandi di Siracusa.

Guardalinee: Caracciolo e Cusiamano di Palermo.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 200 circa. Espulso: 25′ st Cottafava allenatore Vado per proteste, 50′ Gilli per proteste. Ammoniti: Pera, Derbali. Angoli: 2-4. Recupero: 4’ pt-5′ st.

Ci si lascia alle spalle il 2023 al Comunale con Borgosesia-Vado.

I granata si presentano con una novità in attacco.

Nico Manara.

Attaccante classe 2001, è cresciuto nei Settori Giovanili di Solarolo, Cesena e Sassuolo.

Il salto tra i grandi arriva in Serie D con il Troina per passare al Forlì e alla Victor San Marino.

Fermi ai box Lauciello e Gonella.

La sfida si apre con il tentativo di Duse che non centra il bersaglio.

Poi si prosegue in equilibrio sino al 37’ quando Lo Bosco, impegna Uva a terra.

Per il Borgo ci riprova Duse, palla alta.

Ultima azione prima del riposo, la conclusione centrale di Pera.

Sull’altro fronte, Duse alza troppo la mira.

Prima del riposo, Uva dice di no alla conclusione centrale di Pera.

La ripresa si apre con il diagonale a lato di Lo Bosco.

Minuto 13, Manara con una grande girata porta in vantaggio il Borgosesia.

Quattro giri di lancette e i valsesiani sciupano un ghiotta azione di contropiede.

Il Vado ci prova su punizione con Dodaro, Uva para.

Al 31’ i liguri pareggiano con l’acrobazia di Lo Bosco.

Nel finale Monteleone, in diagonale, manda a lato di pochissimo.

Dopo arrivano le proteste granata per un’uscita scomposta di Fresia su Manara, l’arbitro lascia proseguire.

In pieno recupero Lo Bosco insacca il gol che gela il Comunale.

Gilli nel finale viene espulso.

 

Redazione di Vercelli

 

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Borgosesia 0

Alcione Milano 5

Marcatori: 17’ pt Pio Loco, 20’ pt Morselli, 26’ pt Lanzi, 45’ pt Bonaiti, 5’ st Morselli.

Borgosesia (3-4-2-1): Uva; Gilli, Derbali, Rekkab; Monteleone, Tunesi, Duse, Iannacone (17’ st Del Barba); De Angelis (1’ st Tobia), Lauciello (31’ st Bertoni), Giacona (17’ st Peritore).

A disp.: Vittoni, Maselli, El Achkaoui, Colombo, Henin.

All.: Moretti.

Alcione Milano (4-3-1-2): Agazzi; Chierichetti (17’ st Foglio), Venturini, Perito, Caremoli; Bonaiti, Lanzi, Pio Loco (41’ st Rebaudo); Zito (39’ st Palma); Morselli (17’ st Barbuti), Manuzzi (17’ st Battistini).

A disp.: Gueye, Laribi, Piccinocchi, Lombardo.

All.: Cusatis.

Arbitro: Giordano di Matera.

Guardalinee: Cantatore di Molfetta e Petrakis di Siena.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 200 circa. Ammoniti: Manuzzi. Angoli: 5-2. Recupero: 2’ pt-1’ st.

La corazzata Alcione Milano non lascia scampo al Borgosesia che incappa nella quinta sconfitta di fila.

Tutto si decide già nel primo tempo quando i lombardi vanno al riposo avanti di 4 reti.

Il vantaggio orange arriva al 17’ con Pio Loco abile a scambiare con Manuzzi e a insaccate.

Tre minuti dopo, Morselli segna il 2-0 direttamente su punizione.

Al 26’ Morselli scatta in contropiede e serve Lanzi che sottomisura deposita in rete.

Nove giri di lancette e Uva si oppone alla conclusione di Morselli.

Dopo Manuzzi ci prova due volte di testa e Pio Loco conclude alto.

Si va al riposo con la quarta rete lombarda, siglata da Bonaiti.

Rientrati in campo Morselli si scatena e supera Uva per la quinta volta.

Derbali ci prova di testa, senza però inquadrare lo specchio della porta.

In area granata Derbali entra in maniera scomposta e causa il rigore.

Dal dischetto Manuzzi mette a lato.

Dopo i minuti scorrono e i lombardi conquistano la vittoria.

 

Redazione di Vercelli

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Lavagnese 2

Borgosesia 0

Marcatore: 38’ st Lombardi, 47’ st Sanguineti.

Lavagnese (3-5-2): Adornato; Giammaresi, Avellino, Soplantai; Sanguineti, Berardi, Mulattieri (32’ Garrone), Romanengo (32’ st Lionetti), Lupinacci; Lombardi (47’ st Villa), Magazzù (22’ st Righetti).

A disp.: Ragher Vianson, Magonara, Vannucci, Suarato.

All.: Ranieri.

Borgosesia (3-4-2-1): Uva; Gilli, Derbali, Rekkab; Peritore (19’ st Giacona), Colombo (42’ st Henin), Tunesi, Iannacone; De Angelis, Lauciello; Tobia (19’ st Monteleone).

A disp.: Vittoni, Maselli, Pani, El Achkaoui, Henin, Bertoni, Del Barba.

All.: Moretti.

Arbitro: Vicenzi di Bologna.

Guardalinee: Daghetta di Lecco e Antonicelli di Milano.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 150 circa. Ammoniti: Mulattieri. Angoli: 4-6. Recupero: 1’ pt-4’ st.

“Una finale”.

Così era stata definita da mister Simone Moretti la sfida di Lavagna.

Il Borgosesia si presenta in terra ligure, con una striscia negativa di tre sconfitte di fila.

La classifica corta però permetterebbe ai granata il sorpasso proprio ai danni dei bianconeri.

Lavagnese ha esonerato mister Alberto Ruvo dopo che la squadra ha raccolto un punto nelle ultime tre.

La posta in palio è davvero alta.

Sette minuti di gioco e Iannacone conclude centralmente.

I padroni di casa rispondono con Romanengo e Lombardi, i loro tiri sono da dimenticare.

Rischio per i granata al 22’.

Magazzù a centro area, da due passi, manda alto.

Sull’altro fronte, termina centrale il tentativo deviato di De Angelis.

Prima di rientrare negli spogliatoi, Gilli inzucca di poco a lato.

Si riparte con la punizione di De Angelis, deviata in corner.

Dopo il ritmo rallenta, il Borgosesia è più manovriero ma la formazione di casa riesce a chiudere gli spazi.

Poi terminano alte le conclusioni di Lauciello e De Angelis.

La gara finisce al 38’ quando Lombardi segna in netta posizione di fuorigioco.

Ennesimo danno a sfavore dei granata.

Nel recupero Sanguineti raddoppia.

Finisce così la gara con la vittoria locale.

 

Redazione di Vercelli

 

 

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Borgosesia 1

Bra 2

Marcatori: 21’ pt e 41’ st Marchisone, 4’ st Tobia.

Borgosesia (3-5-2): Uva; Gilli, Derbali, Rekkab (42’ st Disisto); Monteleone (21’ st Iannacone), Bertoni, Tunesi, Colombo (1’ st De Angelis), Henin (32’ st Pani); Giacona, Del Barba (1’ st Tobia).

A disp.: Vittoni, Maselli, El Achkaoui, Pani, Peritore, Disisto.

All.: Moretti.

Bra (4-3-3): Piras; Magnaldi, Giorcelli, Tos, Ropolo; Daqoune, Gerbino (21’ st Tuzza), Giallomberdo; Vaiarelli (42’ st Mawete); Marchisone, Musso.

A disp.: Tchokokam, Matua, Fogliarini, Omoregbe, Bosio, Baggio.

All.: Floris.

Arbitro: Iudicone di Formia.

Guardalinee: Macchia di Moliterno e Negro di Roma 1.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 200 circa. Ammoniti: Rekkab, Giorcelli. Angoli: 4-7. Recupero: 1’ pt-4’ st.

Smaltire le scorie e i torti di Gozzano.

Questa la missione del Borgosesia che in anticipo, sabato 25 novembre, ospita il Bra.

I giallorossi si presentano al Comunale in striscia positiva da sei turni.

Il match è dedicato alla lotta al femminicidio e i giocatori si presentano in campo con un segno rosso sul viso.

La gara stenta a decollare ma al primo affondo gli ospiti passano in vantaggio.

E’ il 21’ quando Marchisone si accentra dalla sinistra, si prepara al tiro e batte Uva.

Il match prosegue senza ulteriore emozioni, tanti i falli a spezzettare il gioco, sino al 44’.

Gilli ci prova dal limite, Piras para.

Si rientra in campo e il Borgosesia pareggia.

Tunesi scambia con Tobia e l’attaccante, entrato a inizio ripresa, scagli un diagonale imparabile.

E’ il 39’ quando Tobia riprova a cercare la via del gol ma Piras para a terra.

La beffa arriva due minuti dopo quando sugli sviluppi di una punizione, Marchisone in area sigla il gol della vittoria braidese.

Nel finale, Piras si supera sulla bordata di Pani.

E’ il recupero quando Tobia, di testa, alza troppo la mira.

Si finisce così.

 

Redazione di Vercelli

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A Vercelli sta nascendo una “stella”.

Stiamo parlando del diciassettenne, Carlo Mattia Rutigliano.

Classe 2005, cresciuto nella Juventus, con le bianche casacche si sta mettendo sempre più in mostra.

Arrivato in riva la Sesia lo scorso anno, si è distinto segnando 10 reti (3 delle quali nei play off) con la Primavera.

Il salto tra i “grandi” è avvenuto in ottobre.

Prima con la gara di Coppa Italia contro la Juventus Next Gen (4 ottobre) e poi con l’esordio in campionato al Silvio Piola, avversario il Vicenza (9 ottobre).

Da allora, nelle successive sei partite, ha giocato in cinque occasioni.

L’apoteosi è stata toccata con l’ultimo impegno, il derby delle risaie.

E’ stato infatti il giovane leone a sbloccare il risultato contro il Novara, al 22’ del primo tempo.

<<Faccio fatica a descrivere quella rete – commenta Rutigliano – . E’ stata una gioia immensa. Ho sentito il boato dello stadio e non so bene spiegare cosa abbia provato in quel momento>>.

Originario di Torino, è dà lì che inizia il suo percorso calcistico.

<<I primi passi li ho mossi nel Pozzomaina, dove sono rimasto una stagione. Sono poi passato alla Juventus, restando in bianconero per un decennio. Lo scorso campionato mi sono trasferito a Vercelli e mi sto trovando benissimo>>.

Come avviene il passaggio tra i leoni?

Mister Massimo Gardano mi conosceva e ha spinto per il mio arrivo. Sono stato convinto e ho fatto un’ottima scelta>>.

Prima esperienza lontano da Torino…

<<Viaggio avanti e indietro ma non ero solo. Affrontavo il tragitto con i miei compagni. Ancora oggi vivo a Torino, un luogo dove torno sempre volentieri>>.

Lo scorso campionato è stato contraddistinto da un buon bottino di reti.

<<In Primavera, giocavo come mezzala destra. Mi sono trovato a mio agio e il campo ha dato ottime risposte. Sono contento per i gol segnati, mi spiace non sia bastata la tripletta nei play off per passare il turno>>.

Prestazioni che hanno convinto mister Andrea Dossena.

<<A essere onesto non mi aspettavo di trovare così tanto spazio e tanto meno di riuscire a segnare dopo poche partite il primo gol. Ero già felicissimo per l’esordio in Coppa Italia. Tra i “grandi” gioco come mezz’ala sinistra, un ruolo nuovo ma nel quale mi trovo bene e farò di tutto per esprimermi al meglio>>.

Quella della Pro Vercelli non è una maglia banale da indossare.

<<Sono consapevole e fiero dell’importanza di questa maglia. Sono in una Società pluriscudettata e mi sto impegnando al massimo per ripagare la fiducia accordatami>>.

Sei legato al club vercellese sino al 30 giugno 2026.

<<Un accordo triennale che mi ha reso immediatamente felice. Sono contento di venire apprezzato>>.

Obiettivi futuri…

<<Siamo una squadra forte e siamo riusciti a partire molto bene. Sono convinto ci si possa togliere delle belle soddisfazioni. A livello personale se guardo in là con gli anni, mi piacerebbe vincere la Champions League. So che è un sogno grandissimo e sono consapevole che per sognare bisogna lavorare al massimo e fare passo per passo>>.

Simone Cerri

 

Redazione di Vercelli

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In servizio a Vercelli dall’aprile 2016 al 2019, la Dottoressa Rosanna Lavezzaro (attualmente Questore di Rimini) è stata la prima donna ad essere nominata Questore nella nostra provincia.

Qui appena arrivata, invitata a Santhià per un dibattito con il celeberrimo “Comandante Alfa”, fondatore dei GIS dei Carabinieri.

In quel periodo Vercelli si segnalò anche alla cronaca nazionale perché tre incarichi di primaria importanza furono contemporaneamente disimpegnati da Signore di non comune levatura: oltre a Rosanna Lavezzaro, il Prefetto Dottoressa Maria Rosa Trio ed il Sindaco Maura Forte.

Della Dottoressa Lavezzaro si ricordano tre anni di impegno intenso, sempre attento anche a salvaguardare i caratteri di umanità e di sensibilità sociale nell’azione di prevenzione e repressione del crimine.

Trasferita poi da Vercelli a Novara e quindi a dirigere la Questura di Rimini, oggi il Consiglio dei Ministri l’ha nominata Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza.

Sicuri di interpretare i sentimenti dei nostri Lettori, VercelliOggi.it si congratula con la Dirigente per la meritata promozione, augurandole buon lavoro.

(Nella foto di apertura, la Dott.ssa Lavezzaro nel corso di una conferenza stampa con il Procuratore della Repubblica e due dei suoi Sostituti).

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Grave incidente stradale poco prima dell’alba di stamane, 1 novembre, attorno alle ore 4,30 in territorio comunale di Lamporo.

Per cause che sono al vaglio degli Inquirenti (procedono i Carabinieri) la Volkswagen guidata da Francesco Bassi, un giovane di 20 anni, finiva fuori strada, terminando la propria corsa nel campo attiguo alla massicciata stradale, come si vede dalle immagini.

Il giovane è deceduto. Pur intervenuti tempestivamente, i soccorritori non hanno potuto fare nulla

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