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Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

(guido gabotto) – Ci siamo arrivati. Da qualche tempo era scattato il countdown verso il raggiungimento di un traguardo ambito non solo per  VercelliOggi.it  ed i nostri Lettori. 

Di cosa si tratta?

Si diceva di un (forse piccolo, ma per noi importante) traguardo: il video che riprende la prolusione tenuta dal Prof. Alessandro Barbero, a marzo 2019, sulla Magna Carta che, in quei giorni, era esposta in Arca, ha raggiunto e superato le 100 mila visualizzazioni, dato difficile da raggiungere, a Vercelli, per un filmato di informazione.

Il giro di boa dei cinque zeri a fine giugno 2023.

In questi quattro anni la crescita è stata continua e costante, segno che l’interesse per quella lezione non svanisce.

Peraltro, alle 100 mila visualizzazioni sul nostro canale, se ne devono aggiungere le circa 35 mila conseguite da un sito non ufficiale di estimatori del Professore, che ha semplicemente replicato il nostro video, come si vede chiaramente dalla griffe che compara al centro dell’inquadratura.

Quello del Prof. Barbero, però, non è il nostro video più cliccato.

Il record assoluto è di un filmato diffuso dai Carabinieri di Torino, per dire della individuazione di una banda di scassinatori.

Ha superato le 360 mila visualizzazioni.

Ma non lo “contiamo” perché, appunto, abbiamo solo pubblicato il video prodotto da altri.

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Stiamo, invece, alla nostra esperienza, che ha sempre cercato di seguire un’idea guida: quella di unire alla parola scritta ampi corredi iconografici, con le galleries di fotografie e, appunto, i filmati.

Ci abbiamo provato da subito.

I primi video in repertorio sono del 2009, anno in cui VercelliOggi.it ha, il 5 gennaio, visto la luce.

Ma avevamo già in testa un obbiettivo: sperimentare le trasmissioni in diretta streaming, allora davvero ben poco conosciute.

Si badi: non le dirette Facebook (peraltro, allora non erano all’ordine del giorno: Facebook nacque nel 2004, negli Stati Uniti ed arrivò in Italia a maggio 2008), ma le trasmissioni in diretta streaming realizzate sui nostri canali di broadcasting, anche se, eventualmente, poi rilanciati sui Social.

La prima già a marzo dello stesso 2009: un esperimento dalla Sala Capitolare della Basilica di Sant’Andrea, ospiti di Chesterton

Si trattò di una sorta di “prova generale”, in preparazione dell’appuntamento successivo, quando invece intrattenemmo i Lettori con la diretta della visita del Sindaco di Ely, sempre in S. Andrea ed ancora con l’ospitalità del sodalizio culturale molto promettente.

Quei filmati, purtroppo, non sono più in repertorio, perché quella prima piattaforma di broadcasting, Mogulus, da tempo non esiste più.

Ma sulle trasmissioni in diretta torneremo, perché negli anni successivi molti degli eventi più importanti sono stati ripresi e diffusi in diretta.

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Per ora, con l’occasione di queste 100 mila visite, ancora qualche numero.

Complessivamente, i filmati in videonotizia che sono sempre reperibili su VercelliOggi.it sono 2.564, quasi tutti sui nostri quattro canali di You Tube, aperti dal 2009 in poi.

Insieme a quelli, il canale di Vimeo, piattaforma che abbiamo testato per un paio d’anni ed ora destiniamo soltanto alle trasmissioni in diretta streaming ed al repertorio musicale di livello.

Hanno complessivamente meritato, da parte dei Lettori, poco meno di 2 milioni di click.

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A questi si devono aggiungere quelli pubblicati da VercelliOggi.it, ma repertoriati su canali di nostri Collaboratori: sono anch’essi sempre disponibili in archivio, ma non sono conteggiati tra le nostre produzioni.

Si è trattato di un’esperienza maturata giorno per giorno; sicchè, insieme alla convinzione di dovere perseguire un progetto editoriale nato con e per la multimedialità, si sono talvolta scontate ingenuità e deficit di esperienza: anche della comprensione per le nostre insufficienze, ringraziamo sentitamente i Lettori.

Abbiamo visto che, nel complesso, ad oggi sfioriamo i 2 milioni di click sui nostri video.

Il dato è sempre quello ufficiale fornito dalla piattaforma: il numero scritto in basso a sinistra dello schermo.

Le parole sono chiare: numero “… visualizzazioni”.

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Di cosa abbiamo parlato?

Abbiamo documentato la vita reale di una comunità.

Fatta di gioie e dolori, momenti belli e meno belli, di feste e di lutti.

Non abbiamo trascurato la comunicazione pastorale, nella convinzione che parlare della Fede significhi corrispondere alla domanda di tante persone.

E, forse a confermare questa intuizione, può essere significativo notare come le prime due occasioni in cui si sono superate, rispettivamente, le mille e le tremila visite (numeri importanti, soprattutto se rapportati a quei tempi), siano proprio riferite ai temi del Sacro, magari letti con qualche curiosità.

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Ancora qualche numero.

I primi esperimenti, condotti in sala stampa della Pro Vercelli, sono stati utili per confermare una direzione di marcia.

Così, oggi si può dire che siano sempre in repertorio (dei 2.500 e oltre già detti) 268 video che hanno superato le mille visite.

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Abbiamo selezionato una piccola antologia.

Come abbiamo detto, è una tavolozza assolutamente policroma: una ventina di titoli messi a tema mentre sfogliavamo gli archivi per estrapolare le statistiche.

Ci sono immagini che ripropongono le edizioni di Miss Cervetto.

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Tante le riprese in occasione del Carnevale, in città e nei paesi.

Oppure – e non sarebbe stato possibile immaginare altrimenti – molti appuntamenti che ci hanno davvero gratificato, con la Tradizione, alla Corsa dei Buoi di Caresana e Asigliano Vercellese.

Altre raccontano la promozione della Pro Vercelli in Serie B.

Molto seguito dai Lettori anche il video per la festa dei 50 anni della Yoshida, un’impresa particolarmente prestigiosa del territorio.

Nel corso di questi 14 anni abbiamo spesso dovuto documentare il dolore di comunità e famiglie, per la scomparsa di persone care.

Di persone “della porta accanto” come di personalità di primo piano: è persino ovvio ricordare che l’ultima dimora tutti ci attende.

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L’Arcivescovo Marco Arnolofo è il Pastore della Chiesa di Eusebio da maggio 2014. 

Anche il giorno dell’Ordinazione episcopale di Mons. Arnolfo, peraltro, fu seguito da una nostra trasmissione in diretta streaming, da due diverse postazioni: dalla Basilica di S.Andrea, luogo in cui le Autorità civili ricevettero il Presule e poi la Cattedrale, per il rito di ordinazione.

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Un momento di bellezza piena e coinvolgente fu, nel 2018, la grande adunanza del Raggruppamento Nord Ovest dell’Associazione Nazionale Alpini: 30 mila penne nere a Vercelli e la diretta streaming di oltre 4 ore di VercelliOggi.it a documentare un appuntamento (e quelli dei giorni precedenti) unico per la città.

Ancora sugli esordi, con la Festa dei Popoli “primo format” nel cortile del Seminario arcivescovile di Vercelli.

Non manca un ricordo del “Festival Canoro” di Asigliano Vercellese: in quell’ormai lontano 2010.

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Insomma, ecco di seguito qualche ricordo di questi 14 anni.

 

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Buona lettura e buona visione.

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Posted in Vercelli Oggi
Vercelli Città

“Quello che l’aratro è per i campi, il martello pneumatico è per le città”.

(cfr. Arch. Andreas Kipar a “Raccoltifestival”, 24 settembre 2021).

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A sentire il repertorio di quella esposizione di quasi 2 anni fa, si può, dunque, stare ragionevolmente tranquilli che tutto questo “rompere”, e “non soltanto, l’asfalto, se occorre anche la pietra” che vedremo (?) a Vercelli, non sarà altro che un dissodare.

Per seminare futuro ed è spesso vero che, chi semina nelle lacrime, miete nella gioia.

Un dissodare che, nell’immediato, pare volto a conseguire un risultato diretto, benemerito ed incontestabile e, anzi, da anni lo si invoca come provvedimento benefico: le radici degli alberi lungo i viali non soffriranno più di asfissia e potranno affondare liberamente nella terra, invece che essere soffocate nell’angusto perimetro lasciato libero dall’asfalto.

A livello simbolico il fatto è presentato come una sorta di comunicazione tra cielo e terra che transita, è veicolata, dall’essenza arborea.

Ci starebbe anche una qualche suggestione druidica: perché no?!

Ma, semplicemente, a livello agronomico ed agro-forestale la misura è senz’altro idonea a prevenire e scongiurare, altresì, l’aggressione di batteri in ambiente anaerobico, a loro volta esiziali per lo sviluppo e la vita stessa dell’apparato radicale, con tutte le negative conseguenze toccate così spesso con mano (per fortuna non sulla testa di viandanti ignari del pericolo) lungo le alberate cittadine.

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Se il risultato traguardato dal punto di vista della salubrità dell’apparato radicale delle essenze arboree è sicuramente positivo, forse (così, almeno, hanno tentato di dire i Consiglieri Comunali di Opposizione nell’ultima adunanza d’Aula) pare lievemente sproporzionato il rapporto tra causa ed effetto: un po’ come sparare con il bazooka per colpire una mosca.

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Ma andiamo con ordine.

Abbiamo visto che il parallelismo tra aratro e martello pneumatico si deve all’ Architetto Andreas Kipar.

Ne parla lui stesso, il 24 settembre 2021, ospite di Raccoltifestival: il suo intervento nel video ha inizio al minuto 21.

Ecco integrale il video del suo intervento: la frase è al minuto 57, ma tutto il suo messaggio merita di essere ascoltato.

Ovviamente, della stessa occasione, c’è una registrazione anche di VercelliOggi.it (che resta a disposizione), ma preferiamo quella degli Organizzatori. Intanto perché è doveroso, ma, in secondo luogo, perché si tratta della versione completa anche del fervorino iniziale dispensato dal Pirata (dal minuto 10) che, in questo caso, merita forse essere ascoltato.

Pare difficile che l’Arch. Kipar potrà dire qualcosa di diverso, il prossimo 18 luglio quando, invitato dal Comune, illustrerà lo stesso piano a chi vorrà essere presente al Teatro Civico di Vercelli.

Prima a Raccolti Festival, poi al Teatro Civico, ma mai in Consiglio Comunale.

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Sembra, infatti, che la Giunta del Niente patisca come una sorta di orticaria il solo sentire parlare di discutere di questo progetto nella sede che ai più pare quella idonea, magari insieme ad una serie di altri confronti: con le Categorie economiche, i Professionisti, gli stessi cittadini.

Ma, del resto (e salvo sia sfuggito qualcosa all’Albo Pretorio e, nel caso, ne daremmo volentieri atto) la stessa GdN non ha mai visto all’Ordine del Giorno dei propri lavori, il cosiddetto Piano Kipar.

Perché?

Perché il cosiddetto “Piano Kipar” è stato sostanzialmente concepito e messo al mondo da tre persone, che è lo stesso Architetto, sempre nel filmato, a citare:

”Quando sono venuti da me Liliana e il Sindaco…”

Ecco, lui, Kipar, Liliana e il Sindaco.

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Molti (forse non tutti quelli che ne avrebbero avuto titolo) si sono domandati: ma come mai un intervento di trasformazione urbana, che sconvolge un intero quadrante della città come, sostanzialmente, quello all’interno della cerchia dei Viali, che impatta sull’assetto urbano come e più di un Piano Regolatore, è stato discusso a: Raccoltifestival ed al Rotary Club, ora al Teatro Civico, ma mai in Consiglio Comunale?

Molto semplice.

Perché – dicono i protagonisti – si tratta soltanto di interventi di “straordinaria manutenzione”.

E se è straordinaria manutenzione basta la Determinazione Dirigenziale.

Cioè la decisione del Dirigente, appunto l’Arch. Liliana Patriarca.

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Ma un Piano Regolatore – inutile insegnarlo a loro – ha, invece, procedure e percorsi molto articolati ed impegnativi.

Hanno voce in capitolo mediante apposite consultazioni le Categorie economiche, i Professionisti, gli stessi cittadini che hanno termini di Legge per presentare controdeduzioni ed opposizioni.

Qui, zero: è straordinaria manutenzione.

Si badi che, trattando di “Categorie economiche”, non si allude, riduttivamente, ai commercianti di Viale Garibaldi, ai titolari di dehors, al venditore stagionale di caldarroste.

Categorie economiche, forze sociali, sono tutti gli Attori del sistema, forze datoriali, sindacati, stakeholder che possono avere voce in capitolo proprio perché l’equilibrio degli assetti urbani incide profondamente anche sui vincoli posti al sistema delle Imprese.

Certo – come ricorda lo stesso Kipar nel video – è importante sapere dove possiamo andare a fare i nostri 10 mila passi al giorno.

Ma sono in molti a preoccuparsi anche di come fare a mettere insieme il pranzo con la cena, a chiudere un bilancio.

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Sono già due le occasioni di confronto richieste dalle Opposizioni in Consiglio comunale che sono sostanzialmente andate sprecate.

La riunione della IV Commissione di qualche settimana fa.

Ed il Consiglio Comunale di fine giugno, dove la maggioranza ha sostanzialmente eluso il confronto.

Ai limiti del surreale qualche momento della riunione di Commissione, ad esempio quando l’Arch. Patriarca è parsa sinceramente meravigliata che non si volesse solo parlare di “Viale Garibaldi” e che l’argomento “condizione aerobica dell’apparato radicale” delle essenze arboree lungo le alberate cittadine, dopo 20 minuti di esposizione, non potesse tenere ulteriormente banco.

Insomma, depistaggi?

E così l’Opposizione (di cui, al termine di queste righe, il comunicato delle scorse ore) ha messo in guardia contro alcune trappole, che riassumiamo.

Prima trappola.

Non facciamo lo spezzatino.

E’ lo stratagemma che pare essere stato scelto dalla Triade: Pirata, Liliana, Kipar.

Nessuno dei singoli temi è, infatti, quello realmente centrale.

Non c’è (solo) un problema “parcheggi”.

Non c’è (solo) un problema “commercianti di Viale Garibaldi”.

Non c’è (solo) un problema “basta fare due passi in più”.

Né esiste (solo) il problema “Piazza Roma”.

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Il problema reale e maggiore, sovrastante e preliminare qualsiasi altro ed al quale nessuno né ha dato, né pare voglia dare una risposta è, al contrario: quali studi sono alla base di questa progettata rivoluzione urbana.

Quali varie ipotesi, complementari ed alternative ci sarebbero state.

Perché si fa?

Per ora, l’unica ragione che sembra essere stata dichiarata è esplicita: perché ci danno i soldi per farla.

Ma, a ben vedere, simili ragioni sono state, in tempi diversi, addotte per veri e propri aborti come la Risoteca (ex Enal) o il Museo (Mausoleo) dello Sport, che ha soltanto prodotto un parcheggio a ridosso dello Stadio.

Ed ora la (ennesima) piscina all’aperto, sulle ceneri del Centro Nuoto.

Comunque (al di là che in parte non derivassero da risorse comunali) milioni di euro che si sarebbero potuti spendere meglio.

Dunque, nessuno sa dire davvero perché tutto questo si faccia.

Nessuno, d’altra parte, ha letto, nel programma elettorale dell’attuale maggioranza, che, subito dopo il ritorno al piano nobile di Palazzo Civico, il Pirata e Liliana si proponevano di andare allo Studio Land dall’Architetto Kipar.

E lo stesso Dup (documento unico di programmazione) è assai vago.

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Come abbiamo visto, le Opposizioni avrebbero voluto discutere di tutto questo nel corso di un’apposita riunione (almeno una volta) di Consiglio Comunale.

Almeno per ora, non sarà possibile.

E ora sembrano dire: attenzione, non abbocchiamo all’esca del Teatro Civico, il 18 luglio.

Perché non è in questo modo che si “consulta” la gente.

Al massimo, combattendo la calura, si darà qualche informazione, che non si vede come potrebbe essere dissonante da quella già data a Raccoltifestival.

Sicchè, ecco la seconda trappola da evitare: non si legittimi qualche esposizione teatrale, come se fosse una consultazione con un capo ed una coda.

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Ma ecco il testo diramato dall’Opposizione.

Apprendiamo da una nota pubblicata nel sito del Comune di Vercelli che l’Amministrazione ha organizzato per la prossima settimana un evento pubblico in cui verranno presentati alla cittadinanza gli elementi chiave del progetto di riqualificazione di Vercelli, su cui tanto dibattito c’è stato in queste settimane.

Più volte, come minoranza, abbiamo contestato il metodo con cui questo progetto è stato portato avanti, senza alcuna condivisione, con il Consiglio Comunale e con la città, di quelli che sono i contenuti.

Lo abbiamo chiesto anche nell’ultimo Consiglio Comunale, in cui la nostra mozione con cui si chiedeva l’organizzazione di un momento analogo in aula è stata bocciata, dal Sindaco stesso e dalla sua maggioranza (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia).

Con l’organizzazione di questo evento viene quindi ora data ragione alla critica che abbiamo sempre portato avanti sulla totale assenza di condivisione.

Lo si fa però alle condizioni volute dall’Amministrazione: scarsissimo preavviso e assenza di dibattito, elementi che invece avremmo avuto se avessero accettato la proposta di discussione in aula.

Un evento analogo sarebbe stato opportuno da organizzare almeno due anni fa, per presentare alla città il progetto e mostrarsi aperti alla raccolta di pareri e osservazioni. Lo si fa invece ora, a lavori avviati, per tentare di tappare una falla che abbiamo iniziato ad aprire come minoranza ponendo il tema al centro del dibattito.

L’invito e l’appello che lanciamo, più che al Sindaco, assolutamente sordo a ogni tipo di confronto, alle forze che sostengono la sua maggioranza è che vi siano ulteriori momenti informativi alla città e che si tenga un opportuno dibattito in consiglio comunale, che ricordiamolo è la più alta assemblea cittadina, deputata a questo tipo di discussioni. Ricordiamolo perché il Sindaco lo ha dimenticato.

Gruppi Consiliari Partito Democratico, SiAmo Vercelli, Voltiamo Pagina, Gruppo Misto

Posted in Trippa per i gatti
Vercelli Città

Aggiornamento ore 10,45 – 

E’ stata riaperta in questi minuti la viabilità in Via Paggi – Ariosto, dopo che sono stati messi in sicurezza e poi rimossi i veicoli coinvolti nel sinistro della prima mattina di oggi – 

La operazioni sono state curate dalla Polizia Locale di Vercelli.

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La cronaca di oggi, 8 luglio, si apre con la notizia del sinistro stradale verificatosi attorno alle 6 del mattino a Vercelli, in corrispondenza dell’incrocio tra Via Paggi e Via Ariosto.

Per cause che sono al vaglio della Polizia di Stato, giunta tempestivamente sul posto, l’autoarticolato (di stazza inferiore alle 35 tonnellate, quindi autorizzato a circolare in città) adibito al trasporto di alimentari, che si vede nella foto, è entrato in collisione con l’utilitaria nera.

Nessuno dei due conducenti ha riportato ferite gravi.

La manovra messa in atto dall’autista per tentare di evitare l’impatto ha procurato il ribaltamento del mezzo pesante.

Ci sono altre tre vetture coinvolte, ma si tratta di auto parcheggiate regolarmente, danneggiate dalle conseguenze del sinistro.

La circolazione del traffico resterà inibita almeno fino alle 9: si consigliano percorsi alternativi.

Posted in Cronaca
Crescentinese, Regione Piemonte

Ha – come si suol dire – i suoi anni.

Fu costruito attorno al 1885, quando consentiva il passaggio dei cavalli che trainavano il “tumbarel”.

E’ lo stesso ponte su cui transitano ora i Camion Euro sei.

Quello sulla Dora Baltea, il Ponte di Sant’Anna a Borgo Revel, frazione di Verolengo che dà la mano a quella crescentinese di Galli.

Qui le provincie di Torino e Vercelli, le Diocesi di Ivrea e quella eusebiana si incontrano e si tratta, non da oggi, di un’osmosi popolare serena e feconda.

Il ponte di cui parla oggi, nella conferenza stampa organizzata “sul campo”, cioè a ridosso della vetusta infrastruttura, dal Presidente della Regione Alberto Cirio.

Ma andiamo con ordine.

Dunque, il ponte.

Fu anche bombardato nella Seconda Guerra Mondiale ed in quell’occasione vi furono, purtroppo, anche alcune vittime.

Poi, nel Dopoguerra, fu ricostruito come lo vediamo ora.

Una corsia per la linea ferroviaria, sulla quale transitano i treni da e per Casale e Chivasso, ovviamente in senso alternato.

Attigua, una doppia corsia stradale.

Centrale per i collegamenti da e per Aosta, Genova, Torino, Casale, Vercelli.

Ormai, una linea di comunicazione che ricorda un collo di clessidra, rispetto ai volumi di traffico attuali, tanto è vero che, se il Lettore vuole cimentarsi, il filmato documenta come, nel corso della conferenza stampa, sia stato tutto un susseguirsi di mezzi pesanti e leggeri.

L’intervento di adeguamento è qualcosa che le comunità locali hanno da tempo vagheggiato, richiesto, preteso, dalle Autorità di Governo, centrale e regionale.

Prima con le buone, poi già si pensava ad atti dimostrativi, come quelli annunciati dal Consigliere Regionale Gianluca Gavazza che, con i Sindaci di Verolengo, Luigi Borasio e di Crescentino, Vittorio Ferrero, meditava di organizzare marce silenziose (forse) lungo il tracciato del ponte.

Non sarà più necessario.

Questa mattina, 26 giugno, la Giunta Regionale ha licenziato il finanziamento di 16 milioni di euro che serviranno per lavori importanti di “raddoppio” del ponte.

L’attuale campata continuerà a sostenere la linea ferroviaria, ma la massicciata stradale diventerà ad una sola corsia, con senso unico di marcia in direzione Casale – Alessandria.

Attigua a questa, la costruzione di un nuovo ponte, che porterà la strada, sempre ad una direzione, ma nel senso opposto, verso Torino.

Non si tratta di un ammodernamento con una finalità semplicemente estetica o funzionale.

Sono i Primi Cittadini di Verolengo e Crescentino, forse anche per la particolare sensibilità che i loro vissuti professionali ed associativi meglio esprimono (il Sindaco di Verolengo è Medico, quello di Crescentino è Presidente regionale della Croce Rossa) a sottolineare il pesante tributo di lacrime innocenti pagato da tante famiglie che hanno patito gravi sinistri stradali causati proprio da una non più tollerabile, insufficiente sicurezza: la sproporzione tra l’entità del traffico e le dimensioni dell’infrastruttura rappresenta un fattore di rischio che moltiplica quelli ordinari.

I tempi?

Tutti gli intervenuti, dallo stesso Cirio, all’Assessore regionale alla mobilità, Marco Gabusi, ai Consiglieri regionali Gian Luca Gavazza, Carlo Riva Vercellotti, Angelo Dago e poi il Presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino, con il Vice Sindaco della Città Metropolitana di Torino, Jacopo Suppo formulano una ragionevole previsione.

Quella di riuscire ad esperire la gara d’appalto entro il 2023 (massimo i primi mesi del 2024), affidando, quindi, subito dopo il cantiere alla Ditta aggiudicataria.

Non resta che augurarsi che i fatti diano loro ragione.

Posted in Enti Locali

Lozzolo sgomenta per la morte di Andrea Pignolo, il motociclista 46enne vittima ieri pomeriggio, 25 giugno

– leggi qui –

dell’incidente motociclistico alle porte del paese.

Da ieri la situazione si era subito presentata come disperata e da ora il povero Andrea era in stato di morte cerebrale.

Poi, la fine, che Fonti attendibili indicano avvenuta poco dopo le 9,40 di oggi, 26 giugno.

Sulla dinamica del sinistro ci sono maggiori dettagli, anche se le Autorità che procedono agli accertamenti mantengono ancora il necessario riserbo.

Il 46enne, che lavorava per un’Impresa di estrazione inerti, attiva in una delle cave del territorio, era di ritorno dalla piscina di Rovasenda.

Nella sua stessa direzione procedevano due auto, una delle quali coinvolta nel sinistro con la Ducati 1200 “Panigale” del motociclista.

Dopo il primo trasferimento del ferito in elisoccorso all’Ospedale di Biella, i Medici hanno optato per l’ulteriore trasporto al Nosocomio di Novara.

Oggi la fine.

Posted in Cronaca

Viva apprensione a Lozzolo per la sorte del 46enne A.P. residente in paese che, nel tardo pomeriggio di oggi, 24 giugno, in sella alla propria moto (una Ducati Panigale 1200), è rimasto vittima di un grave sinistro stradale.

E’ stato subito elitrasportato all’Ospedale, in gravi condizioni.

La dinamica dell’impatto con la Volkswagen bianca che si vede nell’illustrazione è al vaglio dei Carabinieri, giunti tempestivamente sul posto. Quel che è chiarito da prime sommarie informazioni è che la T Rock procedesse in uscita da Lozzolo, in Via Roma.

Aggiornamenti nelle prossime ore.

Posted in Cronaca
Vercelli Città

Intanto, bisogna incominciare a dire che ci sono cose così difficili, matasse a tal punto inestricabili, rebus talmente impenetrabili, che, umanamente, non si può chiedere a nessuno di riuscire a sciogliere nodi gordiani.

Tranne che non ci si improvvisi come un novello Alessandro Magno (nota di disambiguazione, a beneficio di Dante: Alessandro Magno non era il padre di Carlo Magno, né lo zio del prete, Gregorio Magno): ma si sa che il gladio è bandito (per il momento, almeno) dalla dialettica politica.

Sicchè, mettiamoci, per un momento, nei panni del Ghiottone.

Come si fa a pretendere che risolva anche questo problema, che angustia (forse) il Pirata, ponendolo di fronte all’ennesimo sgambetto politico, nel crepuscolo della sua maggioranza?

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Dunque, bisogna sapere che, da qualche mese a questa parte, il Ghiottone ha un problema: dove sistemare il Sagacissimo.

L’attuale Vice Sindaco di Vercelli, Massimo Simion, così come più volte anticipato da qualche Trippa per i Gatti, da mo’ sa benissimo che, per lui, il tempo nella Lega è finito.

Nel breve volgere di qualche settimana è riuscito nell’impresa, in verità, non facile per nessuno, sia di tagliare ponti e rapporti con l’Onorevole Emerito di Borgosesia

Leggi qui, ex multis –

e qui

e ancora cliccando qui

Sia di precludersi completamente ogni strada con il nuovo corso della Lega vercellese e valsesiana, che è dipendente da Novara più o meno come Provolino lo era da Raffaele Pisu.

Come mai il Sagacissimo si è trovato la strada sbarrata anche dai neogaudenziani?

Vai a sapere: magari un giorno o l’altro ci saranno novità.

Per ora, però, bisogna prendere atto della situazione.

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Situazione che, sulla Giunta del Niente, proietta conseguenze forse difficili da gestire, anche in presenza di un ambiente ormai abbastanza assuefatto a qualsiasi decomposizione politica.

Ma andiamo, è d’uopo, con ordine.

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Dunque, rifacendo (per quel che ancora valgono) un po’ di conti, il cubo di Rubik con cui il Ghiottone è chiamato a cimentarsi presenta le seguenti coordinate.

Nella originaria spartizione di posti (2019) quello di Vice Sindaco toccava alla Lega.

E qui l’Emerito di Borgosesia volle fare un bel regalo ai vercellesi: regalò alla città il Sagacissimo.

Negli anni successivi, a più di un vercellese venne in mente qualche pensiero, pur grato per l’intenzione, di garbata critica: ma scusi, Emerito, la prossima volta che vuole farci un regalo, magari pensi a qualcosa di più tradizionale, forse un libro di Sandor Marai, oppure una bottiglia di Barolo chinato.

Ma il Sagacissimo lo tenga pure per sé.

Però, ormai è andata, inutile recriminare e poi, si sa, creanza vuole che a caval donato non si guardi in bocca.

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Con l’avvento del nuovo Segretario provinciale, Daniele Baglione, la Lega ormai è un’entità politica dalla vitalità più o meno assimilabile a quella del bacherozzo succulento caduto nella tela del ragno.

L’aracnide previdente lo tiene in vita con una singolare forma di sedazione conservativa, solo perché resti sempre commestibile: insomma, lo conserva per mangiarlo, ancora abbastanza fresco, un po’ per volta.

I reliquati padani del Capoluogo sanno che, ben che andasse, in una eventuale nuova Giunta di Centrodestra, dal 2024 in poi, a loro spetterebbe (e dovrebbero ancora leccarsi le dita) un solo posto in Giunta e quello sarebbe per Dante.

Sicchè di protestare per avere perso il “Vice Sindaco” a nessuno passa per la mente.

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Ma qualche problema in più pare che l’abbiano i Consiglieri Comunali di Forza Italia.

Di loro si sa che, un certo lunedì di qualche settimana fa (potrebbe essere stato il 29 maggio, ma sinceramente, ci è passato di mente) hanno voluto incontrare il Pirata (si sono radunati in Sala Gruppi, pare alle ore 18) esponendo un Cahier de doléances piuttosto nutrito di cui, per brevità, alleghiamo di seguito una parte, tanto lascia il tempo che trova

 

Dal testo ufficiale manca l’istanza reale e, tutto sommato, unica ad avere (per loro, è ovvio) un senso politico.

Loro (i Consiglieri Comunali di Forza Italia) non si sentono rappresentati, nella Giunta del Niente, da nessuno dei due Assessori che – sulla carta – sono loro attribuiti.

La prima è Ketty Politi e la seconda è Gianna Baucero.

Sulla Politi, però, non hanno tanto fatto la voce grossa, perché tutti sanno che la veterana delle Giunte Corsaro sia rappresentante di Forza Italia sin dal minuto dopo che la buonanima di Silvio Berlusconi fondasse il partito.

Sicchè, è difficile recriminare.

Hanno qualche ragione in più se osservano come Gianna Baucero sia ignara di cose politiche.

Comunque, fatti loro: pare che il Pirata abbia suggerito di convocare un incontro chiarificatore tra i Consiglieri e l’interessata.

Come è andato l’incontro?

Non si sa se sia avvenuto, ma proviamo ad immaginarne l’esordio.

Potrebbe aver preso la parola il Capogruppo, Giorgio Malinverni: buongiorno, Professoressa Baucero.

Gianna Baucero: Ducale.

Malinverni: scusi?

Gianna Baucero potrebbe aver compreso il disorientamento dell’interlocutore per quel saluto singolare e spiegare: lei ha detto “buon giorno” o no? Ora io mi chiedo: potrebbe mai essere un buon giorno senza la Camerata Ducale? Certo che no! Così, per fare prima ed accelerare i tempi, le rispondo direttamente così: Ducale a lei!

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Da qui in poi non è difficile immaginare come potrebbero essere andate le cose, semmai quell’incontro, così diversamente utile, fosse avvenuto.

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Ma resta il problema della rappresentanza politica nella Giunta del Niente, soprattutto in vista delle future elezioni amministrative.

Al momento, Forza Italia si ritiene non rappresentata in Giunta.

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Elezioni che si annunciano con una griglia di partenza ad oggi ancora “aleatoria” (per dirla con il novello Alighieri).

Unica certezza, un listone di Fratelli d’Italia.

Per quanto “one” possa essere, difficile che possa contenere tutti i vecchi, i nuovi e, infine, coloro che sono davvero di Fratelli d’Italia.

E, soprattutto, che abbiano qualche voto da portare, perché va bene sperare nel traino di Giorgia Meloni, ma non si può risolvere così.

Qualcuno sta pensando ad una lista civica idonea a raccogliere esponenti della società civile “di area”.

Dove potrebbero anche trovare posto i più ingombranti tra i neo meloniani: cioè i transfughi che bisogna ricandidare per forza.

Da Romano Lavarino e Mimmo Sabatino a Margherita Candeli.

E uno dice: ma come fanno a candidarsi in una lista civica, se hanno aderito al partito?

Obiezione tutt’altro che peregrina, ma ormai se ne vedono tante che, una più, una meno, quelli che stanno pensando ad una tavanata del genere evidentemente credono di poterla proporre.

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Ma anche in una siffatta compagine, il Sagacissimo pare non sarebbe gradito.

Tra l’altro perché gli si accredita un pacchetto di voti alquanto misero.

E, in effetti, cercando di capire quale potrebbe essere il suo entourage, forse si può scorgere soltanto Linda Barbolan, ma non è neppure detto.

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Dunque, oggi l’unico dato certo (certo lo sarà il 30 giugno, quando scadranno i termini per il tesseramento alla Lega) è che il Vice Sindaco è senza partito.

La Lega non ha più il Vice Sindaco, ma ha anche perso tanti Consiglieri.

Forza Italia protesta che non ha Assessori (che abbia o no ragione di farlo, ma è così).

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Come si vede, un bel rebus, anche per le meningi del Ghiottone, aduse a lambiccarsi con diuturni esercizi e contorsioni tra i meandri politici.

L’uovo di Colombo potrebbe essere, così, rappresentato proprio da quella nuova casacca, confezionata su misura per il Sagacissimo: la casacca di Forza Italia.

Di colpo, il partito avrebbe il Vice Sindaco!

Una strategia che l’astuto tessitore di trame politiche forse vedrebbe percorribile almeno finchè il ruolo di Coordinatore regionale di Forza Italia restasse a Paolo Zangrillo, recentemente promosso Ministro, ma per ora pur sempre lì ad occupare la casella di leader nel partito subalpino.

E’ noto, infatti, che da anni il fratello di Alberto, Medico personale di Silvio Berlusconi si beva tutto quello che il Ghiottone gli propina, ma intanto, per quel che gli può importare di Vercelli, evidentemente a lui va bene così.

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Tutto fatto, dunque?

Non è detto: pare che nemmeno i quattro Consiglieri Comunali di Forza Italia (ricordiamoli: Giorgio Malinverni, Pino Cannata, Jose Saggia, Gianni Marino) vogliano il Sagacissimo.

Variabile alla quale, evidentemente, il Ghiottone non ha pensato o che, forse, non giudica dirimente.

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Dunque, che succederà?

I piani sono due e distinti.

Nella Giunta del Niente, con ogni probabilità non succederà, appunto, niente.

Per la formazione delle liste di candidati al Consiglio Comunale di Vercelli, nel 2024, al momento non si può ancora sapere se e, eventualmente dove, troverà posto il Sagacissimo: l’unica certezza è che non sarà nella lista della Lega.

Da qui in poi, chi vivrà, vedrà.

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Crescentinese, PiemonteOggi

La miracolosa resurrezione del piccolo Tommasino, Santuario di Padova

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(elisabetta acide)  – I santi, lo sappiamo, come ci ricorda il CEV II° nella Costituzione dogmatica  Lumen Gentium (LG 50) 

Quanto agli apostoli e ai martiri di Cristo che avevano dato il loro sangue come suprema testimonianza di fede e di carità, la chiesa ha sempre creduto che siano a noi strettamente congiunti in Cristo, li ha venerati con particolare affetto insieme alla beata vergine Maria e ai santi angeli e ha piamente implorato l’aiuto della loro intercessione. Ad essi ben presto si aggiunsero coloro che avevano imitato più da vicino la verginità e la povertà di Cristo  (i monaci) e infine gli altri che per aver esercitato in modo eminente le virtù cristiane e aver ricevuto particolari carismi da Dio, si raccomandavano alla pia devozione e all’imitazione dei fedeli.” ed ancora  “nella vita di coloro che, uomini come noi, sono trasformati più perfettamente ad immagine di Cristo (2 Cor. 3,18), Dio rivela in modo vivo agli uomini la sua presenza e il suo volto.“.

I cristiani  venerano la memoria dei Santi  per l’esempio che ci danno e, attraverso l’azione dello Spirito Santo,  nell’esercizio della carità fraterna, per   l’unità di tutta la Chiesa (Ef. 4, 1-6).

La comunione fra gli uomini avvicina a Cristo.

Quindi, come ci ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica (numeri 956-959)  i cristiani venerano i santi e chiedono la loro intercessione, per proclamare la bontà di Dio che ha salvato l’uomo, per accogliere  il loro esempio come possibilità concreta di vivere il vangelo , per poter fare una esperienza dell’unità della Chiesa: quella del tempo e della storia e quella dell’eternità.

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La nostra Chiesa Parrocchiale di Sant’Anna in Borgo Revel ospita una statua di S. Antonio da Padova, la cui devozione è molto diffusa in Italia.

Segno, dunque di qualche pio parrocchiano che ha voluto donare la statua del santo perchè fosse conservata nella Chiesa Parrocchiale a testimonianza

Papa Pio XI amava esclamare: “Il mondo è pieno dei miracoli che si ottengono per intercessione di S. Antonio”.

Al termine della celebrazione,  è tradizione che il Parroco benedica il “pane di S. Antonio”, che i fedeli portano dalle loro case.

ll 13 giugno in occasione della festa del Santo,  viene così distribuito il “pane di Sant’Antonio”. 

La tradizione vuole (storia del Santo) che nel 1293,  all’età di due anni, il piccolo Tommasino, figlio di genitori che abitavano proprio vicino alla chiesa dedicata a S.Antonio, un giorno, giocando vicino ad un recipiente d’acqua cadde dentro e annegò.

Trovato il figlio senza vita, la madre non si rassegnò, ma si affidò a Sant’Antonio e fece voto di distribuire ai poveri tanto grano quanto era il peso del bambino, se fosse ritornato in vita.

Passarono ore e la donna continuò a pregare e ad invocare il S. Antonio.

Il bimbo ritornò in vita e la madre, mantenne la promessa: da allora la devozione a Sant’Antonio incominciò a diffondersi, attraverso la distribuzione del pane ai poveri, con il nome di “peso del bambino”.

Diventa importante riflettere sul pane come cibo ed elemento quotidiano. Abbiamo appena celebrato la festa del Corpus Domini e analizzato l’importanza del Mistero dell’Eucaristia.

Il pane è il  cibo quotidiano, a tavola, viene condiviso, crea comunione.

Gesù, insegnandoci a pregare il Padre, ci invita ad invocarLo perchè ci dia il “nostro” pane quotidiano.

Nostro, non “mio”.

Non esiste infatti un pane mio o un pane tuo: il pane, che è sempre e soltanto il  “nostro”, si condivide e crea comunione.

Ha quindi un ruolo fondamentale all’interno delle relazioni: se pensiamo alla parola “compagno” vediamo che è  colui che mangia il pane con me  (cum panis).

Spezzare il pane allora, è fare e creare fraternità, dare spazio all’umano e stare con, condividere la vita.

Il miracolo del pane, è questo: con-dividere la vita, la quotidianità, quel pane che è fraternità, ringraziamento, relazione.

La benedizione del pane, in questa occasione, vuole  “richiamare l’amore di Dio e ad accrescere la fiducia nella beata Vergine Maria e nei Santi” (Rituale Romano, Benedizione degli oggetti di pietà).

Portare con sé a casa il pane  benedetto è una tacita e permanente invocazione di aiuto e di protezione, è un legame di affetto nei confronti di Colui di cui  quell’oggetto è un richiamo e proprio il pane è richiamo particolare al significato liturgico.

La benedizione è sempre un’effusione di doni, una loro conservazione e moltiplicazione, come ricorda San Tommaso.

Conferita ad un oggetto o ad un’immagine rende permanente l’effusione di grazia a patto che il fedele li porti con sé come segno di amore, di devozione, di fiducia e soprattutto per attendere meglio ai propri doveri di vita cristiana.

Ricordiamo dunque di pregare con fede, Dio e di rivolgere alla venerazione dei santi la nostra intercessione di preghiera, a coloro che “nella loro vita ci offri un esempio, nella intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno…. per condividere al di là della morte la stessa corona di gloria». (Messale Romano, prefazio I dei santi) .

Posted in Vercelli Oggi

Senza gravi conseguenze il sinistro stradale verificatosi nel tardo pomeriggio di oggi, 12 giugno, nei pressi della rotatoria sulla tangenziale di Vercelli, in area Carrefour.

La bicicletta elettrica che si vede nelle illustrazioni è stata investita dall’utilitaria grigia: il ciclista è stato ricoverato precauzionalmente al Pronto Soccorso dal Servizio 118.

Sul posto la Polizia Locale, accorsa tempestivamente, sta procedendo ai rilievi ed agli accertamenti di rito sulla dinamica dei fatti.

Posted in Cronaca

(marilisa frison) – Questa domenica 11 Giugno 2023, a Trino, non si festeggia solo la solennità del Corpus Domini “Corpo del Signore”, festa di precetto, che chiude il ciclo delle feste del periodo post Pasqua e celebra il mistero dell’Eucaristia istituita da Gesù nell’Ultima Cena.

Alle 10, la parrocchiale San Bartolomeo era gremita, per l’occasione erano presenti i Confratelli del SS. Sacramento, con indosso il loro collare azzurro, che occupavano i primi banchi sulla destra della chiesa, mentre i primi banchi sulla sinistra erano occupati da due bellissimi bimbi, in attesa del loro Santo Battesimo, con i genitori, padrino, madrina, parenti e amici.

I coniugi Pepkolaj, hanno scelto una giornata davvero significativa per donare i loro figli, Gessica e Antonio, a Dio e farli divenire con il Sacramento del Battesimo suoi figli.

Nell’omelia il parroco don Patrizio Maggioni, ha sottolineato l’importanza di questo gesto di iniziazione cristiana, che apre la porta a tutti gli altri Sacramenti: “Non bisogna aspettare che siano i figli a decidere se essere battezzati o meno – sostiene il sacerdote – un simile ragionamento porterebbe portare a dire: io non darò da mangiare a mio figlio o a mia figlia, sceglierà lei un giorno se nutrirsi o no. Nutrirsi di Dio è importante per vivere in piena Comunione con Lui, perché è essenza di amore capace di colmare tutte le necessità di cui abbiamo bisogno per una vita essenziale. Vivere per amore, vivere per amare è la strada che li porterà a essere bellissimi e realizzati con i loro doni, guidati dal Signore, con il suo aiuto”

E in questa bellissima giornata di sole, Gessica e Antonio sono diventati principessa e principe, perché figli del Re dei re.
La singolare celebrazione è terminata con la benedizione ai genitori dei bimbi e la benedizione solenne a tutta l’assemblea. Un grande applauso per i fratellini Gessica e Antonio Pepkolaj.

Mentre in chiesa si celebrava il Corpo e il Sangue di Cristo, per le vie di Trino si festeggia “Trino in Piazza”, una kermesse organizzata da Aoct, la festa di tutti i commercianti trinesi (ne parleremo con l’ampio servizio di domani, lunedì), che vi aspettano con i loro prodotti tipici e le loro merci esposte davanti ai propri esercizi, non rinunciate a questo importante avvenimento in cui potrete usufruire di sconti su capi d’abbigliamento all’ultima moda e tanti altri articoli. Quest’anno, inoltre, è possibile assaporare “street food” tutti trinesi, preparati con prodotti tipici locali. Negozi aperti, tanta musica, colore, esposizione di auto, ma non solo, sono presenti anche molte note Associazioni trinesi con i loro stand per sensibilizzare e informare, non manca neppure il Comitato per il Carnevale con l’intento di trovare i nuovi personaggi per il 2024.

I negozi e i commercianti trinesi sono sempre all’avanguardia, un passo avanti, vi aspettano e vi sapranno dare sempre il giusto consiglio su ogni vostra necessità.

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