Mese: Febbraio 2026
Lascaris 0
Borgosesia 0
Lascaris (4-3-3): Castaldi; Savva (41’ st Zeni) , Fiore, Bianco, Battilani; Pretti, Cena, Cottafava; Capra, Achino (43’ Scavone), Sussetto (46’ Odello).
A disp.: Colamartino, Bruno, Molon, Trombin, , Masi, Curri, Odello.
All.: Falco.
Borgosesia (4-3-1-2): Gilli; Pellicone (30’ st Bieller), Ballarini, Mazzola (18’ st Ghibaudo) , Florio; Bazzan, Desiderato, Perego; Doratiotto (41’ Loporcaro); Giacona (30’ st Manto), Piraccini (43’ st Latta).
A disp.: Salina, , Sementa, Dalla Valle, Tampellini,.
All.: Cretaz
Arbitro: Tripaldi di Cuneo.
Assistenti: Tarif di Asti e De Bernardo di Collegno.
Note: Cielo coperto. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 200 circa. Angoli: 2-3 . Recupero: 1’ pt – 5’ st
Né vincitori nè vinti a Pianezza.
Con questo pareggio a reti bianche il Borgosesia capolista allunga a 15 la serie di risultati utili consecutivi.
La partita è tirata, i granata si fanno preferire e reclamo due rigori ma il risultato non si sblocca dallo 0 a 0 iniziale.
La gara inizia con una fase di studio e il primo squillo lo suona Desiderato dopo 25 minuti, la conclusione del centrocampista granata è centrale.
Passano tre minuti e Giacona contrastato duramente reclama un calcio di rigore, il direttore di gara lascia proseguire.
Al 35’ Bazzan dalla distanza alza troppo la mira.
I padroni di casa ci provano con Achino ma Gilli è attento.
Risponde Desiderato con una conclusione debole.
Prima del riposo Piraccini, in girata, manda a lato.
Si torna in campo e il Borgosesia spinge.
E’ il 6’ quando Piraccini crossa per Giacona che incorna a lato.
Poco prima del quarto d’ora Piraccini alza troppo la mira.
E’ il 20’ quando Giacona viene atterrato in area ma il direttore di gara concede il fallo ai torinesi.
La partita si chiude con l’inzuccata a lato di Bieller.
La contesa finisce così in parità.
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Redazione di Vercelli
Cala oggi, domenica 22 febbraio, il sipario sulla 47.ma edizione della Fiera in Campo, l’appuntamento più atteso della risicoltura italiana, nato da un’idea dei giovani di Anga Vercelli, la componente giovanile di Confagricoltura.
Leggi qui l’articolo di apertura, venerdì 20 febbraio.
L’idea di coniugare la riflessione sulle novità tecniche del settore, alle dimostrazioni “in campo”, senza dimenticare di fare il punto sulla congiuntura economica e politica, con le scelte che inevitabilmente condizionano la vita e l’operatività delle aziende si è rivelata vincente anche per come ha saputo radicare in una non residuale dimensione commerciale – con i nuovi mezzi e prodotti agricoli in una grande mostra mercato – i tre giorni comunque vissuti in un clima di festa, di “fiera”, appunto.
Quest’anno – dal punto di vista delle nuove tecnologie – l’attenzione è stata polarizzata da un esame ampio e circostanziato che ha posto al centro l’uso dei droni per le pratiche agronomiche più rilevanti.
Se oggi è ben chiaro – lo ha subito premesso la relazione tecnica “portante”, quella di Carlotta Carsana – che non si possono distribuire fitofarmaci con i droni, resta il fatto che per molti altri usi queste macchine sono già una realtà in uscita dalla fase sperimentale.
Poi si vedrà – lo anticipa l’intervento “in campo” di Andrea Vecco – quali saranno le ormai prossime novità normative che potranno “liberare” il settore da lacci e lacciuoli ancora presenti, peraltro solo in Italia.
Ma non anticipiamo il filmato che, insieme a queste note ed alla gallery, completa il racconto di questa edizione.
Edizione che si è aperta con gli interventi dei dirigenti di Confagricoltura e, tra questi, ha suscitato un’emozione particolare quello, misurato e chiaro, del presidente di Anga Vercelli, Luigi Perinotti, che un po’ tutti attendevano ad un punto importante della propria esposizione.
Non un’attesa neutrale: i cuori già pulsavano all’unisono e quando Luigi ha ricordato la figura del papà, Giovanni Perinotti, storico esponente di Confagricoltura, già presidente dell’Unione di Vercelli, recentemente scomparso non senza lasciare un insegnamento che avrà un’ampia eco negli anni a venire, la commozione è stata grande e difficile da contenere.
La mattina di venerdì, giorno inaugurale come sempre aperto dal convegno tecnico che ha messo a tema il domani della risicoltura, ha visto molti interventi di personalità politiche e di tecnici.
Nel nostro filmato – che supera abbondantemente già così i 60 minuti – abbiamo dovuto cercare la sintesi.
Proponiamo però alcuni interventi integrali, che hanno segnato riferimenti utili a tratteggiare il quadro complessivo, non solo locale, che caratterizza il settore in questo periodo storico.
Apriamo con la relazione di Natalia Bobba, Presidente di Ente Nazionale Risi, relazione puntuale e coraggiosa, che richiama un po’ tutto il mondo delle Istituzioni pubbliche alle responsabilità di ciascuno.
Poi il Presidente della Provincia, Davide Gilardino, che si innesta appunto nel tema del rapporto tra economia e intervento pubblico.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche un altro contributo molto seguito, quello del Senatore Gian Marco Centinaio, vice presidente di Palazzo Madama ed in un passato non lontano Ministro dell’Agricoltura.
Infine, ultima ma non certo per importanza, la illuminante relazione tecnica di Carlotta Caresana sull’uso dei droni in agricoltura ed in particolare in risicoltura, relazione che offriamo integrale proprio per il valore che rappresenta e mette a disposizione di chiunque voglia acquisire una seria documentazione tecnica sull’argomento.
Argomento che è stato poi declinato nella propria parte pratica e dimostrativa, “in campo” o meglio, “in volo”, da Andrea Vecco ed anche questa parte della giornata è disponibile in video.
Vi lasciamo dunque con il nostro filmato e la seconda piccola gallery, messa a repertorio domenica mattina.
Buona visione e buona lettura.
Saranno molti i vercellesi che vorranno dare l’ultimo saluto, lunedì 23 febbraio, alle ore 11,30 presso la chiesa di Santa Maria Immacolata, da tutti conosciuta come la chiesa dell’ex convento dei frati francescani in Billiemme, al Generale Virgilio Del Piccolo, spentosi serenamente il 19 febbraio scorso all’età di 91 anni.
L’alto ufficiale della Guardia di Finanza era giunto, ormai in quiescenza ed insieme alla consorte Signora Franca Pelizzatti, nella nostra città per stare vicini ad una delle figlie, da Firenze, sede del suo ultimo comando operativo.
Da noi si era subito trovato a proprio agio, nessun rimpianto per la vita caotica della grande città: passeggiate tranquille, rapporti umani cordiali e, soprattutto, la passione per la Pro Vercelli, di cui era diventato un grande tifoso.
Del resto, uomo di sport lo era sempre stato e forse l’unico rimpianto per la vita a Firenze era non poter più frequentare gli amici del Panathlon.
In gioventù e poi anche tra i master aveva praticato ciclismo, atletica e sci.
Assegnato, nel corso della carriera militare a sedi come Bormio e San Candido, era diventato istruttore di alpinismo e soccorso alpino.
Ma qui a Vercelli, in età ormai avanzata, lo sport era vissuto dalla sua personale tribuna.
Dal balcone di casa, in Via Tripoli, aveva la vista su tutto lo stadio e, affinchè anche in campo le bianche casacche sapessero di essere sostenute, aveva appeso al balcone il drappo bianco con l’insegna della squadra.

Non era – quell’osservatorio particolare – un privilegio che voleva tenere per sé.
Volentieri ospitava chi non poteva stare al Piola.
Tra gli altri, il Tecnico della Pro Vercelli, Maurizio Braghin quando dovette scontare la squalifica, non potendo così stare in panchina.
Poi, si ricorda il caso di due giovani della Ternana, squadra ospite, che non avevano il biglietto: se ne accorse e li invitò a salire.
Otto anni fa la perdita della amata moglie, vinta da una lunga malattia: lo confortò sempre la vicinanza della famiglia.
Il Generale Virgilio lascia le figlie Sandra, con il marito Alessandro Stecco; Antonietta, con il marito Massimo e gli adorati nipoti Davide, Matilde, Gaia ed Elena.
Gn 2, 7-9; 3, 1-7
Dal libro della Gènesi
Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
Sal.50
RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Rm 5, 12-19
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Mt 4, 1-11
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI DI BIELLA
Essere e rimanere dalla parte di Dio
(Gen 2,7-9. 3, 1-7; Sal 50; Rm 5,12-19; Mt 4, 1-11)
Potrebbe essere strano, ma pare che la tentazione sia un fatto necessario; anche Gesù che ha scelto di essere in tutto simile agli uomini e con loro solidale, vive la prova della tentazione.
Condotto dallo Spirito nel deserto, qui digiuna per quaranta giorni e quaranta notti, un tempo simbolico che richiama l’esperienza di Mosè e che la Chiesa riprende con il cammino della Quaresima.
Quando Gesù incomincia ad avere fame, il diavolo, che sa aspettare il momento più propizio per attaccare, curioso di scoprire l’identità di Gesù, si avvicina a lui per suggerirgli il modo di rispondere al suo bisogno, spingendolo a dubitare di essere il Figlio di Dio e quindi a dimostrarlo.
Possibile che il Figlio di Dio debba patire la fame?
Non si addice al Messia; questo ragionamento suggerito dal diavolo, può appartenere anche a chi è vicino a Dio: se io credo, Dio “deve” preservarmi dal bisogno, dal dolore.
E quando Dio non interviene, secondo quanto ci aspettiamo, si arriva anche a perdere la fede e ci si domanda: “quale vantaggio c’è nel cercare di essere giusti?”.
Gesù risolve questa tentazione e insegna a noi a farlo, ricordando e rispondendo con la parola di Dio: non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Dio promette la vita eterna a chi crede in lui, non la prosperità in questo mondo, ma anche nelle tribolazioni, la fede ci rassicura che Dio ha già vinto per noi ogni battaglia e prova, nel corpo e nello spirito.
La sofferenza, le privazioni, non sfociano nella disperazione perché Dio non ci lascia mai soli ad affrontare il dolore.
Il diavolo continua il suo combattimento portando Gesù nella città santa, sul punto più alto e scimmiottando il Signore, usa anche lui l’autorità della parola della Scrittura, proseguendo così con la seconda tentazione.
Il suo approccio alla Scrittura è però strumentale, usa la parola per piegare l’azione di Dio.
Gesù risponde con un’altra parola biblica rifuggendo il metodo fondamentalista, la Bibbia si spiega con la Bibbia e ogni insegnamento va inteso e compreso in armonia con gli altri.
Nella terza tentazione sembra che il diavolo giochi il tutto per tutto, sempre esagerato e spettacolare, mette davanti a Gesù tutti i regni del mondo e promette di dargliene il possesso a una sola “piccola” condizione, che Gesù si prostri ad adorarlo.
Questa richiesta lo porta pienamente allo scoperto, Gesù lo respinge ancora con la spada dello Spirito cacciandolo lontano: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Il Vangelo si conclude con satana che si allontana mentre gli angeli si avvicinano a Gesù per servirlo.
Gesù mostra nella prova della tentazione di essere senza tentennamenti dalla parte di Dio.
Ha combattuto e vinto perché anche noi potessimo uniti a lui, combattere e partecipare della sua vittoria, per essere e rimanere dalla parte di Dio.
Questo tempo forte di Quaresima sia il tempo favorevole per rafforzare il nostro uomo-donna interiori, camminando sicuri incontro alla gioia della Pasqua.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Per chi è interessato ad approfondire la storia ultramillenaria e il richiamo spirituale dell’Abbazia di Novalesa, l’appuntamento da non mancare è per giovedì 26 febbraio alle 17,30 nell’auditorium della Reale Mutua, in via Bertola 48/c a Torino.
Padre Michael David Semeraro, priore dell’Abbazia novalicense, proporrà insieme allo storico dell’arte e archivista Andrea Ludovici una visione approfondita delle vicende del complesso abbaziale, del suo patrimonio artistico e documentario e del ruolo che ha svolto e continua a svolgere nella vita culturale e religiosa del territorio.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, del Presidente di Reale Mutua, Luigi Lana, e di Enrico Genta Ternavasio, che presiede l’associazione Amici del Museo di Reale Mutua. L’ingresso è gratuito su prenotazione, scrivendo a museoarchivio@realemutua.it o chiamando il numero telefonico 011-4312320.
Gli eventi per celebrare il 1300° anniversario della fondazione dell’Abbazia proseguiranno domenica 15 marzo alle 10 con la tradizionale processione con l’urna Sant’Eldrado, alla quale parteciperà per l’occasione l’abate primate dell’Ordine di San Benedetto, dom Jeremias Schroder.
Sabato 27 giugno alle 17 è invece in programma una conferenza pubblica sul tema “Non c’è rosa senza spine, il Monachesimo e l’Occidente, luci, ombre, prospettive”.
Domenica 28 giugno alle 17 sarà posata la stele commemorativa del 1300° di fondazione nei pressi della cappella di Santa Maria Maddalena e il monastero aprirà le porte al pubblico.
Lunedì 29 giugno, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, alle 17, padre Roberto Pasolini, predicatore della Casa Pontificia, terrà una meditazione sul tema “Il mistero e il ministero degli apostoli-fratelli”, che sarà seguita dalla celebrazione dell’Eucaristia.
Sabato 11 luglio, nella solennità di San Benedetto, è in programma alle 16,30 un concerto d’organo del maestro Ferruccio Bartoletti.
Sabato 8 agosto alle 16,30 il Coro di Novalesa eseguirà musiche tratte dell’antico Scriptorium dell’Abbazia.
Giovedì 15 ottobre, giorno della dedicazione della chiesa abbaziale, il cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar, giungerà dalla Mongolia per concludere le celebrazioni del 1300° anniversario.
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Redazione di Vercelli
A causa di un incidente autonomo che ha coinvolto una motocicletta, la strada statale 34 “Del Lago Maggiore” risulta temporaneamente chiusa al transito, in entrambe le direzioni di marcia, in corrispondenza del km 16,150, in località Ghiffa (VB).
Sono state istituite temporanee deviazioni su viabilità locali.
Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione dell’evento e per consentire il ripristino della viabilità nel più breve tempo possibile.
Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri (guidaebasta.it).
Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”.
Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.
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Redazione di Vercelli
L’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi di Vercelli organizza per sabato 28 febbraio, dalle ore 16,30, presso il Seminario arcivescovile, un incontro di aggiornamento dal titolo “Dall’Autoconoscenza all’Alleanza educativa. Strumenti Psico-Pedagogici per l’IdRC” rivolto agli insegnanti di religione cattolica della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
L’incontro, guidato dal professor Luca Raspi, psicologo e psicoterapeuta, è finalizzato a mettere a disposizione degli insegnanti informazioni e strumenti utili per operare nella direzione di un’educazione scolastica che rispetti i bisogni dei singoli (l’autoconoscenza da parte di ogni soggetto coinvolto) e nello stesso tempo sia aperta all’accoglienza e alla collaborazione (l’alleanza educativa tra quegli stessi soggetti).
I nostri tempi, complessi e in continua trasformazione, richiedono che gli insegnanti -e gli insegnanti di religione cattolica in misura speciale in relazione alla natura della loro disciplina di insegnamento- siano professionisti capaci e competenti, consapevoli della necessità di lavorare per perseguire quegli obiettivi, cui occorre guardare a partire già dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria, che rappresentano lo snodo cruciale nell’approccio all’istruzione e alla formazione.
In considerazione di questi importanti obiettivi, l’Ufficio Scuola ha esteso l’invito a partecipare all’incontro sia agli insegnanti di classe di tutte le discipline sia ai genitori dei bambini e delle bambine che frequentano la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, con lo scopo di confrontarsi a partire da punti di vista differenti su tematiche che dovrebbero vedere la convergenza dell’azione educativa delle diverse parti coinvolte.
In questo senso, l’incontro vuole essere l’espressione dell’impegno degli insegnanti di religione cattolica nel promuovere nella nostra scuola un dialogo con la realtà complessa e multiforme nella quale operano, mettendosi a servizio di essa con attenzione verso le giovani generazioni e con spirito di collaborazione per realizzare il progresso e la crescita della comunità.
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Redazione di Vercelli










































































