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Posted in Cronaca

Si chiama EOS, come la dea dell’aurora. Ma qui a Vercelli, in via Fratelli Garrone 12, è la rinascita che conta più dell’alba: quella delle donne che ce l’hanno fatta. O che ci stanno provando, un giorno dopo l’altro. EOS è un centro antiviolenza.

Comunale, gratuito, aperto ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, anche quando il resto del mondo dorme. Questo è il loro numero 334.31.13.955con reperibilità h. 24, contattabile anche via Whatsapp insieme al numero antiviolenza e stalking nazionale 1522.

Nella mattinata del 10 aprile le dottoresse Paola Arlone e Alessandra Ghisio hanno parlato di violenza di genere a quattro classi dell’Istituto Professionale Lanino – la 4^A, la 4^B, la 3^A SSAS e la 3^SC.

Questo incontro è stato organizzato nell’ambito della Rassegna Culturale dell’I.I.S. Cavour con la collaborazione della dottoressa Alessandra Pitaro – Direttore del settore Politiche sociali.

Le relatrici hanno posto una domanda semplice, che però sbriciola le certezze: cos’è la violenza?

Non sempre ha la forma del livido, o il suono dello schiaffo. A volte è un silenzio coltivato con cura. Un “dove vai?”, ripetuto con una frequenza che non è più curiosità ma controllo. Un conto in banca congelato. Una porta chiusa a chiave mentre i figli guardano. Un “hai la gonna troppo corta”, un “sei grassa”, un “non vali niente”. È questa la violenza che non si vede. E proprio per questo fa più paura.

Il centro EOS accoglie senza giudicare. Non serve una denuncia, non serve il coraggio tutto in una volta. Basta arrivare. O anche solo chiamare. Dall’altra parte del telefono ci sono donne con una formazione specifica, che ascoltano e costruiscono insieme un percorso. Senza imposizioni, senza scadenze. Perché la violenza è un tunnel lungo, e non tutti camminano alla stessa velocità.

A volte – spesso – la vittima torna indietro. Lo chiamano “rapporto ossessivo”. È difficile spezzare una catena che l’aggressore ha saputo rendere un rosario. E allora si ricomincia. Di nuovo. Ancora. Con la pazienza di chi sa che la libertà non si impone, si accompagna.

A Vercelli c’è un centro anche per gli autori di violenza, Il C.U.A.V. – Centro Uomini Autori o presunti autori di Violenza, inaugurato un anno fa. Sì, anche per loro. Perché si può curare la rabbia, se la si riconosce. Una piccola percentuale va spontaneamente. Gli altri ci sono arrivati perché lo ha ordinato un giudice, o il questore. Forse è anche questo un tipo di violenza: non saper vedere il male che si fa.

E allora stamattina, qui da noi in classe, si è parlato di tutto questo.

Di segnali d’allarme.

Di rispetto.

Di rinascita.

Si è parlato del Centro Antiviolenza EOS.

Di donne che non devono dire grazie, ma solo: basta.

Matilda Sandra Chiarelli – 4^A Ssas

Giulia  Bozzini – 4^B Ssas

Istituto Professionale Lanino

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

Pausa di 90 giorni sui dazi reciproci e su quelli al 10%, con effetto immediato. È quanto deciso dal presidente statunitense, Donald Trump, che lo ha annunciato mercoledì sera su Truth Social.

Si susseguono, così, gli ordini esecutivi mirati a colpire l’equilibrio già precario dell’economia mondiale, e soprattutto, destinati a indebolire l’Europa, penalizzata dalla guerra russo – ucraina da oltre due anni.

E’ ormai il tempo di fare sistema, applicando tutte le strategie che mai sono state messe in atto prima d’ora. Non possiamo più considerare l’Unione europea e gli Stati aderenti come un territorio protetto” evidenzia Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, alla luce dei proclami del presidente statunitense, che vorrebbe introdurre vincoli alle importazioni con un generico riferimento a un’aliquota su un bene introdotto negli Stati Uniti, per esservi immesso in consumo.

Auspichiamo una reazione immediata, adeguata e sostenuta in modo unanime da tutti gli Stati membri, con un approccio condiviso e non emotivo da parte dei singoli – reclama Allasia. – L’Europa ha circa 450 milioni di abitanti e potrebbe essere autosufficiente, poiché produce di tutto: dall’automotive al settore farmaceutico, dalle energie rinnovabili ai prodotti della dieta mediterranea riconosciuti in tutto il Mondo, per i quali l’Italia e il Piemonte in particolare, sono i maggiori rappresentanti”.

Confagricoltura Piemonte sottolinea quanto sia importante agire tempestivamente con deterrenti forti e mirati, con l’introduzione, per esempio, di dazi compensativi, valutando in maniera preventiva la strategicità del prodotto e la scarsa possibilità di sostituzione, per intavolare, poi, una trattativa con gli Stati Uniti.

Le lobby dei distributori americani, costruitesi negli ultimi trent’anni, in questa parte delle trattative potrebbero costituire una leva importante su cui puntare per calmierare la guerra commerciale.

Attenzione particolare, inoltre, va riposta nel prediligere forme alternative di cooperazione con Paesi terzi, individuando partner affidabili che perseguano politiche commerciali similari, sul lungo periodo, che aprano nuove strade alle nostre imprese.

Le Repubbliche baltiche, negli ultimi anni, hanno dimostrato maggiore capacità di acquisto e si configurano come mercati piccoli ma con grandi opportunità: fortemente integrati a livello commerciale con le macroregioni confinanti, hanno infrastrutture nuove e continuamente rinnovate, grazie ai finanziamenti UE; la manodopera è specializzata e giovane, aperta a cambiamenti e curiosa nei confronti dell’Occidente, al quale guarda soprattutto per la parte del food.

Si assisterà, quindi e forzatamente, a un cambiamento nella geografia degli scambi e negli investimenti, che richiederà un coordinamento strutturato sulla massima concretezza per ottenere lo sviluppo di accordi commerciali tra produttori e importatori di food & beverage.

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Redazione di Vercelli

Posted in Economia

La Pastorale universitaria della Diocesi di Vercelli, con la compartecipazione dell’Università del Piemonte Orientale, torna a proporre il ciclo di incontri online “Autori e Valori”: 8 martedì consecutivi per ritrovare  il gusto della lettura, della letteratura, ma anche della riflessione, del dialogo e dei grandi principi etici.

Per questa V edizione, l’orizzonte scelto è quello della giustizia penale e delle misure detentive. La riflessione intorno a testi di grandi classici si alterna alla presentazione di esperienze di chi opera nel mondo carcerario e al dialogo su problemi sollevati da libri più recenti, nell’intento di suggerire e testimoniare ripartenze, passi di riconciliazione, nuove possibilità oltre il reato.

L’incontro del 15 aprile 2025 è dedicato a un libro che ha contribuito ad aprire nuove prospettive sulla storia italiana dei cosiddetti “anni di piombo”.

In questo caso, il senso della parola “ricucire” prende forma nel dialogo tra vittime del terrorismo e responsabili della lotta armata, attraverso un percorso durato per anni.

A guidarci in questo incontro sono Guido Bertagna, uno degli autori del libro e protagonista di questo straordinario incontro che è diventato in Italia un modello di giustizia riparativa e Davide Petrini, docente di diritto penale prima presso l’Università del Piemonte Orientale e poi presso l’Università degli Studi di Torino, che ha svolto la funzione di Garante delle persone private della libertà personale nel Comune di Alessandria.

I due relatori dialogheranno sia per introdurre i concetti giuridici fondamentali della giustizia riparativa, sia per condividere il significato, la portata e le potenzialità di un’esperienza concreta di incontro tra la prospettiva delle vittime e quella degli autori di quella violenza politica.

I webinar si tengono sempre il martedì sera, alle ore 21.

La partecipazione degli studenti frequentanti i Corsi del DISUM consente l’acquisizione di crediti formativi.

Tutti gli incontri sono aperti a chiunque sia interessato; basta collegarsi al link https://us02web.zoom.us/j/81498204497?pwd=1Djau5byvJHt3XurbOGZjcko3YcUGS.1 riportato anche sui social della Pastorale universitaria di Vercelli e sul Mediacentre dell’Università del Piemonte Orientale. Coordinamento scientifico di questa edizione: Alfonsina Zanatta (Pastorale universitaria), Gabriella Silvestrini (UPO, Dipartimento di Studi Umanistici).

Info: voltiamamre@gmail.com / 3349429503

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

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Posted in Cronaca
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

La scuola, lo sappiamo, è “aperta al mondo”, ma forse spesso non pensiamo che “mondo” sia anche la realtà carceraria; eppure il carcere “ci appartiene”, è “territorio della città”  e, con questa consapevolezza, gli studenti dell’Istituto “Lagrangia”, accompagnati dai docenti, si sono recati presso la Casa Circondariale di Vercelli, per “conoscere” e provare a riflettere proprio su questa “parte di territorio” che è “parte del mondo”.

Il Progetto, attivo da parecchi anni presso alcuni indirizzi liceali dell’Istituto, denominato “Orientamenti formativi: vite e vissuti”, vuole far conoscere in modo consapevole, la realtà carceraria, il “mondo” detentivo, le implicazioni sociali, i “trattamenti” alla luce dell’art 27 della Costituzione Italiana, ma anche i pregiudizi, l’umano oltre il reato, la risocializzazione…

E con questa consapevolezza, che gli studenti delle classi  5 Ab liceo classico, 5 Liceo economico sociale e 5  musicale, accompagnati dai docenti prof.ssa Acide Elisabetta (referente del progetto), Buffa Gianna, Fais Anita, Maffei Paola, si sono recati nella mattina del giorno 10 aprile, in visita alla struttura della Casa Circondariale, ma soprattutto per “conoscere” e dialogare con alcuni ospiti dell’Istituto.

Il progetto è reso possibile dalla proficua e puntuale collaborazione che si intrattiene con l’Area educativa carceraria, in particolare con la Dott.ssa Climaco Valeria, la sensibilità del Direttore del Carcere Dott. Rempiccia Giovanni , la disponibilità degli agenti di Polizia Penitenziaria e il Magistrato del Tribunale di Sorveglianza, con il Dipartimento Penitenziario.

Un “investimento educativo” delle Istituzioni in sinergia, che in rete, investono sulla prevenzione, sullo sviluppo dello spirito critico, sulla conoscenza oltre il pregiudizio

La libertà contro tutte le dipendenze, la responsabilità, il rispetto delle regole, il concetto di rieducazione, risocializzazione, reinserimento, ma anche le opere di misericordia, il senso di umanità, la solidarietà, i problemi sociali… un progetto che coinvolge diversi aspetti e temi di interesse civico ed etico, per fornire agli studenti alcuni spazi di conoscenza e riflessione, di analisi del valore della persona, della responsabilità, del superamento del pregiudizio, per essere cittadini informati, consapevoli.

Ore di lezioni in classe, approfondimenti, ma anche dialogo preparatorio con la Dott.ssa Climaco, che ha condotto gli studenti, con perizia, competenza e passione che deriva dall’esperienza educativa nella Casa Circondariale, condotta sempre all’insegna del senso di umanità e dell’importanza dell’educazione, alla conoscenza dell’importanza dei programmi trattamentali presenti nella struttura.

La mattinata ha offerto agli studenti spazi di riflessione e di comprensione, elementi importanti per “farsi appartenere” una realtà che “appartiene” a tutti noi come cittadini, come persone.

Dopo la visita alla struttura, alle sezioni, agli spazi dedicati alle attività trattamentali, la giornata si è conclusa con l’incontro con i detenuti; momento atteso e di impatto emotivo importante.

Grazie all’impegno degli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio, dell’area educativa che vogliamo ricordare è formata dalla Dott.ssa Climaco, dal Dott. Galazzo, dalla Dott.ssa Pisani, dalla Dott.ssa Giuditta Pontini, che hanno accompagnato e guidato studenti e docenti alla “scoperta” del “mondo carcere”, l’incontro con i “protagonisti”.

Momento di condivisione di storie e di vite, intreccio di parole e di domande… così commenta la docente referente prof.ssa Acide Elisabetta: “ Gli ospiti della Casa Circondariale ci hanno regalato con i loro racconti, un “pezzo” della loro vita, preziosa occasione di riflessione per tutti.

Giovani e meno giovani, con condanne diverse, ma con un unico filo conduttore: la sofferenza per la privazione della libertà, accompagnata dai rimpianti, dal coinvolgimento degli affetti familiari,dai rimorsi per gli errori commessi, l’incognita del futuro, il pensiero al passato, ma anche la “voglia di riscatto”, il desiderio di ricominciare, l’impegno per il futuro, la speranza di riappropriarsi della propria vita in modo nuovo… una lezione di vita che sono sicura, farà germogliare negli studenti nuove consapevolezze ed elementi significativi di revisione e riflessione sulle scelte e sull’importanza della responsabilità nelle azioni”.

Nell’incontro, gli ospiti detenuti, hanno raccontato ai ragazzi che è nel rispetto delle regole che si conquista la propria autonomia, hanno spiegato la necessità di chiedere aiuto quando ci si trova in difficoltà, hanno sollecitato allo studio, all’impegno, al lavoro serio e onesto.

Non sono mancati momenti di commozione nei racconti appassionati delle storie: la dipendenza dalle droghe, dall’alcol, la non accettazione dei rifiuti, il desiderio di possesso, che hanno condotto molti di loro dietro le sbarre e la vita, in seguito, non sarà più la stessa.

Hanno spiegato come si vive in carcere, quanto è difficile far “passare il tempo”, ma anche l’importanza della comprensione dell’errore, l’importanza delle attività lavorative e di momenti di riflessione, dell’aiuto degli educatori e degli psicologi, delle famiglie e del cappellano del carcere.

Importante sentire la viva voce degli studenti che hanno partecipato alla visita.

Così commenta Sofia:

Ho trovato la visita presso la casa circondariale di Vercelli molto educativa, che ci ha mostrato una realtà diversa e che non avremmo potuto conoscere in altro modo. Ho trovato interessante come tutti i detenuti che abbiamo incontrato e con cui abbiamo parlato abbiano ammesso i propri errori e affermato che stanno cercando di migliorare.

Inoltre, tutti hanno cercato di evidenziare soprattutto gli aspetti positivi, senza ribadire il cliché del carcere come posto solo di detenzione, ma anche di ri-educazione.

Un’altra cosa che mi ha stupito è stata come tutti i detenuti, che non abbiamo visto di persona ma che ci hanno parlato dalle finestre delle camere di pernottamento, ci esortassero a studiare e acculturarci, per non commettere i loro stessi errori. 

È stata un’esperienza particolare e pesante, ma importante da affrontare.”

Prosegue Giulio:

Oggi è stata una giornata caratterizzata da un insieme di timore e curiosità, poiché siamo andati a visitare il luogo in cui si trovano gli “ultimi” della nostra società.

Come “ultimi” non intendo le persone appartenenti a un ceto sociale basso, ma coloro che, in seguito a un reato commesso, hanno perso la famiglia, la reputazione e la libertà personale.  Particolarmente emblematiche sono state le parole pronunciate dai detenuti, i quali ci hanno fatto provare, almeno indirettamente, le sensazioni che hanno avuto nell’affrontare questo percorso di riscoperta della “luce” della libertà.

Questa visita, inoltre, ci è servita a mitigare il pregiudizio sbagliato secondo cui tutti i carcerati vengano considerati esseri caratterizzati da un’immensa malvagità.

Concludo ringraziando tutti coloro che ci hanno proposto questa attività, non solo di educazione civica, ma anche di “umanità”.

Ora la parola a Giulia:

“La visita di questa mattina presso la Casa Circondariale di Vercelli è stata un’esperienza che personalmente mi ha molto toccata. Vedere da vicino una realtà così lontana dalla nostra quotidianità porta a riflettere sull’importanza di seguire sempre la via corretta senza farsi trascinare in circostanze sbagliate e sul valore della libertà per noi esseri umani.

Mi ha colpito vedere come i detenuti si siano preparati a raccontare la loro storia e quanto tenessero a mandare un messaggio che potesse arrivare nel modo giusto a noi ragazzi”.

Ancora una testimonianza, di un’altra ragazza che si chiama Giulia:

“Visitare una Casa Circondariale ha una profonda valenza morale: significa riconoscere l’umanità di chi sta scontando una pena, al di là del reato commesso.

È un gesto che promuove l’empatia, il rispetto della dignità umana e la possibilità di riscatto.

In un contesto spesso segnato da giudizi di valore e marginalità, la visita ed il colloquio con alcuni detenuti rappresenta un segnale concreto di attenzione, di giustizia che non si limita alla punizione, ma si apre alla speranza e alla riabilitazione.”

Al rientro in classe ancora una riflessione da parte della 5 A Liceo Economico Sociale:

Oggi la nostra classe ha avuto la possibilità e la fortuna di ottenere un incontro ravvicinato con i detenuti della Casa Circondariale di Vercelli al fine di porgere la nostra vicinanza alle persone che stanno cercando di riabilitarsi scontando una pena, lunga o corta che sia.

La visita è stata senz’altro interessante e formativa ma soprattutto profonda e introspettiva poiché l’opinione pubblica molto spesso non è conoscenza di ciò che realmente succede in questa istituzione totale, ed è per questo che noi, 5ª A LES, ci facciamo portavoce al fine di confutare il pensiero pubblico inerente alla colpevolezza e all’apparente errata giustizia nel valutare i loro crimini.

Cerchiamo di diffondere la giustizia e la corretta conoscenza del nostro sistema carcerario secondo il dettato Costituzionale”.

“Fare scuola” e “conoscere il mondo” è allora “aprire le menti”, è “aprire al mondo”, è donare ricchezza culturale ed umana, è far “uscire” dagli stereotipi e pregiudizi, per “aprirsi” all’umano.

I progetti di educazione civica a scuola, sono molti e tutti importanti perché accompagnano allo sviluppo della persona nella sua identità di cittadino consapevole ed attivo, allo sviluppo della cultra della legalità e della responsabilità, alla consapevolezza che la Costituzione traccia un “percorso” e sostiene il nostro essere uomini, donne, persone, cittadini, ma soprattutto, ci “guida” affinchè il futuro sia espressione di quei valori fondamentali che tutti dovremmo conoscere e praticare.

Nell’ambito delle attività di PCTO noi studenti della classe 4’E Servizi Commerciali dell’Istituto Professionale Lanino abbiamo avuto la possibilità di partecipare a tre incontri con due esponenti dell’azienda Lidl: Francesca Ribetto , recruiter della direzione regionale di Volpiano, e Silvia Cappelletto , training e recruiter manager della direzione regionale di Volpiano.

Nel primo incontro le relatrici hanno presentato la storia del marchio Lidl, evidenziando come negli anni si sia sempre più diffuso in Italia e nel mondo. Le opportunità lavorative sono molteplici con possibilità di ricoprire diversi ruoli: dall’apprendista, allo Store Manager per arrivare a quello del direttore.

Abbiamo sancito un “patto d’aula” in cui si è stabilito di lavorare in modo dinamico, con interventi mirati a un dialogo costruttivo, con l’obiettivo di ascoltare per ricevere informazioni utili e, cosa fondamentale, con rispetto reciproco.

Nel secondo incontro abbiamo ricevuto indicazioni davvero preziose  sulla creazione di un curriculum vitae, specificando quali sono le informazioni preferibilmente da inserire, evitando di allegare le meno rilevanti e non inerenti al posto di lavoro per cui ci stiamo proponendo.

Infine nell’ultimo incontro le recruiter hanno indicato a noi studenti tutti i possibili canali per cercare lavoro, con particolare attenzione su come prepararci a un eventuale colloquio, facendo molti  esempi relativi a domande che solitamente vengono poste e fornendo indicazioni sulle modalità di risposta e consigli utili sul comportamento e l’atteggiamento da assumere durante la conversazione.

Inoltre hanno fornito tante informazioni riguardo le possibilità che l’azienda offre sia per chi vuole proseguire gli studi sia per coloro che preferiscono approcciarsi al mondo del lavoro.

Molte sono state le domande rivolte alle esperte soprattutto in merito alle possibilità di occupazione e al percorso relativo all’ITS, esaustive le risposte fornite.

Ringraziamo Silvia e Francesca che con molta professionalità ci hanno accompagnate in questa bella e arricchente esperienza progettuale.

Melisa Daiu

Classe 4^E- Servizi Commerciali

 

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

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Posted in Economia

LA QUESTURA DI VERCELLI CELEBRA IL 173° ANNIVERSARIO

DELLA FONDAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO

Oggi la Polizia di Stato ha celebrato il 173° anniversario dalla sua fondazione con una solenne cerimonia nazionale che si è tenuta nell’incantevole cornice di Piazza del Popolo, alla presenza del Presidente del Senato Ignazio La Russa, del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani e di altre cariche istituzionali.

    La giornata ha avuto inizio alle ore 9.00 presso la Scuola Superiore di Polizia con la tradizionale deposizione da parte del Ministro dell’Interno di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti, alla presenza del Capo della Polizia

  Alle ore 11.00 si è tenuta la cerimonia istituzionale in Piazza del Popolo, durante la quale sarà conferita dal Presidente della Repubblica la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera della Polizia di Stato per “gli appartenenti alla Pubblica Sicurezza con diversi gradi, ruoli e responsabilità che dal ’43 al ’45 si opposero al regime di occupazione ed alla legislazione razziale”.

A Vercelli, alle ore 9.00, presso la Lapide posta nel cortile della Questura, sono stati resi gli onori ai Caduti della Polizia di Stato. Il Questore Giuseppina Suma ha onorato la loro memoria, deponendo una corona di alloro.

Successivamente, alle ore 11.00, presso il Teatro Civico, si è svolta la cerimonia celebrativa, con uno schieramento di uomini e donne della Polizia di Stato e la partecipazione di una rappresentanza dell’Istituto Comprensivo “Ferrari” –dell’Istituto Comprensivo “Ferraris” – dell’Istituto Comprensivo “Lanino” – dell’Istituto Comprensivo “Rosa Stampa” di Vercelli, nonché di alcune Associazioni vercellesi impegnate nel volontariato.

Dopo l’arrivo delle Autorità, dei familiari dei poliziotti e degli ospiti, sono stati resi gli onori al Questore, che ha aperto le celebrazioni passando in rassegna il reparto di formazione.

Nel corso della cerimonia, dopo aver dato lettura dei messaggi istituzionali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Vittorio Pisani,

il Questore ha rivolto ai presenti il proprio saluto (integrale cliccando qui),

illustrando le attività e gli esiti dell’anno appena trascorso, procedendo, poi, insieme alle altre Autorità presenti, alla consegna dei riconoscimenti premiali attribuiti ad operatori particolarmente distintisi per impegno e coraggio nelle attività istituzionali.

Inoltre, nella mattinata, in piazza Cavour, erano presenti donne, uomini e mezzi della Polizia di Stato per illustrare e condividere alcune delle attività che quotidianamente svolgono.

***

I PREMIATI PER MERITI DI SERVIZIO

PROMOZIONE PER MERITO STRAORDINARIO ALL’AGENTE SCELTO ANDREA COLANGELO, IN SERVIZIO PRESSO L’UFFICIO PREVENZIONE GENERALE E SOCCORSO PUBBLICO DELLA QUESTURA DI VERCELLI”

CON LA SEGUENTE MOTIVAZIONE: “EVIDENZIANDO STRAORDINARIE CAPACITA’ PROFESSIONALI E SPIRITO DI SACRIFICIO, ESPLETAVA UN’ATTIVITA’ DI SOCCORSO PUBBLICO CHE CONSENTIVA DI TRARRE IN SALVO UNA GIOVANE RAGAZZA DI ANNI 13 CHE, CON PROPOSITI SUICIDI, SI ERA GETTATA NELLE ACQUE DEL FIUME ADIGE; NELLA CIRCOSTANZA IL DIPENDENTE, CON GENEROSO ALTRUISMO, SI IMMERGEVA NELLE ACQUE, NONOSTANTE L’INTENSA CORRENTE, PER AFFERRARE E TRARRE IN SALVO LA GIOVANE.

CHIARO ESEMPIO DI ALTO SENSO DEL DOVERE E CORAGGIO.

TRENTO, 12 MARZO 2022”

———–

ENCOMIO SOLENNE AL SOVRINTENDENTE LORIS MAGNAGO E ALL’ASSISTENTE CAPO GIOVANNI ESPOSITO, IN SERVIZIO PRESSO LA SQUADRA MOBILE, LODE ALL’ASSISTENTE CAPO MARCO SCALA, IN SERVIZIO PRESSO IL GABINETTO PROVINCIALE POLIZIA SCIENTIFICA DELLA QUESTURA DI VERCELLI”

 “EVIDENZIANDO SPICCATE QUALITA’ PROFESSIONALI E NON COMUNE DETERMINAZIONE OPERATIVA ESPLETAVANO UNA COMPLESSA ATTIVITA’ DI POLIZIA GIUDIZIARIA CHE PERMETTEVA L’ARRESTO IN OLANDA E LA SUCCESSIVA ESTRADIZIONE DI UN CITTADINO STRANIERO, EVASO DAL CARCERE DI VERCELLI, E DI QUATTRO SUOI COMPLICI, IN ORDINE ALLA PIANIFICAZIONE E ALLA PROCURATA EVASIONE.

LINATE AEROPORTO (MI), 29 APRILE 2022

———

ENCOMIO SOLENNE ALL’ASSISTENTE CAPO COORDINATORE NICOLA DURANTE, ALL’AGENTE SCELTO ALESSIO IMPAGLIAZZO E ALL’AGENTE SCELTO GIULIO MASTROIANNI, IN SERVIZIO PRESSO LA SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI VERCELLI”

CON LA SEGUENTE MOTIVAZIONE: “EVIDENZIANDO ELEVATE CAPACITA’ PROFESSIONALI ED OPERATIVE, ESPLETAVANO UN INTERVENTO DI POLIZIA GIUDIZIARIA CHE SI CONCLUDEVA CON L’ARRESTO DI UN CITTADINO EXTRACOMUNITARIO, RESPONSABILE DEI REATI DI RESISTENZA E MINACCIA AGGRAVATA A PUBBLICO UFFICIALE E CON IL DEFERIMENTO DI UN ALTRO INDIVIDUO PER PORTO ABUSIVO DI ARMI.

VERCELLI, 13 LUGLIO 2020”.

—————-

ENCOMIO SOLENNE ALL’AGENTE ANNIBALE BENTIVOGLIO, IN SERVIZIO PRESSO LA SQUADRA MOBILE E ALL’AGENTE IVAN COCIMANO, IN SERVIZIO PRESSO L’UFFICIO PREVENZIONE GENERALE E SOCCORSO PUBBLICO, INSIEME AD ALTRI OPERATORI DELLA QUESTURA DI VERCELLI”

CON LA SEGUENTE MOTIVAZIONE:  “EVIDENZIANDO SPICCATE QUALITA’ PROFESSIONALI E NON COMUNE DETERMINAZIONE OPERATIVA, ESPLETAVANO UN’ARTICOLATA ATTIVITA’ DI SOCCORSO PUBBLICO IN OCCASIONE DI UN INCENDIO CHE INTERESSAVA UN APPARTAMENTO E CHE CONSENTIVA DI CONDURRE IN SALVO UN UOMO, CHE AVEVA TENTATO IL SUICIDIO.

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Posted in Lo Sport