VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Prosegue la trentaquattresima edizione della rassegna “Immagini dal Mappamondo” ed è previsto per giovedì 12 febbraio il consueto appuntamento mensile.

Mi fa molto piacere ospitare come relatrice Eleonora Orso, giovane vercellese appassionata di viaggi, conosciuta soprattutto per i suoi successi schermistici in campo internazionale – commenta Ugo Breddo, ideatore e curatore della rassegna – che ci presenterà il suo recente viaggio nella Corea del Sud , Paese che approda per la prima volta nel programma”.

La Corea del Sud è uno dei paesi più affascinanti dell’Estremo Oriente, dove la tradizione più pura convive con una civiltà moderna e tecnologica. Oltre alle classiche mete turistiche della megalopoli Seoul, il Paese vanta infatti incredibili bellezze.

Nel corso dei secoli la Corea del Sud è stata dominata da vari regni, ne sono testimoni diversi splendidi edifici e palazzi sparsi in tutto il territorio.

Uno di questi è sicuramente il Palazzo Gyeongbokgung, risalente al 1395 e il più grande dei Cinque Grandi Palazzi costruiti dalla dinastia Joseon. Le sue 7.700 stanze sono state restaurate nel XIX secolo e oggi l’edificio è uno dei tesori culturali più amati del Paese.

Dalle testimonianze del passato le immagini passeranno al presente, salendo in cima alla Torre di Seul, che dal 1980 offre al pubblico un panorama spettacolare sulla grande capitale. Da qui la città appare magica, piena di luci e colori.

Dopo aver trascorso la giornata in esplorazione, il modo migliore per incontrare lo spirito del Paese è il karaoke, amatissimo dai coreani.

L’appuntamento per tutti gli amanti dei viaggi, è quindi fissato presso la mitica saletta intitolata al Cav. Petri del CAI vercellese, in via Stara, 1 con inizio alle ore 21,15.

L’ingresso sarà libero.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo
Lungosesia Ovest e Baraggia, Provincia di Vercelli, Vercelli Città

E’ sempre vivo l’amore del popolo di Dio per San Giovanni Bosco.

Anche perché sempre attuale il suo magistero, sempre necessario alla vita delle comunità locali, delle persone, il suo carisma educativo, di cui ora sono testimoni i suoi figli e figlie della Famiglia Salesiana.

Soprattutto, sempre grande il vuoto di carità da colmare, in una società che – al di là del progresso e di un benessere più diffuso di quanto fosse ai suoi tempi – è sempre segnata dallo stigma delle diseguaglianze, della negazione della centralità della persona: come allora, nei processi produttivi, non meno che nelle condizioni esistenziali.

Don Bosco avrebbe tanto da fare, se fosse con noi oggi: di questo non c’è dubbio.

E proprio per questo è forse più utile, anziché cercare di “ripetere”, come se fosse possibile procedere con un navigatore, i passi che compì allora il Santo del Valdocco, tentando di conformare la realtà di oggi a quella di allora; è forse più utile domandarci, di fronte alle tante situazioni che ci interpellano, alla forme vecchie e nuove di povertà, marginalità, anche povertà educativa, di riduzione della persona a monade persa nell’isolamento di una “connessione” che priva di relazione autentiche, figuriamoci fraterne, tra le persone; è dunque forse più utile domandarci: cosa farebbe, come si comporterebbe, cosa ci potrebbe dire Don Bosco se fosse con noi oggi?

Domande solo apparentemente destinate a restare senza una risposta “verificabile”, perché sono domande alle quali non manca di rispondere lo Spirito Santo, soprattutto se lo si incontra nella preghiera.

Il nostro video, messo a repertorio il 31 gennaio, festa di San Giovanni Bosco, al Belvedere, offre integrale la bellissima omelia dettata dall’Arcivescovo, Mons. Marco Arnolfo, che ha presieduto la Celebrazione, invitato dal Parroco Don Claudio e da tutta la Comunità salesiana.

Con l’Arcivescovo erano presenti tutti i Sacerdoti salesiani della Comunità, il Vicario Generale della Diocesi, Mons. Stefano Bedello e Mons. Joannes Maria Fagnola, in rappresentanza del Clero diocesano.

Come sempre il Presule è entrato nel vivo dell’esperienza salesiana, parlando, soprattutto ai ragazzi, di qualche momento della vita del Santo.

Quest’anno si è soffermato di più sul celebre “sogno” del piccolo Giovanni quando, a 9 anni, avvertì la chiamata.

Ebbene, in quella visione onirica ebbero un posto tutt’altro che secondario proprio la vocazione missionaria, evangelizzatrice e la missione educativa, anche quando i casi potevano parere disperati, tanto che – per indicare anime e persone apparentemente perdute – non si esitava a parlare di “animali feroci”.

(“Volsi allora lo sguardo, ed ecco, invece di animali feroci, apparvero altrettanti mansueti agnelli”).

In quel tempo, nella Torino della nuova società industriale, meta di “emigrazioni” dalle campagne, poteva accadere che gli “animali feroci” arrivassero – per esempio – dal Monferrato e finissero nei luoghi dello sfruttamento, dove erano negati i caratteri di umanità della vita.

Se è permessa una digressione personale e per non eludere il tema: forse è utile domandarci come si comporterebbe Don Bosco se fosse con noi oggi e fosse alle prese, per esempio, con la realtà dei giovani violenti di certe aree urbane, soprattutto metropolitane, che tanto posto si vedono riservare nei talk show.

Forse sbagliamo, ma crediamo che Don Bosco accetterebbe la sfida, non si rassegnerebbe a perdere nessuno.

Alcuni dei pensieri offerti da Mons. Arnolfo sono poi stati ripresi, nell’intervento di saluto, dal Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, che ha voluto esprimere l’apprezzamento della municipalità per l’opera, anche sociale, oltre che pastorale, da più di cento anni portata avanti dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Tutti gli interventi sono integrali nel filmato che completa, insieme alla piccola gallery, queste note.

Il parroco, Don Claudio Giovannini, ha messo in rilievo – anche il suo intervento nel video – la ricchezza di questa realtà, da sempre “plurale”, dove hanno posto e si possono esprimere tanti diversi carismi.

In questa giornata è stata in particolare richiamata la realtà dei Cooperatori Salesiani, i laici che si impegnano a testimoniare nella società l’insegnamento ed i valori illustrati da San Giovanni Bosco: li ascoltiamo nella preghiera di rinnovamento della loro solenne “Promessa”.

Ancora un momento bello e sentito come affettuoso da tutta la comunità: l’Arcivescovo ha benedetto due Coniugi che quest’anno festeggiano i 50 anni di nozze.

Si tratta di Filomena (per tutti, “Filo”) Antonuccio e Lucio Caruso. Auguri di ogni bene per tanti altri anni.

Poi – ancora ripresa nel video – la benedizione anche del “pane di Don Bosco” con l’ostensione della reliquia del Santo.

Infine, non si potrebbero concludere queste note senza un ringraziamento alla Corale parrocchiale, che ha animato, con unanime apprezzamento, la Liturgia, diretta dalla Signora Antonella Ganzeroli; all’organo il Maestro Marco Pultronaggio.

Ora vi lasciamo con il video e la gallery. Buona visione e buon ascolto.

Posted in Pagine di Fede

La dichiarazione dell’arcivescovo Roberto Repole dopo gli scontri avvenuti a Torino sabato 31 gennaio tra manifestanti e Forze dell’Ordine.

Torino non é una città violenta, è una grande capitale della carità e della solidarietà sociale: non può accettare di essere sfigurata in questa sua identità, di essere così manipolata dai cultori della violenza. Deve denunciare con forza chi ha scatenato la guerriglia sabato sera e siamo vicini alle vittime e ai feriti, alle forze dell’ordine; contemporaneamente dobbiamo affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, non confondendo le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente. Credo che chi ha responsabilità oggi debba compiere proprio lo sforzo di non confondere gli inaccettabili eccessi di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Torino ha sempre saputo chinarsi per curare le ferite prima di punire. Fermeremo la violenza, ma non si dovrà nascondere questa sofferenza e chi lavora per il dialogo”.

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Posted in Cronaca

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Posted in Lo Sport

In una Piazza Mazzini gremita di persone, si è svolta oggi pomeriggio, domenica 1 febbraio, la cerimonia di apertura del Carnevale intitolato “Questo non è amore”.

Tanto entusiasmo per la prima sfilata presentata da Andrea Petrarca e Marco Schena.

Hanno sfilato i carri allegorici, seguiti da coloratissime mascherate a piedi e attrazioni varie mentre la diretta della manifestazione è stata curata da Radio Valsesia.

Questi i Rioni e i loro Carri allegorici:

Rione Montrigone – La paura è solo paglia

Mola mai  – Finchè morte non si separi”

Cravo – Un mare di paure

Bettole – Aldilà delle armi

Fornace – Scusate se ci divertiamo

Valbusaga – Bufale express

Le Mascherate a piedi:

E le menti del Borg – Altrove

Tira tardi – Shedeh

Agnona – Il circo dei ruoli

Per i più piccoli tanto divertimento con “Il Parco dei Bambini”.

Durante la durata del Carnevale spazio alla solidarietà per sostenere l’associazione AGAPE con l’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi “Un fiore contro la violenza”.

A questa iniziativa solidale partecipa anche il Borgosesia Calcio con una maglia speciale celebrativa della squadra, che sarà indossata durante i match casalinghi e successivamente sarà messa all’asta ed il ricavato sarà devoluto all’associazione.

Al termine della sfilata la gioia era impressa nei volti di chi ha partecipato all’evento e che ora attende le altre sfilate programma l’8 e il 15 febbraio.

Tutte le informazioni sugli appuntamenti del Carnevale 2026 sul sito www.carnevaleborgosesia.it

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

(Nell’immagine di apertura il tavolo della presidenza con – da sinistra a destra – Giacomo Ferrari, Cesare Daneo, Sergio Bagnasco, Valter Bossoni) – 

***

Il Comitato civico per il NO alla riforma Meloni-Nordio costituitosi a Vercelli ha scelto di evidenziare nella propria denominazione l’origine governativa di questa riforma costituzionale: per la prima volta nella storia repubblicana una proposta di riforma costituzionale conclude l’iter parlamentare approvando lo stesso identico testo iniziale. Alla maggioranza parlamentare è stato “suggerito” di non presentare emendamenti e tutti gli emendamenti delle opposizioni sono stati dichiarati inammissibili. Riecheggia lontano lo spirito costituente di Calamandrei: “Nella preparazione della Costituzione il governo non deve avere alcuna ingerenza”.

Questa riforma è definita nei modi più bizzarri … riforma della giustizia, riforma sulla separazione delle carriere … e comprendiamo la difficoltà di dire “riforma dell’ordinamento giurisdizionale” ma senza ricorrere a formule capziose basterebbe spiegare che è una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.

E che riforma: un’autentica demolizione del CSM!

Questa riforma non incide sui tempi della giustizia civile e penale; non rafforza le garanzie del cittadino; non destina maggiori risorse alla Giustizia; non garantisce la certezza della pena e la funzione “rieducativa” della pena.

A che serve allora questa riforma costituzionale?

Fatta dal Potere questa riforma serve al Potere per indebolire la magistratura privandola del CSM, vale a dire dell’organo costituzionale posto a presidio delle prerogative della Magistratura.

La riforma rompe l’unità della magistratura per creare due autonomi CSM, uno parlerà in nome dei giudici e l’altro in nome dei procuratori; nessuno potrà agire in nome dell’intera magistratura che di fatto non esisterà più come ordine unitario.

Nella malaugurata ipotesi di conferma di questa sgrammatica deforma costituzionale avremo minori garanzie per il cittadino perché il terribile PM sarà valutato da un collegio in cui i colleghi procuratori – rigorosamente indifferenziati e sorteggiati – saranno in maggioranza assoluta.

Stessa sorte spetterà ai giudici.

A completare l’opera di demolizione della magistratura, formalmente “ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, contribuisce la nuova Alta Corte disciplinare che assume la funzione disciplinare oggi di competenza del CSM.

Il titolare esclusivo dell’azione disciplinare, in base al nuovo testo costituzionale, sarà il Ministro della Giustizia … però non troverete scritto in Costituzione che la magistratura sarà controllata dal potere politico … ma nemmeno la costituzione iraniana o russa dichiara una cosa simile.

Nella Costituzione della Federazione Russa all’art. 120 leggete che i giudici sono indipendenti; all’art 121 che i giudici sono inamovibili; all’art. 122 che i giudici sono inviolabili.

Possiamo quindi tranquillamente adottare la costituzione russa!

Questa riforma costituzionale serve a mettere in riga i magistrati che non remano nella direzione voluta dall’esecutivo, perché questo è il compito dei magistrati secondo l’illuminata presidente Meloni.

Esattamente ciò che il Potere si attendeva dalla magistratura nel precedente regime: la giustizia era amministrata nel nome e nell’interesse del Re!

Grazie alla Resistenza e all’Antifascismo, grazie al mondo democratico cattolico, liberale, socialista … oggi abbiamo la Repubblica in cui la giustizia si amministra nel nome del Popolo!

In difesa della Costituzione, della Giustizia, della Democrazia noi diciamo NO!

NO a questa riforma che compromette l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura!

***

PERSONALITA’ VERCELLESI E VALSESIANE

PRESENTI NEL COMITATO

1 CONSIGLIERE REGIONALE

SIMONA PAONESSA

2 CONSIGLIERI PROVINCIALI

Mattia Beccaro e Alberto Fragapane

3 SINDACI

Ariotti Angela (Santhià)-Bertolone Doriano (Salasco)-Testore Giorgio (Cigliano)

Segretario Provinciale P.D.

Mariella Moccia

CIRCOLI P.D. SEGRETARI

Alice Castello: Giovanna Giordano                    Borgosesia: Umberto Binotti

Crescentino: Nicoletta   Ravarino                      Gattinara: Laura Filiberti

Livorno Ferraris: Pier Giuseppe Carando           Saluggia: Matteo Rubino

Santhià: Mattia Beccaro                                        Salasco: Doriano Bertolone

Quarona: Graziella Savoini                                   Vercelli: Jorio Marco Patrizia

ISTITUTO STORICO PER LA RESISTENZA

Giorgio Gaietta – Presidente

Enrico Pagano  – Direttore

ANPI- Presidenti

Borgosesia: Bruno Rastelli                         Crescentino: Roberto  Ravarino

Gattinara: Franco  Patriarca                        Santhià: Michele Gariglio

Trino: Franco  Irico                                       Quarona: Maddalena Marchina

Varallo: Sara Montanari                             Vercelli: Giacomo Ferrari

Lega Ambiente

Godio Gian Piero-Presidente

Pax Christi

Iulini Norberto-Presidente

ARCI

Anita Sterna – Regionale

Gian Luca Mischiatti – Vercelli

IL COMITATO ALLA DATA ATTUALE HA 250 ADERENTI

LA PAGINA FACEBOOK “Comitato civico per il NO alla riforma Meloni-Nordio” ha 6.293 membri.

Posted in Politica

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Posted in Lo Sport