VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli – dott.ssa Ilaria Calò – si è recato in visita al Comando Provinciale di Vercelli presso la caserma “Fin. M.B.V.M. Felice Casalino” della Guardia di Finanza.

Accolto dal Comandante Provinciale, Colonnello Luca Vassena, il Procuratore ha incontrato una rappresentanza dei militari di ogni ruolo e grado in forza al Comando Provinciale e ai dipendenti Reparti alla sede, i Comandanti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, del Gruppo Vercelli e della Tenenza di Borgosesia.

Il Colonnello Vassena, nel corso di un apposito briefing, ha illustrato alla dott.ssa Ilaria Calò i tratti salienti dell’operatività dei Reparti di tutta la provincia, impegnati quotidianamente nell’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura della Repubblica, di verifiche e controlli fiscali, di accertamenti in materia di danni erariali e spesa pubblica a supporto della Magistratura contabile nonché negli altri settori di servizio di specifica competenza del Corpo, fra cui i preziosi interventi in montagna a salvaguardia delle persone da parte dei finanzieri del Soccorso Alpino della Stazione di Alagna Valsesia, per garantire sul territorio un sempre più efficace ed efficiente presidio di legalità, assicurando alle Autorità Giudiziarie la più ampia collaborazione.

Il Procuratore della Repubblica ha espresso il proprio apprezzamento per la crescente professionalità delle donne e degli uomini della Guardia di finanza di Vercelli che, in maniera attenta e concreta, si adoperano per affrontare le crescenti sfide a tutela della legalità economico-finanziaria e, in concorso con le altre Forze di polizia, per la sicurezza dei cittadini.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Il sindaco Francesco Pietrasanta insieme all’assessore ai lavori pubblici Mariarosaria Gallotta ha effettuato oggi, giovedì 5 febbraio, un sopralluogo alla scuole Medie per vedere come procedono i lavori di rinforzo della struttura della palestra e dell’auditorium.

Pietrasanta dichiara: “A breve daremo il fine cantiere e potremo riaprire le strutture. Un intervento necessario per mettere in sicurezza l’edifici, costato oltre 400mila euro”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

È mancato a 62 anni dopo una lunga malattia Giovanni Perinottiimprenditore risicolo di Lignana, dirigente di Confagricoltura e da molti anni punto di riferimento per il sistema risicolo territoriale e nazionale, la cui esperienza professionale e sindacale ha interessato in modo incisivo la risicoltura e la rappresentanza agricola.

Nato nel 1964, Perinotti ha dedicato la sua vita professionale all’azienda agricola di famiglia a Lignana, comune alle porte di Vercelli, fondata dal padre Luigi, condotta insieme alla moglie Loretta e al figlio Luigi, che oggi come presidente dell’Anga (Associazione Nazionale Giovani Agricoltori) interprovinciale di Vercelli e Biella, sta rinnovando l’impegno del padre tanto nel campo lavorativo, quanto in quello sindacale.

Anche Giovanni Perinotti, infatti, dal 2015 al 2021 aveva ricoperto l’incarico di presidente provinciale dell’organizzazione giovanile, per diventare poi presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella per due mandati consecutivi, subentrando a Paolo Carrà.

Si è trattato di un periodo complesso, in cui Perinotti ha saputo svolgere con passione e competenza il suo ruolo in una fase non facile per la risicoltura italiana, segnata da volatilità dei mercati, pressione sui prezzi e concorrenza internazionale, acquisendo un’autorevolezza riconosciuta a livello nazionale.

In questo triste momento – afferma Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ci tengo a ringraziare Giovanni per il suo contributo e sostegno alla Federazione durante il suo mandato. La strada percorsa con lui è stata impegnativa, ma anche ricca di soddisfazioni. Confagricoltura, e io personalmente, ricorderemo sempre la sua straordinaria sensibilità ai problemi dei risicoltori e il suo convinto sostegno del mondo associativo”.

Perinotti ha anche ricoperto numerosi altri incarichi locali e nazionali, quali ad esempio la presidenza del Consorzio di Difesa Vercelli Due e quella della Federazione Nazionale Riso di Confagricoltura.

La sua passione e il suo entusiasmo l’hanno anche portato ad assumere gli incarichi di sindaco di Lignana (dal 2004 al 2009), comune nel quale era tuttora consigliere, mantenendo così un collegamento diretto tra le esigenze delle imprese agricole, l’amministrazione locale e i tavoli decisionali di settore.

 

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca, Economia
Ivrea e Canavese, PiemonteOggi, Provincia di Vercelli, Santhiatese e Cavaglià

Grande partecipazione di popolo questa mattina, 5 febbraio a Santhià, per la memoria liturgica di Sant’Agata, Patrona della città.

La giovane Martire del III Secolo incoraggia ancora oggi ad una fede viva e salda, tetragona alle insidie ed anche alle persecuzioni del mondo.

I santhiatesi non l’hanno mai dimenticata, tanto che lo stesso toponimo della loro città è una contrazione del nome della vergine cristiana siciliana.

Questa mattina, alla presenza delle più rappresentative autorità locali – dal Sindaco Angela Ariotti con il suo Vice, anche in rappresentanza della Provincia di Vercelli, Mattia Beccaro – al Comandante della Stazione dei Carabinieri, Lgt. Salvatore Lobrano, la Celebrazione in Duomo.

Qualificata rappresentanza anche della Regione Piemonte, con le Consigliere Regionali Monica Canalis e Simona Paonessa.

La S.Messa solenne è stata presieduta dal Card. Arrigo Miglio, Vescovo emerito di Ivrea, Arcivescovo emerito di Cagliari, che è stato accompagnato da una qualificata rappresentanza del Presbiterio diocesano di Ivrea: Don Valerio D’Amico, Don Alberto Carlevato, Don Leandro Caldera.

Naturalmente molto numerosa anche la rappresentanza del Clero diocesano eusebiano, guidato dal Vicario Generale Mons. Stefano Bedello, già Parroco di Santhià prima di Don Andrea Matta, che guida oggi la Comunità Pastorale 7.

Ecco di seguito, integrale, l’omelia (se è permesso un giudizio, parsa a tutti davvero illuminante) dettata dal Cardinale, mentre qui di seguito è allegato il testo delle Letture:

LETTURE S.AGATA 2026

OMELIA DEL CARD. ARRIGO MIGLIO

“La solennità di questa festa e la diffusione del culto e della venerazione per sant’Agata fin dai primi secoli della storia della Chiesa non impediscono di cogliere le provocazioni che ci vengono, in quanto cristiani, da questa figura e prima ancora dalla Parola di Dio che viene proclamata nella sua festa.

Se il libro della Sapienza e il salmo che abbiamo pregato insieme ci hanno invitati ad avere una piena fiducia in Dio, a fidarci di lui in ogni situazione, la parola del vangelo non sembra certo, a prima vista, un incoraggiamento a seguire Gesù, se la strada e le condizioni sono quelle che abbiamo sentito.

Più volte nei vangeli leggiamo che molti si entusiasmavano di Gesù e si mettevano al suo seguito, ma poi ad un certo punto si tiravano indietro, quando Gesù cominciava a spiegare quale era la strada per camminare con lui.

Ecco perché Paolo, come abbiamo ascoltato nella seconda lettura, esorta i cristiani di Corinto a non spaventarsi di come venivano considerati nella ricca e raffinata cultura della Grecia classica.

Lui stesso ad Atene ne aveva fatto l’esperienza.

Ecco perché ho parlato di provocazioni che ci vengono da questa liturgia.

La prima provocazione ci viene dalla proclamazione fatta dal Libro della Sapienza su chi sono gli sconfitti e chi sono i vincitori.

Era questa già una domanda inquietante per i fedeli del Giudaismo nella raffinata cultura ellenistica del primo secolo avanti Cristo e rimane una domanda intrigante anche oggi, nella cronaca del nostro tempo, dove i vincitori apparenti spesso e volentieri sono considerati i vincitori definitivi. È una domanda che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, con quella scritta dettata da Ponzio Pilato e affissa sulla croce:

«Gesù Nazareno Re dei Giudei»,

scritta che il Sinedrio di allora ritenne una beffa per Israele ma che era anzitutto una beffa per Gesù stesso, quel Crocifisso dileggiato al tempo delle prime generazioni cristiane e anche oggi, ma da Paolo proclamato non solo come il vincitore ma come un vanto per noi suoi discepoli, Colui che ha ricevuto un Nome che è al di sopra di ogni altro Nome.

È quanto ha vissuto la martire Agata, blandita da chi pensava di sedurla e conquistarla, compianta da chi temeva di perderla per sempre, riscoperta come patrona potente dopo la sua testimonianza vittoriosa.

Una seconda provocazione ci viene da tutta la vita di sant’Agata, dalla sua vita prima del martirio, che l’ha vista nella comunità cristiana punto di riferimento e presenza incoraggiante per i nuovi discepoli di Gesù che man mano si avvicinavano.

Una donna importante nella Chiesa del suo tempo prima ancora di essere martire.

È stata un punto di riferimento che non dobbiamo dimenticare proprio oggi, impegnati a valorizzare la presenza e il ruolo della donna nella Chiesa.

Dopo il martirio la presenza di sant’Agata si è fatta sentire ancora più forte, in tante comunità e in tutta la Chiesa, confermando il valore della sua testimonianza già prima offerta.

La terza provocazione ci viene dal suo corpo scarnificato e martirizzato. Oggi lo veneriamo tra fiori e incensi, ma non dobbiamo dimenticare che quel corpo ha subìto il trattamento che hanno subìto tante, troppe altre donne, nella triste sequenza dei femminicidi e delle violenze passate e presenti: certo, storie molto diverse, ma unite dalla bruttura della violenza che si scatena in modo particolare sulla donna, pur in situazioni e in culture diverse.

Quei corpi, e il corpo di sant’Agata in particolare con le torture che l’iconografia ci mette davanti agli occhi, ci interpellano proprio sul corpo, il corpo umano, il nostro corpo, sulla cultura del corpo che noi viviamo, che ci porta così spesso a farne un oggetto.

È anche da questo tipo di cultura che poi nascono storie che finiscono nell’accanimento che colpisce con rabbia che vuole distruggere e annientare.

Proprio di fronte al corpo martirizzato di sant’Agata diventano ancora più provocatorie le parole di Gesù che abbiamo ascoltato nel vangelo: prendere la propria croce per seguirlo.

Cosa può significare oggi prendere la croce, accettare la croce, portarla sulle proprie spalle?

Forse Gesù vuole esortarci a una forma di masochismo?

O vuole educarci alla rassegnazione?

O ci richiede una forma di eroismo ostentato?

Cos’è la croce di Gesù? Forse la decisione di un Padre Celeste dispotico o assetato di sangue?

Non parliamo di qualsiasi croce ma parliamo anzitutto della croce sulla quale è morto Gesù: una croce nata da una condanna ingiusta, voluta dagli uomini, membri del Sinedrio e Pilato, con un po’ di folla sobillata, croce che Gesù ha accettato per manifestare la grandezza infinita dell’amore e del perdono di Dio, una manifestazione che solo il Figlio di Dio poteva offrirci.

La croce di Gesù ci porta a scoprire la sorgente e le dimensioni dell’Amore, ci annuncia che il perdono vince l’odio e la vendetta, ci manifesta Gesù come Signore del cielo e della terra e trasforma la croce di ciascuno di noi in un ramo della croce del Signore, tralcio di vita e luce di speranza.

Dal martirio di sant’Agata impariamo così a comprendere sempre meglio il cammino della nostra fede cristiana, che diventa essa stessa, se vissuta fedelmente e anzitutto nel cuore, una provocazione per il mondo in cui siamo chiamati a vivere e testimoniare.

Se fedeli alla Croce, diventiamo segno di contraddizione, come è stato detto di Gesù fin da quando fu portato al Tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la sua nascita. 

Seguire la logica della Croce di Cristo è anche oggi ritenuto stoltezza per il mondo, ma è la sapienza di Dio, sapienza nascosta che Gesù è venuto a farci conoscere e a condividere con noi.

È il cammino della speranza certa, che ci sostiene nell’impegno di costruire Pace vera, fondata sulla valorizzazione di ogni persona umana, uomini e donne, per una esperienza di amore autentico, amore “vergine”, non inquinato da egoismi e idolatria di sé, esperienza nuova di libertà, quella di Gesù, che la sua vita ce l’ha donata lui, liberamente, con quella libertà che solo l’amore è capace di vivere. 

Arrigo card. Miglio

***

Giorni fa il Sindaco Angela Ariotti aveva annunciato la celebrazione odierna con parole rivolte a tutta la comunità:

“Quando percorrerò il tratto che unisce il Palazzo Comunale al Duomo, portando il grande cero che offrirò  Sant’Agata, penserò  a tutti Voi certa di rappresentarvi.

Sarà un momento di commozione con la consapevolezza DI PORTARE, insieme al cero, anche LE aspettative di questa comunità, e di presentarle alla nostra Patrona.

Aspettative che parlano di voglia di serenità, di pace, di solidarietà,  di rispetto nei confronti di chi abbiamo di fronte, anche quando non la si pensa nello stesso modo.

Porterò a Sant’Agata  la richiesta di trasmetterVi il desiderio di porgere la mano a chi fatica a stare al passo, a chi soffre, a chi si sente solo e abbandonato.

Solo così  ci sentiremo una vera comunità”.

***

Vivo apprezzamento per questa giornata di fede autentica e di espressione dei sentimenti di convivenza civile, dal Consigliere Regionale Simona Paonessa:

“Un piacere essere oggi a Santhià per Sant’Agata: una giornata che parla di tradizione, identità e del piacere nell’essere uniti.

Un momento prezioso per riscoprire i valori che ci legano: la solidarietà, il rispetto reciproco e il senso di appartenenza ad una comunità”.

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

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Posted in Scuola e Università
Biellese e Oropa, Regione Piemonte

“Carissimi fratelli e sorelle,

amici tutti del Monastero che avete camminato con noi in questi primi venti anni di fondazione, di presenza carmelitana a Biella: desideriamo condividere con voi una data importante, quella dell’ 8 gennaio 2025.

Il Dicastero per la vita religiosa ha dato il benestare per il proseguimento della nostra presenza in Diocesi di Biella, come Monastero di vita contemplativa.

Lo scorso 8 gennaio, festa del Carmelitano S. Pier Tommaso, il nostro caro Vescovo Roberto Farinella ha redatto il Decreto di erezione, così il Mater Carmeli adesso è giuridicamente, ufficialmente, Monastero.

Terminato il tempo dell’assestamento nel territorio, della ristrutturazione dei locali, consolidato l’inserimento nella Diocesi, eccoci ora “biellesi” nel cuore e nello spirito!

Grazie a tutti voi che ci avete accolto e sostenuto.

Grazie a questa magnifica cordata di fraternità e preghiera che nel corso di venti anni ha raggiunto molti. 

Vi assicuriamo la nostra vicinanza spirituale, vi diamo appuntamento nella Cappella per la condivisione della preghiera e della liturgia, vi accogliamo nella fraternità condivisa in parlatorio: ci sentiamo vostre sorelle.

Insieme continuiamo a camminare con speranza luminosa, sotto lo sguardo materno di Maria, Madre del Carmelo!

Il giorno 9 gennaio, festa del Carmelitano S. Andrea Corsini, la Comunità ha vissuto un momento di fraterno confronto – il Capitolo elettivo – per la nomina delle Sorelle che coordineranno i vari servizi del Monastero per il prossimo triennio, era presente come Delegato del Vescovo, il Can. Don Carlo Dezzuto.

Da tutte noi un fraterno saluto!

Le vostre Sorelle Carmelitane”.

***

Fin qui l’annuncio ufficiale di questo grande e provvidenziale evento ecclesiale, tanto atteso ben oltre il confine della Diocesi di Biella.

Vedremo poco oltre quanto la storia dell’Ordine Carmelitano si intrecci con quella della Chiesa eusebiana.

Ora, per completezza di cronaca, vediamo quali saranno le Sorelle responsabili dei vari servizi.

Priora è stata eletta Suor Maria Aurora della Resurrezione, che i nostri Lettori conoscono perché ci ha accompagnati, nel corso di oltre 15 anni, nel cammino di conoscenza della realtà, della spiritualità, della preghiera carmelitana.

Suor Maria Aurora sarà anche formatrice.

Suor Rita Mary e Suor Maria Cristiana saranno Consigliere.

Suor Maria Veronica ricoprirà l’incarico di Sagrestana, mentre Suor Maria Rosa avrà la responsabilità dell’ Economato.

***

Stabilito così l’assetto, è d’uopo ripercorrere questi 20 anni di presenza carmelitana a Biella ed in questa parte del Piemonte.

Ma tutto ha inizio lontano da qui, a Carpineto Romano.

Dove, il 22 aprile 1979, un gruppo di Monache carmelitane provenienti da un Monastero marchigiano fonda il Carmelo Sant’Anna.

Carpineto Romano non è un posto qualsiasi: vi ebbe i natali Vincenzo Pecci, il futuro Papa Leone XIII, che sarà ricordato soprattutto, anche se non solo, per la celeberrima Enciclica “Rerum Novarum”, pietra miliare della Dottrina sociale della Chiesa, data il 15 maggio 1891.

Il Monastero Sant’Anna era ormai ben radicato nella realtà laziale quando, nel maggio 1991, si celebrarono i 100 anni della Rerum Novarum: Papa Giovanni Paolo II pose il sigillo a questo anniversario con la pubblicazione dell’Enciclica “Centesimus Annus”, il 1 maggio di quello stesso anno.

Fu la sua seconda Enciclica sulla Dottrina Sociale della Chiesa, essendo stata la prima la fondamentale “Laborem Exercens” di 10 anni prima.

Chi scrive ebbe la fortuna e l’opportunità di recarsi a Carpineto Romano per quell’anniversario, avendo scritto – assai più modestamente – pochi mesi prima ed insieme ad illustri personalità come Mons. Gianni Ambrosio e Marco Camoletto, il libro “Da Cristiani nella società”, che riepiloga in chiave locale quegli insegnamenti.

Forse in quel 1991 era già gettato il seme, presso il Monastero Sant’Anna, per la fondazione del “Mater Carmeli” di Biella.

Le monache vi arrivarono lunedì 16 maggio 2005: nulla era come ora vediamo il monastero; c’era tanto lavoro da fare, ma le monache non si persero d’animo ed il successivo 4 giugno ebbe inizio la vita del Monastero.

Ecco come le Consacrate ricordano e raccontano i sentimenti di quei giorni:

“Al misterioso disegno di Dio è piaciuto accogliere il nostro sì per far fiorire il Carmelo anche in terra biellese: cosa potrà offrire sul “mercato” questo sparuto gruppo di monache?

Forse niente. Forse tutto.

Niente, se ci muoviamo sulla via della logica umana.

Tutto, se ci mettiamo a pensare un attimo nella logica di Dio.

Non saranno insegnanti, non saranno catechiste, non saranno niente di tutto quello che forse il pensiero efficiente si aspetta.

Il Vangelo, la Regola Carmelitana.

Una cella. Un Crocifisso.

Silenzio. Canto. Fraternità.

Questa è la “materia prima” che con fede e speranza, con tanto ardente amore lavoreremo ogni giorno, senza sosta perché sia Dio – unico Tutto della vita, della storia, dell’eternità – a riversare una misura pigiata, scossa e traboccante di grazie nel cuore di chi si avvicinerà al Carmelo e anche nel cuore di chi vorrà rimanerne lontano.

Gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio, gratuitamente ridoniamo a Lui”.

***

Cosa lega, in particolare, la Diocesi di Vercelli all’Ordine Carmelitano?

Oltre al dono della preghiera che sale dal monastero, ci sono ben precisi collegamenti storici che raccontano di Sant’Alberto “da Vercelli”, conosciuto anche, nell’ambito dell’Ordine, con l’appellativo di “il legislatore”.

Sant’Alberto (di famiglia nobile emiliana) fu Vescovo di Vercelli per ben 20 anni, dal 1185 al 1205, quando fu nominato Patriarca di Gerusalemme.

Fu allora (1206 – 1214) che gli eremiti del Monte Carmelo (non esisteva l’Ordine strutturato come oggi lo conosciamo) gli chiesero di scrivere per loro una “Norma di vita”, che avrebbe rappresentato da quel momento in poi il riferimento saldo per l’esperienza dei Carmelitani.

***

Alla realtà del monastero “Mater Carmeli” va tutta la riconoscenza di VercelliOggi.it.

Il nostro giornale – come sa bene il Lettore – dedica molta attenzione alla comunicazione pastorale e, in particolare, ogni settimana la rubrica “In principio era il Verbo” propone il commento alle Letture offerte dalla Liturgia in ogni domenica dell’anno liturgico.

Ebbene, dal 2011, con grande generosità, sono proprio le Monache a curare il commento che è sempre profondo, sostenuto da una grande cultura biblica, ma scritto con semplicità, così da essere accessibile per tutti noi.

Oltre all’appuntamento settimanale, tante sono state le occasioni di incontro che hanno suscitato un vivo interesse tra i nostri Lettori.

Ne ricordiamo qualcuna.

Molto importante, la visita di Padre Fernando Millàn Romeral,

allora Priore Generale dell’Ordine.

Assai significativi anche gli appuntamenti in occasione dei

25 anni di professione solenne di Suor Maria Cristiana del Crocifisso

e della stessa Suor Aurora,

così come la Liturgia in occasione della

professione dei voti solenni di Suor Agata dell’Epifania. –

***

Cogliamo dunque questo momento anche come incoraggiamento per proseguire un cammino che tanto ha significato e significherà anche per i nostri Lettori.

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

In Consiglio regionale è stata presentata dal Partito Democratico un’interrogazione urgente riguardo ai ritardi e carenze nelle consegne degli ausili per l’incontinenza, sia pannoloni che traverse.

«Il collega Fabio Isnardi ha portato l’attenzione su un tema fondamentale per molti piemontesi anziani: l’assenza e i ritardi cronici nella consegna di ausili per l’incontinenza. Questi ultimi, non sono semplici prodotti da usare all’occorrenza, ma rappresentano un vero sostegno alla qualità della vita, affinché sia più serena e autonoma possibile. Sono prodotti che hanno, inoltre, un ruolo fondamentale nella prevenzione delle complicanze fisiche, limitando il rischio di irritazioni, dermatiti e infezioni. Pertanto non è accettabile il perdurare di queste inefficienze nel servizio di consegna e fornitura, soprattutto nelle aree più periferiche della regione» commenta la Consigliera regionale PD Simona Paonessa. Che continua descrivendo le criticità segnalate «rispetto al passato, dove era possibile ritirare presidi sanitari direttamente nella farmacia di riferimento, ho saputo da diversi utenti di gravi ritardi nella consegna in varie aree del territorio. Non solo, anche di forniture insufficienti, con alcuni casi di ricezione di materiali in quantità inferiore a quella prescritta dal medico curante o di taglie sbagliate. Questo porta molti anziani a comprare i pannoloni di tasca propria. Non si parla di spedire un pacco da un magazzino a una casa – continua Paonessa qui si tratta di persone fragili, spesso sole o non autosufficienti, che hanno diritto a ricevere questi materiali essenziali, in modo dignitoso e puntuale, sul territorio».

Nella risposta all’interrogazione si legge che il servizio è passato in carico a due aziende diverse, entrambe con problemi nella messa in opera delle consegne, e che la Direzione Sanità ha svolto un’indagine di mercato a cui segue, ed è in corso, una valutazione per risolvere il problema in modo definitivo.

Conclude la Consigliera PD: «L’auspicio, dopo la presa d’atto delle criticità da parte dell’Assessorato alla Sanità, è che ora si risolva finalmente il problema in modo definitivo e celere. Va però detto che non è la strada giusta: le gare al massimo ribasso si traducono inevitabilmente in disservizi e scarsa attenzione ai bisogni dei cittadini».

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona

Ha preso il via lunedì 2 febbraio l’iniziativa “Vieni ad ascoltare la Buona Notizia”, un ciclo di incontri bisettimanali di catechesi promosso dalla comunità parrocchiale del Belvedere, a Vercelli.

Gli appuntamenti si svolgeranno ogni lunedì e giovedì alle ore 20.45, per tutto il tempo della Quaresima, presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

Gli incontri sono aperti a tutti: giovani, coppie, famiglie e adulti.

In un contesto segnato da ritmi frenetici, incertezze e domande spesso lasciate senza risposta, queste catechesi sono un’occasione per fermarsi e interrogarsi sul senso della propria vita, senza giudizi e senza requisiti particolari per partecipare.

Non si tratta di lezioni teoriche, ma di un cammino pensato per riscoprire il Vangelo come Buona Notizia per l’uomo di oggi.

«Se senti che qualcosa non torna – se hai tutto, ma non basta.
Se cerchi pace, amore, senso…
forse non stai cercando qualcosa.
Forse stai cercando Qualcuno.
Vieni ad ascoltare la Buona Notizia.
Non per capire, ma per incontrare».

L’invito è rivolto anche a chi si sente lontano dalla fede o vive un tempo di ricerca.

Vi aspettiamo numerosi.

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi