VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Con il marchio MusicArt 2026 e con il sostegno del Comune di Chivasso, parte la stagione Chivasso in Musica 2026, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, che comprende cinque concerti, in programma tra febbraio e settembre.

Il concerto di San Valentino si terrà venerdì 13 febbraio alle 21 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e sarà tutto al femminile, con la partecipazione di due ensemble.

Il primo, Melense 8Harps, è formato da Anita Bande, Marta Bongiorno, Camilla Criscuolo, Sofia Martin, Arianna Midulla, Sofia Roncarolo, Viola Scappazzoni e Vittoria Varanese, dirette dalla professoressa Michela Marcacci; il secondo, Arpabaleno, è costituito dalle arpiste Alice Labate, Giulia Di Modugno e Iolanda Del Pozzo ed è diretto dalla professoressa Valeria Delmastro. Con loro canterà Elisabetta Lupidi.

Il repertorio del programma abbraccia mondi sonori lontani eppure uniti dallo stesso filo: la celebrazione delle emozioni umane, dalle melodie avvolgenti della musica latinoamericana ai grandi classici senza tempo, dalle atmosfere eteree della tradizione celtica ai brani che raccontano storie di donne, di forza, di passione e di delicatezza.

Ogni pagina musicale è un racconto, ogni arpa una voce che intreccia armonie e ricordi.

L’ingresso sarà come di consueto ad offerta libera.

Per saperne di più si può consultare il sito Internet www.associazionecontatto.it o scrivere all’indirizzo e-mail info@associazionecontatto.it

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Cronaca

Gattinara compie un nuovo passo verso una città sempre più attenta al benessere delle persone, all’inclusione sociale e alla valorizzazione degli spazi urbani.

È infatti in fase di definizione un importante progetto condiviso tra il Comune di Gattinara, il Consorzio socioassistenziale C.A.S.A., la Casa di Riposo Patriarca, la Fondazione Asilo Patriarca, e l’Asilo Nido Comunale, finalizzato alla realizzazione di un Orto Sociale, inclusivo e generazionale, che sorgerà in due appezzamenti di terreno a disposizione di Comune e Consorzio Casa, in Via Pietro Micca, proprio nel cuore del centro storico.

L’iniziativa punta a trasformare un’area cittadina in un luogo vivo, accogliente e partecipato, dove diverse generazioni potranno incontrarsi, collaborare e condividere esperienze. Il progetto è pensato come uno spazio pubblico aperto alla comunità, dedicato in particolare a bambini, giovani, anziani e persone con disabilità, con l’obiettivo di promuovere relazioni sociali, percorsi educativi, inclusione e benessere attraverso attività legate alla natura e alla cura dell’orto.

«Considerata la sensibilità e l’attenzione che numerosi cittadini dimostrano verso queste tematiche – dichiarano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglioneabbiamo incontrato il Presidente del Consorzio C.A.S.A., Domenico Carrera, e contattato il Direttore Andrea Lux. Dall’incontro, valutate le due aree, oggi disponibili e confinanti, è emersa una forte unità di intenti e la volontà comune di costruire un progetto capace di generare valore sociale, educativo e relazionale per l’intera comunità».

L’orto sociale rappresenterà non solo uno spazio dedicato alla coltivazione, ma un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva.

Qui sarà possibile sviluppare attività didattiche per i più giovani, momenti di socializzazione per gli anziani, percorsi di autonomia e integrazione per le persone fragili, favorendo lo scambio di competenze, saperi e tradizioni tra generazioni diverse.

«Ora – proseguono Sindaco e Vicesindaco – si tratta di definire gli aspetti tecnici del progetto e individuare le modalità più efficaci per l’avvio, la gestione e la fruibilità degli spazi. Siamo convinti che la collaborazione tra enti, associazioni e cittadini possa trasformare questa iniziativa in un punto di riferimento stabile per la vita sociale di Gattinara. Uniti si vince!».

Il progetto si inserisce in una visione più ampia di città sostenibile e solidale, dove la rigenerazione degli spazi urbani si intreccia con la crescita delle relazioni umane e con il rafforzamento del senso di comunità.

Nei prossimi mesi verranno definiti i dettagli operativi e le modalità di coinvolgimento delle realtà associative e del volontariato locale, con l’obiettivo di costruire un percorso partecipato e condiviso fin dalle prime fasi di sviluppo.

Gattinara si prepara così ad accogliere un nuovo luogo simbolo di inclusione, incontro e partecipazione, capace di far germogliare non solo piante e prodotti della terra, ma anche relazioni, solidarietà e nuove opportunità per tutti.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Enti Locali

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Scuola e Università

Durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dal 19 al 23 gennaio, alcune classi dell’I.T.C. “Cavour”, sono state accompagnate dal prof. Massimo Paracchini in visita alla Chiesa valdese – metodista.

In particolare hanno partecipato all’evento con grande entusiasmo e interesse le seguenti classi: 4^F C.A.T., 4^A A.F.M., 2^F C.A.T., 2^A A.F.M., e 1^F C.A.T.

Durante la visita i nostri allievi hanno potuto così conoscere e scoprire che la chiesa valdese -metodista è una chiesa cristiana, una comunità di credenti in Gesù Cristo riuniti nell’ascolto del Vangelo e nella condivisione dei sacramenti.

I valdesi prendono il loro nome da Pietro Valdo, ricco mercante francese, il quale aveva iniziato a sentire con radicalità la propria fede cristiana al termine di una profonda crisi spirituale e che negli anni tra il 1170 e il 1175 decise di cambiare vita e di abbracciare un cristianesimo pauperista, donando tutti i suoi beni ai poveri e cominciando a predicare il Vangelo al popolo.

Qualche anno dopo, nel 1179, si recò a Roma – come farà più tardi Francesco d’Assisi – per chiedere al Papa l’approvazione della propria visione di vita cristiana.

La gerarchia della chiesa ebbe dapprima un atteggiamento ambivalente nei confronti di Valdo e dei suoi seguaci, talvolta minaccioso, talvolta benevolo, sin quando, però, iniziò a perseguitarli come eretici.

Durante la repressione da parte dell’Inquisizione, i valdesi si sparsero in gran parte dell’Europa (soprattutto nelle Alpi Cozie, in Provenza, in Calabria e in Germania meridionale) come movimento clandestino per un rinnovamento della Chiesa, mettendo al centro della loro proposta la fedeltà al Vangelo e la povertà del clero.

La particolarità di questa scelta sta nel fatto che Valdo non volle mai farsi inquadrare nelle strutture ecclesiastiche – come accadde con San Francesco, che fondò un ordine monastico – ma decise di continuare a predicare e a vivere da laico.

Inoltre, si fece tradurre alcuni capitoli della Bibbia in volgare, per poterli leggere al popolo in quanto rifiutava la mediazione dei sacerdoti cattolici.

Queste azioni attirarono subito l’ostilità della Chiesa, tanto che nel 1184 arrivò la scomunica; nel 1532 vi fu l’adesione al protestantesimo calvinista. Il movimento si diffuse e si radicò nel Nord Italia nonostante le persecuzioni e i massacri dei secoli successivi. In particolare ricordiamo lo sterminio delle comunità valdesi del Piemonte, ordinato dal duca di Savoia nel 1655, come ricorda il poeta Milton nel sonetto politico “On the Late Massacre in Piedmont”.

Nel 1848 giunse tuttavia, proprio da parte del re Savoia, il riconoscimento dei diritti civili e politici mediante lo Statuto Albertino.

I valdesi sono dunque nati nel Medioevo come movimento che richiamava tutta la chiesa alla semplicità del Vangelo e che permetteva ai laici di predicare.

I loro predicatori non hanno mai voluto essere inquadrati in un ordine monastico e sono sempre vissuti in mezzo alla gente comune.  Perseguitati duramente, poterono sopravvivere nelle Valli del Piemonte occidentale fino a quando ottennero i diritti civili e politici. Dal Risorgimento è presente in Italia anche la Chiesa metodista. Il termine “metodista” si riferisce all’estremo rigore del “metodo” di vita proposto per raggiungere la salvezza spirituale e fu attribuito intorno al 1730 ad un gruppo di giovani protestanti inglesi che si riunivano per studiare la Bibbia ed erano impegnati a vivere una vita cristiana molto regolata.

Alcuni di loro erano anche pastori della Chiesa d’Inghilterra (Chiesa anglicana). Fra questi si fecero notare i due fratelli Wesley che, attraversata una profonda crisi religiosa, si sentirono chiamati a predicare il messaggio dell’Evangelo in modo più diretto e concreto aiutando i bisognosi, visitando i malati e cercando di venire incontro alla gente nella grande crisi che attraversava l’Inghilterra in fase di sviluppo industriale.

Non incontrando sempre il favore del clero anglicano, presero l’abitudine di predicare all’aperto o nelle piazze dei paesi, tanto che John Wesley, fondatore del metodismo, coniò la celebre frase “il mondo è la mia parrocchia”, volendo indicare così una visione universale e missionaria della fede, non limitata da confini geografici o parrocchiali.

Nata quindi come corrente di rinnovamento in seno alla Chiesa d’Inghilterra, la chiesa metodista oggi è una realtà mondiale segnata da una spiccata vocazione missionaria e sociale. Dal 1975 la Chiesa metodista e la Chiesa valdese sono integrate in un patto di comunione, collaborazione e condivisione.

I Valdesi oggi cercano di vivere insieme, collaborando con le altre chiese del protestantesimo storico nel quadro della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, l’ascolto e la pratica del Vangelo in tutte le sfide del nostro tempo.

La Bibbia è il libro fondamentale e in ogni chiesa è ben visibile sul pulpito e sulla tavola della Cena del Signore, aperto e rivolto al pubblico e ognuno ha il diritto di leggerla, studiarla e interpretarla a modo proprio.

Nelle loro chiese non ci sono statue di santi, né immagini o icone della Madonna né crocifissi con il corpo di Gesù e neanche dipinti alle pareti, ma solo scritte tratte dalla Bibbia stessa. Nella chiesa valdese non c’è una gerarchia, tutte le decisioni vengono prese in modo democratico, le donne e gli uomini hanno gli stessi identici diritti.

Chi guida il culto si chiama pastore o pastora, possono sposarsi e avere figli.

Il loro motto è “Lux lucet in tenebris” (La luce risplende nelle tenebre) ed è tratto dal Vangelo di Giovanni e simboleggia la perseveranza della fede cristiana e della Parola di Dio anche nelle difficoltà e nelle persecuzioni storiche.  Il loro compito principale è studiare e predicare la Parola di Dio e amministrare i Sacramenti.

I Valdesi e i Metodisti riconoscono solo due sacramenti che si trovano nei Vangeli e cioè il Battesimo e la Cena del Signore vissuta come momento di fratellanza in memoria di Gesù, usando il pane e il vino.

Per i nostri allievi questa visita è stata veramente istruttiva sia per rivisitare la storia sia per conoscere una Chiesa che, pur essendo cristiana, risulta essere molto diversa dalla nostra Chiesa cattolica.

I.I.S. “CAVOUR”

Prof. Massimo Paracchini

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

Il Comune di Gattinara si prepara a celebrare il Giorno del Ricordo, solennità civile nazionale istituita con la Legge 30 marzo 2004, n. 92, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

La ricorrenza, celebrata ogni anno il 10 febbraio, richiama una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. In quella data, nel 1947, venne firmato il Trattato di Parigi, che assegnò alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e gran parte della Venezia Giulia, territori che fino ad allora facevano parte dello Stato italiano.

All’indomani della Seconda guerra mondiale, circa 250.000 italiani furono costretti ad abbandonare le proprie case in Istria e in Dalmazia, a seguito delle pressioni e, soprattutto delle persecuzioni, perpetrate dal governo jugoslavo di Tito. Un esodo che segnò profondamente la storia e l’identità di intere comunità, costrette a lasciare le proprie radici, i propri affetti e le proprie tradizioni.

Molti di questi esuli trovarono accoglienza in diverse regioni italiane, affrontando spesso il difficile inserimento in una nuova realtà geografica, sociale e culturale, talvolta percepita come distante o estranea a volte anche ostile. Le testimonianze dirette di quegli eventi, tramandate nel tempo attraverso racconti personali, memorie familiari e documenti storici, rappresentano oggi un patrimonio prezioso per comprendere il valore della memoria e dell’identità nazionale.

L’Amministrazione comunale, nel segno della condivisione e della memoria collettiva, ha organizzato un momento commemorativo che si terrà domenica 8 febbraio 2026.

La celebrazione prenderà avvio alle ore 10.30 con la Santa Messa, momento di raccoglimento e preghiera in ricordo delle vittime di una delle pagine più dolorose della storia del Novecento.

A seguire, alle ore 11.30, si svolgerà una breve cerimonia commemorativa presso Piazza Martiri delle Foibe, luogo simbolico dedicato al ricordo delle vittime e al valore della memoria storica.

«Il Giorno del Ricordo – commentano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglionerappresenta un’occasione fondamentale per riflettere sulle sofferenze vissute da migliaia di italiani e per trasmettere alle nuove generazioni i valori del rispetto, della pace e della convivenza tra i popoli. Ricordare significa infatti custodire la storia e rafforzare la coscienza civile della comunità».

L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza, le associazioni e le istituzioni a partecipare a questo momento di memoria e raccoglimento, affinché il ricordo diventi patrimonio condiviso e monito per il futuro.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Lunedì 9 febbraio alle ore 21 incontro di preghiera con il gruppo “Vita Nuova.”

Martedì 10 alle ore 21 Adorazione Eucaristica in Chiesa Abbaziale.

Mercoledì 11 Festa della Madonna Dìdi Lourdes. Santo Rosario alle ore 17.30 e Santa Messa alle ore 18.

La Casa di Accoglienza Casa della Mamma e del Bambino di Borgosesia ringrazia tutti coloro che hanno contribuito tramite le primule a devolvere la cifra di Euro 911,67.

La Parrocchia ringrazia il Comitato Venerdì Santo e tutti coloro che hanno contribuito, per la cifra di Euro 1.510,00 donata in occasione della Sacra Rappresentazione dell’Epifania.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Pagine di Fede

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Cronaca

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Vercelli Oggi

Dopo le aggressioni sui treni di seguito le dichiarazioni dell’Onorevole Amich (FdI) dopo la partecipazione alla seduta congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Trasporti della Camera.

Ho partecipato alla seduta congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Trasporti della Camera, nel corso della quale abbiamo audito i rappresentanti dei sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-TRASPORTI, UGL Ferrovieri, FAST-CONFSAL e OrSA Trasporti. Al centro dell’incontro, la sicurezza del personale ferroviario: un confronto che prosegue il dialogo avviato grazie all’impegno dei capigruppo Galeazzo Bignami alla Camera e Lucio Malan al Senato.
Ho apprezzato l’approccio unitario dei sindacati, che hanno presentato proposte concrete per rafforzare la tutela dei lavoratori. Tra i punti emersi: l’introduzione del DASPO per chi aggredisce il personale, aggravanti penali analoghe a quelle previste per il personale sanitario, e la possibilità di arresto in flagranza (anche differito).
C’è inoltre piena consapevolezza dell’importanza di una presenza fisica e “umana” nelle stazioni, soprattutto a fronte della riduzione degli organici Polfer, nonostante l’aumento dei treni e dei passeggeri.
La sicurezza, però, non riguarda solo chi lavora sui treni: è un tema che coinvolge l’intera cittadinanza. Lo dimostrano le quasi 400 aggressioni registrate lo scorso anno, a cui si aggiunge una quota non trascurabile di episodi non denunciati. È necessario intervenire per garantire viaggi più sereni a tutti. Continueremo a lavorare per tradurre queste proposte in misure concrete, sulla falsariga di quanto finora realizzato, in tema di sicurezza, dal governo Meloni”
.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca