Mese: Febbraio 2026
Si è rinnovata anche in questo 2026 la bella tradizione che le tre parrocchie di Villareggia, Mazzè e Tonengo, con la guida del Parroco Don Alberto Carlevato, da tempo coltivano con genuina fede e sincera devozione mariana.
La data è sempre quella più prossima alla duplice festa liturgica, che cade l’11 febbraio, quella della Beata Vergine di Lourdes (nel giorno della prima rivelazione privata della Madonna a Bernadette Soubirous, l’11 febbraio 1858), data successivamente scelta dalla Chiesa per celebrare la Giornata Internazionale del Malato.
Il mistero di Lourdes richiama, infatti, a miracolose guarigioni del corpo di un ristretto numero di casi riconosciuti come tali (appunto, miracoli) dopo un rigorosissimo vaglio di carattere medico.
Ma non c’è dubbio che la guarigione necessaria, sempre necessaria, sia quella del nostro cuore, perché siamo liberati dal “male” che in tanti modi si esprime, tutti radicati nella presunzione di poter fare a meno di Dio; nella ingenua, anche quando ostinata, illusione di trovare la felicità e il nostro “bene” nella seduzione degli idoli: quello forse più pericoloso è l’idea della “mia libertà”. Idea che pone il Padre e la sua volontà solo come una delle opzioni possibili per condurre la nostra vita.
Ma l’avventura di quel ragazzo, quel figliolo, desideroso di vivere la propria vita lontano dal padre, quel ragazzo di cui ci parla San Luca nel suo Vangelo, al Capitolo 15, chiamandolo (nella nostra traduzione) “prodigo”, illustra come vadano a finire le cose quando rinunciamo alla nostra dignità di figli.
Quest’anno la Liturgia è stata presieduta dall’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo, e concelebrata da Mons. Lorenzo Piretto, Arcivescovo emerito di Smirne, ora a riposo nella sua Tonengo.
Con loro una rappresentanza del Clero e di Diaconi della due Diocesi, Vercelli ed Ivrea, nonchè una rappresentanza dei Silenziosi Operai della Croce, a testimonianza ulteriore di come il Santuario del Trompone, posto ancora in provincia e diocesi di Vercelli, ma a pochi metri da quella canavesana, sia un’ideale “cerniera”: non un confine che divide, ma un luogo dove è possibile una intensa e feconda osmosi pastorale.
Al termine della Liturgia, la conclusione del pellegrinaggio, con i ceri, alla volta della sacra effige della Madonna di Lourdes, posta nel parco del Santuario.
Il Lettore noterà che – rispetto al nostro solito – nel video che accompagna queste note, insieme alla piccola gallery, abbiamo indugiato un po’, siamo andati un po’ “lunghi” nelle riprese dei canti.
E’ sempre bello, infatti, ascoltare la corale interparrocchiale diretta da Don Alberto e non abbiamo voluto privare il Lettore di questa esperienza.
Infine, non si potrebbero concludere queste note senza un ringraziamento alla banda musicale “La fiorita” di Mazzè, che ha accompagnato la processione con unanime apprezzamento.
Buona visione e buon ascolto.
Un successo come sempre il tradizionale appuntamento con la Paniccia.
Sono state oltre 1200 le razioni distribuite durante il pranzo comunitario con 150 commensali e decine di Maschere valsesiane in visita.
Il sindaco Francesco Pietrasanta che ha partecipato all’evento commenta: “Complimenti al nostro Runfatta, al gruppo mascherato, al comitato del Carnevale di Quarona, a tutti i volontari e al Corpo musicale per questa splendida giornata. Siamo una bella comunità!”.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli
Accade che 50 anni dicano di una giovinezza: chiunque abbia partecipato, oggi 8 febbraio, al grande corso mascherato del Carnevale storico di Crescentino, non può che trarre questa impressione.
Cinquant’anni di impegno della comunità e per la comunità, una “macchina” di volontariato che muovi mezzi e risorse umane per raccontare – attingendo dalla leggenda, ma con messaggi simbolici tutt’altro che astratti e, anzi, assai attuali – del riscatto di un popolo.
Riscatto che ha la sua protagonista in una vera e propria eroina, una figura femminile che dà il segnale della rivolta per ribellarsi ad un potere ottuso e oppressivo.
La Regina Papetta (figura, peraltro, assai assonante con la “Vezzosa Mugnaia” di Ivrea) dice altresì della grande forza delle donne.
In quell’anno 1525 umiliava la popolazione forse il famigerato (quanto storicamente ben poco probabile) ius primae noctis; piuttosto le vessazioni arrivavano dalla pressione fiscale sui beni di prima necessità.
In questo 2026, anno del Giubileo, le maschere sono interpretate da

Sara Bretto, 26 anni, segretaria presso l’azienda termoidraulica di famiglia Tre-S, ed Alessio Jerinò, 30 anni, supervisore di produzione in Diasorin. Entrambi vestono i panni dei personaggi del XVI Secolo sapendo rappresentarli in modo convincente.
Tutto oggi ha funzionato alla perfezione ed il vero e proprio “mare di gente” che è accorso (semplici spettatori, così come i figuranti, i componenti dei gruppi mascherati, gli artisti che hanno costruito ed animati i carri, i musici) è stato accolto in piena sicurezza ed ha potuto godersi lo spettacolo.
Ora vi lasciamo con la gallery ed il filmato che riprende pressochè per intero la prima frazione del corteo.
Volpiano Pianese 0
Borgosesia 1
Marcatori: 32’ pt Giacona.
Volpiano Pianese (4-3-1-2): Proietti; Vada, Olivera, Caldarola, Biondo (38’ st Baumgartner); Borin (38’ st Giardino), Casadei, Della Valle; Shtjefni (10’ st Rosso); Fontana, Pinelli.
A disp.: Gastaldi, Fontana, Gamba, Milan, Dimasi, Zunino.
All.: Santoro.
Borgosesia (4-3-1-2): Gilli; Pellicone, Ballarini, Mazzola, Florio; Perego, Desiderato, Doratiotto (43’ st Loporcaro); Bazzan (18’ st Bieller); Piraccini (39’ st Tampellini), Giacona (31’ st Manto).
A disp.: Salina, Ghibaudo, Sementa, Dalla Valle, Latta.
All.: Cretaz.
Arbitro: Gippetto di Reggio Emilia.
Assistenti: Orabona di Pinerolo e Tropea di Alba-Bra.
Note: cielo coperto. Terreno in condizioni non ottimali. Spettatori: 400 circa. Ammoniti: Perego, Olivera, Florio. Angoli: 2-5. Recupero: 0’ pt – 5’ st.
Il Borgosesia Calcio continua a dettare legge.
Anche contro il Volpiano Pianese, arriva la vittoria, la quarta consecutiva per i ragazzi di mister Roberto Cretaz.
La marcia granata è perfetta e anche contro i temibili torinesi il successo non si fa attendere.
A decidere è il classe 2006 Matteo Giacona, sempre più capocannoniere dei valsesiani.
La gara si apre con il corner di Bazzan che taglia l’area senza trovare deviazioni.
Al 13’ Giacona si avventa su un retropassaggio corto, Proietti interviene e Piraccini viene chiuso.
Dall’altra parte Gilli non ha problemi a trattenere la conclusione centrale di Fontana.
Superata la mezzora, Giacona alza troppo la mira di testa.
Dal conseguente rinvio dal fondo, Proietti pasticcia e serve Piraccini che immediatamente pesca Giacona, il numero 7 ospite dal limite porta avanti i suoi.
La prima frazione si chiude con l’occasione per Fontana che a tu per tu con Gilli non riesce a controllare la sfera.
Nelle ripresa i locali provano a spingere.
È il 19’ quando Gilli con un super intervento dice di no a Pinelli che calcia da due passi.
Passano due minuti e l’estremo difensore granata in due tempi si oppone alla conclusione di Rosso.
Gilli chiude la porta e nega la gioia del gol anche a Borin.
Nel finale Perego e Tampellini impegnano Proietti.
Dopo c’è spazio per il triplice fischio finale e la festa granata.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli
Is 58, 7-10
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
“Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio”.
Sal.111
RIT: Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
RIT: Il giusto risplende come luce.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
RIT: Il giusto risplende come luce.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.
RIT: Il giusto risplende come luce.
1 Cor 2, 1-5
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Mt 5, 13-16
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
Sale e luce: sapore e calore della vita nuova
(Is 58,7-10; Sal 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16)
Gesù ci ricorda chi siamo e richiama la nostra attenzione a non perdere il dono ricevuto, avendone sempre maggior consapevolezza e cura nel custodirlo mettendolo in pratica: “Voi siete il sale della terra”.
Il sale per se stesso non serve a nulla, esiste per dare sapore esaltando le qualità dei cibi, è usato per preservarli dalla corruzione, si attribuisce ad esso anche una forza di esorcismo, il sale è ancora usato per sciogliere la neve evitando la formazione del ghiaccio.
Chimicamente il sale non può perdere il sapore, ma in analogia con la sapienza, con il dare senso e sapore alla vita, questa possibilità non è così lontana.
Come il sale preserva dalla corruzione i cibi, così la sapienza preserva dalla corruzione del peccato, rendendoci integri e irre-prensibili (il nemico non può adulterarci e non può prenderci e portarci lontano da Dio); come il sale dà sapore esaltando la qualità dei cibi, la sapienza insegna ad apprezzare le qualità positive nelle persone, nelle relazioni, in tutto ciò che esiste, esaltandone bellezza e bontà.
Mentre il sale è usato con un potere di esorcismo, la sapienza rende presente la forza di Dio che mette in fuga le forze del male, e come il sale può sciogliere fisicamente il ghiaccio, la sapienza scioglie nell’anima ciò che è gelido restituendo vita e calore.
Dopo l’immagine del sale, Gesù usa l’immagine della luce:
“voi siete la luce del mondo”; la luce non solo per una piccola stanza, ma per il mondo intero.
Gesù è venuto come luce del mondo e chiama i suoi a partecipare della sua luce, ad essere la sua luce, a continuare la sua missione di portare la luce agli uomini che ancora sono immersi nelle tenebre dell’ignoranza. Gesù accende in noi la sua luce perché essa risplenda e non sia soffocata dal buon senso, dalla ragionevolezza umana, ma liberata in tutta la sua forza e bellezza.
Noi siamo luce indicando Gesù, la sua vita, la sua parola che guida il nostro cammino.
Attenzione dunque a non perdere il sapore del sale e a non soffocare, non nascondere la luce che viene dall’alto, così che essa possa risplendere e raggiungere tutti: a partire dai vicini, da coloro che incontriamo nelle nostre giornate, sapendo che la luce va ben oltre quello che noi possiamo immaginare.
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, concretizzata in opere buone che rendono testimonianza, che aiutano chi vede ad avvicinarsi e a rendere gloria a Dio.
Non dobbiamo nasconderci, ma essere ben visibili; non per metterci in mostra, ma per testimoniare il messaggio trasformante di Cristo.
Voi siete figli della luce e figli del giorno, dice san Paolo, dovete splendere come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita (cf Fil 2,12-18). Dobbiamo splendere ovunque ci troviamo, irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati, senza nessuna macchia che possa oscurare la luce che abbiamo ricevuto e che deve passare da noi come un dono per gli altri.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza























































































