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Posted in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo

Mercoledì 18 febbraio 2026, alle ore 20.30, presso il Piccolo Studio della Basilica Sant’Andrea, il comitato cittadini per il SI della Provincia di Vercelli, invita la cittadinanza ad un dibattito pubblico al Referendum sulla Giustizia, che si terrà il prossimo 22 e 23 marzo 2026, per approfondire le posizioni sulla riforma costituzionale.

L’incontro prevede la partecipazione del Dott. Antonio Rinaudo, già PM della Procura Antimafia e Antiterrorismo di Torino, Vice Presidente Nazionale Comitato Cittadini per il SÌ e del Prof. Massimo Cavino, Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università del Piemonte Orientale a confronto con i sostenitori del NO con la Dott.ssa Laura Ruffino, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino e del Prof. Davide Servetti, Associato di Diritto Costituzionale e Pubblico presso l’Università del Piemonte Orientale.

Un’occasione imperdibile per un confronto civile e informato su un tema cruciale per il futuro della giustizia italiana, un tema che riguarda tutti i cittadini.

Vi invitiamo a partecipare numerosi all’evento per offrirvi gli strumenti migliori per il vostro voto al referendum.

Comitato cittadino per il SI Provincia di Vercelli

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Una commedia gialla tra ironia, tradizione e convivialità piemontese in cartellone domenica 1° marzo alla sala polivalente di Mazzè (To). “La bagna cauda avvelenata”: nuova produzione teatrale che unisce il ritmo brillante della commedia gialla all’inconfondibile sapore della tradizione piemontese.

Il protagonista – il commissario Agenore Pautasso – si trova a condurre un’indagine dai toni surreali e divertenti, ambientata attorno a uno dei piatti simbolo del territorio: la “Bagna Cauda”.

Tra sospetti, colpi di scena e interrogatori improbabili, lo spettacolo intreccia con eleganza la dimensione dell’enigma poliziesco con quella conviviale della tavola, offrendo al pubblico un’esperienza teatrale accattivante e al tempo stesso coinvolgente.

Scritta con ironia e attenzione alla cultura locale, la pièce restituisce il gusto del teatro popolare e insieme l’energia di un intrattenimento intelligente, che valorizza le radici del territorio senza rinunciare alla leggerezza del sorriso.

Le prime risate sono intorno alle 16.00, l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

Proseguono i controlli sugli autobus cittadini.

Nella giornata di ieri, mercoledì 11 febbraio, sono state effettuate verifiche a bordo di quattro linee.

Il 32,43% dei viaggiatori è risultato sprovvisto di regolare biglietto.

Sono stati controllati 74 passeggeri:

50 sono risultati in regola

24 sono stati sanzionati

Nel dettaglio:

Linea 803 – corsa 003 (fermata Corso Italia/Via Mella): 38 controlli, 7 sanzioni.

Linea 804 – corsa 009 (fermata Piazza D’Angennes): 12 controlli, 6 sanzioni.

Linea 803 – corsa 007 (fermata Corso Italia/Via Mella): 14 controlli, 7 sanzioni.

Linea 802 – corsa 013 (fermata Via Donizetti 16): 10 controlli, 4 sanzioni.

«I controlli proseguiranno con regolarità su tutte le linee – dice l’assessore ai Trasporti, Paolo Campominosi -. L’obiettivo: garantire equità, rispetto delle regole e qualità del servizio per tutti gli utenti».

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Redazione di Vercelli

Posted in Enti Locali

Alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, è stata presentata ieri la seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, in programma a Vercelli nel 2026. Non solo un evento, ma un progetto strutturale che unisce agricoltura, innovazione, turismo, promozione territoriale e formazione.

Dopo il successo dello scorso anno, che ha portato a Vercelli buyer internazionali e otto ministri europei dei Paesi produttori di riso, Risò si conferma come piattaforma strategica capace di parlare ai mercati globali partendo da una radice profondamente identitaria: il paesaggio delle terre d’acqua.

Ad aprire la presentazione è stato Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, che ha ribadito la dimensione internazionale e il valore sistemico dell’iniziativa: “Grazie all’impegno del Presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, di ICE e del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, Risò è riuscito già dal primo anno ad avere un respiro internazionale. Si è aperto con una borsa commerciale con buyer da mezzo mondo e concluso con l’avvio di rapporti per portare ancora di più sui mercati internazionali l’eccellenza del riso piemontese. Sono state giornate di convegni, dibattiti e analisi tecniche su come si deve coltivare oggi il riso a fronte delle varie pressioni di mercati e climatiche. A Vercelli si sono riuniti ben otto ministri europei per confrontare e coordinare le politiche sul riso. Oggi tutto cambia a velocità incredibile: i mercati, la pressione climatica e fitosanitaria che aggredisce colture ieri floride e oggi in crisi, come la Nocciola Tonda Gentile che in tre anni ha visto la produzione calare del 50%. Non possiamo permetterci che succeda con nessun altro prodotto: dobbiamo lavorare sull’innovazione e ricerca anche quando i numeri vanno bene. Per questo, insieme alla seconda edizione di Risò, l’11 settembre prossimo inaugureremo una sede di Agrion a Vercelli. E per il segmento fondamentale della promozione possiamo contare su strumenti nuovi come i Distretti del cibo, che sono per l’agroalimentare quello che le ATL sono per il turismo e potranno contare su un nutrito bando. Tre distretti in Piemonte sono coinvolti nel prodotto riso: li invito ad essere presenti a Risò 2026, che dopo un solo anno entra a pieno diritto nel panel dei “grandi eventi”, il palcoscenico di gemme che ha incominciato a dare molto al Piemonte e tanto darà in futuro”,

Le parole dell’Assessore delineano con chiarezza la cornice: innovazione agricola, ricerca, tutela del prodotto e promozione integrata sono i pilastri su cui costruire il futuro del comparto risicolo piemontese. Una strategia che guarda insieme alla competitività internazionale e alla salvaguardia delle eccellenze locali, rafforzando la filiera in ogni sua fase, dalla produzione alla trasformazione. Un approccio sistemico che mette in rete istituzioni, imprese e territorio per affrontare le sfide climatiche e di mercato con strumenti strutturali e visione di lungo periodo.

A rafforzare questa visione è intervenuta Natalia Bobba, Presidente dell’Ente Nazionale Risi, che ha evidenziato il contesto di trasformazione dei mercati e la necessità di strumenti di tutela e valorizzazione: “Siamo in un momento in cui ci cambiano i mercati a una velocità incredibile. Per Ente Nazionale Risi è sicuramente una gioia aver partecipato alla prima edizione di Risò, e siamo ancor più contenti di essere presenti con la seconda edizione. Il riso è un alimento ed un cereale d’eccellenza sia a livello nazionale ma anche a livello piemontese perché la regione Piemonte è la prima regione produttrice di riso con circa 117.000 ettari, quindi una realtà veramente importante. Cosa faremo e cosa accadrà nell’edizione del 2026? Abbiamo in mente di realizzare una sala immersiva dove i visitatori potranno entrare con i loro piedi senza stivali, in una risaia. Poi rimangono gli oculus, come lo scorso anno e una parte didattica, per far comprendere che il riso viene lavorato attraverso un processo meccanico e non chimico”.

Accanto alla dimensione produttiva, la seconda edizione rafforza in modo deciso la vocazione turistica e territoriale.

Davide Gilardino, Presidente della Provincia di Vercelli, ha sottolineato il valore identitario del legame tra acqua e riso, ricordando come il Canale Cavour – che nel 2026 celebrerà i 160 anni dall’apertura delle grandi paratoie – abbia trasformato il territorio nel più importante distretto risicolo europeo: “Non c’è niente di più forte del legame tra terra e prodotto. Noi siamo terre d’acqua: un territorio plasmato dall’ingegno dell’uomo e dall’apertura del Canale Cavour, che ha collegato Torino a Milano creando una vera autostrada dell’acqua. Risò nasce da qui: dalla nostra storia, dalle nostre risaie, dalle nostre grange. In questa seconda edizione ci sarà esposizione, degustazione, vendita, momenti di convegno, di approfondimento e di confronto su quelle che sono le problematiche, le prospettive, i punti di forza della risicoltura, tenendo presente che una tradizione antica”. 

Una responsabilità che Roberto Scheda, Sindaco di Vercelli, ha sintetizzato con parole nette: “La seconda edizione dovrà essere all’altezza di Vercelli, della sua storia agricola, della sua competenza scientifica, della sua capacità di tenere insieme tradizione e futuro senza fare confusione. Sarà, ancora una volta, il racconto serio e accessibile di ciò che il riso è stato, è e può diventare. Un Festival che parla al mondo partendo da casa nostra. Perché Vercelli, quando fa bene il suo mestiere, non ha bisogno di alzare la voce: le basta continuare a seminare. E attendere, con fiducia, il raccolto”.

Il Festival vuole diventare anche un progetto di futuro, “capace di attrarre visitatori ogni fine settimana, – come spiegato da Gilardinoa scoprire le nostre grange, i nostri castelli, tutti uniti da quel filo comune che è il riso e l’acqua attraverso tour lungo i Borghi delle Vie d’Acqua e un racconto che unisce paesaggio, cultura produttiva e identità”.

In quest’ottica, nei prossimi mesi, in avvicinamento dell’evento, partiranno nuovi percorsi turistici con partenze da Torino e Milano, in collaborazione con i tour operator piemontesi, generando flussi costanti e contribuendo alla destagionalizzazione.

Determinante, in questo percorso, il ruolo della promozione turistica territoriale. Raffaella Afferni, Presidente ATL – Terre dell’Alto Piemonte, e Massimo Maio, Consigliere territoriale del Vercellese, hanno ribadito il valore del festival come strumento di valorizzazione internazionale del territorio: “Dopo il successo del primo Festival Internazionale del Riso, ATL – Terre dell’Alto Piemonte è felice di poter sostenere e collaborare nuovamente a questa seconda edizione, sempre con l’obiettivo principale di promuovere nel miglior modo possibile il territorio vercellese e la sua tradizione risicola. Vercelli e le Terre del Riso sono un grande patrimonio da valorizzare a livello internazionale, e grazie a questo Festival sarà possibile per moltissime persone conoscerne i valori, le ricchezze culturali, artistiche e naturalistiche, attraverso iniziative volte proprio alla scoperta dell’autenticità di questo ricco territorio”.

La prima edizione ha dimostrato concretamente come questa strategia possa tradursi in risultati misurabili: aumento delle presenze, visibilità mediatica nazionale e internazionale, coinvolgimento della filiera locale, ricadute per strutture ricettive, ristorazione e commercio.

Ma accanto all’impatto economico, Risò ha generato anche un significativo impatto culturale, contribuendo a ridefinire la percezione di Vercelli come destinazione capace di coniugare agricoltura, paesaggio, innovazione e contemporaneità.

È proprio questo intreccio tra promozione, identità e sviluppo che ha reso l’evento oggetto di analisi accademica. Carlotta Cassani, studentessa dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” (UPO) – confermato tra i partner anche per il 2026 –, ha scelto infatti il Festival Internazionale del Riso come case study della sua tesi sul turismo gastronomico e il digital marketing, evidenziando come la prima edizione abbia rappresentato un esempio concreto di promozione territoriale integrata, capace di coniugare comunicazione digitale, identità locale e attrattività turistica, trasformando un prodotto agricolo in esperienza culturale e leva economica per il territorio.

La presentazione alla BIT conferma dunque Risò come progetto di sistema: agricoltura, istituzioni, ATL, operatori economici, consorzi irrigui, scuole e università lavorano insieme per costruire un racconto coerente e competitivo delle Terre del Riso. Non solo festival, ma piattaforma permanente di promozione territoriale.

Perché a Vercelli il riso non è soltanto un prodotto, ma è paesaggio, storia, innovazione. Ed è sempre più destinazione.

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Redazione di Vercelli

Posted in Economia

Nella mattinata odierna si è tenuta una cerimonia in ricordo dell’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, già Questore di Fiume, Medaglia d’Oro al Merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le nazioni”, avvenuta nel campo di sterminio di Dachau il 10 febbraio 1945 per aver salvato migliaia di ebrei e perseguitati.

Nel corso della commemorazione, che si è tenuta alla presenza del Signor Prefetto di Vercelli, del Presidente della Comunità Ebraica di Vercelli e Biella e delle massime Autorità cittadine, ne è stata ricordata la vita, l’opera e il sacrificio.

Con l’occasione, il Questore di Vercelli dr.ssa Giuseppina Suma e il Prefetto della Provincia di Vercelli dr. Lucio Parente hanno deposto una corona presso l’ulivo e la stele esistenti nel piazzale della Questura di Vercelli in memoria dell’eroico Funzionario, che è stata benedetta da Mons. Giuseppe Cavallone.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Non sempre serve andare lontano per parlare di mondo: lunedì 9 febbraio lo abbiamo fatto partendo dal nostro territorio.

Con la Dottoressa Raffaella Pagano, le classi 3^I TUR, 2^A SSAS, 1^C AFM e 2^B SSAS hanno intrapreso un viaggio che ha unito diritto, scienza e quotidianità.

Si è partiti dall’Articolo 9 della Costituzione, che tutela anche ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Un passaggio che non resta confinato nei manuali, ma si traduce in scelte concrete che riguardano il territorio e le generazioni future.

Da qui lo sguardo si è allargato all’Agenda 2030 e alla Nature Restoration Law, con obiettivi ambiziosi di ripristino di foreste, praterie, zone umide e fiumi. Numeri importanti, certo, ma resi comprensibili attraverso esempi vicini, tangibili, quasi domestici.

Le risaie del vercellese, ad esempio, non sono solo distese geometriche d’acqua e cielo. Sono ecosistemi complessi che ospitano aironi cenerini, garzette, nitticore e limicoli che nidificano sugli argini, intrecciando agricoltura e biodiversità.

Le garzaie nelle aree boscate diventano così condomìni naturali, affollati e rumorosi. I fontanili, con le loro acque limpide e costanti, custodiscono piante come il romice d’acqua e insetti rari che trovano lì il loro equilibrio. Anche le libellule, spesso osservate distrattamente, sono state protagoniste del racconto. Specie tutelate a livello europeo che trasformano uno stagno in un indicatore prezioso di qualità ambientale.

Accanto a questo patrimonio, sono emerse le fragilità.

Le zone umide drenate o trasformate perdono la capacità di assorbire carbonio e di mitigare le piene, lasciando più esposte le comunità.

Un esempio concreto è quello dei fiumi frammentati da ostacoli che ne interrompono il corso. Restituire tratti di “free flowing river” significa ridare continuità alla vita acquatica e rafforzare la resilienza dei territori.

Si è parlato anche di specie esotiche invasive, come la Trachemys scripta, che alterano gli equilibri locali.

Un piccolo gesto, come l’abbandono di un animale non più desiderato, può generare conseguenze diffuse e durature. E poi il tema delle microplastiche, ormai presenti nel 99% dei campioni di pesce analizzati in recenti studi. Un dato che traduce in realtà visibile ciò che spesso percepiamo come lontano, ricordandoci che ambiente e salute dialogano continuamente. Gli studenti hanno colto il filo che lega questi esempi: ogni scelta individuale si inserisce in un sistema più ampio.

Ridurre l’uso della plastica, rispettare gli habitat, sostenere pratiche agricole attente non sono slogan, ma tasselli di una responsabilità condivisa.

Il messaggio è passato con chiarezza e misura, senza enfasi celebrative. Proteggere l’ambiente significa proteggere noi stessi, in un intreccio che non ammette separazioni.

Così l’incontro si è chiuso con un invito semplice e concreto: pensare globalmente, agire localmente. Perché il futuro non è un’ipotesi lontana, ma il risultato delle scelte che maturano, silenziose, già oggi.

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

La Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea mette in campouna strategia di comunicazione di grande impatto con l’obiettivo di amplificare la portata dell’edizione 2026 e rafforzarne la notorietà su scala nazionale, con particolare attenzione alla giornata clou della manifestazione: domenica 15 febbraio, prima giornata della Battaglia delle Arance.

Dopo i risultati positivi ottenuti con le campagne 2024 e 2025, che hanno portato il Carnevale a Milano, Torino e Bologna, quest’anno l’approccio viene ulteriormente potenziato attraverso un sistema cross-media integrato che unisce maxi ledwall outdoorstampa nazionale e localedigital display, affissioni, radio nazionale, influencer marketingvideo in aeroporto a Torino e unacampagna mirata su Netflix in formato geotargettizzato su Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia.

Ogni canale è stato selezionato per massimizzare l’impatto visivo, raggiungere pubblici differenziati e valorizzare sponsor e partner istituzionali.

Al centro della strategia figurano i ledwall retro-illuminati, posizionati in punti iconici e ad altissimo flusso di Milano e Torino – tra cui Corso Como, Corso Buenos Aires, Palazzo Odeon, Rinascente e area Duomo – che garantiscono una visibilità straordinaria, con milioni di passaggi quotidiani, specie nel momento Olimpiadi, trasformando la comunicazione in un punto di contatto diretto tra la tradizione storica del Carnevale e i linguaggi contemporanei della comunicazione urbana.

La campagna include inoltre una presenza digitale strategica ad alta copertura: una pianificazione geotargettizzata su Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, attiva per tre settimane, genera oltre cinque milioni di impression complessive attraverso formati premium su La Repubblica La Stampa, tra cui skin, masthead, big rectangle e branded story.

Parallelamente, il progetto di influencer marketing coinvolge creator digital selezionati, con contenuti nativi su Instagram e TikTok, pensati per dialogare con un pubblico giovane e urbano e amplificare il racconto del Carnevale sulle principali piattaforme social. Fondamentale anche il ruolo delle media partnership editoriali e radiofonicheRadio Capital, con una presenza all’interno di TG Zero, affianca la campagna con un progetto che integra domination radio promotion, formati publinews editoriali con ambassador e contenuti speciali nelle fasce di maggiore ascolto, rafforzando il posizionamento culturale dell’evento a livello nazionale.

Sul fronte della stampa locale e territorialeLa Sentinella del Canavese realizza un progetto editoriale speciale dedicato al Carnevale, con sette numeri tematici e un’edizione straordinaria di 64 pagine in carta migliorata, a conferma del profondo legame tra la manifestazione e il territorio.

Fabio Vaccarono, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carnevale di Ivrea, ha commentato: “Ogni elemento di questa campagna è pensato per creare un impatto visivo e culturale. Non stiamo solo promuovendo una manifestazione storica: stiamo portando l’identità del Carnevale di Ivrea dentro le città e delle comunità più dinamiche del Paese. È una strategia che unisce messaggio e precisione nell’esecuzione, riflettendo le giuste ambizioni di questo evento unico.”

La Fondazione conferma così il Carnevale di Ivrea come uno degli eventi culturali più rilevanti d’Italia, capace di valorizzare il proprio patrimonio storico e, al tempo stesso, di allinearsi alle nuove dinamiche della comunicazione e dei media.

In questo quadro si inserisce anche la partnership con TicketOne, siglata per la gestione della biglietteria che completa il disegno complessivo di una strategia orientata a visibilità accessibilità e valorizzazione dell’evento.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

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