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Borgosesia 1

Borgaro 0

Marcatori: 48’ st Tampellini.

Borgosesia (4-3-2-1): Gilli; Ghibaudo, Ballarini, Mazzola, Florio (29’ pt Pellicone); Bazzan, Desiderato (10’ st Loporcaro), Doratiotto (44’ st Tampellini); Bieller (35’ st Manto); Giacona (23’ st Latta), Piraccini.

A disp.: Salina, Santi, Perego, Sementa.

All.: Cretaz.

Borgaro (4-3-1-2): Romanin; Birtolo, Cassetta, Costa, Zani; Franzini (26’ st Fabbrini), Spitale, Sia; Galasso (41’ st Dandrea); Brunod, Papagno (44’ st Verlucca).

A disp.: Garigliet, Guglielmo, Massari, Barbagiovanni, Mulatero, Capodaglio.

All.: Siciliano.

Arbitro: Crivellaro di Legnago.

Assistenti: Giraudo di Nichelino e Novara di Torino.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 250 circa. Ammoniti: Florio, Galasso, Desiderato, Brunod, Birtolo, Spitale, Costa, Tampellini. Angoli: 3-3. Recupero: 1’ pt – 6’ st.

Allo scadere ecco Tampellini e il Borgosesia vince la quinta gara di fila.

Un successo meritato grazie alla voglia messa in campo e al predominio di gioco nella seconda frazione.

Fischio iniziale e Borgosesia subito pericoloso.

Al 5’ la discesa di Ghibaudo costringe Romanin a salvarsi con l’aiuto del palo.

Tre minuti dopo, Ballarini incorna a lato.

E’ il 12’ quando Ballarini inzucca in rete ma l’arbitro annulla per una posizione di fuorigioco.

Anche dall’altra parte viene annullata una rete per l’offside di Papagno (34’).

Prima del riposo, Doratiotto dalla distanza impegna il numero 1 avversario.

Tornati in campo, il Borgaro si rende pericoloso con Galasso su punizione e con il pallonetto di Brunod respinto sulla linea da Pellicone.

Al 10’ Bazzan da fuori calcia alto.

Bazzan ci riprova al quarto d’ora mandando fuori di un soffio.

Minuto 45 Brunod in contropiede viene fermato da Gilli e Ballarini.

In pieno recupero Tampellini si coordina in area e regala il successo al Borgosesia.

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Di seguito la dichiarazione Don Giuseppe Zeppegno, presidente del Centro Cattolico di Bioetica (Diocesi di Torino), in riferimento al caso del primo paziente in Piemonte che ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.

«Il primo suicidio assistito in Piemonte, operato con il via libera della Regione in attuazione delle prescrizioni della Corte Costituzionale, è prima di tutto, per tutti noi, partecipazione al lutto di una famiglia addolorata per la morte di una persona amata, un uomo giovane, che ha chiesto di porre fine a una sofferenza che non riusciva più a sostenere. Ora quest’uomo non soffre più, ma la sua vicenda resta una dolorosa tragedia e una sconfitta umana e sociale perché ha ottenuto questo obiettivo rinunciando alla propria vita. Mentre accompagniamo con un pensiero affettuoso coloro che stanno soffrendo, non possiamo rassegnarci a constatare che si affronta la sofferenza con l’annientamento della vita. È obiettivamente difficile comprendere perché si faccia ancora così poco nel nostro Paese per incentivare la medicina palliativa, che accompagna chi vive il dramma della malattia senza prospettiva di guarigione, alleviando il dolore fisico e prendendo in carico tutti i bisogni medici, assistenziali e spirituali. Questa, ne siamo convinti, resta l’opzione preferibile. Credo che la società debba sempre più organizzarsi con una attenta sollecitudine in funzione dei deboli. Quanto al via libera dato dalla Regione Piemonte al suicidio assistito, esso prende atto dell’esistenza di un quadro normativo vincolante anche in assenza di leggi: la partita è dunque in mano al Governo e al Parlamento, che da troppo tempo non si pronuncia pur avendo i numeri per cambiare, correggere o migliorare”.

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Valentina Campesato in Mantovani è nata a Ivrea il 18 giugno 1992, sotto il segno dei Gemelli.

Il papà Bruno fu uno dei fondatori della Fagiolata Cuj dij Vigne, che proprio quest’anno festeggia 50 anni.

Diplomata al Cena e oggi impiegata amministrativa in un’azienda locale, Valentina fin da piccola ha seguito le orme paterne, è tesoriere della fagiolata e vive attivamente le fatiche e le fredde nottate tra i pentoloni e la preparazione dei fagioli, insieme alla mamma Lucia Prelle a al fratello Simone.

Nel 2019 l’incontro che le ha cambiato la vita: lei vive in Via Corte d’Assise, in pieno centro storico, e quell’anno arriva un nuovo vicino di casa che la nota subito. Qualche amicizia in comune e un Carnevale vissuto insieme, ma soprattutto quel gesto che non dimenticherà mai: un cartello alla finestra “Ciao vicina”, e lei che risponde con un altro cartello “Sei un grande”, il resto è storia.

Lui è Manuel Mantovani, per tutti “Manzo”, commercialista e capocarro del carro “I Seguaci di Re Arduino”, da quest’anno pariglia (carro 8), su cui anche Valentina salirà per tre Carnevali: nel 2020, nel 2023 e nel 2024.

Condividono la passione per la musica, in particolare per Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi, i viaggi in moto, il mare selvaggio da vivere in gommone. Manuel e la futura Mugnaia si sposano il 31 agosto 2024.

Appena il tempo di vivere le emozioni del viaggio di nozze in Giappone, e lo scorso anno sono già tra i protagonisti del Carnevale, impugnando pich e pala come sposi della Zappata di San Salvatore a cui, per l’occasione, viene ad assistere un grande amico di entrambi, Riccardo Paglia.

Il caso ha voluto che proprio con il 2025 Riccardo abbia terminato il suo servizio da Aiutante della Mugnaia, ma sarà degnamente sostituito da Franco Vallino, che le è stato accanto e di supporto in ogni fase dell’avvicinamento al tanto sognato momento dell’affaccio dal balcone del Municipio.

Per lei il Carnevale è innanzitutto famiglia, tradizione e festa. Ha sempre visto la Mugnaia come un sogno inarrivabile e anche questo spiega la commozione che la accompagna in ogni istante. Promette di vivere tutto quello che verrà con la semplicità che la contraddistingue, al tempo stesso perfettamente consapevole del ruolo e del significato del Personaggio.

Il suo viso solare e gli occhi parleranno per lei. “Voglio essere di tutti e vivere le emozioni insieme al popolo di cui mi sento parte. Mi aspetto di essere accolta e di ricevere e di ricambiare tutto l’entusiasmo e l’energia della gente. Ho avuto un’educazione rigida, e forse proprio per questo amo la libertà prima di tutto, anche se questo può voler dire fare talvolta delle scelte sbagliate. Sono fiera di rappresentare la Mugnaia, un sogno inarrivabile fin da bambina e per me il massimo simbolo di libertà”.

Valentina scopre di essere stata scelta il 6 gennaio e due giorni dopo chiede a Manuel di accompagnarla sotto il balcone del Municipio, di notte, per non farsi vedere. Forse, in quel momento ha assaporato per la prima volta il turbinio di emozioni e il carico di significati di ciò che stava per vivere. Forse, la prima lacrima di commozione è scesa sul suo volto quella notte.

Sarà accompagnata sul cocchio dalle Damine Camilla Biondi, 9 anni, figlia dell’amica Vittoria Brunasso, e Teresa Getto, anch’essa 9 anni.

A ricoprire il ruolo di Pagge saranno invece Linda Bertollo e Giulia Seghezzi, entrambe 19 anni.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Sir 15,16-21

Dal libro del Siràcide

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Sal.118

RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.

  RIT: Beato chi cammina nella legge del Signore.

1Cor 2,6-10

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto:
“Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano”.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Mt 5,17-37

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno”.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

Saper scegliere il vero bene

(Sir 15,15-20; Sal 118; 1 Cor 2,6-10; Mt 5, 17-37)

Davanti a noi sono la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà”, così ascoltiamo nella prima lettura tratta dal libro del Siracide.

Conviene interrogarsi e riflettere se ciò che ci piace è realmente fonte di vera gioia.

Il Signore attira la nostra attenzione perché consideriamo in profondità se quello che scegliamo oggi è davvero ciò che vogliamo tenere con noi per sempre.

Nel Vangelo Gesù si rivolge ai discepoli invitandoli a non credere che egli sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti, al contrario non è venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Gesù non mette in discussione la Legge, ma la sua interpretazione, affidata a dottori, scribi e farisei, chiamati a vigilare che l’ortodossia non venisse meno.

Di fatto proprio loro finiranno per tradire il senso della Legge, perso in una casistica di precetti e tradizioni umane che avevano tutt’altro scopo che onorare Dio; fardelli pesanti che caricavano sulle spalle della gente senza che loro stessi fossero disposti a spostarli neppure con un dito. Le invettive di Gesù contro l’ipocrisia di costoro sono nel Vangelo le pagine più dure.

Gesù richiama l’attenzione dei discepoli perché vivano un giusto rapporto con la Legge di Dio, rispettandola, amandola in ogni sua parte, senza aggiungere, senza togliere nulla (cf Ap 22,18-19), senza distorcere e travisare, trasmettendola e testimoniandola così come l’hanno ricevuta dalle mani, dal cuore di Dio, quale comando che custodisce, parola che indica il sentiero della vita. Gesù ama la Legge, la Parola del Padre, la conosce e sa che essa racchiude un seme di eternità: “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mt 24,35).

Gesù chiarisce ai discepoli di essere venuto a dare pieno compimento, Lui è la parola definitiva del Padre, in Lui si compie la vera giustizia che apre le porte del Regno.

Gesù sale sulla montagna e come Mosè aveva dato la Legge al popolo, ora Gesù dà ai discepoli la nuova legge che porta a pieno compimento l’antica.

La legge antica condannava l’omicidio, Gesù condanna anche la lite con il fratello, raggiungendo la radice del male che si esprime nei fatti concreti, ma ha la sua sede nel cuore e si rivela nello sguardo, nelle parole, nei gesti.

L’amore coinvolge tutta la persona ed è così importante da chiederci di essere pronti ad accettare e compiere ogni taglio necessario ad allontanare tutto quello che impedisce la vera giustizia, che nasce dall’amore.

Togli da me tutto ciò che è motivo che io non sia trasformato in te”, è il desiderio dei santi che hanno scelto di amare andando fino in fondo, a loro è piaciuto amare e la gioia dell’amore sarà loro eredità per sempre.

Se manchiamo di coraggio possiamo sempre chiederlo al Signore, che ascolta la preghiera e non nega la sua sapienza al povero che la desidera: metti sulla mia bocca la parola vera, donami occhi limpidi che vincano le torbide suggestioni del male, donami mani innocenti e un cuore puro che abbia fame e sete di quella giustizia che apre i cieli!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

 

Posted in Pagine di Fede

Il Carnevale di Bosconero si veste di emozione, tradizione e orgoglio con la nomina di Sahara Di Salvo a “Chinota” 2026, figura simbolo della storica manifestazione che ogni anno unisce la comunità nel segno del folklore e della convivialità.

Trentaquattro anni, originaria della Sicilia, Sahara Di Salvo vive a Bosconero Canavese da quasi dieci anni, paese che l’ha accolta e fatta sentire fin da subito a casa.

Sposata da otto anni con Sandro Allochis, è mamma di Nicole e Gabriel.

Insieme al marito svolge con passione l’attività di coltivatrice, lavoro che rappresenta con dedizione, impegno e profondo legame con il territorio.

La sua nomina a “Chinota”, Regina di Plareuj, non è solo un riconoscimento personale, ma il simbolo di un’eredità collettiva che affonda le radici nella storia del paese.

Un ruolo che Sahara interpreta con entusiasmo e senso di responsabilità.

Ho sempre adorato il Carnevale con la sua allegria e i suoi colori, per questo sono onorata di poter portare avanti la tradizione con impegno e allegria”, afferma la nuova Regina Chinota -. E aggiunge un messaggio semplice ma potente: “La maschera più bella che possiate indossare è la vostra felicità”.

Con emozione sottolinea inoltre: “Ogni sorriso, ogni applauso e ogni momento di condivisione stanno rendendo il Carnevale 2026 un evento che ricorderemo per sempre. Mi auguro che i momenti di questo Carnevale risplendano nelle vostre memorie come storie di una favola incantata e che anche quest’anno sia possibile aggiungere un gioioso capitolo alla nostra magica storia della ‘Chinota’”.

Il Carnevale di Bosconero si conferma così un appuntamento centrale per la comunità, un momento di aggregazione e celebrazione delle tradizioni del territorio canavese.

Con la “Regina Chinota 2026”, il legame con la storia e l’identità locale si rinnova, proseguendo una narrazione fatta di passione, partecipazione e condivisione.

Bosconero si prepara dunque a vivere un’edizione frizzante, nel segno della continuità e della gioia, guidata dal sorriso e dall’entusiasmo di Sahara Di Salvo.

Il “Carnevale Bosconerese 2026” si concluderà venerdì 20 febbraio con la premiazione delle Maschere.

A partire dalle ore 20.00 sarà possibile partecipare a un aperi-cena, seguito da una serata danzante e, allo scoccare della mezzanotte, da una ricca spaghettata offerta dalla Chinota e dal Gran Cerimoniere.

Tutti gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco di Bosconero.

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