Mese: Febbraio 2026
Agrano-Cannobiese 3-7
Bagnella-Quaronese 5-1
Dormelletto Comignago-Virtus Vercelli 0-0
Esio Verbania-Cameri 0-1
Feriolo-Varzese 4-1
Momo-Sizzano 4-1
Romagnano-Carpignano 4-2
Vogogna-Omegna 0-1
Classifica
Feriolo 46
Momo 36*
Bagnella 35
Dormelletto Comignago 34
Virtus Villadossola 31
Quaronese 27*
Omegna 27
Cameri 25
Cannobiese 25
Varzese 24
Sizzano 21
Romagnano 20
Carpignano 20
Vogogna 16
Esio Verbania 13
Agrano 9
* una partita in meno
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Redazione di Vercelli
Arona-Union Novara 2-0
Banchette Colleretto-Orizzonti Canavese Alicese 3-1
Casale-Ornavassese 0-1
Dufour Varallo-Quincinetto Tavagnasco 1-1
Gattinara-Gravellona San Pietro 3-2
Juventus Domo-Ivrea Calcio 0-2
L.B. Trino-Piedimulera 2-0
Virtus Vercelli-Ce.Ver.Sa.Ma Biella 0-0
Classifica
Casale 48
Juventus Domo 38
Dufour Varallo 36
Quincinetto Tavagnasco 34
Ivrea Calcio 30
Arona 29
Banchette Colleretto 29
Gattinara 28
L.B. Trino 28
Ornavassese 24
Orizzonti Canavese Alicese 24
Virtus Vercelli 20
Union Novara 18
Ce.Ver.Sa.Ma Biella 17
Piedimulera 13
Gravellona San Pietro 4
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Redazione di Vercelli
Borgosesia-Baveno Stresa 1-0
Accademia Borgomanero-Borgaro 3-2
Aygreville-Pro Eureka 2-2
Bulè Bellinzago-Fulgor Chiavazzese R.V. 0-1
Città di Cossato-Lascaris 2-3
Oleggio-Briga 1-1
Settimo-Volpiano 1-1
Verbania-Druentina 0-1
Classifica
Borgosesia 44
Accademia Borgomanero 39
Lascaris 38
Volpiano 32
Pro Eureka 32
Settimo 27
Druentina 25
Borgaro 25
Verbania 24
Aygreville 21
Baveno Stresa 20
Briga 20
Città di Cossato 18
Oleggio 17
Fulgor Chiavazzese R.V. 17
Bulè Bellinzago 15
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Redazione di Vercelli
In una Piazza Mazzini gremita di persone, si è svolta oggi pomeriggio, domenica 1 febbraio, la cerimonia di apertura del Carnevale intitolato “Questo non è amore”.
Tanto entusiasmo per la prima sfilata presentata da Andrea Petrarca e Marco Schena.
Hanno sfilato i carri allegorici, seguiti da coloratissime mascherate a piedi, bande musicali e attrazioni varie mentre la diretta della manifestazione è stata curata da Radio Valsesia.
Questi i Rioni e i loro Carri allegorici:
Rione Montrigone – La paura è solo paglia
Mola mai – Finchè morte non si separi”
Cravo – Un mare di paure
Bettole – Aldilà delle armi
Fornace – Scusate se ci divertiamo
Valbusaga – Bufale express
Le Mascherate a piedi:
E le menti del Borg – Altrove
Tira tardi – Shedeh
Agnona – Il circo dei ruoli
Per i più piccoli tanto divertimento con “Il Parco dei Bambini”.
Durante la durata del Carnevale spazio alla solidarietà per sostenere l’associazione AGAPE con l’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi “Un fiore contro la violenza”.
A questa iniziativa solidale partecipa anche il Borgosesia Calcio con una maglia speciale celebrativa della squadra, che sarà indossata durante i match casalinghi e successivamente sarà messa all’asta ed il ricavato sarà devoluto all’associazione.
Al termine della sfilata la gioia era impressa nei volti di chi ha partecipato all’evento e che ora attende le altre sfilate programma l’8 e il 15 febbraio.
Tutte le informazioni sugli appuntamenti del Carnevale 2026 sul sito www.carnevaleborgosesia.it
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Redazione di Vercelli
(Nell’immagine di apertura il tavolo della presidenza con – da sinistra a destra – Giacomo Ferrari, Cesare Daneo, Sergio Bagnasco, Valter Bossoni) –
***
Il Comitato civico per il NO alla riforma Meloni-Nordio costituitosi a Vercelli ha scelto di evidenziare nella propria denominazione l’origine governativa di questa riforma costituzionale: per la prima volta nella storia repubblicana una proposta di riforma costituzionale conclude l’iter parlamentare approvando lo stesso identico testo iniziale. Alla maggioranza parlamentare è stato “suggerito” di non presentare emendamenti e tutti gli emendamenti delle opposizioni sono stati dichiarati inammissibili. Riecheggia lontano lo spirito costituente di Calamandrei: “Nella preparazione della Costituzione il governo non deve avere alcuna ingerenza”.
Questa riforma è definita nei modi più bizzarri … riforma della giustizia, riforma sulla separazione delle carriere … e comprendiamo la difficoltà di dire “riforma dell’ordinamento giurisdizionale” ma senza ricorrere a formule capziose basterebbe spiegare che è una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.
E che riforma: un’autentica demolizione del CSM!
Questa riforma non incide sui tempi della giustizia civile e penale; non rafforza le garanzie del cittadino; non destina maggiori risorse alla Giustizia; non garantisce la certezza della pena e la funzione “rieducativa” della pena.
A che serve allora questa riforma costituzionale?
Fatta dal Potere questa riforma serve al Potere per indebolire la magistratura privandola del CSM, vale a dire dell’organo costituzionale posto a presidio delle prerogative della Magistratura.
La riforma rompe l’unità della magistratura per creare due autonomi CSM, uno parlerà in nome dei giudici e l’altro in nome dei procuratori; nessuno potrà agire in nome dell’intera magistratura che di fatto non esisterà più come ordine unitario.
Nella malaugurata ipotesi di conferma di questa sgrammatica deforma costituzionale avremo minori garanzie per il cittadino perché il terribile PM sarà valutato da un collegio in cui i colleghi procuratori – rigorosamente indifferenziati e sorteggiati – saranno in maggioranza assoluta.
Stessa sorte spetterà ai giudici.
A completare l’opera di demolizione della magistratura, formalmente “ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, contribuisce la nuova Alta Corte disciplinare che assume la funzione disciplinare oggi di competenza del CSM.
Il titolare esclusivo dell’azione disciplinare, in base al nuovo testo costituzionale, sarà il Ministro della Giustizia … però non troverete scritto in Costituzione che la magistratura sarà controllata dal potere politico … ma nemmeno la costituzione iraniana o russa dichiara una cosa simile.
Nella Costituzione della Federazione Russa all’art. 120 leggete che i giudici sono indipendenti; all’art 121 che i giudici sono inamovibili; all’art. 122 che i giudici sono inviolabili.
Possiamo quindi tranquillamente adottare la costituzione russa!
Questa riforma costituzionale serve a mettere in riga i magistrati che non remano nella direzione voluta dall’esecutivo, perché questo è il compito dei magistrati secondo l’illuminata presidente Meloni.
Esattamente ciò che il Potere si attendeva dalla magistratura nel precedente regime: la giustizia era amministrata nel nome e nell’interesse del Re!
Grazie alla Resistenza e all’Antifascismo, grazie al mondo democratico cattolico, liberale, socialista … oggi abbiamo la Repubblica in cui la giustizia si amministra nel nome del Popolo!
In difesa della Costituzione, della Giustizia, della Democrazia noi diciamo NO!
NO a questa riforma che compromette l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura!
***
PERSONALITA’ VERCELLESI E VALSESIANE
PRESENTI NEL COMITATO
1 CONSIGLIERE REGIONALE
SIMONA PAONESSA
2 CONSIGLIERI PROVINCIALI
Mattia Beccaro e Alberto Fragapane
3 SINDACI
Ariotti Angela (Santhià)-Bertolone Doriano (Salasco)-Testore Giorgio (Cigliano)
Segretario Provinciale P.D.
Mariella Moccia
CIRCOLI P.D. SEGRETARI
Alice Castello: Giovanna Giordano Borgosesia: Umberto Binotti
Crescentino: Nicoletta Ravarino Gattinara: Laura Filiberti
Livorno Ferraris: Pier Giuseppe Carando Saluggia: Matteo Rubino
Santhià: Mattia Beccaro Salasco: Doriano Bertolone
Quarona: Graziella Savoini Vercelli: Jorio Marco Patrizia
ISTITUTO STORICO PER LA RESISTENZA
Giorgio Gaietta – Presidente
Enrico Pagano – Direttore
ANPI- Presidenti
Borgosesia: Bruno Rastelli Crescentino: Roberto Ravarino
Gattinara: Franco Patriarca Santhià: Michele Gariglio
Trino: Franco Irico Quarona: Maddalena Marchina
Varallo: Sara Montanari Vercelli: Giacomo Ferrari
Lega Ambiente
Godio Gian Piero-Presidente
Pax Christi
Iulini Norberto-Presidente
ARCI
Anita Sterna – Regionale
Gian Luca Mischiatti – Vercelli
IL COMITATO ALLA DATA ATTUALE HA 250 ADERENTI
LA PAGINA FACEBOOK “Comitato civico per il NO alla riforma Meloni-Nordio” ha 6.293 membri.
Ieri sera, nel corso della manifestazione nazionale indetta in solidarietà con il centro sociale Askatasuna, una parte del corteo – composta da gruppi organizzati di antagonisti e autonomi – ha trasformato le strade di Torino in un campo di battaglia.
Gli operatori delle forze dell’Ordine, impegnati nel delicato compito di garantire l’ordine pubblico e tutelare l’incolumità di tutti i cittadini, sono diventati bersaglio di bombe carta, petardi, razzi, fuochi d’artificio, pietre e oggetti contundenti di ogni genere.
L’aggressione brutale di un poliziotto, circondato da un gruppo di una decina di manifestanti travisati e colpito con calci, pugni ed addirittura con un martello, è una scena inqualificabile che non avremmo mai voluto vedere e che deve spingere la politica, senza divisioni, a fare il massimo per tutelare gli uomini in divisa.
Il bilancio parziale parla di almeno 11 agenti feriti, alcuni con prognosi di diversi giorni, oltre a ingenti danni a mezzi di servizio (tra cui un blindato dato alle fiamme) e arredi urbani devastati da roghi e lanci incendiari.
Dichiarazione del Segretario Generale UIL Polizia, Vittorio Costantini: “Esprimiamo massima solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi feriti e alle loro famiglie, augurando loro una pronta guarigione. Ribadiamo con forza che la divisa non è un bersaglio: chi indossa la casacca dello Stato non è nemico di nessuno, ma garante dei diritti di tutti, compresi quelli di chi oggi ha scelto la violenza come forma di protesta. Chiediamo alla Magistratura di procedere celermente nell’individuazione dei responsabili di questi gravissimi atti di guerriglia urbana, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare pacificamente ed apprezziamo l’attenzione manifestata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Torino non può e non deve diventare teatro abituale di scontri programmati e di odio preordinato verso le Forze di Polizia. È ora di dire con chiarezza che Askatasuna e simili realtà non possono continuare a essere covi di illegalità e di addestramento alla violenza, mentre chi è chiamato a difendere la legalità rischia ogni volta la vita. Solidarietà concreta ai colleghi in servizio ieri sera e a tutti quelli che, quotidianamente, pagano in prima persona il prezzo di un clima di intolleranza crescente”.
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Redazione di Vercelli
Le dichiarazioni di Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo i gravissimi attacchi di ieri (31 gennaio) portati avanti da partecipanti al corteo organizzato per Askatasuna a Torino, a un mese circa di distanza dallo sgombero dello stabile occupato dal Centro sociale.
“Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti, ma il conto continua a salire di ora in ora. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti sono ancora lì a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare una guerriglia più che annunciata, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia. Con tutta la determinazione di cui siamo capaci ribadiamo che chiunque oserà manifestare un qualsiasi atteggiamento che ‘comprenda’, giustifichi, spieghi o addirittura legittimi questo scempio confermerà di essere mosso dalla stessa identica insofferenza e odio verso la Polizia, verso lo Stato e verso la democrazia e la libertà che abbiamo visto nelle strade di Torino stasera, soprattutto in quella mano che impugnava un martello con cui veniva colpito il nostro eroico collega”.
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Redazione di Vercelli














