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Posted in Lo Sport

Il recitativo diffuso dal grande organo “Mascioni” della Cattedrale di Vercelli aveva, in questo 27 dicembre, giorno delle esequie della Prof. Paola Bellini Crosio, qualcosa di particolarmente struggente.

Alle tastiere era andato Francesco: certo, come tante altre volte ha fatto.

Ma oggi con un’intenzione tutta particolare: dare anche così l’ultimo saluto alla sua mamma (stimata Insegnante di Francese, scomparsa a 75 anni alla vigilia di Natale) che nella sua vicenda terrena ha testimoniato la grandezza, cosmica ed imperscrutabile, del Mistero, prima che questo si aprisse alla sua propria luce.

Sappiamo come andarono le cose in quel lontano 26 settembre 2005, quando una scampagnata in bicicletta tra amici, nella pianura vercellese al confine con quella casalese, tra Robella e Balzola, finì in tragedia.

Una caduta accidentale, il trauma al capo, poi la corsa in Ospedale, poi anche in un Centro specializzato di Pavia: non si sarebbe più ripresa.

Poi il buio, l’attesa lunga un tempo che solo Dio sa valutare.

Oggi in Duomo tante persone che hanno manifestato vicinanza ed affetto a suo marito Roberto Crosio ed al loro figlio Francesco.

Tante anche le Autorità: non possiamo citarle tutte, ma ricordiamo il Prefetto di Novara, Francesco Garsia ed il Comandante provinciale dei Carabinieri di Vercelli, Col. Pier Enrico Burri.

Ha presieduto la Celebrazione l’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo – di cui il video che offriamo propone l’omelia integrale – che ha avuto parole particolarmente affettuose per tutti i parenti, ma soprattutto per Francesco, che serve con umiltà ed intelligenza la Chiesa eusebiana anche, come abbiamo detto, con l’animazione liturgica musicale.

E proprio Francesco ha annunciato il transito beato della sua mamma con un commovente messaggio che oggi chiosa con un sapiente atto di affidamento: ora il tempo delle parole è terminato, si apre quello della comunione spirituale.

Comunione che tutti condividiamo, sicuri che ella ora contempli il volto di Dio.  

Posted in Cronaca
Crescentinese, PiemonteOggi, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

(Elisabetta Acide)  – Ancora una volta la piccola ma intraprendente comunità di Borgo Revel, si è dimostrata capace di coniugare catechesi e vita comunitaria, in quel cammino sinodale per il quale tanto si è “spesa” in questi anni e per il quale tanto ancora occorre fare.

E un altro musical, seppur in dimensioni “ridotte”, è andato in scena, con l’ intento di “raccontare” il Natale, quello dei Vangeli e quello delle “luci”.

Nuovamente una “produzione originale” interamente scritta e messa in scena dai parrocchiani ed amici che in questi mesi si sono ritrovati per condividere il cammino comunitario.

La “novità” di questa terza edizione del musical, però, sono stati i bambini, o meglio, l’ integrazione delle attività di preparazione all’ attesa della S Messa della notte, con i laboratori di catechesi, che hanno visto coinvolti i 24 bambini con le catechiste, gli adulti, i parrocchiani che hanno collaborato ai laboratori e tutti coloro che hanno voluto “fare comunità” in questo cammino pastorale.

Programmato dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, l’ idea, voleva essere un momento di riflessione intorno alla solennità della cristianità, ma anche occasione di catechesi evangelica sui racconti di sani a e san Matteo.

E la “parola” è stata data ad asino e bue, nel ricordo di quella tradizione biblica che san Luca definisce “alloggio” (katályma), uno spazio annesso alla casa dove si ospitavano anche gli animali nelle notti fredde.

Uno spazio  ricavato nella roccia, con un tetto di legno e paglia, dove non era raro il fatto che vi dormissero anche persone.

Non sappiamo se a Betlemme quella notte ci fossero asino e bue, gli evangelisti non lo narrano, ma sappiamo di numerose citazioni bibliche in cui si parla di loro (cfr. Gb 6,5; Is 1,3; Dt 22,4) e del significato di cui se ne è narrato anche teologicamente nel corso del tempo.

Sappiamo che sicuramente vi erano angeli e pastori e poco distanti, il presidio romano per il censimento di Cesare  Augusto … e quella “mangiatoia” (fátne) nella quale viene adagiato il neonato Gesù.

E il racconto di quella “città  di Davide”, come la denomina san Luca (2,4), accompagna la narrazione che vuole essere il “racconto del Natale” nel suo significato: Dio ha visitato il suo popolo, il Dio con noi, il Verbo Incarnato, ha portato nel mondo la Luce e la Pace.

Il racconto però non si ferma… apre per gli spettatori e per gli attori una profonda riflessione: Dio sì è Incarnato e noi lo abbiamo “incartato” nei nostri pacchi regali scintillanti, nelle nostre decorazioni luccicanti, sulle nostre tavole imbandite per i cenoni ed i pranzi … per la corsa sfrenata al divertimento … perché il “Natale è bello”.

Il Natale è avere Cristo nel cuore del mondo: “fare di Cristo il cuore del mondo”.

Non “incartarlo”, ma “incastrarlo” (l’espressione non è bellissima ma rende bene) nelle nostre vite di cristiani, non per “festeggiare” ma per amare quel Dio che si fa carne per donarci la sua carne, che si fa uomo per aiutarci a scoprire la nostra umanità, che si fa vita per accompagnarci nella vera vita, quella senza fine …

“Dove vai a Natale?”

In montagna, a sciare, al mare, in un paese tropicale, dai Miei suoceri, in famiglia, al ristorante …

Magari a Messa?

E ancora quelle parole su quel palcoscenico e quei canti vogliono “interpellare” le coscienze un po’ “intorpidite” dei cristiani che magari hanno un po’ “smarrito” il senso di quell’ “in principio“ così bello del Vangelo di Giovanni: “in principio era il Verbo e il Verbo era Dio”. In principio “bereshit“, prima parola della Bibbia, punto sorgivo da cui tutto ha inizio e senso.

Quel Dio che noi abbiamo “incastrato” e questa volta il significato che attribuisco al termine non è positivo, nelle nostre “abitudini” più che nelle nostre vite, dimenticando quella esplosione di bene che racconta una nuova creazione, un “nuovo abbraccio” di Dio all’ umanità ci regala a Natale ed ogni giorno, perché la nascita di Gesù, il Figlio di Dio, ci fa “figli” e “fratelli”, di quel padre che Gesù stesso insegnerà a chiamare: “Padre nostro”.

E anche la “storia” di san Nicola – (trasformato in Babbo Natale per fini commerciali) trova la sua “dignità” nel racconto dei protagonisti, perché il dono a Natale, quello vero, lo ha fatto Dio all’ umanità: il Suo Figlio unigenito.

Bella la tradizione dei doni da scambiarsi a Natale ma non dimentichiamo, lo facciamo sull’ esempio del Dono di Dio al mondo.

E anche quei “Magoi”, i Magustei provenienti dall’ Oriente, sono apparsi nei loro abiti scintillanti,  “seguendo la stella”,  protagonisti di una scena, come ci ha indicato l’ evangelista Matteo , per ricordarci il cammino della Chiesa, «una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua” (cfr. Ap 8,9), il cammino che ogni giorno siamo chiamati a percorrere, non da soli, come “chiesa e cristiani in uscita”, in pellegrinaggio, per seguire la nostra vocazione di cristiani: uomini e donne camminatori di speranza.

Su quel palcoscenico si è cercato di “uscire” da quella banale seppur “scintillante” esteriorità del Natale, per portare un messaggio a tutti: facciamo vivere in noi quella “scintilla divina” che ci è stata donata, proviamo a far brillare con la nostra vita la gioia e la luce di quel Cristo Gesù che si è fatto bambino perché ogni uomo, donna, bambino, persona, per mezzo Suo, ricevesse la luce della Vita.

Non va dimentica un “personaggio” narrante, quella “volpe furba” che abitava i monti della Giudea proprio nel 6-7 a. C e che ha narrato supportando il racconto degli evangelisti, lasciando il suo “consiglio” il dono di Natale: “Ricordiamoci di vivere il Natale con l’ impegno di vivere e ricostruire  la relazione con la riconciliazione autentica, che parte dall’ impegno di ciascuno, per costruire la relazione  generativa sull’ esempio dell’amore di Dio che racchiude in sé, generosità, umiltà,  rispetto, giustizia, solidarietà … perché solo insieme si cammina con Cristo e verso Cristo .

Al termine tutti (attori e spettatori ) si sono recati in Chiesa Parrocchiale “senza indugio” come quei pastori, per la santa Messa della notte animata dal gruppo “Andar a Messa cantando”, accompagnati dal maestro Luigi che ha eseguito i canti che ancora una volta hanno accompagnato l’ annuncio risuonato nella liturgia: “oggi è nato per noi il Salvatore”.

***

“Spesso siamo attraversati all’improvviso da una stanchezzache non è del corpo, ma dell’anima.

Essa nasce dal troppo fare, avere, girare, dalla superficialitàe dalla banalità.

Si ha bisogno di sostare in silenzio,di placare il cuore e di pregare, di ritrovare la verità ultimae profonda della vita, il significato dell’esistere.

E’ questo il nostro Natale, il rinascere dello Spirito!”

Card. Gianfranco Ravasi

***

Sia questo il nostro sincero augurio per la comunità.

Prosegue con esito proficuo l’attività di prevenzione delle truffe promossa dai Carabinieri sul territorio di questa provincia, realizzata anche grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali e di alcuni enti locali. Gli incontri informativi con la cittadinanza hanno consentito di sensibilizzare in particolare le persone anziane, fornendo indicazioni utili per riconoscere e contrastare i tentativi di raggiro.

Alla luce della partecipazione registrata, il Comando Provinciale Carabinieri di Vercelli comunica il nuovo calendario di incontri tra cittadini e Forze dell’Ordine, che proseguiranno nei prossimi mesi con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sui rischi legati alle truffe e promuovere comportamenti prudenti ed adeguati in caso di contatti sospetti e /o richieste anomale.

In questo periodo dell’anno che precede le festività, il Comando Provinciale, tramite le articolazioni territoriali e in raccordo con i Comandi limitrofi, sta rilevando un incremento dei tentativi di truffa, rivolti soprattutto a persone anziane e sole. I contatti avvengono prevalentemente per via telefonica, attraverso numerazioni che appaiono riconducibili all’Arma ma che in realtà sono fittizie e utilizzate per rendere più credibile l’inganno.

I truffatori, qualificandosi falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, o ad istituti bancari e di credito invitano le vittime ad effettuare bonifici o a consegnare denaro contante e oggetti di valore a soggetti che si presentano presso le abitazioni. Si ribadisce con fermezza che richieste di questo tipo sono totalmente estranee alle modalità operative dei Carabinieri e devono essere considerate senza esitazione sospette.

In tali circostanze è fondamentale interrompere immediatamente ogni contatto e segnalare l’episodio al Numero Unico di Emergenza 112, che consente di verificare tempestivamente l’autenticità delle richieste ricevute. Anche le Stazioni dei Carabinieri presenti sul territorio sono a disposizione dei cittadini per fornire indicazioni e supporto in caso di contatti sospetti o richieste insolite di versamenti e dazioni in denaro o tramite bonifici bancari.

Gli episodi registrati nel territorio vercellese confermano, ancora una volta, il carattere subdolo e in continua evoluzione di questo fenomeno criminale, anche sotto il profilo tecnologico, rendendo imprescindibile un costante impegno congiunto tra istituzioni, amministrazioni comunali e cittadini nel percorso della prevenzione.

Calendario incontri

 

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo

La Confraternita di Sant’Anna esprime la sua più profonda gratitudine all’Ufficio Pastorale Migrantes dell’Arcidiocesi di Vercelli e all’Associazione Sant’Eusebio ODV per il sostegno e patrocinio donato per il concerto del 19 dicembre svoltosi nella chiesa di Sant’Anna a Vercelli, un momento di grande bellezza che ha saputo unire musica, comunità e spiritualità.

Un grazie speciale ai due cori dell’Abbazia di San Nazzaro Sesia e al coro “Franco Perone” di Villata della Diocesi di Novara, il loro impegno e alla loro sensibilità e passione hanno regalato a tutti i presenti un’esperienza intensa e coinvolgente.

Le loro voci, armonizzate con cura e dedizione, grazie all’esperta guida sia della Maestra Licia Stara e sia del Maestro Giorgio Guilla, hanno riempito la chiesa di emozioni autentiche, creando un’atmosfera capace di toccare il cuore.

Ringraziamo anche tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione e alla buona riuscita dell’evento, e il pubblico che ha partecipato con attenzione e calore.

Il concerto del 19 dicembre rimarrà un ricordo prezioso, un momento condiviso che alimenta il senso di comunità e la gioia dello stare insieme oltre che, rafforza la volontà di questa Confraternita nell’impegno di far conoscere e rappresentare quanti hanno voluto dedicarsi nelle parrocchie alla rappresentazione della musica sacra e liturgica.

 

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

E’ visitabile sino all’11 gennaio 2026, la Mostra dei Presepi allestita nel Santuario della Madonna delle Grazie in frazione San Grisante e nella chiesa Parrocchiale di San Bernardo a Lamporo.

Sono oltre 20 gli allestimenti, alcuni dei quali animati e meccanizzati, che sono stati realizzati dagli artigiani locali, tra Crescentino, San Grisante e Lamporo.

Prossimi giorni di apertura:

Giovedì 1 gennaio: ore 14.30 – 16.30

Sabato 3 gennaio: ore 14.30 – 16.30

Domenica 4 gennaio: ore 14.30 – 16.30

Martedì 6 gennaio: ore 14.30 – 16.30

Domenica 11 gennaio: ore 14.30 – 16.30

Fino al 2 febbraio, per le visite fuori orario, rivolgersi a Don Gian Maria – tel. 3381390211

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume, Turismo

Nei primi mesi del 2026 prenderà il via all’Asl di Vercelli lo studio ICARO (Insulin Care Assessment in Real-world Observations), una ricerca innovativa di quality of life che punta a semplificare la terapia insulinica per le persone con diabete mellito di tipo 2 (DMT2) e a valutare l’effettivo miglioramento della qualità di vita.

La novità è rappresentata da una formulazione di insulina basale che si somministra una sola volta alla settimana, anziché ogni giorno.

Questo approccio riduce il numero di iniezioni (da circa 365 all’anno a circa 52), semplifica la gestione della terapia e favorisce l’aderenza da parte del paziente, mantenendo un’efficacia paragonabile alle insuline giornaliere e con un rischio di ipoglicemia simile.

L’insulina basale settimanale è distribuita in Italia dall’estate 2025, si tratta di un farmaco già autorizzato dall’AIFA, quindi ICARO non sarà una sperimentazione, ma uno studio osservazionale.

La combinazione della somministrazione del farmaco con dispositivi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) consentirà un controllo più stabile e puntuale dei valori glicemici.

ICARO valuterà l’impatto dell’insulina basale settimanale sulla variabilità glicemica, sul compenso metabolico e sulla qualità di vita percepita dai pazienti.

In particolare, si analizzerà il parametro “Time in Range” (tempo trascorso con normale concentrazione di glucosio nel sangue), strettamente correlato al benessere del paziente.

Lo studio ha come Centro promotore la struttura di Endocrinologia dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, mentre l’Asl di Vercelli, attraverso la struttura di Diabetologia e Endocrinologia dell’Ospedale S. Andrea, diretta da Roberta Paltro, è stata una tra le prime aziende sanitarie del Piemonte – su un totale di sei coinvolte – ad aderire al progetto, tramite parere favorevole del Comitato Etico di quadrante e della Direzione Tecnica dell’azienda vercellese composta dal personale della Direzione medica di presidio, della Farmacia ospedaliera, della Farmaceutica territoriale, oltre che della Qualità.

Lo studio è rivolto esclusivamente a persone adulte con diabete di tipo 2 che non hanno mai utilizzato insulina e che necessitano di iniziare la terapia basale settimanale per la prima volta.

Il reclutamento sarà effettuato dal personale della struttura di Diabetologia ed endocrinologia dell’Asl, che punta a coinvolgere un totale di 10 pazienti: l’arruolamento durerà 12 mesi, mentre ogni paziente sarà seguito per circa 18 settimane (quattro mesi di trattamento più due settimane di monitoraggio iniziale).

Dopo la visita di arruolamento, il paziente indosserà un sensore CGM per due settimane, senza modificare la terapia in corso. Successivamente inizierà la somministrazione di insulina basale settimanale, con dosaggio personalizzato. Durante il percorso, il paziente compilerà un questionario sulla soddisfazione del trattamento e continuerà a utilizzare il sensore per monitorare la glicemia. Al termine, i dati raccolti serviranno a valutare l’efficacia e la sicurezza della terapia.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali.

Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona