Mese: Dicembre 2025
Auguri di Buon Anno a tutti.
Come vorremmo che fosse il 2026?
Il messaggio che proponiamo ci aiuta a condividere non tanto un vago ottimismo, ma una fondata speranza.

Auguri soprattutto a chi è nella prova, a chi è solo, che è una delle prove più dure.
Auguri anche a tutti coloro che questa notte lavoreranno, pronti a tutelarci nelle emergenze, per garantirci sicurezza, assistenza, cure, soccorso.
Anche per loro ci auguriamo che sia sempre più riconosciuto e valorizzato il loro ruolo.
Nm 6, 22-27
Dal libro dei Numeri
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».
Sal.66
RIT: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
RIT: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
RIT: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
RIT: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Gal 4, 4-7
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.
Lc 2, 16-21
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE
Un “volto splendente” (prima lettura): per gli abitanti di lingua del ceppo semitico lo “splendore del volto” coincide con il sorriso.
E come non essere d’accordo! Il sorriso “illumina” il viso, rende “belli” sempre; uomo e donna che sorridono sono “splendenti”.
Una “benedizione” bellissima!: “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia”.
Il volto di Dio che si “riflette” in quella “creatura a sua immagine e somiglianza”, il “volto luminoso” che fa “risplendere” la sua creatura, che è “dono di grazia”.
Dio sorride e invita a sorridere.
Dio è “luminoso” e dona la sua Luce, la sua Grazia.
Benedizione di Dio con un sorriso.
Il bene-dire è la traduzione ebraica di בּרכה (berâkâh) in greco εὐλογία (eulogia) e εὐλογέω (eulogeō), che è il “parlare bene di”, “raccomandare”, da cui il nostro “elogio”.
Nella Bibbia la benedizione compare subito nel libro della Genesi… “Dio li benedisse e disse…” (figli, vita, raccolto abbondante… cfr. Gen 1,22).
Molto significativo che il verbo “benedire” (barak), rimanda al “ginocchio”.
Nel libro dei Numeri, da cui è tratto questo brano, rimanda alla “benedizione cultuale”, frequente nell’antico Israele, spesso associata al gesto delle “mani levate”, tipico di leviti, re e sacerdoti (cfr. Lev 9,22; 2Cr 30,27).
Il verbo bāraḵ, benedire, e il sostantivo bᵉrāḵâ benedizione, compare nel testo biblico 552 volte nell’Antico Testamento e 65 nel Nuovo Testamento: Dio è il “benedicente”, colui che benedice.
Dio dice bene.
Benedizione è l’instaurarsi di un rapporto di alleanza, di solidarietà, di condivisione.
E la liturgia “recupera” proprio all’inizio dell’anno civile, questa meravigliosa benedizione:
“Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.
Parole che accompagneranno l’ “anno civile”, con le parole di ogni battezzato che, lo ricordiamo dal Concilio Ecumenico Vaticano II, condivide il triplice munus: regale, sacerdotale e profetico, esercitato nella comunione ecclesiale.
Riguarda tutti i battezzati e ciascuno nella sua insostituibile individualità, senza alcuna esclusione legata al genere, cioè all’essere donna o uomo.
La funzione sacerdotale dei credenti implica, innanzi tutto, che essi sono abilitati a rendere a Dio il culto a Lui proprio, nella preghiera individuale e comunitaria e con la partecipazione alla liturgia ed ai sacramenti.
Dio benedice l’uomo, l’uomo benedice Dio, l’uomo benedice l’uomo: un “dinamismo” per la vita umana.
Dio dice ad ognuno: “io sarò sempre accanto a te”, io ti “custodirò”, come quel pastore custodisce i suoi greggi (cfr.Sal121,3) “non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il suo custode”), renderò raggiante il tuo volto, perché se Dio non “nasconde il suo volto” (cfr. Sal 27,9) l’uomo è felice (cfr. Sal 80,4).
“Ti colmerò dei miei doni”: un Dio che dona grazia e salvezza.
Un Dio che “dona” grazia, che non abbandona, che accompagna e cammina con le miserie, i dolori, le sofferenze, le fatiche, ma anche le gioie, le bellezze, i salti della letizia, i sorrisi della serenità…
Un Dio che non abbandona, che “dona” la Sua Presenza, che “si fa accanto”.
Un Dio che ancora e sempre “cammina” e sorregge… come un pellegrino ha il suo bastone, non per camminare al posto nostro, per sobbarcarsi il nostro peso sulle spalle, ma per “esserci”, per “stare” accanto a noi, con noi.
La grazia del “Dio accanto”.
Grazia che consola e dona forza.
E il “dono” che renderà luminoso e raggiante quel volto dell’uomo che si specchia nel volto di Dio è la pace.
Un “augurio di pace”.
Pace: šālôm, pienezza di vita.
Pienezza di amore, realizzazione del “disegno di Dio” nella storia dell’uomo.
Dio è “donatore di pace”, la pace “duratura”, che si esprime con quel: wᵉyāśēm lᵉḵā šālôm : ponga su di te la pace.
Le “parole buone”, le “parole belle”, diventano “parole di pace”.
Una benedizione per noi, entra nella nostra vita, la rende “feconda”, la rende “piena della luce e della pace di Dio”, e questa sua “benedizione” apre il nostro cuore, alimenta la nostra fede e ci rende “raggianti” della Sua luce per essere “persone di luce”, uomini e donne che sanno “portare” ed annunciare la Sua Luce.
E quella “benedizione” acquista un significato particolare: benedizione discendente e ascendente che trova il suo centro in Gesù Cristo, volto e dono del Padre e mediatore, attraverso lo Spirito, tra noi e il Padre (Vangelo).
E i pastori “vanno” e poi “riferiscono”.
I “cercatori” di Gesù lo hanno trovato, si sono recati dove era stato detto loro, lo hanno visto, hanno udito…
I “cercatori” “senza indugio”…
I “cercatori” che trovano…
I “cercatori” che vedono…
I “cercatori” che tornano…
Quella Luce che hanno visto in quella mangiatoia, sul volto di quel bambino, non può essere “solo per loro”, deve essere “condivisa”, “raccontata”, “riferita”, “portata”, “annunciata”.
Uomini in cammino per “riferire”.
Non un “pettegolezzo” notturno… ma ciò che “hanno visto”, “vissuto”, “sperimentato”.
E quelle “cose riferite” fanno “stupire”… la fede “sconvolge e stupisce”. Non posso “fingere”… tutti se ne accorgerebbero…
I pastori sono “credibili”, quella Luce è entrata in loro, quella “scintilla” ha “acceso” il loro cuore e la loro vita.
La “presenza di Dio” e diventano “missionari di Dio”.
Lo “stupore” della fede, il Mistero di Dio.
E da quel bambino una “benedizione” che ha reso il cuore luminoso, che ha “acceso” la vita dei pastori che raccontano e fanno “stupire”. Perché la fede è lo stupore, sa di bellezza… lo “stupore” della “celebrazione” che non può essere “noia”, che non può essere “ripetizione”, che non può essere “sempre uguale”… perché brilla della Luce di Dio e quella luce “inebria” la vita, la rende così bella e luminosa da produrre “stupore”.
Dio è un Dio che stupisce.
E la “benedizione” diventa il “volto luminoso” di quei pastori che parlano di Dio, che riferiscono, che raccontano, che hanno il volto ed il cuore pieni di Luce, pieni di Dio.
“Tornano” e riferiscono”…
Tornano trasformati.
Mai più “indifferenti” dopo aver incontrato Dio: evangelizzatori e missionari.
Lo “stupore” contagioso che “racconta Dio” nasce dalla fede.
Contemplazione ed annuncio.
Annuncio di quel bambino che hanno “visto”: Dio salva (cfr. etimologia del nome Gesù).
La storia apre nuovi orizzonti e i pastori ne sono stati testimoni e “riferiscono”.
I pastori si sono lasciati “coinvolgere” da Dio, in quella notte, in quella nascita… e niente è più come prima.
“Lodano e glorificano Dio”, hanno “sentito” e visto”… ora “riferiscono”.
E “tutti” odono e si stupiscono.
I pastori si mettono in cammino per riferire… primi camminatori di Dio, “riferitori” dell’Amore, annunciatori delle “cose da custodire” ma da non trattenere per sé.
A tutti.
La “custodia” del cuore, per far “germogliare”, la Parola da “custodire” e curare per annunciare.
La “custodia” del tempo, della storia, che non è solo una serie di avvenimenti da raccontare, che si susseguono senza senso ma, al contrario, il tempo diventa lo spazio che mi è dato per realizzare il progetto che Dio ha su di me, “pezzo” di infinito nel cuore da far germogliare, custodire, crescere e annunciare.
Come Maria che “custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”…
Maria, donna della “lentezza”, perché per custodire e meditare, non devo “avere fretta”.
Devo “lasciar germogliare”… devo pazientare, devo perseverare…
“Custodiva e meditava”: i verbi della mamma che nulla “dimentica” della vita del suo bambino, che “trattiene” non per “tenere per sé” i ricordi, ma per “averne cura”, per farli “crescere”, per lasciarli “maturare”.
Maria custodisce e medita perché è donna di “azione”, perché sa che quel “disegno di Dio” agisce solo dopo essere giunto a maturazione.
Maria sa che la sua azione è un cammino sulle orme di Dio, nel Mistero.
Maria percorre i passi della meditazione e della custodia.
Maria percorre i passi della sapienza e della saggezza… “custodisce le parole”(cfr. traduzione letterale). Maria sa bene che le “parole” (secondo la logica ebraica) sono non solo parole, ma anche “cose e avvenimenti”, lei sa che nella storia il ricordo è fondamentale
Maria meditava “queste parole” nel suo cuore, il testo greco usa il verbo “symbàllo” che significa “comparare”, come quei sapienti rabbini che “spiegano”, leggono e interpretano.
Maria “mette insieme”, “unisce ogni parola”, “compara le parti”… e vede il “disegno di Dio”.
Maria cerca di capire, “fornisce un senso”,coglie la “sapienza” di Dio.
Maria ci insegna che Dio va “mediato” e “meditato”, Dio non è “immediato”… lascia tempo, libertà… si fa trovare,si fa cercare…
Impariamo lo “stile di Maria”, impariamo a “conservare nel cuore” le Parole di Dio, per farle crescere.
Dopo le vacanze natalizie, riprendono giovedì 8 gennaio i consueti appuntamenti mensili con la rassegna di viaggi “Immagini dal Mappamondo”, giunta ormai alla sua trentaquattresima edizione.
“Inizieremo questo 2026 con il Marocco, un vero mosaico di cultura con influenze berbere, arabe ed europee, pieno di colori – spiega Ugo Breddo, ideatore e curatore della rassegna – Paese che scopriremo attraverso le belle immagini di Gianpaolo Cerruti, appassionato viaggiatore ”.
Il relatore presenterà la Capitale Rabat, con la possente Torre di Hassan e la Kasba degli Oudaia, fino a Casablanca, cuore economico del paese, una metropoli dal fascino retrò, dall’aria coloniale e vagamente francese, nota al mondo per la sua maestosa moschea affacciata sull’Atlantico.
La tappa successiva, che apparirà agli occhi del pubblico, è Essaouira, città caratteristica per le sue case bianche e per il clima che in passato ha attirato diversi artisti stranieri, tra i quali Orson Welles.
Impossibile pensare ad un viaggio in Marocco senza visitare la cosmopolita e caotica Marrakech, la summa di tutte le ricchezze del Paese.
L’atmosfera, i colori, i souk, le moschee, la vivacissima grande piazza Jamaa el Fna, rendono questa città la vera capitale turistica.
Attraversata la zona montagnosa del Medio Atlante, l’itinerario si sposterà a Fes, la più antica città imperiale, guida spirituale e culturale dell’intero Paese.
Infine scorreranno le immagini di Meknes, vero e proprio gioiello architettonico, soprannominato la “Versailles marocchina” per i palazzi, le scuderie e gli splendidi giardini che la adornano.
L’appuntamento per tutti gli amanti dei viaggi, è fissato presso la mitica saletta intitolata al Cav. Petri del CAI vercellese, in via Stara, 1 con inizio alle ore 21,15.
L’ingresso sarà libero.
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Redazione di Vercelli
Riceviamo e pubblichiamo
Gentilissimi,
la presente per comunicare che col 15 dicembre u.s. si è conclusa la mia presidenza del PASFA e che il nuovo Consiglio ha eletto, per i prossimi tre anni, la Signora Francesca Contardi quale nuova Presidente.
Ringrazio di cuore le SS.LL. per l’attenzione e la collaborazione offerte in ogni circostanza al PASFA nei dieci anni in cui ho avuto l’onore di presiederlo. Vi giunga la gratitudine mia personale e di ogni Socio per ogni gesto, ogni parola di cortesia, ogni aiuto giunto in questo lungo periodo.
Sono certa che altrettanta disponibilità userete verso la nuova Presidente e che proseguirà lo spirito collaborativo col PASFA, Associazione ormai entrata nel cuore di Vercelli.
Con un cordiale saluto resto a disposizione in qualità di Vicepresidente.
Donatella Petrucci Maraviglia
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Redazione di Vercelli
È stata pubblicata la graduatoria definitiva del bando generale di concorso per l’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale nel Comune di Casale Monferrato; parallelamente proseguono, in collaborazione con ATC Piemonte Sud, gli interventi di recupero del patrimonio abitativo e le azioni per ampliare la disponibilità di alloggi.
Sul fronte della riqualificazione degli alloggi sfitti, è in corso una prima fase di interventi che riguarda complessivamente otto unità abitative: tre alloggi in carico ad ATC, interessati da lavori di ristrutturazione più articolati eseguiti grazie a un contributo della Regione Piemonte di 47.150 Euro, e cinque alloggi di proprietà comunale, oggetto di interventi di manutenzione più leggera.
Si tratta di una prima azione inserita in un programma più ampio finalizzato ad accelerare le assegnazioni e a dare risposte concrete ai nuclei in graduatoria.
“Questo intervento rappresenta l’avvio di un percorso strutturato di recupero del patrimonio abitativo esistente – sottolineano il Vice Sindaco Luca Novelli e l’Assessore alle Politiche Sociali, Irene Caruso – che ci consentirà di aumentare progressivamente il numero di alloggi disponibili. È un lavoro svolto in collaborazione con ATC, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze, e che guarda già alla futura prospettiva di attivazione del bando di auto-recupero. Una volta esaurita la disponibilità degli alloggi immediatamente idonei, l’Amministrazione comunale intende infatti proporre ai primi esclusi in graduatoria alloggi da recuperare in autonomia, secondo le modalità che saranno definite grazie al bando, con l’obiettivo di snellire i tempi di assegnazione e favorire un utilizzo più rapido del patrimonio inutilizzato”.
Il Presidente di ATC Piemonte Sud, Leonardo Prunotto, dichiara: “Desidero esprimere un sincero apprezzamento alla Città di Casale Monferrato per la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati nel percorso di recupero degli alloggi attualmente sfitti. Un metodo di confronto istituzionale che, per qualità e risultati, rappresenta un riferimento importante anche per le sfide che ci attendono”.
Accanto al tema dell’edilizia residenziale pubblica, prosegue anche la progettualità sul versante dell’housing sociale: due alloggi sono già stati assegnati al Servizio Socio Assistenziale del Distretto ASL AL di Casale Monferrato, mentre altri due saranno assegnati nei prossimi mesi, ampliando così l’offerta abitativa rivolta a situazioni di fragilità che non rientrano nei canali ordinari dell’edilizia popolare.
Concludendo, Vice Sindaco Novelli e l’Assessore Caruso, affermano: “L’insieme delle azioni in corso si inserisce in una strategia complessiva volta a migliorare l’accesso alla casa, valorizzando il patrimonio esistente e rafforzando la collaborazione istituzionale tra Comune e ATC, nel rispetto dei rispettivi ruoli”.
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Redazione di Vercelli
Come ormai tradizione a Lamporo, sabato 3 gennaio alle 16:30 (dopo la S. Messa) l’organista Federico Villani proporrà pagine degli Strauss tratte dai programmi del Concerto di Capodanno di Vienna.
Quest’anno tra l’altro in programma il celeberrimo Kaiser-Valzer, oltre all’iconico Danubio Blu, sempre di Johann Strauss figlio.
Ma ascolteremo anche un valzer di Giuseppe Capitani, lo “Strauss italiano”, di origine lamporese, che era protagonista nei salotti torinesi negli stessi anni in cui a Vienna gli Strauss dominavano la scena.
Non potrà mancare il preludio del “Te Deum” di M. A. Charpentier, che anzitutto è l’inno sacro di ringraziamento di fine anno, ma che, eseguito all’organo con i registri di trombe ed ance, ricorderà a tutti la celebre sigla dell’eurovisione che precede la trasmissione televisiva dei concerti di Capodanno.
Ingresso libero.
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Redazione di Vercelli
Anche quest’anno gli Alpini della Sezione di Vercelli dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini), cui si sono uniti i rappresentanti delle Sezioni del Piemonte, non hanno mancato di commemorare il “loro” Beato, Don Secondo Pollo, nel giorno in cui il giovane Cappellano militare si immolò in Montenegro.
Don Secondo era nato il 2 gennaio 1908 a Caresanablot ed a 32 anni – già ordinato Sacerdote, laureato due volte, insegnante in Seminario – aveva assolutamente voluto, nonostante fosse di costituzione esile, seguire i giovani chiamati al campo di battaglia.
A Cervice, in quel 26 dicembre, sull’aspra montagna, si era precipitato a soccorrere un giovane alpino ferito mortalmente ed il fuoco nemico colpì anche lui, recidendo l’arteria femorale: la morte sopraggiunse così per emorragia. Il gesto eroico gli sarebbe poi valsa la medaglia d’argento al Valor Militare.
L’eroicità della virtù della Carità, sarebbe invece stata riconosciuta dalla Chiesa che, il 23 maggio 1998 lo proclamò Beato.
Vercelli lo ricorda in due date: la prima, come abbiamo visto, nel giorno della sua “nascita al Cielo”, appunto il 26 dicembre e la seconda – ricorrerà tra pochi giorni – il 4 gennaio, giorno in cui ricevette il Battesimo in Caresanablot.
Lo scorso 26 dicembre gli Alpini si sono dati appuntamento per la ricorrenza presso la parrocchia di Santa Cecilia in Caresanablot, avendo poco prima reso gli onori di fronte al monumento dedicato al Beato, a poca distanza, davanti al cimitero del paese.
Il nostro video propone, integrale, l’omelia dettata da Don Stefano Bedello (buon onomastico!), la preghiera a Don Secondo Pollo composta dal nostro Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo e la preghiera dell’Alpino.
Anche Chivasso e Villareggia hanno – rispettivamente nel 2001 e 2002 – eretto memoriali al Beato, che ogni anno sono visitati dagli Alpini.
Nel Consiglio comunale di Lamporo (VC), rinnovato nelle consultazioni elettorali del 3 – 4 ottobre 2021 si è venuta a determinare una situazione di crisi a causa delle dimissioni contestuali, rassegnate da sei consiglieri su dieci assegnati.
Si è venuta, pertanto, a configurare l’ipotesi prevista dall’articolo 141, comma 1, lettera b), n.3 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 per effetto della quale, alla cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il Sindaco, consegue lo scioglimento del Consiglio e la nomina del Commissario, fino al primo turno elettorale utile previsto dalla legge.
In attesa della conclusione della procedura di scioglimento con decreto del Presidente della Repubblica, il Prefetto di Vercelli, al fine di assicurare la continuità dei servizi, ha disposto la sospensione del Consiglio stesso, nominando Commissario per la provvisoria gestione dell’Ente la Dott.ssa Lucia Castelluccio, Funzionario Economico Finanziario.
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Redazione di Vercelli
Pubblicata la manifestazione di interesse per l’Area Produttori per la seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso che si terrà dall’11 al 14 settembre 2026 a Vercelli.
Il Festival, che si conferma come appuntamento di rilievo a livello nazionale e internazionale, nasce con l’obiettivo di valorizzare il riso, prodotto simbolo del territorio vercellese e del Piemonte, che rappresentano uno dei principali poli risicoli d’Europa. Risò intende promuovere non solo la qualità e la varietà delle produzioni, ma anche la storia, la cultura e l’innovazione legate a una filiera d’eccellenza che caratterizza profondamente l’identità del territorio.
Fino al 30 gennaio 2026, le riserie e le aziende che producono, trasformano o commercializzano riso e/o prodotti derivati o correlati al riso potranno presentare la propria candidatura per prendere parte all’Area Produttori. La partecipazione rappresenta un’importante opportunità di visibilità, promozione e vendita, consentendo alle imprese di raccontare al pubblico e agli operatori del settore il valore delle proprie produzioni, espressione di qualità, tradizione e competenze consolidate.
Attraverso l’Area Produttori, Risò si propone di favorire la conoscenza delle eccellenze risicole, contribuendo allo sviluppo e alla promozione economica e turistica del territorio.
Per ulteriori informazioni e per consultare la documentazione relativa alla manifestazione di interesse, è possibile fare riferimento al sito istituzionale del Comune di Vercelli al seguente link:
https://www.comune.vercelli.it/novita/avvisi/pubblicato-oggi-lavviso-pubblico-per-partecipare-come-sponsor-alla-seconda
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Redazione di Vercelli
“In una città qualunque, oggi” è l’ambientazione de Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello, lo scrittore premio Nobel che ha rivoluzionato il racconto teatrale.
Ed è proprio sul palco in cui deve andare in scena Il giuco delle parti che si apre Pirandello Pulp – Maurixio VI , lo spettacolo diretto da Gioele Dix che il 13 gennaio vede Massimo Dapporto e Fabio Troiano al Teatro Civico di Vercelli.
Sempre a Vercelli, ma al Teatro degli Anacoleti, il 23 gennaio arrivano due “guardie” reali, ferme, immobili al loro posto, nonostante tanti, immutabili, anni di servizio. Insieme decidono di ribellarsi alla Regina a cui prestano il fianco, ipotizzando la loro rivoluzione e il modo migliore per schiacciarle il cuore, proprio come sarebbe nella loro indole di Schiaccianoci: Due Schiaccianoci di Alice Bertini con Michele Breda e Federico Gatti.
Il 24 gennaio sul palco del Teatro Cinico di Crescentino comparirà un allegro circo. Tutto inizia con una tranquilla giornata lavorativa stravolta dal blocco di un ascensore, tra mondi sottomarini, storie d’amore, statue viventi e molto altro ancora.
Si tratta di Anime leggere un susseguirsi di brevi scene che compongono il ritratto dell’uomo contemporaneo. Scritto e diretto da Liubov Cherepakhina.
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