Mese: Maggio 2025
Il mercato internazionale del gioco d’azzardo è talmente vasto che risulta spesso normale trovarsi di fronte a siti che sono poco conosciuti.
Ma qui va subito fatta una netta differenza: il sito in questione è poco conosciuto perché appena nato, oppure perché considerato poco sicuro? Di solito gli utenti principianti preferiscono orientarsi verso nomi più noti del settore, perché i brand conosciuti trasmettono una sensazione di solidità e sicurezza. Chi invece ha già un po’ di esperienza all’attivo invece preferisce valutare alternative meno pubblicizzate per trovare delle sorprese migliori.
Come si possono quindi valutare questi siti di scommesse poco conosciuti? Possono essere una valida soluzione, per trovare servizi innovativi, flessibili e versatili soprattutto quando si cerca un’esperienza di gioco personalizzata. Scopriremo di più nei prossimi capitoli!
Oltre al mainstream che cosa troviamo?
Funzionalità agili, bonus su misura e mercati sicuri ma differenziati rispetto a quello italiano: la prima cosa da dire è che per scoprire siti scommesse poco conosciuti visita Siti-non-AAMS.bet, un portale utile per conoscere gli operatori emergenti e le offerte speciali. Solitamente offrono diverse discipline sportive, soprattutto di nicchia, i tornei eSport meno noti, ma anche gli eventi culturali, politici e di attualità internazionale.
Ma per arrivare a queste piattaforme bisogna sicuramente informarsi e vivere con consapevolezza il gioco. E proprio questo statement è stato confermato da uno studio pubblicato sul Journal of Gambling Studies, secondo il quale i giocatori che usano piattaforme alternative sviluppano una maggiore consapevolezza sulle proprie scelte di gioco. E al tempo stesso sono anche persone più soddisfatte dell’esperienza complessiva scelta.
Alla ricerca di esperienze più fluide e meno vincolanti
Un aspetto che può fare davvero la differenza nell’avvicinamento ai siti meno conosciuti è la scelta di optare per processi più rapidi in fase di registrazione, con strumenti simili all’identità digitale, ma anche una gestione depositi/prelievi e offerta bonus più vantaggiosa. La sola cosa che non deve mai mancare è la presenza di una licenza regolare, per esempio come quella di Curaçao, che dimostra l’autorizzazione ottenuta dall’operatore.
Inoltre ciò che piace molto di questi siti è un basso livello di controllo, la semplificazione dei processi e l’obiettivo di concentrarsi su interfacce che rispondano ai bisogni concreti dell’utente. Bisogna quindi imparare che non tutto ciò che è poco conosciuto è poco affidabile, ma ogni situazione e servizio fa storia a sé. Per questo è importante verificare sempre la presenza di licenze, sistemi di crittografia e strumenti di gioco responsabile, utili poi per godersi anche:
- Quote dinamiche anche sugli eventi secondari;
- Scommesse combinate a partire da sport diversi;
- Bonus unici e a tempo limitato, legati a festività nazionali.
Infine è bene ricordare anche che su alcuni siti scommesse senza AAMS, ovvero regolati da legislazioni internazionali, di sono anche programmi fedeltà alternativi basati sulla frequenza di gioco o sulla varietà degli eventi. Ed è proprio questo approccio a rappresentare una valida alternativa all’ambiente sicuro di gioco che troviamo in Italia, dove a controllare ogni attività di scommessa è l’ADM.
Conclusione: chi cerca, trova
Non serve quindi per forza orientarsi verso una piattaforma notoriamente conosciuta, ma bisogna valutare sempre che cosa offre e che tipo di tutela propone ai suoi clienti. Ed è in questo senso che i siti di scommesse poco conosciuti possono diventare un modo interessante per vivere anche esperienze più autentiche, ricche e personalizzate. Basta solo non perdere mai un atteggiamento cauto e critico, che viene formato dalla consapevolezza e dalla lettura di termini e condizioni di un sito di intrattenimento.
Acquistare online è un processo molto pratico e vantaggioso per milioni di persone, ma la digitalizzazione di beni e servizi che utilizziamo quotidianamente passa attraverso l’autenticazione. Facciamo riferimento quindi a una verifica d’identità che vuole garantire la sicurezza dell’utente e la sua privacy su qualsiasi tipo di piattaforma che utilizza.
Gran parte delle aziende che hanno anche un mercato digitale hanno deciso di implementare le operazioni di riconoscimento, così da rendere ogni attività burocratica più snella e immediata. Pensiamo per esempio all’home banking, ma anche agli e-commerce e alle piattaforme di intrattenimento che registrano l’identità dell’utente senza dover richiedere verifiche complesse. Un esempio significativo di questo tipo di approccio è quello di molte piattaforme di gioco a distanza che permettono di iscriversi, depositare e giocare senza dover inviare una copia del documento personale.
Il caso dei casinò online senza verifica: semplificare senza rischi
Uno degli ambiti in cui possiamo riscontrare maggiormente questo senso di “libertà digitale” è quello dei concessionari di gioco virtuali, in modo particolare i casino online senza documenti presentati sul NonAAMS, che sono piattaforme estere regolamentate dove si può accedere immediatamente senza inviare carta d’identità, bollette o eventuali selfie. Non siamo quindi di fronte a piattaforme illegali, ma a casinò che offrono i propri servizi attraverso licenze di fama internazionale. Prevedono quindi dei protocolli specifici che sono meno rigorosi rispetto a quelli italiani, dove è invece obbligatorio l’uso di un documento per potersi registrare e confermare la propria identità.
Ma come viene visto tutto questo dagli utenti? Secondo una ricerca dell’Oxford Internet Institute del 2022, pare che si possa registrare il 28% di soddisfazione in più per gli utenti che accedono a servizi digitali che si basano su sistemi più agili.
Le persone più scettiche dovrebbero prendere anche nota di una precisazione importante: quando si parla di piattaforme senza documenti non si parla di un servizio privo di regole o illegale. Come abbiamo detto in alcuni casi si sfruttano dei processi più veloci e pratici per favorire il riconoscimento, soprattutto in fase di prelievo del denaro, ma senza bloccare o rallentare l’esperienza del giocatore.
I vantaggi (e i limiti) per la libertà digitale
Cerchiamo quindi di capire quali sono i principali benefici di un servizio digitale che non richiede subito la conferma dell’identità degli utenti:
- Rapidità di accesso e utilizzo di una piattaforma in pochi clic, senza dover scannerizzare e inviare documenti subito;
- Il mantenimento di un certo grado di privacy.
Bisogna però ricordare sempre che ogni utente ha anche delle responsabilità pratiche, perché è vero che i bookmakers non ADM offrono soluzioni senza documenti, ma bisogna saper riconoscere le piattaforme più sicure e usarle in modo consapevole. Tutto ciò può essere considerato infatti come un’alternativa alle piattaforme con licenza assegnata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dove, non si può accedere al gioco senza aver prima confermato la propria identità al momento della registrazione.
Conclusione
Essere consapevoli dei limiti della burocrazia digitale è importante, soprattutto per imparare a riconoscere come migliorare l’esperienza utente rendendola più libera ma senza aumentare i rischi.
Tutti i casinò e le piattaforme di shopping o vendita servizi online prevedono delle modalità chiare di registrazione dei dati degli utenti. Rendere il tutto più fluido e diretto è sicuramente importante, senza però rinunciare alla fiducia e alla tutela dei giocatori. Una sicurezza che è lo stesso giocatore a dover valutare quando decide di affidarsi a una piattaforma con o senza richiesta di documenti.
Coldiretti Piemonte sta avviando il percorso per l’ottenimento dell’Indicazione Geografica Tipica (IGT) per i vini.
Una denominazione che andrebbe ad aggiungersi alle Doc e alle Docg già presenti, valorizzando per esempio i vitigni resistenti, come i Piwi, che non rientrano in nessuna denominazione di origine e che, finalmente, troverebbero il giusto riconoscimento che ancora non hanno.
“Un percorso volto a valorizzare ulteriormente la viticoltura piemontese – spiega Monica Monticone, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo -. Si tratta di uno strumento che può essere d’aiuto per le nostre imprese e per la loro promozione sui mercati. Enunciare espressamente il radicamento al territorio, indicando che il vino è prodotto in un’area geografica specifica, garantisce al consumatore la tracciabilità ed il legame col territorio stesso”.
“Un lavoro che ha visto la proposta e la condivisione della Consulta vitivinicola e che vedrà coinvolti, nei prossimi giorni, i Consorzi e le Istituzioni deputate a questa tematica per poter presentare e condividere con loro la progettualità ed organizzare un momento di approfondimento in un incontro congiunto -aggiungono il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini e il Direttore Luciano Salvadori -. Il comparto vitivinicolo sta già attraversando un periodo difficile tra la follia delle etichette allarmistiche che l’Ue vorrebbe introdurre ed il dibattito sui prodotti dealcolati, l’introduzione dell’IGT porterebbe ad un risultato importante per le imprese del nostro Piemonte e ad un ulteriore riconoscimento identitario per i consumatori”.
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Redazione di Vercelli
Presso la sala conferenze di Villa Paolotti, la mattina di mercoledì 14 Maggio, è stata rifondata ufficialmente con la presenza del Coordinatore Provinciale dell’A.N.C. di Vercelli, Colonnello Vincenzo Poy, la nuova sezione di Gattinara dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Grazie a tutte le persone che hanno fatto l’impossibile per permetterlo.
Buon lavoro al Luogotenente CC in congedo Sergio Frezzato, neo presidente sezionale eletto e agli altri componenti votati, il Luogotenente CC Fernando Rizzello, il Luogotenente CC Vincenzo Tribuzio, il Carabiniere Ausiliario Paolo Taraboletti e l’Appuntato Flavio Gioia.
“Appena a regime e operativi – sottolinea Frezzato -, saremo a disposizione di chiunque in relazione alle nostre competenze acquisite, tipo Assistenza, Volontariato, Controlli sul territorio, ecc… Una Associazione si fonda sull’Associazionismo, noi siamo Carabinieri, chi Socio Effettivo, chi Simpatizzante, chi Familiare, ma tutti uniti dagli ideali che da oltre due secoli contraddistinguono l’Arma Benemerita. Ancora un po’ di attesa per le ultime pratiche burocratiche e per l’assegnazione di una sede sociale e alla prima riunione degli eletti del Consiglio Direttivo, verranno affidate le Cariche Sociali”.
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Redazione di Vercelli
Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Piemonte dal Vivo, presieduto dal Presidente Gianluigi Porro, ha approvato oggi, martedì 20 maggio 2025, il bilancio d’esercizio dell’Ente per l’anno 2024.
Un bilancio che rappresenta per Piemonte dal Vivo la conclusione di un triennio strategico – con risultati numerici significativi e progetti di eccellenza nazionale – e che allo stesso tempo anticipa un nuovo biennio all’insegna della continuità.
Il CDA ha, infatti, contestualmente rinnovato l’incarico al Direttore Matteo Negrin fino al 31 dicembre 2027.
“Si conclude oggi il mio mandato di Presidente dell’Ente, dopo un triennio che ha visto il Circuito rafforzare la propria vocazione di ente abilitante e moltiplicatore di opportunità, capace di connettere territori e comunità, artisti e istituzioni, educatori e operatori culturali – dichiara il Presidente Gianluigi Porro -. Tutto ciò è stato possibile grazie alla fiducia e alla collaborazione di una vasta rete di stakeholder; a tutti va il mio più sentito ringraziamento, per aver condiviso insieme questo cammino, nella costruzione quotidiana di un patrimonio comune”.
Dichiara l’assessore alla Cultura, Sport e Turismo della Regione Piemonte Marina Chiarelli: “Il bilancio 2024 della Fondazione Piemonte dal Vivo mostra quanto lavoro è stato fatto a sostegno dello spettacolo dal vivo nella nostra regione. Un punto focale è stato il coinvolgimento di tutto il territorio nelle attività culturali. Siamo fermamente convinti che dove le comunità non possono andare verso la cultura sia quest’ultima che deve andare verso di loro. Una capillarità che ha l’obiettivo di portare l’arte in ogni angolo della regione con al centro l’inclusività e l’accessibilità. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente Gianluigi Porro per il lavoro di questi anni e faccio i migliori auguri al direttore Matteo Negrin a cui è stato rinnovato l’incarico. Il nuovo triennio si apre con la prospettiva della nostra candidatura alla NID – New Italian Dance Platform, che nel 2026 ci permetterà di diventare capitale italiana della danza, un settore strategico e su cui lavoriamo da tempo, dimostrazione ulteriore di come questo Ente sarà sempre di più strategico nello sviluppo culturale della nostra regione”.
I risultati numerici del 2024 superano ampiamente l’attività del periodo pre-pandemico: 916 recite in 160 spazi su tutto il territorio regionale, 82 comuni coinvolti e 302 compagnie ospitate, di cui più di un quarto piemontesi.
Con oltre 148.000 presenze, il 2024 ha visto una crescita complessiva del pubblico (+12%), spinta da un significativo aumento del numero di abbonati, con un incremento del 28% rispetto all’anno precedente, a conferma del rafforzamento del rapporto tra le comunità locali e la proposta della Fondazione.
Tra i progetti strategici, il Centro di Residenza Lavanderia a Vapore Casa Europea della Danza si rilancia quale laboratorio di linguaggi ibridi e punto di incontro tra comunità artistiche.
In parallelo, Hangar Piemonte evolve il suo lavoro al servizio di enti, reti e organizzazioni che desiderano attivare cambiamenti strutturali nel rapporto tra cultura, scuola, salute, imprese e comunità.
Il bilancio economico 2024 raffigura un valore della produzione che ha raggiunto i 6,97 milioni di euro.
I ricavi da abbonamento e sbigliettamento hanno segnalato un incremento del 19,37% rispetto all’esercizio precedente, per un totale di € 1.644.394.
Sempre in merito alle entrate, la Fondazione ha potuto contare sul determinante sostegno da parte del Socio Unico Regione Piemonte: il contributo della Regione per l’attività istituzionale costituisce il 34,5% delle entrate nel 2024. La restante parte delle entrate è garantita dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, dagli Enti Locali con cui la Fondazione allestisce le stagioni teatrali e dai privati, comprese le Fondazioni di Origine Bancaria.
Sul fronte dei costi, si rileva che la Fondazione ha destinato € 5.580.359 per le attività artistiche (cachet di compagnie ospiti, compensi per tecnici e maestranze, costi connessi alla realizzazione di progetti speciali e percorsi di formazione, realizzazione di output digitali) andando ad incrementare del 14,5% il proprio impatto sul territorio.
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