VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

(Nell’illustrazione di apertura, Santa Ester – XV dei Libri Storici)

***

( elisabette acide ) – “Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate” (Is 58)

La liturgia del giorno 8 marzo propone le letture

Is 58, 9-14; Sal.85; Lc 5, 27-32.),

la prima tratta dal testo di Isaia e, forse, parlando di “donne”, non è fuori luogo partire da qui.

Come Isaia si rivolgeva a quel popolo in esilio, così oggi, il pensiero deve andare a tutte le donne, che sono “riparatrici di brecce”, “restauratrici di strade”, che ogni giorno testimoniano la loro “cittadinanza nella Chiesa” con presenza, impegno, testimonianza, che cercano di riaprire canali comunicativi per eliminare ciò che intralcia il rapporto con gli altri, perché le “strade” siano “popolate” e quelle “brecce” siano “fori di luce”.

Era il 1995 e San Giovanni Paolo II, come pontefice, indirizzava una lettera alle donne in occasione  della IV Conferenza Mondiale sulla Donna indetta dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite, che si teneva a Pechino nel mese di settembre: “Anche la Chiesa intende offrire il suo contributo a difesa della dignità, del ruolo e dei diritti delle donne, non solo attraverso lo specifico apporto della Delegazione ufficiale della Santa Sede ai lavori di Pechino, ma anche parlando direttamente al cuore e alla mente di tutte le donne”.

E proseguiva: “Il punto di partenza di questo ideale dialogo non può che essere il grazie. La Chiesa – scrivevo nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem – “desidera ringraziare la santissima Trinità per il “mistero della donna”, e, per ogni donna, per ciò che costituisce l’eterna misura della sua dignità femminile, per le “grandi opere di Dio” che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei” (n. 31).Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell’umanità. Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

E raccontando la donna madre, sposa, consacrata, sorella, lavoratrice, esortava la Chiesa: “si traduca per tutta la Chiesa in un impegno di rinnovata fedeltà all’ispirazione evangelica, che proprio sul tema della liberazione delle donne da ogni forma di sopruso e di dominio, ha un messaggio di perenne attualità, sgorgante dall’atteggiamento stesso di Cristo. Egli, superando i canoni vigenti nella cultura del suo tempo, ebbe nei confronti delle donne un atteggiamento di apertura, di rispetto, di accoglienza, di tenerezza. Onorava così nella donna la dignità che essa ha da sempre nel progetto e nell’amore di Dio.

***

Non si vede bene che con il cuore…” e serve davvero il cuore per “vedere” questa giornata: 8 marzo.

Immediatamente alla mente sovviene la ricorrenza della giornata internazionale dedicata alla donna, alle donne.

Istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1977, la data rimanda a quel 1908 a Chicago, anche se la prima giornata “ufficiale” della donna “Woman’s Day” nasce negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909.

Come non ricordare quel “pane e pace” di San Pietroburgo, in quell’ 8 marzo 1917 o quell’ 8 marzo 1946 in cui l’Italia si è colorò di “mimosa”.

In Italia la prima Festa della Donna si celebrò nel 1922.

Nel 1977, con una risoluzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, fu istituita la Giornata internazionale dei diritti della donna, che costituisce un appuntamento importante per riflettere sulla strada percorsa e guardare al futuro, con un approccio “integrale”, che deve interpellare tutti, in ogni ambito della vita.

“La Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna… La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del “genio” femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti della santità femminile”(n. 31).

Papa Francesco ha consegnato la sua riflessione sulla donna nel libro “sei unica”

( di cui ho avuto modo di esprimere alcune considerazioni nel corso di un precedente articolo – leggi cliccando qui ),

proprio all’ unicità della donna e con parole piene di speranza afferma parlando della donna e del suo ruolo nella Chiesa: “Chi è la donna e chi è la Chiesa. La Chiesa è donna, non è il Chiesa, è la Chiesa”, aggiungendo in modo spontaneo, rispondendo alle domande di una studentessa. “La Chiesa è il popolo di Dio, non un’azienda multinazionale”.

E la donna, “è figlia, sorella, madre”.

Sono “relazioni” che esprimono il nostro essere a immagine di Dio, “uomo e donna, insieme, non separatamente”.

Dunque “persone, non individui”, chiamati “fin dal principio ad amare ed essere amati”.

Da qui viene il loro ruolo nella società e nella Chiesa” (discorso all’ Université Catholique de Louvain).

***

Mi piace ricordare Papa Benedetto XVI che sottolineava come molte figure femminili che hanno svolto un effettivo e prezioso ruolo nella diffusione del Vangelo. La loro testimonianza non può essere dimenticata, conformemente a quanto Gesù stesso ebbe a dire della donna che gli unse il capo poco prima della Passione: «In verità vi dico, dovunque sarà predicato questo vangelo nel mondo intero, sarà detto anche ciò che costei ha fatto, in memoria di lei (Mt 26,13; Mc 14,9).

Il Signore vuole che questi testimoni del Vangelo, queste figure che hanno dato un contributo affinchè crescesse la fede in Lui, siano conosciute e la loro memoria sia viva nella Chiesa.

Possiamo storicamente distinguere il ruolo delle donne nel Cristianesimo primitivo, durante la vita terrena di Gesù e durante le vicende della prima generazione cristiana.” (Udienza Generale del 14 febbraio 2007: Le donne a servizio del Vangelo | Benedetto XVI).

Ed ancora Benedetto XVI ci ha regalato pensieri profondi che ci aiutano, con coraggio, a “guardare” ad ogni donna ed a promuovere sempre la dignità della donna in quanto persona. Pensiero che ci fanno “guardare” la donna come deve essere guardata: con lo sguardo di Dio.

Nel suo libro Pensieri sulla donna, Libreria Editrice Vaticana, 2012  Non ci si può illudere che la pace sia assicurata finché non siano superate anche queste forme di discriminazione, che ledono la dignità personale, inscritta dal Creatore in ogni essere umano (Pensiero 9. Uguaglianza uomo-donna: fonte di pace).

Nella premura e nell’amore delle donne si preannunzia già il mattino della risurrezione”(Pensiero 19, Gesù di Nazaret, II, pp. 245-255).

Tutti i poteri della violenza del mondo sembrano invincibili, ma Maria ci dice che non sono invincibili. La Donna è più forte perché Dio è più forte. Certo in confronto con il drago, così armato, questa Donna che è Maria, che è la Chiesa, appare indifesa, vulnerabile. E realmente Dio è vulnerabile nel mondo, perché è Amore e l’amore è vulnerabile. E tuttavia vince l’amore e non l’odio, vince alla fine la pace. Questa è la grande consolazione” (Pensiero 53, Omelia 15. VIII.06).

***

E in quel loro “stare” sotto la croce, in quel loro “andare” al sepolcro, in quel loro correre dagli apostoli, il Papa ci ricorda la bellezza dell’ essere donne presenti ed operanti nella vita e per la  vita, nell’ essere profondità e bellezza dell’ immagine di Dio.

 ***

E in questo sinodo sulla sinodalità, la Chiesa percorre proprio quelle “strade” profetiche annunciate dal profeta Isaia l’ essere donne nella Chiesa per “essere” e “stare” con i carismi propri, con i doni ricevuti, non come “collaboratrici” ma “corresponsabili”, promotrici della missione della prossimità, della promozione della comunità, non “comparse”, ma Donne “in uscita”, cooperanti creative,presenti , “guardate” e “chiamate”.

***

Siamo chiamati alla “conversione”, non nominale, ma come responsabilità di tutti e voglio citare la frase che credo possa riassumere il cambiamento in atto:

uomini e donne sono chiamati a una comunione caratterizzata da una corresponsabilità non competitiva, da incarnare a ogni livello della vita della Chiesa (Relazione di Sintesi ottobre 2024). Voglio davvero credere a questa “conversione”, che penso possa riassumere ciò che san Paolo già affermava: in Cristo donne e uomini sono rivestiti della medesima dignità battesimale e ricevono in ugual misura la varietà dei doni dello Spirito” (cfr. Gal 3,27-28).

***

E la storia è costellata di esempi di donne che nella loro ordinaria straordinarietà, hanno “fatto la storia”, donne ricordate e donne “anonime”, esempi di coraggio e di dedizione, di libertà e di civiltà, che sono “voce” e che “danno voce”.

 ***

Siamo uomini e donne di speranza che credono che in Gesù la Parola si fece carne, ossia realtà concreta, visibile e tangibile e tutti siamo “chiamati”, tutti siamo “re, profeti, sacerdoti”, corresponsabili e cooperatori ( non è il caso declinare al femminile le parole).

***

E allora a tutte le donne l’augurio che Pio XII rivolse nel radiomessaggio del 14 ottobre 1956:

Alle donne, è affidato l’avvenire del mondo”,  ed alla Chiesa, ricordiamo le parole di Giovanni Paolo I del 1978:

“Ci hai abbandonati, o Signore, ci hai dimenticati!”. “No! – ha risposto Dio per mezzo di Isaia profeta – Può forse una mamma dimenticare il proprio bambino? Ma anche se succedesse, mai Dio dimenticherà il suo popolo”. Anche noi che siamo qui, abbiamo gli stessi sentimenti; noi siamo oggetto da parte di Dio di un amore intramontabile. Sappiamo: ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. E’ papà; più ancora è madre” (Angelus del 10 settembre 1978).

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

La pratica della conservazione della fauna selvatica tradizionalmente

dipende da indagini sul campo e dal tracciamento manuale delle specie,

insieme a metodi di osservazione per difendere gli animali in pericolo. I

progressi tecnologici, insieme agli algoritmi e ai sistemi di intelligenza

artificiale (AI), attualmente servono come strumenti chiave per proteggere

la biodiversità.

Il ruolo degli algoritmi nella conservazione

La perdita di habitat, i cambiamenti climatici e il traffico illegale di fauna selvatica rappresentano gravi minacce per molte specie, quindi le pratiche di conservazione devono diventare sia specifiche che efficienti al massimo livello. Gli algoritmi eseguono operazioni di elaborazione dati, così come CasinoCapo utilizza modelli avanzati per offrire la migliore esperienza di gioco.

Allo stesso modo, droni, telecamere e tracciamento GPS analizzano i modelli comportamentali degli animali, identificano i pericoli e prevedono le future minacce alla conservazione.

La combinazione di modelli basati sull’AI consente ai conservazionisti di semplificare il lavoro manuale, migliorare la qualità dei risultati e ottimizzare l’allocazione delle risorse finanziarie. Questi progressi tecnologici raggiungono due obiettivi: risparmiano tempo e lavoro, migliorando al contempo i programmi di conservazione a livello globale attraverso tassi di successo più elevati.

la conservazione della vita umana prevede cinque usi essenziali

Tracciamento e monitoraggio delle specie in via di estinzione.

I metodi di marcatura fisica per il monitoraggio della fauna selvatica creano sia un’esperienza stressante per gli animali che un impegno di tempo considerevole per lo studio scientifico. Alcune di queste difficoltà vengono eliminate grazie al tracciamento basato sull’AI attraverso l’analisi dei dati:

  • I sistemi di analisi AI elaborano automaticamente un vasto numero di immagini da fototrappole per rilevare e contare gli animali presenti nelle fotografie.
  • I dati satellitari insieme a quelli GPS consentono ai sistemi di machine learning di comprendere i percorsi migratori degli animali e il modo in cui utilizzano gli habitat disponibili.
  • Il sistema di monitoraggio bioacustico utilizza algoritmi per rilevare richiami specifici degli animali, permettendo agli scienziati di individuare specie rare per la ricerca.

La prevenzione del bracconaggio e del commercio illegale di fauna selvatica diventa possibile attraverso la tecnologia AI.

Gli strumenti basati sull’AI uniscono le forze con i conservazionisti per rendere più difficile ai criminali nascondere le loro attività di bracconaggio. I conservazionisti ora utilizzano:

  • Le aree protette beneficiano di sistemi di sorveglianza con droni AI che rilevano movimenti insoliti nella regione monitorata.
  • L’analisi predittiva si basa su algoritmi per esaminare i registri di bracconaggio, consentendo ai ricercatori di individuare potenziali nuove località per tali crimini.
  • Alcuni progetti implementano sistemi di riconoscimento facciale AI per identificare individualmente rinoceronti ed elefanti a scopo di tracciamento.

Sfide nella conservazione basata sull’intelligenza artificiale

L’uso dell’AI nella conservazione della fauna selvatica porta molteplici vantaggi, sebbene introduca diversi ostacoli da affrontare.

  • L’applicazione dei modelli AI dipende dalla disponibilità di dati sufficienti, ma alcune specie rare potrebbero non disporre dei dataset necessari affinché i modelli funzionino correttamente.
  • I piccoli progetti di conservazione affrontano barriere finanziarie nell’implementazione di soluzioni AI a causa del loro costo elevato.
  • L’uso della tecnologia di sorveglianza degli habitat naturali solleva numerose sfide etiche riguardanti la privacy e la protezione dei dati.

Nonostante queste sfide, i benefici degli sforzi di conservazione guidati dall’AI superano di gran lunga gli svantaggi. L’addestramento delle macchine con conoscenze esperte aiuterà i conservazionisti a sviluppare metodi tattici più efficaci per difendere le specie selvatiche e gli ecosistemi naturali.

Il futuro dell’intelligenza artificiale nella protezione della fauna selvatica

La conservazione della fauna selvatica riceverà un crescente supporto dalla tecnologia dell’intelligenza artificiale man mano che le sue capacità continueranno ad avanzare. I futuri sviluppi potrebbero includere:

  • Sistemi di droni senza pilota in grado di monitorare vaste aree di riserva in modo indipendente dagli operatori umani.
  • Un sistema di rilevamento che analizza la salute della fauna selvatica tramite l’intelligenza artificiale per prevenire la diffusione delle malattie prima che diventino un’epidemia.
  • Un sistema blockchain che utilizza registri digitali sicuri per ridurre il commercio illegale di specie selvatiche.

L’implementazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale rappresenta un approccio trasformativo per proteggere le specie dall’estinzione. L’evoluzione della tecnologia migliorerà la nostra capacità di salvaguardare un’ampia gamma di biodiversità in tutto il pianeta per le generazioni future.

IMG

Utilizzando numerosi set di dati provenienti da fototrappole, immagini satellitari e sensori acustici, i modelli predittivi individuano schemi che portano a strategie di conservazione più efficaci. La ricerca genetica si basa su algoritmi per mantenere la biodiversità, guidando le operazioni di riproduzione verso le specie a rischio di estinzione.

L’adozione della tecnologia rende la ricerca sulla conservazione più efficace, aiutando i

ricercatori a prendere decisioni basate sui dati per proteggere le specie vulnerabili, riducendo i conflitti con gli esseri umani e migliorando i sistemi di difesa della fauna selvatica.

Posted in Turismo

Questo è un contenuto premium riservato agli abbonati.

Non sei ancora abbonato?

Abbonati!

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Economia, Riservato abbonati

Questo è un contenuto premium riservato agli abbonati.

Non sei ancora abbonato?

Abbonati!

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Cronaca

Questo è un contenuto premium riservato agli abbonati.

Non sei ancora abbonato?

Abbonati!

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Cronaca, Riservato abbonati

Questo è un contenuto premium riservato agli abbonati.

Non sei ancora abbonato?

Abbonati!

Sei già abbonato? Accedi

Nella splendida cornice del Teatro Civico di Vercelli, martedì 4 marzo, si è tenuto l’incontro denominato “Resistenza al fuoco strutturale e protettivi antincendio: valutazioni tecniche/pratiche e il caso del collasso delle Torri Gemelle di New York”.

Il seminario, che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, è stato organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C di Vercelli in collaborazione con il Comune di Vercelli e con PrevenzioneIncendItalia.

Ha inoltre avuto il patrocinio del Collegio dei Geometri di Vercelli, dell’Ordine dei Periti industriali di Biella e Vercelli e dell’Ordine degli Architetti di Novara e del Verbano Cusio Ossola.

Relatori della giornata sono stati il Comandante dei Vigili del Fuoco di Vercelli Ing. Claudio Giacalone, il quale è intervenuto sulla “Strategia di resistenza al fuoco secondo il Codice di prevenzione incendi: il Capitolo S.2” e il dottor Marco Antonelli, il quale ha parlato di protettivi antincendio.

A sua cura anche lo storytelling del caso delle Torri Gemelle.
Ad aprire il convegno – con un ringraziamento rivolto a tutti gli enti e ai relatore – e a illustrare il programma della giornata è stato Davide Lovati di PrevenzioneincendItalia.

In seguito, ha preso la parola il presidente dell’Ordine degli Architetti Marina Martinotti: “Lavorare in squadra, come per l’organizzazione di questo incontro, porta degli importanti risultati – ha dichiarato – Il tema della sicurezza e della prevenzione incendi è fondamentale sia per i tecnici che se ne occupano nello specifico, ma anche per tutti coloro che svolgono una qualsiasi progettazione architettonica. Questo incontro credo che lascerà un segno”.

Il sindaco di Vercelli Roberto Scheda ha evidenziato il ruolo attivo dell’Ordine e ha ribadito quanto sia importante la presenza a Teatro di professionisti provenienti da molte aree del Piemonte. In merito alla giornata con approfondimento sullo specifico caso delle Torri Gemelle ha ricordato che “sono passati 24 anni dall’immane tragedia dell’11 settembre dove persero la vita 2974 persone, fra cui 39 italiani e 343 vigili del fuoco”.

Il Sindaco ha inoltre parlato del ruolo essenziale dei vigili del fuoco in Italia, i quali molte volte donano la vita per salvarne altre.

L’incontro era aperto al pubblico, poiché la prevenzione è un tema fondamentale per tutta la cittadinanza.

 

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Questo è un contenuto premium riservato agli abbonati.

Non sei ancora abbonato?

Abbonati!

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Società e Costume

Il 15 febbraio a Fossano (CN) Amanda Benso si è piazzata sul 3° gradino del podio nel campionato indoor di Salto Triplo.

Molto buona la sua serie, con salti sempre superiori ai 9 m di cui due oltre i 10 m.

Il piazzamento arriva grazie al balzo a 10,17 m.

A poca distanza si piazza Margherita Rossi, 9° assoluta e sempre oltre i 9 m nelle sue prove, la migliore delle quali arriva a 9,44 m.

Nel fine settimana del 22 e 23 febbraio sono state molte le gare che hanno visto le maglie biancoverdi ai nastri di partenza.

Gli specialisti delle corse campestri, impegnati nel Trofeo Piemontese, si sono dati appuntamento a Volpiano (TO), in occasione del 18° Cross della Volpe.

Qui ha vinto ancora la sua categoria Maria Giovanna Cerutti, impegnata nel cross corto di 3,5 km concluso in 15’28”.

Fra le Allieve ottima prova di Sara Bori, 10° assoluta sui 4 km in 17’54”, mentre fra le SF45 Giuseppina Feo e Cinzia Quaranta sono rispettivamente 3° e 4° sul tracciato da 6 km, con Monia Bacchetta 1° fra le SF50.

La prova per tutte loro era di 6 km.

Al maschile Federico Mussi è giunto 10° sul tracciato di 10.000 m dedicato alla categoria Promesse.

Nella stessa giornata si è corso a Gargallo (NO) il 6° trail di Eric il Folletto, dove, sulla distanza di 12 km, è arrivata seconda al traguardo Annalisa Diaferia.

Con lei sulla stessa distanza, Emanuele Fava d’Alberto, Roberta Giacometti, Giuseppe Iofrida e Nathalie Iotti.

Francesco Falabella ha corso la Karneval Run a Biella, giungendo 8° nella propria categoria SM35 in 17’51”.

Il tracciato qui era di 5 km.

Un gruppo di corridori, infine, ha preso parte al “Piatto Trail” a Lenta, corsa benefica a favore dell’associazione Circuito Viola.

Passando al fine settimana successivo, sabato 1° marzo tre giovani atleti in bianco-verde si sono resi protagonisti alla Sky Snow Schia, gara sulla neve a Schia Monte Caio (PR).

Il percorso di 6,2 km e 390 m di dislivello ha visto Eugenio Brignone chiudere terzo assoluto e primo della categoria giovanile in 37’53”, seguito da Simone Ottone 8° assoluto e 3° fra i giovani in 42’18”.

Fra le donne, exploit di Marianna Baragiotta, vincitrice della prova assoluta in 49’57”, notevole anche il fatto che fra le donne fosse l’unica appartenente alla categoria giovanile e si trovasse quindi a gareggiare con atlete più esperte, che però non l’hanno impensierita.

L’allenatore Carluccio Chiara, che li ha accompagnati, esprime quindi tutta il suo orgoglio per questi ragazzi classe 2007, che si affacciano nel migliore dei modi al mondo delle gare con prove toste come la corsa sulla neve, che richiedono un impegno notevole nella preparazione e la capacità di sopportare condizioni climatiche molto dure.

Domenica 2 marzo è stata la volta del Trail del Marchesato di Finale Ligure (SV), dove sulla distanza di 16 km con 1000 m di dislivello si è ben comportato un nutrito gruppo di corridori del GSA. Sul terzo gradino del podio è salito Andrea Orsi che ha concluso la sua prova in 1h35’20”.

Poco dietro hanno tagliato il traguardo Aldo Delgrosso e Mauro Castionetti, con tempi inferiori alle 2 ore, seguiti da Mauro Brera in 2h03’ e da Clara Defilippi, che con il crono di 2h20’20 è 7° nella classifica femminile.

Al traguardo anche Eraldo Grazioli, che anche quest’anno dimostra la sua passione per le corse lunghe e sui sentieri, che siano al mare o in montagna.

Poi c’è chi ha corso sulle sponde del lago d’Orta, dove è andato in scena il Trail del Mastrolino: 20 km con 900 m di dislivello.

Qui ad imporsi è stato l’atleta di casa Federico Mussi, che con il sorriso ha tagliato il traguardo posto ad Omegna, dimostrando uno stato di forma invidiabile e ottenendo un titolo che lo ripaga del grande impegno e della serietà che dimostra regolarmente negli allenamenti in pista e sui sentieri.

Su strada, invece, la prestazione top è quella di Federico Gilardi che alla maratona di Bologna ha ottenuto l’ottimo crono di 3h05’31”, che lo ha piazzato al 99° posto su oltre 1.100 partecipanti.

E anche la corsa campestre ha avuto i suoi protagonisti al Cross del Maggiore di Verbania.

Qui Aarab Mouih è giunto 7° fra i Cadetti (3 km) in 10’02”, Matteo Ciliberto 5° fra i Ragazzi in 4’02” sul percorso da 1 km, chiuso anche da Mattia Fiori in 5’26”.

Bravissimi i portacolori GSA, soprattutto se si considera l’agguerrita concorrenza proveniente da tutto il Piemonte.

Erano infatti 55 i Cadetti e ben 70 i Ragazzi, trattandosi della gara che assegnava i titoli di campione regionale individuale.

Il G.S.A. Valsesia è lieto di accogliere chiunque fosse interessato a conoscere le attività in corso e quelle in programma.

La squadra si allena presso la pista di atletica “Gianluca Buonanno” di Borgosesia, il sabato mattina dalle ore 10 alle 12.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Questo è un contenuto premium riservato agli abbonati.

Non sei ancora abbonato?

Abbonati!

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Economia, Riservato abbonati