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Il Carnevale di Borgosesia è ufficialmente iniziato, con l’incoronazione di Sua Maestà Peru Magunella (al secolo Carlo Minoli), che guiderà il regno di Magunopoli.

Al suo fianco, per la prima volta, ci sarà la fedele Gin Fiamaà, interpretata quest’anno da Cristina Malagutti.

L’evento è stato inaugurato all’alba dai cuochi che, con grande dedizione, hanno dato il via alla preparazione della tradizionale busecca, seguiti da una leggera pioggia che non ha influito sull’atmosfera festosa.

La cerimonia è cominciata con l’ingresso della Gin e del suo seguito di damigelle, per poi culminare con l’apparizione trionfante del Peru, giunto direttamente dal Rione Agnona, dove quest’anno il Comitato Carnevale celebra cinquant’anni di attività. La sua entrata è avvenuta a bordo di un’imbarcazione, nel caso il ponte fosse stato chiuso.

Sul palco, le maschere hanno presentato la maglia speciale celebrativa del Borgosesia Calcio, disegnata per l’occasione. Questa divisa, che verrà indossata durante i match casalinghi, sarà successivamente messa all’asta, con il ricavato destinato alla LILT.

Il sindaco Fabrizio Bonaccio ha poi simbolicamente consegnato le chiavi della città al nuovo sovrano, mentre un emozionato discorso della Gin ha invitato tutti a immergersi nell’atmosfera carnevalesca per vivere momenti indimenticabili.

Peru Magunella, già nei panni di buon sovrano, ha lanciato la sua prima richiesta: una piazza borgosesiana più vivace e dinamica. Dopo il discorso, tutti si sono deliziati con un assaggio della prelibata busecca, per poi proseguire la festa con il pranzo organizzato dalla Pro loco.

L’appuntamento con il Carnevale di Borgosesia continua venerdì 14 febbraio, con l’inizio dei tre giorni di celebrazioni, tra cui il Magunella Bierfest.

La prima sfilata allegorica è prevista per domenica 16 febbraio, seguita da altre due il 23 febbraio e il 2 marzo.

Gli appassionati di cultura troveranno spazio anche nelle serate organizzate dalla compagnia “Gli strampalati” (giovedì 20 febbraio) e con le tradizionali canzoni del Carnevale (mercoledì 26 febbraio).

La conclusione dei festeggiamenti avverrà mercoledì 5 marzo, con il Mercu Scurot.

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Redazione di Vercelli

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100% Rispetto, 0% Bullismo:questo deve essere il nostro obiettivo comune!”: è lo slogan scelto dal dirigente scolastico Paolo Massara per manifestare lo spirito che ha animato la celebrazione della “Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo” istituita il 7 febbraio 2017, avvenuta il 7 febbraio nell’aula magna dell’Istituto Cavour di Vercelli.

In questa occasione, in sintonia con le iniziative previste a livello nazionale, è stato organizzato un momento di conoscenza e approfondimento del fenomeno nonché di sensibilizzazione sulle conseguenze sociali e sul benessere scolastico.

Al convegno hanno partecipato Antonio Catania, ex dirigente Usp Vercelli e presidente della sezione vercellese dell’Unicef, Lella Bassignana, referente del nodo antidiscriminazioni della Provincia, Maria Grazia Ennas, avvocato.

Hanno moderato l’incontro i docenti Chiara Prandino, figura strumentale per l’inclusione scolastica e Robertino Giardina, referente d’Istituto per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Che cos’è il bullismo? Che cos’è il cyberbullismo? Che cosa può e deve fare la scuola, in rete con il territorio, per prevenire e contrastare questi fenomeni?  Ma, soprattutto, che cosa possono fare in prima persona le ragazze e i ragazzi per conoscere, prevenire e contrastare questi comportamenti?”: sono alcune considerazioni poste dal Dirigente Paolo Massara che dato così il via all’intervento dei relatori.

La convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 è stata oggetto di analisi da parte di Antonio Catania: “In questo documento, fondamentale e ampiamente ratificato da molti stati, si fa riferimento alla protezione dei fanciulli con particolare attenzione a quattro principi fondamentali:  il diritto alla non discriminazione (art.2), il rispetto del superiore interesse del bambino (art.3), il diritto alla vita, alla sopravvivenza e a un corretto sviluppo (art.6) e il diritto all’ascolto (art.12)”.

Poi il suo personale ricordo di alcuni casi di bullismo accaduti durante l’incarico dirigenziale a Torino, narrati nelle cronache giornalistiche del tempo per la loro gravità; una condivisione che ha suscitato palpabili emozioni tra gli allievi, rappresentando, di fatto, un monito sulle conseguenze delle azioni di bullismo.

L’avvocato Maria Grazia Ennas si è soffermata sugli aspetti normativi della legge 70 del 2024 e sulle novità che il testo apporta, sia sul piano sostanziale, sia su quello delle sanzioni correlate al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

La sequenza degli interventi è stata intervallata dalla proiezione di un filmato, curato dal Nodo antidiscriminazioni della Provincia, riguardante il “Manifesto dei bambini sui diritti in ambiente digitale”.

Un documentario che ha aperto la strada al coinvolgente intervento di Lella Bassignana: “Il concetto di bullismo contiene molti elementi che possono essere ricondotti alla discriminazione. Dall’esclusione di una persona da un gruppo social, alle discriminazioni di genere e fino a quelle religiose o per futili motivi. In questi casi non si tratta solo di una violazione delle leggi ma anche del principio costituzionale dell’uguaglianza sostanziale”.

Tutti gli interventi hanno trovato un punto comune, decisamente evidenziato, sull’uso consapevole e corretto dei social, sui rischi e le conseguenze nefaste che ricadono sulle vittime di cyberbullismo.

Denigrare, offendere, calunniare attraverso i social comporta dei danni potenzialmente gravi chi è costretto a subire il fenomeno.

Ricordando la trama del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, film visto da oltre 250 alunni dell’Istituto, abbiamo rilevato come il tragico epilogo della storia sia stato causato da una somma di atti di bullismo ai quali si è associato parallelamente un bombardamento mediatico sui social. Il ragazzo, nelle fasi finali del film, pur cambiando scuola, ha continuato a subire le stesse ingiurie generate dalla memoria indelebile della rete. E’ l’effetto più pesante dell’uso improprio dei social: la persecuzione della vittima, senza alcun limite temporale e spaziale” sono le parole di Robertino Giardina che ha voluto marcare la necessità di ‘vivere in rete’ con le stesse regole che caratterizzano, nella vita reale, le buone relazioni necessarie per vivere in armonia e senza ledere l’altrui dignità.

In questo incontro, analizzando tutti gli aspetti della normativa vigente quale riferimento imprescindibile per comprendere e contrastare il fenomeno, è emersa la necessità della prevenzione attraverso tutte le azioni tipiche che caratterizzano il mondo della scuola, e l’interazione tra essa e i genitori, gli alunni, gli esperti del settore.

La legge ha un obiettivo chiaro: prestare attenzione e tutela nei confronti dei minori, proponendo soprattutto azioni di carattere preventivo ed educativo. La punizione nei casi più gravi è certamente prevista, ma la chiave resta sempre l’educazione di sé stessi e degli altri al rispetto reciproco!”: sono le conclusioni del dirigente Paolo Massara che ha così indicato nella parola ‘rispetto’ un punto di partenza di elevato valore culturale e sociale, per costruire insieme una via che possa contrastare ogni forma di bullismo e cyberbullismo.

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