Mese: Febbraio 2025
E’ stato inaugurato ieri, giovedì 13 febbraio, l’anno accademico 2024/2025 dell’Università del Piemonte Orientale.
Ad aprire la cerimonia è stato il Magnifico Rettore Prof. Menico Rizzi.
Allocuzione del Magnifico Rettore Prof. Menico Rizzi
Saluto le Colleghe Rettrici, i Colleghi Rettori e chi è in loro rappresentanza; il Presidente Letta; le Autorità, civili, militari e religiose; le Colleghe e i Colleghi Docenti; il Personale Tecnico-Amministrativo-Bibliotecario, le Studentesse e gli Studenti, e tutte e tutti Voi, Signore e Signori qui presenti. Grazie di condividere con noi questa mattinata.
L’apertura dell’anno accademico è un evento istituzionalmente alto, vestito di una propria formalità e cerimonialità, e proprio per questo assume forte sostanzialità. È anche la prima inaugurazione del mio mandato. In questi primi cento giorni tutta la Comunità, interna ed esterna, mi ha accolto con gentilezza e calore e mi ha intensamente aiutato, dimostrando grande dedizione, cultura del lavoro ed elevatissima qualificazione. Generare valore pubblico, cioè incrementare «il benessere economico, sociale, educativo, assistenziale, ambientale a favore dei cittadini e del tessuto produttivo» è un obiettivo di tutti, non solo dell’Università. Vogliamo costituire un faro della conoscenza, aprendoci al mondo in una connessione globale, caratterizzata da una polifonia di voci e di talenti, riconoscendo e valorizzando ogni diversità. Pensiamo di raggiungere questo obiettivo di sistema con un approccio di co-creazione, centrato sulla sinergia dell’Università-squadra e degli interlocutori esterni, per determinare uno sviluppo inclusivo e sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale.
Il primo passo di questo percorso è il Piano strategico 2024-2030, approvato dagli Organi di governo il 31 gennaio. Lo potete leggere inquadrando il QR code che trovate nella cartellina. Questo documento, insieme al Piano integrato delle azioni organizzative (PIAO), definisce la visione, gli obiettivi e le strategie dell’Università del Piemonte Orientale (UPO) per i prossimi sei anni sulla lunghezza d’onda delle future generazioni e in linea con le precedenti governance. Ne approfitto per salutare caramente i Rettori Cesare Emanuel e Gian Carlo Avanzi. Per questo, nella sua elaborazione, abbiamo affiancato il modo di ragionare dialogico a quello puramente gestionale. Ho incontrato moltissimi rappresentanti di istituzioni e di enti privati; ho riunito le persone cui ho affidato le mie deleghe; le idee sono state condivise con il Prorettore, le direttrici e i direttori di Dipartimento e il presidente della Scuola di Medicina; è stato prezioso il lavoro della Direttrice generale, dei Dirigenti e delle persone di tantissimi uffici. Ringrazio tutte e tutti e rivolgo un pensiero particolare a coloro che rappresentano il Corpo studentesco. Il loro contributo è stato determinante in molti dettagli, ma mi ha molto colpito la loro volontà di valorizzare e di sviluppare quanto più possibile la nostra Comunità. Il loro senso di appartenenza dovrebbe contagiare tutte e tutti e stimolarci al massimo impegno possibile.
Il nostro Piano strategico individua sei ambiti: “Didattica”, “Ricerca”, “Comunità (che raggruppa i concetti di terza missione e di impatto sociale)”, “Internazionalizzazione”, “Persone e risorse”, “Edilizia, Sostenibilità e Pianeta sanità”. I primi tre corrispondono alle missioni fondamentali dell’Università, interconnesse e complementari, per perseguire il progresso culturale, scientifico, economico e sociale. Gli altri tre costituiscono ambiti trasversali e interfunzionali, che integrano e sviluppano ciascuna delle missioni. Ogni ambito si sostanzia in obiettivi specifici, 52 in tutto, e relative linee di intervento, declinate in 147 azioni operative previste dal PIAO con conseguente monitoraggio annuale. Ci sono 19 indicatori strategici di impatto, connessi a indicatori quantitativi distribuiti sugli ambiti, per valutare la generazione di valore pubblico sulla base di target minimi.
Prima di tutto pensiamo a una didattica innovativa. Non temiamo i cambiamenti che l’intelligenza artificiale porterà in questo settore. Ricorreremo invece alle tecnologie e alle metodologie per un uso bilanciato della didattica a distanza con standard di elevata qualità, indispensabile per chi studia e lavora allo stesso tempo. Estenderemo l’uso della didattica interattiva, multidisciplinare, aperta alle opportunità internazionali o rivolta ad attività di formazione specifica come quella per gli Istituti penitenziari. Anche il corpo docente va supportato con adeguati aggiornamenti e una preparazione particolare per coloro che sono agli inizi di carriera. Sosterremo le studentesse e gli studenti con azioni di tutorato e di mentoring che personalizzano i loro percorsi, e con un forte orientamento in entrata e in uscita.
Queste attività sono importanti non solo per il territorio in cui siamo insediati, dove ci sono ancora margini di crescita in alcune sue aree, ma anche in ottica internazionale, con un’attenta strategia nell’individuare sia specifici Paesi con cui collaborare, sia percorsi formativi ritagliati sulle loro e sulle nostre esigenze formative. Va anche curato il mondo giovanile di seconda e terza generazione di immigrazione, il cui accesso alla formazione terziaria è ancora piuttosto limitato. Un’azione strategica e attenta al dettaglio sulla didattica può consentirci di raggiungere due obiettivi al tempo stesso: aumentare il nostro corpo studentesco e limitare il ritardo nel conseguimento del titolo di studio, che certamente è una misura della qualità della formazione erogata nel suo complesso. La forte preoccupazione per il calo demografico non deve farci dimenticare che rimaniamo uno dei Paesi europei con la più bassa percentuale di laureati. Se ci concentriamo su quest’ultimo aspetto, abbiamo dunque l’opportunità di accrescere i nostri iscritti a dispetto della denatalità, a patto di fornire servizi innovativi che supportino le studentesse e gli studenti a laurearsi nei tempi previsti e a entrare nel mondo del lavoro il prima possibile, senza dimenticare i propri sogni.
L’offerta formativa non si conclude con il primo o il secondo livello, ma continua con i corsi di dottorato di ricerca, per cui dobbiamo implementare un’attività di orientamento e di collegamento con le lauree magistrali, e con i corsi di alta formazione, dove giocano un ruolo cruciale le scuole di specializzazione mediche, con un importante contributo alla funzionalità della sanità, così come i master di primo e secondo livello per la generazione di valore pubblico. Questi strumenti vanno rafforzati sia in ottica internazionale, per esempio sfruttando le occasioni di Erasmus Mundus, sia per partecipare alla formazione continua di professionisti in svariati ambiti attraverso l’erogazione di micro-credenziali e di attività formative a distanza.
La nostra ricerca è libera, indipendente, aperta, transdisciplinare e di elevata qualità.
Permettetemi di dire che la parola “eccellenza” è per certi versi superata. Oggi la produzione di dati FAIR (acronimo che vuol dire: dati rintracciabili, accessibili, interoperabili, riutilizzabili), il lavoro di squadra su temi transdisciplinari, il ricorso a tecnologie avanzate con strumentazioni all’avanguardia, sono meglio interpretati dal termine qualità che dall’eccellenza, come dimostra la forte discussione che si sta sollevando a livello europeo. Non vediamo alcuna competizione o dicotomia fra il sostegno di una ricerca motivata dalla curiosità e il supporto al trasferimento tecnologico e alla imprenditorialità accademica. La qualità caratterizza entrambi i campi.
Le possibili riduzioni al finanziamento pubblico alla ricerca ci preoccupano molto e devono stimolarci una corposa capacità di reperire fondi da bandi competitivi, nazionali o internazionali, da un fundraising indirizzato a enti pubblici e privati e società filantropiche, dalle attività di conto terzi e di collaborazione con le imprese, con altre pubbliche amministrazioni e altri interlocutori. Ciò non riguarda solo il campo delle discipline STEM e delle scienze della vita, ma abbraccia l’intero sapere. La componente umanistica ha un valore cruciale per l’Università. La percentuale di maggior successo che le ricercatrici e i ricercatori italiani hanno nei bandi del Consiglio Europeo della Ricerca è proprio nel settore delle scienze umane e sociali.
Chi fa ricerca va sostenuto, sia nella fase progettuale della domanda, sia nella rendicontazione, anche ricorrendo a specialisti esterni e prevedendo un meccanismo di incentivi soprattutto per le tipologie più competitive. Ancora una volta alle ricercatrici e ai ricercatori in avvio di carriera va dedicata un’attenzione trasversale, per consentire loro l’accesso ai finanziamenti internazionali.
Abbiamo certamente margini di miglioramento nel nostro percorso di internazionalizzazione, sebbene nell’ultimo sessennio ci sia stato un aumento di studenti provenienti da altri Paesi pari a circa il 180%, a fronte di una media nazionale del 70%. Interpretiamo questo ambito strategico come un cardine di vitale importanza che intercetta e sostiene la didattica e la ricerca e come un fattore determinante nell’aumento della nostra reputazione, la cui quantificazione è difficile da determinare, ma il cui effetto è di sistema, di forte e duraturo impatto. L’inserimento in una dimensione globale passa attraverso meccanismi già in corso, la crescita di collaborazioni e di progettualità nella formazione, nella didattica e nella ricerca, l’aumento degli scambi di docenti, di ricercatrici e ricercatori, di studentesse e studenti in entrata e in uscita, la partecipazione a reti internazionali, ma passa anche attraverso nuove azioni che mirino a valorizzare le culture di provenienza delle nostre studentesse e dei nostri studenti internazionali. E tutto questo ancora non basta. Dobbiamo individuare specifici Paesi con le cui istituzioni universitarie si possano stabilire cooperazioni basate su piena reciprocità, su un mutuo beneficio che deriverebbe dalla creazione di percorsi di studio che portino a titoli doppi o congiunti, o a partenariati su temi di ricerca.
Le azioni internazionali devono anche incontrare gli interessi delle imprese, presenti o di prossimo insediamento nei nostri territori, delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, e, naturalmente, dell’intero Paese. Attiveremo un confronto aperto e dinamico, che porti a un incremento di valore pubblico sia in Italia, sia dove potremo collaborare. Bisogna identificare le aree tematiche e linguistiche dove dirigere la nostra progettazione, stabilendo una strategia unitaria. Nuove risorse sono necessarie, ma ancora di più lo sono l’apertura, il pragmatismo, la flessibilità adattativa e la visione di insieme di lungo termine, che dobbiamo sviluppare insieme a chi dialoga con noi e con l’appoggio della rete diplomatica. Siamo aperti a perseguire il raggiungimento di obiettivi diversificati, che, per essere efficaci, devono includere anche gli obiettivi della controparte. È un approccio già utilizzato dalla African Union – European Union Innovation Agenda: piena reciprocità e piena equivalenza nella co-progettazione delle attività. Questo modello non si restringe alla sola collaborazione con paesi africani, peraltro di grande attenzione per UPO, ma è un modello generale in cui crediamo e che corrisponde alla nostra volontà di costituire una sede UPO in un altro Paese.
Il rinnovato slancio con cui vogliamo aprirci al territorio significa potenziare la rete di relazioni non solo con i suoi attori-chiave, ma con l’intera comunità di cittadine e di cittadini, promuovendone la partecipazione attiva alla vita universitaria attraverso i progetti di citizen science. Consolideremo sia l’imprenditorialità accademica, con la creazione e la crescita di spin-off e startup, sia le iniziative di trasferimento tecnologico e di brevettabilità del sapere prodotto, contribuendo all’innovazione e allo sviluppo economico. Abbiamo anche l’obiettivo di creare un healthy campus, che sarà un progetto pilota da esportare nelle comunità, da trasformare in healthy city. Sarà un valido testimone del nostro approccio sostenibile, che punta alla neutralità climatica, alla tutela ambientale, all’efficienza energetica, all’investimento in spazi verdi, alla mobilità green, all’attività fisica e allo sport come fonti di benessere.
Il pianeta Sanità è una componente di evidente rilevanza nel nostro Ateneo con due Aziende Ospedaliero-Universitarie (AOU) a Novara e ad Alessandria. Rafforzeremo l’integrazione di UPO nel Sistema Sanitario Regionale in sinergia con l’Assessorato alla Sanità e le Direzioni Generali delle due AOU e delle Aziende Sanitarie Locali delle tre città, così come potenzieremo i rapporti e il dialogo con altre realtà sanitarie sul territorio come il Dipartimento delle Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) di Alessandria. Daremo il nostro convinto supporto e partecipazione ai percorsi che possano dar vita a Istituti di Ricovero e di Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio. Cercheremo di sostenere le peculiarità di assistenza, di ricerca, di didattica e di terza missione che caratterizzano un ospedale universitario, promuovendo anche gli approcci della medicina traslazionale. Andrà dunque sostenuta un’offerta formativa che possa soddisfare le esigenze di professionisti sanitari della nostra regione, ponendo forte attenzione anche a realtà territoriali diverse da quelle delle tre città-sede.
Tutte queste attività trovano visibilità architettonica nel nostro sforzo costante di progettualità edilizia di grandissima portata. Vorrei ringraziare i Sindaci, che assicurano un costante supporto e un’interlocuzione positiva. La residenzialità universitaria nelle sedi di Alessandria e Novara avrà un significativo incremento con importanti progetti che verranno realizzati grazie, ma non solo, a specifici fondi messi a disposizione dal PNRR. La riqualificazione delle sedi universitarie di Vercelli consentirà di migliorare le attività di didattica e ricerca; la realizzazione del Campus di Alessandria, un progetto molto ambizioso, è strategico per noi e per la città. La realizzazione della Città della Salute a Novara ci vede entusiasti e determinati a confermare la nostra forte volontà a partecipare a questo eccezionale progetto.
Gli edifici sono popolati di persone, anzi, di talenti, per i quali è necessario costruire un ambiente di lavoro sano, aperto, stimolante, coeso, equo e capace di valorizzare il merito. Il Piano strategico prevede numerose azioni per tutte le nostre componenti: dai meccanismi di reclutamento e di progressione di carriera del corpo docente, agli investimenti per la componente tecnico-amministrativo-bibliotecaria ai servizi per il benessere delle studentesse, degli studenti e di tutto il personale di Ateneo. Ci impegniamo a porre le persone al centro del nostro operare, promuovendo il concetto olistico di well-being e la sicurezza sul lavoro. Buona salute, persone serene, edifici efficienti e sicuri, rispetto dell’ambiente sono le componenti essenziali per la realizzazione di vere e proprie città universitarie di qualità, che sono l’obiettivo generale delle nostre comunità.
L’Università è dunque uno splendido ambiente in cui vivere, nonostante le forti e comprensibili preoccupazioni per il nostro futuro, alcune legate alle incertezze e alle tensioni internazionali, altre alla conclusione del PNRR e al suo preoccupante impatto sull’entità del fondo di finanziamento ordinario. Il sistema universitario italiano, però, è solido e autorevole, quello del Piemonte e dell’UPO sono altrettanto robusti e qualificati. Sono sicuro che la convinta collaborazione fra le diverse istituzioni, l’unità e la lealtà istituzionale siano la via da percorrere con coraggio.
Crediamo fortemente nei principi e nei valori declinati nel nostro Piano strategico. Crediamo nella condivisione, nella collaborazione, nella co-creazione e nella necessità di assumerci responsabilità, partecipando, caro Presidente Letta, a costruire la libertà di ricerca, d’innovazione e d’istruzione nel mercato unico europeo. Crediamo nella forza del dettaglio, della differenza anche piccola. Primo Levi, nel suo volume Il sistema periodico, nel capitolo Potassio, ha scritto: «Io pensavo a un’altra morale, più terrena e concreta, e credo che ogni chimico militante la potrà confermare: che occorre diffidare del quasi-uguale e del praticamente identico, del pressappoco, dell’oppure, di tutti i surrogati e di tutti i rappezzi. Le differenze possono essere piccole, ma portare a conseguenze radicalmente diverse, come gli aghi degli scambi. Il mestiere del chimico consiste in buona parte nel guardarsi da queste differenze, nel conoscerle da vicino, nel prevederne gli effetti. Non solo il mestiere del chimico». Ciò vale per tutti i nostri mestieri, tutti quelli così riccamente rappresentati qui oggi in sala, incluso quello delle studentesse e degli studenti, cui rivolgiamo il pensiero finale, per chiedere il loro costante aiuto per «co-creare UPO dei prossimi anni: aperta, vivibile, inclusiva, polifonica, rinomata».
Grazie ancora a tutte e a tutti per la vostra attenzione e per la cortesia di essere qui a condividere con noi questa giornata.
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Redazione di Vercelli
Dopo aver portato il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti a Borgosesia – risultato storico per la Valsesia – via libera adesso anche al corso serale di ‘meccanico per macchine utensili’.
La nuova proposta di formazione promossa dall’istituto Lancia di Borgosesia è, infatti, stata accolta positivamente dalla Regione Piemonte e dal mese di ottobre potranno partire le lezioni.
Il corso, coerente con i fabbisogni del territorio e di durata triennale, si terrà in orario pomeridiano o serale e si concluderà, previo il superamento dell’esame di Stato, con il conseguimento di un diploma di maturità professionale per meccanico su macchine utensili.
La proposta verrà gestita in convenzione con il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (CPIA) dove già sono attivi i corsi per il conseguimento della licenza media e si rivolge sia a lavoratori che a disoccupati a patto che abbiano compiuto almeno 21 anni (eventuali deroghe saranno valutate caso per caso).
L’obiettivo sarà quello di conferire agli iscritti le competenze che deve possedere un esperto meccanico per macchine utensili, oppure, per chi ha già conoscenze professionali nel campo, di conseguire il corrispondente titolo di studi avente valore legale.
L’idea dell’istituto Lancia, nel proporre l’iniziativa, è infatti stata anche quella di dare una seconda opportunità a chi ha abbandonato gli studi prima del conseguimento del diploma così da poter sia migliorare le proprie possibilità di progressione di carriera sia, semplicemente, togliersi la soddisfazione di concludere un ciclo di studi.
Il corso serale si svolgerebbe dal lunedì al venerdì indicativamente dalle 17.30 alle 22, per circa 23 ore complessive a settimana in presenza presso l’Istituto Magni di via Marconi dove si dispone già di officine attrezzate.
Il focus sarà sulle discipline tecniche a cui si aggiungeranno quelle di area generale.
Nel dettaglio le materie che gli iscritti affronteranno per il primo anno sono: italiano e storia, inglese, diritto ed economia, matematica, scienze, chimica, fisica, informatica, disegno tecnico e laboratorio di meccanica.
Trattandosi, inoltre, di un percorso ordinamentale statale erogato in convenzione con il CPIA, il progetto garantisce la presenza di docenti di area generale e di indirizzo al pari di quelli previsti per i corsi delle scuole secondarie superiori.
Per ora l’istituto Lancia di Borgosesia ha raccolto l’adesione di una decina di persone interessate e che stanno procedendo alla pre-iscrizione al corso.
Tra questi, alcuni operai metalmeccanici che lavorano nelle aziende del territorio e che cercano un’opportunità per migliorare la propria condizione lavorativa ed economica, ma anche il caso di un caporeparto che vuole accrescere la sua cultura generale o di una persona che ha lavorato per molti anni nel settore e il prossimo anno raggiungerà l’agognata pensione (e quindi il tempo libero necessario per frequentare il corso).
Le iscrizioni verranno poi formalizzate dal mese di maggio con possibilità di iscriversi fino al mese di settembre quando poi partiranno i corsi.
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Redazione di Vercelli
La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine risponde alle richieste del 91% degli italiani che chiedono trasparenza su quanto portano in tavola, ma ora occorre arrivare una volta per tutte ad estendere l’obbligo su tutti i prodotti alimentari in commercio nella Ue.
E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base di dati Censis, nell’esprimere soddisfazione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti emanati dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme ai ministri delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, con la proroga fino al 31 dicembre 2025 per il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza della materia prima per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.
“Una proroga che risponde ad una delle battaglie storiche della Coldiretti che ha portato, dallo scorso anno, anche in Europa al lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere obbligatoria l’origine degli ingredienti su tutti gli alimenti in commercio nella Ue – spiegano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini e il Direttore Luciano Salvadori -. L’obiettivo è raggiungere un milione di firme per dire basta ai cibi importati e camuffati come italiani e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Solo così sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per tricolori permesso dall’attuale norma del codice doganale sull’origine dei cibi, che consente l’italianizzazione grazie ad ultime trasformazioni anche minime. Nonostante circa quattro quinti della spesa ora abbia l’etichettatura obbligatoria, resta ancora anonima l’origine dei legumi in scatola, della frutta nella marmellata o nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini senza dimenticare la carne o il pesce venduti nei ristoranti”.
E’ possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutti i mercati contadini di Campagna Amica in Piemonte e in tutte le sedi territoriali Coldiretti, ma anche sul web, collegandosi al sito https://eci.ec.europa.eu/049/public/#/screen/home e selezionare il proprio Paese di cittadinanza nel menu a tendina in giallo a sinistra.
Si potrà quindi scegliere se compilare il modulo inserendo i propri dati con numero della carta d’identità o del passaporto oppure accedere direttamente con lo spid.
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Redazione di Vercelli
Domenica 16 febbraio a partire dalle ore 9.45 avrà luogo presso la Chiesa di Madonnina di Crea la commemorazione del partigiano aviere Arduino Bizzarro, Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Dopo l’8 settembre 1943 Arduino si unì immediatamente alle formazioni partigiane.
Il fratello Andino Bizzarro, con una testimonianza pubblicata sul sito della Città di Casale Monferrato, così lo ricordava: “Ad Arcesa, tra il 12 e il 13 dicembre 1943, i partigiani subirono un attacco. Morì il casalese Giuseppe Carrera. In occasione del funerale, celebrato a Casale, Arduino Bizzarro ed altri partigiani furono catturati dalle Brigate Nere. Patì otto mesi di carcere fra Casale, Alessandria, Aosta e le Nuove di Torino. Il 18 gennaio 1944, il gruppo di partigiani catturati e reclusi per settimane a Casale, venne trasferito alle carceri di Alessandria. Mio fratello venne accusato, con gli altri, di essere l’autore di scritte murali infamanti. Riuscì ad evadere, raggiunse i suoi amici partigiani nella Brigata Garibaldi, operante fra le colline del Monferrato. Spesso era l’autista della ‘Squadra Volante’ della Brigata Piacibello, impegnata in rapide perlustrazioni. Il 16 febbraio 1945, mio fratello e quattro partigiani procedevano sulla balilla, all’altezza della stazione Serralunga di Crea. Qui, durante una sosta, vennero affrontati da una sessantina di militi della Brigata Nera di Casale. Completamente accerchiati, mio fratello fu gravemente ferito, rimase privo di sensi a terra, per una mitragliata al ventre. Gli altri partigiani, benché feriti, riuscirono a fuggire. Mio fratello fu interrogato, rispose gridando ‘W l’Italia Libera’. I fascisti lo colpirono con un pugnale, più volte, alla gola e negli occhi. Ricordo che quando a mia sorella venne permesso di vedere la salma, gli occhi erano coperti da foglie per evitare l’atroce riscontro. Sulla salma, i fascisti posero un foglio di cartone, con una scritta fatta con il suo sangue ‘Così muoiono i banditi’” .
L’orazione ufficiale sarà tenuta dal Presidente Provinciale Anpi Roberto Rossi.
Programma:
ore 9.45 Messa di suffragio
ore 10.30 saluti del Sindaco di Serralunga di Crea Giancarlo Berto
saluti delle Autorità
intervento di Carla Gagliardini, Sezione Anpi di Casale Monferrato
intervento del Presidente del Nastro Azzurro Mario Pasino
orazione ufficiale di Roberto Rossi, Presidente Provinciale Anpi
Seguirà la deposizione delle corone presso la Lapide e lettura della motivazione di assegnazione della M.O.V.M. del Sindaco di Serralunga di Crea Giancarlo Berto.
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Redazione di Vercelli
Inaugurato oggi, giovedì 13 febbraio, l’anno accademico 2024/2025 dell’Università del Piemonte Orientale.
Ospite d’onore il professor Enrico Letta, decano della School of Politics, Economics and Global Affair dell’IE University di Madrid, presidente dell’Istituto Jacques Delors e già Presidente del Consiglio italiano tra il 2013 e il 2014. Ha tenuto la prolusione “Il rapporto sul futuro del mercato unico dell’Unione Europea – Il valore della conoscenza e il ruolo delle università”.
La cerimonia d’inaugurazione, che si è tenuta al Teatro Civico, è stata aperta dal rettore Menico Rizzi: “Vogliamo costituire un faro della conoscenza – ha detto – aprendoci al mondo in una connessione globale caratterizzata da una polifonia di voci e di talenti, riconoscendo e valorizzando ogni diversità. Pensiamo di raggiungere questo obiettivo di sistema con un approccio di co-creazione, centrato sulla sinergia dell’Università-squadra e degli interlocutori esterni”.
Rizzi, al fine di raggiungere questo obiettivo ha tratteggiato i punti salienti del Piano strategico 2024/2030.
In tutto sei ambiti di azione: Didattica, Ricerca, Comunità (che raggruppa i concetti di terza missione e di impatto sociale), Internazionalizzazione, Persone e risorse, Edilizia, Sostenibilità e Pianeta sanità.
Tra i tanti temi toccati, oltre alla didattica innovativa, ha parlato della ricerca “libera, indipendente, aperta, transdisciplinare e di elevata qualità”.
Ma soprattutto si è soffermato sul concetto di internazionalizzazione e in quest’ottica si è parlato delle fondamentali collaborazioni e scambi con le istituzioni accademiche di tutto il mondo.
Fondamentale anche la valorizzazione delle culture degli studenti internazionali e le cooperazioni bilaterali con specifici Paesi.
Rizzi ha inoltre evidenziato l’importanza delle relazioni con l’intera comunità di cittadine e cittadini promuovendone la partecipazione alla vita universitaria attraverso i progetti di citizen science.
Ha poi enfatizzato l’importanza di sostenere il benessere e lo sviluppo delle persone nell’ambito accademico e lavorativo, promuovendo l’inclusività e la sostenibilità.
In merito alla Sanità, Rizzi ha inoltre ricordato essere di “evidente rilevanza nel nostro Ateneo con due Aziende Ospedaliero-Universitarie (AOU) a Novara e ad Alessandria” e ha ribadito le collaborazioni in atto con tutti gli enti.
Ha poi preso la parola la direttrice generale Mahée Ferlini, che ha ripreso alcuni degli obiettivi contenuti nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) e in aggiunta ha ricordato che “lavorare in rete con enti, imprese, istituzioni non è solo una scelta, è una necessità per rafforzare la nostra capacità di attrarre risorse e di garantire continuità alle progettualità avviate”.
A dare voce al corpo studentesco è stato Paolo Facciotti, studente del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e rappresentante in Senato Accademico.
Oltre a tratteggiare un bilancio sui progetti e sulle iniziative dell’anno, ha posto anche lui l’accento sull’internazionalizzazione: “Le opportunità che ci vengono offerte non costituiscono solo la possibilità di mettersi a confronto con realtà differenti dalle nostre, ma anche un’occasione di stimolo e di crescita personale”.
Facciotti ha inoltre anticipato il discorso di Enrico Letta, da cui emerge come “la ricerca, l’innovazione, i dati, le competenze, la conoscenza e l’istruzione siano fondamentali per creare una integrazione europea basata sull’apprendimento senza confini”.
Al termine il discorso di Enrico Letta, che, prendendo spunto dal suo rapporto sul futuro del mercato unico Much More Than a Market. Speed, Security, Solidarity, ha tenuto la prolusione dal titolo Il rapporto sul futuro del mercato unico dell’Unione Europea – Il valore della conoscenza e il ruolo delle università.
Ha evidenziato la necessità di una politica europea che punti maggiormente sulla cooperazione tra gli Stati membri, in modo tale rendere in Europa «non solo libertà di movimento, ma anche libertà di restare», senza diradare i servizi necessari, agendo per la pace e conservando il capitale umano, economico e accademico prodotto dal nostro continente.
Ha ribadito che vanno valorizzate le identità e superate le frammentazioni.
Ha inoltre evidenziato l’importanza del senso critico.
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Redazione di Vercelli
In occasione della Settimana del Riso 2025, le guide turistiche abilitate della Strada del Riso Piemontese di Qualità propongono quattro visite guidate gratuite dal titolo: “Vercelli, la capitale del riso”.
Il sabato e la domenica, due specifici percorsi nel centro storico consentiranno di scoprire il mondo del riso e l’importanza del riso in città anche dal punto di vista artistico, architettonico ed etnografico.
Oltre a un menù a tema in tantissimi ristoranti della città e della provincia e alle visite alla Borsa Merci e alla Riseria Mundi Riso, già proposte con successo lo scorso anno nella prima edizione della manifestazione, le visite guidate in città sono quest’anno un’aggiunta importante rispetto al programma dello scorso anno, proprio nell’anno di entrata in vigore dell’elenco nazionale di guide turistiche e della pubblicazione del tanto atteso bando per l’abilitazione di nuove guide.
Le visite guidate sono gratuite, ma con prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo visiteguidate@stradadelrisopiemontese.it o al numero 348 221 1219.
Le visite guidate del pomeriggio di entrambi i giorni termineranno rispettivamente alla Confraternita di San Bernardino e alla Confraternita di San Vittore, per consentire ai partecipanti di prendere parte alle aperture straordinarie di questi beni cittadini curate dalla delegazione FAI di Vercelli.
Questo il programma delle due giornate, sempre con ritrovo in Piazza Cavour:
Sabato 15 Febbraio
mattino
ore 9.45 Piazza Cavour
percorso:
Museo Borgogna (sezione tematica)
Municipio – targa delle mondine
Borsa Merci – Sala degli Affreschi
pomeriggio
ore 14.15 Piazza Cavour
percorso
Parlamentino Ovest Sesia
Municipio – targa delle mondine
Borsa Merci – Sala degli Affreschi
Conclusione alla confraternita di San Bernardino
Domenica 16 Febbraio:
mattino
ore 9.45 Piazza Cavour
percorso:
Parlamentino Ovest Sesia
Municipio – targa delle mondine
Borsa Merci – Sala degli Affreschi
pomeriggio
ore 14.15 Piazza Cavour
percorso:
Museo Borgogna (sezione tematica)
Municipio – targa delle mondine
Borsa Merci – Sala degli Affreschi
Conclusione alla confraternita di San Vittore
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Redazione di Vercelli
Contro la follia tutta ideologica delle etichette allarmistiche sul vino siamo pronti a scendere in piazza per tutelare i 240mila viticoltori italiani che offrono opportunità di lavoro lungo la filiera per 1,3 milioni di occupati.
E’ quanto affermano Coldiretti e Filiera Italia che hanno scritto una lettera al presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, ai commissari alla Coesione e riforme, Raffaele Fitto, all’Agricoltura Cristophe Hansen e alla Salute Olivér Várhelyi per respingere l’inaccettabile proposta dell’esecutivo comunitario di apporre delle scritte sulle bottiglie per scoraggiare i consumi, oltre ad aumentare la tassazione.
“Non accetteremo mai una forma di etichettatura che penalizzi un settore come il vino che l’Unione Europea dovrebbe promuovere – evidenzia il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini -. Non è pensabile di avere una Ue che rimanda da anni un provvedimento fondamentale per la trasparenza e la salute come l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti e sposa invece misure così che sono puramente ideologiche. Il vino rappresenta un patrimonio importantissimo del nostro Piemonte e in generale del made in Italy, per questo va difeso sia dal punto di vista occupazionale sia da quello economico, dai tentativi di colpevolizzarlo sulla base di un approccio ideologico che non tiene contro di una storia millenaria che ha contribuito non solo a far grande il nostro agroalimentare, ma si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea che in questi anni ha visto gli italiani primeggiare per longevità a livello europeo e mondiale”.
“Non è certamente l’Europa che vogliamo né quella che vogliono le imprese agricole e i consumatori italiani – aggiunge il Direttore Luciano Salvadori -. Continuano ad essere fatte scelte prive di fondamento scientifico, dalle etichette allarmistiche al Nutriscore che spinge gli alimenti ultra formulati, questi sì dannosi per la salute. La prevenzione e la promozione di stili di vita sani, sono obiettivi fondamentali che meritano il massimo impegno da parte delle istituzioni e della società, e che ci vedono impegnati da tempo, ma prevedere misure come etichette allarmistiche e nuove tasse ingiustificate, significa colpire un settore strategico del Made in Italy e Made in Piemonte. Il vino è cultura, tradizione, identità, parte integrante della nostra storia e del nostro territorio”.
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Redazione di Vercelli
E’ mancato questa mattina, giovedì 13 febbraio, all’età di 85 anni Antonio Dattrino.
Antonio era un uomo straordinario che amava il suo paese e oltre ad essere corrispondente per la Bassa Vercellese del giornale la Sesia, aveva scritto di libri e testi rappresentanti la storia di Asigliano.
Con la famiglia ha rappresentato il nucleo e i successi del Comitato Folkloristico Asiglianese.
Molto devoto a San Vittore fu anche Priore con la sua amata Carla.
Era una persona speciale, cordiale e amica di tutti e sapeva dialogare anche con i giovani con i quali sapeva subito instaurare un buon rapporto.
A Carla, Paolo, Emilio, Antonella, nipoti e parenti tutti vanno le sincere condoglianze dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità.
***
VercelliOggi.it partecipa con commozione al lutto dei familiari e di tutti gli asiglianesi. Mentre prepariamo un ricordo completo dei nostri anni con Lui, pubblichiamo la fotografia che gli scattammo in un momento lieto, la Corsa dei Buoi edizione 2018.
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Redazione di Vercelli
Quarta proiezione per la settima rassegna cinematografica “Il Cinema per tutti”, iniziativa dedicata a tutti i ragazzi “speciali” del territorio vercellese, curata dall’associazione Vercellese Liberi di Scegliere ODV in collaborazione con Cinema Italia – Movie Planet di Vercelli e in sinergia con le associazioni Vercellesi Anffas, Angsa VC – NO, Perdincibacco, La Rosa Blu, Special Olympics Vercelli, e coi Centri diurni comunali c.na Bargè e Galilei , nonchè da quasi quattro anni, anche in collaborazione con la Direzione scolastica Locale.
La proposta per la quarta proiezione è: “Oceania 2 ” film accolto con grande positività da critica e pubblico, che sicuramente incontrerà i favori di tutti i ragazzi.
Le edizioni precedenti hanno richiamato pubblico ed interesse non solo dal capoluogo vercellese ma anche dai dintorni, con piena soddisfazione dei ragazzi che, come da sempre, ci chiedono di replicare all’infinito le proiezioni.
Il fine dell’iniziativa, oltre a quello di far trascorrere qualche ora piacevole ai ragazzi, è quello di unire e non di dividere, applicando il principio dell’inclusione…almeno quella tra ragazzi speciali di tutto il territorio vercellese; inclusione quella vera e non quella conclamata da tanti ma attuata da pochi, per aggregare il maggior numero di ragazzi di tutte le associazioni vercellesi impegnate quotidianamente a fianco delle persone disabili e delle loro famiglie, accogliendo anche tantissimi ragazzini delle scuole vercellesi…con qualche problema in più.
La proiezione è programmata per giovedì 27 febbraio 2025 con ritrovo come sempre al Cinema Italia – Movie Planet di Vercelli sito in p.zza Pajetta alle ore 9,30.
Per una migliore organizzazione si prega di confermare la propria adesione entro lunedì 24 febbraio 2025 telefonando al n° 366.3676801 e confermare via mail liberigenitori@alice.it specificando se la/e persona/e disabile/i deambula/no o se si muove/ono in carrozzina.
Si rammenta che per ogni gruppo ci deve essere almeno un accompagnatore, anche per i singoli se la persona disabile necessita di particolare attenzione.
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Redazione di Vercelli
A Pisa, Genova , a Napoli con Cannavaro, Careca, Zola…, a Torino, nella Juventus a fianco di Rampulla, Vialli, Conte, Del Piero…
Non si può dimenticare il gol segnato a lui, quello del 2 a 0 contro il Real Madrid che vale la semifinale di Champions League alla Juventus e il rigore che il 22 maggio 1996 fa conquistare alla Juventus la Champion League.
Michele Padovano.
A 35 anni ancora da compiere decide di smettere con il gioco del calcio. In carriera ha conquistato una Champions, uno scudetto, due Supercoppe italiane, una Coppa intercontinentale.
E Michele Padovano non è solo questo.
In un’aula magna gremita di ragazzi, l’ex calciatore, con voce ferma ma che racconta la vita sofferente di un uomo, parla agli studenti.
Mattinata di orientamento all’ IIS “Lagrangia” di Vercelli, con la presenza di Stefano Salandin giornalista sportivo free lance, collaboratore di Tuttosport , che introduce e guida la conversazione.
Orientamento, non è solo la “scelta” del corso dopo il diploma, non è solo “che cosa farò da grande”, è un “progetto di vita” che nasce da una riflessione, dall’ascolto di storie di vita che mi possono “orientare”.
La scelta, in alcune classe dell’Istituto, ha proprio questa direzione: riflessione per orientare e ri-orientare come elementi formativi dell’esistenza, incremento delle competenze di base dell’esistenza (responsabilità, creatività, motivazione…) che, lo sappiamo sono “trasversali”.
Non un “contenitore” di proposte, ma un “percorso” per provare a fornire “strumenti essenziali” per aiutare gli studenti a fare sintesi unitaria, riflessiva e interdisciplinare della loro esperienza scolastica e formativa, vissuta all’interno dell’Istituto, in vista della costruzione in itinere, del personale progetto di vita culturale e professionale, per sua natura sempre in evoluzione.
E Michele Padovano, ha una “ricca” esperienza.
L’incontro ha inizio con il saluto della docente referente dell’attività prof,ssa Acide Elisabetta, che, a partire dal libro pubblicato proprio dall’ex calciatore (Tra la champions e la libertà Edizioni Cairo, 2024), riporta, in lettura alcuni brani, dall’epilogo e dal prologo, che scandiscono i “momenti” di una vita.
La sua storia, viene raccontata da quel 10 maggio 2006 a quel 31 gennaio 2023.
Sotto la guida sapiente del giornalista Stefano Salandin, gli studenti hanno modo di ascoltare e riflettere sulla complicata vicenda giudiziaria, sul dramma dell’accusa, sulla vita in carcere, gradi di giudizio, isolamento, arresti domiciliari, condanne e ricorsi… ma soprattutto sull’amore della moglie e del figlio, sul sostegno della famiglia, sull’impegno degli avvocati, sull’abbandono degli amici, sul sostegno di alcuni compagni di squadra, sullo scetticismo e sulle accuse dei giornalisti e sulla “condanna sociale”… tutto… in diciassette anni… Una vita da raccontare per aiutare a “orientare”.
“La partita in difesa di un attaccante, per vincere la vita”.10 maggio 2006 e la vita di colpo si “interrompe”.
Vita e riflessioni, ma anche racconti. 17 anni difficili. Una complessa azione giudiziaria e la costante ricerca della verità.
Ai ragazzi un messaggio preciso, attenzione ai facili giudizi sulle persone, la vita è fatta di amicizie, di umanità, oltre le apparenze, oltre i post, oltre la “verità immediata in tasca”.
La storia di un uomo, un campione, ma anche la storia e il dramma di un adolescente, il figlio, (oggi papà di due bambine) e della moglie, della famiglia… la storia di un ex calciatore, ma anche la storia della giustizia, il dramma del carcere, l’importanza della verità.
Agli studenti dunque, una importante opportunità di riflessione per la propria vita, perché “orientarsi” vuol dire anche “attrezzarsi” per la vita, imparare a “stare in piedi”, a non farsi schiacciare dagli avvenimenti.
Altri importanti impegni sono previsti come opportunità orientative per gli studenti nel piano di orientamento di Istituto per offrire a tutti opportunità per effettuare scelte di vita e di lavoro consapevoli.
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