Mese: Febbraio 2025
Il Carnevale Storico di Santhià anche quest’anno riprende, una tradizione secolare documentata almeno dall’XI secolo, “la Tradissiun” in Piemontese, governata da una precisa allegoria, ma allo stesso tempo non manca di attualizzarsi proponendo uno spettacolo ricco di nuove originalità volte a proiettare la manifestazione nel futuro.
Iniziato il 6 gennaio, il periodo Carnevalesco e’ gia’ stato caratterizzato da numerosi appuntamenti ma la kermesse raggiungerà il suo apogeo con i corsi mascherati in programma domenica 2, lunedi’ 3 e martedi’ 4 marzo, e con la Colossale Fagiuolata del lunedì.
Intanto il 27 febbraio un primo vero e proprio assaggio: la sera del Giovedì grasso, il Giobia Gras al suono dei Pifferi e Tamburi del Carnevale Storico e delle due bande cittadine, lungo Corso Nuova Italia in pieno centro storico ci sarà un percorso eno-gastronomico, di crescente successo, con ventisei stand che offriranno cibi e bevande per tutti, e poi serata in musica al PalaCarvè.
Sabato 1 marzo invece avrà luogo il Cerimoniale Carnevalesco e Consegna delle chiavi della Città, che prevede l’insediamento delle tradizionali maschere popolari Majutin dal Pampardù e Stevulin ʼd la Plissera, nel momento in cui ricevono dal Sindaco le chiavi della Città ed effettuano il “Proclama al Popolo”.
A seguire il tradizionale Ricevimento Popolare: le Maschere, dopo un giro lungo le vie cittadine, accompagnati dai musici, dalle due Mascherine Doaa Sadki e Rebecca Massa, dallo Stato Maggiore Napoleonico e dalla Direzione si sposteranno al Palacarvè per il Veglione in maschera, e qui un’altra sorpresa del programma 2025: a salire sul palco Saverino Sateriale, il muratore toscano di Casciavola che, nella finalissima de La Corrida con Amadeus, si è aggiudicato il primo premio grazie all’ironico e travolgente “Ballo del MuratoRino”.
Severino Sateriale si ripresenterà per la sfilata del giorno dopo per intrattenere nuovamente il pubblico.
Per lui il Direttore Artistico Paolo Bonanni ha pensato ad un riconoscimento speciale: un Premio Simpatia e Originalità che gli sarà consegnato domenica 2 marzo alle ore 12.00 in preludio all’inaugurazione della prima grande sfilata.
A fargli compagnia Beppe Braida, cabarettista torinese dalla satira pungente eletto vincitore del Premio Stevu-Majot 2025, incoronato in questo frangente.
Domenica 2 marzo sarà una giornata densa di eventi: in mattinata la Santa Messa speciale delle maschere, e l’arrivo dell’antica statua del Gianduja che verrà issato sul suo trono al centro della piazza Maggiore e lì resterà per i tre giorni di festeggiamenti.
Ma sarà il pomeriggio a riservare le più ghiotte novità: ad aprire la prima sfilata delle 14.30 la stupenda Miss Italia 2025, Ofelia Passaponti, che dichiara: “Sono onorata di essere stata invitata a partecipare al Carnevale Storico di Santhià, il più antico del Piemonte. Sono felice di portare il mio titolo di Miss Italia tra persone gentili e organizzatori di grande competenza ed esperienza. Sono sinceramente molto grata a tutti. Questo evento straordinario è una celebrazione autentica delle nostre tradizioni, un ponte tra passato e presente che unisce generazioni attraverso cultura, storia e passione.
Il 2 marzo avrò il privilegio di vivere da vicino la magia di questa manifestazione unica, immergendomi nell’atmosfera di festa, tra costumi spettacolari, colori vibranti e l’energia travolgente di una comunità che custodisce con orgoglio il proprio patrimonio culturale.
Essere Miss Italia significa essere testimone e rappresentare la bellezza della nostra storia e delle nostre tradizioni, e il Carnevale di Santhià è un perfetto esempio di come il passato possa continuare a emozionare e coinvolgere. Non vedo l’ora di condividere con voi questa esperienza e di celebrare insieme una giornata preziosa della nostra identità italiana!”
Oltre ad ammirare la più bella d’Italia, questa sarà l’occasione per apprezzare la creatività, arte ed originalità di maschere a piedi, carri allegorici, bande e gruppi storici, che sfileranno insieme allo Stato Maggiore, in divisa napoleonica, in ricordo del passaggio da Santhià di Napoleone in occasione della Battaglia di Marengo, ed al notissimo corpo dei Pifferi e Tamburi.
Poi alle ore 22.30, grande spettacolo pirotecnico, seguito dall’appuntamento danzante al PalaCarvè.
Lunedì 3 marzo, la Colossale Fagiuolata lo spettacolo simbolo della tradizione carnevalesca santhiatese: alla “sveglia” di Pifferi e Tamburi nella piazza del mercato, ribattezzata per l’occasione piazza Tere Berri, fin dall’alba vengono accesi i fuochi di 150 grandi caldaie di rame.
Per la preparazione della Fagiuolata servono, oltre a 20 quintali di fagioli, 10 quintali di salami e di pane, 1,5 quintali di lardo tritato, 1,5 quintali di cipolle fresche tritate, 750 foglie di alloro, 80 kg di sale grosso, il tutto innaffiato da ottimo vino. Una tradizione la cui ricetta e’ stata depositata con atto notarile per preservarne la storicità.
Dopo la benedizione del Parroco, attorno alle tavole migliaia di commensali attendono mezzogiorno in punto quando gli attendenti e il comandante di piazza, al segno di un doppio sparo di fucile, iniziano la distribuzione alla popolazione del pane e del salame.
Ha inizio la “Fagiuolata” vera e propria, la più grande d’Italia.
A questo punto, i 300 camerieri, sotto la guida dei “capi-palina”, distribuiscono 20.000 razioni di fagioli, che spariscono totalmente in meno di mezz’ora!
Nel pomeriggio, momento dedicato ai più piccoli col Gran Ballo dei Bambini alle 16.00 presso il PalaCarve’, festa mascherata a base di musica e giochi, e con la distribuzione di classici dolci carnevaleschi.
Grande atmosfera la sera, quando, a partire dalle 20.45, inizierà la suggestiva seconda sfilata nottura di carri e maschere, sapientemente illuminati, al termine della quale ci sarà un veglione carnevalesco in maschera.
Occasione giocosa per la popolazione martedì 4 marzo mattina, per gli antichissimi “Giochi di Gianduja” nelle vie del centro, che rimandano alle tradizioni popolari medievali: la corsa nei sacchi, la rottura delle pignatte piene di farina o coriandoli, il tiro alla fune, il recupero della mela nella tinozza e tanti altri.
A queste sfide sono contrapposte le compagnie carnevalesche, la banda cittadina e il corpo dei Pifferi e Tamburi.
Terzo Corso Mascherato alle ore 14.30: oltre al ritorno delle compagnie carnevalesche della prima sfilata, una grande novita’ di quest’anno sarà un carro completamente costruito da ragazzi affetti da disabilità dell’associazione Cuori Blu, insieme ed una maschera a piedi degli stessi ragazzi.
Dichiara Alessandro Caprioglio, membro del Direttivo del Carnevale: “La manifestazione si è voluta arricchire di ospiti davvero speciali: siamo entusiasti di far sfilare il loro carro allegorico intitolato “I Viaggi di Ettore”, che rappresenta un universo fantastico dove Ettore atterra per portare un messaggio di inclusione e solidarietà. Il Carnevale Storico di Santhia’ ha come fondamento la condivisione e siamo da sempre convinti che il ritrovarsi in allegria fa’ bene, ai cuori e alle anime specialmente. L’inclusione è certamente un valore che vogliamo continuare a propugnare in tutte le sue forme, ed avere il progetto di Cuori Blu offre l’opportunità di dimostrare che il Carnevale non solo fa bene, ma fa’ del bene”.
Al termine della sfilata avverrà la proclamazione dei vincitori delle varie categorie e la successiva premiazione.
La sera del Martedì Grasso il Carnevale si chiude con il “Rogo del Babàciu”, un pupazzo che viene appeso su una pira e pubblicamente bruciato in piazza Maggiore.
Questo è l’evento che segna la fine del Carvè, fra il suono delle campane a lutto e le note di una marcia funebre, che si tramuta dopo poche note in una “monferrina” sfrenata, un ballo che dà spazio all’allegria il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri, inizio del periodo quaresimale.
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Redazione di Vercelli
Ger 17, 5-8
Dal libro del profeta Geremia.
Così dice il Signore:
“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamarisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti”.
Sal 1
RIT: Beato l’uomo che confida nel Signore.
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
RIT: Beato l’uomo che confida nel Signore.
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.
RIT: Beato l’uomo che confida nel Signore.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.
RIT: Beato l’uomo che confida nel Signore.
1 Cor 15, 12. 16-20
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti?
Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.
Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini.
Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Lc 6, 17. 20-26
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
“Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE
Un “ammonimento” al popolo o una “critica” al sovrano?
Non importa.
La “logica” è per tutti: i contemporanei di Geremia così come per noi oggi: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore”.
L’uomo confida in se stesso… l’uomo che si sente “dio”, con l’illusoria convinzione di “bastare a se stesso”.
La “tentazione” che già conosciamo (episodio della torre di Babele)…la presunzione di non aver bisogno di “altro”.
Ricordiamo il Salmo 146,3:
“Non confidate nei potenti, in un uomo che non può salvare”.
L’uomo non può salvare, solo il Signore salva.
Un “tamerisco nella steppa”.
Il luogo arido nel deserto, impregnato di sale, terra sterile…
Ma perché il tamerisco?
Geremia usa una immagine significativa: una delle caratteristiche uniche delle tamerici (genere Tamarix) è la loro resistenza al sale; questa capacità è dovuta a piccole ghiandole presenti nelle foglie che secernono il sale, permettendo alla pianta di sopravvivere in ambienti salini. Pianta che ha una grande adattabilità e spesso viene utilizzato per bonificare terreni salini e per prevenire l’erosione del suolo in aree costiere.
Immagine utilizzata, dunque, per la Palestina, dove le piogge cadono scarse, estremamente significativa.
L’albero che ha le radici nell’acqua è molto rigoglioso, pieno di foglie e di frutti, e con la sua ombra dà riparo a molti, così, chi è fedele a Jhwh ha sempre la “sorgente”, della forza e della felicità, non teme gli attacchi nemici, riceve da Dio la fecondità non mancherà e “porterà frutto”.
L’uomo che non ha “radici nell’acqua viva”.
Terra sterile come l’aridità del cuore dell’uomo che nulla pensa se non a se stesso.
L’uomo “arido” che può “fare a meno”… di ciò che è “vitale”…
Il rischio e la tentazione dell’individualismo che pian piano diventano solitudine e “abisso” verso gli altri e verso l’Altro.
Aridità senza felicità.
“Mettere radici”.
“Confidare”, fidarsi, “radicarsi”.
“Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia”.
Maledizione e Benedizione: l’antitesi.
Lontano da Dio e vicino al Signore.
L’apparenza della semplicità dell’immagine non deve ingannare: il profeta Geremia è testimone nel IV secolo del crollo del Regno di Giuda e della città di Gerusalemme.
Le sue parole riecheggeranno nel Salmo 1,3 il giusto
“è come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene” e il malvagio è come “pula che il vento disperde” (Salmo 1,4).
La “primavera” che nasce dalla fiducia e dalla speranza.
La fedeltà a Dio e alla sua legge è principio generatore di vita, di fecondità, di freschezza interiore.
L’uomo per se stesso ed oltre se stesso.
Il cuore di Dio, per l’uomo.
Il cuore di Dio che continua a voler bene all’uomo oltre la sua “autonomia”, oltre la sua “presunzione”, oltre la sua “sterilità”.
Dio “tenuto lontano dall’uomo”, non si “allontana”, continua ad attendere.
***
Un luogo pianeggiante (Vangelo), una gran moltitudine di gente, provenienze diverse…
E Gesù “alza gli occhi”, fissa, guarda e parla.
Beati e guai…
Chissà quale tono di voce ha usato Gesù per farsi sentire dalla moltitudine…
Uno “schema” ed un “ritornello”, quasi un “canto”.
Beati… perché…
Guai… perché…
Con quegli occhi “alzati”, per non perdere neppure uno sguardo, per non rischiare che il messaggio non giunga… perché si parla di “felicità”.
Un Dio che “incontra” l’uomo e il suo desiderio e “parla” con gli occhi al cuore.
Alza lo sguardo con chi “cammina” con Lui, con chi si è “messo in cammino”, con chi “lo ha seguito”.
Gesù li guarda, quello “sguardo alzato” è per loro, quello “sguardo” per l’uomo.
Gesù ci racconta lo sguardo di Dio sull’uomo e lo fa con quelle “parole di beatitudine” che hanno un perché, con quei “guai” che hanno un perché.
Un Dio che “guarda” nella direzione della vita dell’uomo, di ogni singolo uomo.
Guarda e “mette in guardia”.
Povertà, fame, pianto, odio, disperazione, afflizione, disprezzo… condizioni dell’esistenza umana.
Una ricompensa.
Meglio un “ideale di vita”… non importa se la “ricompensa” appare “lontana” dalle logiche del mondo.
Non è una questione di “beatitudine”, ma forse di “appartenenza”: Gesù è con chi è povero, con chi piange, con chi soffre, con chi è odiato e messo al bando…
Gesù è con l’uomo, con la donna, con la “persona” e tutti siamo stati “scartati”, abbiamo sofferto, siamo stati “infamati”… da vicini e lontani… non da Dio.
E Dio è con noi.
Dio è con l’uomo ed è per questo che siamo “beati”.
Vivere la beatitudine è una strada possibile, percorribile, perché Gesù è con noi, perché Lui è il Liberatore, il Consolatore, il Salvatore.
Forse dobbiamo, a partire dalla domanda di Giovanni il Battezzatore evidenziata nel capitolo 7:
“Sei tu quello che deve venire?” non è solo “curiosità”, è attesa, è fiduciosa speranza: E Gesù non delude: i ciechi vedranno, i sordi udiranno, i morti resusciteranno… ma soprattutto: ai poveri è annunziata la buona novella.
Ecco la missione di Gesù, ecco la “prima beatitudine”.
La “pienezza di vita” per ogni persona. Per tutti, perché tutti siamo “mancanti” se Dio non è con noi.
I poveri avranno il “Regno di Dio” ed i “ricchi” hanno già la loro ricompensa.
Voglio essere “povera”, perché in Cristo il Regno di Dio “è”, “è presente”, perché Gesù non promette “ricchezza”, ma chiede accoglienza che genera “cambiamento”, che offre speranza, che “apre il cielo” e permette che afflizione, fame, sofferenza, pianto… trovino riscatto.
Gesù offre “futuro” a tutti coloro a cui era stato “privato” e “precluso”.
E allora leggendo e rileggendo la pagina lucana, mi pare di scorgere un Gesù attento ed “interessato”, non solo ai singoli, alle miserie ed alle povertà umane, ma all’intera comunità.
Gesù vuole l’autentica “comunione”, perché “guai” a noi tutti, oggi come allora, se pensiamo che ricchezza, sazietà, appagamento, fama, notorietà, importanza… ci facciano “migliori”, più “degni”, già “salvi”.
“Guai” a noi, uomini e donne, se pensiamo che possiamo “fare a meno” della Parola e del Pane, se pensiamo che quella “Parola e quel Pane” sia solo per noi perché solo noi lo “meritiamo”.
Ecco che cosa dovrebbe insegnarci questa meravigliosa ed affascinante pagina, queste parole che ancora ci interrogano, ci fanno pensare, meditare, riflettere: Gesù vuole la comunione dell’umano, di ogni persona, povera, misera, sofferente, peccatrice, piangente, afflitta, sola, abbandonata, esclusa…
A quella “folla”, a noi, guardandoci, “alzando gli occhi”, guardandoci negli occhi… non perché ha bisogno della nostra approvazione o vuole vedere la nostra reazione, ma perché ci ama e se ci ama ci chiama alla “beatitudine”, perché quegli occhi “alzati” sono gli occhi di Dio che “guarda” i poveri.
E io, Signore, voglio essere quel “povero” guardato da te, con quella parola usata dall’evangelista Luca: “i poveri, poiché vostro è il regno di Dio» (v. 20), resa con il termine greco ptôchos (povero) che traduce l’ebraico >ani e la variante più tardiva >anaw (da >anah, rispondere, dipendere).
Voglio essere “povera”, perchè il povero è colui che “dipende”, che vive in una condizione di oppressione e di umiliazione, ma quel “povero” cantato dai salmi, il povero che si identifica con colui che è umile, pio, fedele a Dio.
Voglio stare in attesa fiduciosa di “in quel giorno”, cioè quando, con la venuta del regno di Dio, la situazione sarà ribaltata: la “discriminazione” del mondo sarà capovolta, in nome del “Figlio di Dio”, per una “ricompensa” nel Regno.
Magistrale e consolante il versetto 26 della pericope lucana: “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti”.
La “tentazione del mondo” sgretolata.
Gesù chiede di “scegliere” e la scelta richiede coraggio e slancio per non accontentarci, per non “seguire” le “cose del mondo”, ma quelle che rendono “felici”.
Luca, a differenza di Matteo, riferisce la beatitudine agli interlocutori di Gesù, “aperte” alla persona.
Gesù attinge dalla tradizione biblica sapienziale per definire il “senso dell’esistenza” nella fede: Beati sono coloro che seguono un “itinerario” per raggiungere la “condizione” della beatitudine.
La “beatitudine”, pur rimanendo ancorata alla vita della persona si “realizza” in Dio.
Un “capovolgimento” della vita dell’uomo.
Non è un caso che Gesù “alza gli occhi” verso i discepoli: soggetto del “cambiamento”, “oggetto” della quarta beatitudine “beati voi quando vi perseguiteranno… a causa del mio nome”.
Il “nome di Dio” diventa “garanzia” di felicità.
Risuonano ancora le parole del canto di Maria, il Magnificat: “ha rovesciato i potenti dai troni… ha ricolmato di beni gli affamati… ha soccorso…”
La “pienezza di vita”, dono gratuito di Dio.
Ecco allora l’invito di Gesù: cambiare il nostro sguardo sul mondo sulle cose e sulla vita, perché diventi il Suo sguardo, lo sguardo della “felicità”.
Lo sguardo che parte dalla Parola: non possiamo dimenticare Isaia 28,13 “E sarà per loro la parola del Signore: “precetto su precetto, norma su norma, un po’ qui, un po’ là” (traduzione Cei),ma a ben analizzare quel “precetto su precetto” forse potrebbe essere “linea” dopo “linea”, diremmo oggi, “passo dopo passo”… quel “cammino” che percorriamo verso Dio, passando attraverso l’amore del prossimo.
A quella folla convenuta ad ascoltarlo, a noi… Gesù dice “voi”: beati e guai… (otto in tutto) voi, noi… che ascoltiamo la “Parola”, proviamo a meditare sulla “saggezza” di Proverbi 23, 4-5:
“Non ti affannare per diventare ricco, smetti dall’applicarvi la tua intelligenza. Vuoi tu fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali, come l’aquila che vola verso il cielo.”
Non importa che siamo su un “monte” o “in un luogo pianeggiante”, Gesù parla a noi, guarda i nostri volti, scruta i nostri cuori e per noi ha parole di “beatitudine”, ci racconta l’essere e l’esistere umano e ci invita all’ “assoluto”, ci invita ad essere cristiani “attenti” per poter cogliere l’Assoluto della felicità: Dio stesso.
Lunedì 17 febbraio in Chiesa Abbaziale alle ore 21 Preghiera con il gruppo ‘Vita Nuova.’
Martedì 18 in Chiesa Abbaziale alle ore 21 Adorazione Eucaristica.
Mercoledì 19 e giovedì 20 la Santa Messa feriale sarà celebrata alle ore 9.
Sabato 22 dalle 15 alle 16.30 in Casa Parrocchiale Sacramento della Confessione.
Domenica 23 alle ore 15 a Grignasco ci sarà l’ingresso del nuovo parroco don Marco Borghi.
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Redazione di Vercelli
Il Carnevale di Ivrea, uno degli eventi più iconici del panorama internazionale, si prepara a vivere un’edizione senza precedenti grazie a una campagna di comunicazione di grande impatto, pronta a raggiungere milioni di persone. Con una strategia cross-channel che combina visibilità nazionale e locale, e una forte componente visiva, verranno raggiunte centinaia di migliaia di persone ogni giorno.
Il cuore pulsante di questa nuova campagna sono i maxi ledwall retroilluminati, posizionati nei punti più strategici di Milano e Torino che ospitano il manifesto ufficiale del Carnevale 2025. La maxi campagna di OOH ha avuto una prima importante fase nel periodo natalizio, coinvolgendo le principali città del Nord Italia e dal 6 febbraio è in corso la seconda fase, con un aumento delle posizioni a Milano e Torino. I maxi schermi colpiscono il pubblico in luoghi ad alta frequentazione e forte immagine, come Piazza Duomo – Corso Vittorio Emanuele, Corso Garibaldi, Corso Buenos Aires, e Navigli a Milano, solo per citarne alcuni.
L’installazione dei maxi ledwall è supportata a livello locale da banner bifacciali recentemente installati ad Ivrea che creano una sinergia tra visibilità nazionale e quella locale, offrendo così una copertura completa.
La Fondazione Carnevale di Ivrea ha profuso un impegno straordinario per l’edizione 2025, con una strategia di comunicazione che segna una vera e propria evoluzione rispetto agli anni precedenti. Non si tratta solo di amplificare la visibilità del Carnevale, ma di portare Ivrea sotto i riflettori di una platea più ampia, nazionale e internazionale. Le azioni di comunicazione sono state incrementate in modo significativo con l’obiettivo di posizionare il Carnevale di Ivrea come uno degli eventi di riferimento del 2025.
La Fondazione ha scelto di puntare su una comunicazione moderna e dinamica, sfruttando canali di grande impatto come i maxi ledwall, i social media e le piattaforme digitali più popolari, in sinergia con alcuni tra i piu iconici network radiofonici nazionali e per la prima volta passaggi in TV, per raggiungere non solo gli affezionati del Carnevale, ma anche nuove generazioni di spettatori e turisti.
La presenza su TikTok, al debutto venerdì 14 febbraio, rappresenta un’importante novità con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico giovane, mentre le affissioni in luoghi strategici e la presenza nei media tradizionali, come la televisione nazionale e i quotidiani nazionali, garantiscono una copertura completa. Un mix perfetto che consolida il Carnevale di Ivrea come una manifestazione all’avanguardia, capace di evolversi con i tempi pur rimanendo saldamente ancorata alla sua tradizione.
Una sinergia di successo tra Fondazione, territorio e Partner. Questo grande sforzo si attua in un quadro di sostegno da parte di numerosi partner e sponsor, in forte crescita, che hanno scelto di supportare la manifestazione contribuendo al suo successo.
Fabio Vaccarono, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carnevale di Ivrea, ha commentato: “La campagna dell’anno scorso ha avuto un impatto visivo notevole, riuscendo a raggiungere quotidianamente centinaia di migliaia di persone. Per l’edizione 2025, abbiamo deciso di rafforzare ulteriormente la nostra spinta promozionale, aumentando ulteriormente gli sforzi. Non solo vogliamo aumentare la notorietà del Carnevale di Ivrea, ma anche valorizzare il nostro rapporto con gli sponsor e i partner che ci supportano. Milano e Torino sono due piazze fondamentali, mentre Bologna, inclusa nella prima tranche di campagna, ha rappresentato una novità strategica. L’esordio su passaggi in TV ci permette infine di raggiungere un pubblico ancora più ampio“.
La campagna non si limita alla visibilità outdoor: quest’anno il Carnevale di Ivrea ha incrementato anche la presenza sulle pagine dei principali quotidiani nazionali, tra cui Libero, Il Giornale, Il Tempo, Il Foglio, La Verità, La Gazzetta dello Sport, Il Domani, Il Sole 24 Ore, oltre alla conferma dei media partner La Stampa, La Repubblica e la Sentinella del Canavese. Inoltre, sono previste affissioni e video promozionali anche nell’aeroporto di Torino, per intercettare un pubblico di turisti e viaggiatori.
Parallelamente, la presenza digitale del Carnevale di Ivrea si potenzia ulteriormente. Dopo il successo su Facebook e Instagram, con una community attiva e coinvolta, l’apertura del canale ufficiale su TikTok rappresenta un passo fondamentale per raggiungere un pubblico giovane e creativo, ampliando così la portata della campagna sui social. La strategia prevede anche la partecipazione di tiktoker e content creator durante alcune giornate del calendario, per arricchire ulteriormente l’esperienza digitale.
Il Carnevale di Ivrea 2025 non è solo un evento tradizionale, ma una vera e propria esperienza collettiva che celebra il passato, guardando però con entusiasmo al futuro. La campagna di comunicazione 2025 è un chiaro esempio di come una tradizione possa evolversi, dialogando con le nuove generazioni e acquisendo una visibilità internazionale. Con un mix vincente di tradizione e innovazione, il Carnevale di Ivrea è pronto a conquistare il cuore e la mente di chiunque decida di viverlo, coinvolgendo residenti, turisti e spettatori.
Domenica 2 marzo: La spettacolare Battaglia delle Arance ti aspetta a Ivrea! Non perdere l’occasione di vivere una delle tradizioni più spettacolari d’Italia. La città si trasformerà in un’arena di colori e adrenalina con 9 squadre di aranceri a piedi e oltre 50 carri da getto che si sfideranno in un emozionante combattimento all’ultimo frutto. Un evento unico al mondo che celebra la storica ribellione popolare contro la tirannia!
Il Carnevale di Ivrea è una festa che affonda le radici nella leggenda di una ribellione popolare contro un tiranno. La celebre Battaglia delle Arance è il cuore della manifestazione, che ogni anno riunisce la città in una straordinaria celebrazione di libertà e spirito comunitario, con centinaia di partecipanti da tutto il mondo che si sfidano in un’incredibile tradizione che dura da oltre 800 anni.
Info e ticket: www.storicocarnevaleivrea.it
Facebook: Carnevale di Ivrea Official
Instagram: @carnevale_ivrea
TikTok: @carnevaleivrea
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Redazione di Vercelli
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Per le squadre sportive, le magliette personalizzate sono un grande classico. Il design può includere il logo della squadra, i nomi e i numeri dei giocatori, i colori ufficiali del team e magari uno slogan motivazionale del tipo “Uniti vinciamo“. Indossare queste maglie durante le partite oppure in occasioni informali rafforza il senso di appartenenza e spirito di squadra.
Crea un gruppo di lavoro coeso con le magliette per eventi aziendali
Durante conferenze, team building o fiere, le maglie personalizzate possono diventare uno strumento di branding molto efficace. Un design curato dovrebbe includere il logo aziendale, uno slogan rappresentativo della mission dell’azienda e i colori istituzionali. Dettagli come la data e il luogo dell’evento o un hashtag ufficiale possono rendere le magliette ancora più significative. Infatti, non solo promuovono il brand, ma aiutano anche i dipendenti a sentirsi parte di un gruppo coeso.
Maglie per gruppi musicali: il merchandising perfetto
I gruppi musicali possono utilizzare t-shirt personalizzate per connettersi con i fan e promuovere il proprio lavoro. Un design accattivante potrebbe includere magari la copertina di un album, i titoli delle canzoni più note o le date del tour, rendendo queste maglie veri e propri oggetti da collezione. Grafiche artistiche che esprimono lo stile musicale della band aggiungono un tocco distintivo.
Magliette per cause sociali: promuovi il cambiamento
Quando si tratta di sensibilizzare le persone su una causa o raccogliere fondi per la stessa, le maglie personalizzate sono uno strumento potente. Possono riportare slogan motivazionali come “Insieme per un futuro migliore“, illustrazioni simboliche come cuori o alberi e colori che richiamano la causa, ad esempio il rosa per il cancro al seno. Indossarle non solo diffonde il messaggio, ma crea un forte senso di partecipazione e responsabilità.
Un must per i viaggi di gruppo: condividi l’avventura!
Un viaggio di gruppo diventa ancora più speciale con una maglia personalizzata che celebra l’occasione. Può riportare il nome della destinazione, come “Road Trip in Toscana” o “New York 2025“, accompagnato da illustrazioni a tema come mappe o monumenti conosciuti. Per un tocco ancora più personale, si possono aggiungere i nomi dei partecipanti e frasi divertenti che catturano lo spirito dell’avventura. Queste maglie diventano dunque ricordi tangibili di esperienze condivise.
T shirt per festival e raduni: la community delle passioni
I festival musicali e i raduni culturali sono momenti perfetti per sfoggiare t shirt personalizzate. Queste possono includere il nome dell’evento, grafiche artistiche che ne catturano l’essenza, colori vivaci e dettagli come date e luoghi. Avere queste maglie aiuta a creare community di passioni e interessi e lascia un ricordo duraturo dell’esperienza.
La famiglia chiama: celebra le tue emozioni con originalità!
Le occasioni familiari come matrimoni, riunioni o battesimi possono essere celebrate con magliette personalizzate. Un design semplice ma significativo potrebbe prevedere il cognome della famiglia, magari accompagnato da una frase emozionante come “La famiglia è tutto“. Per un tocco vintage, si possono utilizzare foto storiche degli antenati, creando un mix tra tradizione e modernità. Queste maglie uniscono la famiglia e allo stesso tempo sono un must per foto di gruppo indimenticabili.
Il legame tra animali domestici e padroni: scegli l’ironia di una maglietta
Anche gli animali domestici possono essere coinvolti nella moda delle magliette personalizzate. Un’idea originale è creare un set coordinato per padrone e animale, con frasi spiritose come “Il mio migliore amico” per l’umano e “Sono io!” per il cane. Le illustrazioni possono includere zampe, ossi o silhouette degli animali, con colori abbinati per completare il look. Queste maglie portano un sorriso a chiunque le veda e sono perfette per foto memorabili.
Riaperto oggi, venerdì 14 febbraio, il cavalcavia Tournon e ripristinato il doppio senso di marcia del sottopassaggio dell’Isola.
Alle 14 è stato dato il via libera alla circolazione: “Non è stato un solo intervento di ripristino estetico – ha dichiarato il Sindaco Roberto Scheda – ma soprattutto un intervento strutturale e non più prorogabile. Da anni il cavalcavia Tournon era puntellato. Le condizioni di conservazione degli appoggi erano tali da non garantire più la necessaria resistenza strutturale al traffico veicolare e pesante”. Anche le travi, ha dichiarato, non essere state più in grado di rispettare i requisiti minimi. Un unico obiettivo: “Assicurarsi della sicurezza dei vercellesi”.
Scheda ha inoltre ringraziato la cittadinanza e ha ricordato che le opere sono state iniziate da chi lo ha preceduto.
Con lui anche l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Simion, l’assessore alla Viabilità Paolo Campominosi, alcuni componenti della giunta quali Ombretta Olivetti, Elisa Cubito ed Antonio Prencipe, il vicepresidente del Consiglio Comunale Gianni Marino, i dirigenti del Comune e le ditte che hanno lavorato all’opera.
In seguito, si è tenuta la benedizione del cavalcavia da parte di Monsignor Stefano Bedello.
Tutto questo in una data simbolica, San Valentino: “Un gesto d’amore per i vercellesi” ha detto Scheda.
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Redazione di Vercelli
Il Comando della Polizia Locale di Trino ha presentato il rapporto annuale 2024, illustrando l’impegno costante degli operatori nel garantire sicurezza, ordine pubblico e controllo del territorio. Nonostante la riduzione dell’organico a sei unità, l’attività del Corpo si è svolta senza interruzioni, assicurando presenza e vigilanza in oltre 30 eventi cittadini e coprendo oltre 1.000 ore di servizio straordinario.
Particolare rilievo è stato dato alla sicurezza stradale, alla gestione del traffico e alla prevenzione degli illeciti.
Attività principali svolte nel 2024:
Controlli e viabilità:
Oltre 500 pattuglie automontate
700 servizi di viabilità scolastica
50 controlli sulla velocità
182 sanzioni per divieto di sosta, oltre 700 per eccesso di velocità
2 incidenti stradali rilevati
Vigilanza su eventi e manifestazioni:
125 eventi pubblici monitorati
103 mercati e 4 fiere controllati
Servizi straordinari per festività e celebrazioni civili
Sicurezza urbana e tutela ambientale:
49 controlli sul corretto conferimento dei rifiuti
42 verifiche sul rispetto delle norme per la tenuta degli animali
41 controlli per il rispetto del Regolamento di Polizia Urbana
Innovazione tecnologica:
Nuovo impianto radio digitale VHF per migliorare le comunicazioni operative
Aggiornamento del sistema di videosorveglianza con 48 telecamere su Trino e 3 su Leri.
Introdotto il sistema digitale per la gestione delle multe, con notifiche via PagoPA
Educazione e formazione:
Corsi di educazione stradale per oltre 300 studenti nelle scuole primarie e secondarie
Incontri sulla legalità con i Carabinieri e sensibilizzazione sui pericoli della rete
42 ore di formazione per gli operatori di Polizia Local
Il sindaco Daniele Pane ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro svolto: “Nonostante le difficoltà legate alla riduzione del personale, la nostra Polizia Locale ha garantito una presenza costante e qualificata, contribuendo alla sicurezza della comunità. Continueremo a investire per migliorare dotazioni e servizi. Ringrazio il Comandante Marco Tozzi per l’egregio lavoro svolto presso il Comune di Trino e gli auguro il meglio per il prosieguo della sua carriera nel nuovo ente presso cui prenderà servizio. A breve annunceremo il nome del nuovo Comandante della Polizia Locale”.
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