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PiemonteOggi, Provincia di Vercelli

(elisa moro) – Settembre, mese della vendemmia e del tramonto della stagione estiva, tempo di ripresa per le attività scolastiche e lavorative. È anche un mese attraversato da appuntamenti importanti sul piano spirituale, da numerose feste mariane, che come delle piccole perle, delineano la quotidianità, impreziosendola, ampliandone il suo sguardo.

Maria, vera donna e creatura e, al contempo, preservata dal Padre per il progetto della salvezza, per compiere il Suo disegno d’amore verso l’umanità, viene contemplata in momenti differenti: la fragilità del nascere, del “venire al mondo” (8 settembre – Natività di Maria); il ricevere un nome (12 settembre – Santo Nome di Maria); il contemplare l’immenso dolore del Figlio crocifisso, divenendo, sotto il patibolo, Madre di tutti gli uomini (15 settembre – Beata Vergine Addolorata).

Alla luce di queste tre feste, peraltro molto sentite anche a livello diocesano, dove molti santuari e chiese locali sono dedicati a Maria o alla sua Natività, occorre comprendere quale messaggio attuale esse possono trasmettere.

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“Chi è colei che vicina al Verbo Divino cresce come una pianta di vite appoggiata ad un grande albero” (Sant’Ambrogio, Predica 40).

Maria, limpida via che indica il mistero dell’Incarnazione del Figlio.

Una natività, quella della Vergine, che preannuncia, come stella mattutina, l’alba raggiante del Figlio, vero Sole che dissipa le tenebre del dubbio e le ombre della morte (cfr. Lc. 1, 78-79).

Onorando la nascita di Maria, creatura vera, ma “eletta da Dio per essere Madre di Cristo e resa idonea da subito per tale missione” (San Tommaso, Summa Theol. III), lo sguardo della fede è trasportato a contemplare già il “sì” che quella giovane donna pronuncerà all’Arcangelo Gabriele nella dimora di Nazareth, il “sì” da cui tutto ha avuto inizio – l’inizio degli inizi per dirla con un gioco di parole – e per cui “il mondo intero ha atteso la risposta in pianto, prostrato in ginocchio” (cfr. Omelie di San Bernardo, 4, 8-9).

Attraverso la nascita di Maria, come ricorda Sant’Andrea di Creta, vissuto tra il VII e l’VIII secolo, si contempla “il mistero del Dio che diventa uomo, la divinizzazione dell’uomo assunto dal Verbo.

Questi rappresentano la somma dei beni che Cristo ci ha donati, la rivelazione del piano divino e la sconfitta di ogni presuntuosa autosufficienza umana.

La venuta di Dio fra gli uomini, come luce splendente e realtà divina chiara e visibile, è il dono grande e meraviglioso della salvezza che ci viene elargito. La celebrazione odierna onora la natività della Madre di Dio.

Però il vero significato e il fine di questo evento è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere “la Madre del Re dei secoli, di Dio” (Discorso I: PG 97, 806-807).

Questa importante e antica testimonianza ci porta al cuore della tematica su cui riflettete e che il Concilio Vaticano II volle già sottolineare nel titolo del Capitolo VIII della Costituzione dogmatica sulla Chiesa “Lumen gentium”:

“La Beata Vergine Maria Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa”.

In Maria nascente, “monte in cui Dio si è compiaciuto per scegliere la Sua dimora” (San Giovanni Damasceno, Hom 1), si scorge quindi l’intima connessione, il “nexus mysteriorum”, tra la storia umana, che spesso prende deviazioni o storture, e quella di Dio, che ora bussa alla porta dell’umanità, scegliendosi una casa, prediligendo da sempre una creatura, destinata ad essere Madre del Messia, vero Dio, ma uomo nella carne.

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“Inni cantiam di giubilo al nome di Maria … Nome che all’uman genere del ciel aprì le porte, del regno della morte rimase vincitor” (Mons. Dalla Libera, canto in onore del Nome di Maria, 1936).

Nome di dolcezza, nome che spalanca il Cuore del Figlio

L’evangelista San Luca, nel racconto dell’Annunciazione, precisa “e il nome della Vergine era Maria” (1, 27). Un nome preciso dunque, una storia concreta, autentica, in cui il piano di Dio si inserisce.

Maria: nella tradizione occidentale è stato spesso tradotto con “Stella del Mare”. In ciò si esprime proprio questa esperienza: quante volte la storia appare come un mare buio che colpisce minacciosamente con le sue onde la navicella della vita. Talvolta “la notte sembra impenetrabile e spesso può crearsi l’impressione che solo il male abbia potere e Dio sia infinitamente lontano” (Benedetto XVI, 12/09/2009).

Si giunge a vedere come molto distante la grande Luce di Cristo, che ha vinto il male e la morte, mentre si distingue più nitidamente quella della bontà, emanata dalla Madre, che invita a non temere. In questo Nome, quello di Maria, si vede allora un riparo dai pericoli, un porto sicuro, come ricorda l’illuminante omelia di San Bernardo:

“Chiunque tu sia, in questo mare che è il mondo, tu che piuttosto che calcare la terra ferma ti senti sballottato quaggiù, nel mezzo di uragani e tempeste, non distogliere mai i tuoi occhi dalla luce di quest’astro, se non vuoi vederti subito sommerso dai flutti della marea.

Se il vento delle tentazioni ti assale, se gli scogli della sventura ti si parano davanti, guarda la Stella, rivolgiti a Maria. Se la collera, l’avarizia, la seduzione della carne sballottano la fragile barca della tua anima, rivolgi il tuo sguardo a Maria. Quando, tormentato dall’enormità delle tue colpe cominci ad essere afferrato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria” (In onore di Maria).

Nell’esperienza di questo Nome, più soave “dei preziosi balsami” (Ecclesiaste, VII, 2), si scorge qui uno sguardo di dolcezza, di profonda maternità verso gli uomini. Dio, attraverso il nome di Maria, perdona le colpe, sana le ferite, guarisce le piaghe dell’umanità: “è il nome più materno che ci sia”, sostiene San Pietro Crisologo, il solo capace di intenerire sempre il Cuore di Dio, fino a spalancarlo e a commuoverlo.

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“Addolorata, in pianto/ la Madre sta presso la Croce / da cui pende il Figlio” (trad. Stabat Mater diJacopone da Todi).

Madre di fermezza e di responsabile costanza

Maria sta: è la cosa più difficile per una madre. Stare è il contrario di fuggire, di sottrarsi, di far finta di capire; ma è anche il contrario di voler intromettersi, soprattutto quando il figlio appare in pericolo.

Stare è “fare la volontà di Dio” (Mt. 12, 50), anche quando quell’Eccomi diventa una tortura per il cuore o quando non viene meno la fiducia verso quel Figlio che sembra fallire davanti al mondo, fino alla croce, vissuta come un abbandono, una fuga nel buio giardino degli Ulivi, da parte degli amici più intimi e dei discepoli.

E lei sta sotto la croce: Maria che condivide la compassione del Figlio per i peccatori. Come affermava san Bernardo, la Madre di Cristo è entrata nella Passione del Figlio mediante la sua compassione (cfr Omelia per la Domenica nell’Ottava dell’Assunzione).

Ai piedi della Croce si realizza la profezia di Simeone: il suo cuore di Madre è trafitto (cfr Lc 2,35) dal supplizio inflitto all’Innocente, nato dalla sua carne. Come Gesù ha pianto (cfr Gv 11,35), così anche Maria ha certamente pianto davanti al corpo torturato del Figlio. Il suo pudore verginale, “la sua riservatezza, tuttavia, ci impedisce di misurare l’abisso del suo dolore; la profondità di questa afflizione è soltanto suggerita dal simbolo tradizionale delle sette spade” (Benedetto XVI, 15/09/2008), spesso raffigurate nell’arte popolare.

La Croce è tuttavia, riprendendo le parole del domenicano Marie-Dominique Philippe, “la grande epifania dell’amore”, da cui nasce la gioia profonda della Vita vera, quella della Pasqua. Solo dalle parole che il Crocifisso rivolge a Maria, “donna” – “madre”, si coglie “la profondità dell’amore totale”, quello capace di rinnovare la terra nella nuova creazione (cfr. La stella mattutina) e che diventa realizzabile solo dalla compassione materna.

Ecco la Madre: Colei che sta, resta, con la ferma costanza della Donna dell’Apocalisse, divenendo modello di ogni donna di fede. Le lacrime versate ai piedi della Croce si sono trasformate in un sorriso che nulla ormai spegnerà, pur rimanendo intatta la sua compassione materna verso ogni suo figlio, in particolare verso coloro che sono in preda alla sofferenza, come ricorda la preghiera del Memorare (“Ricordati”), che esprime molto bene questa fiduciosa confidenza.

Donna scelta da Dio per divenire Sua dimora; Nome che commuove l’Altissimo; Madre di ogni figlio sofferente: usando l’espressione di Sant’Ireneo di Lione, è “grembo che rigenera gli uomini a Dio” (Adversus Haereses, I), modello che lungo il cammino dei giorni, e di questo mese, traccia la via sicura alla santità.

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Nella tarda mattinata del 30 agosto la Polizia di Stato ha arrestato un uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nella circostanza, nel corso di specifica attività di prevenzione e repressione di reati in materia di sostanze stupefacenti, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Vercelli hanno rintracciato il soggetto ed effettuato una perquisizione presso la sua abitazione ubicata nel centro cittadino.

Sul posto sono stati rinvenuti 431 grammi netti di hashish, suddiviso in dosi pronte per essere spacciate: tale sostanza, per via dell’elevato quantitativo di THC contenuto, immessa sul mercato avrebbe consentito allo spacciatore di incassare circa 6.500 euro.

E’ stato inoltre rinvenuto e sequestrato tutto il materiale per la preparazione ed il confezionamento delle dosi (un bilancino di precisione utilizzato per la pesatura, un rotolo di pellicola trasparente per l’impacchettamento della sostanza ed un dispositivo per il confezionamento sotto vuoto completo di sacchetti), oltre alla somma contante di euro 300,00 quale provento dell’illecita attività di spaccio.

Accompagnato in Questura l’uomo, italiano sessantenne, è stato tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e condotto presso la sua abitazione in regime degli arresti domiciliari.

Nella mattinata del 31 agosto u.s. l’Autorità Giudiziaria convalidava l’arresto ponendo l’uomo in libertà, in attesa di giudizio.

 

Redazione di Vercelli

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La squadra dei Vigili del Fuoco della centrale di Vercelli è intervenuta  questa mattina, venerdì 2 settembre intorno alle ore 10.00, per un soccorso a persona in Corso Abbiate in un palazzo al 7° piano.
La persona soccorsa, era caduta in casa ed è stata trasferita sul piano stradale con l’ausilio dell’autoscala e effettuate le prime cure da parte del 118 è stata successivamente trasportata in Ospedale dai sanitari.

Redazione di Vercelli

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Poco dopo le ore 8:00 di oggi, venerdì 2 settembre, la squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Varallo Sesia è intervenuta a Varallo Sesia, località Aniceti, per un incidente stradale.
L’auto caduta nella scarpata è stata recuperata dal carro attrezzi e la conducente, ferita, è stata trasportata in ospedale per le cure del caso.
Sul posto erano presenti i Carabinieri, il soccorso sanitario e la Polizia Locale.

 

Redazione di Vercelli

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Scadrà alle ore 12,00 di sabato 10 settembre il bando per accedere al Bonus comunale facciate 2021. I proprietari, titolari di contratto di locazione o condomini che faranno domanda potranno accedere a 8 euro a metro quadrato di facciata recuperata, fino a un massimo di 5 mila euro sullo stesso edificio e fino a esaurimento delle risorse disponibili (80 mila euro).

Tra gli interventi ammessi a contributo ci sono quelli riguardanti le parti opache della facciate che sono ammalorate e necessitano di rifacimento, le altre finiture – quali balconi, fregi, infissi, persiane, grate ecc. – che affacciano sulla pubblica via o su una piazza, il rifacimento dell’intonaco e la tinteggiatura dell’intero sviluppo verticale della facciata o degli infissi e degli altri ornamenti.

I lavori svolti sugli edifici del centro storico avranno la priorità, ma potranno comunque accedere al bonus comunale tutti gli immobili residenziali di Casale Monferrato.

Saranno stilate infatti due graduatorie: quella degli edifici ricadenti nella zona perimetrata dal Piano Regolatore Comunale come “centro storico” e quella di riserva, che riguarda gli altri edifici.

Qualora, alla chiusura del bando, e dopo aver soddisfatto tutte le domande della prima graduatoria, ci saranno ancora risorse disponibili, queste saranno assegnate ai richiedenti inseriti nell’elenco di riserva.

La graduatoria delle domande ammesse al bonus sarà stilata in base all’ordine di data di presentazione.

Si ricorda che per accedere al contributo ci si dovrà attenere alle indicazioni contenute nel nuovo Piano del Colore, che prevede l’individuazione di trenta colori, a cui si aggiungono sei tinte dedicate al centro storico, quattordici smalti per elementi ferrosi e legno e tre per gli elementi di ferro.

Il Bonus comunale facciate si può cumulare con la detrazione fiscale statale, però non potrà essere erogato per chi si avvarrà del credito d’imposta del 110% per gli interventi di risparmio energetico.

Anche quest’anno, infine, è stata data la possibilità di ammettere a contributo i lavori effettuati nel corso dell’anno seguente, ma dovranno comunque concludersi entro il 31 dicembre 2023.

Il Regolamento, il bando, le planimetrie, i modelli di domanda e tutte le informazioni sul Bonus comunale facciate sono alla pagina www.comune.casale-monferrato.al.it/agevolazioniedilizie2022.

 

 

Redazione di Vercelli

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Bruno Frontero guida il tris azzurro al comando.

L’Italia vince il Nations’Trophy.

Oggi, venerdì 2 settembre si assegna il titolo con le 36 buche finali.

In campo sul percorso del GC Biella Le Betulle 144 giocatori in rappresentanza di 20 nazioni.

La gara valida per il World Amateur Golf Ranking. Con Reply al fianco delle giovani promesse del golf mondiale nel ricordo di Teodoro Soldati

Dopo le prime due giornate della 15esima edizione del Reply Italian International Under 16 Championship Teodoro Soldati Trophy arrivano i primi verdetti che vedono l’Italia grande protagonista con la vittoria nel Nations’Trophy e un tris di azzurrini al comando della gara, pronti a dare l’assalto al titolo nelle 36 buche finali di domani.

I green ammorbiditi dalla pioggia notturna e il rough quasi inesistente hanno reso il percorso del GC Biella “Le Betulle” forse un po’ più semplice del solito, ma la prova fornita da Bruno Frontero nel secondo giro è stata eccellente, come lo score di 70 (-3), che lo fa salire al primo posto con una carta totale di 140 (-6).

Per Bruno, che ha iniziato a giocare a 5 anni inseguendo papà sui fairway di Sanremo, ben 6 birdie e 3 bogey con la soddisfazione di iniziare la giornata conclusiva da leader: “Ho avuto buone sensazioni e sono riuscito a chiudere un bel giro senza errori particolari – spiega il portacolori del Royal Park -. Cerco di rispettare il campo il più possibile perché Le Betulle è un percorso che se sbagli ti punisce immediatamente. Obiettivo? All’inizio era quello di passare il taglio giocando con umiltà, domani cercherò di ragionare colpo su colpo. Sono sanremese ma mi alleno a Torino e sono seguito dal maestro Giacomo Gandelli e dallo staff del Royal dove mi trovo molto bene”.

Appaiati al 2° posto con 142 (-4) il romano Giorgio Celani (Olgiata) e il siciliano Federico Randazzo (Il Picciolo).

Per Celani, che con Frontero faceva parte del team Italia 2 vincitore del trofeo a squadre, un bel 70 (-3) di giornata (con 4 birdie e 1 bogey).

Per Randazzo, capoclassifica dopo il round inaugurale, una giornata in controllo con uno score in perfetto par (73) grazie a 3 birdie e 3 bogey.

Al 4° posto con 143 (-3) l’olandese Denny Kloeth che con 68 ha realizzato finora il migliore score del torneo.

Per Kloeth, che in stagione ha vinto il qualificato European Young Masters in Finlandia, ieri ben 7 birdie, 4 bogey e 1 eagle all’iconica buca 16.

In difficoltà l’altro leader il ceco Jakub Janda, che con 144 (-2) è sceso al 5° posto dopo un giro chiuso in 75 (+3, con 2 birdie, 2 bogey e un brutto doppio bogey alla buca 9).

Tiene sotto il par al 6° posto il francese Ilan Soave-Marabanian con 145 (-1).

Seguito con 146 (par) in 7a posizione dall’austriaco Thomas Austin e dal migliore dei sudafricani Fabrizio De Abreu.

Perde posizioni Giovanni Binaghi (Monticello) 9° con 147 (+1, 71 76).

Nei top ten con 148 (+2) Luca Rimauro, Filippo Marchi, l’irlandese Fionn Dobbin, lo svizzero Ben Steinmann e il n° 1 sudafricano Janko Van Der Merwe.

Tra gli altri azzurri che passano il taglio da segnalare anche Alfredo Migliorini e Andrea Artusini con 149 (+3), Paolo Perrino, Biagio Andrea Gagliardi, Lapo Francesco Bisazza e Diego Emanuele Danzi con 150 (+4).

ll Nations’Trophy come detto è stato dominato da Italia 2 (Frontero, Celani e Rimauro) con 282 punti, seguito da Italia 1 (Binaghi, Gagliardi e Manassero) con 290 e dalla Rep. Ceca con 292 punti.

Oggi, venerdì 2 settembre, sono previste le ultime 36 buche (con in campo i 45 giocatori che hanno superato il taglio fissato a +6) dove come da tradizione non sono da escludere i consueti colpi di scena. Si inizierà con partenze da due sui tees delle buche 1 e 10 dalle ore 7 per il 3° giro, con i migliori che scatteranno dalla 1 tra le 8,03/8,39. A seguire dalle 11,30 partirà il 4° e ultimo round con i migliori che si contenderanno il titolo in azione tra le 12,33/13,09.

La premiazione si svolgerà intorno alle 18.

Dopo due anni forzatamente condizionati dalla pandemia la manifestazione è ritornata sui numeri record del 2019 e ai nastri di partenza si sono presentati 144 giocatori (per oltre 170 richieste) in rappresentanza di 20 nazioni (Italia, Sudafrica, Norvegia, Olanda, Svizzera, Inghilterra, Belgio, Rep. Ceca, Danimarca, Slovacchia, Germania, Francia, Liechtenstein, Galles, Svezia, Irlanda, Finlandia, Slovenia, Scozia e Austria).

Il Reply Italian International Under 16 Championship, che è valido per il World Amateur Golf Ranking e per l’EGA European Men’s Amateur Ranking, si è costruito negli anni una solida tradizione di rivelatore di nuovi talenti, e la lista di chi è passato da questa gara per poi spiccare il volo nei tour professionistici si allunga anno dopo anno.

Tanto per citare i più noti: Matteo Manassero, Renato Paratore, Haydn Porteous, Thomas Pieters, Matthew Fitzpatrick, Brandon Stone, Paul Dunne, Thomas Detry, Guido Migliozzi, Zander Lombard, Kristoffer Reitan, Matthias Schwab, Marcus Kinhult e buon ultimo Thriston Lawrence che ha appena vinto l’Omega European Masters a Crans Montana.

Il Campionato è dedicato a Teodoro Soldati, giovane promessa del golf azzurro scomparso nel luglio del 2015.

Partner dell’evento è Reply, multinazionale leader sui nuovi canali di comunicazione e i media digitali.

Ricordiamo che l’accesso del pubblico è libero.

Gli orari e le classifiche sono consultabili su www.federgolf.it e www.golfclubbiella.it. dove è anche possibile seguire l’evoluzione della competizione grazie al live scoring.

Live scoring e Facebook

Un must del Campionato è il sistema live scoring che consente tramite un app aggiornamenti in tempo reale dei risultati del torneo ogni 3 buche. Per seguire i risultati in diretta della gara di tutti i partecipanti gli interessati non dovranno far altro che collegarsi al sito del G.C.Biella (www.golfclubbiella.it).

Aggiornamenti sulla manifestazione saranno visibili sulla pagina Facebook del Golf Club Biella Le Betulle.

Storia

I Campionati Internazionali Under 16, nati l’anno successivo agli Europei Amateur 2006 vinti a Le Betulle da Rory McIlroy (nell’occasione il nord-irlandese eguagliò con uno score di 65 il record del campo di Alfonso Angelini), fanno parte del calendario EGA (European golf association) e sono tra le principali e più apprezzate manifestazioni a livello giovanile europeo.

Alla prima edizione degli Internazionali Matteo Manassero (4 vittorie nello European Tour) chiuse al 4° posto mentre nell’albo d’oro si segnalano i nomi degli azzurri Corrado De Stefani, Renato Paratore (2 vittoria nello European Tour) e Guido Migliozzi (2 vittorie nello European Tour), del sudafricano Haydn Porteous (2 vittorie nello European Tour), del danese Kristoffer Reitan e dell’austriaco Matthias Schwab.

Tra i giocatori passati da Biella ed ormai stabilmente protagonisti nei Tour professionistici spicca il nome dell’inglese Matthew Fitzpatrick che a giugno ha vinto la 122esima edizione dello US Open, senza dimenticare il belga Thomas Pieters (6 vittorie nello European Tour, l’ultima a gennaio nell’Abu Dhabi HSBC Championship),  l’irlandese Paul Dunne (1 vittoria nello European Tour), lo svedese Marcus Kinhult (1 vittoria nello European Tour) e i sudafricani Zander Lombard, Brandon Stone (3 successi nello European Tour) e Thriston Lawrence che ha appena vinto l’Omega European Masters a Crans Montana. Campione uscente è il piemontese Michele Ferrero che lo scorso agosto firmò la settima vittoria italiana nella manifestazione.

World Amateur Golf Ranking

I Reply Italian International Under 16 Championship sono validi per l’EGA European Men’s Amateur Ranking e il World Amateur Golf Ranking, il sistema che classifica i migliori golfisti dilettanti del mondo basandosi sui risultati di oltre 2.600 tornei amatoriali all’anno (monitorando i risultati delle 104 settimane precedenti).

Trofeo Teodoro Soldati

La manifestazione è dedicata ed intitolata a Teodoro Soldati, scomparso nel luglio del 2015 lasciando un vuoto incolmabile in chi lo conosceva e ne apprezzava le straordinarie doti umane e l’incredibile talento.

Teodoro era molto legato ai campionati avendoli giocati ben quattro volte, migliorando di anno in anno la sua prestazione sino a raggiungere il podio nel 2013 (3°) e il successo nel 2014 con una performance che lasciò pochissimo spazio agli avversari.

Formula

La formula di gioco prevede la disputa di 72 buche stroke-play con taglio dopo i primi due giri di qualificazione.

Da quest’anno saranno invece i primi 42 della classifica più gli eventuali pari merito che parteciperanno alle 36 buche finali in programma nella giornata conclusiva di martedì.

In palio oltre al titolo individuale ci sarà anche il Nations’Trophy (con team composti da 3 giocatori) che verrà assegnato alla fine della seconda giornata tenendo conto dei migliori 2 score su 3 di ogni giro.

Partner

Reply, multinazionale leader sui nuovi canali di comunicazione e i media digitali, rinnova il sostengo ai giovani talenti del Golf Internazionale Under16.

Reply

Reply [MTA, STAR: REY] è specializzata nella progettazione e nell’implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e media digitali. Costituita da un modello a rete di aziende altamente specializzate, Reply affianca i principali gruppi industriali europei appartenenti ai settori Telco & Media, Industria e Servizi, Banche e Assicurazioni e Pubblica Amministrazione nella definizione e nello sviluppo di modelli di business abilitati dai nuovi paradigmi del Big Data, Cloud Computing, Digital Media e Internet degli Oggetti. I servizi di Reply includono: Consulenza, System Integration e Digital Services. www.reply.com

Golf Club Biella Le Betulle

Ad ospitare la gara è il Golf Club Biella “Le Betulle”, situato ad una altitudine di 590 metri slm, è stato realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra (la più lunga d’Europa) in un ambiente naturale ideale per il golf.

Il campo, un parkland a 18 buche, par 73, è stato progettato dall’architetto inglese John Morrison nel 1956 ed è da molti anni nei primissimi posti di tutte le classifiche nazionali ed internazionali.

Ad inizio 2018 è stato inaugurato l’allungamento della buca 18 (par 5), dove è stato realizzato un nuovo green, più piccolo ed ondulato rispetto al precedente, avanzato di 37 metri rispetto alla posizione attuale e difeso da due bunker.

Il percorso raggiunge ora dai tee di campionato una lunghezza di 6534 metri contro i 6497 precedenti. Negl’anni il Gc Biella ha ospitato diverse prestigiose competizioni nazionali ed internazionali: dai Campionati Europei femminili e maschili sino alla mitica Lancia D’Oro, che vide in campo negli anni 60/70 i big del golf mondiale guidati da Severiano Ballesteros e Flory Van Donck.

 

Redazione di Vercelli

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In vista dell’imminente inizio della stagione calcistica 2022/2023, il Prefetto di Vercelli, Lucio Parente, ha tenuto giovedì 31 agosto una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, alla presenza del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché del Sindaco della città, al fine di concordare le misure da prevedere al fine di garantire in una cornice di sicurezza lo svolgimento delle prossime competizioni che si svolgeranno all’interno dello Stadio “Silvio Piola” di Vercelli.

Tra le varie misure individuate, in particolare, è stato convenuto di prevedere alcuni divieti con lo scopo di ridurre il rischio per possibili turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica, nonché per l’incolumità degli spettatori.

In particolare, è stato convenuto di vietare:

l’introduzione, la somministrazione, la vendita per asporto, la cessione anche a titolo gratuito, ed il consumo di bevande alcoliche con gradazione volumetrica superiore al 5%;

l’introduzione, la somministrazione, la vendita per asporto, la cessione anche a titolo gratuito, ed il consumo di bevande alcoliche con gradazione volumetrica inferiore al 5% qualora i consumatori risultino in stato di alterazione psicofisica;

l’introduzione, la somministrazione, la vendita per asporto, la cessione anche a titolo gratuito, ed il consumo di bevande non alcoliche ovvero di bevande alcoliche con gradazione inferiore al 5% contenute in lattine, bottiglie di vetro o plastica e involucri di cartone o tetrapack o in altri contenitori idonei all’offesa della persona.

Pertanto, saranno consentiti unicamente la commercializzazione e il consumo di bevande non alcoliche o di bevande alcoliche con gradazione inferiore al 5%, solo previa mescita in bicchieri di carta o plastica leggera.

Tali divieti troveranno applicazione non solo nello Stadio, ma anche nelle aree immediatamente adiacenti allo stesso a partire dalle due ore antecedenti la partita e fino un’ora dopo il termine dell’incontro.

In base alle intese assunte in sede di Comitato, il Prefetto nella giornata di giovedì 1 settembre ha pertanto adottato apposita ordinanza contenente tali divieti che riguarderanno, a partire dal prossimo incontro della “Pro Vercelli” con il “Padova” sabato 3 settembre, tutti gli incontri di calcio della “TIM CUP”, del Campionato di “Lega Pro” ed amichevoli che saranno disputati nello Stadio cittadino.

 

 

Redazione di Vercelli

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Torna a Borgo Vercelli domenica 11 settembre il Torneo dell’Estate di Subbuteo.

Questa volta, a ospitare la III edizione dell’evento, sarà l’ex cinematografo parrocchiale – proprio dove, 36 anni fa, si disputò il primo torneo di Calcio Tavolo in paese.

Alla manifestazione, organizzata dal club locale TSC 69ERS con il patrocinio di Waspa (Associazione mondiale dei giocatori amatoriali di Subbuteo), parteciperanno molti dei più forti atleti del Nord Italia. La formula del torneo prevede una prima fase a gironi e una seconda a eliminazione diretta sino alla finali.

Parallelamente al torneo principale, ne verrà organizzato uno di “consolazione” per i giocatori eliminati così da garantire a tutti i partecipanti lo stesso numero di incontri.

Grazie agli sponsor ogni atleta riceverà un premio.

In dettaglio: Extreme Works Table Soccer, Subbuteo Lab, Bortop Subbuteo, Ivano Paggio, Massaggiatore (C.so Mario Abbiate 90, Vercelli Tel.: 3479795010) Enterprise Video, Dream Action (produzione film, Aosta email: dreamaction.aosta@gmail.com), Generali Italia (C.so De Rege 47, Vercelli), Stamperia Alicese – Abbigliamento Sport e Tempo Libero (via Torino, 73 Cavaglià Tel.: 0161 967779 email.: info@stamperiealicese.it). E poi ancora: L’angolo dei sogni – Bomboniere articolo regalo (Largo D’Azzo 7 – Vercelli Tel.: 0161 214774), Il Tempio del Benessere (Corso Randaccio 2, Vercelli Tel.: 0161 256003) G. M. G. S.N.C. di Girardi Massimo e Gabriele (C.so Magenta 17, Vercelli), Ristorante Pizzeria Giorgio (via Tasso 59, Borgo Vercelli) A & B di Fornara Alessia e Rosso Elisabetta & C. S.N.C. Via Tasso, 121 Borgo Vercelli Tel.: 0161 201841) e Osteria Cascina dei Fiori (Str. Vicinale Rotta Cavalli, Borgo Vercelli), BR Montaggi impianti industriali (Cascina Boranchio, 12 Borgo Vercelli).

Per info e iscrizioni scrivere a: TSC69ERS@gmail.com o consultare Facebook: https://www.facebook.com/TSC69ERS/.

 

Redazione di Vercelli

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(marilisa frison) – Una grande festa la Solennità di San Bartolomeo 2022. La scorsa domenica alle 11 la chiesa e le cappelle erano gremite di presenze.

È stato reso grande onore al Santo Patrono, sull’altare in bella vista, bandiere, labari, stendardi, vessilli delle Associazioni e Confraternite trinesi, che avevano preso posto nei banchi, presente il Sindaco Daniele Pane con la giunta, il Maresciallo Emilio Farina, la Polizia Municipale, i grandi festeggiati assieme al Patrono, i ragazzi della Leva 2004 giunti accompagnati dalla banda musicale cittadina.

Bello vedere tanta gente riunita sotto lo stesso tetto in nome di Bartolomeo.

La Santa messa è stata aperta con una presentazione biografica di Natanaele da parte del domenicano Giancarlo Tione, a presiedere il parroco don Patrizio Maggioni, che ha ringraziato il Sindaco, le autorità e le numerose Associazioni presenti in divisa e con stendardi a celebrare e chiedere la protezione del Santo Patrono e protettore, ma non solo per questo, ha voluto ringraziarle soprattutto per il grande servizio che rendono alla città e alla comunità trinese.
Nell’omelia ha evidenziato l’importanza dell’unità: “Anche nel nostro corpo umano se le cellule si dividono, non restano unite, provocano malessere: il cancro. E se noi non saremo uniti subiremo lo stesso male tremendo: il cancro della società, del Paese in cui viviamo. L’individualismo, il pensare sempre solo a se stessi, a occupare sempre i posti migliori e per questo ci si aggredisce, si mente, per poter mantenere la propria posizione nella logica dell’esisto solo io”.
Tanti i riferimenti sulla sincerità di San Bartolomeo, che ci invita a non occupare il primo posto, ma a essere gli ultimi e a essere autentici.
Il coro ha animato in modo armonioso la celebrazione con una novità: intonando la preghiera del Padre Nostro.
Il Presidente della Pat Mauro Bagna, presente alla Santa messa ha fatto i complimenti ai coristi e ai musicisti per la bravura nell’esecuzione dei canti.
Il parroco ha anche dialogato con i ragazzi della Leva, dicendo loro che: “È giusto far festa, che anche Gesù faceva festa con i suoi apostoli, la cosa importante però è l’amicizia, l’unità, lo stare insieme, io spero che un domani voi possiate essere le forze nuove di queste Associazioni, queste belle realtà trinesi”.
Dopo la benedizione solenne finale, impartita con la reliquia del Santo Patrono, tutti fuori per una foto ricordo davanti al portone ligneo della chiesa.


Questa domenica tutte le celebrazioni eucaristiche hanno avuto luogo in San Bartolomeo, proprio per omaggiare il Santo Patrono.
Ma perché proprio San Bartolomeo è il Patrono di Trino?
L’ha riportato il parroco su il Notiziario di questa domenica:
“La nostra chiesa parrocchiale sorse nel 1278, quando cominciò a decadere l’utilizzo della chiesa di San Michele in Insula ed era necessario inaugurarla e darle un nome.
Nella politica del Basso Medioevo, precisamente dal XII secolo, c’erano anche nel Marchesato del Monferrato le due fazioni politiche contrapposte Guelfi e Ghibellini, e proprio il 24 agosto 1278 il marchese Guglielmo il Grande aveva vinto un’importante battaglia contro i “Guelfi Vercellesi”, sconfiggendoli a Trino.
Secondo tradizione ricorrendo San Bartolomeo, il 24 agosto, giorno della vittoria, il marchese Guglielmo il Grande decise di inaugurare la chiesa in onore al Santo e di conseguenza ne è diventato il Patrono, protettore della città e dei trinesi.
Questa preziosa informazione la dobbiamo allo storico trinese Bruno Ferrarotti, che l’ha ricavata da un inciso di Riccardo Orsenigo su un vecchio volume di Vercelli Sacra, editore Ferrari, Como, 1909”.
La chiesa parrocchiale sabato sera è rimasta aperta fino a tarda notte, per consentire a chi veniva a far festa di poter entrare e dire una preghiera a San Bartolomeo.
Era esposto il Santissimo Sacramento e la Pala d’altare del Guala, che raffigura San Bartolomeo che battezza i reali d’Armenia era suggestivamente illuminata e i canti che provenivano dall’altare si fondevano con quelli delle piazze.

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Provincia di Vercelli

Un tempo, si sarebbe detto che sono “esplose le contraddizioni del sistema”.

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Leggi cliccando qui la prima lettera.

Leggi cliccando qui la seconda lettera.

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E’ proprio quello che sta succedendo nella Lega vercellese e valsesiana, dove ormai sembrano venute allo scoperto le contraddizioni di un “sistema” arrivato al capolinea.

E’ fin troppo facile, dal punto di vista di una storia di questa comunità locale, che certo meriterà scrivere, fare risalire le ragioni della crisi di oggi alla prematura scomparsa di Gian Luca Buonanno, nel giugno 2016 – leggi qui – .

 

Chi scrive non si permette giudizi di sorta sulla vicenda umana (di nessuno e nemmeno) di Gianluca Buonanno: su quella politica tanto hanno detto le cronache e molto dirà, un giorno, la Storia

E’ comunque certo che la sua morte abbia trovato la società civile e la comunità politica di questa provincia, in particolare della sua componente valsesiana, tanto impreparata, quanto nella condizione, inaspettata, di doversi cercare una nuova leadership.

La soluzione si chiamò Paolo Tiramani, ma l’epilogo di questi ultimi sei anni fa capire che si dovrà cercare ancora.

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Per non rischiare di banalizzare ciò che sta capitando nella Lega dove (non va dimenticato ed ammesso che la modesta opinione di chi scrive interessi a qualcuno) vi sono tante persone e Amministratori perbene, capaci ed in buona fede, non si può omettere di partire da qui: da giugno 2016.

Nelle mani di Riccardo Molinari e di Matteo Salvini (se a loro importa qualcosa di Vercelli e della Valsesia) sta ora un problema: come “ricostruire” il partito in provincia.

Partito che, come abbiamo visto, può contare (anche) su molti validi ed onesti Amministratori.

Per un paradosso solo apparente, la Lega in provincia di Vercelli presenta, all’esame di chi voglia tentare una non improvvisata ed obbiettiva analisi politica, una disponibilità, forse anche una “abbondanza” di quadri: e proprio sulla necessità di non disperdere (ulteriori) energie, talenti, risorse, cercando di conciliarle tutte verso una nuova prospettiva di convivenza, progettualità politica e collaborazione, si misurerà la lungimiranza e la capacità dirigente dei responsabili regionali e nazionali del partito.

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Per chiunque dovrà politicamente giudicare, il problema sta tutto qui, inevitabilmente partendo dalla valutazione delle due lettere di cui parliamo in questo articolo: lettere quasi uguali, ma recanti istanze opposte.

Ed anche questa inedita specultarità” dei due documenti non fa che accrescere la necessità di una lettura approfondita di entrambi, come della diagnosi sugli ambienti in cui ne è maturata la stesura.

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Scorrendo le firme in calce ai due testi si vedono, anche quelle, appunto, di Amministratori onesti e capaci.

Prendiamo ad esempio alcuni di questi nomi, pur consapevoli di correre un rischio, quello di essere fraintesi: non è che gli altri siano nomi meno presentabili. Non sta a noi dire e giudicare.

Ma serve qualche esempio, crediamo, per capire.

Nel primo gruppo, ci sono Amministratori Locali da tutti stimati e certamente idonei a ricoprire incarichi di responsabilità politica come, appunto e ad esempio, Claudio Tambornino, Alessandro Montella, Maurizio Tascini.

Nel secondo, Michele Pairotto, Carlo Stragiotti, Alberto Mocca.

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Vogliono, però, cose opposte.

I primi (lettera di Daniele Baglione ed Eraldo Botta) chiedono che sia nominato un Commissario “terzo” rispetto ai protagonisti della spaccatura, ormai insanabile, venutasi a creare.

I secondi, al contrario, chiedono che resti Commissario del partito, fino ad un imminente (forse, non è detto) Congresso, lo stesso Tiramani.

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Vedremo poco oltre gli altri motivi di discordia o di imbarazzo: tutti hanno un fondamento proprio nei trascorsi degli ultimi sei anni.

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IL CONGRESSO, TRA VOGLIA E PAURA

Ora tentiamo di capire perché entrambi gli schieramenti sembra abbiano soprattutto paura di una cosa: quale sarà la base elettorale di iscritti che voterà al prossimo Congresso?

Cioè hanno paura di una cosa (di una pre-condizione) di cui hanno anche voglia (il Congresso che consegni il partito ad un nuovo gruppo dirigente).

E’ un problema solo apparentemente tecnico, invece è di sostanza.

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Per quello che abbiamo capito, tutti (entrambe le “correnti”) danno per archiviata l’esperienza Tiramani.

Ci torneremo, come detto, poco oltre.

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Vediamo, quindi, dapprima, perché sia gli uni che gli altri hanno timori circa la composizione della base elettorale che potrebbe o non potrebbe votare alla future assise congressuali.

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I seguaci di Baglione e Botta hanno un (ragionevole) timore: se si indicesse un Congresso ora, voterebbero, ovviamente, solo gli iscritti Militanti che sono “sopravvissuti” in questi sei anni di “gestione Tiramani”.

Insomma, si tratterebbe di una base congressuale in qualche modo non rappresentativa proprio perché “in continuità” con un periodo che si vuole lasciare alle spalle.

Se si fa la conta dei “morti” e degli abbandoni di questi ultimi sei anni, appare un cimitero di guerra e tra le croci spicca quella di Emanuela Buonanno, che però non è l’unica.

Ci sono (ci sono stati) anche mondi vicini, contigui: persone che erano simpatizzanti e che si sarebbero, magari, potute iscrivere, continuare un percorso dentro la Lega.

Se, per esempio, qualcuno chiedesse al Vice Sindaco di Livorno Ferraris, Franco Sandra, un tempo attivo nelle campagne elettorali a favore della Lega, se abbia cambiato strada perché non gli piacesse più Matteo Salvini o perché non gli piacesse il marketing aggressivo di qualche Cooperativa ansiosa di assumere incarichi nei servizi di pulizia degli uffici, l’interessato potrebbe dare la risposta.

Poi c’è il Gruppo Consiliare al Comune di Vercelli, letteralmente decimato dal 2019 ad oggi.

Partito con 12 Consiglieri, si ritrova con otto.

Perché?

Certo, i “miracolati” come Romano Lavarino e Gian Carlo Locarni, terranno duro.

La lettura in filigrana della lettera indirizzata a Molinari e Salvini dal gruppo di Baglione e Botta (vedremo poi come ha funzionato il “servizio postale”) pare dire proprio questo.

Abbiamo bisogno di tempo, della gestione “terza” da parte di un Commissario perché sia ricostituito un tessuto associativo che dia garanzie a tutti.

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E proprio qui sta la ragione del timore che sembrano coltivare gli altri, quelli che, stamane, hanno spedito la seconda lettera, che non è più appropriato chiamare “gruppo Tiramani”: loro per primi si rendono conto che quel periodo è tramontato.

Per convenzione e brevità, li chiameremo, dunque, della “attuale maggioranza”.

Sono quelli che, in prevalenza, non hanno responsabilità di come siano andate le cose.

Qual è il timore di queste persone?

Quello di essere fatte fuori da un ipotetico “nuovo corso”.

Di nuovo, il problema starebbe nel tesseramento.

Quelli della “attuale maggioranza”, se abbiamo ben capito, sembrano credere: se si aprisse un periodo di commissariamento di medio lungo periodo (che gli altri reputano necessario per ricostituire una credibile base elettorale) potremmo correre il rischio di essere fatti fuori. Baglione e “compagni” potrebbero sollecitare tante nuove adesioni (fare le tessere, come si diceva un tempo, ndr), che potrebbero essere accolte, mentre quelle che potremmo sollecitare noi potrebbero essere respinte.

Così, mentre ora siamo in maggioranza, allora potremmo trovarci in minoranza.

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Timori infondati?

Da un lato, una siffatta impostazione parrebbe sottointendere una sostanziale sfiducia nella imparzialità dello stesso Molinari.

Dall’altro lato, chi conosce la politica sa che queste cose sono possibili.

Non è detto che debbano accadere, ma sono possibili.

Così come è assai probabile (i numeri sono numeri) che un Congresso celebrato ora non farebbe che riprodurre la situazione attuale, “modellata” (conformata?) in questi sei anni.

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Come si vede – se questa può essere una plausibile interpretazione dei percorsi che hanno portato a scrivere le due lettere – le prossime elezioni non c’entrano praticamente niente.

Si potrebbe dire che le elezioni del 25 settembre importino ben poco, un po’ a tutti: anche perchè – come è chiaro a tutti – non ne determineranno il risultato nè Tiramani, nè Botta o Baglione, nè nessun altro in particolare in questa provincia.

C’entrano, semmai, le prossime elezioni del Consiglio Provinciale (2023) e dei maggiori Consigli Comunali, a partire da quello di Vercelli (2024).

E’ chiaro che la candidature saranno decise dalla Segreteria provinciale o dal Commissario provinciale.

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Ma è anche questa un’evidenza (la prima, dal punto di vista della “vita” del partito) che conferma una cosa: la responsabilità sta tutta nelle mani di Riccardo Molinari in particolare.

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Sarà lui, in caso di commissariamento, a dover garantire che il tesseramento assicuri agli uni ed agli altri le medesime possibilità,  la parità dei punti “di partenza”.

Proprio perché sarà necessario assicurare alle tante persone valide, una piena agibilità politica.

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C’E’ POSTA PER VOI

Veniamo, ora, ai contenuti espliciti delle due missive.

Anzitutto, occorre riprendere l’articolo della riunione tenutasi ad Arborio,

lo scorso martedì 30 agosto – leggi qui -.

Quando è stato respinto al mittente l’invito rivolto da Daniele Baglione a Paolo Tiramani per fare un passo indietro e rassegnare il mandato di Commissario.

C’E’ POSTA PER VOI / 1 – La prima lettera

Subito dopo (?) si sono messi al lavoro per compilare la lettera, allegata all’inizio, in pdf.

I firmatari (oltre a Botta e Baglione: Alessandro Montella, Claudio Tambornino, Denis Cazzadore, Franco Bercellino, Maurizio Tascini, Roberto Carelli) sono tutti leghisti della prim’ora; inutili le presentazioni.

Quando è stata consegnata la lettera a Molinari e Salvini?

Nel corso della cena tenutasi ieri sera a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, a conclusione del tour elettorale del Segretario.

I “postini”, in quella occasione, non si sono limitati alla mera consegna del “plico”.

Sarebbe emerso (di nuovo, perchè aleggia da tempo e pare abbia avuto un peso nelle recenti decisioni di Fratelli d’Italia, per non accogliere nuovi arrivi)  un ulteriore problema di opportunità politica, che avrebbero riassunto come segue.

Da tempo ormai lo stesso Tiramani non fa mistero (anche con post su Facebook, assai eloquenti riferiti a suoi impegni di lavoro, per esempio a Vigevano) di avere nuove prospettive di lavoro.

Oltre a quelle ben note a molti Amministratori Locali del territorio: dall’attività di Direttore Tecnico e Amministratore nella Coop. Egida, a quella di Socio della Società Accounting srl.

Da qualche tempo l’orizzonte si estende a Vigevano, sede delle due Cooperative Alemar di cui è, rispettivamente, Legale Rappresentante o magna pars l’imprenditore Claudio Sempio.

Negli ultimi due anni la Coop. Alemar ha mietuto successi in provincia di Vercelli, acquisendo contratti tanto al Comune di Borgosesia, quanto presso quello di Vercelli

(ex multis, leggi cliccando qui).

( e cliccando qui).

L’imprenditività di Sempio è giunta al punto di costituire una società di Capitali con lo stesso Tirmani, nel luglio 2021 per la gestione di strutture residenziali, con sede proprio a Vigevano: la Villa San Gaudenzio srl, con sede legale in Vigevano.

Se bisogna dare per acquisita e fino a prova del contrario, la buona fede di tutti,  la legittimità delle gare che hanno visto aggiudicataria la Coop. Alemar a Borgosesia e Vercelli, pare si rilevino ora caratteri di opportunità politica, bisognosi di valutazione anche da parte degli Organismi superiori del partito.

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C’E’ POSTA PER VOI / 2 – La seconda lettera

Nella prima mattina di oggi arriva la seconda lettera, quella inviata agli stessi destinatari (Molinari e Salvini) proprio dal gruppo della attuale maggioranza”.

Si tratta di: Michele Pairotto, Francesco Pietrasanta, Alberto Mocca, Margherita Candeli, Carlo Stragiotti, Paolo Ferrari, Leonardo Falcetta, Davide Tagliabue.

Chiedono una cosa diversa ed opposta dai primi: che sia confermato Tiramani alla carica di Commissario e si vada al più presto al Congresso.

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Una cosa è chiara: si tratta di posizioni inconciliabili.

E non c’è dubbio soltanto su una cosa: i vertici della Lega hanno di fronte un problema di non facile soluzione.

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