VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Il Novara pareggia senza reti a Gozzano e vince il campionato.

Pari tra le mura amiche per la Sanremese contro il Sestri Levante, ospiti avanti con Medina, Conti ribalta la situazione con una doppietta, Parlanti ristabilisce la parità.

La Caronnese con Lazzaroni e R. Esposito batte il Ligorna.

Nessun gol in Casale-Citta di Varese.

Il Fossano ringrazia Menabò e batte il Borgosesia.

La RG Ticino passa in vantaggio a Tortona con Rosato, il Derthona pareggia con Diallo, Rosato regala il successo ai novaresei

La Lavagnese pareggia con il Chieri, Balan porta avanti i torinesi, Casagrande e Oliveri ribaltano la situazione; nel finale Ponsac pareggia.

Il Pont Donnaz e l’Asti vincono 3 a1 rispettivamente contro Imperia e Saluzzo.

Il Vado  con Capra e Costantini batte il Bra in rete con Sia.

La giornata

Vado-Bra 2-1

Saluzzo-Asti 1-3

Fossano-Borgosesia 1-0

Lavagnese-Chieri 2-2

Casale-Città di Varese 0-0

Pont Donnaz-Imperia 3-1

Caronnese-Ligorna 2-0

Gozzano-Novara 0-0

Derthona-RG Ticino 1-2

Sanremese-Sestri Levante 2-2

La classifica

Novara 79

Sanremese 71

Casale 60

Città di Varese 57

Derthona 55

Chieri 52

Bra 52

Sestri Levante 51

Caronnese 50

Borgosesia 48

Gozzano 47

Vado 47

Pont Donnaz 47

Ligorna 46

Asti 44

RG Ticino 41

Fossano 40

Lavagnese 30

Imperia 29

Saluzzo 18

Redazione di Vercelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(Stefano Di Tano) –  Domenica 1° Maggio – Campionato finito, ma non le emozioni.

I tifosi vercellesi accorsi allo stadio per la prima gara dei play-off di Serie C hanno tenuto il fiato sospeso per 90 minuti, con l’ultima mezz’ora che avrebbe potuto provocare un infarto collettivo, sia per i bianchi che per i numerosi supporters giallo-azzurri (praticamente, con gli stessi colori della bandiera ucraina).  La posta era modesta: il passaggio al secondo turno dove si potranno incontrare o gli U23 Juve o la Pro Patria, ma comunque è sempre un passaggio di speranza per una delle due squadre.

Tattica poca, ma tanto impegno da parte dei lombardi che hanno messo tutta la “birra” possibile sul campo nel 1° e nel 2° tempo; magari scomposti e arruffoni, ma sempre pericolosi con quel n. 10 Varas M-Kevin che partiva come un razzo sulla fascia destra e faceva cross a tutto spiano verso la nostra porta (fortunatamente raccolti malamente dai compagni).

Pro Vercelli, al contrario, più ordinata, ma senza il colpo decisivo che potesse segnare il vantaggio.

In certi momenti, si vedevano in campo dieci ragazzi intimoriti dall’avversario che cadevano nella trappola dei lanci lunghi a seguire, ma senza seguire.  Si distinguevano in difesa Alberto Masi, Cristini, Auriletto.  Al 30° l’attaccante Della Morte cerca di ripartire coraggiosamente, e altrettanto coraggiosamente -si fa per dire- viene steso brutalmente ma continua a giocare con forti dolori alla spalla sinistra, tanto che dopo pochi minuti chiede di uscire ed essere sostituito (entra Cristian Bunino che porta scompiglio in avanti, sempre a caccia della buona occasione che però non arriva).

Niente di niente, e il tempo passa, e l’obiettivo della vittoria si affievolisce, mentre invece cresce la foga dei giallo-azzurri che ci provano, eccome, con Vitalucci e Morello che spaventano a volte, ma sbagliano anche loro.

Comi si mangia un goal che più facile non esiste, e Cristini picchia forte sulla traversa, ma la palla esce: una magia nera si abbatte sulla Pro che alla fine capitola….nella peggiore tragedia!!!!!

Nell’area di rigore, piena di avversari che tiracchiano come indemoniati, il nostro Auriletto nel cadere si appoggia sulle mani e le braccia, proprio mentre il pallone gli passa lì per caso.

Un urlo… e scende il ghiaccio su tutto lo stadio, perché la regola in questi casi è chiara, e prevede il rigore contro la Pro!

Quasi tre minuti per tirarlo (se ne occupa il solito Taras Kevin) ma lui non sa di avere di fronte, fra i pali un altro mago dal nome di Matteo Rizzo il quale risponde con un prodigio, anzi un doppio prodigio, buttando fuori la sfera e salvando il risultato che sarebbe stato un vero castigo per i vercellesi.

Nei restanti minuti, la lotta prosegue con eventi terrificanti da una parte e dall’altra, brividi continui con una altalena di probabilità da lotteria gratta e vinci.

Tutto così fino al triplice fischio del Sig. Virgilio – da Trapani – che ci libera al 93° m. dal terrore di una possibile sconfitta.

Il pareggio ci permette di giocare ancora e di vedere la Pro battersi di nuovo come una leonessa per farsi applaudire e tentare la continuazione di una marcia fiduciosa nel capitolo dei play-off.  Buona fortuna!

Entrati per sostituzioni nel 2° t. : Iezzi, Minelli, Gatto.  – Allenatore in panchina Pro Vercelli: Andrea Nuti (Lerda e Nardecchia, sono stati squalificati).

Prossimamente, l’annuncio della squadra che incontreremo per la prossima gara, in base ai risultati degli incontri svolti nel girone.

 

Redazione di Vercelli

 

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Primo Maggio di nuovo “in presenza” oggi a Vercelli ed in tutta la provincia.

In città la manifestazione è persino partita con mezz’ora di anticipo sulla tabella di marcia. Alle 10, dunque, ritrovo “al solito posto”, davanti al Bar Principe e subito si sfila in corteo verso Piazza Municipio dove, ovviamente, si arriva prima e si finisce prima.

Accompagna la cerimonia la musica offerta dalla sempre apprezzata Banda di Crescentino.

Il filmato che, insieme alla gallery, abbiamo messo a repertorio, dice, anche in questa occasione, di un desiderio comune e condiviso per ricominciare.

Anche, forse, per mettere a riportare al centro della riflessione di tutti, con rinnovata e maggiore convinzione, i temi conosciuti, così come quelli inediti, con i quali ci siamo trovati alle prese in questa nuova fase della nostra storia.

Se la sicurezza sul lavoro è al primo posto (tra i problemi irrisolti) e le situazioni di crescente precarietà e approccio “selvaggio” al lavoro come “merce” e valore d’uso non possono che risultare aggravanti, oggi ci si misura anche con contraddizioni nuove, che si sono aperte in questo periodo, certamente non ordinario.

Ne parlano – dopo l’introduzione, a nome dei Sindacati Confederali, di Carlo Rivellino della Cisl – sia l’oratore della giornata, il Segretario regionale Uil Feneal, Giuseppe Manta (integrale, tra poche righe, in forma scritta, il suo intervento), sia, in conclusione, Valter Bossoni, Segretario della Camera del Lavoro di Vercelli.

Ed è a Bossoni che tocca fare rilevare con forza il paradosso di una Sanità pubblica ove ancora riecheggiano i dovuti e giusti tributi per l’abnegazione, talvolta davvero fino all’eroismo, di tutti gli Operatori: Medici, Infermieri, Oss.

Ma che si appresta – è qui il paradosso – in Piemonte a non rinnovare i contratti a termine perfezionati con tanti lavoratori proprio nel corso dell’emergenza Covid.

***

Non sono gli unici problemi nuovi – dal punto di vista dei diritti dei Lavoratori ed a parere di molti – con cui la pandemia ha costretto tutti a misurarsi.

Nel corso degli ultimi mesi si sono registrati veri e propri eccessi, fino ad ora del tutto inimmaginabili come, ad esempio, l’espulsione in massa e sulla base del mero dato anagrafico, cioè in modo “orizzontale”, come una falce messoria che cali sulla platea degli occupati, di tutti i lavoratori ultracinquantenni che avessero rifiutato la pratica vaccinale.

Salvo poi, da parte dello stesso fondamentalismo burosanitario che tale novità aveva concepito, fare una rapida retromarcia, forse dovendo prendere atto dell’elevata consistenza numerica del fenomeno costituito dal rifiuto al vaccino.

Una violenza messa in atto dal “sistema”, sorda e tetragona a qualsiasi istanza di mitigazione che, pur in situazioni ove è stato difficile per tutti tenere la barra al centro e vigilare sulle basi logiche dei provvedimenti, non può essere considerata alla stregua di uno svarione inevitabile: certo non si è trattato di un bell’esempio.

Un dolore inferto con fredda determinazione a persone che non hanno colpa alcuna, se non quella di rifiutare di sottoporsi a pratiche vaccinali le cui ipotesi di rischio ancor oggi non sono confutate in modo persuasivo.

E, tuttavia, persone private d’un colpo sia del lavoro, sia della retribuzione, fondamentale per il sostentamento proprio e della famiglia. Una cosa semplicemente mai vista, almeno nel mondo occidentale.

Anche da questo punto di vista, si spera nel ritorno ad una unanimemente auspicata “normalità”.

Ora vi lasciamo con il video, la gallery: dopo le fotografie, il testo dell’intervento di Giuseppe Manta.

***

PROLUSIONE UFFICIALE PER LA CELEBRAZIONE DEL 1 MAGGIO A VERCELLI,

A CURA DEL SEGRETARIO REGIONALE FENEAL – UIL,  GIUSEPPE MANTA

Buongiorno a tutti,

Un saluto a tutte le lavoratrici ed i lavoratori, agli studenti ed ai pensionati, a tutti coloro che oggi festeggiano il primo maggio.

Ci troviamo in piazza dopo due anni difficili in cui abbiamo dovuto convivere con una pandemia ed oggi ci troviamo con un conflitto in Europa che spaventa sia noi che la nostra economia.

Per questo motivo lo slogan di quest’anno è AL LAVORO PER LA PACE!

E’ un percorso difficile ma tutti si devono adoperare perché questo accada.

Purtroppo ad oggi i conflitti ad alta intensità nel mondo sono ben 23, oltre all’ultimo che è quello che ci terrorizza di più bisogna ricordare il conflitto in Siria che dura da ben 11 anni, nello Yemen dove si ha la più grave crisi umanitaria del mondo con 19 milioni di persone che soffrono la fame, la maggior parte bambini. Conflitti che si susseguono in Etiopia, Mozambico, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Afghanistan, Medio Oriente… questi sono i luoghi di scontro più cruenti.

Gli anni appena trascorsi hanno segnato un’epoca del tutto inaspettata, una crisi internazionale da cui ci preparavamo ad uscire ma che, nel frattempo, con la guerra in corso, minaccia di travolgerci di nuovo in maniera ancora più catastrofica.

Nessuno di noi nel gennaio di due anni fa avrebbe mai predetto quello che solo poche settimane dopo avvenne. Nessuno avrebbe mai potuto solo immaginare il mondo in lockdown, i morti, gli ospedali pieni, il distanziamento sociale, il blocco dei viaggi, la paura dei contagi, la corsa ai vaccini.

La pandemia di Covid-19 ha sconvolto le nostre vite con un impatto enorme sulla società e sull’economia. In questi drammatici mesi abbiamo capito che quello che accade dall’altra parte del globo interessa anche noi, che il pericolo sia esso economico, sanitario o qualunque sia può arrivarci addosso senza preavvisi.

Da inizio pandemia, marzo 2020, a gennaio 2022 il numero dei morti in più causati dalla pandemia, rispetto a qualsiasi altra causa, rispetto alla media 2015-2019, è stato di 178 mila decessi (Dati Istat).

L’Italia è stato il primo paese occidentale in cui il governo ha imposto un regime di rigoroso lockdown, con limiti rigidi a mobilità, attività economiche e interazioni sociali. L’intervento drastico ha influito notevolmente su economia e società, e non è stato criticato pesantemente, ma ha sicuramente impedito che molte più persone si ammalassero e morissero e che il sistema sanitario già precario si trovasse al collasso.

La Pandemia ha portato a forti cambiamenti all’interno del mercato del lavoro, connessi alla riorganizzazione dell’attività lavorativa e della produzione. Non va dimenticato il ruolo fondamentale che unitariamente il sindacato ha giocato nella gestione dell’emergenza, garantendo la tenuta sociale ed assumendosi precise responsabilità.

Con i protocolli sottoscritti tra CGIL CISL UIL e il Governo, lavoro e salute non sono stati mai contrapposti, sono state tutelate le attività essenziali e i lavoratori hanno potuto riprendere gradualmente il lavoro grazie a precise misure anti – covid e di contenimento del contagio ed al ricorso massiccio allo smart working per chi poteva svolgere il lavoro a distanza.

La perdita dei posti di lavoro con la chiusura di migliaia di aziende è stata in una prima fase contenuta con il blocco dei licenziamenti e l’attivazione della cassa integrazione, sebbene il lavoro abbia poi inevitabilmente subito una brusca frenata, soprattutto per le donne e i giovani. In particolare il 2021 sarà ricordato si come l’anno della crescita del Pil al più 6,3 %, ma anche come l’anno dei licenziamenti di massa.

Anche il territorio vercellese è stato colpito soprattutto nel settore del commercio e del manifatturiero.

Quasi un giovane su quattro di età compresa tra i 15 ed i 29 anni non studia e nemmeno lavora, quasi il 23% dei ragazzi al di sotto dei 30 anni.

Un indicatore di un malessere preoccupante che sebbene in calo rispetto al 2020 resta al di sopra dei livelli pre pandemici. E segna un primato negativo dell’Italia rispetta agli altri paesi della UE.

Il 14,2 % dei minori italiani vivono in povertà assoluta, il 17,1 % dei ragazzi della scuola primaria sono rimasti senza DAD durante il lockdown.

La pandemia ha accentuato la distanza tra nord e sud ed ha creato disagi psicologici per 220.000 adolescenti.

Le politiche giovanili nel nostro paese che continua ad invecchiare hanno di rado ricevuto attenzioni prioritarie e risorse adeguate, è giunto il momento di cambiare strategia.

È pur vero però che la ripresa economica sta ripartendo. Per la prima volta, dopo anni di bassa crescita e in ultimo la crisi generata dalla pandemia, l’Italia è tornata tra i principali Paesi Ue in termini di sviluppo. A questo risultato ha contribuito fortemente il settore delle costruzioni che con tutte le attività collegate arriva a rappresentare il 22% del Pil, attivando una filiera collegata a quasi il 90% dei settori economici, in grado di generare l’effetto propulsivo più elevato sull’economia tra tutti i comparti di attività industriale.

Una ripresa che però rischia di essere frenata da una serie di criticità derivanti da caro materiali e dall’aumento smisurato dell’energia e del gas.

Sotto la spinta della guerra e del caro energia la Cassa Ordinaria e Straordinaria è tornata a crescere. La differenza tra marzo 2022 e marzo 2021 segnala un aumento delle richieste Cigo del 20,9% e della Cigs del 21,89%, numerose sono le richieste del settore edile.

Non si intravede ripresa invece per l’equità e la giustizia sociale. La pandemia ha inferto profonde ferite sociali, economiche, umane, creato disagi e sofferenza, povertà e diseguaglianze su scala globale rendendo evidente la debolezza del nostro sistema sanitario e sociale, ma anche politico.

Non è più sopportabile che lavoratrici e lavoratori vivano con contratti instabili e precari e che il nostro mercato del lavoro sia connotato da carriere frammentate, discontinue e con bassi salari.

Questo paese ha un grande bisogno di una scossa contro le disuguaglianze. L’invasione dell’Ucraina non ci aiuta, la crescita dell’inflazione cominciata già prima della guerra agisce di più sulle fasce più vulnerabili. Le disuguaglianze rischiano di aumentare ulteriormente. Il PNRR ci può aiutare ma non può bastare.

Il 2021 si è chiuso positivamente ma mancano all’appello circa 850 mila posti di lavoro rispetto all’anno pre-pandemia. Quindi si segnala un aumento di persone in cerca di occupazione ed anche, purtroppo, un numero molto elevato di inattivi che continua a superare i 13 milioni.

È necessario cambiare modello economico e promuovere una Politica economica redistributiva più giusta che possa ridurre le disuguaglianze e garantire un futuro ai nostri giovani. Con la spinta del PNRR, nei prossimi cinque anni, l’occupazione potrebbe crescere fra 1,3 e 1,7 milioni di unità, a seconda dello scenario economico preso a riferimento.

Entro il 2026 andranno realizzati tutti gli investimenti previsti dal piano di ripresa e resilienza (PNRR). Non possiamo permetterci di fallire e sprecare l’ultima grande occasione di far tornare l’Italia su un percorso di crescita stabile, in una dimensione economica e civile più giusta ed inclusiva. Molti danno per scontato che il Piano di Rilancio e Resilienza che gestirà questa spesa dovrà portare un aumento duraturo della crescita dell’economia, facendoci uscire dalle secche della crescita quasi zero dell’ultimo ventennio ma se spesa male questa montagna di soldi potrebbe addirittura ostacolare la crescita.

Occorre dotare le PA di tecnici in grado di attuare e monitorare il piano. I soldi vanno spesi presto ma anche e soprattutto bene se vogliamo cambiare le cose. Su questo è importante tenere alta la guardia e valutare i fatti più che le parole.

Come già detto nel frattempo una nuova minaccia incombe sulle nostre vite, la guerra tra la Russia e l’Ucraina. Anche questa volta l’Europa sta dando prova di unità, con risposte immediate e unanimi. La solidarietà che ha caratterizzato la prima ondata della pandemia sta riemergendo con forza oggi di fronte all’ondata di profughi che si sta riversando nei paesi europei ma occorre mettere in campo azioni sempre più mirate per ridurre al massimo le ripercussioni sociali, economiche e sanitarie e i danni ancor peggiori di una terza guerra mondiale.

Comincia a farsi largo la consapevolezza che i riflessi dell’invasione russa in Ucraina sulla globalizzazione saranno molto più larghi e strutturali di quanto abbia causato il Covid anche nelle sue fasi più acute di blocco della mobilità.

È evidente che lo sviluppo dei commerci da solo non assicura il mantenimento della pace e ci si chiede se è prudente che le società ‘aperte’ conducano normali relazioni economiche con quelle autocratiche, come Russia e Cina, che abusano di diritti umani, mettono in pericolo la sicurezza e diventano più minacciose quando si arricchiscono.

Diventa urgente diversificare le fonti di approvvigionamento delle materie prime e energetiche e ridurre al massimo la nostra dipendenza dalle forniture asiatiche e russe.

L’aumento costante dei prezzi di beni e servizi non è un problema secondario e rischia di intaccare i salari e diminuire la domanda modificando le stime di crescita per il 2022 e il 2023, e portando la Banca Centrale Europea a rivedere le proprie strategie di politica monetaria.

Il conflitto ha abbassato la stima del PIL globale ed anche quello italiano, quello globale si attesta ad un +3,6% rispetta al +4,4% preventivato a gennaio.

Con una economia tipicamente manufatturiera ed una maggiore dipendenza dalle forniture di gas russo, l’Italia (insieme alla Germania) è uno dei paesi europei a pagare il conto più salato del nuovo shock. La previsione per il PIL italiano scende al 2,3% ben 1,5% in meno rispetto alla stima di inizio anno.

Sono già due anni, infatti, che registriamo una riduzione del potere reale d’acquisto dei salari.

Ora l’impennata dell’inflazione e l’aumento dei costi dell’energia stanno determinando un netto peggioramento della situazione. Ma è chiaro che un ritorno all’austerità non è la soluzione e la pandemia ha mostrato che quel modello economico non è più sostenibile. Occorre invece promuovere un modello di sviluppo differente che non prescinda dalla lotta alla povertà e alle diseguaglianze. La pandemia ha modificato l’agenda europea ed è emerso forte il messaggio di andare oltre il PIL, verso un modello economico sostenibile e al servizio del benessere delle persone.

Inoltre non si ferma la strage sui posti di lavoro ma anzi peggiora ogni giorno di più. Una vera e propria emergenza nazionale che merita un impegno concreto per sensibilizzare tutti su una strage quotidiana e non degna di un paese civile come il nostro.

Secondo i dati Inail nel 2021 più di 3 persone sono morte ogni giorno nell’esercizio della propria attività lavorativa.

– 555.236 le denunce di infortunio sul lavoro: +0,2% rispetto al 2020,

– 1.221 delle quali con esito mortale: di cui 131 nelle costruzioni,

– 55.288 le patologie di origine professionale denunciate: +22,8% rispetto al 2020,

– 377 casi mortali nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni di età.

Un quadro che mostra drammaticamente quanto la sicurezza sul lavoro sia un tema attuale e che va affrontato con assoluta urgenza per garantire un futuro dignitoso alle persone.

Bisogna essere decisi a continuare a lavorare per garantire a tutti i lavoratori, il diritto di lavorare in salute e in sicurezza, tramite, la contrattazione ad ogni livello da un lato, e l’azione politica sindacale dall’altro, al fine di ottenere soluzioni normative che garantiscano sempre meglio il rispetto di tale diritto.

Non dimentichiamolo mai: la Sicurezza sul Lavoro è strettamente collegata alla Legalità!

Ognuno ha il diritto di lavorare in un mondo del lavoro sicuro, meno precario ed un salario dignitoso!

Buon 1 maggio a tutti voi ed alle vostre famiglie!

 

 

Posted in Economia

Non ha dato grattacapi più di tanto, il “rave del I maggio” cui hanno partecipato alcune centinaia di ragazzi provenienti soprattutto da Piemonte e Lombardia tra ieri, 30 aprile e oggi, 1 maggio.

Il luogo, quello “solito”, della zona un tempo detta della Cascina Gerbone, ancora in territorio comunale di Caresana, ma già prossima alla Lomellina, a ridosso della Sesia.

Zona difficile da trovare anche per chi (si conceda, senza falsa modestia) come chi scrive ha una conoscenza “satellitare” della Bassa Vercellese, la “corona” operosa, calda di umanità e ricca di valori, attorno al Capoluogo.

Però loro, i partecipanti a questo rave del I maggio la trovano, evidentemente guidati da una messaggeria efficace.

Abbiamo messo a repertorio alcune immagini riprese nel pomeriggio di oggi, 1 maggio, quando molti se n’erano già andati e solo pochi erano in arrivo: si aggiravano lungo gli argini, in cerca del passaggio per arrivare al “campo”.

Con la ovvia premessa che a nessuno è concesso giudicare, tantomeno giudicare ragazzi che si affacciano ora alla vita e meno ancora giudicare in base particolari come quelli offerti dalle apparenze esteriori, se una evidenza “fotografica” può essere rilevata, rispetto ad altre occasioni analoghe

 – ad esempio, qui, dal nostro archivio –

è l’aspetto “innocuo” dei frequentatori di oggi: alcuni che abbiamo incontrati (che arrivavano, come quelli che stavano lasciando la riva del fiume) sono sembrati ragazzini più spaesati che altro; tutt’altre esperienze negli altri casi che, nel corso degli anni, abbiamo documentato.

Ciò non significa che il rave sia stato legale (è una manifestazione sempre illegale)  ma, probabilmente, i particolari sono stati colti dalle Forze dell’Ordine, che hanno arginato il fenomeno, sempre con fermezza, ma in modo “sapiente”: quello che conta è che, nella giornata di oggi, 1 maggio, tutte le vie d’accesso alla zona Gerbone siano state presidiate ed il transito impedito, previo controllo dei documenti.

Giorni come questi non fanno che rimbalzare la questione alle generazioni che hanno responsabilità educative e – non meno – la responsabilità di dare un futuro a questi ragazzi.

Posted in Cronaca

Pro VercelliPergolettese 0-0

Pro Vercelli (3-4-3):  Rizzo M.; Cristini, Masi, Auriletto; Bruzzaniti (33’ st Iezzi), Belardinelli, Vitale, Crialese (45’ st Minelli); Della Morte (21’ pt  Bunino), Comi, Panico (45’ st  Gatto). A disp.: Rendic, Scali, Rolando, Jocic, Louati, Rizzo L., Macchioni, Secondo. All.: Nuti.

Pergolettese (3-5-2): Soncin; Ferrara (42’ st Guiu), Arini, Lambrughi; Bariti, Lepore (25’ st Vitalucci), Mazzarani (1’ st Girelli), Varas (45’ st Moreo), Villa; Scardina, Morello (42’ st Cancello). A disp.:: Galeotti, Piccardo, Alari, Verzeni, Mercado, Nava, Fonseca. All.: Mussa.

Arbitro: Virgilio di Trapani.

Guardalinee: Dell’Orco di Policoro e Toce di Firenze.

Quarto uomo: Adalberto Fiero di Pistoia.

Ammoniti: Varas (PG), Mazzarani (PG), Auriletto (PV), Villa (PG)

La Pro Vercelli soffre ma grazie a Rizzo passa il turno dei play off.

Passano 4 minuti e Della Morte manda a lato di poco.

La Pergolettese risponde con Varas che mette in mezzo un pericoloso pallone che non trova deviazioni.

Minito 16 Comi manda  alto.

10 muniti più tardi Bruzzaniti chiama in causa Soncin.

Sull’altro fronte Morello non inquadra lo specchio della porta.

Nel finale Soncin dice di no a Bunino e Rizzo si oppone a Morello.

La ripresa si apre con la conclusione a botta sicura di Bruzzaniti ma Soncin si oppone.

E’ il 27’ quando Vitale recupera palla e prolunga per Panico che sciupa l’occasione.

Un tocco di mano di Auriletto costa il rigore.

Sul dischetto si presenta Varas, Rizzo respinge.

A 10 muniti dal termine Cristini colpisce la traversa.

La Pergolettese prova fino al termine a cercare il gol qualificazione che non arriva e a passare il turno sono le bianche casacche.

 

Redazione di Vercelli

 

 

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Pro Roasio-Gattinara 2-3

La Vischese-Junior Pontestura 2-1

Virtus Vercelli-Pro Palazzolo 1-3

Ce.Ver.Sa.Ma Biella-San Nazzaro Sesia 2-0

Ponderano-Serravallese 2-2

Cigliano-Torri Biellesi 5-0

Valdilana Biogliese-Valle Cervo Andorno 0-0

Riposa: Strambinese

 

La classifica

Junior Pontestura 50*

Ce.Ver.Sa.Ma Biella 47**

Valle Cervo Andorno 45*

Virtus Vercelli 42**

Gattinara 39**

Cigliano 33**

Ponderano 33**

Valdilana Biogliese 32*

La Vischese 32**

Serravallese 29*

Pro Palazzolo 25**

Strambinese 25*

Pro Roasio 21**

San Nazzaro Sesia 20**

Torri  Biellesi 12*

 

* una partita in meno

** due partite in meno

 

Redazione di Vercelli

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Sparta Novara-Arona 0-0

Vogogna-Bianzè 0-1

Briga-Chiavazzese 1-1

Vigliano-Dormelletto 2-1

Bulè Bellinzago-Juventus Domo 3-2

Omegna-Piedimulera 1-2

Sizzano-Santhià 2-3

Città di Cossato-Valduggia 1-1

 

La classifica

Briga 56

Città di Cossato 55

Bulè Bellinzago 42

Dormelletto 41

Omegna 40

Bianzè 39

Arona 37

Sparta Novara 36

Vigliano 34

Piedimulera 34

Chiavazzese 31

Juventus Domo 27

Vogogna 25

Valduggia 24

Santhià 19

Sizzano 14

 

 

Redazione di Vercelli

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Accademia Borgomanero-Aygreville 2-1

Alicese OrizzontiBorgovercelli 2-0

Cità di Baveno-Settimo 2-1

Biellese-LG Trino 1-1

Dufour Varallo-La Pianese 1-3

Borgaro-Oleggio 2-0

Pro Eureka-Stresa 4-2

Fulgor Ronco Valdengo-Venaria 0-0

Riposa: Verbania

La classifica

Stresa 69**

Borgaro 61**

Biellese 60**

Accademia Borgomanero 55**

Pro Eurek 50**

Oleggio 48**

Venaria 43**

La Pianese 42**

Aygreville 41**

Settimo 41**

Alicese Orizzonti 38**

Città di Baveno 35**

Verbania 34**

LG Trino 32**

Fulgor Ronco Valdengo 28**

Borgovercelli 21**

Dufour Varallo 18**

** due partite in meno

 

Redazione di Vercelli

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Vado-Bra 2-1

Saluzzo-Asti 1-3

Fossano-Borgosesia 1-0

Lavagnese-Chieri 2-2

Casale-Città di Varese 0-0

Pont Donnaz-Imperia 3-1

Caronnese-Ligorna 2-0

Gozzano-Novara 0-0

Derthona-RG Ticino 1-2

Sanremese-Sestri Levante 2-2

La classifica

Novara 79

Sanremese 71

Casale 60

Città di Varese 57

Derthona 55

Chieri 52

Bra 52

Sestri Levante 51

Caronnese 50

Borgosesia 48

Gozzano 47

Vado 47

Pont Donnaz 47

Ligorna 46

Asti 44

RG Ticino 41

Fossano 40

Lavagnese 30

Imperia 29

Saluzzo 18

Redazione di Vercelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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FossanoBorgosesia 1-0

Marcatore: 4’  st Menabò

Fossano (4-3-3): Merlano; Adorni, Scotto, Giraudo, Specchia; Galvagno, Fogliarino, Della Valle (38’ st Cossu); L. Di Salvatore (27’ st Rosano), Menabò (46’ st Bellocchio), Scarafia (44’ Quaranta). A disp.: Chiavassa, Matera, Pianetti, Quaranta, G. Di Salvatore, Coulibaly. All.: Viassi.

Borgosesia (3-5-2): Gilli; Frana, Martimbianco, Picozzi; Monteleone (22’ st Manfrè), D’Ambrosio  (13’ st Eordaea), Farinelli (38’ st Salvestroni), Zazzi, Carrara (16’ st Bernardo); Gaddini (46’ st Guatieri ), Rancati. A disp.: Gavioli, Puka, Iannacone, Bernardo, Latini, Guatieri. All.: Lunardon.

Arbitro: Sassano di Padova.

Guardalinee: Morsanuto di Portogruaro e Lucciasano di Taurianova.

Note: giornata soleggiata. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 100 circa. Ammoniti: Farinelli, Galvagno, Dellavalle, Frana. Angoli: 6-3. Recupero: 1’ pt- 3’ st

Il Fossano per la salvezza e il Borgosesia per il riscatto.

Si affrontano con spirito battagliero cuneesi e valsesiani che vogliono trovare punti per l’obiettivo personale.

La gara stenta a decollare e gli attacchi non riescono a trovare spazio.

E’ il 25’ quando i locali partono in contropiede, L. Di Salvatore entra in area e indirizza in porta; Monteleone respinge.

Passata la mezzora ci prova Scarafia; palla fuori non di molto.

Il Borgosesia risponde con Rancati che riceve da Gaddini e impegna Merlano.

Nel finale termina alto il tentativo di Scarafia.

Si rientra in campo con un’azione insistita di Rancati, la mira è alta.

Il Fossano passa in vantaggio al 4’; L. di Salvatore scende sulla destra e mette in mezzo per Menabò che insacca.

Minuto 18, Zazzi pesca Rancati che di testa non inquadra lo specchio della porta.

Dopo la gara resta viva ma il risultato non cambia più e festeggia il Fossano.

 

Redazione di Vercelli

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