VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Il Personale dei Vigili del Fuoco del Comando di Novara, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, si è recato oggi, lunedì 5 gennaio, all’Ospedale Maggiore di Novara presso il reparto di Pediatria per fare visita ai bambini ricoverati e far conoscere loro la Befana.

La Befana si è calata dall’autoscala ed entrando dal balcone ha portato regali e sorrisi per tutti.

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Posted in Cronaca, Turismo

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Posted in Cronaca

Nella notte ci ha lasciato Angelo Debonis” queste le parole con le quale il sindaco Francesco Pietrasanta ha comunicato la triste notizia.

L’Amministrazione comunale perde un valido collaboratore che ha saputo riscattarsi sotto molti punti di vista – prosegue il sindaco -. Per noi è stato un orgoglio e un onore averlo conosciuto e aiutato, ed è stato da esempio per un programma più ampio di solidarietà. Quella sana che permette alle persone di farsi una vita dignitosa e rispettosa. Sono felice che sia riuscito a partecipare a una rassegna di poesie a Prato Sesia. Ricordo l’emozione e la fierezza nei suoi occhi quando me l’ha comunicato. Sono sinceramente sconvolto e dispiaciuto. Ci mancherai. Condoglianze alla famiglia, un forte abbraccio. Riposa in pace”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Il nuovo anno per il Borgosesia Calcio si apre nel segno della continuità e dell’ambizione. Dopo un 2025 ricco di soddisfazioni, i granata si affacciano al 2026 con l’obiettivo dichiarato di confermare quanto di buono costruito nei mesi scorsi e di rendere ancora più speciale la stagione del Centenario.

L’anno solare si era chiuso nel migliore dei modi, con la vittoria interna per 2-1 contro il Città di Cossato, un successo che ha regalato ai tifosi granata la gioia del titolo di campioni d’inverno. La squadra guidata da Roberto Cretaz ha infatti concluso il girone d’andata al primo posto, forte di un vantaggio di quattro punti sulla più immediata inseguitrice, il Volpiano Pianese, certificando solidità, continuità di rendimento e una chiara identità di gioco.

Il primo appuntamento del 2026 ha però un sapore speciale e richiama la grande tradizione del calcio piemontese. Martedì 6 gennaio, con fischio d’inizio alle 14.30, il Borgosesia sarà di scena ad Alessandria per la semifinale d’andata di Coppa Italia. Una sfida dal fascino antico, che mette di fronte due Società dalla storia importante e che promette intensità ed emozioni. Il ritorno è fissato per mercoledì 14 gennaio alle 20.30 allo stadio Comunale di Borgosesia, dove il pubblico granata proverà a spingere i propri beniamini verso la finale.

Il settore ospiti accoglierà i granata, botteghino aperto dalle 11.

Archiviato l’impegno di Coppa, il campionato riprenderà con un altro appuntamento di grande interesse: la sfida casalinga contro l’Accademia Borgomanero, un vero e proprio derby d’alta quota che dirà molto sulle ambizioni dei valsesiani nella seconda parte di stagione.

Alle porte c’è dunque un anno che si preannuncia carico di aspettative e di emozioni, con un gruppo che ha già dimostrato di avere numeri, carattere e fame per continuare a sognare.

Il 2025, del resto, è stato un anno da incorniciare. Proprio il 19 dicembre si è celebrato il Centenario della fondazione del club, nato nel 1925, e la squadra ha saputo onorare al meglio questa ricorrenza storica. La stagione 2024/2025 si era chiusa con un brillante secondo posto a quota 55 punti, con la corsa alla promozione interrotta soltanto nella finale regionale dei play off contro la Pro Eureka. L’annata in corso ha poi visto il Borgosesia laurearsi campione d’inverno con 34 punti e mantenere l’imbattibilità in Coppa Italia, percorso che ha spalancato le porte delle semifinali.

I numeri raccontano un anno solare di altissimo livello: nel solo 2025, considerando le gare di campionato, i granata hanno raccolto 63 punti. Allargando lo sguardo anche a play off e Coppa Italia, il bilancio complessivo parla di 24 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte, con 76 reti segnate e appena 29 subite. Dati che confermano la solidità di una squadra costruita con equilibrio e ambizione.

Ora, però, l’attenzione è tutta rivolta alla semifinale con l’Alessandria, avversaria di grande spessore. I grigi stanno dominando il girone B di Eccellenza, che comandano con 35 punti frutto di 11 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Miglior attacco del girone con 32 gol segnati e seconda miglior difesa con appena 11 reti incassate, la formazione alessandrina può contare sull’esperienza e sulla qualità di elementi di primo piano. Su tutti il bomber Modou Diop, classe 1992 ed ex Asti, autore di 16 reti, e il centrocampista Gianluca Nicco, classe 1988 ed ex Pro Patria, autentico faro in mezzo al campo.

Il Borgosesia è avvisato, ma arriva all’appuntamento con entusiasmo, fiducia e la consapevolezza dei propri mezzi. Il 2026 si apre così, con una sfida affascinante e la promessa di un anno tutto da vivere.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

Come hanno passato il Capodanno 2026 le famiglie sfollate da Via Monfalcone ed ospitate al Modo Hotel di Vercelli?

(alcuni dei residenti di Via Monfalcone a Vercelli, ora ospitati al Modo Hotel)

All’oscuro, è il caso di dirlo.

Ma non perché manchi la luce anche in albergo; all’oscuro sui tempi previsti per il rientro presso le abitazioni e, soprattutto, su altre circostanze importanti come, ad esempio, se, quelli all’impianto elettrico, siano gli unici danni patiti a causa dell’incendio dai sottosistemi di servizi agli immobili o ci siano altre criticità estese ad altri impianti o parti della struttura, che potrebbero determinare ulteriori dilatazioni dei tempi auspicati per consentire il ritorno a casa dei residenti.

Sappiamo come siano andate le cose

Leggi qui –

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Nella notte tra 25 e 26 dicembre 2025 il locale dove sono posizionati i quadri elettrici condominiali del civico 51 è andato in fiamme.

E da quel momento lo stabile è privo di energia elettrica.

Niente illuminazione, ma non solo: tutto ciò che in una casa funziona con alimentazione elettrica è fermo; dal frigorifero alla lavatrice.

Le famiglie raccontano che non sarebbe possibile procedere ad un allaccio di emergenza dai palazzi vicini in quanto agli stabili, come si vede dalle fotografie, sono ancora applicati i ponteggi che sono serviti per opere edili.

I lavori sarebbero terminati da settimane, ma le impalcature sono ancora lì: nessuno che spieghi loro perché, nemmeno l’Atc (Agenzia territoriale per la casa Piemonte Nord).

Le immagini ed i residenti di Via Monfalcone angolo Via Gramsci raccontano storie un po’ diverse da quella agiografica illustrata dal filmato diffuso qualche tempo fa dall’Istituto, per celebrare i 100 anni della propria attività.

***

Ma andiamo con ordine.

Dunque il 27 dicembre le famiglie che, fino a quel momento, non avevano nel frattempo trovato ospitalità presso parenti o amici, altrove, sono raggiunte dalla bella notizia: si va al Modo Hotel.

L’albergo riceve una ventina di persone, di queste sette sono minori.

Nei primi giorni del 2026 Atc ha prenotato altre 3 camere, almeno fino al 15 gennaio prossimo.

E così si entra in possesso di un primo dato, ricavato appunto dalla prenotazione fino a metà gennaio: forse per quella data Atc confida che i residenti possano tornare nei rispettivi appartamenti.

***

Tutto bene, dunque?

Fino ad un certo punto.

Atc sviluppa una trattativa sul costo dell’ospitalità (lo stabile è di Atc, quindi tocca all’Agenzia) con i gestori dell’hotel: si arriva a concordare un prezzo, al quale il Comune di Vercelli aggiunge un contributo di 10 euro a camera. Pernottamento e prima colazione sono garantiti.

Insomma un bed and breakfast.

***

Per il pranzo e la cena che si fa?

Pare che nessuno ne voglia sapere di accollarsi l’onere anche del vitto.

La fantasia viene in soccorso.

Le famiglie raccontano di colloqui che paiono abbastanza singolari.

Parrebbe che a loro sia stato suggerito: a pranzo dalle 13 alle 16 andate a casa e cucinate lì; magari preparate qualcosa in più, che potete consumare la sera in albergo.

Infatti in Via Monfalcone il gas non manca.

Cioè si sarebbe detto che le famiglie possono tranquillamente rientrare (dalle 13 alle 16) nell’immobile dal quale se ne sono andate il 27 dicembre.

Se tutti hanno capito bene, pare chiaro che quel consiglio così di “buon senso” sia dispensato da persona che di una cosa dovrebbe essere sicura, una cosa importante: l’agibilità dello stabile e delle singole unità immobiliari c’è di sicuro.

Lo stabile presenta tutto il locale tecnico con i quadri elettrici devastato dalle fiamme; nei singoli appartamenti non c’è corrente elettrica.

Eppure, per dare un consiglio del genere, cioè per incoraggiare (ripetiamo, se tutti hanno capito bene) persone a recarsi ed usare fiamme in cucina nei singoli appartamenti, significa che sono sicurissimi che i medesimi e tutto l’immobile siano perfettamente agibili.

Pedissequamente, dovrebbero esserci le dichiarazioni di conformità per tutti gli impianti: elettrico, idrico, termico.

***

Pare però che il consiglio sia – a prescindere – valutato con un certo scetticismo, sicchè il problema dei due pasti principali resta (come abbiamo visto, per cappuccino e brioches sono a posto).

Fino ad ora ci si è in qualche modo arrangiati: per i primi due giorni avrebbe provveduto direttamente la gestione dell’albergo, a proprie spese.

Per altri due giorni alcuni benefattori, che desiderano restare anonimi, hanno devoluto la somma necessaria a coprire il costo dei due pasti per ciascun ospite.

E dopo?

Cioè: per le prossime due settimane, chi paga pranzo e cena a queste persone?

Tutto lascia credere che debbano essere date risposte urgenti.

Urgenti anche perché, tra le persone sfollate, ce ne sono alcune che presentano problemi di salute.

Questa è la situazione fino al 4 gennaio.

Si vedrà se la Befana porterà buone notizie e, soprattutto, i canonici due pasti al giorno.

 

Come da tradizione, martedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, alle ore 15.00 alla Palestra Comunale, l’amministrazione comunale di Motta regalerà le calze della befana ai bambini da zero a 10 anni.

Ogni anno è una tradizione che si rinnova” –  afferma il Sindaco Emanuela Quirciricordo che quando ero piccola ritiravo già la calza del Comune.. ci teniamo a mantenere viva questa tradizione, rinnovandola di anno in anno con nuove e simpatiche iniziative. Quest’anno la Befana arriverà infatti a cavallo non di una scopa, ma di un vero e proprio cavallo. Grazie a Cinzia Demichelis del centro ippico “Scacco Matto” di Motta che collabora sempre con piacere. Grazie a tutte le associazioni del paese che collaborano per la realizzazione dell’evento”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Il sindaco Emanuela Quirci stila un bilancio degli interventi realizzati nel 2025.

Riguardo agli interventi che abbiamo realizzato nel 2025, mi ritengo molto soddisfatta, in quanto abbiamo messo mano su più fronti” così esordisce il Sindaco Emanuela Quirci facendo un bilancio dell’anno passato. “In primis abbiamo affrontato il tema della sicurezza: abbiamo implementato il sistema di Videosorveglianza a Motta, installando altre telecamere che ora coprono praticamente l’intero territorio. Abbiamo installato l’impianto di antifurto presso gli uffici comunali. Questi interventi sono stati realizzati con l’applicazione dell’avanzo di amministrazione, con il quale abbiamo anche cofinanziato 10.000€ per la partecipazione al bando della Fondazione CRT che ci è stato finanziato e permetterà di mitigare il rischio idrogeologico della roggia Poetto che passa all’interno del paese. Questo intervento sarà realizzato nel 2026. Sempre nel 2025 abbiamo  effettuato lavori di messa in sicurezza del palazzo comunale con la sistemazione degli infissi della parte interna verso il cortile del Comune. Abbiamo anche iniziato un lavoro di messa in sicurezza delle strade comunali che proseguirà nel 2026. Dopo il periodo di difficoltà dell’uscita dall’Unione Coser siamo riusciti ad assumere, tramite selezione pubblica, un funzionario contabile che si occuperà dell’ufficio finanziario. Ora posso affermare che il Comune di Motta può definirsi un comune più strutturato, avendo in organico un funzionario per anagrafe, stato civile  ed elettorale, un funzionario contabile, un istruttore amministrativo come supporto al Responsabile finanziario e tecnico e un ispettore di polizia locale. Possiamo anche contare sulla professionalità della responsabile finanziaria del Comune di Olevano Lomellina che lavora da noi in Convenzione e di una professionista di notevole esperienza che si occupa di lavori pubblici e ufficio tecnico”.

Prosegue Quirci: “Abbiamo anche  vinto il bando della Regione Piemonte dei cantieri di lavoro che ci ha permesso di impiegare, a costo zero per il Comune, un operatore a 30 ore settimanali per lavori di pulizia e piccole manutenzioni. Particolare attenzione abbiamo riservato anche alla frazione Mantie con l’installazione di un impianto di’ Videosorveglianza che copre tutte le vie della Frazione . Abbiamo inoltre realizzato la nuova segnaletica orizzontale e verticale della frazione stessa. Sempre nel 2025 nuove luminarie natalizie hanno illuminato Motta. Sia piazza Castello che il palazzo comunale sono stati oggetto di illuminazione che è stata gradita da tutti. Un altro obiettivo che ho molto a cuore e su cui abbiamo lavorato e’ stata la collaborazione tra le associazioni del paese. E’ nato un connubio che ha dato i suoi frutti nelle varie feste, culminando con la realizzazione del “dolce di Motta” presentato durante la cena di Natale della Pro Loco mottese. “Uniti si guarda più lontano” è il motto che vorrei portare avanti nel 2026 lavorando sempre con concretezza e passione per il nostro paese”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Enti Locali

Anche quest’anno un numeroso pubblico ha affollato la chiesa parrocchiale di Lamporo, dove l’organista Federico Villani ha eseguito un brillante programma da concerto dedicato alla fine ed inizio anno, sfruttando le potenzialità orchestrali dell’organo “Ramasco” recentemente restaurato ed accordato.

Anzitutto un inno sacro (di ringraziamento per la fine dell’anno): il preludio del “Te Deum” di M. A. Charpentier, che a tutti ricorda la sigla televisiva dell’eurovisione. E poi pagine celeberrime tratte dai programmi del Concerto di Capodanno di Vienna.

Quest’anno  in particolare il pubblico ha ascoltato il potente e trascinante valzer imperiale, il Kaiser-Walzer op.437 di Johann Strauss figlio, ma anche “Canzoni di fate”, un elegante e giocoso valzer del nostro “Strauss italiano”, di origine lamporese: Giuseppe Capitani.

Per finire, gli irrinunciabili bis della tradizione: il bel Danubio Blu e la marcia di Radetzky, che ha trascinato nell’entusiasmo tutto il pubblico, coinvolto a battere le mani a tempo.

Standing ovation finale e un augurio di Buon Anno, in attesa dei prossimi concerti delle rassegne “Note sull’acqua” e “Ampurius”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Sir 24, 1-4. 8-12

Dal libro del Siracide

La sapienza loda se stessa, si esalta in mezzo al suo popolo. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
si glorifica davanti alla sua potenza: “Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e ho ricoperto come nube la terra.
Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.
Il creatore dell’universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece piantare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l’eternità non verrò meno.
Ho officiato nella tenda santa davanti a lui, e così mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare;
in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità”.

Sal.147

RIT: Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

  RIT: Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.

  RIT: Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.

  RIT: Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Ef 1, 3-6. 15-18

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo,
per essere santi e immacolati
al suo cospetto nella carità,
predestinandoci a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo,
secondo il beneplacito della sua volontà.
E questo a lode e gloria della sua grazia,
che ci ha dato nel suo Figlio diletto.
Perciò io, Paolo, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, non cesso di render grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Gv 1, 1-18

Dal Vangelo secondo Giovanni

[In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.]
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
[Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.]
Giovanni gli rende testimonianza e grida: “Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE

“centrale” חָכְמָה (okhmah) nell’ebraismo, ”Sapienza” (prima lettura) che si accompagna a quella “presenza di Dio” che è “saggezza”, ma anche “abilità”.

Parola che “racchiude” il “sapere”, ma anche il “sapore” delle cose, quella “conoscenza” che “racconta la vita”.

Sapienza verso Dio, verso il mondo, verso gli altri.

La “Sapienza” elogia se stessa, i greci usano la parola (in greco σοφία – sophia) declinandola come amore per la sapienza pratica e morale.

Ricordiamo che il testo è stato redatto in ebraico da Ben Sira  nel II secolo a.C. (intorno al 175 a.C. circa) e successivamente intorno al 132 circa a. C. tradotto in parte in greco per renderlo accessibile alla comunità ebraica in Egitto.

La Bibbia ci parla della Sapienza in diverse occasioni, (Es 28,3; Ger 10,9; 2Sam20, 22; Pr 22,29…) la “saggezza” del bene.

La Sapienza conosce la Verità perché era “presente” in quell’ “In Principio”…in quel meraviglioso “disegno” della creazione.

Sapienza di quell’atto creativo di quell’ “In Principio” che “sceglie” di “prendere dimora”: “casa” per “abitare”, “tenda” per restare.

Un Lassù ed un quaggiù:

Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.
Il creatore dell’universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece posare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele”.

Il silenzio della creazione e la Parola della Sapienza.

La Parola di Dio e la storia, la rivelazione del suo Amore.

L’ “abitazione” presso il popolo, presso l’uomo, nel mondo.

Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e ho ricoperto come nube la terra”: l’Amore di Dio che “ricopre” la terra, che “entra” nella terra.

Progetto sapiente di Dio di creazione e di salvezza.

Sapienza del “disegno” comunicata al mondo, rivelata all’uomo.

Sapienza comunicata, sapienza che “abita”, che “pone la tenta”, come il Verbo presentato da San Giovanni:

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv1,14).

Il Verbo “pone la tenda”.

La liturgia ancora una volta, nel tempo di Natale, ci ripropone il “Prologo” del Vangelo di Giovanni: il “Terzo Vangelo dell’Infanzia”, che ci parla di quella nascita per dono, di quel Dio “così mirabilmente creativo” che ha “pensato” al dono più grande per l’umanità: suo Figlio.

Un “inno alla Parola”.

Un “inno al Verbo Incarnato”.

Un inno che ci parla del Natale di Cristo.

Se i “Vangeli dell’infanzia” (san Matteo e San Luca), ci narrano gli avvenimenti correlati alla nascita ed ai primi anni di vita di Gesù, collocandoli nello spazio-tempo, presentando attori e protagonista, l’Evangelista Giovanni ci presenta la “poesia” di Gesù, l’inno-indice del suo racconto.

Euanghelistés Giovanni, evangelista, annunciatore dell’evangelo di quell’ eu, “bene, buono”, e anghélos, da cui il nostro “angelo”, in greco “messaggero – annunziatore”, è portatore di quella “notizia” straordinaria: “Il Verbo si è fatto carne”.

Il “Verbo”: Gesù di Nazaret, la sua Parola, la sua Persona, la sua Salvezza, il Suo Regno.

Regno di Verità, di Giustizia, di Pace, di Amore.

Come in un “preludio”, quando gli strumenti si accordano ed iniziano le prime note, che diventano intesa, che diventa sintonia, melodia e da subito si comprende la bellezza e l’armonia, un “preludio” per “scaldare” l’esecutore prima di un “brano importante”… un prologo che “annuncia” ciò che sarà “musica”, “concerto”: Grazia, Parola, Vita, Luce, Testimonianza, Dio…

E quel “Verbo” era “In principio”.

Quella Parola “era”.

Non era il caos, non era il “nulla”, non era il “vuoto”, era la Parola.

Parola che si “propone”, che si “fa conoscere”, che “è”.

Parola che è Pensiero, che è libertà, che è intelligenza, che è comunione, che è Amore.

Dio è Verbo, Parola, che “parla”, che “comunica” che crea “comunione”, che ama e vive la Parola d’Amore.

Sapienza nella Parola.

L’evangelista Giovanni va “oltre”, al “principio”, ed al “principio era” il Verbo, “presso Dio”, perché il Verbo è Dio.

Parola che “splende nelle tenebre”, che le tenebre non possono afferrare, che è “vita”, che dà la vita.

Dove c’è la Parola non c’è tenebra, non c’è oscurità, non c’è vuoto, non c’è silenzio, non c’è buio, c’è vita, c’è amare, c’è luce, c’è verità…

Parola che è relazione d’Amore.

Dio è uno che “parla”.

Parla all’ uomo ed all’uomo insegna la comunione d’Amore tra il Padre ed il Figlio e per gli uomini e la Parola insegna all’uomo l’Amore.

L’Amore che era dal principio e prima del principio.

E mettere Dio “In principio” vuol dire metterlo “al centro” della propria vita, della propria storia, del proprio “tempo”, dell’esistenza, del passato, del presente e del futuro.

Bereshit: inizio di ogni cosa, sorgente.

Eterno, Immenso, Infinito.

Il Dialogo d’Amore.

E l’Amore diviene Luce e diviene carne.

Carne, vita, “luogo” della rivelazione di Dio all’uomo.

Carne che “racconta” il volto del Padre, che “parla” del Padre, che “mostra” il Padre in quella totale relazione che è comunione d’Amore.

Il “principio” dell’Amore che è vita.

Vita… come quella scintilla di Dio nell’uomo… e san Giovanni ci ricorda la meraviglia di quella “Vita” di Dio in ogni persona.

L’umano che è in ogni uomo… quella “scintilla” divina frutto di quell’immagine e somiglianza.

Dio “abita”, “dimora” nel mondo, con l’uomo… “viene ad abitare”, “pone la tenda”… dimorerà per “stare”.

Stare con l’uomo e con il mondo… per l’eternità.

Storia d’amore di Dio per l’uomo e il mondo.

Storia di luce per il mondo… perché tutti possono “brillare” della Sua Luce.

Luce che ci fa “vedere” Dio.

Un Dio bello e luminoso, un Dio “carne”, un Dio “dimorante”. Un Dio Sapiente che dona Sapienza.

Un Dio che “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo” (seconda lettura).

Ancora una barak, il “dire bene”  che aggiunge “vita alla vita”, la fa germogliare,

Benedizione e figliolanza, “pensati” ed “amati”, resi “figli adottivi” in quel Figlio.

“Secondo il disegno d’amore della sua volontà”: pensiero d’amore per l’esistenza, chiamata alla vita, “scelta accarezzata” dal Pensiero Sapiente di Dio: dono di Dio per l’uomo.

Dono di Dio nella vita di ogni cristiano.

Presenza di Dio.

E la benedizione “sale” verso Dio, verso il suo disegno d’amore.

La lode a Dio.

La tenerezza di quel Dio che ha “pensato” prima ancora del mondo, le sue creature, il bene-dire dell’uomo per il Bene-Dire di Dio.

“Progetto” (pro-orízo) d’Amore.

E i progetti di Dio sono “luminosi”, nascono dal suo cuore di Padre, dalla sua Sapienza.

San Paolo scrive a quelle comunità dell’Asia Minore, ma “scrive” a noi; a noi che siamo “in Cristo” (greco en).

“Pensati” da Dio in Cristo.

Pensati per essere liberati dal peccato e dalla morte.

Pensati nella comunione, nella relazione, nella somiglianza, nella figliolanza.

Pensati dall’eternità per la storia.

Pensati e abbracciati per Amore.

Pensati, amati, redenti dal Figlio nel dono dello Spirito.

 

 

Posted in Pagine di Fede

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