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Nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 7 gennaio, il sindaco di Borgomanero  Sergio Bossi si è recato alla residenza per anziani Anni azzurri per portare un augurio e un mazzo di fiori, da parte di tutta l’Amministrazione comunale, alla signora Rosa Manzani che ha festeggiato il traguardo dei 100 anni.

Rosa vive nella Rsa di via Cureggio da quasi tre anni.

Originaria di Neviano degli Arduini, in Provincia di Parma, dai 25 anni ha vissuto a Roasio andando a fare i mercati di prodotti caseari fino ad 85 anni.

La signora ha festeggiato con amici e parenti, in particolare insieme alle nipoti Serena e Luana.

Alla festa ha partecipato anche Thomas Poletti in rappresentanza della Pro loco di Borgomanero.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca, Turismo

Dalla Gattera l’ultimo nato del 2025, si tratta di Gregorio Vaccaro.

Gregorio è un nome di origine greca che significa “sveglio”, “attento”, “lesto” o “vigile”, reso celebre da numerosi santi e papi, primo fra tutti San Gregorio Magno, patrono dei musicisti e cantori, venerato il 3 settembre, giorno in cui si celebra l’onomastico.

Con queste premesse il piccolo Gregorio Vaccaro, figlio di Vito e Sara Mazzone, nipote dell’Assessore Comunale Claudio Mazzone, crescerà con molti talenti: per ora è molto contento di aver festeggiato il suo primo Natale.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Con il 6 gennaio si è aperta ufficialmente l’edizione 2026, restituendo alla città una delle sue giornate più attese, dense di emozione e tradizione.

Come ogni anno, alle prime luci del mattino, le note dei Pifferi e Tamburi hanno risvegliato Ivrea.

È da quel momento –puntualmente, alle 9:00 – che la città torna a battere all’unisono: un suono che segna l’inizio del Carnevale e accompagna il popolo in festa per tutta la giornata, tra saluti, abbracci, chiacchiere e una trepidante attesa per ciò che verrà nelle settimane successive.

La tradizionale sfilata mattutina dei Pifferi e Tamburi ha attraversato il centro storico, dando il via ai festeggiamenti in Piazza di Città, accolta con calorosa partecipazione. Immancabili i fagioli grassi a San Lorenzo, simbolo di condivisione e appartenenza, capaci di unire e scaldare come sempre l’intera comunità eporediese.

Il 6 gennaio 2026 è stato anche una giornata di importanti debutti.

Donatella Farcito ha debuttato come Gran Cancelliera, diventando la prima donna nella storia del Carnevale a ricoprire questo incarico.

Prima volta anche per il Sostituto Paolo Diane che ha dato lettura del suo primo verbale dell’anno.

Giornata d’esordio inoltre per la nuova responsabile organizzativa Elisa Fornoniper il Generale – protagonista assoluto della giornata – e per Monsignor Daniele Salera, Vescovo di Ivrea, alla sua prima celebrazione del 6 gennaio.

Tra i protagonisti anche il Podestà Gianni Girardi, al suo secondo anno di incarico, vissuto con rinnovata intensità ed emozione.

Alle 12:00, una Piazza di Città gremita fino alla capienza massima ha accolto uno dei momenti più solenni: la proclamazione del Generale 2026.

Il Sostituto della Gran Cancelliera Paolo Diane ha letto il suo primo Verbale di presentazione accompagnando il simbolico passaggio di consegne: il Generale uscente Ulisse Falchieri ha consegnato sciabola e feluca al nuovo Generale che ha accettato l’incarico con fierezza e profonda emozione tra l’applauso caloroso della piazza, circondato dall’affetto di tutta la sua famiglia, a partire dalla sorella Elisa, Mugnaia 2010.

Nel pomeriggio, il Podestà Gianni Girardi ha preso parte alla tradizionale cerimonia del sale e del pane, per poi dirigersi al Monte Stella con il suo seguito fino a ricongiungersi, alle 15:30, con il grande corteo guidato dagli Alfieri in piazza Ottinetti.

Le bandiere delle antiche parrocchie cittadine hanno sfilato da piazza Ottinetti, in uno dei momenti più suggestivi e identitari della giornata, seguite dalle bandiere delle squadre di Aranceri e dai premi destinati alla benedizione in Duomo.

Novità di quest’anno: un quarto premio dedicato al Palio degli aranceri a piedi.

In conclusione di una giornata così ricca di appuntamenti, la Santa Messa in Duomo è stata celebrata da Monsignor Daniele Salera, alla presenza delle autorità civili e militari e delle componenti dello Storico Carnevale.

In questa occasione il Magnifico Podestà ha consegnato il cero votivo, simbolo della protezione della Madonna sulla città.

Nella sua omelia, il Vescovo ha offerto una riflessione profonda, definendo il Carnevale come un desiderio che muove la comunità e paragonandone la forza attrattiva alla stella che guidò i Re Magi.

Monsignor Salera, di origini romane e a Ivrea da undici mesi, ha sottolineato come in questo periodo abbia potuto conoscere da vicino la passione, la partecipazione e il profondo attaccamento che attraversano la cittadinanza eporediese verso questa festa unica.

La giornata di apertura è stata estremamente positiva – ha dichiarato Alberto Alma, Presidente della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea –. Tutto si è svolto regolarmente, con una partecipazione straordinaria. Il freddo del mattino non ha fermato il pubblico che fin dalle prime ore ha riempito le piazze. Poi il sole, limpido, ha accompagnato il corteo dal Monte Stella fino a piazza Ottinetti e al Duomo. Desidero ringraziare gli organizzatori, i volontari, l’intera macchina organizzativa della Fondazione e quella comunale: è grazie a loro se tutto si è svolto in modo sereno, ordinato e senza intoppi. È questo l’aspetto più importante. Ho visto una città viva, con le piazze gremite, le vie animate in ogni angolo, il Duomo colmo di persone.  Questo è lo spirito del Carnevale che ogni anno rinasce. L’augurio è di buon lavoro a tutta la squadra e un buon Carnevale a tutti. Ci rivediamo presto con la prima domenica delle Alzate”.

L’affetto per il Carnevale ha superato i confini della piazza anche grazie ai social media: dieci post divisi tra gallery fotografici e video, oltre alla diretta Facebook dell’investitura del Generale. Le statistiche confermano l’incredibile coinvolgimento degli appassionati anche attraverso i canali social.

Il video della prima pifferata, pubblicato su Instagram, ha avuto oltre 100.000 visualizzazioni nell’arco di poche ore e ha raccolto oltre 4.800 like (oltre il doppio rispetto allo stesso contenuto del 2025).

Ottimo riscontro anche per il merchandising ufficiale, disponibile presso la storica edicola di Piazza Santa Marta e nel container di Piazza Balla.

Grande apprezzamento per pins, toppe, magneti, manifesti e borracce, ma soprattutto per le novità sostenibili: pochette e astucci realizzati con materiali riciclati provenienti dai banner promozionali delle edizioni passate, un’iniziativa creativa che ha suscitato grande interesse.

Da ora in avanti, il calendario degli eventi si intensifica, con appuntamenti che accompagneranno Ivrea verso il cuore della manifestazione a cominciare dalle domeniche dell’1 e dell’8 febbraio, la Terzultima e la Penultima di Carnevale.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume, Turismo
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

E’ sempre bello partecipare e documentare la serata inaugurale del Carnevale benefico vercellese, il Carvé, che ormai da anni ha fissato il giorno dell’investitura della Bèla Maijn il 5 gennaio, giorno che richiama (sia permesso) due compleanni: il primo è quello di VercelliOggi.it, che vede la luce nel 2009, ma il secondo – e molto importante per il movimento del Carnevale – richiama la circostanza che vide, proprio

nell’anno 2009, la fondazione del gruppo “Maijn per sempre” –

Bicciolano di quell’anno era Ermanno Corona ed interpretava davvero egregiamente la maschera femminile la Signora Sabrina Gaggion.

Il 2010 sarebbe stato, poi, il primo anno di Andrea Cherchi, uno dei bicciolani indimenticabili, accompagnato dalla Bèla Maijn Ketty De Angelis

E così via: ogni anno ha portato novità ed assicurato piacevoli conferme.

Bando però ai ricordi, anche se fanno bene al cuore.

Questo 2026 è un anno di svolta.

E’ il nuovo Presidente del Comitato Manifestazioni Vercellesi, Claudio Leonardi, a confermarlo nel video che accompagna queste righe.

Un’organizzazione che, sin dalle prima battute, ieri 5 gennaio, si intuisce subito che sarà all’altezza del compito: non solo idee nuove, ma anche capacità di realizzarle e, come sempre, tanto lavoro volontario dietro le quinte.

Insomma, quella che in questo 2026 viene consegnata alla responsabilità di Bicciolano Claudio Cagnoni e della Bèla Maijn Claretta Breddo, è una piccola, ma efficiente macchina organizzativa che permetterà di dare corpo alla “mission” del Carnevale vercellese, che non a caso si chiama “Carnevale benefico”.

Tanta attenzione non soltanto a tramandare una tradizione, ad allestire le sfilate (il 15 e 22 febbraio), a curarsi delle occasioni di divertimento (tra tutte, le fagiolate) così attese soprattutto dai bambini: il carnevale benefico vercellese è una grande opera di solidarietà che porta sorrisi e conforto ai più deboli, a chi è nella prova, ristretto in carcere, ricoverato presso le strutture assistenziali o luoghi di cura.

Allora, buon carnevale: lo seguiremo come sempre con amicizia e tutta l’attenzione possibile per raccontarlo in tutta la sua bellezza.

Ora vi lasciamo con il video e l’ampia gallery di Gianfranco Gozzi.

Fotogallery Gian Franco Gozzi

Posted in Società e Costume, Vercelli Oggi

L’Epifania porta gioia e innovazione nei corridoi dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. La tradizionale visita della Befana si trasforma in un evento speciale: la vecchina abbandona la scopa per sfrecciare a bordo di una mini-autopompa fiammante, regalando ai piccoli pazienti una giornata di assoluta meraviglia.

Il cuore dell’iniziativa è la consegna ufficiale di una mini-autopompa VVF, un carrello speciale donato dall’ANVVF e realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Il mezzo entra da oggi in servizio nei reparti: non è solo un gioco, ma uno strumento terapeutico che trasforma i trasferimenti clinici in un’avventura, riducendo drasticamente il trauma del ricovero.

https://youtu.be/HLRzMR8dqJA

Accanto ai Vigili del Fuoco, l’UNICEF Italia concretizza la sua missione consegnando i kit del “Regalo Sospeso“. Questi cofanetti, ricchi di attività educative sui diritti dell’infanzia, portano sollievo ai bambini in ospedale e contemporaneamente garantiscono aiuti salvavita ai minori nei paesi in via di sviluppo.

“A ben guardare, non siamo noi i donatori: sono i bambini che, regalandoci un sorriso, ci riempiono il cuore di gioia. È proprio in quella scintilla di meraviglia nei loro occhi che ritroviamo il senso del nostro impegno – commenta il Presidente provinciale ANVVF Torino -. Siamo certi che questa mini-autopompa non sia solo un gioco, ma un ponte verso la serenità, capace di trasformare l’ospedale in un luogo più accogliente e, per quanto possibile, colmo di gioia”.

“Il Regalo sospeso è un’iniziativa che moltiplica la solidarietà perché ci consente di portare regali ai bambini ospiti negli ospedali e in case famiglia e allo stesso tempo di portare aiuti ai bambini nei paesi in via di sviluppo, grazie alle donazioni di chi decide di sostenere l’iniziativa.

Siamo felici oggi di partecipare alla consegna presso l’Ospedale Regina Margherita, insieme con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino e l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale” ha dichiarato il Presidente del Comitato Regionale UNICEF del Piemonte.

L’evento si conferma un pilastro nel percorso di umanizzazione delle cure, dimostrando che il gioco è una medicina fondamentale per il recupero dei piccoli pazienti.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume, Turismo

Inizia con un pareggio il 2026 del Borgosesia Calcio.

Un risultato più che positivo visto che lo scenario è quello della semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Alessandria.

Nella tana dei grigi i valsesiani si dimostrano squadra quadrata capace di chiudere gli spazi e produrre un gioco ordinato.

La dinamica del match vede i padroni di casa più manovrieri ma il loro è un possesso palla sterile, infatti Salina non viene mai impegnato per lunghi tratti di gara.

Il portiere granata però si fa trovare pronto quando nel finale di gara viene chiamato in causa.

Il pericolo più grande l’Alessandria lo crea da fermo con la punizione di Pellegrini che colpisce il palo.

La cronaca:

Il primo squillo lo suona Morganti con una conclusione centrale.

Al quarto d’ora Cesaretti manda a lato.

E’ il 20’ quando Nicco dalla distanza non è preciso.

Mira sballata anche per il tiro di Cociobanu.

Dopo è Nicco a cercare la porta ma la mira è imprecisa.

Minuto 25, Bieller prolunga di testa ma non ci arriva nessuno.

Ultima emozione del primo tempo la girata fuori di poco di Diop.

Si torna in campo e il gioco rallenta.

E’ il 26’ quando Camara incorna ma Salina respinge.

Minuto 32, Picone su punizione dal limite colpisce il palo.

Nel finale prima Bieller calcia debolmente e infine Nicco impegna Salina alla grande risposta.

La gara si chiude senza che il risultato si sblocchi.

Tutto si deciderà al ritorno, mercoledì 14 gennaio alle 20:30 allo stadio Comunale di Borgosesia.

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Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Is 60, 1-6

Dal libro del profeta Isaia.

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.

Sal 71

RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Ef 3, 2-3. 5-6

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Mt 2, 1-12

Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele””.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

***

ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA 2026

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 5 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio.

L’Ascensione del Signore, il 17 maggio.

La Pentecoste, il 24 maggio.

La prima domenica di Avvento, il 29 novembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.

Amen.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE

Luce  e gloria “inondano” i versetti del capitolo 60 del libro del profeta Isaia.

Il “ritorno” dall’esilio a seguito dell’editto di Ciro pone una “sfida” al popolo: la ricostruzione.

Un “ritorno” in patria, però, che seppur gioioso, vede alcune “questioni”, alcuni “dissidi” da risolvere… “identità” da salvaguardare, “novità” da assimilare…

Eppure il profeta “apre” ad una nuova prospettiva: “guarderai e sarai raggiante”, “su di te risplende il Signore,la gloria appare su di te”… “vengono a te i tuoi figli, vengono da lontano”…”si dilaterà il tuo cuore”

Israele “apre” ad una “prospettiva universale”…. Popoli radunati e chiamati per l’alleanza con Dio.

La prospettiva è “guardarsi” con gli occhi di Dio, non vedere la devastazione provocata dai nemici, ma la bellezza che deriva dalla gloria di Dio che “splende” sulla città (Gerusalemme come città-simbolo).

Lo “splendore” di Dio come luce sulla città per tutti i popoli.

L’alba nuova sorge dopo il diradarsi delle nebbie.

Qôl (קוּמִי): Alzati. Cambia prospettiva.

“Alzati”… “Rivestiti”…

Guarda e irraggiati…

Vesti l’abito della luce (nella Sacra Scrittura l’abito corrisponde alla identità), indossa i panni della luce di Dio, della Sua Alleanza, della relazione con Lui.

Vestiti perché sei “chiamato” a “fare luce” per portare la Sua Luce.

Vestiti di quegli abiti splendenti, perché sei chiamata a “fare luce” alla Luce, sei invitata a “essere faro” e “guardare” chi viene a te.

Dopo anni di “esilio”, di buio e di silenzio, prorompe ora la Luce e la grazia.

Ritorno promesso…

Dio mantiene le promesse e “ricostruisce” l’Alleanza.

Il “ritorno” si “vestirà” di dignità per ogni uomo.

Il ritorno avrà gli occhi “alzati”, gli “abiti” nuovi, lo “sguardo” illuminato: Dio è con noi.

“Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore” (v. 6).

Ed ancora una volta san Matteo nel suo Vangelo “interpreta” (come aveva fatto per il “libro dell’Emmanuele”), la profezia: “nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo” (Mt 2,1-2).

Dov’è?

I cercatori domandano…

Dov’è Colui…

I cercatori chiedono…

I “cercatori”: “Alcuni”… quanti? Non è importante… da dove? Un generico “ dall’ oriente”…  Chi? “Magi”… Quando? “nato a Gesù”… Dove? “a Betlemme di Giudea”…

Ecco gli “ingredienti” di San Matteo.

Spazio e Tempo…

Intrecci di vita e di storie…

Poche righe, un solo versetto e una miriade di protagonisti: Gesù, la sua famiglia, il re-fantoccio quell’Erode il Grande, alcuni Magi…

Il nuovo Kolossal è “servito”.

L’annuncio “dirompente”.

Hanno “seguito una stella”, non per studiarne la “rotta”, non per “analizzarne” la traiettorie, ma per “cercare” un bambino nato.

Non è la “stella” la protagonista… che poi sappiamo essere quel “fenomeno” dell’allineamento del pianeta Giove con il pianeta Saturno, visibile nei cieli di Palestina (e pure nei nostri), ogni 19 anni e 314 giorni, o la “grande congiunzione”  (quando i due “pianeti” vengono quasi a “toccarsi” che ha un ciclo di circa 400 anni), ma i “cercatori”, i “camminatori”, gli “uomini con lo sguardo rivolto al cielo”.

Uomini che cercano Dio, che cercano “quel bambino” nato a Betlemme di Giudea

I “cercatori” ed i “camminatori” che non “vagano” che non “scorrazzano” tra l’oriente e l’occidente, che non stanno con gli occhi “incollati” tanto da rischiare di inciampare… ma che “hanno visto sorgere…”.

Eppure proprio loro venivano dall’Oriente (luogo a est, dove “sorge” il sole), ma “cercano” “Altro”…

Un “nuovo sorgere”.

Il Sorgere.

I “cercatori” del presente e del futuro…

Sbagliano re…

Ma sono “avvertiti”…

Camminatori e cercatori “vigili” ed “attenti”…

Camminatori e cercatori che hanno nel cuore la speranza…

Camminatori e cercatori che hanno visto un “segno”, che procedono, che non si fermano, che vanno… .

Perché il cammino di fede è questo: muovere i passi della speranza alla ricerca dell’Amore, di quell’Amore che a loro manca ma che sanno “esiste”, che lo possono trovare, che si “fa trovare”…

Non è un puro desiderio, è speranza che “muove” passi e cammini…

Non sono “soli”, sono “alcuni”, perché il cammino è personale, ma percorso insieme.

Insieme comprendono… quella “stella” non è su Gerusalemme, quel “re” non fa “brillare”, la città è solo illuminata da luce artificiale, da luce illusoria… la stella brilla “oltre”, su quei monti di Giudea, tra quelle valli degradanti al deserto, in quel buio fatto di belati provenienti dall’accampamento dei pastori…

Eppure la “stella” brilla.

Illumina, “guida”.

Non basta “seguire” la “rotta”, non bastano gli “sterili calcoli”, non bastano “ipotesi, prove ed errori”…

Il viaggio è “illuminato”… la Parola guida, è Faro, è Luce.

Camminatori e cercatori…

Missionari.

Non “scompare” quella “stella”… illumina la notte buia… c’è un bambino, c’è un padre ed una madre…

E la ricerca trova il suo “compimento”.

In una “casa”… dove vedono una madre ed un bambino.

“Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”.

Dono, offerta…

Pellegrini e “adoratori”.

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.

Inginocchiati davanti al Mistero.

L’umiltà dei “camminatori”, dei “cercatori”.

E San Matteo in 18 versetti ci “racconta” l’itinerario della fede: “guardare il cielo” e cercare il “segno”… il cristiano è persona che “legge” la storia, il tempo, gli avvenimenti, alla “luce” di Dio… pone “senso”, cerca il “significato”… come i “Magi”… non si “accontentano”, camminano, cercano, domandano e si interrogano… e trovano…

L’intelligenza profonda… il “senso”… il DNA della fede.

Il dono.

La Rivelazione.

L’Epifania di Dio per i cercatori di Speranza,

“Dov’è?”

L’inquietudine dell’Oltre… e il giungere in quella “casa”.

Se so che cosa cercare… lo trovo.

Dio si “fa trovare”.

Dio “si rivela”.

Non basta “cercare”, bisogna “trovare”, “entrare” nella casa, “vedere” Maria e il bambino.

Ho camminato, mi sono “mosso”, ho “guardato”… e Dio è lì…

E “vedo” Dio, e mi inginocchio, e lo adoro…

Il verbo “adorare” usato nella sua connotazione ebraica (shiddeq) e in greco proskuneo…, rendere omaggio, riverire (da pros, verso, nei riguardi di e kuneo, baciare definizione tratta da Lessico manuale di greco del NT] di G. Abbott-Smith, terza edizione ) è la parola usata in prevalenza per indicare adorazione” , è “rendere omaggio”, prostrarsi, ma è anche  dunque “baciare”.

Un segno d’amore per il Dio Amore.

Non mi “inchino” come un suddito, ma “bacio” con un amore libero il Dio Amore.

Dio “incontrato nell’amore”.

Cammino …percorro sentieri…

Non basta “interrogare”, non basta consultare… (come Erode, gli scribi, i Sommi sacerdoti, i sapienti dottori della legge…), occorre camminare, riconoscere  e adorare.

Se non “riconosci” Dio, non lo trovi, o lo trovi in piccoli dei surrogati…

Se voglio “trovare” Dio alzo gli occhi, muovo i piedi, piego le ginocchia…apro il cuore… faccio vivere quel dono che è la Fede che ho ricevuto…

Se non amo, non trovo, non “mi muovo”, non cerco, non cammino… interrogo e ho paura, temo, faccio “indagare”, “informarsi”… ma poi,ordino di “uccidere” per presunzione e rischio di perdere il potere, il trono…

Se non amo non porto doni per il Dono.

Dov’è Dio?

Dio è dove è anche l’uomo.

Dio è nel Dono di sé che si fa dono.

Dio è sul cammino dei cercatori e si fa trovare.

Ma non basta…

Se “lo trovo” provo una “grandissima gioia” e la gioia mi fa avvertire il desiderio di riprendere a camminare, di andare per altre strade, per “ritornare”, non per la strada già percorsa, ma per strade nuove, e su quelle “strade nuove” incontrerò altre persone, altra gente… e racconterò la mia gioia, il mio cammino,il mio stupore, la mia adorazione…

Dov’è Dio?

Nella gioia.

E nella gioia trovo Dio.

E in Dio trovo “pienezza”.

Dov’è Dio?

Nel cuore di chi lo ama.

Non apro “scrigni”, apro il mio cuore per far entrare Dio.

E i Magi “fecero ritorno”…

Il verbo potrebbe essere anche tradotto con “si ritirarono”…

Voglio leggere questo “ritiro” come esperienza del cristiano… pellegrino, homo viator verso la sua “patria”, quella per cui Cristo ha “preparato un posto”.

Ho “trovato” Dio, in quella casa, si è Rivelato, lo porto con me, lo annuncio al mondo… ma sono consapevole che “sono nel mondo ma non del mondo” (cfr. Gv 15,18-21)…

Cittadini del cielo.(cfr. San Paolo)

Cittadini, e “genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo” (seconda lettura), chiamati per essere salvati, nella Chiesa,per ascoltare la Parola e la promessa realizzata da Cristo.

Chiamati dunque a “entrare” nel Mistero, chiamati a vivere la fede, a testimoniare la gioia, a vivere il dono della testimonianza.

 

Posted in Pagine di Fede

Tra le iniziative più significative, realizzate per la Giornata della Speranza organizzata il 31 maggio scorso dalla sezione vercellese dell’Uciim in collaborazione con l’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi, c’è stata sicuramente la “tovaglia della speranza”: da tanti ritagli di stoffe usate raccolte nelle scuole, gli studenti del corso Moda dell’IPIA di Vercelli avevano cucito, con pazienza e maestria, una tovaglia lunga più di venti metri, che voleva comunicare come, partendo da materiali umili e scartati, si può far nascere qualcosa di nuovo e di bello e, mettendoli insieme, si può dare forma ad un segno di pace e di comunione.

La tovaglia, di indiscutibile valore simbolico ed educativo, non poteva rimanere nel cassetto: così è nata la proposta di utilizzare la tovaglia per il pranzo di Natale che la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato nella chiesa di San Lorenzo.

Accolta con entusiasmo la proposta, la tovaglia è stata la cornice ideale per quell’evento: essa infatti non è solamente un manufatto artigianale, per quanto unico e originale, ma un messaggio tessuto di solidarietà e di condivisione, offerto a chi è povero e solo come gesto di rinnovata fiducia nel proprio futuro e nella forza della comunità, che accoglie e include.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Il Personale dei Vigili del Fuoco del Comando di Novara, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, si è recato oggi, lunedì 5 gennaio, all’Ospedale Maggiore di Novara presso il reparto di Pediatria per fare visita ai bambini ricoverati e far conoscere loro la Befana.

La Befana si è calata dall’autoscala ed entrando dal balcone ha portato regali e sorrisi per tutti.

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Posted in Cronaca, Turismo