Mese: Gennaio 2026
Sof 2,3; 3, 12-13
Dal libro del profeta Sofonìa
Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia, cercate l’umiltà; forse potrete trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore.
“Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero”.
Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.
Sal.145
RIT: Beati i poveri in spirito.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
RIT: Beati i poveri in spirito.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
RIT: Beati i poveri in spirito.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
RIT: Beati i poveri in spirito.
1 Cor 1, 26-31
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.
Mt 5, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
Fisionomia della nuova umanità
(Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1 Cor 1,26-31; Mt 5, 1-12a)
Nel vangelo di questa domenica ascoltiamo Gesù che insegna ai suoi discepoli le beatitudini, specchio della fisionomia del credente.
Nello stile di Gesù il primo tratto è la povertà: da ricco che era si è fatto povero, non trattenendo nulla per sé, ma dando tutto se stesso.
Il povero “beato” non è il misero (questi va aiutato ad uscire dalla miseria), ma chi vive la vita e ogni cosa come un dono ricevuto gratuitamente ogni giorno e sceglie di condividere quanto riceve con chi è nel bisogno senza trattenere e accumulare per sé.
La seconda beatitudine appartiene a coloro che sanno piangere, a coloro che si rattristano non solo per i propri guai, ma partecipano al pianto di Gesù che versò lacrime per il suo popolo che amava e che vedeva non disposto ad accogliere la sua proposta di salvezza.
Il terzo lineamento di chi crede è la mitezza, che non significa debolezza o rassegnazione, ma comunione con Cristo, per scegliere di rispondere al male con il bene, restando miti come l’agnello in mezzo ai lupi, sapendo che solo così si può spegnere il fuoco della violenza.
La quarta beatitudine è per coloro che hanno fame e sete di giustizia.
Il riferimento non è rivolto alla giustizia vendicativa, ma a quella che viene da Dio; in Lui tutti gli uomini si riconoscono figli e fratelli fra di loro, condividendo i beni, sentendo come proprio il bisogno degli altri, capaci di perdono vicendevole e di preghiera, perché anche i nemici diventino fratelli: questa è la giustizia di cui dobbiamo avere fame e sete.
Gesù continua chiamando beati coloro che sono misericordiosi come il Padre loro, che fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti, che ama visceralmente e gratuitamente, che vede il bisogno senza aspettare che gli si chieda aiuto, che sente nel cuore il dolore dell’altro come il proprio dolore e se ne fa carico come ben spiega la parabola del buon samaritano. Gesù continua annunciando la beatitudine dei puri di cuore.
Il cuore per gli Ebrei era il luogo delle decisioni, delle scelte, non solo il luogo delle emozioni e dei sentimenti.
Un cuore è puro quando nelle sue scelte e decisioni si lascia guidare dallo Spirito, orientare dalla luce della parola di Dio, senza farsi inquinare, intorbidare dall’orgoglio, dai desideri mondani, dalla ricchezza e dal potere.
Segue la beatitudine promessa agli operatori di pace: non si tratta solo di cercare il quieto vivere o di essere pacifisti e pacificatori.
La pace di cui parla Gesù è più grande e comprende una pienezza di vita che va costruita con gesti, parole, pensieri e azioni che sono mossi dall’intento di facilitare le condizioni che permettono a tutti di essere felici.
L’ultima beatitudine appare come la più sconcertante: “beati i perseguitati”, coloro che sopportano insulti e calunnie a motivo della fede.
Costoro, senza vestirsi di vittimismo, prendono parte alle sofferenze che Gesù ha accettato pur di testimoniare l’amore fino alla fine.
Se si decide di amare come ci insegna Gesù nello spirito delle beatitudini, lo scontro con la logica del mondo è inevitabile ed è proprio qui che ci viene dato e chiesto di rendere testimonianza per avere fin d’ora parte al Regno di Dio.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Una cerimonia solenne con la recita dei vespri votivi dei SS Pietro e Andrea, presieduta dal cardinale Roberto Repole vescovo di Torino e di Susa, ha suggellato il 1300^ anniversario dalla fondazione della Abbazia di Novalesa, in Val Cenischia.
La comunità monastica benedettina e la Città metropolitana di Torino, proprietaria di questo gioiello di arte, fede, storia e cultura, hanno scelto di organizzare una cerimonia dal carattere simbolico, concelebrata da decine di abati e sacerdote, alla presenza del sindaco metropolitana Stefano Lo Russo, del vicesindaco Jacopo Suppo con le consigliere delegate Sonia Cambursano e Caterina Greco, del consigliere Andrea Gavazza e di tutti i sindaci della Valle di Susa.
Era il 30 gennaio 726, pieno inverno quando Abbone diede avvio alla fondazione dell’Abbazia: sono passati 1300 anni, il monastero benedettino ha vissuto periodi più o meno centrali nella storia delle Alpi, fino a quel 1972 quando la Provincia di Torino la acquistò dal Convitto Umberto I per non lasciare che andasse in rovina.
Un gesto importante che ha ridato vita nel tempo ad un luogo unico e speciale ed ha richiesto grandi investimenti economici per i restauri, parte dei quali è in corso proprio in questi mesi.
La Comunità monastica benedettina ha predisposto per il 1300^ anniversario dalla fondazione un programma ricco e significativo, con presenze illustri nel corso di tutto il 2026, fino alla conclusione del centenario il 15 ottobre, giorno della dedicazione della chiesa abbaziale quando un altro cardinale piemontese, monsignor Giorgio Marengo arriverà dalla Mongolia per concludere le celebrazioni.
Durante la cerimonia è stato rinnovato l’impegno a conservare l’abbazia, mantenendola come luogo di pace e di accoglienza: il cardinale Repole, il sindaco Lo Russo, il priore Michael David Semeraro, l’abate presidente della Congregazione Benedettina Ignasi Fossas e don Gianluca Popolla hanno sottoscritto una pergamena di rifondazione.
Il sindaco metropolitano Stefano Lo Russo ha consegnato un ricordo al priore dell’Abbazia che ha definito “un faro di spiritualità nel cuore delle Alpi, custode instancabile della regola ora et labora” rendendo omaggio “alla missione che la comunità monastica ha svolto e svolge con umiltà e costanza, preservando la tradizione millenaria che qui si respira”.
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Redazione di Vercelli
Borgosesia 1
Baveno Stresa 0
Marcatori: 33’ st Mazzola.
Borgosesia (4-3-2-1): Gilli; Ghibaudo (19’ st Loporcaro), Ballarini, Mazzola, Florio; Bazzan, Desiderato, Doratiotto (42’ st Perego); Bieller (12’ st Pellicone); Giacona (46’ st Manto), Piraccini (36’ st Latta).
A disp.: Salina, Sementa, Dalla Valle, Tampellini.
All.: Cretaz.
Baveno Stresa (4-3-3): Del Duca; Lika, Pici (31’ st Vittone), Rekkab, Panzani; Molinari, Piraccini (50’ st Cattaneo), Cautiero (26’ st Zanoia); Scienza, Ferrari (31’ st M. N. Oronsaye), Secci.
A disp.: Cucinotta, M. L. Oronsaye, Raso, Romeiro, Anchisi.
All.: Fiorito.
Arbitro: Ricchiello di Aosta.
Assistenti: Stevanin di Nichelino e Angeloro di Collegno.
Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 300 circa. Ammoniti: Giacona, Doratiotto, Rekkab, Lika, Pici, Manto. Angoli: 3-0. Recupero: 1’ pt – 7’ st.
Sorrisi, maschere e tre punti.
Giornata di festa per il Borgosesia Calcio.
Nell’anticipo di giornata i granata proseguono la corsa in vetta battendo di misura il Baveno Stresa.
La gara è tirata, le occasioni poche ma quella buona arriva sulla testa di Mazzola che decide l’incontro.
Il clima è festoso con l’ingresso dei giocatori accolti dal cordone delle maschere del Carnevale Borgosesiano.
A dare il calcio d’inizio i sovrani Peru e Gin.
La prima frazione di gioco è contraddistinta da una prolungata fase di studio.
Il Borgosesia gestisce bene il pallone ma non riesce a trovare spazi in attacco.
Così i portieri di fatto restano inoperosi.
Nonostante tutto i padroni di casa sfiorano il vantaggio al 38’ quando un cross di Giacona viene deviato sulla traversa.
Sull’angolo conseguente Mazzola stacca bene ma indirizza a lato.
Anche il secondo tempo non entra subito nel vivo.
Al 17’ Piraccini da fuori calcia centralmente.
Dall’altra parte il tiro cross di Ghibaudo taglia l’area senza trovare deviazioni.
Il Borgosesia si rende pericoloso superata la mezzora con un tiro di Doriattotto murato in angolo.
Corner dalla sinistra e stacco vincente di Mazzola che porta avanti il Borgosesia.
Al 40’ Doratiotto manda fuori di poco.
In area ospite viene trattenuto visibilmente Mazzola ma l’arbitro lascia proseguire.
Nel box opposto Lika lanciato in profondità travolge Gilli e nonostante l’evidenza la panchina blues reclama il rigore (inesistente) e Pici viene espulso per proteste.
Finisce così con la vittoria del Borgosesia.
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Redazione di Vercelli
I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Pray hanno notificato , il 22 gennaio 2026, una pesante sanzione amministrativa a carico di una cittadina residente a Mezzana Mortigliengo, responsabile dell’abbandono incontrollato di rifiuti ingombranti.
L’indagine è scaturita da una stretta collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Mezzana Mortigliengo e l’Arma.
Il Comune, sprovvisto di agenti di Polizia Locale, ha richiesto il supporto specialistico dei Carabinieri Forestali per analizzare le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino.
Dalla visione dei filmati, i militari hanno accertato che, lo scorso 6 gennaio 2026, intorno alle ore 13:30, una donna a bordo di una autovettura aveva depositato, senza alcuna prenotazione per il ritiro, rifiuti ingombranti (nello specifico una stufa elettrica e un televisore) accanto ai contenitori per la raccolta urbana.
Attraverso l’identificazione della targa e l’incrocio dei dati nelle banche dati, si è risaliti alla proprietaria del veicolo.
Alla trasgreditrice è stata contestata la violazione dell’Art. 26 del Regolamento Comunale di Polizia Urbana e Rurale, che ha comportato:
Sanzione pecuniaria di € 1.000,00, ai sensi dell’Art. 255 c. 1.2 del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), come recentemente inasprito dalle modifiche introdotte dalla Legge 3 ottobre 2025, n. 147.
Sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per la durata di un mese (fino al 21/02/2026), in ottemperanza alle disposizioni del Codice della Strada.
Il mezzo è stato affidato in custodia alla medesima interessata presso la propria residenza.
L’operazione dei Carabinieri Forestali di Pray sottolinea l’importanza della sinergia tra Enti Locali e forze di polizia per la tutela del decoro urbano.
L’utilizzo della tecnologia, unito alla competenza normativa dell’Arma, si conferma uno strumento indispensabile per scoraggiare comportamenti incivili che danneggiano l’ambiente e gravano sui costi della collettività.
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Redazione di Vercelli
La Regione Piemonte conferma la sua linea di rigore e responsabilità finanziaria con l’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028 votato dal Consiglio regionale. Una manovra che consolida la stabilità dei conti della Regione, rafforza il sostegno a imprese e territori e garantisce i servizi essenziali.
“Quello che abbiamo approvato oggi è un bilancio di buon senso, di equilibrio e di serietà. Quella serietà – afferma il presidente Alberto Cirio – che ha fatto sì che dal 2019 a oggi la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i conti della Regione Piemonte. Ha ottenuto il parere favorevole dei revisori, mette in sicurezza il pagamento dei debiti del passato e, nello stesso tempo, non taglia i servizi, garantisce gli investimenti per il futuro e continua a darsi delle priorità, soprattutto sulla salute delle persone e sul futuro dei nostri figli”.
Il quadro finanziario del 2026 presenta entrate e spese di competenza per 18,35 miliardi di euro, con un equilibrio di bilancio che rispetta pienamente i vincoli nazionali e comunitari. La manovra continua il percorso di riduzione del disavanzo regionale: il disavanzo di amministrazione presunto si attesta a 1.586 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.
Il disavanzo da ripianare nel 2026, iscritto tra le spese di bilancio, ammonta a 103,9 milioni di euro, coerentemente con il piano di rientro concordato con la Corte dei conti e aggiornato alle nuove disposizioni della Legge di Bilancio dello Stato.
“Il contenimento del disavanzo – spiega l’assessore Andrea Tronzano – non è solo un obbligo normativo, ma un segnale di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese. Continuiamo a ridurre progressivamente il debito senza tagliare i servizi. Abbiamo garantito risorse stabili per tutti i comparti, sensibili e non, della Regione Piemonte: dalla sanità alla cultura, dal welfare allo sport”.
La destinazione delle risorse privilegia gli investimenti e le politiche per lo sviluppo. Le spese in conto capitale nel 2026 superano 1,14 miliardi di euro, mentre le spese correnti sono pari a 12,83 miliardi.
La sanità rappresenta la voce principale del bilancio, con oltre 9,3 miliardi di euro destinati al sistema sanitario regionale. La Regione rafforza gli interventi per l’edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse del PNRR, del Fondo di Sviluppo e Coesione e di Inail. “Difendiamo un modello sanitario pubblico e accessibile – ha ribadito Tronzano – e sappiamo valorizzare anche il contributo del privato, in un’ottica di sussidiarietà intelligente che migliora l’efficienza e amplia l’offerta di servizi”.
Nel settore produttivo la manovra mobilita strumenti finanziari e bandi per sostenere imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione, in sinergia con i fondi europei (FESR e FSE+) e il Programma Operativo Complementare. Tra le azioni strategiche si segnalano 865 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, articolati nei tre ambiti Cura, Territorio e Sviluppo, 756 milioni per lo sviluppo rurale nell’ambito della PAC (Politica Agricola Comunitaria); oltre 3,5 miliardi complessivi di risorse PNRR già assegnate a Regione ed enti locali.
Il bilancio 2026 prosegue anche l’opera di razionalizzazione della spesa. Le uscite per il personale rimangono stabili, mentre le operazioni di rinegoziazione e sospensione dei mutui, previste dall’articolo 3 della legge, consentiranno una riduzione degli oneri da indebitamento.
“In linea con quanto previsto dalla Legge di bilancio statale – spiega Tronzano – utilizziamo tutti gli strumenti disponibili per alleggerire il carico finanziario della Regione. Le risorse liberate vengono reinvestite per rafforzare la sanità”.
“Questo bilancio – conclude Tronzano – è il frutto di un lavoro collegiale, trasparente e condiviso. Ringrazio la Commissione Bilancio, i dirigenti, i tecnici e tutti i consiglieri, anche di opposizione, che hanno contribuito con proposte e osservazioni. In un momento delicato per i conti pubblici, la Regione Piemonte dimostra che è possibile coniugare rigore, sviluppo e tutela sociale, senza chiedere nuovi sacrifici ai cittadini”.
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Redazione di Vercelli














