Mese: Dicembre 2025
Si è rinnovato anche quest’anno, in un clima di profonda stima e consolidata collaborazione, il tradizionale incontro tra l’Arma dei Carabinieri e le amministrazioni locali del territorio mongrandese.
Il Luogotenente Gualtiero Garbolino, Comandante della Stazione Carabinieri di Mongrando, ha visitato i Comuni della propria giurisdizione e ha ricevuto presso gli uffici di quella Stazione i Sindaci, per il consueto scambio di auguri natalizi.
L’occasione è stata suggellata dalla consegna del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri 2026.
Un gesto che, per il Luogotenente Garbolino – oramai da anni alla guida della Stazione di via dei Giovani – rappresenta non solo un atto formale, ma il rinnovo di un impegno quotidiano e di un legame personale e professionale con il territorio e i suoi rappresentanti.
Gli incontri hanno visto protagonisti i Sindaci dei cinque Comuni di competenza: Michele Teagno (Mongrando) Stefania Massera (Sala Biellese) Davide Basso (Zubiena) Luigi Graziano (Torrazzo) Francesca Guerriero (Borriana).
Durante i colloqui, è emersa la reciproca soddisfazione per la sinergia ormai collaudata tra la Stazione dei Carabinieri e i Comuni.
La conoscenza profonda delle dinamiche locali, maturata dal Luogotenente Garbolino in questi anni di comando, è stata indicata dai Primi Cittadini come un valore aggiunto fondamentale per la sicurezza e la serenità delle comunità. “Il Calendario dell’Arma è un simbolo di unità – è stato sottolineato durante gli incontri – e consegnarlo personalmente ai Sindaci è un modo per ringraziarli del supporto costante. La collaborazione tra i Carabinieri e i Comuni è la chiave per offrire ai cittadini risposte concrete e una presenza rassicurante su tutto il territorio”.
I Sindaci hanno ricambiato gli auguri, esprimendo parole di apprezzamento per la dedizione e la professionalità con cui il Comandante e tutti i suoi militari operano quotidianamente, confermando la Stazione di Mongrando come un punto di riferimento imprescindibile per la legalità e la coesione sociale della zona.
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Redazione di Vercelli
Lo scorso 21 dicembre, il Comune di Gaglianico ha ospitato il tradizionale Pranzo per gli auguri natalizi, un momento di festa che ha visto la partecipazione attiva delle Forze dell’Ordine in un’importante operazione di vicinanza e rassicurazione sociale.
Ospite dell’iniziativa è stato il Maresciallo Ordinario Vincenzo Matarazzo, Comandante della Stazione Carabinieri di Candelo, che ha colto l’occasione per dialogare con i numerosi cittadini presenti.
Al centro del suo intervento, un tema di stretta attualità e grande rilevanza sociale: la prevenzione delle truffe e dei reati contro il patrimonio.
L’attività di sensibilizzazione è stata condotta in stretta collaborazione con la Polizia Locale di Gaglianico, rappresentata dall’Assistente Barbara Milia.
La presenza congiunta del Comandante di Stazione e della Polizia Locale ha offerto ai presenti un segnale forte di coordinamento e protezione, dimostrando come la sicurezza del territorio passi attraverso un dialogo costante tra istituzioni e cittadini.
Il Maresciallo Ordinario Matarazzo ha illustrato con chiarezza i “trucchi” più ricorrenti utilizzati dai malintenzionati, fornendo preziosi consigli pratici per mantenere alta la guardia e invitando tutti a considerare la caserma dei Carabinieri come un luogo di ascolto e aiuto sempre aperto.
Il pranzo, organizzato dall’Amministrazione Comunale, ha così trasformato un momento di gioia natalizia in una fondamentale occasione di educazione alla legalità.
L’Assistente Barbara Milia e il Maresciallo Ordinario Matarazzo sono stati calorosamente ringraziati dai partecipanti per la disponibilità e per la capacità di trasmettere serenità e consigli utili in un clima familiare e disteso.
Grazie a questa iniziativa, il Natale a Gaglianico non è stato solo un momento di auguri, ma un passo avanti concreto verso una comunità più informata, coesa e sicura.
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Redazione di Vercelli
Il Sindaco, Roberto Scheda, ha firmato oggi l’ordinanza che disciplina l’utilizzo dei cosiddetti “botti di Capodanno” in occasione della notte di San Silvestro.
Il provvedimento prevede che l’uso degli artifici pirotecnici sarà consentito esclusivamente dalle 23.30 alle 00.30 e solo nelle seguenti aree: zona industriale, piazzale del Carrefour e area dei divertimenti (corso Bormida) e ogni altra area esterna al centro abitato.
Ogni utilizzo al di fuori di questi limiti temporali e spaziali sarà considerato una violazione dell’ordinanza.
Per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza di tutti nella serata e nella nottata di mercoledì 31 dicembre saranno impegnati 4 agenti della Polizia locale nel controllo del territorio.
«Abbiamo messo in campo una risposta concreta per garantire, rispetto agli scorsi anni, una maggiore tutela della quiete pubblica e dei nostri amici a quattro zampe che, più di tutti, soffrono l’eccessivo utilizzo dei “botti di Capodanno”» dichiara l’assessore Paolo Campominosi.
L’Amministrazione comunale invita tutti a un comportamento responsabile e rispettoso delle regole, affinché i festeggiamenti per l’arrivo del 2026 possano svolgersi in un clima di serenità, sicurezza e attenzione verso le persone e gli animali.
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Redazione di Vercelli
Nella mattinata di oggi, lunedì 22 dicembre, nella Sala Consiliare di Palazzo San Giorgio, le studentesse Sofia Sanzone e Alessia Alice, vincitrici della borsa di studio promossa dall’associazione AttivaMente, sono state accolte dal Sindaco Emanuele Capra e dal Vice Sindaco Luca Novelli per un incontro istituzionale, volto a valorizzare l’attività dei giovani talenti e la collaborazione tra istituzioni locali e realtà associative impegnate sul territorio.
Le studentesse, che hanno già ricevuto il riconoscimento in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, sono iscritte al corso di Laurea in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie e Sportive dell’Università degli Studi di Torino, sede di Asti, e avranno l’opportunità di affiancare i tecnici dell’associazione nelle attività quotidiane, acquisendo competenze pratiche nei settori dell’inclusione, dello sport e del sociale.
“Le borse di studio AttivaMente confermano l’impegno della città e delle realtà associative locali nel promuovere percorsi di formazione, crescita professionale e integrazione sociale, valorizzando il ruolo dei giovani nello sviluppo di progetti innovativi sul territorio – dichiarano congiuntamente il Sindaco Emanuele Capra e il Vice Sindaco Luca Novelli -. Siamo convinti che questa esperienza formativa contribuirà a consolidare le competenze delle studentesse e a rafforzare le iniziative dell’associazione a beneficio dell’intera comunità”.
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Redazione di Vercelli
Come ormai consolidata tradizione, la corale parrocchiale “San Bernardo” di Lamporo ha dato vita ad un Vespro natalizio domenica 21 dicembre pomeriggio.
Quest’anno percussioni e tamburelli hanno scandito il festoso ritmo di antiche musiche natalizie del Cinquecento, per passare alla lucente bellezza del “S’accese un astro” dal Messiah di Haendel, interpretato dalla soprano Laura Rosso come solista, e all’eleganza tutta settecentesca e leziosa di una Ninna nanna attribuita a Mozart, cantata da Roberto Fusano.
L’organista Federico Villani ha evocato l’atmosfera delle grandi cattedrali francesi e la magica sonorità dei campanelli con un allegro e solenne offertorio per organo su canti natalizi di A. Guilmant, importante compositore ottocentesco dalla scrittura complessa e virtuosistica.
Il celebre Cantique de Noel “Minuit, Chrétiens” di A. Adam, classico dell’Ottocento francese, ha visto una toccante interpretazione di Nicoletta Martinotti e Laura Rosso.
Ancora Roberto Fusano interprete del Puer Natus di F. Caudana, compositore locale oggetto di riscoperta, come altri autori tra Ottocento e Novecento che hanno completato il programma.
Prossimo appuntamento della rassegna “Note sull’acqua“: sabato 3 gennaio ore 16:30, chiesa parrocchiale di Lamporo, per il tradizionale Vespro-concerto di Capodanno (musiche degli Strauss, eseguite all’organo da Federico Villani).
Ingresso libero.
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Redazione di Vercelli
È stata presentata con un evento dedicato all’Agriturismo La Biula di Carpignano Sesia la mappa degli agriturismi associati “Turismo Verde Cia” che offre informazioni sulle strutture delle province di Novara, Vercelli e VCO.
Sono 45 gli agriturismi sul territorio, sparsi sulle tre province, mappati con indirizzo, contatti mail, telefono e sito web e iconografia per indicare i servizi offerti: pernottamento, ristorazione, spa, area camper, area bimbi, alloggi, turismo esperienziale, wifi, cicloturismo, aria condizionata, piscina, Fattoria Didattica, cucina vegetariana, ippoturismo, servizi per disabili, animali ammessi.
La mappa Cia, presentata agli operatori del settore e realizzata con il patrocinio delle ATL Terre dell’Alto Piemonte e Distretto Turistico dei Laghi, sarà disponibile gratuitamente in tutti gli uffici Cia del territorio, nelle sedi degli uffici IAT delle tre province, in digitale sul sito www.cianovaravercellivco.it/ e sarà distribuita ad ogni evento pubblico cui Cia Novara Vercelli VCO parteciperà.
Turismo Verde è l’associazione di Cia-Agricoltori Italiani che rappresenta e tutela le aziende agricole che svolgono attività di agriturismo nella sua accezione più classica: ospitalità, degustazione, attività connessa all’azienda agricola.
Turismo Verde è al servizio delle aziende che vogliono avviare e sviluppare attività multifunzionali, didattiche, di agricoltura sociale, di valorizzazione della biodiversità.
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Redazione di Vercelli
Con un intervento di 30mila euro finanziati dalla Stato si sta mettendo in sicurezza il testo alto della mulattiera di Valmaggiore.
Il sindaco Francesco Pietrasanta commenta: “Dopo la realizzazione della vasca di contenimento “bombe d’acqua” alla partenza e la sistemazione della parte bassa, con questo intervento andiamo a stabilizzare tutto il tracciato. Questi lavori vengono fatti per prevenire. E per prevenire bisogna conoscere e vigilare il territorio. Grazie di cuore al consigliere Cagnoli Stefania che monitora i nostri versanti”.
I lavori sono seguiti dal geologo Giovanni Cavagnino ed eseguiti dalla ditta Valper.
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Redazione di Vercelli
(g.g.) – I Lettori forse ricorderanno il nostro precedente

che raccontava la storia, bella ed edificante, di Don Stefano Cossavella, per 33 anni (dal 1932 al 1965, quando morì il 1 luglio) Parroco della parrocchia di Muriaglio, frazione di Castellamonte.

Nel corso di 20 mesi, dal settembre 1943, quando si fece più feroce la persecuzione nazifascista ai danni della popolazione ebraica, ospitò, salvandola, la famiglia del Dott. Armando Morello: papà, mamma (la Signora Maria Gagliardone) e tre bambini, Vittorio (1933), Luciano (1936) e Maria Grazia (1940), quest’ ultima ancora oggi residente a Casale Monferrato, mentre il fratello maggiore è deceduto pochi anni orsono e Luciano vive negli Stati Uniti a Naples.
Ebbene, in quella occasione potemmo riferire di un fatto certamente importante e significativo, come il conferimento dell’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni” di cui Don Cossavella è statp insignito dallo Yad va – Shem (Un nome eterno; da Isaia, 56,5), l’istituzione israeliana che rende onore a tutti i non ebrei che, negli anni della folle persecuzione, corsero gravi rischi per mettere in salvo ebrei loro connazionali.
Fino ad ora gli italiani che sono ricordati presso il Memoriale dell’Olocausto a Gerusalemme sono circa settecento: uno di questi, come da qualche anno è stato reso noto, è, per esempio, il Dottor Carlo Angela, detto anche “lo Schindler italiano”, padre del giornalista televisivo Piero e della professoressa Sandra, che ha insegnato tanti anni matematica e scienze alla Scuola Media Gaudenzio Ferrari di Vercelli.
Giovedì 18 dicembre – nel corso di una semplice, quanto partecipata e toccante cerimonia tenutasi presso la Sinagoga di Torino, in piazzetta Primo Levi – la consegna ufficiale del riconoscimento alla memoria agli eredi di Don Cossavella e di altre due famiglie piemontesi di Castagnole delle Lanze in provincia di Asti, quelle, rispettivamente, di Maria e Mario Rivella e di Ernesto e Luigina Albezzano.
Il nostro filmato racconta i momenti essenziali e certo commoventi della serata trascorsa a Torino.
Serata che ha permesso di mettere in rilievo anche un dato assai significativo e di cui il nostro Paese può andare fiero.
Rispetto altri Paesi europei, l’Italia ha assicurato protezione e salvezza ad un numero molto elevato di ebrei.

Basti pensare – lo ricorda il Presidente della Comunità ebraica di Torino, Dario Disegni – che nel periodo tra il 1943 ed il 1945 gli ebrei in Italia erano 32.300; di questi 8.800 furono arrestati e 6.800 deportati.
Rimasero in Italia 23.500 persone: braccate dai nazifascisti, ovviamente senza più lavoro, private di ogni loro bene.
Ebbene, tutte riuscirono a salvarsi grazie all’aiuto – sempre disinteressato – del popolo.
Il nostro articolo del 2024 racconta tanti particolari della storia del Dott. Morello e dalla sua famiglia e, in questo periodo, abbiamo ricevuto altre testimonianze.
Tra queste, quella di una Signora ormai 93enne (che preferisce non essere citata perché teme che la memoria la tradisca, ma è tropo modesta; vedremo che è una sorta di Enciclopedia Britannica di quei tempi) che racconta:
“Sono nata nel 1932, la terza di cinque fratelli. Vivevamo a Casale Monferrato ed il nostro Medico di famiglia era proprio il Dott. Morello.
Gli eravamo tutti affezionati ed i miei genitori, in particolare, nutrivano per lui una grande fiducia per le cure che prestava al più piccolo dei miei fratelli, colpito da una grave nefropatia.
Un giorno arrivò da noi e ci disse che non avrebbe più potuto esercitare la professione, proprio a cause delle leggi razziali che inibivano agli ebrei ogni attività.
Ci presentò il suo successore, un giovanissimo Dott. Capra Marzanis che, pur molto dispiaciuto per la sorte toccata al suo predecessore, accettò necessariamente di subentrargli.
Un giovane di valore, che più tardi sarebbe diventato Direttore Sanitario dell’Ospedale di Casale Monferrato.
Io stessa, poi, fui compagna di scuola al Liceo di Vittorio Morello: allora le classi erano divise, ragazzi e ragazze non potevano stare insieme. Solo le lezioni di Inglese potevano, per ragioni di numero, tenersi in classi miste; lo conobbi così”.
***
Se questa è certamente una testimonianza inedita, altre non meno interessanti sono raccontate nel video che abbiamo messo in repertorio nel pomeriggio trascorso a Torino.
Ne facciamo un piccolo sommario, invitando il Lettore ad ascoltare dalla viva voce dei protagonisti il ricordo di quei giorni.
Il video si apre con l’introduzione ed un breve, ma molto esauriente excursus storico offerto dal Presidente della Comunità ebraica di Torino, Dario Disegni.

Ascolteremo poi l’intervento della Dott.ssa Ophir Eden, Capo Dipartimento per gli Affari Pubblici dell’Ambasciata di Israele in Italia.

A seguire, la testimonianza delle Signora Adriana Torre ved. Ottolenghi, Vice Presidente della Comunità ebraica di Casale Monferrato (cui il Medico Morello apparteneva).
La Signora Torre Ottolenghi è a sua volta una testimone del tempo: suo marito Giorgio fu Medico che avemmo il privilegio di conoscere quando già era anziano, così come altri illustri esponenti della Comunità quale il Prof. Dario Carmi.
L’attuale Presidente della Comunità ebraica di Casale è sua nipote Daria
figlia del compianto Elio di cui sentiamo parlare nel video.
Storie di persecuzioni e discriminazioni subite senza colpa alcuna ed alleviate dalla pietà popolare capace di veri e propri atti di coraggio, umile e silenzioso, ma indomito, che inverano l’insegnamento offerto da una sapiente massima: chi salva una vita umana salva il mondo intero.

E’ poi la volta del Dott. Davide Morello, nipote di Armando. Con lui si inizia il racconto dell’iniziativa e della ricerca che ha portato a riannodare i fili della vicenda che ha per protagonista l’insignito di oggi, proprio Don Stefano Cossavella.
E’ proprio il Dott. Davide che richiama il grande e amichevole sostegno ricevuto da Elio Carmi nel proseguire in questa ricerca, anche nei momenti in cui tutto pareva difficile ed il traguardo lontano.

Una ricerca che ha un’altra protagonista, la Signora Rachele Bernardi Gra: se l’iniziativa di Davide Morello fa scoccare la scintilla sul versante casalese, su quello canavesano è proprio Rachele a corrispondere, tanto che una storia altrimenti destinata all’oblio può tornare alla luce ed essere insegnamento per tutti.

E ora, finalmente, tocca al pronipote di Don Cossavella, Alessandro Viglia Atton di Ivrea, che ritira il riconoscimento alla memoria dello zio.
Sua mamma ne era nipote e “Perpetua” e lui, bambino, ne ricevette i racconti, le memorie, anche quelle delle ansie e della paura che pervadeva la giovane mamma (nata nel 1921, si trovava poco più che ventenne sotto la minaccia delle armi degli squadristi che cercavano gli ebrei nascosti in canonica) quando arrivavano le brigate nere.
Ma non parlarono mai, né lei, né don Cossavella.
E nemmeno la gente del paese che, anzi, tutta concorse a proteggere la famiglia dei rifugiati.

Ancora una testimonianza, quella del Sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca: Bollengo è il paese dove Don Cossavella nacque e dove riposano le sue spoglie mortali.
Buona visione – con le immagini di Giancarlo Guidetti – e buon ascolto.

(Simone Cerri) Il Borgosesia Calcio ha spento cento candeline, celebrando un traguardo che profuma di storia e passione. Era il 19 dicembre 1925 quando nacque la società e, a un secolo di distanza, il club di via Marconi ha voluto rendere omaggio al proprio percorso con una serata speciale.
Il teatro Pro Loco ha fatto da elegante cornice all’evento, accogliendo una platea ricca di volti e ricordi: ex giocatori, allenatori, dirigenti, collaboratori e tifosi, tutti protagonisti, a vario titolo, della lunga avventura granata. Una vera e propria riunione di famiglia, animata da emozioni e memoria.
La cena del centenario, curata da La Burla, ha accompagnato un viaggio nel tempo scandito da racconti e immagini del passato. A guidare il pubblico attraverso cento anni di calcio borgosesiano sono stati Carlo Minoli e Andrea Petrarca, che hanno ripercorso le tappe fondamentali della storia del club, dagli esordi fino ai giorni nostri, decennio dopo decennio.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato il presidente Michele Pizzi, che ha ringraziato i presenti per l’affetto e la vicinanza dimostrati alla società. Tra i momenti più applauditi, l’omaggio ad Aurelio Pastore, primatista assoluto di presenze con la maglia granata: 500 partite che lo consacrano come autentica icona del Borgosesia Calcio. Con grande trasporto ha condiviso ricordi e aneddoti di un calcio d’altri tempi.
Sul palco è poi salito un altro nome simbolo del club, Giuliano Mancin, storico portiere con 350 presenze e ancora oggi vicino alla società. Insieme a loro, anche alcuni dei “vecchi” compagni di tante battaglie sportive. Spazio quindi a Egidio Capra, attuale allenatore dei portieri, legato al Borgosesia dal 1988 e protagonista, negli anni, in numerosi ruoli. Non è mancato il saluto di Simone Di Battista, direttore sportivo e scopritore di talenti.
Grande emozione anche per gli allenatori che hanno segnato pagine importanti della storia granata: Manuele Domenicali, artefice della vittoria in Serie D nel 1997/1998; Walter Viganò, il tecnico con più panchine all’attivo; e Vincenzo Manzo, che nei suoi tre anni a Borgosesia ha collezionato successi memorabili, culminati nel trionfo di Foligno nei playoff nazionali. Chi non ha potuto essere presente ha comunque voluto far sentire la propria vicinanza con un messaggio: Paolo Rosa, Mattia Urban, Alessio Dionisi e Marco Didu.
L’attuale rosa, guidata dal tecnico Roberto Cretaz ha salutato la platea.
Bello anche il caloroso intervento della Borgo Crew che ha manifestato la sua vicinanza al Borgosesia Calcio.
La serata si è chiusa con la presentazione del libro dedicato ai cento anni del Borgosesia Calcio. A moderare l’incontro è stato Paolo Usellini, affiancato dagli autori del volume: Simone Cerri per i testi, Enrica Rolando per grafica e impaginazione, Mattia Vercelletto per grafica, impaginazione e digitalizzazione dell’archivio e Niccolò Fiorio per la supervisione e la revisione finale.
Il libro è stato messo in vendita sia in edizione singola sia in una versione deluxe, contenente anche la replica di una maglia storica e uno scudo in legno. I cofanetti, numerati, hanno visto il primo esemplare consegnato proprio ad Aurelio Pastore, simbolo vivente di un secolo di storia granata.
Fotogallery di Antonio Mantovan
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Redazione di Vercelli


































