Mese: Dicembre 2025
L’Architetto Marina Martinotti, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Vercelli, è stata eletta nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio nazionale degli Architetti, concludendo così il 2025 con un incarico di rilevanza professionale e istituzionale.
Lo scorso 18 dicembre, nella cornice di Roma e in occasione della Conferenza Nazionale degli Ordini Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori, si sono svolte le elezioni per la nomina dei tre componenti scelti ed eletti nell’Ufficio di Presidenza.
In quella occasione a fronte di 4 candidature, sono stati definiti i 3 professionisti tra cui l’Architetto Marina Martinotti, risultata la più votata.
«Questo traguardo – dichiara – rappresenta sicuramente una grande soddisfazione personale e professionale ma soprattutto costituisce un importante riconoscimento per il nostro territorio e la provincia di Vercelli. Un piccolo Ordine quale è il nostro risulta ora rappresentato a livello nazionale in un ruolo così delicato ed impegnativo, costituendo un collegamento tra gli Ordini territoriali ed i componenti del Consiglio Nazionale Architetti, nell’affrontare i principali temi che caratterizzano la professione e che vengono trattati in occasione delle conferenze plenarie a cui partecipano tutti i 105 presidenti territoriali».
In questo contesto, l’ente rappresenta uno strumento fondamentale del sistema ordinistico italiano.
Esso agisce come una rete profondamente radicata nei territori, capace di raccogliere le istanze, i bisogni e le proposte della professione per poi restituirli in forma condivisa nel dibattito nazionale.
Attraverso questo organismo, le peculiarità locali trovano una sintesi collettiva, trasformando le esigenze dei singoli professionisti in strategie comuni per l’intera categoria.
Nel suo nuovo ruolo nell’Ufficio di Presidenza, l’Architetto Martinotti assumerà funzioni di coordinamento tecnico e organizzativo per le future sessioni nazionali.
Il suo compito sarà quello di definire la programmazione semestrale dei lavori, proporre gli ordini del giorno per le sedute della Conferenza Nazionale e presiedere gli incontri in sinergia con la Delegazione Consultiva Regionale e i gruppi operativi.
Si tratta di una posizione strategica per affrontare i temi più urgenti della professione e per armonizzare le istanze dei territori con le linee guida nazionali.
«L’impegno per i prossimi mesi – conclude Martinotti – sarà dunque rivolto alla gestione delle complessità professionali contemporanee, promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra i 105 presidenti territoriali e gli organismi centrali della categoria».
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Redazione di Vercelli
Il Consiglio regionale ha approvato il 22 dicembre il Piano socio-sanitario 2025-2030 dopo un ampio dibattito in aula.
“Abbiamo fatto un grande lavoro di cui ringrazio gli assessori Riboldi e Marrone, i tecnici e il Consiglio che ha dimostrato una grande maturità complessiva e dota finalmente il Piemonte di uno strumento di programmazione per la sanità. È un’approvazione storica perché un piano di programmazione mancava da trent’anni e oggi finalmente c’è: un piano completo, aggiornato e complessivo che ci aiuta a restituire il diritto alla salute alle persone” afferma il presidente della Regione Alberto Cirio.
“E’ una giornata storica per la sanità regionale, visto che è dal 1995 che il Piano non veniva integralmente riscritto. Dopo un anno di lavoro intenso, 600 audizioni da parte mia e del collega Marrone, nonché, della commissione Sanità e un vivace confronto tra maggioranza e opposizione in commissione, abbiamo un testo nuovo che mette al centro le persone e punta a riportare nell’alveo della sanità pubblica tutti i piemontesi, velocizzando i tempi d’attesa. Ora lavoriamo per attuarlo” dichiara l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
“Grazie a questo Piano socio-sanitario daremo vita ad una sanità davvero sociale, con 5 milioni per il nuovo fondo riservato ai caregiver familiari – spiega l’assessore alle Politiche sociali ed all’integrazione sociosanitaria Maurizio Marrone -. Centralità della persona nei piani di assistenza, priorità alla prevenzione e alla domiciliarità, e sostegno alle famiglie nell’accesso ai servizi rappresenteranno una svolta in Piemonte. Inoltre, con la nuova figura del direttore socio sanitario e la riforma delle residenze socio sanitarie metteremo finalmente i bisogni delle persone fragili al centro dell’azione regionale”.
Tra le novità del nuovo Pssr, un nuovo modello di gestione partecipata della sanità regionale, che parte dall’istituzione di tavoli di lavoro per specifiche patologie; l’avvio del corpo logistico sanitario piemontese, tramite l’istituzione di una rete di volontariato sanitario dedicata al trasporto e all’accompagnamento protetto di anziani e soggetti fragili nelle strutture ospedaliere per prestazioni programmate; l’introduzione del responsabile operativo degli ambienti sanitari ospedalieri territoriali, che sarà delegato all’umanizzazione e all’accoglienza all’interno del singolo presidio.
Il documento riguarda anche la realizzazione del Piano di edilizia sanitaria, che prevede 11 ospedali di nuova costruzione (Parco della Salute, della Ricerca e Innovazione di Torino, Città della Salute e della Scienza di Novara, ospedali ASL TO5 di Cambiano, Torino Nord, Savigliano, Cuneo, Alessandria, Ivrea, Vercelli, VCO, Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino), 4 grandi ristrutturazioni (ristrutturazione degli ospedali di Alba e di Bra e ampliamento degli ospedali di Borgomanero e Vercelli), 91 Case di Comunità, 30 ospedali di Comunità, 49 Centrali operative territoriali, Case di Comunità spoke che serviranno ad erogare maggiori servizi a livello territoriale.
“Un investimento di 5 miliardi di euro – precisa Riboldi – che servirà a modernizzare la sanità, ridurre lo spreco nel tempo lavoro degli operatori del comparto, attrarre le migliori professionalità, e, attraverso il potenziamento della rete territoriale, contribuirà a smaltire le liste d’attesa, liberare i luoghi ad alta intensità e svuotare l’emergenza-urgenza”.
Tra le altre novità, la nuova figura del direttore socio-sanitario, che dovrà occuparsi di territorio, rapporti con gli enti locali territoriali e integrazione sociale e sanitaria; le aggregazioni funzionali territoriali come nuovo modello per la medicina generale, garantendo una copertura capillare e continuativa, dalle 8 alle 20, 7 giorni su 7; il potenziamento dei servizi e l’istituzione di uno specifico settore regionale sulla salute mentale, con l’individuazione di un budget; il tavolo di coordinamento per la candidatura di nuovi IRCCS pubblici in varie specialità; l’avvio di tutti gli screening neonatali estesi disponibili in commercio e dei progetti di odontoiatria solidale per le fasce più deboli della popolazione. In tema di sanità digitale, il nuovo Cup integrato con l’intelligenza artificiale prenderà direttamente in carico i pazienti cronici e permetterà una gestione efficiente delle prenotazioni di visite ed esami, mentre l’ APP Piemonte in Salute consentirà di accedere in modo veloce a tutti i servizi sanitari.
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Redazione di Vercelli
Si è svolta giovedì 11 dicembre, a Gattinara, l’assemblea dell’Ordine degli Architetti P.P.C della Provincia di Vercelli durante la quale è stato approvato all’unanimità il bilancio di previsione e sono stati premiati gli iscritti da 20, 30, 40 e 50 anni, oltre che i neoiscritti.
Lo stesso giorno, dopo i saluti della Presidente Marina Martinotti, si è tenuto il seminario dal titolo “Codice Appalti e responsabilità penale, civile, amministrativa e deontologica del libero professionista”.
L’incontro ha offerto un momento di aggiornamento professionale, focalizzandosi sulle recenti evoluzioni normative che stanno trasformando il settore delle opere pubbliche e della libera professione.
Ad aprire i lavori è stato l’ing. Diego Sozzani, che ha approfondito le novità introdotte dal Decreto n° 209/2024, il provvedimento correttivo al Codice dei contratti pubblici.
L’intervento ha permesso ai professionisti presenti di analizzare le modifiche procedurali e operative necessarie per navigare correttamente nel complesso quadro normativo degli appalti, garantendo efficienza e trasparenza nei processi di progettazione e direzione lavori.
La seconda parte del pomeriggio è stata affidata agli interventi legali degli avvocati Franco Enoch e Roberto Rossi.
Il contributo ha esplorato le diverse sfaccettature della responsabilità che gravano sul libero professionista tra cui: penale e civile (per la prevenzione di rischi e contenziosi), amministrativa (nel rapporto con la Pubblica amministrazione) e deontologica (per il rispetto dei doveri etici verso i colleghi e la committenza).
In seguito, si è svolta l’assemblea durante la quale è stata data lettura della relazione di bilancio stilata dal tesoriere Gabriele Protti, con la dottoressa commercialista Paola Ferraris che ne ha sottolineato la completezza.
A fornire un excursus delle attività del 2025 vi erano il presidente Martinotti e il segretario Dario Barbero.
All’evento erano inoltre presenti il vicesindaco di Gattinara Daniele Baglione e il comandante provinciale dei Vigili del fuoco Claudio Giacalone.
I PREMIATI
Durante l’assemblea è stato dato un attestato ai nuovi iscritti all’Ordine degli Architetti, tra cui Fabrizio di Ruscio e Clelia Lubrano.
Sono stati poi premiati gli iscritti da 20 anni: Belvisotti Andrea, Follis Eleonora, Gottardello Eleonora, Grimaldi Francesca, Guidi Claudia, Langone Lucia e Picco Simona.
Invece per i 30 anni di iscrizione: Antonino Gian Michele, Bergoglio Maria Teresa, De Luca Daniele, Fornaro Emanuela, Gioria Gian Piero, Scoccini Laura e Segatto Marzio.
Hanno poi ricevuto l’attestato per i 40 anni Bondetti Pietro, Canna Carlo, Desenzani Giuliana e Zangola Manrico.
Infine, per i 50 anni di iscrizione è stato dato un riconoscimento a Mazzella Valter e Scalo Claudio.
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Redazione di Vercelli
Le Squadre dei Vigili del Fuoco della Centrale con APS (auto pompa serbatoio) e autoscala, e la squadra dei Vigili del Fuoco Volontari di Oleggio sono intervenute, venerdì 26 dicembre, a Oleggio per l’incendio di un camino.
Le fiamme hanno interessato solo il camino senza coinvolgere altre porzioni di tetto.
I Vigili del Fuoco hanno provveduto allo spegnimento e alla messa in sicurezza dello scenario.
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Redazione di Vercelli
Sir 3, 2-6. 12-14
Dal libro del Siràcide
Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli
e ha stabilito il diritto della madre sulla prole.
Chi onora il padre espìa i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita.
Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.
Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre.
Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore.
L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa.
Sal.127
RIT: Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
RIT: Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
RIT: Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
RIT: Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Col 3, 12-21
Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi.
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro.
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.
Mt 2, 13-15. 19-23
Dal Vangelo secondo San Matteo
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE
Una “famiglia” in viaggio (Vangelo), in fuga, in attesa, “visitata”… il Vangelo di Matteo racconta nei primi capitoli la vicenda di quella “famiglia” di Gesù e la Chiesa, nella solennità della “Santa Famiglia”, accompagna la contemplazione di Gesù, Maria e Giuseppe.
Sette giorni dopo il Natale… un nuovo “sogno” per Giuseppe…
Il “sognatore”…stesso nome di quel Giuseppe che anni prima “interpretava” i sogni.
Giuseppe il “sognatore” di Dio, di messaggi e di angeli…
Giuseppe dal cuore puro che sa “sognare” i sogni di Dio.
Giuseppe l’uomo “giusto” che sa “realizzare” i sogni di Dio.
Giuseppe, uomo del silenzio e dei “disegni di Dio”.
Una famiglia “guidata” da sogni.
Il “sogno” di un uomo “vigile”, che “sogna ed agisce”, di un “uomo giusto e coraggioso”, di un “uomo che in silenzio non si fa intimorire”, ma si sveglia e parte…
Nella notte… quando tutti dormono, lui parte, lui è desto. Si è “svegliato” con la Parola.
Dal sogno all’azione.
Una “vocazione” all’ascolto ed all’azione.
Lascerà quella terra, quella regione, per proteggere e custodire.
Il “sogno” di un uomo che “ascolta” e “agisce”, che “parte”.
Un sogno che è fatto di passi e di azioni, senza esitazioni, senza troppi “perché”, senza l’ansia del “dove”, senza i “ma” ed i “se”.
Un sogno di un uomo che “non teme”.
Un sogno di un padre, di una madre, di un figlio… il sogno nella storia.
Un sogno d’amore in una famiglia.
Un sogno d’amore che ha una “fuga” per “proteggere”.
Un “viaggio” per “mettere in salvo” la vita appena nata…
Incarnazione e minaccia.
Una “fuga”: anachoréo è il verbo che viene utilizzato dall’evangelista Matteo.
Ci sono stati i Magi… ma anche loro si sono “allontanati”… ed ora la miglia è costretta “ad andarsene”.
Lontano, in Egitto. Una “andata” in un “paese straniero”, non per “scappare”, ma per essere “responsabile”.
E Giuseppe “andrà” con quella sua famiglia, per responsabilità e coraggio, non per “fuggire” da un luogo in modo pavido, ma per “mettere in salvo”.
Una “fuga” che nasce da un “sogno”, da un “atto di fede”, da un nuovo “affidarsi”, come qualche mese prima… prendi con te… non temere…Maria sarà la tua famiglia con quel bambino “Dio con noi”.
Vai… con quel “Dio con noi” a te affidato.
Tornerai… dall’Egitto in Israele… un ritorno…
“Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto”
“Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele”.
Una sposa, una madre ed un bambino da “accompagnare”, un “atto di obbedienza” da eseguire.
Risuonano in questa pagina gli altri “Alzati” della storia di Israele… dal tuo paese… dalla casa di tuo padre…dal faraone…
Giuseppe uomo “giusto” salva la sua “famiglia” e salva l’ “umanità”.
Un “salvato” per salvare.
Non possiamo non scorgere anche il parallelo con il ritorno del libro dell’Esodo dove la figura di Mosè appare nella sua immagine di “salvato” per “trarre in terra” il suo popolo.
“Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno”.
Un altro sogno.
Un altro angelo.
Un altro messaggio.
Un’altra partenza.
“Secondo le Scritture”.
L’evangelista Matteo ha una particolare attenzione a questo aspetto: da quella terra dalla quale il popolo ebraico è stato “liberato”, a quella terra in cui il Figlio di Dio viene “protetto”.
“Dall’Egitto ho chiamato mio figlio”.
Traduzione del testo ebraico di Osea (11,1).
San Matteo si richiama all’Esodo, e indicherà nell’esilio di Gesù quella profezia.
E Dio lo “richiamerà” per mezzo di un angelo: ritorno a Nazaret.
La “volontà di Dio” e la bellezza della sua “comprensione”.
Famiglia di Betlemme, famiglia di Egitto, famiglia di Nazaret.
La famiglia, in quella casa di Nazaret “è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare” ( San Papa Paolo VI, Discorso tenuto a Nazaret, 5 gennaio 1964).
Famiglia “nella storia”.
E Giuseppe è l’uomo che si affida e comprende, si fida e ritorna, per portare quel figlio e farlo crescere, per insegnargli “un mestiere”, per “vedere” la sua sapienza e al sua grazia.
Nazaret: una città “sconosciuta” nell’Antico Testamento, che diventa la “terra” dell’attesa, della crescita, della predicazione del Figlio di Dio.
“Verrà mai qualcosa di buono da Nazaret?”
Sì, verrà il Cristo, il Figlio di Dio, l’Emmanuele, il Dio con noi.
Il “piano di Dio” da Nazaret per il mondo.
Il “piano di Dio” in quel “padre” e in quella “madre”, onorati e rispettati da quel Figlio (prima lettura).Umiltà e fedeltà al “piano di Dio”, apertura del cuore che genera comportamenti giusti e retti.
Il “servizio” al disegno di Dio nel silenzio e nella fedeltà, quelli che meritano “onore” e “benedizione”: fiducia, accettazione, umiltà, pazienza…la fede dei “padri”.
Di padre in figlio…
“Chi onora il padre espìa i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita.
Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre”.
La “sapienza” della fede di generazione in generazione.
Il “comportamento” dell’uomo che ama Dio.
E Dio non dimentica: “L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa”.
Come un “sacrificio al tempio” offerto a Dio.
Il “sacrificio” che insegna l’amore.
Essere genitori è imparare ad amare ed insegnare ad amare ai figli.
Essere figli è apprendere ad amare ed esercitare l’amore verso chi mi ha insegnato ad amare.
Figli e genitori, Padre e figli, fratelli e sorelle… la famiglia dell’amore.
E se Antico Testamento i valori della famiglia erano la pace, l’abbondanza di beni materiali, la concordia e la discendenza numerosa come segni della “benedizione del Signore”, la legge dell’obbedienza vissuta per onorare Dio nei genitori, san Paolo (seconda lettura) dirà: “scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro.
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!”
Conformatevi a Cristo.
La parola di Cristo “abiti” in voi, tra voi e nella vostra casa.
A Colossi, quella piccola cittadina che si trovava nella regione della Caria, nella zona sud-ovest dell’attuale Turchia, san Paolo riserva un messaggio che attraversa i secoli: “indossate” quei comportamenti “degni” dei battezzati, quella “veste candida” che vi contraddistinguerà.
Siate “famiglia”.
Siate Chiesa-famiglia.
Agape e Shalom.
Lodate Dio con la vostra vita, come se tutta la vostra vita, familiare e personale, sia una “eterna Eucaristia”. Nella quotidianità dei figli con il Padre, dei figli con i fratelli, delle madri con i padri, delle spose con i mariti.
“Come conviene” (siate sottomesse come conviene a chi crede, con la luce della fede).
E “conviene” guardare alla “famiglia di Nazaret” esempio di preghiera, di umiltà, di unione, di responsabilità.
Ri-vestiamoci (cfr. Col3,12) dell’amore, perché l’ “abito non fa il monaco”, ma l’Amore fa il Battezzato.
Ri-vestiamoci: una boutique con abiti “su misura” ma di “taglia unica”: tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità, sopportazione reciproca e perdono.
E “l’armonia familiare” abiterà nelle nostre famiglie e nella nostra famiglia- Chiesa.
Meglio affrettarsi: lo sconto (del 20 per cento) è offerto solo fino al 28 dicembre prossimo.
Un motivo in più per acquistare “Le chiavi del paradiso”, l’ultima opera di Luigi Zai, ben noto come uomo di cultura in tutta la provincia di Vercelli e non solo.
Abbiamo detto “opera” e non “fatica letteraria” perché conosciamo Zai da tanti anni e sappiamo della sua passione per la letteratura, la sociologia, della sua attitudine a raccontare: in ogni caso, una “fatica” sopportata con disinvoltura.
Luigi Zai è nato nel 1953 in terra vercellese, dopo la laurea in filosofia e dopo il servizio militare come ufficiale degli alpini, si è occupato di risorse umane presso le Ferrovie dello Stato.
Intanto ha continuato a corteggiare le sue passioni: quella per la natura fisica, coltivando l’orto e le api, camminando in montagna; e quello per la natura umana, conducendo ricerche sociologiche, tenendo corsi e conferenze, scrivendo qualche libercolo.
Ora si gode la pensione e fa l’animatore culturale in una biblioteca e tanto altro.
Viverone, sulla collina biellese, è il borgo in cui risiede, sopra il lago, lungo la via Francigena e il Cammino di Oropa.
Perché questo libro?
Lo racconta lui stesso:
“L’indagine intorno al giallo nascosto dietro la misteriosa ricerca di misteriose chiavi del Paradiso al Santuario di Oropa, gli incontri con strani personaggi che suscitano interrogativi su temi eternamente attuali, un imprevisto e sofferto innamoramento, grottesche visioni notturne sono gli elementi che compongono la storia di Fortunato Ognibene, quarantenne in crisi esistenziale che aspira ad un riscatto decidendo di partire a piedi alla volta di Oropa insieme a Gentile, la sua asina. Lo fa inseguendo le orme di un fantomatico studioso, un conte che, incaricato da Papa Pio VII, aveva compiuto il viaggio alla ricerca di quelle chiavi, documentandolo in un diario ritrovato per caso nell’intercapedine di un vecchio muro.
Un omaggio agli appassionati dei cammini di terra e dell’anima capaci di rinnovare lo spirito, un taccuino di viaggio scritto con una prosa sciolta e uno stile accattivante che disegna sullo sfondo il suggestivo paesaggio della Serra d’Ivrea e delle colline biellesi.
Perché ho scritto questo libro?
Ho scritto questo libro perché camminare mi riconduce a me stesso e si fa metafora di una sorta di filosofia dei cammini interiori. Un reticolo di sentieri che offrono suggestioni e aprono interrogativi che mai conducono ad una risposta definitiva. L’ho scritto perché amo questa terra meravigliosa che sta andando incontro a un grande interesse soprattutto per i camminatori e, scrivendone, ne amplio la conoscenza con il pretesto di un reportage narrativo che vuole far riflettere divertendo”.
***
Affrettiamoci, il 28 dicembre è dietro l’angolo: qui le informazioni per procedere all’acquisto.
Approssimandosi le festività natalizie e di fine anno, desidero innanzitutto rivolgere a tutti i vercellesi i mei più sentiti auguri affinché possano trascorrere in serenità il Santo Natale. Queste festività, che cadono a distanza di tre anni circa dall’insorgere della pandemia da Covid– 9 e dopo un altro anno di sacrifici, preoccupazioni e di sofferenze per molti cittadini, rappresentano l’occasione per guardare positivamente verso il futuro sorretti dalla speranza. Speranza: perché il Natale è rinascita e, quindi, speranza di cambiamento, di ripresa e di ripartenza.
Con l’auspicio di poter lasciarci presto alle spalle il difficile periodo che stiamo attraversando, caratterizzato da una emergenza sanitaria, non completamente terminata, da una crisi economica ed energetica e da una guerra nel cuore dell’Europa, desidero inoltre rivolgere l’augurio più grande ai vercellesi: che il 2023 possa essere foriero di gioia, prosperità e pace. Sento, innanzitutto, doveroso ringraziare, quanti, sia come singoli sia come appartenenti al mondo del volontariato, hanno continuato ad assicurare il proprio imprescindibile aiuto in favore delle famiglie e delle persone in difficoltà, prodigandosi con alto senso di solidarietà ed altruismo. Ringrazio, in particolare, proprio in nome di questi valori – che devono essere alla base di una vera società civile -, quanti hanno accolto i cittadini ucraini in fuga da una guerra orrenda e riprovevole, che purtroppo sta continuando a mietere vittime innocenti in un Paese libero e democratico.
Desidero, inoltre, ringraziare tutte le istituzioni pubbliche, gli enti locali, gli organi di stampa, le associazioni di volontariato, gli organismi religiosi e caritatevoli, gli organismi sindacali, di categoria e datoriali, per la preziosa e indispensabile collaborazione assicurata anche quest’anno alla Prefettura di Vercelli e per aver svolto, nonostante le difficoltà del momento, la propria incisiva azione al servizio del territorio e del cittadino nei vari settori, dalla sanità al soccorso, dalla sicurezza alla giustizia, dall’istruzione alla cultura, dall’assistenza alla protezione civile, dall’informazione al lavoro, per garantire condizioni di maggiore vivibilità e di coesione sociale.
Un sentito ringraziamento rivolgo in particolare a tutte le Forze di Polizia, che anche quest’anno, con elevata professionalità e alto senso dello Stato, hanno garantito alla città e all’intera provincia il sistema “sicurezza”, attraverso l’attenta e puntuale azione di prevenzione e di contrasto alle varie fenomenologie criminali. Al di là della statistica che ci vede collocata al 6° posto della graduatoria nazionale nella “sicurezza” sulla base dei dati riferiti al 2021, contano gli importanti risultati positivamente ottenuti anche nel 2022, grazie allo stretto raccordo e consolidata collaborazione che hanno contraddistinto l’operato delle nostre Forze di Polizia, che sono riuscite, nonostante le carenze di organico, ad assicurare maggiore sicurezza alla comunità vercellese, incrementando i servizi di controllo e di repressione, che hanno consentito complessivamente di registrare una sensibile riduzione degli episodi delittuosi.
Ringrazio, inoltre, il Corpo dei Vigili del Fuoco e gli organi del soccorso sanitario e tecnico, che, grazie alla straordinaria preparazione e dedizione, hanno svolto le loro attività, anche in situazioni difficili, per salvare vite umane e prevenire l’insorgere di rischi per l’incolumità. La mia gratitudine e riconoscenza va anche al personale medico, infermieristico e sanitario che anche, nel 2022, ha saputo gestire, nonostante le molteplici difficoltà, con eccezionale impegno e straordinaria professionalità, l’emergenza pandemica da Covid-19, unitamente agli altri servizi sanitari. Ci aspetta un altro anno, in cui come istituzioni pubbliche e private, insieme, dovremo affrontare le tante tematiche che interesseranno la nostra comunità e la vita concreta dei cittadini, soprattutto a sostegno delle fasce più deboli e maggiormente colpite dalla crisi in atto.
Anche per il prossimo anno dovremo continuare ad assicurare con senso di responsabilità i compiti d’istituto verso la comunità vercellese, collaborando in stretta sinergia e ponendo cura e attenzione verso i cittadini, che devono rimanere al centro della nostra azione, azione che dovrà essere svolta con lealtà e trasparenza, non facendo mancare mai umanità e sensibilità. Ci attende inoltre una sfida complessa, che richiederà la massima sinergia tra le istituzioni, per accrescere la fiducia dei nostri cittadini e valorizzare ulteriormente il nostro territorio: l’attuazione del Piano nazionale di Ripresa e di Resilienza. Un compito delicato, ma che, sono sicuro, sapremo assolvere con dedizione e abnegazione.
Lucio Parente – Prefetto di Vercelli














