Mese: Settembre 2025
Favoriti quest’anno da un bel sole tiepido, come quello che fa amare ancora di più le nostre plaghe al tramonto dell’estate ed alla vigilia dell’autunno, i partecipanti al pellegrinaggio che unisce la sponda ovest a quella est della Sesia, hanno guadato il fiume, dopo la partenza da Albano Vercellese ed alla Volta di San Nazzaro Sesia.
In questo 2025 ricorre il 22.mo anniversario dalla ripresa di una tradizione molto antica e, tuttavia, caduta in desuetudine dagli Anni Cinquanta in poi: la Processione del Guado.
Per meglio “ripassare” la storia della processione, leggi cliccando qui un precedente articolo.
Fino al 2003, quando un pool di volenterosi guidati dalla infaticabile Prof. Alessandra Ticozzi, offrì alla nostra comunità provinciale la possibilità di recuperare una parte importante della propria identità.
E non solo perché – idealmente, quanto concretamente – si ricerchi e riviva l’unione tra sponda est ed ovest del fiume amico, tra la gente che vive e lavora lungo il suo corso.
Non soltanto perché il punto d’arrivo – San Nazzaro Sesia – racconti ancora oggi, nel piccolo Santuario, sempre tenuto con cura e passione per quello che è, un vero e proprio gioello artistico ed architettonico incastonato nella ubertosa plaga risicola.
Nemmeno – soltanto – perché la processione prenda le mosse dalla chiesa parrocchiale di Albano Vercellese, intitolata all’Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria.
Certo, per tutte queste cose insieme.
Ma, soprattutto, perché questa ritrovata tradizione si radica in un punto fondamentale e fondativo della Storia della Salvezza: un punto che sta tra la festa liturgica della Natività di Maria (8 settembre) e quella che ne celebra il Santo Nome (12 settembre).
Viene nel Mondo la Madre del Creatore che nel proprio nome (Amata da Dio) reca la cifra di un inizio, già proiettato verso la prospettiva escatologica.
Cura con grande sapienza pastorale la parte liturgica di questo appuntamento Don Salvatore Giangreco, apprezzato Parroco di quelle piccole, ma vive comunità, lungo la sponda Ovest della Sesia che ha accolto i pellegrini presso la Parrocchiale di Albano Vercellese.
Ha celebrato la S.Messa presso il Santuario della Madonna della Fontana il Vicario Generale della Diocesi di Vercelli, Mons. Stefano Bedello.

Presenti come sempre tanti Sindaci, Amministratori locali ed il Presidente della Provincia, a sottolineare come questo appuntamento sia segno di unità e concordia delle comunità locali. Di come il fiume sia, se gli intenti sono di cordialità, collaborazione e ricerca sincera del bene comune, un confine che non divide, ma unisce: anche in questo senso la simbologia offerta dal “guado” ne è un segno plastico.
Accademia Borgomanero-Borgosesia 1-2
Aygreville-Borgaro 0-1
Briga-Pro Eureka 2-0
Città di Cossato-Baveno Stresa 0-1
Fulgor Chiavazzese R.V.-Druentina 0-3
Oleggio-Lascaris 0-0
Settimo-Bulè Bellinzago 2-2
Verbania-Volpiano 0-3
Classifica
Borgosesia 3
Druentina 3
Volpiano 3
Briga 3
Baveno Stresa 3
Borgaro 3
Bulè Bellinzago 1
Settimo 1
Lascaris 1
Oleggio 1
Accademia Borgomanero 0
Aygreville 0
Città di Cossato 0
Pro Eureka 0
Fulgor Chiavazzese R.V. 0
Verbania 0
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Redazione di Vercelli
Un Borgosesia determinato espugna in rimonta il “Margaroli” di Borgomanero.
E pensare che le cose si erano messe male per i ragazzi guidati da mister Roberto Cretaz.
Le cattive notizie arrivavano già alla vigilia, consapevoli delle assenze forzate, per squalifica, di capitan Mazzola e Doratiotto.
Dopo un avvio equilibrato al primo affondo i padroni di casa sono passati in vantaggio con un gioiello di Montalbano.
I granata hanno avuto il merito di non abbattersi, rimboccarsi le maniche e riacciuffare l’incontro.
Prima ci pensa Giacona a trasformare un rigore per tocco di braccio di Modena.
Poi a inizio ripresa ci pensa Bieller in acrobazia a mettere la freccia.
Il derby si accende dopo 3 minuti con un’azione insistita dei valsesiani; la sfera arriva a Tampellini che costringe Mersini a salvarsi di piede.
I locali trovano il vantaggio al primo affondo. Montalbano dal limite mette all’angolino basso alla sinistra di Gilli.
Poco dopo Kouadio a giro manda abbondantemente a lato.
Al 24’ il numero 1 di casa si oppone alla conclusione di Tampellini.
Tre giri di lancette e un tocco di mano rossoblù viene valutato, tra le proteste granata, al limite dell’area.
Prima del riposo arriva il pareggio.
Un tiro dalla sinistra incoccia sul braccio di Modena e cambia visibilmente la traiettoria, il direttore di gara assegna il rigore.
Dagli 11 metri Giacona non sbaglia e ristabilisce l’equilibrio.
Tornate in campo le aquile compiono il sorpasso.
Angolo dalla destra, la palla arriva a Bieller che sottomisura in acrobazia costringe Mersini alla parata ma la sfera sbatte sulla traversa ed entra in rete.
L’Accademia Borgomanero ci prova con Montalbano e Gheller ma Gilli neutralizza.
Poi protagonista diventa Mersini che si supera due volte su Manto (punizione prima, sassata poi).
I padroni di casa si mettono in mostra con la discesa di Kouadio e la sua conclusione che esce di poco.
Poi i minuti scorrono, Gilli salva in due tempi, i valsesiani riescono a controllare ed escono vittoriosi dall’esordio in campionato.
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Redazione di Vercelli
E’ stata ufficialmente aperta la 76esima Festa dell’Uva, nel pomeriggio di venerdì 5 settembre, in piazza Martiri il sindaco Sergio Bossi ha consegnato le chiavi della Città, alla sciora Togna, accompagnata dalla fedele servente Carulèna.
La manifestazioni ha preso il via il 5 settembre e proseguirà sino a domenica 14 settembre.
Tanti gli appuntamenti in programma dedicati agli amanti del vino, alla gastronomia e alla cultura del territorio.
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Redazione di Vercelli
Prosegue la manifestazione LUVA uno degli eventi più importanti della zona che si concluderà oggi, domenica 7 settembre.
Le vie cittadine sono teatro di numerosi appuntamenti ed eventi dedicati ad adulti e bambini.
Gruppi musicali e band itineranti regalano tanta allegria.
All’interno della manifestazione molto apprezzate le degustazioni abbinate ai vini dell’Alto Piemonte.
Numerose le visite alla quinta edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea a Villa Paolotti con opere di grandi maestri come Julio Galán, Renato Guttuso, Amilcare Rambelli, Salvador Aulestia e opere di talenti locali.
Alle tabine e ai chioschi le lunghe code non spaventano gli avventori che si apprestano a degustare menù con piatti tradizionali accompagnati dall’ottimo Gattinara DOCG..
In programma oggi “Iron Grape”, il concorso enologico dedicato al grande rosso Gattinara D.O.C.G. , una giuria di sommelier ed esperti decreterà il Miglior Gattinara dell’annata con degustazioni alla cieca.
In palio il trofeo “Iron Grape” firmato dall’artista gattinarese Ruben Bertoldo.
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Redazione di Vercelli
Union Brescia 5
Pro Vercelli 0
Marcatori: 17’ pt Zennaro, 44’ pt Vido, 23’ st Spagnoli (UB), 47’ st Mercati, 50’ st Maistrello.
Union Brescia (3-4-1-2): Gori; Silvestri, Pasini, Rizzo; Cisco, Balestrero, Zennaro (33’ st De Francesco), De Maria (33’ st Boci); Di Molfetta (28’ st Cazzadori); Vido (14’ st Mercati), Spagnoli (28’ st Maistrello).
A disp.: Liverani, Damioli, Fogliata, Guglielmotti, Valente, Armati. All.: Diana.
Pro Vercelli (4-3-3): Livieri; Piran, Clemente, Coccolo (36’ st Tarantola), Carosso; Rutigliano (17’ st Mallahi), Huiberts (36’ st Coppola), Iotti; Akpa Akpro (17’ st Burruano), Comi, A. Sow (dal 17’ st O. Sow).
A disp.: Passador, Lancellotti, Pino, Marchetti, Ronchi, Thiam, Emmanuello.
All.: Santoni.
Arbitro: Riccardo Tropiano di Bari
Ammoniti: Akpa Akpro, A. Sow, Silvestri, Coccolo, De Maria, Huiberts.
Recupero: 3’ pt – 5’ st.
La corazzata Union Brescia si dimostra tale e costringe la Pro Vercelli alla sconfitta.
I leoni si fermano dopo due vittorie, da dimenticare la prova in terra lombarda anche se il risultato penalizza oltremodo i vercellesi.
In avvio ci prova subito Zennaro ma Livieri para.
Poi i locali mettono la freccia, Zennaro con una rasoiata porta avanti i suoi.
Dall’altro lato Piran chiama in causa Gori.
E’ il 39’ quando Vido va a rete ma il gol viene annullato per un fallo.
Prima del riposo però Vido dal limite raddoppia.
I lombardi al 16’ della ripresa colpiscono il palo con Cisco.
Passano sette minuti e Spagnoli da due passi insacca.
Passano i minuti e in pieno recupero, Mercati prima e Maistrello dopo, fissano il risultato.
Fonte foto: Pro Vercelli
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Redazione di Vercelli
Inizio col botto per LUVA.
Inaugurata ieri pomeriggio, venerdì 5 settembre, LUVA, la manifestazione che vedrà la città protagonista di uno degli eventi più importanti della zona.
La Fanfara Bersaglieri di Biella ha aperto la sfilata seguita dalle Autorità locali e le numerose dei paesi limitrofi e come da tradizione ha attraversato le vie del centro cittadino regalando un’atmosfera ricca di colori, musica e spettacoli dedicati ad adulti e bambini.
Diverse le band che si sono esibite nelle postazioni allestite lungo le vie e quelle itineranti che hanno trasmesso tanta voglia di divertimento.
Grande interesse ha riscosso la quinta edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea allestita nello spazio G’Art di Villa Paolotti con opere di grandi maestri come Julio Galán, Renato Guttuso, Amilcare Rambelli, Salvador Aulestia, insieme a stimati talenti locali.
Tabine e chioschi prese d’assalto per degustare i menù con piatti tradizionali accompagnati dall’ottimo Gattinara DOCG..
Non sono mancate degustazioni e abbinamenti nello stand di fronte alla sede dell’Enoteca Regionale con risotti d’autore abbinati ai vini dell’Alto Piemonte
L’evento prosegue e avrà la capacità di coinvolgere grandi e bambini.
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Redazione di Vercelli
Sap 9, 13-18
Dal libro della Sapienza.
Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza”.
Sal. 89
RIT: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: “Ritornate, figli dell’uomo”.
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
RIT: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
RIT: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
RIT: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
RIT: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Fm 1, 9-10. 12-17
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Filemone.
Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Lc 14, 25-33
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
Non preferire nulla all’amore che Cristo ha per me
(Sap 9,13-18; Sal 89; Fm 1,9-10.12-17; Lc 14,25-33)
Gesù, invece di essere contento di avere un grande seguito, invita ad una verifica, a vagliare, con una riflessione attenta e realistica, le proprie intenzioni, la disponibilità, le possibilità.
David Maria Turoldo direbbe: un conto è credere, un conto è credere di credere.
Gesù ci aiuta a scendere in profondità indicandoci quali sono i punti da considerare, ciò che impedisce di essere suoi discepoli.
Chi vuole seguire davvero il Signore deve dare a Lui il primato e amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze, secondo il primo dei comandamenti (Mc 12,28-34).
La domanda è: siamo disposti a non anteporre nulla all’amore di Cristo?
Il Signore non ci chiede di non amare le persone a noi più vicine e care, ma di dare a Lui il primo posto nella nostra vita, e di amare tutti in Lui fino a fare della nostra vita un dono per tutti.
Questo amore non lega, ma libera e spezza i legami familiari anche più stretti per dilatare la capacità di amare oltre la cerchia dei parenti e trasformare anche l’amore naturale che ci lega a noi stessi e che ci fa vivere come se fossimo il centro del mondo.
Altra realtà che impedisce il discepolato è il rifiuto della croce, essere di fatto nemici della croce di Cristo finendo, come ci insegna san Paolo, per vantarsi di ciò di cui ci si dovrebbe vergognare tutti intenti e alle cose della terra (cf Fil 3,18-19).
A colui che vuole davvero seguire il Signore, viene chiesto come a un buon soldato di prendere la propria parte di sofferenza (2 Tim 2,3-4); chi invoca il nome del Signore deve allontanarsi dal male e questo richiede una lotta spirituale che comporta energia, sacrificio, un peso da portare in unione a Cristo che per noi si è addossato il peso del peccato del mondo.
Chi vuole davvero seguire il Signore, consideri che non sta cercando il riposo e l’appagamento, ma si prepara alla lotta più nobile e più importante che coinvolge chiunque desideri imparare ad amare come Cristo ha amato.
Per incominciare grandi imprese simboleggiate dalla costruzione della torre, bisogna armarsi di umiltà e di fede: prima di elevarsi in alto è necessario scavare in basso per porre solide fondamenta alla propria costruzione.
Il fondamento è Cristo da non perdere mai di vista, poiché senza questo fondamento non si saprà perseverare nell’impegno e nella fatica, non si potrà durare nella pazienza e nelle prove della vita.
A chi vuol seguire davvero il Signore sarà chiesto di essere uomo e donna di pace, di abbandonare la bramosia del guadagno, rinunciando a ogni desiderio di possesso che libera da liti e guerre.
Gesù ci insegna la strategia del discepolato perseverante e vero, la fede si concretizza nel cammino della vita, scegliendo di non anteporre nulla e nessuno all’amore di Cristo.
Poiché non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi, non anteporre nulla all’amore di Cristo significa non preferire nulla all’amore personale di Cristo per me, Cristo mi ha amato e ha dato se stesso per me questo è il tesoro che non ha pari né confronto!
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Ottimi risultati per Adelaide Bremide, giovane amazzone di Olcenengo, al Concorso internazionale di equitazione salto ostacoli di Sanremo.
In sella Brunello Z oggi – 6 settembre – si è classificata quarta in C115 e con Jolie Coeur ha ottenuto un quinto posto nella gara vinta da Silvano Meier, ora tesserato in Svizzera.
E ieri ha ottenuto il quarto posto, con Brunello Z nella gara vinta dal francese Giuliano Anais.
E’ allieva di Claudio Falco.
Si allena ora alla Scuderia Bremide, a Busonengo (Villarboit), aperta da poche settimane dal padre Matteo.
Sedicenne, Adelaide frequenterà la quarta classe dell’Istituto Tecnico Agrario Galileo Ferraris di Vercelli:
“Vivo giornate piene – spiega Adelaide – fra cavalli e studio. Ora, con la scuderia vicina a casa, avrò dei ritmi meno frenetici. In futuro mi piacerebbe insegnare equitazione ai bambini”.
(elisabetta acide) – Il “giorno” è arrivato: atteso e rinviato dopo la morte di Papa Francesco, l’evento si terrà a Roma per volere di Papa Leone XIV domani, 7 settembre 2025, quando saranno canonizzati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis.
Anche nella parrocchia di Borgo Revel, in occasione della concomitanza a Roma della celebrazione pontificia, si terrà, nella messa domenicale delle ore 9, un momento di preghiera e di ricordo, per sottolineare l’importanza del dono dei santi, modello di ogni cristiano nella Chiesa, nella sequela di Cristo.
Tutto è pronto, il gruppo liturgico e catechistico ha preparato la celebrazione presieduta dal parroco don Valerio D’Amico; una famiglia donerà alla Chiesa Parrocchiale due ritratti dei giovani santi per la sistemazione nella Chiesa di S. Anna, il gruppo dei cantori, Andar a Messa cantando, sottolineerà i momenti della celebrazione liturgica, ed il gruppo lettori, curerà la realizzazione della preghiera.
Il fatto che la comunità parrocchiale sia attenta alla vita ecclesiale, è un segno di comunione importante, perché la vita della Chiesa è vita vissuta nella parrocchia, luogo primario dove i cristiani compiono la loro esperienza di fede, dove vivono la loro identità di cristiani e dove non si deve dimenticare ciò che ripetiamo con fede: la Chiesa è “una, santa, cattolica, apostolica”.
Come sottolinea la Presidenza CEI in un comunicato diramato per l’occasione:
“La santità è un dono che innerva la storia della persona, rende il mondo e se stessi più simili al Figlio di Dio fatto uomo. L’io diventa trasparente all’Amore che è sempre fedele, libera lo sguardo e dilata l’accoglienza degli altri che con noi sono viandanti in cammino. La santità trasforma il tempo, proiettandolo in quella dimensione che per noi è oggi il nostro divenire ma già appartiene all’oltre che ci attende”.
L’anno giubilare che sta percorrendo nella Chiesa i “passi della speranza”, raccoglie le istanze di questi nuovi santi, giovani modelli di vita cristiana del nostro tempo, esempi di vita quotidiana “accessibile” e “coraggiosa”, esempi di quella Chiesa che “cammina” e “corre”, non perché ha la “forza nelle gambe” della gioventù o della passione della montagna (ricordiamo come i due santi abbiano in comune la giovane età e una vita “spesa” nello straordinario dell’ordinarietà cristiana), ma perché hanno vissuto la “missione” alla quale tutti i cristiani sono chiamati.
In Chiesa parrocchiale, allora, speriamo alla presenza di tanti giovani, bambini, adolescenti, risuoneranno le parole di Carlo e Pier Giorgio come invito a tutti: “vivere e non vivacchiare” (celebre frase di P.G. Frassati), per una vita centrata sull’ Eucaristia “autostrada verso il cielo” (frase di C. Acutis), come impegno per tutta la Chiesa.
La preghiera della comunità, inserita nella celebrazione solenne domenicale, allora vuole essere un invito per tutti: la testimonianza di Pier Giorgio e Carlo deve generare in ciascuno il “seme del bene”, quello del Battesimo, quello che cui tutti siamo chiamati a far “fruttificare”, “germogliare”, “innaffiare”, “curare con pazienza”, sull’esempio di quel Seminatore che tanto ha amato il mondo e che tanto ama ciascuno di noi.
Martedì 9 settembre alle ore 17.30, proprio per vivere insieme la proposta del “cammino sulla via della santità”, vedrà l’appuntamento con la “preghiera al tramonto”, un cammino che prende avvio dal cortile della casa parrocchiale e, coinvolgendo tutta la comunità parrocchiale, ed in particolare giovani, bambini, adolescenti, vuole essere quel “radicarsi” (parola usata da Pier Giorgio Frassati) in Cristo, sorgente di vita vera.
Papa Leone XIV nella Messa per il Giubileo dei giovani del recente agosto a Tor Vergata, di cui abbiamo assaporato con la gioia nel cuore anche la presenza di molti giovani della nostra Diocesi, aveva esortato i ragazzi a rimanere in Gesù nella sua amicizia “coltivandola con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente, la carità generosa, come ci hanno insegnato i beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, che presto saranno proclamati Santi”.
Ricordiamo queste parole non solo per i giovani, ma valide per tutti i cristiani come esortazione del Santo Padre ad una vita “radicale e radicata” in Cristo, a cui tutti sono chiamati.
Seguirà alle ore 18 la messa di ringraziamento post -canonizzazione perché ciascuno, nel ringraziare per il dono della santità, dia lode a Dio per questi esempi di “Vangelo incarnato nelle pieghe della quotidianità”.


















































