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Posted in Cultura e Spettacolo

I giochi online più amati dagli italiani

Negli ultimi anni, il panorama dei giochi online in Italia ha vissuto una rivoluzione silenziosa ma inarrestabile. La crescente digitalizzazione, la diffusione capillare di internet e l’evoluzione tecnologica hanno trasformato profondamente le abitudini ludiche degli italiani. Nel 2025, il gioco online non è più un fenomeno di nicchia, ma una realtà consolidata, in continua espansione, che coinvolge milioni di utenti ogni giorno. Non sorprende, quindi, che il settore sia destinato a evolversi a un ritmo ancora più rapido nei prossimi anni, spinto da una combinazione di fattori tecnologici e culturali. Il gioco online nel 2025 rappresenta molto più di un semplice passatempo. È un ecosistema in continua evoluzione, capace di adattarsi alle esigenze dei giocatori, promuovere l’innovazione  tecnologica e rafforzare le dinamiche sociali.

Un settore in crescita esponenziale

Secondo i dati più recenti, il mercato italiano del gioco online ha registrato un aumento del 15% rispetto all’anno precedente, con una forte presenza di piattaforme digitali e un’utenza sempre più eterogenea. Si è passati dai giochi tradizionali a esperienze interattive e dinamiche che combinano intrattenimento, socialità e – in alcuni casi – opportunità economiche. L’Italia si conferma tra i primi paesi europei per crescita del settore iGaming, spinta anche da normative sempre più attente alla sicurezza degli utenti.

Il bingo digitale: tradizione che si rinnova

Un caso particolare nel panorama italiano è rappresentato dal bingo. Un tempo prerogativa di sale fisiche e serate in compagnia, oggi è un gioco molto amato anche nella sua versione digitale, come testimoniano le numerose piattaforme online ad esso dedicate. Per scegliere tra i tanti siti per il bingo online quello che più si addice alle proprie esigenze, si può consultare la guida degli esperti di sitiscommesse.com, uno dei comparatori più autorevoli del comparto iGaming. Le piattaforme di bingo digitale si distinguono per funzionalità avanzate: chat live, giochi bonus integrati, possibilità di interazione con altri utenti in tempo reale. Di sicuro un’esperienza coinvolgente e molto social che riesce a far convivere la nostalgia del passato con le innovazioni di oggi.

Casinò, mobile, esports: le categorie più amate

Tra le tipologie di gioco più apprezzate dagli italiani ci sono, ancora una volta, i casinò online. Slot machine, poker, roulette e blackjack restano un punto fermo, grazie anche all’introduzione costante di nuove varianti e funzionalità. Le piattaforme offrono infatti esperienze realistiche, con grafica ad alta definizione e modalità live che simulano alla perfezione l’atmosfera di un casinò fisico vero e proprio. A dominare il mercato sono però i giochi mobile e social, progettati per smartphone e accessibili ovunque. Titoli di successo come Coin Master, Clash Royale e Candy Crush continuano a conquistare utenti di tutte le età. Il motivo? Sono immediati e offrono la possibilità di condividere l’esperienza direttamente sui social.

Un altro segmento in forte crescita è quello degli esports. Tornei online di giochi come League of Legends, FIFA e Fortnite attirano sempre più spettatori e giocatori professionisti. Il mondo di Fortnite, in particolare, continua ad attirare le superstar della musica internazionale: dopo Lady Gaga e Billie Eilish, il video gioco di Epic Games, ha dato il benvenuto a Sabrina Carpenter, cantautrice statunitense che porta con sé alcune delle sue canzoni più amate. Intere community si formano attorno a questi eventi, che spesso vengono trasmessi in streaming con numeri da capogiro. “Nel 2025, gli esports sono diventati una vera e propria disciplina, con allenatori, sponsor e percorsi di carriera dedicati”, afferma Luca B., caster professionista milanese. Data l’ingente mole di ragazzi che si sta appassionando a questo mondo diventa sempre più importante che sappiano approcciarsi correttamente con internet e i videogiochi già in età scolare. Il convegno tenutosi presso l’Istituto Comprensivo Guido da Biandrate aveva proprio questo come obiettivo principale.

L’impatto della tecnologia

Nel 2025, la realtà virtuale e aumentata inizia a prendere piede anche nel mondo del gioco online. Alcuni casinò virtuali permettono di esplorare ambienti tridimensionali, muoversi tra i tavoli da gioco e interagire con altri utenti attraverso avatar personalizzati. Allo stesso tempo, l’attenzione alla sicurezza è cresciuta in modo significativo: grazie all’autenticazione a due fattori, crittografia avanzata e controlli anti-frode, le piattaforme italiane rispettano elevati standard di protezione, garantendo un’esperienza sicura e trasparente.

Chi sono i giocatori italiani?

Il profilo del giocatore italiano è cambiato. Non più solo giovani appassionati di tecnologia, ma anche adulti e over 50. Le motivazioni variano: divertimento, relax, competizione, socialità. “Gioco online per rilassarmi dopo il lavoro e per sentirmi parte di una community”, racconta Teresa, 47 anni, di Torino. Il gioco online è diventato anche uno strumento culturale e sociale: crea connessioni, rompe l’isolamento, e in alcuni casi contribuisce a migliorare le competenze digitali.

Il futuro del gioco online

Le prospettive future del gioco online in Italia sono positive. Si prevede una maggiore integrazione di intelligenza artificiale, realtà mista e personalizzazione dell’esperienza utente. Le start-up italiane stanno già lavorando su piattaforme sempre più intuitive e inclusive, contribuendo a innovare il settore e offrendo nuove opportunità di crescita economica e soprattutto occupazionale.

 

Posted in Vercelli Oggi

Aggiornamento ore 10,30 –

Immediata l’espressione del cordoglio dell’arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo:

«Annunciamo con grande dolore la morte di papa Francesco che, ancora ieri, giorno di Pasqua, non ha voluto fare mancare la sua benedizione a tutti noi. Al Pontefice devo una riconoscenza particolare e personale essendo stato proprio papa Francesco a chiamarmi al ministero episcopale nel 2014».

 

ore 10,15 – Dall’Agenzia Ansa riportiamo:

Poco fa il card. Kevin Farrell ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole:

“Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco.

Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

Aggiornamenti nelle prossime ore –

Intanto, questo ultimo commovente ricordo:

 

Posted in Vercelli Oggi

Cari Amici,

in occasione della S.Pasqua ci prendiamo qualche ora di riposo, augurando a Voi tutti di trascorrere questo giorno in serenità e con le persone amate.

Resteremo sempre reperibili per urgenze al numero unico

3358457447

Anche Whatsapp.

Inoltre sarà regolarmente scaricata la posta elettronica di

info@vercellioggi.itinfo@piemonteoggi.it .

Gli aggiornamenti riprenderanno dalla serata di lunedì 21 aprile e poi regolarmente da martedì.

Ancora un caro augurio.

Posted in Mondi Vitali, Vercelli Oggi
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

At 10, 34. 37-43

Dagli Atti degli Apostoli.

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Sal. 117

RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

Dica Israele:

«Il suo amore è per sempre».

  RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci ed esultiamo.

La destra del Signore si è innalzata,

la destra del Signore ha fatto prodezze.

Non morirò, ma resterò in vita

e annuncerò le opere del Signore.

  RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci ed esultiamo.

La pietra scartata dai costruttori

è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:

una meraviglia ai nostri occhi.

  RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci ed esultiamo

Col 3, 1-4

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.

Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

SEQUENZA

Alla vittima pasquale,

s’innalzi oggi il sacrificio di lode.

L’Agnello ha redento il suo gregge,

l’Innocente ha riconciliato

noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate

in un prodigioso duello.

Il Signore della vita era morto;

ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:

che hai visto sulla via?».

«La tomba del Cristo vivente,

la gloria del Cristo risorto,

e gli angeli suoi testimoni,

il sudario e le sue vesti.

Cristo, mia speranza, è risorto:

precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:

Cristo è davvero risorto.

Tu, Re vittorioso,

abbi pietà di noi.

C: Parola di Dio.

A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:

facciamo festa nel Signore.

Alleluia.

Gv 20, 1-9

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario, che era stato sul suo capo, non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE

Il discorso di  San Pietro (prima lettura): una sintesi degli avvenimenti, una “testimonianza” appassionata, un racconto dettagliato…

Pietro parla e racconta.

Pietro assolve la sua “missione”.

Dio ha consacrato Gesù e lo Spirito ci rende testimoni.

Guai a noi se non lo facessimo… Testimoni scelti per dare testimonianza.

In ogni parola, in ogni virgola, in ogni riga… Pietro proclama la sua fede, il “Credo”.

In questi versetti della pagina del libro degli Atti degli Apostoli, san Luca ci “sintetizza”, per bocca di Pietro, il fondamento della fede.

Non una “legge”, non una  “dottrina”, una “narrazione”, una “enunciazione di fatti” in sequenza: in Cristo, tutti davanti a Dio.

Pietro “prende la parola”… e dalla sua bocca le parole della fede. Il fondamento di quella Parola fatta carne.

Lo stiamo cantando con le parole dell’Inno del Giubileo: “Ogni lingua, popolo e nazione…” : annuncio e testimonianza. Appartenenza a Dio nella sequela di Cristo.

Pietro ne parla dopo avvenimenti importanti (episodio di Cornelio) e ripercorre ciò che ha vissuto con il maestro e finalmente capisce che cosa deve “dire”, qual è il messaggio a lui affidato.

Pietro ha parole di verità per proclamare la Verità. In questi versetti la “sintesi” del Credo.

Non aveva ancora capito Pietro, pur avendo affermato quella dichiarazione di fede “Tu sei il Cristo”, ora comprende che tutte quelle Parole, tutte quelle azioni, hanno senso nel Vangelo stesso: la buona notizia di amore per tutti.

Dio ama tutti.

Forse Pietro lo aveva “intuito”, ma non lo aveva ancora “compreso”: la sua testimonianza nella “lezione dell’Amore”.

Dio ama e non esclude nessuno, Dio ama tutti coloro che amano e praticano la sua giustizia, Dio chiama e raduna in Cristo, che ci ha reso figli e fratelli.

Padre, figli e fratelli: il Credo.

Una “sintesi di amore” che “ricapitola” ogni cosa, una narrazione che illumina i fatti: fratelli nel fratello, figli nel Figlio.

La testimonianza delle cose da lui compiute che non sarebbero comprensibili se non alla luce della croce e della Risurrezione, del perdono dei peccati, della vittoria sulla morte.

La “comprensione” che nasce solo dall’unità senza esclusione, dall’unione con l’Unigenito del Padre, il Signore, il Salvatore: dal Battesimo alla croce, dalla Giudea alla Galilea  ed ancora alla Giudea… ma oltre… perché la testimonianza alla quale si è chiamati è la “missione”.

Uomo con gli uomini, per la salvezza di tutti.

Uomo perché ogni uomo diventi vivente.

Sintesi del Vangelo.

Perché anche noi, come Pietro, siamo testimoni, siamo annunciatori.

Il Vangelo è vita.

Per vivere insieme, in comunione.

In Eucaristia.

E la testimonianza è Verità.

E la Verità è Cristo che salva.

La verità dell’Amore che salva.

Le cose di lassù” e quelle “di quaggiù (seconda lettura).

Non è una filastrocca… ancora nelle orecchie quella parola di  san Pietro, che la liturgia ci propone i “luoghi” che ci presenta san Paolo: “lassù” e “quaggiù”… non è solo cielo-terra… troppo facile, troppo riduttivo.

Terra e cielo in Cristo.

Non per “ascendere” o “decollare” in un vortice ascensionale, ma per “stare”, per “essere”.

Non spazio o tempo, ma vita.

La “vita in Cristo”, quel “lassù” nel mio “quaggiù”.

La vita nuova in Cristo: “Cristo vive in me”.

Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”: quella difficile costruzione greca (aoristo) apéthanen.

Una volta per tutte, ma con “effetti permanenti” : kékryptai.

Vita nuova, vita perfetta, vita per sempre.

Cercate le cose di lassù”.

La ricerca dei battezzati…

Con quegli occhi al cielo.

Cercare Cristo, cercare… perché Cristo “si fa trovare”.

“E vide e credette (Vangelo).

Non guarda al cielo, ma nella tomba, nel sepolcro, guarda chinandosi dopo la corsa affannosa.

E… e…

Ancora quelle onde concentriche del Vangelo di Giovanni, quello sciabordio di acqua che va verso la riva.

Onde che ci portano “persone”: Giovanni ne presenta molte in queste poche righe. Una per volta, arrivano, si presentano, si fermano. Gesti,corse, passi, pensieri.

Vide, credette, comprese.

L’incomprensibile della comprensione.

Non avevano  ancora compreso la Scrittura”.

Il “cogliere” a fatica, la fatica umana della comprensione.

In quel mattino di corse e di richiami… un giovane si ferma… “lascia spazio”.

La “memoria” di ciò che non è più, perché E’.

Si sono recati a “fare memoria” in quel giorno, a “seppellire” in quel  mnemeîon e trovano la vita.

Il discepolo crede.

Forse Pietro è ancora affannato da quel peso del tradimento, burbero pescatore entra perché deve farlo (ipotesi consolidata del primato di Pietro), ma anche perché non è poi così “prescrittivo” con la legge della purificazione dei cadaveri.

Giovanni sosta, si ferma, per deferenza (?), per rispetto(?), per prescrizione(?)… ma Vede.

Pietro, pratico e saggio, avrà sicuramente fatto notare al “discepolo amato” la collocazione diversa di bende e sudario.

L’evangelista nella sua descrizione, usa i “segni”, ci racconta perché comprendiamo…

E il discepolo, guidato dall’amore, comprende.

Vede Dio, vede la Speranza.

Vedrà la Risurrezione.

Vede ciò che non c’è… e crede.

Il discepolo “vede” oltre la vista.

Il discepolo crede oltre la memoria.

Memoria di fede.

Custodia e comprensione.

Fede che sarà illuminata dallo “Spirito”: quella comprensione di cui ci facciamo camminatori, di cui ci facciamo pellegrini, di cui ci facciamo bozzolo di speranza.

E Giovanni vide… e comincia a credere… cammina, si prepara per “lasciar spazio” al Risorto.

Il “Verbo” di quel “In Principio…” non è lì.

Il “Verbo” è quello della “nuova creazione”.

La “vista” che viene dalla fede.

La “vista” di Cristo, con Cristo, per Cristo.

La “vista” di chi vive nell’Amore, perché più forte della morte è l’Amore.

Il “messaggio silenzioso” del testimone che “dà vita” a quel “vuoto” ed a quei teli “afflosciati”, a quella “assenza”… il messaggio del testimone che nasce da ciò che ha visto e udito, per “vedere e credere”.

Quell’ “andare” a quel sepolcro, è già una “ricerca”. E nell’andare ti prepari a “vedere”, ad “ascoltare” ciò che vedrai e che hai veduto ed ascoltato.

E quella ricerca sarà Grazia: “vedrà” tra quei teli  ormai privi di corpo, la luce di Dio.

Si è lasciato guidare dall’Amore, Giovanni, e l’Amore non lascia senza ricompensa.

L’Amore guida a “leggere” la vita, la morte, la Risurrezione.

La “vista” della fede.

Il dono di Amore perché “vedessimo” oltre quella croce.

Nella storia, oltre la storia.

E quel mattino buio, di quel nuovo giorno che attende l’alba, si illumina di luce.

Hanno portato via il Signore (Kyrios) dal sepolcro”.

Dio non è nel sepolcro. Dio è Vivo.

E davanti a quel sepolcro ci siamo noi, la Chiesa.

C’è chi corre, chi piange, chi ama, chi spera, chi porta il peso del tradimento e della delusione…

Davanti a quel sepolcro c’è la Chiesa.

C’è la Chiesa amata dal Signore e la chiesa che ama il Signore.

La Chiesa che deve “vedere” e “credere”.

La “tomba” diventa “linguaggio”, Parola per la fede.

Pasqua è fidarsi di Dio.

Incominciamo a credere” … la nostra fede, dono, ha bisogno di camminare verso la Pasqua.

Quel “corpo” ci viene incontro… non dobbiamo “cercarlo”, ma “vederlo” ed “amarlo”.

Stacchiamo gli occhi dal sepolcro, per aprirli alla Vita, alla Verità, all’Amore.

Posted in Pagine di Fede

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Posted in Cronaca
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

Il tempo ha concesso una parentesi tra le piogge battenti fino al giorno 17 e le nuvole di nuovo severe di oggi, 19 aprile, quasi volesse dire che per l’intera comunità è bello e, soprattutto, “buono” riunirsi a fare memoria della Passione e morte di Gesù, unico Salvatore del Mondo, vero Dio e vero uomo, Gesù che – come insegna San Paolo – è il Signore e di fronte al quale “ogni ginocchio si pieghi, nei Cieli, sulla terra e sotto terra”.

Gesù che entra nella nostra Storia con la fragilità e debolezza di un Bambino, subito riconosciuto da quei “Magi”, portatori di tutto il sapere del Mondo, che di fronte al Bambino non ebbero esitazioni e “Si prostrarono e lo adorarono”.

Deponendo davanti a lui tutto il potere del sapere umano, come San Giovanni della Croce avrebbe poi intuito “Toda ciencia trascendiendo”.

Perché in Lui tutto si compie, si ricapitola e il Mistero si illumina della sua stessa luce.

I gruppi statuari che raffigurano le varie stazioni della Passione di Cristo hanno attraversato le vie della città partendo e ritornando alla Basilica di S. Andrea, dove l’arcivescovo, mons. Marco Arnolfo, ha ancora una volta lanciato il suo messaggio perché la Pasqua del Signore ridoni pace e serenità a un’umanità che appare smarrita.

La processione (come documenta la bellissima e ampia gallery di Gian Franco Gozzi) animata davvero da tanta parte del popolo di Dio, con Presbiteri, Diaconi, Consacrate, ha visto come momento centrale l’omelia dell’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo, che ha posto l’accento sull’urgenza di farci tutti promotori di pace, riprendendo il suo pensiero offerto alla Diocesi per questa Pasqua 2025.

Carissimi che cosa direbbe Gesù risorto a questa nostra umanità che si sta allontanando dalla vita su vie di morte, dalla verità su vie di menzogne, dalla comunità e dalla gioia su vie di solitudine e di paura? Che cosa direbbe Gesù risorto a noi oggi che stiamo tornando indietro a livello politico, sociale, civile e religioso da traguardi che consideravamo ormai raggiunti?

Penso che, come avvenne ai discepoli di Emmaus, tristi e senza speranza, Gesù risorto, mimetizzato nel volto di qualche nostro fratello, ci scuoterebbe dalle nostre delusioni che ci stanno tarpando le ali della fantasia dello Spirito e ci paralizzano sul si è sempre fatto così: “Stolti e tardi di cuore” a non riconoscere i segni dei tempi e a non trasformarli in segni di speranza.

Ci illuminerebbe con il suo sguardo e la sua Parola che punterebbero diritti al cuore fino a farlo ardere di entusiasmo e di coraggio. Ci farebbe percepire il senso della vita nello sperimentare la gioia della sua compagnia che ricolma la nostra attesa di felicità oltre ogni nostra immaginazione.

Ci esaudirebbe nel persistente desiderio di fermarlo con noi per sempre, donandosi a noi come cibo per nutrire la comunione viva con lui e con i fratelli. Ci esorterebbe a riprendere con straordinaria speranza il cammino nel verso giusto, orientati nella missione di portare a tutti, con Lui, l’augurio di cui il mondo ha bisogno: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. “Liberate gli oppressi, sciogliete i legami del giogo, rimandate liberi gli schiavi, spezzate ogni giogo!” (Isaia 58:6)

Riprendiamo il cammino con Gesù, celebriamo il Giubileo operando con il suo Spirito nello smantellare le strutture di ingiustizia che generano povertà e debito, disuguaglianza ed esclusione, schieriamoci dalla parte dei più deboli per difendere i loro diritti e promuovere una società più equa e fraterna.

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Redazione di Vercelli

Posted in Pagine di Fede

Riceviamo e pubblichiamo

La Provincia di Vercelli è stata messa a dura prova da un’ondata di maltempo che qualche anno fa avremmo definito eccezionale e che, invece, oggi è diventata un drammatico evento ricorrente.

Nel manifestare solidarietà a quanti sono stati colpiti da questo nuovo evento calamitoso sul nostro territorio, Azione Vercelli Valsesia intende tenere lo sguardo alto sul nodo centrale del problema: quello della prevenzione.

Dai dati disponibili risulta che per innalzare in modo efficace il livello di sicurezza servirebbero 8.000 opere di prevenzione per una spesa poco inferiore a 27 miliardi di euro.

A fronte di queste necessità, il Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, varato nel 2019, prevede fino al 2030 stanziamenti per 14,3 miliardi di euro, parte dei quali destinati a opere emergenziali connesse ad eventi calamitosi, interventi di messa in sicurezza dei territori ed infrastrutture, interventi per la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.

Per risolvere il problema del dissesto idrogeologico servono almeno 26,58 miliardi di euro.

Tale è il valore delle richieste provenienti dagli Enti Locali registrati sulla piattaforma RENDIS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo).

Sono cifre che non devono sorprendere se si considera che 6,8 milioni di abitanti risiedono in aree a rischio alluvionale medio e 2,4 milioni vivono in zone alluvionali ad alto rischio, complessivamente il 15% della popolazione.

Gli edifici in zone alluvionali ad alto e medio rischio sono 2,1 milioni, il 15% del totale.

Azione Piemonte è impegnata in Parlamento, con il lavoro serio e attento della Coordinatrice Regionale Onorevole Daniela Ruffino, che è componente della Commissione Ambiente e di inchiesta sul rischio idrogeologico, per favorire interventi che favoriscano la prevenzione collaborando con le istituzioni regionali e locali per sviluppare un piano strategico di gestione del territorio.

Ma non bisogna nascondersi dietro un dito, servono risorse economiche.

La Regione Piemonte ha già fatto, in anni di programmazione, un grande lavoro in Provincia di Vercelli per ridurre il rischio delle frane nelle aree montane e per la manutenzione dei corsi d’acqua attraverso tre programmi di manutenzione idraulica dei corsi d’acqua demaniali con estrazione ed asportazione di materiale litoide.

Ma la gestione del territorio deve cambiare sotto la pressione dei cambiamenti climatici. Il problema è che i fiumi, che per anni abbiamo soffocato e attorno a cui abbiamo costruito e coltivato, si stanno riprendendo il loro spazio.

La piovosità è aumentata in modo spaventoso. Non è mai piovuto così.

Nell’evento che ha toccato il Piemonte a settembre dello scorso anno sono cadute quantità di pioggia mai viste nell’arco di 24 ore.

A Boccioleto da lunedì a mercoledì sono caduti 473 millimetri di pioggia, 406 in sole 24 ore.

Semplicemente inaudito.

Alcune sfide attendono il nostro territorio. L’aumento delle opere di difesa dal dissesto nelle aree montane, anche attraverso la manutenzione dei boschi esistenti e il rimboschimento. Il taglio selettivo degli alberi cresciuti nelle zone golenali per evitare ciò che sta accadendo a Vercelli in queste ore in cui il ponte sul Sesia è chiuso per la grande quantità di alberi accumulata sotto le arcate.

La redazione per il Fiume Sesia del Programma di gestione dei sedimenti, come quello che è stato fatto sul Po.

Il finanziamento dello scolmatore di Vercelli.

L’adeguamento degli argini della Città di Vercelli che sono inadeguati. Serve una visione a lungo termine, produttiva e propositiva, che metta al centro la sicurezza e il benessere dei nostri cittadini, senza guardare le magliette politiche o se si gioca nella squadra della Maggioranza o dell’Opposizione.

Il Vice Segretario Provinciale Gabriele Posillipo

La Presidente di Azione Floriana Bazzano

Il Segretario Cittadino di Vercelli Paolo De Marco

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Posted in Enti Locali

Il Presidente dell’Unione Montana Francesco Pietrasanta rivolge un ringraziamento particolare ai Sindaci dei Comuni più colpiti dal maltempo.

48 ore no stop, poco sonno, mani e piedi nel fango e nella pioggia, una parola di conforto per ogni cittadino, un via vai di informazioni e contatti con i soccorsi, burocrazia, riunioni d’emergenza, nel tutto arrabattandosi con mezzi propri o della Comunità per lenire i danni.

Un grazie da tutto il nostro territorio e da Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani) col Presidente nazionale Marco Bussone e quello piemontese Roberto Colombero. Ieri in veste di Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia e membro della Giunta Uncem Piemonte – commenta Pietrasanta – sono andato in sopralluogo nei punti più delicati. Ho voluto portare a loro una parola e un sorriso e ho raggiunto per videochiamata i Sindaci più colpiti. La maggior parte di loro ogni giorno lavorano senza grosso personale o supporto. Ogni cittadino dovrebbe sapere quanto è difficile fare il Sindaco tra i mille impegni quotidiani e quando ci sono le emergenze tutto si decuplica. Alcuni a stipendio zero! A loro massimo rispetto e solidarietà! Ricordatevi sempre che i Sindaci sono l’avanguardia dello Stato sul territorio e i custodi della comunità. Oggi un applauso a noi!”.

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