Mese: Febbraio 2025
Is 6, 1-2. 3-8
Dal libro del profeta Isaia.
Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
“Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria”.
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
“Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti”.
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
“Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato”.
Poi io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”.
Sal 137
RIT: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
RIT: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
RIT: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!
RIT: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
RIT: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
1 Cor 15, 1-11
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.
Lc 5, 1-11
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”. Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore”. Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
Le reti dell’Amore
(Is 6,1-2a.3-8; Sal 137; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11
Gesù è un maestro itinerante, in questo vangelo, come spesso accade, lo vediamo circondato da una folla numerosa che desidera ascoltare la sua parola; luogo della predicazione è il lago di Gennesaret, che con il consueto panorama di reti, barche e umana fatica è come una rappresentazione del nostro vivere.
In questo contesto apparentemente scontato, dove tutto sembra essere sempre uguale, avviene un incontro decisivo in particolare per Pietro, Giacomo e Giovanni. Gesù, pur nella ressa della folla, li vede e raggiunge la barca di Pietro che con i suoi compagni sta lavando le reti dopo una notte di lavoro infruttuoso.
Forse Pietro non vedeva l’ora di tornare a casa e invece Gesù scombina i piani salendo sulla sua barca e chiedendogli gentilmente (si dice: “lo pregò”) di poterla usare per parlare alla gente.
Pietro acconsente, si scosta un po’ da riva e ascolta anche lui la parola di Gesù.
Quando Gesù finisce di parlare si rivolge a Simone invitandolo a prendere il largo e a gettare le reti per la pesca. Pietro ribatte dicendo che hanno faticato tutta la notte – quando solitamente si pesca – senza prendere nulla, le reti vuote erano già state lavate, restava solo il riposo, nella speranza di essere più fortunati la notte seguente.
Eppure nonostante la logicità del ragionamento, Pietro conquistato anche lui dalla parola di Gesù, decide di dargli credito.
Prendono dunque il largo e gettano le reti che si riempiono a tal punto che Pietro deve chiamare in aiuto i compagni dell’altra barca.
Mentre entrambe le barche si riempiono fino quasi ad affondare, tutti si riempiono di grande stupore per questa pesca assolutamente fuori dall’ordinario.
Pare di toccare l’atmosfera di meraviglia che spinge Pietro a gettarsi (gesto orientale di rispetto davanti a un re o un profeta) alle ginocchia di Gesù che chiama non più maestro, ma Signore, mentre confessa di essere un peccatore.
Forse anche Gesù è conquistato dalla spontaneità di Pietro che mentre gli chiede di allontanarsi si getta alle sue ginocchia!
Gesù sceglie proprio la barca di Pietro, qui si manifesta l’iniziativa di Dio che ci vede e ci raggiunge nel nostro quotidiano e poi ci sceglie e ci chiama a mettere le nostre abilità a servizio del Regno.
Generalmente era il discepolo a scegliere il proprio maestro dal quale imparava la Torah, invece con Gesù l’iniziativa è sua, con l’affidamento di una missione che si sviluppa non tanto in una teoria da imparare a memoria, ma nella consuetudine di vita con Lui, in una sequela che comporta l’abbandono della vita di prima e a volte anche degli affetti più cari.
Diventare pescatori di uomini, sfuggenti come i pesci, non sarà facile, la pesca miracolosa si ripeterà se continueremo a gettare le nostre reti sulla parola di Dio, se non partiremo mai senza di lui sulla nostra barca.
Il nostro peccato, se riconosciuto come fa Pietro, non sarà un ostacolo invincibile, Dio non ci lascia soli e chiamando i discepoli a due a due ci invita a vivere da fratelli impegnati a formare la grande famiglia di Dio, dove gli affetti non sono mortificati ma trasfigurati nelle reti dell’Amore che ci fa passare da ciò che passa e muore a ciò che rimane e vive per sempre.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Nella mattinata di oggi, sabato 8 febbraio 2025, a Varallo, si è svolta una cerimonia dedicata alla memoria del Maresciallo Maggiore Arturo Vescia e del Carabiniere Giuseppe Marchiando, caduti nell’adempimento del proprio dovere.
I due militari, il 7 febbraio 1942 nel comune di Varallo durante una perquisizione, nel corso della quale veniva recuperata refurtiva di ingente valore, venivano colpiti alle spalle con arma da fuoco.
Prima di cadere mortalmente, allo stremo delle forze, riuscivano a disarmare e bloccare l’aggressore.
Il Maresciallo Maggiore Arturo Vescia, insignito di Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” e il Carabiniere Giuseppe Marchiando, insignito di Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”, per tutti i Carabinieri della zona e non solo, costituiscono un fulgido esempio di dedizione al dovere spinta fino all’estremo sacrificio della vita.
La Loro memoria è stata onorata con l’intitolazione del Piazzale dove è stata posizionata una stele commemorativa, nel Comune di Varallo (VC), in Via Cesare Battisti n. 53.
La loro determinazione ed il loro sacrificio, rappresentano un esempio di valore suggellato dall’intitolazione odierna ed un indelebile traccia di quelle virtù militari che debbono ispirare il comportamento dei Carabinieri di oggi.
Alla cerimonia, nonostante le avverse condizioni metereologiche, hanno preso parte unitamente ai familiari delle vittime, il Sindaco di Varallo Pietro Bondetti, l’Ispettore Regionale dell’A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri) Gen. B. Marcello Bergamini, associazioni combattentistiche e Arma, labari, gonfaloni ed una rappresentanza della Polizia di Stato.
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Redazione di Vercelli
E’ in programma per sabato 15 febbraio 2025 alle ore 15.30, presso il Circolo ACLI di Gattinara situato in Via Gioberti 5, l’inaugurazione dei nuovi uffici del Patronato e del CAF ACLI Service Vercelli s.r.l. Servizi Fiscali, trasferiti al piano terra dello stabile.
Per l’occasione, seguita da un piccolo rinfresco, saranno presenti tra gli altri, il Parroco Mons. Franco Givone per la benedizione, le autorità cittadine e i vertici delle ACLI Provinciali di Vercelli e di Gattinara.
I locali saranno intitolati all’indimenticabile Bruno Caraceto e verrà quindi applicata una piccola targa all’entrata in sua memoria.
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Redazione di Vercelli
XL anno di corso – 1° ciclo – 13 febbraio- 22 maggio 2025
Tema centrale: “Conoscere per comprendere, per condividere, per costruire”
“Tra geografie e geometrie spirituali” – Le lezioni si svolgeranno il giovedì dalle ore 15.30, presso il l’Aula Magna del Seminario Arcivescovile – Piazza S. Eusebio 10 – Vercelli
Gli incontri di febbraio e marzo 2025:
13 febbraio – prof. Angelo Fragonara – “Perfezione di santità e pienezza di beatitudine: la lezione di Piccarda”
20 febbraio: Tommaso Di Lauro – “Route Internazionale di Pax Christ: Oropa-Vercelli (1964-2024)
27 febbraio: Dott. Maria Arsieni Robbone – Prof. Guido Michelone con Piero Robbone – “O mio Puccini caro”
6 marzo: Prof. Giacomo Verri – “Storie di coscienti imperfetti” romanzo
13 marzo: Giulio Dogliotti – Raffaella Lanza – “Raccordi di scuola: nella Vercelli di un tempo” presentazione
20 marzo: Chiara e Greta Gregori – “E’ primavera! Risvegliarsi…con le erbe officinali”
27 marzo – Don Piero Secco – “Il beato don Giacomo Abbondo: consacrazione, profezia, speranza”.
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Redazione di Vercelli
Nel fine settimana di inizio febbraio, il Santuario di Graglia ha ospitato circa 50 capi scout AGESCI della “Zona Biella Vercelli” (riunisce i capi-educatori dei gruppi scout biellesi e anche di Vercelli, Gattinara e Santhià) per un ritiro spirituale intitolato “La Speranza divampa”.
Il tema, strettamente collegato all’anno giubilare appena iniziato, è stato sviluppato in diversi incontri e lavori di gruppo tra sabato e domenica, a partire da spunti biblici proposti da Suor Agnese Rondi, giovane biellese Suora del Cottolengo a Torino, e dagli Assistenti Ecclesiastici degli scout don Maurizio Galazzo, di Santhià, e padre Giovanni Gallo dell’Oratorio di San Filippo di Biella.
Tra le varie riflessioni, anche momenti di amicizia e fraternità, tra cui il pranzo di domenica con la polenta concia preparata da alcuni volontari Amici di Bagneri, nella versione della Valle Elvo, con i prodotti del locale Caseificio.
Un grazie particolare a don Eugenio Zampa, Rettore del Santuario, per l’accoglienza e l’aver concesso la bellissima sala dove si sono svolti gli incontri (già cappella interna del Santuario), con pareti e soffitto finemente decorati.
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Redazione di Vercelli
Tutto pronto per la 46ª edizione di FieraInCampo, l’appuntamento imperdibile per gli appassionati e i professionisti del settore agricolo, che si terrà presso il Centro Fiere di Caresanablot (VC) dal 21 al 23 febbraio 2025.
Anche quest’anno, l’organizzazione dell’evento è affidata all’impegno e alla dedizione dei Giovani di Confagricoltura – ANGA sezione di Vercelli-Biella.
Il main sponsor dell’edizione 2025 sarà Giupponi F.lli & C. di Carisio (VC), concessionario dei marchi New Holland e Kuhn, mentre Topcon sarà ancora una volta sponsor tecnico.
La manifestazione potrà inoltre contare sul supporto di Zurich Bank e Agricola Perazzo & Bresciani, partner ormai consolidati.
Come da tradizione, FieraInCampo prenderà il via venerdì 21 febbraio con il convegno inaugurale intitolato “La risicoltura moderna, una storia italiana lunga 100 anni rivolta al futuro”, che si svolgerà presso il Salone Monterosa.
Tra i relatori interverranno:
Filip Haxhari, Dirigente di Ricerca Genetica e Attività Sementiera presso Ente Nazionale Risi
Simone Silvestri, Direttore di Confagricoltura Vercelli-Biella
Vittoria Brambilla, Docente presso il Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università di Milano
Le conclusioni saranno affidate a Luca Brondelli di Brondello, Vicepresidente di Confagricoltura.
Alla cerimonia di apertura interverranno anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e la Presidente di Ente Risi, Natalia Bobba, che porteranno i loro saluti istituzionali.
A seguire, il tradizionale taglio del nastro darà ufficialmente il via alla manifestazione, con l’apertura al pubblico e una degustazione di panissa, offerta da ANGA.
Il programma del weekend: prove in campo e modellismo
Sabato 22 e domenica 23 febbraio FieraInCampo aprirà le porte ai visitatori dalle 8:30 alle 18:00.
Il fiore all’occhiello della manifestazione, le prove in campo, si svolgeranno in due sessioni giornaliere, offrendo ai partecipanti l’opportunità di assistere alle dimostrazioni pratiche delle più moderne tecnologie agricole.
Domenica 23 febbraio, inoltre, spazio alla 11ª edizione della Mostra di Modellismo presso il Salone Monterosa, un appuntamento attesissimo dagli appassionati del settore.
Anche per questa edizione, i visitatori potranno acquistare il biglietto in prevendita direttamente sul sito ufficiale: www.fieraincampo.it.
FieraInCampo 2025 si conferma un evento unico che continua a innovare e valorizzare il futuro dell’agricoltura.
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Redazione di Vercelli
Il 16 febbraio e 23 febbraio appuntamento per le Alzate degli Abbà
Per ricordare gli Abbà e l’origine dei festeggiamenti, ogni anno vengono scelti dieci bambini, due per ciascuna delle cinque antiche parrocchie di Ivrea: San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo e San Salvatore.
Gli Abbà sono i protagonisti del pomeriggio della Terzultima e Penultima domenica di Carnevale.
E’ questo infatti il momento dedicato come da tradizione alle Alzate, la cerimonia di nomina e presentazione alla città dei rappresentanti delle Parrocchie.
Durante la cerimonia delle Alzate il Corteo, preceduto dall’ufficiale addetto alle Bandiere, si reca presso l’abitazione dei piccoli Priori dove gli Aiutanti di Campo alzano l’Abbà dal balcone mostrandolo alla folla al suono dei Pifferi e Tamburi mentre il Generale saluta militarmente e il Sostituto legge il verbale che verrà poi firmato dall’Abbà, dai genitori, dal Generale e dai testimoni.
Quest’anno a ricoprire questo emozionante ruolo – nell’ordine di citazione per la prima e seconda alzata – saranno: Delia Bortolot e Lucia Guglielmini per San Grato; Luca Zancanella e Lorenzo Strazza per San Maurizio; Rebecca Di Bernardo e Beatrice Trogolo per Sant’ Ulderico; Alberto Giacolino e Martina Pejla per San Lorenzo; Margherita Baralis e Alice Motta per San Salvatore.
Come da Cerimoniale, le Alzate inizieranno alle ore 14.30 dalla Parrocchia di San Grato per poi proseguire alle 15 in San Maurizio, alle 15.30 in Sant’Ulderico, alle 16 in San Lorenzo e infine alle 16.30 termine della cerimonia nella Parrocchia di San Salvatore.
Presentazione degli Abbà.
La cerimonia tra gli Abbà e il Generale, inizialmente prevista per sabato 15, risultata in concomitanza con l’insediamento del Vescovo.
Questo appuntamento è stato dunque anticipato a venerdì 14 alle ore 21:00 in concomitanza alla cerimonia con il gruppo storico dei Credendari.
A partire dal Giovedì Grasso i bambini che interpretano gli Abbà indossano costumi rinascimentali che riprendono i colori delle bandiere parrocchiali e portano uno spadino con un’arancia sulla punta, a simboleggiare la testa mozzata del tiranno.
Sfilano a cavallo, accompagnati da un palafreniere. A loro il compito, nella sera del Martedì Grasso, di appiccare il fuoco allo Scarlo issato nella piazza della propria parrocchia.
Cenni storici
Gli Abbà erano i giovani priori delle parrocchie cittadine: essi erano a capo delle Badie, ovvero di quei gruppi popolari, ampiamente diffusi nelle società tradizionali, in cui si riuniva la gioventù del luogo. Venivano in tal modo a costituirsi delle associazioni virili, alle quali era demandata una precisa funzione sociale. Si trattava, in altri termini, sia di conferire un significato plausibile alla condizione giovanile sia di regolare il rito di passaggio alla maggiore età. Gli Abbà reggevano, in segno di riconoscimento, una picca con su infisso un pane; capi autorevoli e riconosciuti organizzavano e gestivano il tempo festivo tradizionale. Nella notte del Martedì Grasso, a chiusura del Carnevale, gli Abbà appiccando il fuoco agli Scarli sancivano il loro ruolo di capi della festa. Fra il Settecento e l’Ottocento scompaiono le badie giovanile e gli Abbà vengono impersonati da bambini.
(Foto di archivio edizioni passate, ph_Luisa Romussi)
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Redazione di Vercelli














