Mese: Febbraio 2025
Riceviamo e pubblichiamo
Mercoledì 22 gennaio si è tenuta la seconda udienza presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte per discutere i ricorsi presentati dal Comitato e dal Comune di Villareggia contro la decisione di Città Metropolitana di Torino di autorizzare il progetto dell’impianto biodigestore per la produzione di biometano nel Comune di Villareggia, in via Amorosa.
Il nostro Comitato è convinto della fondatezza delle argomentazioni dei ricorsi e confida che i giudici del TAR sapranno comprendere le nostre ragioni. In ogni caso riteniamo che occorra agire in ogni modo per evitare uno scempio inutile per il nostro paese che è finalizzato a un progetto con obiettivi economici privati e con dubbie motivazioni di sostenibilità ambientale e sociale.
Gli avvocati delle parti hanno discusso in merito alle ultime memorie realizzate da Città Metropolitana di Torino e da Filiera Blu e alle contro deduzioni dei Comune e Comitato. I nostri avvocati hanno risposto punto a punto e in maniera circostanziata alle affermazioni proposte da Città Metropolitana nelle sue memorie. Gli interventi di Città Metropolitana a Filiera Blu si sono attenuti al sostenere in termini generali che la procedura di approvazione è stata corretta e che le osservazioni dei ricorrenti sono pretestuose e finalizzate a rimandare la realizzazione dell’impianto.
I giudici del TAR hanno chiuso la procedura e notificato che ora emetteranno la sentenza senza precisare i tempi della stessa.
Giovedì 15 dicembre il Comitato Villareggia, Vita, Ambiente, Sviluppo Sostenibile aveva depositato la relazione in replica alle relazioni di Città Metropolitana e Filiera Blu sugli aspetti di funzionamento del cogeneratore dell’impianto biometano come era stata richiesta dal TAR.
La relazione è stata depositata congiuntamente con il Comune di Villareggia essendo i due ricorsi, oramai unificati.
La relazione, evidenzia alcuni errori che secondo gli esperti del Comitato sono presenti nelle relazioni presentate dalle controparti, e ricalcola gli indici di funzionamento, confutando le conclusioni delle relazioni delle controparti.
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Redazione di Vercelli
Il 2 febbraio 2025, alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale Sant’Ambrogio di Sordevolo (BI), i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, dopo 23 anni, hanno restituito al Vicario Episcopale Don Fabio Delorenzo, in rappresentanza del Vescovo, alla presenza della responsabile dell’Ufficio Beni
Culturali della diocesi di Biella Architetto Roberta Antonelli e a quella comunità tutta, rappresentata dal Parroco e dal Sindaco, il dipinto di autore ignoto, olio su tela raffigurante “San Grato in estasi” del XVIII secolo, rubato insieme ad altri arredi e beni ecclesiastici nella notte tra il 22 e il 23 luglio 2001 dalla chiesa di San Grato al Colle di Sordevolo (BI).
L’opera, delle dimensioni di cm 93×70, era stata restaurata quindici anni prima del furto e versa oggi in discrete condizioni di conservazione.
In essa, il Santo Vescovo è rappresentato in un ambiente campestre, nella iconica posizione orante, in ginocchio, con a fianco un angelo che regge il pastorale.
Dopo l’evento delittuoso, il parroco Don Luciano Acquadro, avvisato da un attento parrocchiano che aveva notato la forzatura di una porta della piccola chiesa isolata di San Grato al Colle, sporse immediatamente denuncia ai Carabinieri del luogo, consegnando la foto del prezioso dipinto e degli altri beni asportati. Questo semplice gesto è stato la chiave che, dopo 23 anni, ha permesso il suo recupero.
Infatti la denuncia di furto e le fotografie dei beni trafugati, da procedura ormai consolidata negli anni, erano state inserite nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, l’archivio informatizzato di opere d’arte più grande al mondo e gestito dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ove sono
censiti oltre 8.000.000 beni d’arte controllati, tra cui circa 1.700.000 opere da ricercare.
Grazie al meticoloso e costante controllo delle manifestazioni fieristiche e di commercio di beni d’arte che si svolgono in Emilia Romagna, nel mese di giugno 2024 Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna hanno controllato il dipinto posto in vendita da un commerciante di settore della provincia di Livorno, accertando,
attraverso la comparazione con la foto inserita all’epoca del furto nel data base, che si trattava proprio dell’opera rubata nel 2001 nella chiesa di San Grato.
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Redazione di Vercelli
Ieri, domenica 9 febbraio, la comunità ha accompagnato Don Matteo Borroni a Gozzano.
Il sindaco Francesco Pietrasanta commenta: “Un ultimo saluto prima della sua e nostra nuova avventura. Grazie per questi anni e tanti auguri! Adesso non vediamo l’ora che arrivi il nostro nuovo Parroco Don Giorgio”.
Don Giorgio farà il suo ingresso a Quarona sabato 22 febbraio.
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Redazione di Vercelli
L’educazione alla legalità è il principio ispiratore dell’iniziativa che si è svolta nei giorni scorsi a Città Studi Biella nata dalla collaborazione tra l’Agenzia formativa e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Biella.
Venerdì 24 gennaio è stato organizzato un primo incontro tra il Comandante Provinciale, Colonnello Marco Giacometti, e il Comandante dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Biella, Maresciallo Ordinario Laura Colnago, con Insegnanti, Tutor e Studenti dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), in particolare dei Corsi “Operatore informatico” e “Operatore delle produzioni alimentari” di Città Studi.
I temi affrontati hanno toccato i diritti e i doveri del cittadino, il significato di divenire maggiorenni, il bullismo e la violenza di genere, la sicurezza stradale, i rischi dell’uso di sostanze stupefacenti.
Questa importante testimonianza rappresenta un passo fondamentale per contrastare stereotipi e pregiudizi e promuove una maggiore comprensione del senso civico e la consapevolezza dei possibili comportamenti a rischio: il confronto diretto ha l’obiettivo di contribuire, attraverso l’informazione e la trasmissione dei valori connessi alla legalità, a favorire il rispetto reciproco e la coesione sociale.
L’iniziativa mira, infatti, a diffondere la “Cultura della legalità” che da sempre l’Arma dei Carabinieri promuove sul territorio nazionale, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, e grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, dei Dirigenti scolastici e dei Docenti, l’Arma dei Carabinieri è costantemente impegnata nell’attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni.
L’incontro, sviluppato in forma di dialogo, ha stimolato la partecipazione degli Studenti e delle Studentesse, i quali hanno ricevuto risposte alle tante domande poste al Colonnello e al Maresciallo.
Sono stati presentati anche alcuni strumenti specifici utilizzati sul campo dall’Arma dei Carabinieri, quali il “bullizzometro1” ed il “violenzametro2”, due test di autovalutazione, elaborati dal Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, al servizio dei giovani per rilevare segnali di atti di bullismo e cyberbullismo o valutare il livello di violenza subita, e che contiene consigli utili per chiedere supporto e aiuto in base alla situazione. In tale ambito, è stata sottolineata l’importanza del non rimanere in silenzio di fronte ad un caso di violenza subita da un amico o compagno, offrendo vicinanza e informando i Docenti o, quando necessario, le forze dell’ordine.
Ha destato particolare interesse l’automobile Alfa Giulia, in dotazione al Radiomobile di Biella, le sue dotazioni tecnologiche e gli equipaggiamenti utili al servizio di controllo del territorio.
L’incontro, infine, ha raggiunto lo scopo di far conoscere ai ragazzi l’Arma dei Carabinieri e le sue attività, vincendo forme di ritrosia o diffidenza, ed invitandoli a rivolgersi con fiducia alle Forze dell’Ordine per qualsiasi necessità.
Questo primo appuntamento segna l’inizio di una collaborazione di Città Studi con le Forze dell’Ordine e le Istituzioni che porterà alla programmazione di una serie di testimonianze in aula, con lo scopo di trasmettere valori fondamentali alle nuove generazioni.
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Redazione di Vercelli
In data 22.12.2024 è stato inviato al Nucleo Carabinieri Forestale di Sordevolo, a mezzo pec, dall’ospedale di Ponderano(BI), un referto di pronto soccorso all’autorità giudiziaria di documentata prognosi di gg. 6 per “morso di cane” derivante da aggressione di cani nei confronti di un cittadino residente nel vercellese, avvenuta all’interno del Parco della Burcina.
La persona aggredita, identificata nel referto, è stata contattata telefonicamente da militari del Nucleo Carabinieri Forestale in riferimento al fatto di cui era stato vittima dovuto alla mancata custodia dei cani.
Lo stesso soggetto, in data 16.01.2025, si è presentato presso la Stazione Carabinieri di Novara, dove ha sporto denuncia/querela a carico di ignoti per il reato di lesioni colpose di cui all’art. 590 del codice penale.
Nel frattempo i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Sordevolo, hanno proseguito nell’attività d’indagine volta all’identificazione dei cani aggressori e, nei giorni successivi hanno contattato il guardia parco della Burcina che ha riferito loro che nei giorni susseguenti l’aggressione aveva avuto modo di osservare un piccolo branco formato da tre cani che si introduceva all’interno del parco, sbarrando la strada ringhiando, nei confronti di un visitatore con un cane al guinzaglio.
Nella circostanza, il guardia parco aveva ripreso i tre cani a video, stante il divieto di lasciare vaganti i cani e la conseguente problematica della pubblica incolumità nei confronti dei visitatori il parco ed anche degli animali che lo popolano.
I video effettuati in questa circostanza, confrontati con la dettagliata descrizione fornita dal denunciante e da fotografie che lo stesso aveva effettuato in una fase successiva hanno permesso l’identificazione dei cani aggressori.
Così i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Sordevolo attraverso le ricerche effettuate in anagrafe canina, hanno proceduto all’identificazione dei proprietari/detentori dei cani responsabili dell’aggressione avvenuta in data 22.12.2024, all’interno della Riserva Naturale Parco Burcina “Felice Piacenza”.
Il giorno 24.01.2025, il proprietario degli animali, è stato segnalato alla Procura di Biella, per lesioni personali e per omessa custodia di animali, ai sensi degli art. 40 c. 2 , art. 590 e art. 672 del codice penale.
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Redazione di Vercelli
Trova purtroppo conferma in questi minuti la notizia della scomparsa di Massimo Camandona, 65 anni, Sindaco di San Giacomo Vercellese e Consigliere della Provincia di Vercelli.
Personalità di primo piano della politica e dalla Pubblica Amministrazione vercellese, sarebbe stato vittima di un malore improvviso che gli è stato fatale.
Ai familiari un forte abbraccio di cordoglio per questa grande perdita.














