Mese: Maggio 2022
Settore Giovanile – Campionato under 13
Girone A di qualificazione –posticipo 1^ giornata di ritorno
Mercoledì 4.5.2022 – Biella– Palestra “Salesiani” ore 18,45.
Basket Femminile Biellese – Pallacanestro Femminile Vercelli 68-46
(parziali: 18-16; 35-28: 56-32)
Tabellino: Panelli 15; Fall 10; Trotti 6; Zannini 8; Balzaretti 2; Alilou; Valentini; Mura 5. Ferla. Allenatore: Gianfranco Anastasio.
Nel posticipo della prima giornata di ritorno del campionato Under 13 – girone A di qualificazione – le giovani della PFV rimediano una nuova sconfitta in quel di Biella, al cospetto del Basket Femminile Biellese, per 68-46.
Lo score finale non deve trarre in inganno, perché i 22 punti di scarto hanno avuto origine da un terzo periodo in cui, in casa vercellese, si è registrato un black out totale, in cui sono saltati tutti i collegamenti in campo, le idee di gioco, la capacità di segnare e di concentrarsi in difesa: in sostanza è venuta meno per un tratto la capacità di giocare a pallacanestro, sia pur nei limiti della categoria.
Le padrone di casa ne hanno, ovviamente, approfittato, piazzando un parziale nel quarto di 23-4, che ha risolto la partita a loro favore, rimandando ad altra occasione le velleità di vittoria delle vercellesi.
E tutto questo limitatamente a 10 soli minuti su 40, che però sono stati sufficienti a determinare la sconfitta per le ospiti.
Infatti per il primi 20’ le ragazze di Anastasio si erano battute alla pari delle avversarie (18-16 al 10’ e 33-28 al 20’), come pure hanno fatto nell’ultimo periodo (vinto 12-14), tanto da riscuotere i complimenti dei tifosi al seguito, per la bella prestazione messa in mostra nel resto della gara.
Peccato, appunto, per il calo totale, temporaneo, a livello mentale nei primi 10’ del secondo tempo, che ha compromesso di fatto un match che, senza quel periodo “buio”, avrebbe forse potuto avere un esito diverso, magari non opposto ma con un risultato più fedele alla differenza emersa in campo tra le due squadre nei restanti tre quarti.
Del resto a livello di under 13, vista l’età delle giocatrici (oggi in sole nove effettive per alcune defezioni dell’ultima ora) discontinuità e sbalzi di rendimento sono all’ordine del giorno, anche all’interno della stessa partita.
Tutto, anche questi momenti negativi, deve comunque contribuire a fare esperienza per progredire e migliorare, sin dalla prossima stagione.
Redazione di Vercelli
Con quasi 5,6 miliardi di euro (+8%) è record storico per la frutta e la verdura Made in Italy all’estero con le esportazioni che hanno raggiunto nel 2021 il massimo di sempre raddoppiando i valori registrati al debutto del secolo, ma il risultato è ora messo a rischio dal traumatico aumento dei costi di trasporto che pesa su un settore dove il conto della logistica arriva ad incidere fino al 30-35% per i prodotti freschi.
E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti su dati Istat all’apertura del Macfrut. Fruit & Veg Professional Show di Rimini.
I prodotti ortofrutticoli Made in Italy che in valore crescono di più all’estero sono le albicocche (+75%), le mele (+5%), i kiwi (+2%), i pomodori (+10,5%), le lattughe (+4%), i cavoli (+10%), stabile l’uva (+0,4%) mentre calano gli agrumi (-9%) e le patate (-15,6%).
I consumatori che apprezzano di più frutta e verdura italiane sono i tedeschi che mettono nel loro carrello della spesa quasi 1/3 (30,4%) di tutto quello che viene spedito all’estero dal Belpaese con un valore che sfiora 1,7 miliardi nel 2021 in crescita del 5%.
Dietro la Germania si piazza la Francia con oltre 580 milioni di euro di acquisti di ortofrutta italiana seguita dall’Austria con quasi 354 milioni.
Il comparto ortofrutticolo piemontese conta numeri importanti con un fatturato complessivo di oltre 500 milioni di euro, una superficie di 18.479 ettari e 7.950 aziende.
L’annata 2021, però, in Piemonte è stata fortemente colpita dal maltempo, in particolare dalle gelate e dalla grandine, che ha causato perdite del 70% per albicocche e susine e anche fino al 100% per pesche e kiwi.
“Restano buoni segnali per l’export che, in linea con i dati nazionali, si attesta per i nostri territori sul +2% per i kiwi – spiegano Paolo Dellarole Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella e Francesca Toscani Direttore – . Specialmente nelle zone di Cigliano ed Alice Castello la moria dovuta specialmente ad agenti atmosferici ha fatto sì che ci sia stato un calo drastico delle superfici destinate alla coltivazione di kiwi, diminuite nel giro di pochi anni, dal 2016 a oggi, del 15-20%. Nonostante questo calo resta un frutto molto apprezzato all’estero e di ottima qualità. Sicuramente, adesso, a pesare sul comparto sono i rincari di energia, carburante, materie prime, fertilizzanti ed imballaggi arrivati addirittura al +72%. Per difendere il nostro patrimonio frutticolo è necessario – proseguono Dellarole e Toscani – intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro. Occorre lavorare ad accordi di filiera con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”.
Redazione di Vercelli
A gennaio del corrente anno il Consiglio della Fondazione CR Vercelli operava una svolta significativa nelle modalità di erogazione, affiancando alle due consuete sessioni erogative annuali, tre specifici bandi “Restauri con arte”, “Valore alla cultura” e “SportiAMO”, quali strumenti di selezione e valorizzazione dei progetti.
Lo scorso 31 marzo sono scaduti i termini per la partecipazione ai primi due bandi afferenti al settore istituzionale di Arte e Cultura, mentre quello riferito all’Attività Sportiva si chiuderà il prossimo 31 luglio.
Alla luce del consenso che questo nuovo strumento ha raccolto tra gli enti di riferimento della Fondazione, in particolare per quanto riguarda il bando “Valore alla cultura,” il Consiglio di Amministrazione ha disposto di incrementare l’importo disponibile, inizialmente pari ad € 100.000, portandolo al limite massimo di € 150.000, così consentendo di poter meglio soddisfare le richieste pervenute e premiare le progettualità e lo spirito di iniziativa che il territorio ha dimostrato di avere.
Redazione di Vercelli
Proseguono senza sosta i lavori di riqualificazione della pavimentazione a Casale Monferrato e in particolare quelli di sostituzione dell’asfalto con cubetti in porfido e luserna. Mentre proseguono gli interventi in via Vidua e via del Gazometro, dal 9 maggio prenderanno il via quelli in via Salandri.
Lavori che porteranno ad alcune modifiche alla viabilità della zona: in particolare, dalle ore 8,00 di lunedì, e fino al termine dei lavori previsto per fine giugno, sarà chiuso al transito il tratto di via Salandri dal civico 36 all’intersezione con via Palestro.
Per questo motivo saranno istituiti la direzione obbligatoria diritto all’intersezione con via Salandri per i veicoli in marcia su via Palestro e il doppio senso di marcia in via Salandri dal civico 36 fino a piazza Castello per consentire l’accesso ai veicoli dei residenti o di coloro che hanno aperture carrabili.
Si ricorda, inoltre, che sono ancora in vigore, per permettere la posa della nuova pavimentazione, le seguenti modifiche alla circolazione nella zona di via Vidua e via del Gazometro:
– divieto di transito nel tratto di via Vidua dall’intersezione con via Rivetta all’intersezione con via del Gazometro e l’intera via del Gazometro;
– divieto di sosta con rimozione forzata e doppio senso di circolazione per i residenti nelle vie Rivetta e Gioberti e nel tratto di via Vidua tra via del Gazometro e via Gioberti;
– divieto di transito nel tratto di via Vidua tra via dei Fiori e via del Gazometro;
– senso unico alternato di circolazione in via dei Fiori e nel tratto di via Vidua tra via Morelli e via dei Fiori;
– inversione del senso unico di marcia di via Morelli, che è percorribile da via Sammicheli a via Lanza;
– divieto di sosta 0-24 con rimozione forzata in via Vidua, sul lato sinistro, dal civico numero 6 a via del Gazometro.
Redazione di Vercelli
L’Organo di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, riunitosi sotto la Presidenza dell’Avvocato Aldo Casalini, lo scorso 28 aprile ha approvato all’unanimità il progetto di Bilancio di Missione e di Esercizio per il 2021 redatto dal Consiglio di Amministrazione e presentato dal Segretario Generale, Sandro Pullicani Colonesi.
Nel dicembre 2021 la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli ha celebrato il traguardo dei primi 30 anni di attività a supporto delle comunità vercellesi e valsesiane.
Nato il 27 dicembre 1991, l’Ente di via Monte di Pietà da allora ha erogato 61.153.319 euro a favore del territorio, mentre il patrimonio, di iniziali 51.417.626, si è incrementato costantemente e, dopo l’accantonamento alla riserva obbligatoria operato nell’esercizio 2021, ha raggiunto il considerevole importo di 118.497.571 euro.
L’esercizio 2021 è stato caratterizzato dal riacuirsi della pandemia da Covid-19, che ha continuato ad impattare fortemente sul quadro macroeconomico globale, gravando sui mercati finanziari mondiali e di conseguenza sul sistema delle Fondazioni Bancarie.
Nonostante il complesso contesto in cui si è trovata ad operare, anche nel 2021 la Fondazione, grazie alla gestione prudente, alla diversificazione e al costante monitoraggio degli investimenti e all’oculato contenimento delle spese, ha consolidato il suo ruolo di ente promotore per lo sviluppo sostenibile economico, sociale e culturale del territorio di riferimento.
Gli investimenti e le erogazioni sono stati così in grado di alimentare una progettualità ampia e diversificata, che ha trovato la sua sintesi ottimale negli ambiti strategici verso i quali la Fondazione indirizza le proprie risorse.
Nell’anno in esame, la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli ha destinato risorse agli interventi istituzionali per complessivi € 2.147.075,67.
L’attività della Fondazione, che trova i suoi elementi ispiratori nell’attenzione alle esigenze espresse dal territorio, nella trasparenza di azione verso i suoi interlocutori e nella sussidiarietà nei confronti delle attività svolte dai vari enti ed istituzioni locali, ha visto il settore “Arte, attività e beni culturali” confermarsi come il comparto a cui storicamente sono stati destinate maggiori risorse.
Questo settore è stato caratterizzato dalla continuità dell’impegno, da parte della Fondazione, nell’arricchire l’offerta culturale del territorio della provincia di Vercelli.
A seguire, in ordine di importanza per l’entità dei contributi assegnati, spicca il comparto “Volontariato, filantropia e beneficenza”, che ha visto accrescere l’impegno della Fondazione compatibilmente alle proprie disponibilità finanziarie, con la finalità di attutire il disagio e la crisi del welfare ormai in atto da molti anni.
Di seguito, si riporta il quadro di sintesi dei contributi deliberati nell’anno 2021, suddivisi per settore di intervento:
“Arte, attività e beni culturali”: 863.318,57 euro (56 progetti; 40,21% del totale deliberato);
“Educazione, istruzione e formazione”: 212.650,00 euro (24 progetti; 9,90% totale deliberato);
“ASSISTENZA SOCIALE”: 201.100,00 euro (24 progetti; 9,37% totale deliberato);
“Volontariato, filantropia e beneficenza”: 360.773,10 euro (11 progetti; 16,80% totale deliberato);
“Sviluppo locale ed edilizia popolare”: 285.204,00 euro (15 progetti; 16,80% totale deliberato);
“Salute pubblica”: 160.530,00 euro (13 progetti; 7,48% totale deliberato);
“Attività sportiva”: 63.500,00 euro (22 progetti; 2,96% totale deliberato.
Redazione di Vercelli
Un pomeriggio all’insegna della riflessione, tra humor e emozioni, quello offerto lo scorso 1° maggio dall’Associazione culturale “Il Porto” al Teatro Civico, con lo spettacolo “Finirà?!”.
Lo spunto è partito dal racconto, tra il serio e il faceto, dei giorni del primo lockdown nel marzo 2020 e dei momenti appena precedenti, quando si scherzava increduli sulle notizie provenienti dalla Cina e sul famigerato “mercato dell’umido” di Wuhan.
Ma poi, in pochi giorni, anzi, in poche ore, tutto è cambiato: una rivoluzione esistenziale ed emozionale in cui il tempo ha assunto una valenza tutta differente: le giornate si sono improvvisamente dilatate e hanno consentito di fermarsi a pensare… e a ricordare. Il pensiero è volato agli affetti più cari, agli amici, ai genitori che non ci sono più.
Per la platea, quella buona, delle grandi occasioni, abituata all’interazione con il palco, lo spettacolo è stato come un ripercorrere mano nella mano quel “tempo sospeso” attraverso i racconti, per lo più autobiografici, di Roberto Sbaratto, mattatore in scena come narratore e come cantante.
Tra una risata e una lacrima, lo Sbaratto-guida ci ha riportato dentro a quelle giornate trascorse a cucinare (e poi a mangiare), a cantare, a portare fuori il cane (o a farci portare fuori dal cane!), a guardare la TV o a interagire sui social e “sfugugliare” su YouTube, a confrontarci per la prima volta nella vita con la famigerata D.A.D…
La lettura è stata una delle protagoniste dei momenti del lockdown: e Sbaratto, scandagliando le librerie come mai prima, ha messo gli occhi, in quei giorni, sul “Disiunari’d Varsej” studiato con foga dalla A alla Z: da qui le sue divertenti riflessioni sulla lingua delle tradizioni cittadine che si è conclusa con una commovente canzone di Jannacci, in dialetto milanese, ma solo per amor di variazione: “El mè indiriss”.
Un pensiero è poi andato immancabilmente a tutti i ragazzi, con la loro gioventù tradita dal lockdown, a cui sono state negate per ben due anni tutte le esperienze necessarie ad un adolescente, che “se non le fa nell’età giusta, rischia poi di crescere e comportarsi come un pirla”.
Il mondo dell’adolescenza è stato rievocato sul palco anche da brani come “The angel of the morning”, da cui in Italia era nata la cover “Gli occhi verdi dell’amore”, “Vendo casa” di Battisti e ancora, di Tom Waits, “Rosie”, consacrata, quest’ultima, al ricordo dell’amico Attilio, scomparso nove anni fa, che ci ha fatto riflettere con un suo bellissimo racconto ecologista, “Il faggio folitario”, impegnativa ed affascinante prova d’attore per Sbaratto.
Il successo del recital non può prescindere dalla sensazione immersiva data dalle immagini di scenografia curate da Cinzia Ordine e dalla magistrale esecuzione dei musicisti: Fabio Gorlier (pianoforte), Stefano Profeta (contrabbasso), Paolo Guercio (fisarmonica) e Mauro Ghiani (percussioni), che hanno impreziosito le struggenti interpretazioni di brani come “Ho amato tutto” di Tosca, “Ti lasci andare”, di Aznavour o “C’è tempo” di Fossati, ma anche di “I still can’t say goodbye” di Chat Atkins, dedicata al rapporto padre-figlio.
Con “Lo shampo” di Giorgio Gaber si è concluso l’incanto del viaggio nel “tempo sospeso”, non senza un ringraziamento dovuto agli sponsor: la riseria S.P. s.p.a e, sul piano istituzionale, La Fondazione CRV e il Comune di Vercelli.
Redazione di Vercelli
Nella campagna della zona industriale, a poca distanza dal magazzino di Amazon, a ridosso di via Jona, si presenta alla vista di chi transita per la stradina vicinale che costeggia la Roggia Molinara una scena raccapricciante. La macabra scoperta nella tarda mattinata di oggi, 5 maggio.
I cadaveri di sette cani sono stati abbandonati in un fossato, presumibilmente alcuni giorni fa, e le loro misere spoglie sono in avanzato stato di decomposizione.
Non si possono ancora sapere le cause che hanno portato alla morte delle povere bestie, ma la circostanza che vede i cadaveri riuniti tutti nello stesso punto e tutti, almeno all’apparenza, allo stesso stadio di decomposizione, lascia temere il peggio.
Sul posto la Polizia Municipale sta intervenendo, sia per disporre la rimozione dei cani, sia per dare corso alle indagini.
Aggiornamenti nelle prossime ore.
Redazione di Vercelli

I carabinieri del Reparto Operativo di Vercelli hanno identificato e denunciati quattro giovani per detenzione illecita di armi e munizionamento.
Il fenomeno delle bande giovanili, pur nella loro complessa eterogeneità, può essere definito come gruppi di ragazzi che condividono miti, valori e modelli culturali in contrasto con le norme proprie della comunità più ampia a cui fanno riferimento.
Negli ultimi tempi, tuttavia, la situazione è degenerata tant’è che nei quartieri periferici di alcune metropoli italiane si è assistito a risse da parte di bande armate contrapposte che si sono affrontate in maniera particolarmente aggressiva.
I carabinieri del Nucleo Informativo di Vercelli, da alcuni mesi, hanno iniziato a monitorare i canali social ed i siti internet utilizzati dai giovani per mantenere sotto controllo la situazione.
Grazie a questa costante opera di osservazione, una settimana fa è stato individuato un video che era stato girato in un condominio popolare di Santhià ove i protagonisti, giovani per lo più stranieri, alcuni dei quali incappucciati, brandeggiavano coltelli di grosse dimensioni con fare minaccioso, impugnavano pistole semiautomatiche, nonchè mostravano del munizionamento, esibendo diverse banconote e delle bustine verosimilmente contenenti sostanze stupefacenti.
Nei testi delle canzoni facevano chiari riferimenti a forti disagi sociali patiti dal problematico contesto abitativo (condominio popolare malfamato) nonché ad una forte insofferenza verso l’operato delle FF.OO.
L’attività di indagine dei carabinieri del Reparto Operativo ha permesso, nel giro di alcuni giorni, di identificare una decina di giovani dimoranti nel Comune di Santhià, nonché in quello di Alice Castello e di Cavaglià (Bi).
Nei loro riguardi è stato chiesto alla Procura della Repubblica di Vercelli, l’emissione di un decreto di perquisizione nell’ipotesi di reato di detenzione illegale di armi, munizioni e di sostanze stupefacenti.
Nelle prime ore della mattinata del 3 maggio, con l’impiego di diversi carabinieri delle Compagnie di Vercelli, Borgosesia e Biella, nonché di due unità cinofile del Nucleo carabinieri di Volpiano (To) dedicate alla ricerca di stupefacenti, armi e materiale esplosivo, sono state eseguite le perquisizioni locali e personali, che hanno portato al rinvenimento nei confronti di quattro giovani, di diversi coltelli, pugnali, machete di grosse dimensioni, munizioni, un revolver ad aria compressa ed una carabina cal. 9 detenuta illegalmente, nonché dei passamontagna ed un manoscritto di una canzone con frasi contenenti un forte rancore verso le FF.OO. (tutto sequestrato).
Redazione di Vercelli

Il mare a quadretti e il silenzio che avvolge Pertengo, caratterizzeranno la cronometro individuale che sabato 14 maggio si terrà in questo grazioso paese della bassa vercellese e aprirà il calendario delle manifestazioni sportive inserite nel programma della Granfondo Mangia e Bevi Vercelli e Monferrato che scatterà domenica mattina alle ore 9:00 dalla capitale del Riso.
La prova contro il tempo sarà valida quale prova unica del campionato regionale CSAIn Piemonte e si terrà sulla distanza di dodici chilometri.
Il percorso di gara completamente pianeggiante, soltanto quattordici sono i metri di dislivello che i partecipanti dovranno affrontare in gara, favorirà gli specialisti di questa disciplina e renderà comunque accessibile a tutti la partecipazione alla gara.
Iscrizioni. Le iscrizioni si effettuano utilizzando i moduli nell’’apposita sezione Iscrizioni del sito Granfondo Mangia e Bevi e previo versamento fino al giorno 13 Maggio 2022.
In alternativa è possibile iscriversi mediante il portale Winning Time secondo termini e modalità del portale.
La quota di adesione è di 15 euro sino al 13 maggio, coloro che vorranno invece sottoscrivere l’iscrizione combinata crono + granfondo dovranno versare 60 euro.
Il giorno della gara, sabato 14 maggio, è possibile iscriversi a Pertengo. Il costo della partecipazione alla cronometro è 15 euro, mentre la combinata cronometro e granfondo costerà 75 euro.
Premiazione.
Ricca premiazione finale per i primi cinque di ciascuna categoria.
Ai primi assoluti (maschile e femminile) verrà consegnato uno splendido orologio Festina.
Mentre il ciclista tesserato CSAIn che conquisterà il miglior piazzamento nella classifica di categoria riceverà la maglia di campione regionale.
Redazione di Vercelli

Tenuti con sforzi sovrumani sottotraccia, i fatti, tuttavia, ci sono.
All’ex Collegio dei Barnabiti qualche settimana fa è arrivato un Funzionario della Ragioneria Generale dello Stato, Servizi Ispettivi.
Avrebbe (da qui in poi i condizionali sono d’obbligo) chiesto l’acquisizione di Atti relativi alla costituzione dei famosi “fondi” dei Dirigenti di Via San Cristoforo.
Inutile dire della tensione palatina: per dare un’idea, pensiamo all’arrivo dell’Ispettore Bruschi alla quarta puntata de “Il Collegio” (nel caso, quello della Rai, non quello antico, di Sant’Antonio Maria Zaccaria).
Ma andiamo con ordine.
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ARRIVA L’ISPETTORE
L’argomento era stato anticipato nel nostro articolo del 17 marzo 2022 – Trippa per i gatti / 823.
Si tratta di una materia molto tecnica: una parte della retribuzione ai Dipendenti, così come ai Dirigenti, delle Amministrazioni, è riconosciuta come conseguenza di un risultato, di una perfomance.
In pratica, una quota di “stipendio” che attinge da “fondi” costituiti secondo calcoli molto complessi.
E’ anche possibile che, nel fare questi calcoli, si commetta qualche errore.
Sicchè è bene (ma del resto lo dice, lo dispone, la Legge, in particolare il c.d. “Decreto salva Roma”) affidarne tempo per tempo la revisione ad Organismi esterni specializzati.
Insomma, una sorta di “perizia” che rassicuri sia l’Amministrazione che eroga, sia anche il Dipendente, il quale percepisce una parte della propria retribuzione proprio perché disponibile nel “fondo” al quale fa riferimento.
Se il fondo è rimpinguato di denari in conseguenza di calcoli inesatti (pur se nella più perfetta buona fede di chiunque: sbagliare è umano) sono poi dolori, anche perché quello che si è (eventualmente) percepito indebitamente va poi restituito.
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Come si ricorderà (ma ci permettiamo di dire che la cosa migliore, è leggere il precedente articolo 823) l’idea di affidare a specialisti il controllo sulla congruità dei fondi dai quali sono presi i soldi per pagare i Dirigenti non ha mai avuto vita facile in Amministrazione Provinciale.
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LE ULTIME PAROLE FAMOSE
Ma è solo a febbraio di quest’anno che si fa incandescente la discussione.
Perché?
Soprattutto perché, dopo l’infortunio occorso a causa del sinistro stradale di fine novembre, il numero uno della struttura tecnica, Antonella Mollia, deve stare a casa per quasi due mesi
– leggi qui la Trippa per i gatti 816 -.
E, se la trippa è per i gatti, sembra, invece, che l’occasione paia propizia per ritagliarsi larghe fette di formaggio, a topi che ballano, proprio in assenza del gatto.
Perché, in quei due mesi, sono erogate provvidenze economiche che Antonella Mollia teneva “bloccate” chiedendone la verifica, amministrativa e contabile.
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Da una parte, dunque, la mail dell’allora Segretario e Direttore Generale di Via San Cristoforo, Antonella Mollia, che dice, più o meno così:
“le ricordo di consegnarmi la bozza dei criteri x specifiche responsabilità richieste una migliaia di volte, in ultimo il giorno del mio rientro.
Ribadisco la necessità urgente di affidare incarico per revisione fondi (…)”.
Dall’altra parte, il Dirigente del Personale, Piero Gaetano Vantaggiato, che replica:
“segnalo che i criteri li trova allegati al CCDI stipulato il 27 dicembre pubblicato in amministrazione trasparente. Per l’altra fattispecie demando all’amministrazione le valutazione in merito all’affidamento all’esterno della revisione dei fondi.(…).
Per concludere poi, forse in guisa delle ultime parole famose e come a suggellare le molte altre considerazioni che paiono tese a corroborare la correttezza della costituzione dei fondi:
“Alla data odierna nessuna richiesta di revisione o è mai pervenuta né nessuna azione ispettiva della ragioneria dello Stato a differenza da altre Province.
Cordiali saluti”.
Questo il giorno 14 febbraio, quando sono all’incirca le ore 13,53, minuto più, minuto meno.
A stretto giro (all’incirca, minuto più, minuto meno, alle 14,32), l’ex Segretario e Direttore Generale risponde con alcune considerazioni di merito, per concludere:
“Ai nuovi amministratori consiglio vivamente di procedere e di seguire le indicazioni che vi ho comunicato al mio rientro”.
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L’ERALDO DECIDE IN SOLITUDINE
Perché Mollia si avvale della locuzione “ai nuovi Amministratori”?
Perché, dal precedente mese di dicembre 2021, in Provincia sono cambiate un po’ di cose: è stato eletto il nuovo Consiglio Provinciale.
Anche se Eraldo Botta pare credersi ancora “l’uomo solo al comando”, quasi fosse un redivivo Fausto Coppi; forse, meglio dire che si rivela specialista del tandem, con il suo Dirigente di riferimento: deve fare di necessità virtù (modi di dire) anche perché di Dirigenti, in Amministrazione Provinciale, ce n’è solo un altro, l’Ing. Marco Acerbo.
Sulla “riarticolazione” degli incarichi, pare, così, decidere in solitudine, forse abituato a fare in questo modo negli anni precedenti.
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Sicchè (è lecito supporre) Antonella Mollia si rivolge “ai nuovi Amministratori” forse anche perché si può ben immaginare come possano pensarla i “vecchi”, cioè quelli della precedente stagione amministrativa.
Dunque, Antonella Mollia, si è sempre mostrata tutt’altro che incline ai compromessi.
Ciò che, secondo altra ottica, potrebbe sembrare un “fare storie”.
Ad esempio, a novembre 2021 si era rifiutata di sottoscrivere la contrattazione decentrata, proprio perché Clavarino non le passava la comunicazione “confidenziale” con Roma.
Illuminante ciò che dice – leggi qui – , appunto a novembre,
sulla mancanza di informazioni idonee a consentirle la necessaria conoscenza degli Atti.
Lettura illuminante anche perché il Clavarino di cui si parla e che dice (scrive) … “e tanto dovrebbe bastare” è proprio il Clavarino (si leggerà tra qualche riga) ora totalmente delegato, per il Personale, da Piero Gaetano.
Insomma, sempre secondo un’altra ottica, Antonella Mollia se la sarebbe cercata.
Come sappiamo, quasi a calare un gladio sul nodo gordiano (calcolo dei fondi, distribuzione dell’indennità ai due Dirigenti) sulle censure dell’allora Segretario, è proprio l’Eraldo che, il 14 gennaio firma un bel decreto per la “riarticolazione degli incarichi”.
In pratica, toglie tutto a Mollia e distribuisce la responsabilità di tutti i Settori operativi della Provincia a due soli dirigenti: Piero Gaetano Vantaggiato e Marco Acerbo.
Quest’ultimo (ma ci sarà bisogno di una puntata dedicata) da poco tempo promosso alla Dirigenza a tempo indeterminato.
Le prove di questo concorso erano già state fissate per i giorni 13 e 28 dicembre; ma proprio in quel periodo, come si ricorderà, si verificò l’assenza per infortunio della Presidente di Commissione, la stessa Mollia.
Sostituita, così, nell’incarico da Piero Gaetano Vantaggiato.
Ma, come detto, anche questa materia è complessa e se ne dovrà riparlare.
Ora torniamo al punto “riarticolazione” degli incarichi dirigenziali.
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UNA PROVINCIA PER TRE?
Ecco dapprima l’Atto completo – leggi qui –
Ed ecco, di seguito, nella sua eloquente, seppur laconica, schematicità, come potrebbe essere letta dall’esterno l’immagine della Provincia di Vercelli secondo la nuova articolazione degli incarichi decisa dall’Eraldo: un tridente tra lui, Presidente, con i dirigenti – dioscuri Vantaggiato ed Acerbo.

A chi potrebbe piacere, dall’esterno, una siffatta immagine?
Forse ad alcuni importanti stakeholders.
Ai cittadini ed agli Enti Locali non si sa.
Non sono pochi, però, tra i cultori di belle lettere giuridiche, coloro che, leggendo questo Atto, inarcano il sopracciglio, non riuscendo – nemmeno strabuzzando gli occhi – a trovare una motivazione (componente essenziale di ogni Atto), che possa renderlo plausibile.
In particolare, nulla si vede che possa aiutare a comprendere la ragione per cui ad Antonella Mollia (si ripete, perdurante la sua assenza per infortunio) sia tolta anche la responsabilità del settore Bilancio e Ragioneria,
conferitale dopo la prematura scomparsa della compianta Dottoressa Gianna Maffei – leggi qui – .
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Ma, come si diceva, a ciascun giorno la sua pena.
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LA REVISIONE ARRIVA INSIEME ALLA MERENDA SINOIRA OFFERTA DAI CITTADINI DI VILLATA
Si arriva, dunque, al Consiglio Provinciale del 30 marzo
scorso, quello che si tiene presso il Comune di Villata e che termina con una
In quella sede si prende atto che, finalmente, è proprio ora di affidare ad una società esterna la revisione dei fondi.
Ma già si mormora, nel Palazzo, che potrebbero esserci svarioni anche molto superiori ai 100 mila euro.
Con successiva Determinazione – leggila qui – il lavoro di revisione
viene affidato ad una società specializzata in questi servizi per le Pubbliche Amministrazioni, che si chiama “Publika” e che opererà al costo di circa 10 mila euro.
La circostanza ha fatto inarcare il sopracciglio (di nuovo) di qualche (altro, diverso dai precedenti) cultore di belle lettere, poiché la stessa ditta fornisce già altri servizi specialistici (poca roba in termini di fatturato annuo, per la verità) alla Provincia.
E quindi c’è chi non vedrebbe di buon occhio questa sovrapposizione.
Ma si tratta (al di là della fondatezza e consistenza dell’obiezione) di cose veniali.
Anche perché, come abbiamo visto, la revisione più importante la sta facendo il servizio Ispettorato della Ragioneria Generale dello Stato.
Un’idea tutta sua, oppure agisce – sono mere ipotesi a titolo esemplificativo e nulla più – per incarico della Corte dei Conti?
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PIERO GAETANO ORA DELEGA CLAVARINO
Un altro segnale che gli osservatori più acuti interpretano come importante, arriva proprio nelle scorse ore.
Piero Gaetano Vantaggiato si spoglia di funzioni ed incarichi, proprio nel settore Personale.
Onerando completamente la propria PO (Posizione Organizzativa) Luca Clavarino, cioè il suo Vice, di tutto.
L’atto è eloquente e preciso – leggilo qui -.
Clavarino (quello della mail “confidenziale”, come si può leggere nel già citato articolo 823) resta così, ma a decorrere da questa, recente, data, con il cerino in mano.
E’ il buon cuore che sospinge, in queste ore, molti Colleghi a porgergli le più sentite…felicitazioni.
(Continua)














