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VERCELLI - Veglia “Morire di Speranza” una preghiera in memoria di chi ha perso la vita nei viaggi verso l'Europa

L'iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant'Egidio in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sarà presieduta dall’Arcivescovo mons. Marco Arnolfo

Vercelli Città

Si terrà anche quest’anno, giovedì 25 giugno alle 20.45 nella chiesa di San Lorenzo, in corso Libertà 188 a Vercelli, “Morire di Speranza”, una preghiera in memoria di chi ha perso la vita nei viaggi verso l’Europa.

L’iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sarà presieduta dall’Arcivescovo mons. Marco Arnolfo e avrà carattere ecumenico, con la presenza dei rappresentanti della Chiesa Ortodossa romena e della Chiesa Valdese-metodista di Vercelli.

Saranno presenti anche membri di diverse associazioni e singoli cittadini che si occupano dei migranti , insieme ai migranti stessi che, da poco o molto tempo, vivono in città.

Nel corso della preghiera saranno pronunciati ad alta voce alcuni nomi di chi è morto in circostanze così tragiche nell’ultimo anno, accompagnati dall’accensione di candele in loro memoria, da riflessioni e da canti.

Tra morti accertate e dispersi, 77.000 persone hanno perso la vita dal 1990 a oggi nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa.

Negli ultimi cinque anni il 28,8% è rappresentato da donne e bambini.

E’ da sottolineare inoltre che, nonostante si sia assistito negli ultimi anni ad una diminuzione degli arrivi, la percentuale delle vittime è invece aumentata, una ogni 47 tentativi di attraversare il Mediterraneo o l’Atlantico, secondo i calcoli dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

Papa Leone, nel suo recente e appassionato discorso alle Canarie, ha invitato con forza nazioni e cittadini, governanti e popoli, a cambiare lo sguardo umano e politico nei confronti dei migranti, a vincere l’indifferenza o, peggio, il  rifiuto, e a costruire un futuro fatto di accoglienza e vera integrazione.

E ciò che la Comunità di Sant’Egidio- insieme ad altre realtà cristiane e associazioni della società civile- sta tentando di realizzare ormai da 10 anni con l’esperienza dei corridoi umanitari, che hanno permesso di far arrivare in Europa oltre 9000 persone salvandole da trafficanti di esseri umani e inserendole nelle nostre società con grande profitto, sia per chi accoglie, sia per chi viene accolto.

Da anni si sostiene che queste forme di ingresso regolare in Europa si dovrebbero moltiplicare: farebbero molto meglio al nostro continente rispetto alle paure, che alimentano rifiuti ingiustificati e disumani.

Perciò, la vegliaMorire di Speranza”, che si terrà nei prossimi giorni anche in molte altre città italiane ed europee, non vuol essere solo un momento di commemorazione, ma anche un forte appello alla coscienza collettiva e alle istituzioni, affinché il Mediterraneo e l’Atlantico non siano più “cimiteri senza lapidi”, secondo l’espressione di Papa Leone.

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Redazione di Vercelli

Posted in Pagine di Fede