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VERCELLI - Risò, istruzioni per l'uso - Meglio la prenotazione saltacoda, che non è obbligatoria - Iniziato il countdown per l'edizione 2026 del grande festival del riso, l'attenzione ora si concentra sulle modalità più utili per consentire a tutti, anche alle persone svantaggiate, di vivere nel modo migliore questo appuntamento - 

Conferenza stampa in Comune a Vercelli per la presentazione, giovedì 27 agosto - Attesa per l'inaugurazione con la Presidente Giorgia Meloni

Ormai alle porte, l’edizione 2026 di Risò, il Festival internazionale del riso in programma dall’11 al 13 settembre prossimi, è stata presentata ieri presso il Comune di Vercelli.

Di particolare interesse le “istruzioni per l’uso”, cioè le modalità di accesso ai vari “ambienti” in cui si sviluppano i temi della manifestazione.

Per agevolare l’accesso e rendere più fluida la gestione dei flussi, è consigliata la registrazione online sul sito, che permette l’entrata prioritaria, saltando la coda, anche nel caso in cui venga raggiunta la capienza massima prevista.

Per facilitare la prenotazione fin dal primo clic, particolare attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità, per accogliere pubblici diversi e rendere l’esperienza il più possibile inclusiva.

Il modulo di accreditamento, disponibile al link

 https://festivaldelriso.institutionalevents.it,

è compatibile con screen reader per persone cieche, strumenti di ingrandimento e modalità ad alto contrasto per ipovedenti, navigazione da tastiera, controllo vocale e sistemi assistivi per persone con disabilità motorie.

Anche i contenuti sono stati pensati per favorire una fruizione quanto più ampia possibile: vengono accompagnati da trascrizioni e sottotitoli, e la struttura, semplice e lineare, facilita la fruizione anche da parte di persone con dislessia o difficoltà cognitive, anziani e utenti con fotosensibilità o disturbi vestibolari.

Un’attenzione che non si esaurisce sullo schermo, ma accompagna l’intera esperienza dei tre giorni: dalle modalità di accesso al Village fino alla valutazione dell’accessibilità dei tour, Risò punta a ridurre gli ostacoli e permettere a ciascuno di vivere l’evento secondo le proprie esigenze, i propri tempi e i propri interessi.

Perché un festival davvero aperto inizia prima ancora di essere vissuto, nel momento in cui ogni persona può sentirsi accolta e già parte dell’esperienza.