Il primo Vercelli Pride, quello dell’ 11 maggio 2019, fu senza dubbio un successo, con la partecipazione di mille persone che nemmeno la pioggia riuscì a spaventare.
Lo ricordiamo con il nostro articolo di allora
che ci dette l’occasione di ripercorrere qualche momento dell’esperienza di VercelliOggi.it, a partire dal lontano 2010, quando sull’edizione cartacea, che ancora usciva, dedicammo un ampio servizio che ebbe per protagonisti i genitori dell’Associazione “Agedo” l’Associazione tra genitori di omosessuali.
con i quali costruimmo un’esperienza che ci diede molto e che – riferiamo – risultò indovinata anche ai ragazzi.
Nel 2014, poi, a Borgosesia, grazie all’invito di Anita Sterna, un altro “focus” – con filmato di oltre un’ora – per parlare di una quotidianità che è (dev’essere) cifra di una società veramente matura.
IL GAY DELLA PORTA ACCANTO – Testimonianze di uomini e donne che raccontano storie di vita vissuta
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Poi, tante altre occasioni di incontro con un’Associazione che, nel proprio ormai non breve percorso, è cresciuta ed ora si presenta con un Direttivo rinnovato e ben deciso ad interpretare un ruolo di protagonista nella società vercellese.
Alla conferenza stampa di oggi, 14 aprile, il nuovo Presidente di Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, Gianluca Mischiatti è chiaro nel dire che l’intento è non soltanto quello di bissare quel primo successo.
In questo 2026, ottantesimo anno dal Referendum repubblicano, la volontà è quella di preparare, oltre alla sfilata, momenti di riflessione e dibattiti che abbiano un denominatore comune persuasivo nello studio proprio dell’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
“Condizioni personali e sociali”, “rimuovere gli ostacoli”, “pieno sviluppo della persona umana”: non c’è dubbio che saranno giorni di riflessioni interessanti, ispirate ad un titolo eloquente: “Dalla Carta all’orgoglio”.
Che, però, non sarà il titolo di questo Pride 2026, perché si è scelta una chiave comunicativa più “diretta”, come l’inedito: “Facciamo che ci siamo”.
Staremo a vedere.
Con Mischiatti oggi sono stati presenti Roswitha Flaibani, che fa parte del Direttivo dell’Associazione ed Antonio Papapicco, studente universitario, attivista di Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia.
Attendiamo dunque il programma completo dell’evento, che si annuncia ricco di spunti di riflessione.














