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VERCELLI - Pericolosa protesta in carcere

SAPPE: “Polizia Penitenziaria non può essere terminale della violenza, servono strumenti efficaci”

Vercelli Città

Si è conclusa solo nella tarda serata di ieri una giornata di estrema tensione presso la Casa Circondariale di Vercelli, dove un detenuto ventenne di origini algerine ha messo in atto una pericolosa protesta rimanendo sul tetto dell’istituto per circa undici ore.

L’allarme è scattato alle ore 11:00 del 21 aprile, quando il ristretto, al termine dell’ora d’aria, si è arrampicato sul tetto dei cortili passeggi, raggiungendo la sommità delle scale del padiglione.

L’uomo ha immediatamente manifestato intenti ostili, dichiarando di voler ottenere un trasferimento e minacciando di gettarsi nel vuoto qualora il personale si fosse avvicinato per un intervento di forza.

La macchina della sicurezza si è attivata tempestivamente.

Il personale di Polizia Penitenziaria ha presidiato l’area garantendo una sorveglianza a vista costante tramite la Sala Regia e le sentinelle, evitando azioni che avrebbero potuto aggravare la situazione.

Dopo ore di estenuante mediazione, che ha visto coinvolti i vertici dell’Istituto e la Sorveglianza Generale, la situazione si è sbloccata in serata.

Su richiesta del detenuto, è intervenuto il Magistrato di Sorveglianza, giunto in sede alle 21:30.

Grazie al colloquio mediato e alla costante presenza degli agenti, il ristretto si è convinto a scendere.

Le operazioni di recupero, effettuate in sicurezza dai Vigili del Fuoco tramite cestello meccanico, si sono concluse poco dopo le 22:00 senza alcun ferito.

Quanto accaduto a Vercelli dimostra cosa significhi oggi essere Polizia Penitenziaria: non solo custodi, ma negoziatori e professionisti nella gestione delle crisi – dichiara Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria -. I colleghi sono rimasti per ore con il fiato sospeso per proteggere la vita di chi minacciava di togliersela per una richiesta amministrativa come un trasferimento”.

Il nostro plauso – prosegue Santilli va a tutto il personale, al Comandante e al Direttore per la gestione strategica: non forzare l’intervento è stata la scelta vincente per evitare una tragedia. Tuttavia, non possiamo non denunciare come le carceri siano diventate palcoscenico di ricatti continui. Arrampicarsi sui tetti o minacciare il suicidio per ottenere benefici è un metodo che va stroncato con fermezza”.

La Polizia Penitenziaria non può continuare ad essere il terminale della frangia violenta dei detenuti: servono strumenti di intervento e difesa operativa efficaci”, conclude il sindacalista, chiedendo che il detenuto venga perseguito con rigore per l’interruzione di pubblico servizio e i danni causati.

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, esprime piena solidarietà al personale di Vercelli, rinnovando la richiesta di interventi urgenti a tutela dei “baschi azzurri” e sollecitando misure concrete e immediate per garantire sicurezza, dignità lavorativa e condizioni operative adeguate.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca