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Celestino Peroglio sarebbe stato orgoglioso di questo "suo" Cavour

VERCELLI - L'Istituto Cavour presenta il programma 2026 / 2027 di iniziative per offrire agli Allievi nuovi percorsi di cittadinanza - Tre orizzonti esplorati: Legalità, Sostenibilità, Affettività - Portare il Mondo dentro la Scuola e la Scuola nel Mondo - Programma ricco di spunti formativi, da ottobre ad aprile prossimo - Il contributo di esperti - 

Illustrano il ciclo di iniziative il Dirigente Scolastico Paolo Massara e le Professoresse che hanno ideto e curano i percorsi, Elena Ferraris e Giulia De Santis

Un incontro, quello di stamane all’Istituto Cavour di Vercelli, che pareva concepito per testimoniare come il magistero di Celestino Peroglio non sia caduto nel vuoto e come l’istituzione scolastica da lui sostenuta e promossa, anche a distanza di tanti anni, sembri volerne coerentemente perpetuare l’insegnamento.

Ma chi fu Celestino Peroglio?

Proprio oggi, quando l’Istituto Cavour compie un altro passo importante per offrire occasioni di crescita ai propri allievi, pensiamo non sia superfluo parlare un po’ di questa eccezionale personalità.

A costo di rimandare tra qualche riga la cronaca del piacevole incontro con il Dirigente Scolastico Prof. Paolo Massara e con le Colleghe Professoresse Elena Ferraris e Giulia De Santis, che hanno preparato con lungimiranza e passione educativa un programma di incontri che ci ripromettiamo di seguire.

Dunque, Celestino Peroglio: a lui dobbiamo, dapprima, l’idea di una scuola tecnica a Vercelli e, poi, l’impulso a quello che di lì a poco sarebbe diventato il prestigioso ed imponente edificio dell’Istituto Cavour.

Ai Lettori ed ai nostri gentili Ospiti di stamane chiediamo un po’ di pazienza, ma pensiamo ne varrà la pena, perché Peroglio sarebbe stato certamente contento di ascoltare con noi il programma delle iniziative messo a punto al “suo” Cavour.

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Nativo di Palestro (1824) Peroglio fu insegnante di Storia e Geografia presso il Collegio Nazionale di Vercelli.

Qui concepì l’dea di offrire nuove opportunità formative con le Scuole Speciali Tecniche.

Il suo afflato educativo per i giovani era – come si direbbe oggi – a tutto campo.

Siamo sempre stati grati al nostro Professore Terenzio Sarasso di averci, un lontano giorno di 50 anni fa e oltre, assegnato una ricerca su Perogllo: leggendo le sue carte trovammo un flash su certa gioventù del tempo “adusa a confondere l’etica con l’etichetta”.

Un tema che conviene monitorare in ogni tempo e si può essere sicuri, scorrendo, come faremo tra poche righe, il programma delle proposte educative alla “cittadinanza” in questo anno scolastico 2026 – 2027, che al Cavour di oggi questo rischio non si corre.

L’idea della nuova scuola fu rapidamente condivisa e realizzata nel progetto che, nel 1854, vede la nascita a Vercelli della prima Scuola Tecnica in Italia, appunto l’Istituto Cavour, che ebbe come prima sede un piano dell’Istituto Lagrangia.

L’iniziativa ebbe subito successo, tanto da rendere evidente la necessità di avere una “casa” più grande.

E qui occorre “trasferirsi” per un momento in un altro “ambiente” narrativo.

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IL QUADRANTE SCOLASTICO, SIMBOLO DELLA VERCELLI CHE VUOLE CRESCERE

Sarà capitato a molti, che hanno accompagnato i figli a scuola, cogliere, in tutta la sua sapiente bellezza, l’idea lungimirante capace di concepire il “quadrante” urbanistico di Vercelli, dedicato alla formazione scolastica.

Quello che si estende da Corso Italia fino al Liceo Scientifico, per poi idealmente prolungarsi a Piazza della Vittoria, con l’Istituto Tecnico Agrario.

Si tratta di un frutto maturo del Piano Regolatore del 1905.

Una prima, ma fondativa, risposta al respiro nuovo di una città che si direbbe in debito di ossigeno, nella propria tensione verso un dinamismo che pare volersi lasciare alle spalle almeno tre Secoli di costrizione nello spazio, via via sempre più angusto, della cinta muraria, poi richiamata da quella dei viali.

Nel 1909, lungo il Viale Regina Margherita (poi, appunto, Corso Italia) furono dapprima collocate le Scuole Femminili (poi Istituto Magistrale) e, soprattutto, dal 1911 – 1914, raccogliendo il testimone della iniziativa di questo straordinario figlio dell’Alta Lomellina e poi di Vercelli, appunto Celestino Peroglio, proprio il nuovo edificio dell’Istituto Cavour.

Peroglio cittadino, diremmo oggi, onorario: nacque a Palestro (1824) e morì a Bologna nel 1909, prima di vedere realizzata la nuova “casa” della propria creatura cui dedicò un così intelligente impegno.

Pochi anni prima (1904) lungo l’attuale Corso Palestro sorsero asili e palestre, e fu sempre più chiara l’indicazione della prospettiva di espansione lungo Viale Rimembranza.

Si trattava di dare nuovi spazi ad una società che ben conosceva, e sempre meno sopportava, alcuni dei più limitanti fattori inibitori del proprio sviluppo.

L’ “asfissia” patita per effetto dei limiti urbanistici, non era, del resto, mai stata ignorata dai reggitori della Cosa Pubblica, certamente consapevoli del retaggio ancora incombente dal Secolo precedente.

Quando i visitatori che giungevano a Vercelli (cfr. U.Levra – “L’altro volto di Torino risorgimentale, 1814 – 1848” , 1988) coglievano il contrasto tra le vestigia storiche ed artistiche della città, e le condizioni igieniche precarie, la trascuratezza che pareva senza rimedio, la concentrazione della popolazione residente in poche case, abitate anche da venti persone e più, per ciascuna, tutte concentrate nell’attuale centro storico.

Non mancò di levare un grido d’allarme (giugno 1814), rivolto al Ministro dell’Interno, il Sindaco Giuseppe Avogadro della Motta, preoccupato per la persistenza di certe “mefitiche esalazioni” che ammorbavano l’aria.

E che, forse, non furono estranee nemmeno al dilagare di malattie “sociali”, che mettono l’osservatore di oggi in condizione di cogliere sorprendenti assonanze con i tempi recenti (parliamo della difficile esperienza del Covid), se è vero che pochi anni più tardi, nel 1817, la città subì una grave epidemia di tifo.

Ancora poca cosa, rispetto a quelle tremende di colera: la prima, con il “paziente uno” del 1831, la “seconda ondata” quindici anni più tardi.

Anche i rimedi imposti dall’Autorità Sanitaria, suonano ora di singolare familiarità: quarantene, disciplina dei mercati secondo norme di distanziamento sociale, cordoni sanitari e divieto di assembramenti pubblici.

Il Medico Angelo Bracco (1831?) dà alle stampe un prontuario (cfr. Dialogo tra il Medico ed il Sindaco di campagne per istruire il popolo a preservarsi dal colera e curarsi nelle prime ore della malattia e norme ai sindaci e proprietarj per lazzaretti provvisorj) nel quale, tra l’altro, si raccomanda di coprirsi la bocca con un panno inumidito: l’antesignano delle mascherine?

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In questo contesto, come abbiamo visto, prende forma (anche se lui non vedrà la fine del cantiere) il rinnovato invito di Celestino Peroglio a dare spazi idonei alla crescente domanda formativa.

Domanda che coglieva l’esigenza del mondo produttivo di una società in rapido sviluppo, tanto in agricoltura (Geometri) quanto nella produzione industriale, artigianale e nel commercio (Ragionieri).

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ED ORA LE INIZIATIVE DI EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA NEL 2026 – 2027

Fine di questo breve excursus storico.

Utile, tuttavia, per sapere perché, grazie a chi ed in virtù di quale straordinaria e lungimirante intuizione e passione educativa, oggi possiamo essere qui, in questo bell’edificio, popolato – è una buona, anzi ottima, notizia di questo nuovo Anno scolastico – di un numero crescente di ragazzi e ragazze.

RASSEGNA CULTURALE IIS CAVOUR 2026/2027

Legalità · Sostenibilità · Affettività

Una scuola non educa soltanto attraverso le lezioni. Educa anche quando crea occasioni per incontrare il mondo, confrontarsi con esperienze diverse e imparare a leggere ciò che accade intorno a noi.

Nasce da questa idea la Rassegna Culturale dell’Istituto di Istruzione Superiore Cavour 2026-2027, un percorso che attraversa tre dimensioni strettamente connesse: legalità, sostenibilità e affettività.

Nel corso dell’anno studenti e studentesse incontreranno Magistrati, Avvocati, Forze dell’Ordine, Criminologi, Psicologi, Docenti universitari, Professionisti, Associazioni e realtà del territorio.

Non una successione di conferenze, ma un insieme di occasioni nelle quali la Scuola prova a portare dentro l’aula — e, in alcuni casi, fuori dall’aula — le questioni che riguardano concretamente la vita dei ragazzi.

Ma entriamo nel dettaglio dei singoli orizzonti culturali che si andranno ad esplorare.

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LEGALITÀ.

Conoscere le conseguenze, comprendere le responsabilità.

Il percorso sulla legalità affronta questioni molto vicine alla quotidianità degli adolescenti: dalla disciplina penale degli stupefacenti ai reati legati alla circolazione stradale; dalle conseguenze della guida in stato di ebbrezza al tema del consenso e del rispetto nelle relazioni. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche al progetto “Manosfera”, realizzato con il Centro Antiviolenza di Vercelli, e agli approfondimenti sul rapporto tra tecnologia, investigazione e informatica forense.

Tra le proposte più originali della Rassegna c’è Real Talk – Quando il teatro diventa confronto.

Il gruppo teatrale del Cavour metterà in scena situazioni e dinamiche nelle quali i ragazzi potranno riconoscere conflitti, comportamenti, pressioni e scelte della vita quotidiana.

La scena, però, non offrirà risposte precostituite: sarà il punto di partenza per un confronto con Criminologi, Psicologi, Avvocati, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e altri professionisti, chiamati a rileggere quanto accaduto, ciascuno dal proprio punto di vista.

Che cosa è successo? Quali responsabilità entrano in gioco? Dove passa il confine? Quali conseguenze può avere un comportamento? E soprattutto: che cosa avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi?

Il teatro diventa così uno spazio di analisi e non soltanto di rappresentazione: una scena da guardare, smontare e comprendere insieme.

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SOSTENIBILITÀ.

Uscire dall’aula per prendersi cura del territorio.

La sostenibilità sarà affrontata attraverso incontri dedicati alla transizione equa, alla geografia dell’ambiente naturale e sociale, al turismo sostenibile, alle nuove professionalità legate all’ambiente, all’energia fotovoltaica e al rapporto tra tecnologia e impatto ambientale.

Ma il progetto che più concretamente porta questi temi fuori dalla scuola è Eco Cavour Lab, realizzato con Eduiren, il settore educational del Gruppo Iren e ASM Vercelli.

Il percorso coinvolgerà le classi prime in tre uscite sul territorio, durante le quali gli studenti saranno impegnati nella pulizia del territorio e nella raccolta di alcune tipologie di rifiuti abbandonati a terra.

Un gesto semplice, ma volutamente concreto: vedere ciò che normalmente si attraversa senza guardare, intervenire e restituire cura a uno spazio condiviso.

Alle uscite gli studenti si affiancheranno agli operatori e ai tecnici di ASM Vercelli per comprendere il servizio di igiene urbana, anche attraverso attività esperienziali e momenti di didattica all’aperto, per trasformare la raccolta in un vero laboratorio di educazione ambientale e cittadinanza. Non parlare soltanto di sostenibilità, dunque, ma praticarla.

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AFFETTIVITÀ.

Imparare a riconoscere sé stessi e l’altro.

La terza direttrice della Rassegna riguarda il mondo delle relazioni: consenso, comunicazione, affettività, rispetto e responsabilità.

Il progetto Crush – Il permesso nelle relazioni, gli incontri sul tema “Il silenzio non è consenso”, gli approfondimenti sulle relazioni e l’affettività di coppia, sulla comunicazione e sull’educazione all’affettività costruiranno un percorso progressivo, affrontato attraverso linguaggi e competenze differenti.

A parlare ai ragazzi saranno Psicologi, Criminologi, Avvocati ed esperti, con l’obiettivo di affrontare temi complessi senza semplificarli: imparare a riconoscere i propri confini, comprendere quelli degli altri, comunicare, chiedere e rispettare un consenso, distinguere una relazione sana da una dinamica di controllo o sopraffazione.

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Un calendario, tre direzioni, una stessa idea di scuola.

Da ottobre ad aprile la Rassegna accompagnerà le classi attraverso incontri, laboratori, testimonianze, attività all’aperto e momenti teatrali, coinvolgendo competenze e professionalità diverse.

Legalità, sostenibilità e affettività non saranno quindi tre capitoli separati, ma tre modi diversi di interrogarsi sulla responsabilità: verso le regole e la comunità, verso l’ambiente che abitiamo, verso noi stessi e le persone con cui entriamo in relazione.

È questo il senso della Rassegna Culturale del Cavour: portare il mondo dentro la scuola e, quando serve, portare la scuola nel mondo.

Perché alcune cose si imparano meglio quando smettono di essere soltanto argomenti da studiare e diventano esperienze da vivere, domande da porsi e realtà da osservare da più punti di vista.

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