VERCELLI, ISOLA – Addio a Giuseppe Saverio Lombardo, un vero combattente - VercelliOggi.it VercelliOggi
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Altri servizi in giornata sulle Esequie al Duomo di Chivasso e Borgo d'Ale ed in Cattedrale a Vercelli

VERCELLI, ISOLA - L'ultimo saluto a Giuseppe Saverio Lombardo, "guerriero" pacifico e buono, che ogni giorno affrontava la lotta per la vita - I compagni del Lavoratore travolto dal treno con altri quattro Colleghi nella tragica notte tra il 30 e 31 agosto a Brandizzo, lo ricordano così - IL VIDEO

Sono morti con lui gli altri Lavoratori della Si.Gi.Fer di Borgo Vercelli, Giuseppe Aversa, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Kevin Laganà

Hanno scelto, per dargli l’addio, la conzone “Guerriero” di Marco Mengoni.

I compagni di lavoro di Giuseppe Saverio Lombardo che oggi sono qui, alla Parrocchia di Sant’Antonio da Padova all’Isola di Vercelli, hanno capito tutto.

Giuseppe Saverio, un guerriero nel senso tradizionale del termine, come siamo abituati ad immaginarli, forse no, con quello sguardo mite e buono.

Ma un lottatore, certamente sì, un combattente, che tutti i giorni affronta la battaglia della vita sobbarcandosi un lavoro faticoso, rischioso, ma onesto.

Del resto, il senso più appropriato di quelle parole è nel testo della stessa canzone: “Lotto per amore, lotterò per questo / Io sono un guerriero, veglio quando è notte”.

Lottava, vegliava di notte, per amore della sua famiglia, che oggi lo piange, quando – e sembra un paradosso – si possono celebrare le esequie, sue e dei suoi compagni, anche se è quasi il momento della Trigesima.

Il motivo di questo tempo trascorso prima che le spoglie mortali dei Lavoratori travolti dal treno a Brandizzo, in quella tragica notte, tra il 30 ed il 31 agosto potessero essere consegnate alle famiglie è duro: tanto da pensare, quanto da dire. Non è stato facile ricomporne i poveri resti.

Ma oggi – lo ricorda Don Massimo Bracchi nell’omelia – loro sono nella gloria, hanno lasciato la prigionia della materia per contemplare il volto di Dio.

Don Massimo coglie la sintonia – non sembri un paradosso, perché il vero lottatore, il vero combattente, è colui che tutti i giorni affronta la vita per fare un lavoro onesto e così mandare avanti la propria famiglia – tra la bella canzone di Marco Mengoni ed il combattimento quotidiano di Giuseppe Saverio e dei suoi compagni.

E – ne abbiamo colto il commento, che presentiamo anch’esso nel nostro video – è il Segretario della Camera del Lavoro, Valter Bossoni, a ribadire un impegno: non dovrà essere più possibile che una persona esca di casa per andare a fare un lavoro onesto e non vi faccia più ritorno.

E’ un impegno che dev’essere di tutti, di tutta la società nel suo complesso, ma anche di ciascuno: ciascuno con i propri mezzi, nel proprio ambito, con il proprio contributo.

Se no non vale davvero la pena di pensarci persone civili.

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In giornata altri servizi sulle esequie di Chivasso e Borgo d’Ale, celebrate per Giuseppe Aversa e poi in Duomo di Vercelli, alle 15, per Michael Zanera.

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