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Nell'80° anniversario dalla scelta repubblicana, 81° dalla Liberazione -

VERCELLI - Il XXV Aprile "la conoscenza ci permette di guardare il passato, vedendolo di fronte a noi" - Celebrata la ricorrenza che richiama tutti alla responsabilità di salvaguardare la democrazia - L'allocuzione ufficiale affidata quest'anno alla Prof.ssa Monica Schettino, integrale IN VIDEO - Il ruolo delle donne, che scelsero la Resistenza - Gallery di 100 immagini - 

Nel pomeriggio la consueta commemorazione dei Caduti al Rione Cappuccini

Nell’ottantesimo anniversario dalla scelta repubblicana, la celebrazione del XXV Aprile a Vercelli ha posto al centro il tema della pace, la cui attualità è persino superflua, anche in questo 2026, motivare ancora.

Molta parte del merito si deve alla bellissima allocuzione ufficiale affidata quest’anno alla Prof.ssa Monica Schettino, docente universitaria e collaboratrice con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Vercelli, Valsesia e Biella.

L’intervento della prof. Schettino è riproposto integrale nel video che cogle, insieme alla gallery, un’ampia sintesi della giornata.

Il testo è integrale anche in forma scritta, cliccando il link che segue:

Allocuzione ufficiale – Monica Schettino

Come di consueto la giornata si è iniziata con la deposizione delle corone d’alloro ai piedi del monumento ai Caduti di Piazza Cesare Battisti; di lì ci è trasferiti in parco Camana per la cerimonia, preceduta dalla celebrazione dell’Eucarestia, presieduta dall’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco (auguri di buon  onomatico) Arnolfo.

L’allocuzione ufficiale è stata preceduta dagli interventi del Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda – integrale per iscritto qui di seguito,

Intervento del Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda

del Prefetto Lucio Parente (anche questo testo è riproposto integrale),

Intervento del Prefetto Lucio Parente

così come quello del Presidente della Provincia, Davide Gilardino:

Signor prefetto, sindaco, autorità civili, militari e religiose, tutti i presenti, oggi, ma dobbiamo farlo tutti i giorni, celebriamo la libertà che ci ha portato alla Repubblica e l’identità di uno Stato che si fonda sui valori democratici, oltre al buio del totalitarismo. Lo dico senza se e senza ma, senza tentennamenti, il 25 aprile è la festa di tutti, degli italiani che si sono battuti e dei popoli alleati che ci hanno aiutato a liberaci da nazismo e fascismo. Per questo oggi tutti insieme dobbiamo condannare l’invasione russa e continuare ad aiutare il popolo ucraino a difendersi senza però interrompere i legami diplomatici con i due paesi, per giungere a una indispensabile pace nel minor tempo possibile. Così come dobbiamo chiedere ai nostri storici alleati americani e israeliani di fermare la guerra in medioriente perché se gli ayatollah in Iran e hezbollah in Libano restano regimi da condannare per gli stermini abominevoli verso le loro popolazioni e per il rischio che possono far correre al mondo intero sviluppando armi di distruzione di massa, parimenti iniziative perduranti e NON condivise con tutto l’occidente non risolveranno i problemi e soprattutto NON porteranno la libertà e la sicurezza in quei territori di cui quelle persone hanno diritto come noi lo abbiamo conquistato più di 80 anni fa”.

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Come di consueto la giornata è poi proseguita nel pomeriggio ai Cappuccini, per la commemorazione dei Caduti del Rione.

Di quel momento ascoltiamo nel video il ricordo e la preghiera del Parroco, Don Bruno Capuano. L’orazione ufficiale è invece stata affidata a Michele Gaietta

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Molti gli spunti di particolare interesse nella relazione della Prof.ssa Schettino, che ha posto l’accento su un punto di vista inedito nella prospettiva della memora e richiamando il valore del contributo offerto alla Resistenza da figure femminili del territorio, il cui eroismo deve essere sottratto all’oblio.

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