Alunni e alunne del Liceo Scientifico “A. Avogadro” di Vercelli, accompagnati dai professori Andrea Musazzo ed Elena Mirabelli, hanno avuto la possibilità, dal 9 al 13 maggio, di partecipare al progetto “Avvicinamento alla vela” in Sardegna, a Capo d’Orso (SS), presso il Centro Nautico di Levante.
Ecco le giornate spiegate dalle voci dei partecipanti:
«Appena arrivati nella struttura ospitante, siamo stati colpiti dalla bellezza del luogo e dall’atmosfera accogliente; abbiamo quindi conosciuto gli istruttori, che ci hanno spiegato che cosa avremmo fatto nei giorni seguenti e ci hanno indicato le regole. Dobbiamo confessare che inizialmente eravamo un po’ intimoriti: sveglia alle 7:00, colazione, uscita in mare, pranzo, tempo libero, uscita pomeridiana in mare, cena alle 20:00 e silenzio alle 23:00. Perché tutti collaborassimo alla gestione dei pasti, erano previsti dei turni di “comandata”, una parola che non avevamo mai sentito, infatti appartiene al linguaggio militare (corrisponde al francese corvée). I bungalow in cui abbiamo dormito erano molto semplici e abbastanza piccoli, quindi abbiamo dovuto adattarci (del resto, se mai ci capiterà di fare una crociera in barca a vela, non dobbiamo aspettarci grandi spazi e comodità). Nonostante l’impatto iniziale, alla fine si è rivelato tutto stimolante e divertente, persino lavare i piatti con le compagne e i compagni».
«Quando il tempo non è stato favorevole alle uscite in mare, abbiamo fatto lezioni di teoria o trekking. Fortunatamente, il meteo ci ha consentito di navigare molto, e solo gli ultimi due giorni il forte maestrale non ha reso possibili le lezioni in acqua, ma la vela è anche questo, sapersi adattare ai ritmi della natura. In fondo è quello che dovette fare Ulisse per tornare a Itaca o, passando dall’epica alla storia, Colombo per arrivare in America».
«Il bilancio è molto positivo: possiamo dire di aver imparato a veleggiare su deriva e cabinato, e lo abbiamo fatto in modo divertente, perché attività come questa agevolano il lavoro di squadra. Ognuno di noi aveva delle responsabilità e quindi un ruolo importante per il funzionamento della barca. Bisognava aiutarsi a vicenda e la collaborazione durante le attività ha sicuramente agevolato la nascita di nuove amicizie; poi, nelle ore serali, quando passavamo alle attività ludiche, è stato bello lasciare il telefono in camera per chiacchierare e giocare con i nostri coetanei e con i prof.».
Conclude la Dirigente scolastica Rossella Talice: «Abbiamo promosso questa esperienza, che dimostra quanto sia importante l’apprendimento in una situazione reale e di divertimento; inoltre ha sviluppato competenze non cognitive e ha rappresentato un momento importante di orientamento per i nostri ragazzi e le nostre ragazze».
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Redazione di Vercelli





















