La presenza salesiana a Vercelli ha una data di inizio “ufficiale”, considerando nel 1912 l’avvio dell’attività parrocchiale al Belvedere.
Ma sappiamo che – a partire dalle visite dello stesso San Giovanni Bosco, la prima il 15 settembre 1861 – quello del 1912 è in realtà il momento in cui giunge a compimento un progetto e, prima ancora, un’idea, che aveva permesso di celebrare la prima Messa in un luogo destinato a diventare
parte della storia della città e della diocesi, già il 12 maggio 1901.
Come sempre, quando c’è di mezzo l’azione dello Spirito Santo, quando è all’opera la sollecitudine materna di Maria Ausiliatrice, un traguardo non è che un punto di partenza e così è possibile, in questo 2026, celebrare tanto i 125 anni di missione della Congregazione a Vercelli, quanto i 114 della sua partecipazione “organica” alla vita diocesana.

Diciamo “celebrare” e non “festeggiare” perché, purtroppo, oggi, 30 agosto 2026, è il giorno di un commiato.
I Salesiani lasciano Vercelli.
Non ripeteremo quanto hanno detto bene tanto don Claudio Giovannini, sia nel saluto introduttivo, sia nell’omelia dettata nel corso della S.Messa di questa mattina, (il video ripropone questi e altri momenti della Liturgia), quanto altri testimoni: il Diacono, il rappresentante della comunità parrocchiale, le Figlie di Maria Ausiliatrice.

La contrazione delle presenze di Ordini e Congregazioni religiosi in tutta la Chiesa italiana e non soltanto a Vercelli è, del resto, un dato di fatto con cui fare i conti, ovviamente senza alcun compiacimento, ma anche senza fatalismo e senza drammi e con fiduciosa remissione ai disegni della Provvidenza.
Sempre misericordiosi, anche quando misteriosi: un mistero che impariamo a conoscere sin dall’incontro con quel punto interrogativo che sigilla il versetto di San Luca, 18,8.
Un punto interrogativo che interpella l’uomo e la donna di ogni tempo, senza escludere ciascuno di noi nel tempo che ci è dato di vivere.
Un Mistero che ci interpella anche quando, di fronte al tabernacolo che custodisce l’ostia consacrata, proviamo a “connetterci” con quella Persona che è vero Dio e vero uomo, nato da Maria Vergine; Persona in cui tutto si ricapitola: la Storia, le storie, l’umana vicenda, il principio e la fine di ciò che si inizia informando che: “Bereshit barà Elohim”.
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Ma questi pensieri oggi lasciano il posto – anzi, in qualche modo si compiono – nell’espressione di una parola, breve e sincera: grazie.
Grazie di tutto.
Grazie in anticipo anche al nuovo Parroco, Don Andrea Passera, oggi presente a concelebrare (ha presieduto il Vicario dell’Ispettore Don Michele Molinar, con alcuni Confratelli) che si è assunto un impegno di grande rilievo per tutta la Comunità pastorale 18: siamo certi che lo onorerà al meglio.
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Concludiamo volentieri quanto doverosamente queste note dicendo dei canti come sempre molto belli offerti dalla Corale parrocchiale diretta dalla Signora Antonella Ganzaroli; all’organo il Maestro Marco Pultronaggio.































