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Ricorre anche la Giornata del Tricolore, della Costituzione, dell'Inno Nazionale

VERCELLI, L'ITALIA UNITA HA 162 ANNI - Protagonisti allora come oggi i giovani - L'epopea dei popoli europei desiderosi di autodeterminazione e di  "indipendenza" prese le mosse oltre due Secoli fa - Oggi quel sacrificio, quel sangue versato da tanti ragazzi, non va dimenticato -

Video e Gallery

Sono stati protagonisti anche di questa bella mattina, che si è snodata dalla Caserma Scalise di Vercelli per l’alzabandiera,

per poi proseguire al Teatro Civico, per ascoltare il messaggio del Presidente della Repubblica ed una prolusione molto interessante, resa dal Prof. Orazio Paggi, su di un tema, invero non abbastanza frequentato “Cinema e Risorgimento”.

Il, 17 marzo, infatti, è la data in cui si commemorano l’Unità d’Italia, la Costituzione, l’Inno Nazionale ed il Tricolore.

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Oggi sono stati protagonisti, si diceva, i giovani: lo sono, del resto, da 200 anni e più.

Dai tempi della Costituzione di Cadice del 1812, ma soprattutto dal 1820 – 1823, la stagione dei Moti che pervase l’Europa dei popoli, antesignana senza parentela alcuna con quella odierna, delle burocrazie.

E poi il fremito decabrista, nella Russia del 1825.

Per lasciare il passo, tornando in Italia, alle tre Guerre di Indipendenza e, quindi, alla Prima Guerra Mondiale, con qualche ragione talvolta indicata come una sorta di “quarta” Guerra di Indipendenza.

E, infine, il grande disastro planetario del 1939 – 1945.

Protagonisti sempre i giovani, che hanno versato il sangue, hanno sopportato dolore, la vita in trincea, affrontando la morte.

E’ parso giusto, perciò, raccogliere ed offrire soprattutto le loro immagini, in questa giornata di commemorazioni mai scontate, che illustra una storia acquisita al nostro patrimonio seguendo questa lunga e due volte centenaria teoria di sacrificio, un sacrificio accettato pensando che un valore, su tutti, lo rendesse plausibile e, in qualche modo, ragionevole: l’indipendenza.

Prima ancora, con le Costituzioni, l’autodeterminazione dei popoli, cifra e canone di una convivenza civile desiderosa di darsi regole e vincoli capaci di porre il futuro al riparo dall’assolutismo.

E, prendendo in mano il proprio destino di uomini e donne, assicurare al proprio Paese, la condizione irrinunciabile di una “indipendenza” costruita sull’autonomia, di cui è esito maturo e definitivo.

Dopo tanto sangue versato da tanti giovani, lungo due Secoli, oggi il nostro Paese ha saputo conservare quella “indipendenza” conquistata a così caro prezzo?

E’ la domanda che la Storia consegna alla generazione che questa mattina ha parlato di sé al Teatro Civico, ha offerto a tutti i convenuti un saggio di quanto si impegna ed impara, in particolare al Liceo Musicale Lagrangia di Vercelli.

Nel nostro filmato possiamo ascoltare qualche scampolo: dall’Inno Nazionale, composto – per non smentirsida Goffredo Mameli, morto poco più che ventenne per difendere la Repubblica Romana.

Poi la celebre aria “Va pensiero”, che Giuseppe Verdi compose parlando del popolo eletto in esilio, ma con evidente allusività alla speranza di redenzione e, ancora, di “indipendenza” di quello italiano.

Lo stesso Verdi, peraltro, ben sapeva che, quando il suo nome veniva acclamato nei teatri, esclamando “Viva V.E.R.D.I.”, il popolo intendeva anche, certo, celebrare la sua arte, altresì esprimendo, un’idea ulteriore, in modo idoneo a sfuggire una censura incapace di decifrare quell’acrostico, in realtà pensato per racchiudere un’istanza di libertà: viva Vittorio Emanuele Re D’Italia.

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Ora vi lasciamo con il video e la gallery.

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