Riceviamo e pubblichiamo
In occasione della visita della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Vercelli, cittadini e cittadine vercellesi diffondono una lettera aperta per contestare le politiche del Governo e avanzare richieste concrete per il Paese e per il territorio.
La lettera richiama i valori della Costituzione, della Resistenza e dell’antifascismo e ribadisce la necessità di difendere la democrazia, la partecipazione e il diritto al dissenso.
Il documento critica le scelte del Governo in materia di politica internazionale e di riarmo e chiede che l’Italia privilegi la pace, la diplomazia e il rispetto del diritto internazionale, destinando maggiori risorse alla sanità, alla scuola, alla ricerca e al lavoro. Viene inoltre chiesta una posizione chiara a difesa della popolazione civile palestinese.
Ampio spazio è dedicato alla crisi climatica e ai suoi effetti anche sul territorio vercellese, con particolare riferimento alla siccità, alle temperature estreme e alla carenza di risorse idriche. Sulla questione nucleare si chiedono massimo rigore scientifico, trasparenza e partecipazione delle comunità locali.
La lettera richiama inoltre il progressivo impoverimento delle famiglie, la perdita del potere d’acquisto, la precarietà e l’assenza di prospettive per molti giovani. Vengono richieste una seria politica industriale, la tutela dell’occupazione e interventi concreti per garantire salari dignitosi.
Un altro tema centrale è quello della sanità pubblica: gli estensori chiedono interventi per ridurre le liste d’attesa e garantire a tutti il diritto alle cure.
Nella parte conclusiva, l’attenzione si concentra sul futuro di Vercelli. La richiesta è che il territorio non venga considerato una periferia o un semplice luogo di passaggio, ma che riceva investimenti concreti per l’agricoltura sostenibile, la tutela delle risorse idriche e dell’ambiente, l’università e la ricerca, l’occupazione qualificata, la sanità territoriale, i servizi pubblici e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale.
«Non chiediamo dichiarazioni di principio né promesse generiche. Chiediamo scelte, atti e investimenti concreti».
L’iniziativa vuole essere non soltanto un’espressione di dissenso, ma una richiesta di confronto e di risposte precise sulle priorità del Paese e del territorio vercellese.
A tale proposito, una delegazione del comitato per il NO al referendum costituzionale e di cittadini vercellesi cercherà di consegnare una lettera aperta, personalmente alla Presidente del Consiglio dei Ministri.
«Vercelli ha una storia. Vercelli ha una memoria. E Vercelli chiede oggi di essere ascoltata».
In qualità di portavoce Avv. Luca Mancini
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Redazione di Vercelli
















