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La partenza alle ore 9 del 24 maggio e, nella stessa pagina, l'arrivo alle ore 12 con l'elenco di tutte le persone ed i gruppi premiati

VERCELLI CHE PEDALA EDIZIONE DEL GIUBILEO - Poco meno di mille partecipanti alla cicloturistica più amata dai vercellesi - Il festoso sciame multicolore nei nostri due VIDEO e nelle GALLERY

Il grande dono dell'indimenticato Venio Trebaldi

Aggiornamento ore 13

Sono arrivati puntuali poco prima delle 12 in Piazza Paietta a Vercelli, i mille (uno più, uno meno) partecipanti alla Vercelli che Pedala 2026, l’edizione del Giubileo: 50 anni (esclusi i due del Covid) per la cicloturistica più amata dai vercellesi.

Ad attenderli molti premi

Qui l’elenco completo

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Ma il premio più atteso è stata l’ottima panissa preparata dal gruppo Amici della Panissa di Albano Vercellese.

Più che soddisfatti – e con ragione – gli Organizzatori.

Ora forza con la preparazione della Vercelli che Pedala n. 51.

Complimenti a tutti.

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Partenza ore 9

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Accade che 50 anni dicano di una giovinezza ed è proprio questo il caso della Vercelli che pedale, la cicloturistica più amata dai vercellesi.

Sono partiti puntuali alle 9 di questa mattina quasi mille partecipanti a questa edizione del giubileo (cui si è dovuto rinunciare solo nel periodo Covid), al segnale dello “starter” d’eccezione che è ormai tradizionalmente l’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo.

Non certo nuovo all’uso del velocipede, se è vero che i suoi vecchi parrocchiani di Orbassano lo ricordano spostarsi quotidianamente in bicicletta.

E qualche sorpresa la si ebbe anche a Vercelli, nel 2014, proprio a maggio, primi giorni del suo ministero in diocesi, vedendo il 130.mo successore di Sant’Eusebio pedalare con disinvoltura alla volta di vari appuntamenti.

Oggi, come abbiamo visto, quasi mille i partecipanti, tutti ripresi nel filmato che, insieme alla gallery accompagna queste note.

Ci sono i giovanissimi ed il meno giovane ha 90 anni.

Davvero un bello spaccato della città e del suo hinterland: tanta gente che è contenta di essere qui e forse non è azzardato dire che anche questo sia un segno di speranza e fiducia nel futuro.

Il più contento di tutti è senz’altro l’indimenticabile Venio Trebaldi, un uomo che ha lasciato questo mondo un po’ migliore di come l’ha trovato.

Ha gettato un seme che ha dato frutto e non soltanto per ciò che riguarda questa manifestazione.

Il seme dell’amore per il prossimo, che ha servito con intelligenza, impegno e passione.

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