Prenderà il via a settembre “Sepolti nella pietra”, un innovativo progetto di studio, valorizzazione e divulgazione del patrimonio archeologico vercellese.
L’iniziativa, che nasce dalla collaborazione tra l’Università di Pavia e il Museo Leone di Vercelli è è stata resa possibile dai contributi della Fondazione CRV (Cassa di Risparmio di Vercelli) e del Comune di Livorno Ferraris, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.
Ideato dal dottor Dario Anelli, archeologo, già Assegnista di Ricerca dell’Università di Pavia e specialista nello studio del territorio, il progetto si inserisce in una ricerca sistematica sul contesto vercellese coordinata da ormai un decennio dalla professoressa Maria Elena Gorrini, docente di Archeologia Classica presso il medesimo ateneo.
Il lavoro di Maria Elena Gorrini ha già dato vita a importanti tappe scientifiche, tra cui il recente progetto PRIN PNRR “Pierres Errantes”, incentrato sui manufatti romani in pietra e marmo dell’antica Vercellae reimpiegati in età medievale, in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale.
Il progetto ha studiato moltissimi manufatti custoditi presso il Museo Leone, che nel contesto del Convegno, tenutosi lo scorso anno a Pavia al termine del progetto, sono stati oggetto della relazione tenuta dal Conservatore del Leone Luca Brusotto.
Il focus “Sepolti nella pietra” sarà rivolto ad una specifica e affascinante classe di reperti: i sarcofagi romani realizzati in serizzo, granito e altre pietre di origine alpina. Si tratta di testimonianze storiche molto diffuse nella Gallia Transpadana e ampiamente riutilizzate dal Medioevo all’età moderna. Nonostante la loro rilevanza, finora non erano mai stati oggetto di uno studio d’insieme, bensì di analisi isolate.
Il dott. Anelli condurrà un censimento completo degli esemplari vercellesi, editi e inediti.
Lo studio analizzerà l’origine geologica delle pietre, le rotte di trasporto, le iscrizioni epigrafiche e i motivi decorativi, per stabilire una cronologia precisa.
Accanto all’analisi fisica dei manufatti, un meticoloso lavoro d’archivio permetterà di ricostruire la storia dei loro ritrovamenti e spostamenti nei secoli.
Molti di questi sarcofagi sono oggi custoditi presso il Museo Leone di Vercelli.
Qui, transitati nell’Ottocento attraverso il celebre lapidario Bruzza, trovano spazio nella Manica Archeologica allestita nel 1939 nel museo fondato dal notaio Camillo Leone.
Il progetto non rimarrà riservato alla ricerca accademica.
Sono infatti previsti momenti divulgativi e laboratori didattici per la cittadinanza e le scuole del Vercellese.
Le attività saranno progettate e curate direttamente dall’équipe didattica del Museo Leone.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli



















