VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Biellese e Oropa, Casale e Monferrato casalese, Lungosesia Ovest e Baraggia, Provincia di Vercelli, Valsesia e Valsessera, Vercelli Città
Si è arrivati al contenzioso legale perchè la politica non ha trovato soluzioni

VERCELLI - A poche ore dalla decisione del Tar sull'acqua pubblica, Fabrizio Finocchi illustra tutte le ipotesi possibili - La gestione degli acquedotti di un'area vasta che conta oltre 400 mila abitanti, ha sempre fatto gola ai privati, come ai pubblici - 

Il 21 maggio attesa la discussione presso il Tribunale amministrativo regionale

Indipendentemente dalle convinzioni di ciascuno in ordine all’origine dell’Universo, non si può che convenire su un punto.

Che ciò sia opera del Creatore, oppure abbia agito Madre Natura, non c’è dubbio – e tutti lo riconoscono – che Fabrizio Finocchi si ritrovi una dotazione di materia grigia decisamente apprezzabile.

Ed è solito farne buon uso, impegnandola in ragionamenti non peregrini.

Ha poi l’abitudine (e questo non è un dono, ma frutto di impegno) di leggere attentamente le carte di cui è chiamato, in vari contesti a parlare e decidere.

Sicchè finisce per parlare di ciò che sa ed alzare la mano non come mero esercizio ginnico.

E questo è un importante fattore di rassicurazione per chi debba raccoglierne le opinioni, perché – insomma – si può andare tranquilli e così riposare un po’.

***

Dunque, alla vigilia di un passaggio che non è esagerato definire storico per il nostro territorio, è bene ascoltare il pensiero di chi (peraltro, davvero indipendente) ha l’abitudine di fare girare le rotelle.

***

Qual è questo passaggio storico?

Sappiamo che fra poche ore, il 21 maggio, il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte deciderà se accogliere i ricorsi presentati da Iren, Asm Vercelli, Comune di Vercelli contro la decisione del Commissario di Egato2, Andrea Fluttero, che ha assegnato la gestione degli acquedotti di Vercelli, Valsesia, Biella, Baraggia, Casale e Valenza ad un solo gestore pubblico, la neo costituita BCV Acque spa.

Per un riassunto  sui principali capitoli in argomento, si può rileggere, cliccando qui, un po’ di storia.

Che – cliccando qui – continua.

Se il Tar accoglierà i ricorsi (fatta salva l’ulteriore impugnazione al Consiglio di Stato) la strada maestra sarebbe quella di andare alla gara pubblica.

Se, invece, respingerà i ricorsi, BCV Acque spa potrà effettivamente gestire, ma dovrà pagare ad Asm Vercelli spa una rilevante somma di denaro (50? 70? 80? Milioni di euro: ogni volta che se ne parla il prezzo lievita di milioni e milioni) per rilevare le reti idriche.

***

Ma ora le domande a Fabrizio Finocchi:

(VercelliOggi.it) – Tra poche ore è il 21 maggio, quali sono gli scenari possibili?

(Farbizio Finocchi) In quella sede vedremo se il Tribunale Amministrativo discuterà in modo unitario i vari ricorsi che si sono sommati, presentati prima sull’affidamento In-House e poi sulle varie decisioni assunte dall’EGATO2 che hanno portato la BCV ad operare.

Onestamente sono anche curioso di capire se il TAR si esprimerà ed entrerà nel merito, oppure dirà che la competenza è del Tribunale delle Acque.

Certo il fatto che IRETI (Iren spa, ndr) e il Comune non abbiano chiesto alcuna sospensiva quando hanno impugnato la scelta, fatta dal Commissario Andrea Fluttero a febbraio del 2025, ha creato una situazione anomala.

Il percorso della società pubblica è andato avanti senza ostacoli.

La BCV Acque ha lanciato un comunicato stampa la settimana scorsa in cui annuncia di essere operativa.

Un fatto che dovrebbe preoccupare non poco i sostenitori della presenza di IREN sul nostro territorio e anche l’Amministrazione Comunale che, sostenuta dal PD, aveva scelto un anno fa di schierarsi al fianco della S.p.A. di Corso Palestro, di cui è socia di minoranza.

Mi chiedo se il Giudice amministrativo si assumerà la responsabilità di cassare un percorso ormai completo in cui la società pubblica ha adempiuto tutte le milestones fissate dal Commissario Fluttero.

***

(VO.it) – Per quale motivo nutre questo dubbio?

(F.F.) – Per quello che è accaduto a marzo in Toscana.

La Toscana è stata la prima Regione in Italia ad applicare, già dal 1999, la cosiddetta “legge Galli” sul servizio idrico integrato, scegliendo come modello di gestione quello pubblico-privato: le “vecchie” municipalizzate avevano aperto il capitale a soci industriali, che hanno iniettato know-how e tecnologie.

Come Vercelli fece a suo tempo (2003) dapprima con Amag Genova, poi sostanzialmente diventata Iren spa.

Dopo il Referendum del 2011,

(in cui l’Italia decise con oltre il 95% dei voti favorevoli di considerare l’acqua un bene pubblico, eliminando la remunerazione (tramite le tariffe) del capitale investito e la privatizzazione dei servizi),

la Toscana ha deciso di cambiare rotta e le società idriche toscane hanno cominciato a fare marcia indietro.

La prima è stata Publiacqua, controllata al 60% dai Comuni e al 40% dalla multiutility romana ACEA che opera nell’area Firenze, Prato, Pistoia, la più popolata della regione.

Alla scadenza della concessione Publiacqua ha deciso di liquidare ACEA, quotata in Borsa e controllata dal Comune di Roma, e di riportare la gestione in mani interamente pubbliche.

ACEA ha fatto ricorso e, a marzo scorso, il TAR della Toscana lo ha rigettato.

***

(VO.it) – Quindi la battaglia dell’acqua non infuria solo nel nostro quadrante.

(F.F.) – L’acqua sta diventando una risorsa sempre più scarsa a livello globale.

Nel dibattito sulle risorse globali si è ormai affermata la concezione che sarà il nuovo petrolio.

Se il petrolio ha dominato il XX secolo, l’acqua sembra destinata a diventare il petrolio del XXI secolo.

Di questo tema si parlava già trent’anni fa.

Il “Manifesto mondiale dell’acqua” scritto dal prof. Riccardo Petrella disegnava scenari che col tempo si sono dimostrati veri.

In particolare fissava il concetto dell’acqua come cosa pubblica e la negazione della gestione dell’acqua in mano a organismi privati.

Sembrano concetti astratti ma sono le pietre miliari della pace del futuro, poiché per l’acqua si stanno già programmando «le guerre dell’acqua».

Noi siamo seduti su un giacimento preziosissimo.

La Pianura Padana è ricca di falde acquifere.

***

(VO.it) – E gli aspetti economici della nostra “guerra dell’acqua”?

(F.F.) Entro il 28 febbraio del prossimo anno la BCV dovrà liquidare il valore residuo di ASM Vercelli acquisendo il ramo d’azienda del Servizio Idrico.

Su questo tema del valore residuo, che deriva da un calcolo complesso degli investimenti fatti da ASM/IREN sulle reti (si badi: solo la loro implementazione, giacchè le reti sono sempre state e sono rimaste di proprietà dei Comuni), verterà probabilmente a breve la gran parte del discorso.

Si parla di una somma vicina agli 80 milioni di Euro.

La rinuncia a discutere i ricorsi con urgenza mi fa ritenere che, forse, la società per azioni con testa a Torino e Genova non ha intenzione di ostacolare il percorso della BCV o di fare saltare tutto proprio nel momento in cui la macchina si è avviata.

Se avesse voluto farlo avrebbe chiesto la discussione con urgenza cercando di impedire l’evolversi del percorso disegnato dal Commissario.

Il nodo sarà, quindi, probabilmente la trattativa circa il valore residuo e quanto IREN/IRETI può “portare a casa” in un momento in cui i bilanci sono solidi ma l’indebitamento della società, nonostante il miglioramento del rapporto col margine operativo, ha superato i 4,2 miliardi.

Se la trattativa economica, che potrebbe avviarsi a breve, si concluderà in tempi ragionevoli anche i restanti Comuni ora serviti da ASM Vercelli diventeranno soci di BCV Acque.

Io non credo che la vicenda si risolverà con una sentenza del TAR, ma con una trattativa economica tra le società.

***

(VO.it) – E a quel punto quale sarebbe il valore del pacchetto azionario che il Comune di Vercelli ancora possiede nel capitale sociale di Asm Vercelli, cioè la quota di minoranza del 40%, dopo lo scorporo del ramo idrico?

(F.F.) – Qualcuno dice che, togliendo gli utili originati dalla gestione degli acquedotti, ASM avrebbe un bilancio deficitario e che la nostra partecipazione, ora valutata ad un valore vicino ai 48 milioni di euro, varrebbe carta straccia.

Leggendo i bilanci, in effetti, il settore idrico è la vera “gallina dalle uova d’oro” di ASM.

La maggior parte degli utili (20 milioni di euro su 23, nell’ultimo quinquennio) deriva da questo settore.

Gas, energia elettrica e il resto producono utili marginali.

Se il TAR non stravolgerà il quadro e il ramo idrico sarà scorporato da ASM per confluire in BCV, per il Comune si avvierà un processo pesante, che inciderà anche sui nostri bilanci, a partire dal venir meno dal milione di Euro (circa) di dividendi che ASM distribuisce annualmente al Municipio.

Mi chiedo, poi, se i soldi che ASM/IREN/IRETI percepiranno come valore residuo delle reti andranno in quota parte anche al Comune di Vercelli o rimarranno unicamente alla società che ha gestito le reti.

Qualcuno mi dice che potrebbe essere così.

Sarebbe una beffa.    

***

(VO.it) – Se il Comune e IRETI dovessero vincere la causa quale scenario si configurerebbe?

(F.F.) – Torneremmo al gennaio 2024 quando fu commissariato l’ATO (ora Egato2, ndr).

Probabilmente la Regione nominerebbe un nuovo commissario che ripartirebbe da zero.

Dipende da quanti anni ci vorranno tra sentenza, appello e terzo grado.

A Cuneo per un caso simile, con una decisione del Giudice che ha riconosciuto la legittimità del sistema In-House (cioè la gestione pubblica), sono serviti sei anni e 150 mila euro di avvocati.

Nel frattempo le società che compongono Bcv Acque Spa potranno operare tranquillamente e prosperare, mentre è presumibile che ASM entri in stallo, senza investire nulla, in attesa della sentenza.

A mio parere si sarebbe dovuta fare una trattativa politica prima, non andare in causa.

Temo una situazione di stallo che potrebbe durare anni con costi ingenti per avvocati.

Una trattativa politica è sempre meglio di una brutta causa.

Tra l’altro non riesco a capire come il ricorso si leghi al bene di ASM.

Anche se alla fine di un lungo percorso nei tribunali si azzerasse la decisione di Fluttero e il nuovo commissario decidesse di affidare il Servizio Idrico Integrato a una società mista, come auspicano il Sindaco Roberto Scheda e il PD di Vercelli, il partner privato dovrebbe essere scelto con una gara ad evidenza pubblica.

E chi ci dice che la vincerebbe IREN / ASM?

 

Posted in Economia, Enti Locali, Vercelli Oggi