I primi dati analitici raccolti sul territorio danno conferma di quanto anticipato dal Consorzio nelle scorse settimane: la vendemmia 2026 nelle denominazioni Caluso DOCG, Canavese DOC e Carema DOC procede verso un anticipo che si preannuncia tra i più marcati mai registrati.
Le curve di maturazione avviate sull’Erbaluce nell’areale di Caluso e San Giorgio Canavese mostrano un ritmo di accumulo zuccherino sostenuto: nella settimana del 23-25 luglio il grado Babo si attestava a 12,9, con pH 2,78 e acidità totale di 15,3; nella settimana del 28-31 luglio i rilievi hanno registrato valori compresi tra 14,4 e 15,3 di Babo, con pH tra 2,68 e 2,72 e acidità tra 14,3 e 16,4. Un incremento di oltre un punto e mezzo di grado zuccherino in pochi giorni, che conferma l’accelerazione della maturazione.
A incidere su questo andamento è anche il quadro meteorologico di luglio, caratterizzato da una piovosità scarsa e fortemente disomogenea tra le diverse aree del territorio: si va dai 41,2 millimetri (mm) dell’Alto Canavese ai 30 mm di Vische, dai 29,4 mm di Caluso ai 14,6 mm della Serra, fino ai 13,2 mm di San Giorgio e ai soli 7,2 mm di Carema.
Valori ovunque ben al di sotto della norma stagionale, ai quali si sono aggiunte ripetute giornate con temperature superiori ai 35°C, in un contesto tuttavia mitigato in diverse zone da escursioni termiche notturne significative, che hanno favorito un recupero fisiologico delle piante nelle ore più fresche.
“I nostri vigneti stanno dimostrando una buona capacità di adattamento anche in condizioni climatiche estreme – dichiara il presidente del Consorzio Caluso DOCG, Canavese DOC e Carema DOC Lorenzo Simone -. Le prime rilevazioni confermano l’anticipo che avevamo previsto e ci restituiscono un quadro molto eterogeneo da zona a zona: un elemento che, lungi dall’essere una debolezza, racconta la ricchezza del nostro territorio e la capacità dei nostri produttori di leggerlo e valorizzarlo, vigneto per vigneto”.
Il monitoraggio condotto sul territorio evidenzia infatti risposte differenti da area ad area: accanto a zone in maggiore sofferenza vegetativa, altre porzioni del Canavese, pur con apporti pluviometrici contenuti, mostrano uno stato vegetativo delle viti nella norma, grazie alla combinazione tra tessitura dei suoli e regime termico notturno.
Sul fronte del Nebbiolo, in particolare nelle zone dell’Alto Canavese e di Carema, l’invaiatura ha già superato il 60% delle uve: una fase fenologica che il Consorzio segnala come priva di precedenti recenti per questa varietà.
È confermata l’indicazione già diffusa dal Consorzio: le prime raccolte di Pinot sono attese prima di Ferragosto, mentre la vendemmia delle uve Erbaluce destinate alle basi spumante dell’Erbaluce di Caluso DOCG Metodo Classico dovrebbe prendere avvio a partire verso la seconda decade di agosto, salvo variazioni legate all’andamento meteorologico delle prossime settimane.
“Continueremo a monitorare quotidianamente lo stato dei vigneti nelle diverse zone della denominazione – conclude Lorenzo Simone , con l’obiettivo di garantire, anche in un’annata complessa sul piano meteorologico, vini capaci di esprimere al meglio la personalità e la varietà del nostro territorio”.
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Redazione di Vercelli

















