Riceviamo e pubblichiamo
Le associazioni ambientaliste esprimono forte preoccupazione in merito ai contenuti di alcuni documenti inviati tramite PEC dall’Ente di Gestione delle Aree Protette (EGAP) della Valsesia a comuni, province e unioni montane del territorio.
Tali documenti, aventi ad oggetto “Proposte di riforma urgenti in materia di Gestione delle Aree Naturali Protette”, risultano essere stati trasmessi per la discussione nei rispettivi organi consiliari degli enti destinatari.
Dalla lettura delle proposte emergono numerose richieste di natura puntuale e operativa, oltre che ipotesi di revisione normativa di ampio respiro. In particolare, si fa riferimento a:
modifiche alle aree della Rete Natura 2000;
una revisione complessiva del Piano d’Area del Parco Alta Valsesia, con la richiesta di modifica degli attuali vincoli di tutela;
la previsione di nuove piste a servizio degli abitati storici;
la revisione di diversi vincoli del Piano d’Area del Parco del Monte Fenera, peraltro recentemente aggiornato al termine di un lungo e complesso iter amministrativo.
In alternativa a tali proposte, i documenti ipotizzano anche una riforma organica della Legge regionale n. 19/2009, prevedendo il trasferimento della gestione delle aree protette ai comuni territorialmente interessati.
Le associazioni firmatarie ritengono che tale impostazione rischi di indebolire il sistema di tutela, affidandolo a livelli amministrativi che non sempre dispongono delle competenze tecniche e delle risorse necessarie per una gestione efficace e coerente della biodiversità.
In questo contesto, le associazioni condividono pienamente quanto recentemente espresso dalla Regione Piemonte in merito ai parchi valsesiani, laddove si afferma che il sistema degli Enti di gestione delle aree protette costituisce il perno dell’azione regionale in materia di tutela della biodiversità.
Un eventuale superamento di tale modello, con il ritorno a una gestione esclusivamente locale, rischierebbe di compromettere l’unitarietà della strategia regionale e di indebolire l’efficacia complessiva delle politiche di conservazione.
Alla luce di quanto sopra, le associazioni ambientaliste considerano inopportune le proposte avanzate, ritenendole non coerenti con il ruolo e le competenze attribuite al presidente dell’Ente, nominato dalla Regione Piemonte con il compito di garantire una gestione efficace delle aree protette esistenti.
Le scriventi associazioni chiedono pertanto alla Regione Piemonte di approfondire attentamente la questione, valutando la coerenza istituzionale e tecnica delle iniziative intraprese, e auspicano l’avvio di un confronto trasparente e costruttivo sul futuro delle aree protette della Valsesia, nel rispetto degli obiettivi di tutela ambientale e dell’interesse pubblico.
Gian Piero Godio
Legambiente e Pro Natura del Vercellese
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Redazione di Vercelli














