UN ABBRACCIO A ROSELLA QUAZZOLA – Il ricordo commosso di Piera Mazzone - VercelliOggi.it VercelliOggi
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UN ABBRACCIO A ROSELLA QUAZZOLA - Il ricordo commosso di Piera Mazzone      

E’ mancata una collega ma soprattutto un’Amica

Valsesia e Valsessera

Ci eravamo salutate martedì dopo aver concluso l’articolo sulla consegna al Comune di Varallo dell’esclusiva Bandiera di Comuni Fioriti, contenente il marchio di Qualità Turistico Ambientale: eri molto soddisfatta di aver raggiunto tutti gli obiettivi per arrivare a quella meta così prestigiosa.

Svolgevi il tuo lavoro con passione, la stessa che manifestavi nei confronti dei ragazzi che venivano a informarsi per il bonus patente. Don Roberto l’ha sottolineato nel ricordarTi: avevi iniziato la tua carriera lavorativa con gli anziani, occupandoti del coordinamento di Casa Serena, la grande struttura nata alle porte di Varallo per ospitare anziani auto e non autosufficienti, li conoscevi uno per uno, durante la pandemia eri stata attentissima, rigorosa nel rispetto e nell’applicazione delle norme anti-Covid, ti sentivi responsabile nei confronti di quelle persone così fragili e li avevi protetti in maniera ineccepibile, ma negli ultimi anni avevi unito l’impegno verso i più giovani, come responsabile dell’Ufficio Informagiovani, collocato nel cuore della Biblioteca.

Tra noi era nata una intensa collaborazione, ma prima di tutto un’Amicizia.

Leggevi molto, saggistica, soprattutto psicologia, la mente umana con i suoi misteri ti affascinava, cercavi di capire le ragioni di certi comportamenti per prevenirli, o arginare i danni.

La psicologia dell’età evolutiva era uno di tuoi temi preferiti da quando era nata Sofia, la tua amatissima nipotina bionda con gli occhi grandi e azzurri: sognavi di accompagnarla nella crescita, gioivi per ogni sua conquista, ne parlavi spesso, coinvolgendoci nei suoi progressi.

Per Natale Ti eri inventata mille giochi preziosi per racchiudere l’amore di nonna.

Avevi voluto donare a me, Valentina, Giovanni, e a tutti i volontari, un ricordo fiorito, che racchiudeva il tuo gusto nel saper far rivivere oggetti che sarebbero stati destinati all’oblio: bicchieri di cristallo, tazzine, piattini venivano trasformati dalle tue mani sapienti, resi vivi da piantine grasse che trapiantavi creando dei piccoli giardini zen.

Solare, colorata, generosa, avevi recentemente affrontato un piccolo intervento chirurgico ad una mano, che ti aveva procurato non poche preoccupazioni, per fortuna dissipate dall’esito dell’istologico.

Nessuno di noi avrebbe immaginato che stavi per lasciarci in quel modo repentino che mi avevi raccontato essere stato la sorte dei tuoi genitori.

Eri rimasta orfana molto giovane, stavi ancora studiando, ma con tenacia e determinazioni ti eri laureata, iniziando presto a lavorare.

Stefano e Claudia, i tuoi figli, erano il tuo legittimo orgoglio di madre, li avevi accompagnati nella crescita, lasciandoli liberi di intraprendere strade che, ben lo sapevi, li avrebbero portati lontani da Te: prima a Malta, poi in Spagna, ma a metà distanza c’era il tuo “buen ritiro”, Saint Raphael, in Costa Azzurra, dove ti aspettava la Tua “casina”, come amavi definirla.

Ci mancherai, sarà difficile entrare in Sala Ragazzi e guardare la tua scrivania con gli ultimi appunti, pensando che sei partita per un viaggio più lungo, dal quale non c’è ritorno, ma in cui tutti ti seguiremo.

Grazie per la Tua Amicizia e per la serenità e l’ottimismo che sapevi trasmettere, anche con quell’ultimo messaggio whatsapp di mercoledì alle 8.40: “Non ci sarò nel pomeriggio, schiena “inchiodata. Se non passa con solito cortisone sentirò la dottoressa e vi faccio sapere”, poi silenzio, stavi lasciando queste spoglie umane così ingombranti, per alzarti libera di stare per sempre accanto a Sofia: sarai un nuovo angelo, molto speciale, l’angelo degli abbracci, quelli che ci mancheranno molto.

Piera, Valentina e tutti i Volontari della nostra Biblioteca

Redazione di Vercelli

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